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25 settembre 2018

Balaur, un Jinguofortisidae gigante?

fonte: http://www.pnas.org/highwire/filestream/828182/field_highwire_adjunct_files/0/pnas.1812176115.sapp.pdf

Wang et al. (2018) descrivono uno scheletro quasi completo di uccello dal Cretacico Inferiore della Formazione Dabeigou (Cina), ed istituiscono Jinguofortis perplexus.
Jinguofortis è sicuramente uno degli aviali più interessanti descritti negli ultimi anni. Esso presenta una combinazione di caratteristiche uniche, in parte condivise con i pigostiliani, altre apparentemente più plesiomorfiche, e tipiche di molti altri paraviani.
Il cranio presenta denti premascellari e dentali, relativamente ravvicinati, ed una mandibola corta ed acuminata, priva di sinfisi fusa. La colonna vertebrale ha meno di 11 dorsali, ed una corta coda con un lungo pigostilo. La furcula è robusta ed a forma di “U”. Lo sterno ricorda i confuciusornitidi. Il cinto pettorale mostra la fusione della scapola e del coracoide, a differenza della maggioranza degli aviali, nei quali l'articolazione è mobile. Questa condizione primitiva è presente anche in Chongmingia. Nell'arto anteriore, la mano ha una parziale fusione delle ossa del polso, e il terzo dito ridotto ad una sola falange. Il bacino ha un ileo allungato con processo posteriore acuminato, il pube proiettato posteriormente e l'ischio che presenta un processo prossimodorsale molto sviluppato, ma non ha alcun processo otturatore. Il piede ha il primo dito molto sviluppato, mentre nel secondo dito è presente un prominente processo prossimoventrale nella seconda falange come nei deinonychosauri.
Wang et al. (2018) includono Jinguofortis in una analisi filogenetica degli aviali, dove risulta sister taxon di Chongmingia, in un nuovo clade di pygostiliani esterno a Ornithothoraces, che gli autori battezzano Jinguofortisidae.

Già aver scoperto una nuova linea di aviali basali esterna ai gruppi consolidati è sicuramente interessante e intrigante, ma io sono rimasto colpito dalle numerose somiglianze tra Jinguofortis e Balaur. In effetti, tra tutti gli aviali finora noti, questo nuovo taxon cinese è quello che più di tutti conferma e rafforza la mia ipotesi che Balaur sia effettivamente un uccello basale.
In particolare, la forma dello scapolocoracoide, la fusione tra le due ossa del cinto pettorale, la presenza dello sterno, il grado di ossificazione del polso, la riduzione del terzo dito della mano, la conformazione generale del cinto pelvico, la forma e posizione del primo dito del piede, e le proporzioni generali nelle falangi delle altre dita del piede, tutto ricorda Balaur, e dimostra che un animale con le fattezze del paraviano rumeno può essere derivato da un aviale basale comparabile agli Jinguofortisidae.
Wang et al. (2018) non includono Balaur nella loro analisi, né menzionano questo taxon.
Immesso in Megamatrice, Jinguofortis risulta il sister-taxon del nodo “Sapeornis + (Confuciusornis + Ornithothoraces))”, ovvero, risulta l'aviale con pigostilo più basale. Chongmingia risulta invece in Ornithothoraces: siccome gli autori di Jinguofortisidae includono Chongmingia nella definizione del clade, questo risultato non conforma tale gruppo.
Tuttavia, nella mia analisi, Balaur risulta il sister-group del nodo Jinguofortis + tutti gli altri pigostiliani, e questo fa nascere l'intrigante suggestione di quanto possa essere plausibile un legame diretto tra Balaur e Jinguofortis.

Ho quindi svolto una seconda analisi, in cui Balaur e Jinguofortis sono forzati come sister-taxa, mentre Chongmingia è definito come “fluttuante”, ovvero, la sua posizione è libera di collocarsi ovunque, indipendentemente dal vincolo imposto dal nodo Balaur + Jinguofortis. Questa impostazione permette all'analisi di testare se sotto questo vincolo, Chongmingia possa effettivamente localizzarsi con Jinguofortis.

Il risultato di questa seconda analisi produce un albero che è solamente uno step più lungo dell'analisi senza vincoli. Ovvero, il legame diretto tra Jinguofortis e Balaur è una ipotesi appena meno parsimoniosa di quella ottimale (subottimale) che non può scartata a priori. Inoltre, in questa analisi, Chongmingia risulta sister-group di Jinguofortis: di conseguenza, risultando più vicino a Jinguofortis e Chongmingia rispetto agli altri pigostiliani, Balaur risulta un potenziale Jinguofortisidae!

