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03 agosto 2022

Il mio grosso grasso carcharodontosauro marocchino

 


Nuovo episodio del Podcast di Theropoda. I lettori abituali del blog conoscono la saga di Sauroniops. Ma non avevano mai ascoltato la saga di Sauroniops.

15 ottobre 2020

Sauroniops non è Carcharodontosaurus


Olotipo di Sauroniops in due viste anterolaterali.


Fin dalla pubblicazione originale di Sauroniops, ho rimarcato che le caratteristiche peculiari del frontale (olotipo di S. pachytholus) lo differenzino dagli altri grandi theropodi del Cretacico.

In particolare, il frontale di Sauroniops è distinguibile dagli altri carcharodontosauridi africani per le proporzioni generali dell'osso (più ampio che lungo rispetto a Carcharodontosaurus saharicus ed il frontale riferito a C. iguidensis), per la posizione della faccetta prefrontale (posta nella parte anteromediale del margine laterale (come in Eocarcharia) e non a ridosso della faccetta postorbitale (come è in Carcharodontosaurus), per la netta separazione delle faccette mediali per i nasali, che formano una profonda “U” rispetto alla più corta separazione presente in Carcharodontosaurus (in cui la faccetta nasale descrive una corta “V”) e per la presenza di una distinta cupola ossea data dall'espansione della regione articolare col lacrimale (al contrario della depressione presente in Carcharodontosaurus). Siccome alcuni di questi caratteri non possono variare lungo la crescita individuale (in particolare, la faccetta prefrontale non può migrare posteriormente “attraverso” la faccetta lacrimale) è altamente improbabile che Sauroniops sia uno stadio di crescita di Carcharodontosaurus.

Nonostante tutte questi elementi siano esplicitamente discussi in Cau et al. (2013), essi vengono ignorati o in alcuni casi persino fraintesi in un recente studio di Ibrahim et al. (2020) nel quale si sostiene che Sauroniops sia un sinonimo di Carcharodontosaurus.

Qui sotto, analizzo gli argomenti portati da Ibrahim et al. (2020):


Gli autori sostengono che il frontale di Sauroniops sia circa il 60% la dimensione di quello adulto di Carcharodontosaurus, e che quindi le differenze tra i due taxa siano riducibili a effetti dimensionali (ed eventualmente di stadio di crescita).

Tuttavia, è improprio affermare che il frontale di Sauroniops sia lungo solo il 60% di Carcharodontosaurus. Innanzitutto, non ci sono motivi per considerare solamente la lunghezza della parte del frontale posteriore alla faccetta nasale di Sauroniops rispetto alla lunghezza della parte esposta del tetto cranico di Carcharodontosaurus, dato che sono due parti non omologhe. In Sauroniops, come ho ricordato sopra, la faccetta nasale è più profonda ed a “U” rispetto alla più corta faccetta nasale di Carcharodontosaurus: di conseguenza, data la diversa estensione del contatto nasale-frontale nei due taxa, usare unicamente la zona posteriore in Sauroniops sottostima la sua dimensione. Siccome i rami nasali in Sauroniops partecipano al tetto cranico esattamente come in Carcharodontosaurus, la parte esposta nel primo è di almeno 19 cm e non solo 12 cm. Inoltre, siccome la parte anteriore del ramo nasale è mancante, la misura di 19 cm è una stima minima, per difetto. In conclusione, non ci sono motivi validi per affermare che Sauroniops sia il 60% di Carcharodontosaurus: i due frontali sono di dimensioni comparabili. A conferma di ciò, lo spessore dell'osso frontale lungo la sutura mediale e a livello della faccetta lacrimale in Sauroniops sono comparabili a quelli riportato per Giganotosaurus.

Paradossalmente, se assumessimo che la parte del frontale esposta dorsalmente nel tetto cranico di Sauroniops sia lunga solo il 60% di quella di Carcharodontosaurus, risulterebbe comunque che esso ha una faccetta lacrimale spessa quanto quella in Giganotosaurus (questa seconda misura è indipendente dalla prima). Quindi, in quel caso, la faccetta lacrimale di Sauroniops sarebbe in proporzione gigantesca rispetto a quella di Carcharodontosaurus: ciò sarebbe un carattere che molto difficilmente potremmo considerare condizione giovanile e che a maggior ragione quindi confermerebbe che si tratta di un taxon distinto da C. saharicus!

