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28 giugno 2022

The Ro Podcast - Episodio Zero: I dinosauri cacciavano in branco?

(c) John Gurche

Post sperimentale. Questo è l'episodio pilota del podcast associato a questo blog, il The Ro Podcast di Theropoda.blogspot. Argomento del podcast è uno dei temi più discussi dagli appassionati di dinosauri: i dinosauri carnivori cacciavano in branco? Nel podcast vi racconto la storia di questa ipotesi e di come è stata risolta. [Disclaimer: il podcast è in italiano]

Episodio Zero: I dinosauri cacciavano in branco?

Il podcast è anche ascoltabile su Spotify.

Buon ascolto!

27 giugno 2022

The Good, the Claw and the Eagle

 

Didascalia del post: "Although it might help in understanding dromaeosaurid falciphoran condition, modern raptor talons are quite different from "Mesozoic" raptor sickle-claws. In the former, the flexor tubercle in huge and anteriorly directed, in the dromaeosaurid is way smaller and posteriorly directed (red arrows). This, combined with the mechanical differences (in ungual tip curvature and force directions), makes me suspect that dromaeosaurids were less "raptor-like" in claw function than we usually assume".


Nella pagina Facebook del blog, ieri ho avviato una discussione sulla morfologia del secondo ungueale del piede in Deinonychus ed il suo confronto con gli ungueali del piede nei rapaci.

Ciò ha generato una ampia discussione tra appassionati ed esperti, con decine di commenti tutti interessanti, educati e costruttivi. Cose che fanno bene al cuore, in questi tempi di social media ridotti a scontri emotivi tra soliloqui arrabbiati.

Il terrapiattista globale è più qualificato del piatto geologo

Ora tutto è chiaro.


Questo post poco paleontologico ma molto pertinente su certi ambiti pop della paleontologia è dedicato ad un amico che pensa che tutto il mondo (me compreso) non abbia capito niente (le sue parole erano un poco più dure e dirette) su una cosa che "evidentemente" egli crede di essere molto più competente per valutare.

Una mia amica ama ballare. Ha un suo canale YouTube dove carica i suoi video di lei che balla, ed i video hanno ottenuto decine di migliaia di visualizzazioni. La mia amica è molto simpatica, e lo dimostra l'affetto di quelli che seguono i suoi video. Eppure, quando è andata al saggio di danza, la commissione esaminatrice ha stroncato la performance della mia amica, che è stata bocciata. In molti si sono infuriati per la bocciatura, ed hanno attaccato la commissione esaminatrice, giudicandola incapace, ignorante, oppure, più direttamente, prevenuta ed ostile verso la mia amica che ama ballare.

Un mio amico è un appassionato di misteri e complotti. Ha un suo account su Instagram dove carica foto e link su misteriosi eventi avvenuti nel mondo. Video sullo Yeti, testimonianze sugli UFO, presunti documenti che dimostrerebbero complotti delle multinazionali per impiantarci un chip nella testa per dominare il mondo. La pagina Instagram del mio amico è seguitissima, ed egli è diventato una celebrità online, con migliaia di sostenitori che condividono la sua passione per i misteri irrisolti. Eppure, gli esperti stroncano senza appello le ipotesi sostenute dal mio amico, il quale non riceve alcun credito e riconoscimento per le scoperte che pubblica. In molti tra i suoi follower sono infuriati per il modo elitario e arrogante con cui "la scienza ufficiale" giudica il mio amico, e considerano questi scienziati solamente incapaci di vedere oltre il proprio naso, e forse persino pagati dai Poteri Forti per negare il disvelamento della verità.

Una mia amica è terrapiattista. Sulla sua pagina di Tik Tok pubblica video in cui si dimostra che la Terra è un disco piatto, oppure stralci dei meeting della società terrapiattista durante i quali i sostenitori della Terra Piatta si incontrano e discutono tra loro sulla vera forma del nostro pianeta. Eppure, quando la mia amica ha provato a sostenere la forma della Terra ad un geologo, questi la ha sostanzialmente demolita fin nelle fondamenta delle sue ipotesi, portando a suo sostegno duemila anni di geografia, 300 anni di geologia e 50 anni di immagini satellitari. Tutti i terrapiattisti soci della associazione di cui fa parte la mia amica hanno bollato queste risposte del geologo come pure leggende e farneticazioni, dato che, ovviamente, un geologo indottrinato dal mainstream globale [sic] non è in grado di vedere la piattezza della sua posizione.