Bibliografia:
Wang, M.; Stidham, T. A.; Zhonghe, Zhou (2018). A new clade of basal Early Cretaceous pygostylian birds and developmental plasticity of the avian shoulder girdle. Proceedings of the National Academy ofSciences of the United States of America.

18 giugno 2015

Dodoraptor Returns

Un nome, un acronimo. Ricostruzione di Balaur, opera di Emily Willoughby e basata sulla nuova interpretazione di Cau et al. (2015)

Balaur bondoc è probabilmente il paraviano più enigmatico ed inatteso scoperto negli ultimi anni. La sua bizzarra morfologia, grossolanamente ridotta allo slogan “raptor con due paia di artigli nel piede”, mi ha affascinato, incuriosito e indotto riflessioni, fin dalla sua pubblicazione. Ho dedicato in passato vari post a Balaur, nei quali ho proposto un’ipotesi alternativa a quella seguita dai descrittori dell’animale. Invece che considerare Balaur come un aberrante velociraptorino, io proposi che esso fosse un uccello basale, un membro di Avialae. Le motivazioni per la mia ipotesi partivano da una semplice constatazione: la grande maggioranza delle numerose autapomorfie attribuite a Balaur (ovvero, quei caratteri che lo differenziano dagli altri dromaeosauridi) è condivisa dagli aviali, sono caratteri “tipici” degli uccelli mesozoici. Pertanto, mi chiesi: e se tutte queste autapomorfie rispetto ai dromaeosauridi non fossero affatto delle bizzarre originalità di un aberrante velociraptorino convergente con gli uccelli, bensì delle sinapomorfie con gli aviali, in altre parole, caratteri che attestano un legame diretto con gli uccelli? In breve, Balaur è un dromaeosauride molto bizzarro che imita un uccello basale oppure, direttamente, un uccello basale? 
Un nuovo studio, di cui sono autore (Cau et al. 2015), si propone di risolvere questa domanda.

30 aprile 2013

The Raptors Strike Back!

Sono tornati!
Cosa?
Possibile che non li ricordiate!
I theropodi che più di tutti avete amato lo scorso anno, sono tornati!
Torniamo a seguirli anche in questo 2013, stesso luogo e, forse, stessi esemplari.

20 febbraio 2013

Balaur: Dromaeosauride o Uccello?

In questi giorni esce l'attesa monografia sull'osteologia dell'enignatico paraviano rumeno Balaur bondoc (Brusatte et al. 2013). La mia speranza era che questa dettagliata monografia risolvesse i miei dubbi e le mie incertezze sulle affinità di questo bizzarro theropode maastrichtiano. Purtroppo, l'animale è così altamente omoplastico che nemmeno con l'aggiunta di una significativa quantità di nuovi dati in Megamatrice posso affermare di aver un quadro più chiaro della sua posizione filetica. Sia chiaro, Magamatrice lo colloca stabilmente in una zona particolare di Paraves, ma sono io che non sono del tutto soddisfatto dal risultato, e sospetto che tale risultato sia ancora preliminare.
Alla luce di questi risultati, non discuterò della posizione risultata per Balaur, né di quelle altre risultate da analisi di altri autori. Penso che Balaur sia veramente molto enigmatico e che la sua posizione definitiva risulterà solo in futuro, quando ulteriori resti (la coda, il cranio) saranno scoperti.
In questo post, elenco le caratteristiche enigmatiche di Balaur che possono essere a favore o contro le sue possibili posizioni dentro Paraves.