Ibrahim et al. (2020) sollevano poi un'obiezione sulle differenze da noi notate relative alla posizione della faccetta prefrontale in Sauroniops rispetto ai carcharodontosaurini:


Il commento qui sopra però non riporta correttamente quanto scritto in Cau et al. (2013), nel quale non si afferma che la faccetta prefrontale sia assente nel frontale di C. saharicus. Al contrario, noi scrivemmo:

“In the derived carcharodontosaurids, the prefrontal is fused with the lacrimal, forming a medial process of the posterodorsal corner of the latter (Coria and Currie, 2006), and the prefrontal-lacrimal facet is even more posteriorly expanded, approaching the postorbital facet and completely excluding the frontal from participating in the dorsal margin of the lateral orbital rim (Brusatte and Sereno, 2007). In these forms, a deep circular pit along the lateral surface of the frontal indicates the articular surface for the prefrontal process of lacrimal (Brusatte and Sereno, 2007).” 
(Cau et al. 2013)

Paradossalmente, Ibrahim et al. (2020) riconoscono che la condizione in Sauroniops è chiaramente differente da quella in Carcharodontosaurus, ma pare che ne sottostimino l'importanza, senza però portare argomenti su come si possa avere nella stessa specie una così radicale differenza nella topologia delle ossa che formano la barra preorbitale.

Apparentemente, Ibrahim et al. (2020) hanno frainteso quanto riportato nella diagnosi di Sauroniops in Cau et al. (2013):


Infatti, Cau et al. (2013) notano che Sauroniops non presenta le caratteristiche mensole ed invaginazioni nella regione temporale di Carcharodontosaurus. Sebbene il margine anteriore della fossa temporale in Sauroniops sia incompleto, esso è relativamente piatto e privo di invaginazioni nella sua porzione anteromediale, come presente invece in Carcharodontosaurus.

Inoltre, Ibrahim et al. (2020) confondono la presenza/assenza di caratteri nella diagnosi di Sauroniops quando commentano:


Come rimarcato prima, la forma ed estensione della faccetta nasale-frontale nei due taxa è differente, con Sauroniops avente una completa separazione dei due rami nasali, come evidenziato dalla presenza di una lunga faccetta mediale per il nasale e una fossa posterodorsale sul margine anteriore del tetto cranico, entrambi assenti in Carcharodontosaurus. A differenza di quanto scritto da Ibrahim et al. (2020), Cau et al. (2013) esplicitamente riportano che in Sauroniops, il setto interorbitale non è ossificato, e questo difatti contrasta con quanto presente invece in Acrocanthosaurus e nei carcharodontosaurini (e correttamente riportato da Ibrahim et al. 2020). Dato che le dimensioni del frontale di Sauroniops sono comparabili a quelle dei sopra citati taxa (come dimostrato ad inizio post), l'assenza di questo elemento è un ulteriore carattere distintivo che rende dubbia la sua attribuzione a Carcharodontosaurus.

Concludendo:

1) Il frontale di Sauroniops non è il 60% di quello di Carcharodontosaurus, bensì di dimensioni comparabili (e proporzionalmente più tozzo e ampio, ed entrambi sono estesi per oltre 19 cm sopra il tetto cranico).

2) La posizione della faccetta prefrontale di Sauroniops non è omologa a quella in Carcharodontosaurus (anteromediale nel primo, posterolaterale nel secondo).

3) Sauroniops non presente caratteri diagnostici di Carcharodontosaurus a livello della fossa temporale e del setto interorbitale.

4) Carcharodontosaurus non presenta il carattere diagnostico della cupola espansa a livello della zona preorbitale, né la profonda separazione dei rami nasali, diagnostici di Sauroniops.

Pertanto, non ci sono motivi per considerare i due taxa sinonimi (contra Ibrahim et al. 2020).


Bibliografia:

Cau, A; Dalla Vecchia, FM; Fabbri, M. 2013. A thick-skulled theropod (Dinosauria, Saurischia) from the Upper Cretaceous of Morocco with implications for carcharodontosaurid cranial evolution. Cretaceous Research. 40: 251–260.