28 dicembre 2012

I gufi giganti del Cretacico

Ben prima che Tolkien concepisse cinque eserciti in battaglia, la paleontologia dei theropodi aveva proposto un epico scontro tra il Maligno e ben Sette Città.
Andrews (1913) descrive i resti frammentari di theropode dal Cretacico Terminale della Transilvania romena ed istituisce un nuovo pelecaniforme, Elopteryx.
Elopteryx era basato su un frammento prossimale di femore e alcuni tibiotarsi distali.
Harrison e Walker (1975) rivalutano questi resti e concludono che i tibiotarsi non siano attribuibili alla stesso taxon del femore, che costituisce l'olotipo di Elopteryx. Vengono così istituiti due nuovi taxa per gli altrettanti morfotipi dei tibiotarsi: Bradycneme draculae (la pesante gamba del maligno) e Heptasteornis andrewsi (l'uccello delle setta città). Fa sempre piacere constatare che nella paleontologia esiste una gloriosa tradizione di nomi suggestivi. Harrison e Walker (1975) interpretano Bradycneme e Heptasteornis come due giganteschi strigiformi: in breve, dei gufi mesozoici alti due metri, in quanto identificano nei tibiotarsi dei caratteri tipicamente aviani e, in particolare, strigiformi.
Oggi, se qualcuno identificasse delle ossa mesozoiche con caratteri aviani, ma di dimensioni ben superiori alle ossa aviane attuali, come degli uccelli giganti, riceverebbe automaticamente delle generose critiche: e questo perché ormai è un concetto consolidato che la presenza di caratteri "aviani" non è prerogativa esclusiva degli aviani, dato che buona parte dei theropodi ha, in misura più o meno rilevante, delle caratteristiche "aviane". Pertanto, ossa frammentarie con attributi aviani ed età mesozoica non implicano automaticamente degli aviani, dato che la "avianità" è condizione necessaria ma non sufficiente per rendere un osso un aviano.
Già Brodkorb (1978) aveva messo in dubbio l'identità dei "gufi giganti" ritenendo più plausibile l'attribuizione di Bradycneme e Heptasteornis a theropodi non-aviani di dimensioni medio-piccole. Questa rivalutazione è stata confermata da vari autori, in modi più o meno articolati, tra cui Naish e Dyke (2004) che hanno analizzato le varie posizioni alternative proposte per Heptaspeornis concludendo che esso sia un alvarezsauride, in particolare sulla base della forma ed estensione del processo ascendente dell'astragalo. Va notato che sia Bradycneme ed Heptasteornis presentano un mix di caratteri presenti in Alvarezsaurus e nei Parvicursorinae, tra cui un solco trasversale intercondilare dell'astragalo, una qualche grado di fusione del tibiotarso, il processo ascendente che non si estende all'intera superficie craniale della tibia, l'incisione nel margine mediale del processo ascendente di Heptasteornis.
Immessi in Megamatrice, Bradycneme e Heptasteornis formano un clade con Zhongornis, e questo clade (che di fatto deve essere chiamato Bradycnemidae Harrison e Walker 1975) risulta il sister-group di Pygostylia. Se questo risultato fosse confermato, allora Harrison e Harris (1975) avevano in parte ragione: anche se non si tratta di gufi, i bradycnemidi erano effettivamente un clade di grandi uccelli mesozoici. Questa ipotesi non è poi del tutto campata per aria, se consideriamo che nel Maastrichtiano la regione transilvana era parte di una isola della tetide isolata dal continente, e nella quale vivevano forme di nanismo insulare a livello di sauropodi e hadrosauridi. Dato che gli uccelli nelle isole tendono al gigantismo, l'esistenza dei grandi bradycnemidi sarebbe del tutto compatibile con la loro paleobiogeografia.
Osservando i caratteri a sostegno della posizione di Bradycnemidae, noto che sono influenzati dalla presenza di Zhongornis, nonostante che l'unico carattere che lo colloca in quel clade sia una reversione (la quale, potenzialmente, è una condizione giovanile - ricordo al lettore distratto che Zhongornis è noto solo da un esemplare immaturo). Ho quindi effettuato una seconda analisi escludendo Zhongornis: in questo caso, i Bradycnemidae sono membri di Ornithothoraces (per la precisione, in Enantiornithes). Pertanto, anche rimuovendo l'eventuale disturbo dato dall'immaturità di Zhongornis, la conclusione generale dell'analisi permane: Bradycnemidae come aviali.

Bibliografia:
Andrews, C.W. (1913) On some bird remains from the Upper Cretaceous of Transylvania. Geological Magazine 10: 193-196.
Harrison, C.J.O. and Walker, C.A. (1975) The Bradycnemidae, a new family of owls from the Upper Cretaceous of Romania. Palaeontology 18(3): 563-570.
Brodkorb, Pierce (1978): Catalogue of fossil birds, Part 5 (Passeriformes). Bulletin of the Florida State Museum, Biological Sciences 23(3): 139-228.
Naish, Darren & Dyke, Gareth J. (2004): Heptasteornis was no ornithomimid, troodontid, dromaeosaurid or owl: the first alvarezsaurid (Dinosauria: Theropoda) from Europe. Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie Monatshefte 7: 385-401.

16 agosto 2012

Nido

Ripercorriamo la storia di questo nido, da quando abbiamo iniziato a seguirne gli eventi, lo scorso 26 maggio:
21 giugno 2012
26 giugno 2012
07 luglio 2012
17 luglio 2012
9 agosto 2012

09 agosto 2012

Primi voli

I due pulcini più grandi del nido di falco pescatore estone adottato dal blog hanno spiccato il volo. Il terzogenito è ancora nel nido.

07 luglio 2012

Aggiornamento sui falchi estoni

Continua la crescita dei giovani falchi nel nido estone. Le frecce aiutano ad identificare le teste dei tre individui nel nido.

29 giugno 2012

Aggiornamento sui falchi pescatori

I tre giovani falchi continuano a crescere, e sono ancora tutti e 3 vivi. Noterete però che esiste già una vistosa differenza di taglia e di livrea tra i primi due, da un lato, ed il terzogenito. Questo ultimo è significativamente più piccolo degli altri e mantiene ancora una livrea più chiara, entrambi segni che è cresciuto meno dei fratelli, nonostante che non abbia che pochi giorni in meno degli altri: ciò è un'evidenza che esso ha ricevuto meno cibo degli altri, per via della forte competizione subita dai più voraci ed avvantaggiati fratelli che essendo nati prima hanno goduto di un periodo con minore (o nulla) competizione da parte dei fratelli (essere primogeniti infatti significa vivere per qualche tempo da figlio unico, quindi con l'esclusiva sul cibo).
Mi chiedo se la differenza di livrea tra il più giovane ed i fratelli, che stanno acquisendo un manto più simile allo stadio adulto possa agire da stimolo per i genitori per indurli a fornire il cibo preferenzialmente all'esemplare più immaturo (nel senso che, se gli altri "assomigliano" ad adulti, potrebbero non rappresentare uno stimolo all'imbeccata forte come lo erano quando erano di livrea immatura), o se, invece, tale differenza non sia significativa per il comportamento dei genitori. Negli animali con intense cure parentali, come questi uccelli, infatti, l'aspetto dei giovani è sovente uno dei principali stimoli che induce la cura parentale, e, di conseguenza, la perdita dell'aspetto "infantile" tende a ridurre, fino ad annullare, l'insieme di reazioni neuronali che inducono il comportamento di difesa e nutrizione da parte dei genitori. Infatti, è ampiamente documentato da decenni di studi etologici, che la maggioranza delle cure parentali è indotta sopratutto da specifici "superstimoli", attributi della forma o dell'aspetto giovanile che annullano la naturale aggressività dell'adulto e lo inducono a proteggere e/o portare cibo al giovane.

21 giugno 2012

Piccoli theropodi crescono (e in fretta)

Se state seguendo la vita dei nostri theropodi olocenici preferiti, avrete notato con quanta velocità crescano i pulcini, tutti nati da meno di 10 giorni. Di fatto, i theropodi ornithuromorfi neorniti sono gli animali con il più elevato tasso di crescita del regno animale, una condizione che probabilmente è un'exaptation del tasso di crescita accelerato tipico di tutti i dinosauri, ma che nei "miniaturizzati" neorniti ha prodotto una ancora più rapida crescita per passare dal pulcino all'adulto. Ovviamente, un tasso di crescita così rapido richiede un grande sforzo da parte dei genitori, dato che la prole è inetta e va nutrita procurando loro il cibo e portandolo al nido. Anche se nella foto non si vede bene, la nidiata contiene 3 pulcini.

26 maggio 2012

Wonderful Dinosaur Life

Vi segnalo un nuovissimo documentario sui dinosauri, che sto apprezzando molto. Me ne sono innamorato subito, e non riesco a staccare gli occhi dalla sua visione. Esso è il risultato dell'uso intelligente e lungimirante delle nuove tecnologie digitali per mostrare a tutti, in modo diretto e senza alcun filtro umano, uno spaccato di vita animale, seguendone gli sviluppi passo dopo passo. Esso ci mostra la vita di un theropode nella sua reale naturalezza.
Niente infantili drammatizzazioni, banali spettacolarizzazioni, solo la bellezza insuperabile della Natura.
Potete vedere questo straordinario documento qui.
Cosa succederà? Non possiamo saperlo: esso è in diretta, sta accadendo proprio ora, dal vivo, in una foresta dell'Europa.
Buona visione, imparerete molto più di quello che avete imparato finora da dinosauri fantasiosi, fittizi e digitali.

Ringrazio Gianmarco Marzo per la segnalazione.