Ibrahim, N; Sereno, PC; Varricchio, DJ; Martill, DM; Dutheil, DB; Unwin, DM; Baidder, L; Larsson, HCE; Zouhri, S; Kaoukaya, A. 2020. Geology and paleontology of the Upper Cretaceous Kem Kem Group of eastern Morocco. ZooKeys. 928: 1–216

 

10 luglio 2020

ll cervello di Sauron

Il frontale che forma l'olotipo di Sauroniops pachytholus conserva sulla sua superficie ventrale parte della traccia della cavità encefalica.
Usando le cavità encefaliche di Carcharodontosaurus e Giganotosaurus come riferimento, è possibile stimare la forma e dimensione dell'encefalo di Sauroniops.

Ricostruzione ipotetica della cavità encefalica di Sauroniops. Frontale di Sauroniops in vista mediale (grigio, da Cau et al. 2012), calco endocranico digitale di Giganotosaurus (rosso, da Paulina-Carabajal e Nieto 2020), outline del neurocranio di Carcharodontosaurus (blu, da Coria & Currie 2002) e silhouette di Carcharodontosaurus (modificata da illustrazione di M. Auditore).

18 agosto 2015

Sauroniops, the pop star, strikes back!

Tutti amano Sauroniops. Lo so, perché fu proprio perché fosse amato che gli diedi quel nome.
 
Proprio pensando a Sauroniops, ero tutto preso dal dilemma esistenziale indotto dal realizzare che "Indominus" sia un fake-sinonimo junior di Sauroniops, quando mi sono imbattuto online nella ennesima emanazione pop del mio dinosauro più tamarro: esiste un album musicale che é stato intitolato Sauroniops pachytholus!

Sono fiero della mia tamarraggine. 
Ringrazio gli autori dell'album per aver ulteriormente rinvigorito la mia speranza nell'umanità.
Ed ora, meglio tornare a cose serie...

05 giugno 2015

Un attacco frontale dagli alleati dell'Ovest contro Mordor

Primo post dalla mia trasferta belga.

Paulina-Carabajal e Coria (2015) descrivono un frontale isolato di un theropode di medie dimensioni dalla Formazione Portezuelo (parte inferiore del Cretacico Superiore). L'esemplare è molto interessante, perché presenta le ossa ispessite, un rapporto ampiezza/lunghezza maggiore di 0.66, la faccetta prefrontale localizzata anteromedialmente e separata dalla fossa orbitaria, ed un ridotto ramo nasale. Questa combinazione di caratteri ricorda gli abelisauridi, ma è anche condivisa da Eocarcharia e Sauroniops. Alcune caratteristiche, invece, ricordano i megaraptoridi e i tyrannosauridi, come l'ampia estensione della fossa sopratemporale. Noto con piacere che Paulina-Carabajal e Coria (2015) testano le affinità filogenetiche di questo esemplare usando la matrice ridotta da Megamatrice che pubblicai nel primo studio su Sauroniops (non mi spiego come mai non abbiano usato la matrice aggiornata presente nel secondo studio), dove l'esemplare risulta un allosauroide non-carcharodontosauride affine a Sinraptor. Purtroppo, gli autori escludono Sauroniops dalla loro analisi dei dati, quindi l'eventualità di un'affinità con il theropode africano (vissuto pochi milioni di anni prima l'esemplare patagonico) non è testata.
Immesso in Megamatrice, l'esemplare patagonico risulta prossimo a Sauroniops, in un clade assieme all'enigmatico Labocania. Questo clade di taxa del Cretacico Superiore con frontali ispessiti è a sua volta nidificato in Tyrannosauroidea, più prossimo a Tyrannosauridae e Megaraptora rispetto che ai Proceratosauridae. 
Se questo risultato fosse confermato, significherebbe che Sauroniops è un tyrannosauroide africano, il primo da questo continente. [Sì, vabbè, ed ha anche l'aspetto dell'Indominkius... ]
Prima di gridare joejohnstonamente all'idea di un tyrannosauroide gigante nel Kem Kem che si scazzotta con Spinosaurus, è meglio ricordare che questi esemplari sono noti solo ed esclusivamente dalle ossa frontali, quindi sono collocati filogeneticamente in base ad un singolo osso, e che molti di questi caratteri del frontale sono omoplastici, condivisi per convergenza tra abelisauridi, carcharodontosauridi e tyrannosauroidi. Ovvero, questo risultato è molto provvisorio proprio a causa del limitato insieme di dati disponibili, e non va considerato definitivo.
Solo ulteriori resti possono confermare o meno questi scenari.