AGGIORNAMENTO: Dopo una breve ricerca posso dire che il protagonista è un falco pescatore, e che la località è una foresta dell'Estonia.
AGGIORNAMENTO DEL 27 MAGGIO: I falchi sono due: questa mattina (alle 08.48 ora del filmato) ho visto il momento in cui i due animali si sono dati il cambio per la cova.

16 dicembre 2011

The Extinction of Dodoraptor (?)

Balaur, dal Cretacico Superiore rumeno. In questo post soffermiamoci sul piede
Questo post è germinato nella mia mente proprio mentre leggevo il nuovo articolo di Fowler et al. (2011).
Mentre leggevo le caratteristiche del piede nei Dromaeosauridae elencate nello studio a sostegno di un comportamento di contenimento della preda "allìaccipitride", una vocina nel mio cervello ripeteva: "Balaur! Balaur! Balaur!". Ebbene, molti sapranno che questo blog ha proposto una interpretazione eterodossa di questo Dromaeosauridae. L'interessante ipotesi di Fowler et al. (2010) elenca alcune caratteristiche del piede dromaeosauride come evidenze dell'uso del piede come organo di presa e contenimento della presa. Alcune sono presenti in Balaur in forma "estrema". Elencandole:
- Metatarso robusto ed accorciato. In Balaur il metatarso è molto robusto per standard deinonychosauri, e fuso prossimalmente.
- Prominenti muscoli flessori delle dita dek piede. Balaur ha delle marcate creste plantari nel secondo e nel quarto metatarsale. Queste creste potrebbero essere gli alloggiamenti di fasci dei flessori delle dita ben sviluppati.
- Primo dito del piede sviluppato, robusto e con ungueale espanso. Il primo dito del piede di Balaur avrebbe coadiuvato il secondo dito tipico dei deinonychosauri nell'azione di presa e contenimento della preda.

Pertanto, risulterebbe che Balaur abbia i caratteri giusti per effettuare una presa potente di contenimento della preda. Sembrerebbe quindi una sorta di "dromaeosauro estremo". Tuttavia, ci sono caratteri sempre in Balaur cher indeboliscono le qualità "estreme" di Balaur comparato agli altri Dromaeosauridi:

- Le falangi del terzo e quarto dito non appaiono ginglimoidali, ovvero non mostrano la guide ossee nelle faccette articolari che negli Eudromaeosauria mantengono il modo della falangi strettamente parasagittale, impedendone la dislocazione.
- il primo metatarsale è ridotto, in particolare sembra non avere la faccetta articolare sviluppata: ciò potrebbe indicare una scarsa mobilità del primo dito, nonostante lo sviluppo dimensionale di quest ultimo.

Concludendo. Alla luce dell'ipotesi di Fowler et al. (2011) alcune delle bizzarre caratteristiche di Balaur sono interpretabili lungo il trend evolutivo del piede degli Eudromaeosauria. Le due caratteristiche non compatibili con la predazione di contenimento possono indicare che Balaur aveva seguito una via evolutiva diversa da quella degli Eudromaeosauria, compensando l'assenza di quelle caratteristiche "potenziando" altre. Ciò è compatibile con la posizione di Balaur in Megamatrice, prossima ma esterna a Eudromaeosauria.
L'ipotesi del "Dodoraptor" (ovvero, Balaur interpretato come un dromaeosauridae con ridotta cursorialità e forse ridotte tendenze predatorie) è fortemente indebolita alla luce del modello di Fowler et al. (2011).

Un vero scienziato non deve fare delle sue ipotesi dei dogmi intoccabili, bensì deve essere felice se una nuova ipotesi spiega le evidenze in modo migliore rispetto alla sua. Per questo, sono felice che il "mio" Dodoraptor si stia estinguendo!

08 novembre 2011

I theropodi dal Cretacico Superiore del Volga

La Russia Europea ha finora fornito pochi resti di dinosauri e ancor meno di theropodi. Tuttavia, essa è molto significativa in quanto ponte tra le faune europee e le ricche associazioni dell'Asia Centrale.
Averianov e Yarkov (2004) descrivono tre fossili isolati dal Maastrichtiano della regione del Volga-Don, in Russia. I fossili sono un basioccipitale-basifenoide, un dente ed un probabile metacarpale.

14 agosto 2011

_Balaur_: More than just a "Double-Sickle-Clawed Raptor"...

Ricostruzione eterodossa di Balaur, come dromaeosauro "therizinosauro-mimo" insulare adatto a condizioni ambientali semi-aride
Ripubblico uno dei post più letti negli ultimi 2 anni.

Questo post è frutto di alcuni scambi di opinioni online con Mickey Mortimer, Ville Sinkkonen, Rutger Jansma e Zach Miller, che ringrazio per gli spunti e i suggerimenti. 
Credo che ci sia ancora molto da dire riguardo Balaur (Csiki et al., 2010), oltre al semplice menzionare l'apparente "seconda" coppia di artigli a falce nel piede.

05 settembre 2010

Ricostruzione scheletrica di _Balaur_ by Ville Sinkkonen

Il mio disappunto contro le versioni fantasiose e poco scientifiche di Balaur che circolano in rete ha degli alleati molto validi.
Ecco una ricostruzione di Balaur, più aderente ai dati e più in linea con le varie interpretazioni della sua bizzarra anatomia, ad opera di Ville Sinkkonen, tra i più validi paleo-illustratori esistenti. La postura e le proporzioni riflettono l'interpretazione "Dodo-raptor" sostenuta da me, Ville ed altri. Notare che il primo dito del piede, pur essendo espanso e posto distalmente rispetto a quanto accade negli altri dromaeosauridi, non è iperesteso.

Immagine da Deviantart

04 settembre 2010

"Dodo-raptor" fa proseliti

Ci manchi tanto, robusto paraviale insulare... (sigh!)
Vedo con piacere che il meme da me introdotto, chiamato scherzosamente "Dodo-raptor" (relativo all'ipotesi graviportale -ed erbivora- di Balaur), sta facendo proseliti in rete:

DinoGoss gli dedica un post
Menzione sulla Dinosaur Mailing List

Ciò indica che, dopo tutto, è un'ipotesi che merita di essere valutata ed approfondita...

03 settembre 2010

Il primo dito di _Balaur_


Balaur è un taxon veramente interessante, che ha ancora molto da dirci: è un vero peccato che molta della sua fama in rete sia una manifestazione della più grossolana Dinomania...
Ho pensato che sia utile mostrare questa immagine, dato che in rete circolano già ricostruzioni molto fantasiose (e grossolane) di Balaur, illustrato come un "raptor alla Jurassic Park" con una copia aggiuntiva del secondo dito del piede tipico dei dromaeosauridae, iperestesa e (incredibile a dirsi!) con 3 falangi!. (Tralascio per ora le versioni con due sole dita nella mano, quasi fosse un Tyrannosaurus, quella con l'occhio "malvagio" e la bocca sbavante: quelle restano materiale per forum a tema).
Come vedete, nella foto è ingrandito il primo dito del piede di Balaur.

02 settembre 2010

_Balaur_ in Aves (sensu "the Archaeopteryx node")?

Ultima postata sul nuovo paraviano europeo Balaur.
Ho testato la sua posizione nell'analisi di Senter (2010), che è, attualmente, la matrice sui coelurosauri non-neorniti più ampia pubblicata (364 caratteri x 89 taxa: ricordo che Megamatrice, pur essendo molto più ampia, è ancora "non-pubblicata" e quindi può lecitamente essere ignorata).
Il risultato è interessante: Balaur risulta un aviale più derivato di "Archaeopterygidae", sister-taxon del nodo "Jeholornis + Pygostylia". Secondo questo risultato, quindi, Balaur sarebbe un uccello basale attero gigante: ciò, dal punto di vista paleobiogeografico, e considerando la sua anatomia, non è poi così bizzarro.
Ovviamente, con la stessa matrice ho testato anche la posizione proposta da Csiki et al. (2010), sister-taxon di Velociraptor: tale ipotesi è solo 3 steps più lunga. La probabilità che tale differenza sia solo dovuta a campionamento casuale è del 60-71%, quindi, attualmente, tale ipotesi, con la matrice di Senter, non può essere scartata.

Conclusioni: penso che sia ancora prematuro stabilire cosa sia Balaur in termini tassonomici (e ciò, di conseguenza, incide profondamente sul suo significato evolutivo). A seconda dell'analisi utilizzata, esso può risultare sia un Dromaeosauridae (analisi di Csiki e Megamatrice) o un Avialae (analisi di Senter): entrambe le posizioni, tuttavia, non sono molto robuste ed ammettono con una discreta probabilità altre alternative (vedi precedente post).
Consiglierei a tutti, in attesa di nuovi dati, di classificarlo come Paraves incertae sedis.