Bibliografia:
Paulina-Carabajal A., Coria RA. (2015) An unusual theropod frontal from the Upper Cretaceous of north Patagonia. Alcheringa DOI: 10.1080/03115518.2015.1042275

01 settembre 2014

Impara l'Inglese... con Sauroniops!

La fama sconfinata ed ampiamente meritata di Sauroniops continua a mietere vittime!
Il caso di oggi è segnalato dall'amico Davide Bonadonna: esiste un corso audio-testuale di inglese che include una lezione su Sauroniops (con tanto di menzione del vostro paleo-blogger!).
Ecco la pagina incriminata, con il testo da completare dopo aver ascoltato la audio-lezione.



Ringrazio Davide per questa incredibile segnalazione.

25 luglio 2014

Sauroniops, The Graphic Novel

Che il nostro Sauroniops sia il theropode con il più alto rapporto popolarità/completezza è ormai assodato. Tutti adorano Sauroniops, e lo vorrebbero vedere in tutti i film con dinosauri.
A parte le battute, questo post vuole ringraziare, Arnaud Plumeri e Bloz, gli autori di Les Dinosaurs/Dinosaures the Graphic Novel, una serie di striscie a fumetti che parlano in modo simpatico ed intelligente dei dinosauri.
Arnaud mi ha inviato una striscia che comparirà nel prossimo numero della serie, dedicata al nostro Sauroniops, ed avente come protagonisti anche il sottoscritto, insieme a Fabio Dalla Vecchia e Matteo Fabbri! Non capita tutti i giorni di vedere il proprio lavoro e la propria persona tradotti in un fumetto!
© Copyright Plumeri & Bloz / Bamboo Edition - used with permission

Ho apprezzato moltissimo questo omaggio, per due motivi. 
Innanzitutto, come paleontologo che vede il proprio bizzarro ed astruso lavoro scientifico diventare fonte di ispirazione per opere artistiche. Ma anche per un motivo più personale: fin da ragazzino ho avuto la passione per il disegno ed il fumetto. Una delle mie aspirazioni di allora, oltre all'inossidabile paleontologia, era proprio di diventare fumettista, e durante gli anni del liceo e dell'università realizzai qualche centinaio di strisce a fumetti (tra i personaggi protagonisti c'erano, ovviamente, anche alcuni dinosauri). Poi, le contingenze hanno portato la mia vita verso la scienza, ma la mano e la passione sono ancora come quelle di allora, e non manco occasionalmente di ritornare alla matita.

Grazie mille a Arnaud e Bloz per questa unica manifestazione di stima.

04 dicembre 2012

Eye of Sauron: You are doing it Wrong!

L'Occhio di Sauron nell'Antorbita di Sauroniops. Notare lo sguardo giustamente sconvolto dell'Homo.
Era inevitabile che qualcuno facesse questo errore. 
Ecco cosa accade a non avere le sacrosante nozioni di anatomia comparata...
L'immagine qui sopra, che ho trovato in un sito in lingua russa, ha collocato l'occhio di Sauron nel posto sbagliato del cranio ipotetico di Sauroniops... col risultato che la nobile parvenza dell'allungato rostro theropodiano è stata bistrattata come se fosse quella di un comunissimo sfenodonte... 
Quella in cui è collocato erroneamente l'occhio di Sauron è infatti la FINESTRA ANTORBITALE.
La finestra antorbitale, una caratteristica degli archosauriformi (tranne nei gruppi in cui è scomparsa secondariamente, come i coccodrilli moderni), lo dice il nome stesso, è posta ANTeriormente all'ORBITA. L'orbita è invece quella apertura subito posteriore, in questo caso a forma vagamente di serratura e bordata da lacrimale, jugale e postorbitale. In vita, il bulbo oculare era alloggiato nella parte dorsale della cavità orbitale.
Se proprio volete inserire l'Occhio di Sauron in Sauroniops, dovete fare così:
Il fiero muso allungato che nobilita i cladi superiori

16 novembre 2012

Un Frontale per Dominarli Tutti

Sauroniops conquista la tv nazional-popolare! Grande Matteo!
"Quanto mi secca avere sempre ragione." (cit.)
Come scrissi nel primissimo post sulla "sociologia del nome di Sauroniops", l'Occhio di Sauron aveva la potenzialità di catalizzare una spropositata quantità di attenzione su un altrimenti insignificante esemplare (insignificante a meno che voi non siate paleontologi dei theropodi), generando un vero e proprio "fenomeno mediatico". La mia previsione si è rivelata corretta: il nome ha dilagato come un'orda di orchi abbattendo qualunque fronte raggiungibile!
A due settimane dalla pubblicazione dell'articolo che istituisce Sauroniops, questo nome ha superato l'assurda cifra di oltre 30 mila riferimenti su Internet (non credete? vi basta digitare "Sauroniops" su Google e vedere cosa salta fuori), ed è stato menzionato in tweet, citato su pagine di news, discusso, riferito in blog, ha avuto pagine dedicate in siti giornalistici importanti come The Huffington Post, video di YouTube, ha generato illustrazioni ispirate in modo più o meno realistico al suo nome, ha ricevuto un'intervista radiofonica (alla quale mi sono prestato alcuni giorni fa) ed infine, come apoteosi pop postmoderna che rende onore a Andy Warhol, ha avuto infine una comparsata sulla prima televisione nazionale italiana, questa mattina - in cui ho preferito mandare come ospite il nostro Matteo Fabbri, ambasciatore della dinosaurologia al posto del mio grugno feroce.
Riflettete tutti su questo interessante episodio: un paleontologo decide di battezzare una nuova specie di dinosauro con un nome "cool" e ciò basta a generare tutto questo esagerato clamore? Sia chiaro, io sono felice del successo mediatico della "mia creatura", e mi sono molto divertito in questa settimana a leggere commenti di nerd entusiasti, a vedere che qualcuno ha speso parte del suo tempo a scrivere qualcosa su Sauroniops, mi ha fatto molto piacere rispondere alle domande dei giornalisti che mi hanno scritto, e mi sono divertito un mondo a vedere Matteo in tv con la sua bella giacca che parlava per qualche minuto della nostra pubblicazione. E sapere che tutto ciò deriva dalla mia decisione di battezzare Sauroniops non fa che esaltare la mia vanità di demiurgo ultrazionale.
Ma resta la domanda fondamentale: come è possibile che sia stato sufficiente per me intuire le potenzialità di un nome pacchianamente pop per generare il caso paleo-mediatico più sproporzionato degli ultimi anni? Possibile che sia sufficiente battezzare una specie in modo cool per avere un po' di meritata attenzione? 
Pertanto, cari amici paleontologi, suggerisco a tutti di seguire il mio esempio: spremete le vostre meningi e battezzate i vostri taxa con nomi cool: non per vanità, non per andare in televisione, ma per sperare che l'ostilità generale del pubblico che normalmente circonda la paleontologia sia in parte infranta dalla vostra fantasia ed originalità. Fatelo per aiutare la divulgazione della paleontologia.

10 novembre 2012

La Scienza dietro l'Arte di Sauroniops


Questa bellissima opera pittorica di Troco è ormai universalmente riconosciuta come la rappresentazione "ufficiale" di Sauroniops pachytholus. Sono felice che in rete essa abbia ricevuto l'attenzione che merita e che contribuisca a far conoscere Troco anche all'estero. 
L'opera è il risultato della collaborazione tra il paleontologo (il sottoscritto) e l'artista (Troco): si tratta di un lavoro coordinato in cui scienza ed arte si sono alleate per produrre una scena che fosse contemporaneamente rigorosa sul piano scientifico e affascinante sul piano artistico. Io e Troco abbiamo discusso i dettagli, la composizione e posizione dei soggetti, come e perché dovessero essere rappresentati in quel modo. Il mio obiettivo non era solamente di "mostrare" Sauroniops, ma di divulgare in modo diretto una serie di concetti scientifici. In questo post mostrerò la Scienza che sta dietro questa opera. 

09 novembre 2012

Secondo video sul nostro carcharodontosauride preferito...


Al termine di questa serie di post sul riscontro mediatico di Sauroniops, pubblicherò un post sulle mie considerazioni.

07 novembre 2012

Ho creato un mostro mediatico

Questa non l'avrei mai prevista. Va oltre le più estreme speculazioni che avevo elaborato.
Meraviglioso. 
Stupendo.

06 novembre 2012

Sauroniops su National Geographic!

Vi segnalo la mia intervista sul sito dell'edizione USA di National Geographic relativa a Sauroniops!


Aggiornamento del 07 novembre 2012

Edizione italiana dello stesso articolo linkato sopra.

Sauroniops trova spazio anche in altri siti di informazione: [1], [2], [3], [4].



05 novembre 2012

Omen Nomen

Da Wikipedia English, alla pagina di Sauroniops (non scherzo)

Ha solo una settimana di vita, Sauroniops pachytholus, ma ha già un discreto spread (parola chiave del 2012, almeno in Italia).
Da una rapida ricerca online, esso risulta, oltre che su Theropoda:

29 ottobre 2012

Sauroniops, Sauronisops o Sauronwaops?

So che questo sarà probabilmente il post più nerd della mia vita...

La parola Sauroniops è formata da due parti: Sauroni-, contrazione di Sauronis, che a sua volta è il genitivo singolare (terza declinazione) di "Sauron, -is", forma latinizzata del nome quenya Sauron; e da -ops, forma latinizzata del nome greco che può essere tradotto sia come "volto" che come "occhio, vista".
Avrei potuto coniare il termine Sauronisops, ma risultava poco pratico da pronunciare, quindi ho optato per la contrazione di Sauronis in Sauroni-.
In ogni caso, l'alternativa sarebbe stata di usare direttamente il termine quenya Sauronwa, il possessivo singolare ("di Sauron") assieme al suffisso -ops, producendo un ancor pessimo "Sauronwaops".

Siete liberi di dissentire e di demonizzarmi.

In ogni caso, spero che gli attacchi a Sauroniops siano sulla sua validità scientifica e non tanto sulla sua natura etimologica, che, in quanto mero arbitrio linguistico su un nome fittizio da una lingua immaginaria, è sicuramente secondario, per quanto affascinante (almeno per chi è nerd fino al punto di battezzare un taxon onorando Tolkien).

Prossimamente, discuterò del tema probabilmente più profondo e importante dell'intera disciplina theropodologia mondiale: Sauroniops è sinonimo di Sigilmassasaurus?

28 ottobre 2012

Sauroniops pachytholus (Cau, Dalla Vecchia e Fabbri 2012b): il Carcharodontosauridae "abelisauro-mimo"

Due diverse immagini di MPM 2594, in vista anterolaterale e anteriore, che permettono di visualizzare le sue caratteristiche distintive. Nei disegni in basso, l'area grigia indica la superficie dorsale, l'area grigio scuro la "cupola".

Devo scusarmi con i miei lettori: in un precedente post non sono stato sincero al 100%. Nel post in cui chiedevo ai lettori, come mero gioco, di proporre un nome per MPM 2594, ho omesso un piccolo dettaglio non marginale: quello stesso giorno avevo ricevuto la conferma dall'editor di Gondwana Research che un mio nuovo articolo, avente come coautori Fabio Dalla Vecchia e Matteo Fabbri, era stato accettato per la pubblicazione (Cau et al. 2012b). Il legame tra quel post e quell'articolo è che esso, tra le altre cose, istituisce proprio il nome ufficiale per MPM 2594. 
Nell'articolo, che da oggi è disponibile in versione online, abbiamo rivalutato MPM 2594, lo abbiamo confrontato in dettaglio con tutti i carcharodontosauridi per i quali esistessero dati relativi al frontale, abbiamo aggiornato l'analisi filogenetica che ne testava le affinità, e sulla base di questi risultati, ben più robusti che nel primo studio, abbiamo istituito un nuovo genere e specie di theropode, battezzato Sauroniops pachytholus*, letteralmente: "L'Occhio di Sauron" - dall'omonimo personaggio della famosissima trilogia di J.R.R. Tolkien (1892-1973), che condivide con MPM 2594 il fatto di manifestarsi "fisicamente" solo come una minacciosa regione orbitale - e "spessa cupola", dal carattere più distintivo del fossile, discusso sotto.

*L'articolo online presenta al suo interno un atto nomenclaturale che sancise la conformità alle recenti disposizioni del ICZN sulla pubblicazione elettronica di nuovi taxa; quindi Sauroniops pachytholus è già valido senza attendere la pubblicazione cartacea.