Un mio amico ha un figlio che adora. Il ragazzo è un tipo molto simpatico e divertente, un giovane che tutti adoriamo e a cui vogliamo un mondo di bene. In questi giorni, il ragazzo sta facendo l'esame di Maturità, ma pare che non stia andando affatto bene. Ha studiato, si è impegnato, ma pare che tutto questo sia ignorato dalla Commissione esaminatrice, che lo sta stroncando amaramente. Il padre del ragazzo è ovviamente amareggiato dalla durezza della Commissione, la quale pare ignorare quanto il giovane sia simpatico e amabile. Forse, si domanda questo padre, la Commissione non è in grado di vedere il buono che c'è in questo ragazzo, che forse è sì ingenuo e sempliciotto, ma ci mette sempre molto cuore in tutto ciò che fa.

Un tizio che conosco è un fan di StarWars. Ha tutti i giocattoli e le figurine uscite in questi giorni per la promozione del film, ed è un sincero appassionato della saga cinematografica. Per lui il film è un capolavoro, un film divertente, appassionante e pieno di trovate geniali. Insieme ad altri fan suoi amici, si riunisce per commentare il film e per discutere di dettagli che gli altri, i non-fan, sono incapaci di apprezzare. Eppure, la critica cinematografica professionale ha stroncato l'ultimo film della saga, dandogli un pessimo voto (3/10). Il mio amico, insieme agli altri fan, non si capacita della cosa, e pensa che, in realtà, questi "professionisti" della critica cinematografica in realtà non hanno capito niente del film, e sono quindi del tutto inattendibili nel loro giudizio. Anzi, lascia intendere il mio amico, dietro questa stroncatura del film c'è tutta una qualche campagna di odio a priori montato contro il Franchise di cui è un fan.

Come vedete, questi episodi di fantasia ma del tutto plausibili, e che forse alcuni di voi hanno sperimentato di persona, sono tutti accomunati dal fatto che una persona ha una passione speciale, che la maggioranza del mondo non capisce né condivide tale passione, e che tale persona è poi ingiustamente stroncata nel suo agire da una qualche commissione di "esperti" che non coglie la bontà o acume della persona, per giudicarla sulla base di presunti criteri "tecnici" oppure "oggettivi". Il problema dei fan di qualsivoglia bizzarra mania o passione è che vivono nella loro bolla in cui si auto-alimenta l'auto-conservazione e si rifiuta la valutazione critica di chi, esterno alla passione, è qualificato per esprimere giudizi oggettivi e ponderati in modo professionale. Per queste persone, la "realtà" portata da questi "esperti" non è valida, e la sostituiscono con l'affetto ed il cameratismo che ricevono dagli altri fan come loro. Domandiamoci da chi conviene essere giudicati in modo oggettivo per avere una valutazione plausibile su qualsivoglia fenomeno o comportamento. I fan della ballerina sono più qualificati della commissione di ballo? I fan dei misteri occulti sono più qualificati degli storici e gli astronomi? I terrapiattisti sono più qualificati dei geologi? Gli amici ed il papà sono più qualificati dei professori all'esame di Maturità? I fan di un film sono più qualificati dei critici cinematografici? Ovviamente, no. Pertanto, è del tutto inutile perdere tempo nel mettere sullo stesso piano i giudizi di chi è competente in un campo con quelli di chi invece ha solo il "pregio" di essere un sincero appassionato del fenomeno in questione. Se i primi ti stroncano ed i secondi ti osannano, forse devi accettare l'eventualità che purtroppo i primi hanno ragione e i secondi semplicemente ti vogliono bene. E spesso, l'affetto e la realtà non vanno nella stessa direzione.

Poi, puoi continuare a vivere nella tua bolla dorata, nessuno ti obbliga ad uscirne, ma almeno evita di dire che gli altri non capiscono niente solo perché sono oggettivamente più qualificati di te nel fare valutazioni (anche se esse non ti piacciono), perché se non altro non fai una bella figura in termini di maturità mentale. 


25 giugno 2022

Come salvare il Franchise Jurassico - consigli per un Episodio 7

 


Qui sopra, una delle scene più epiche di Mad Max - Fury Road, il miglior film d'azione e avventura del decennio appena concluso. In una sola scena, c'è tutto quello che l'intera trilogia trevorrowiana non è mai stata in grado di fare.

Allora, partiamo dalla premessa che non è necessario che ci siano altri episodi della saga giurassica, ma che alla fine ci saranno. E aggiungiamo la altrettanto ovvia premessa che quello che scrivo qui non sarà minimamente considerato anche qualora arrivi alle orecchie di chi queste cose le decide. Sono quindi libero di esprimere senza vincoli le mie idee su una ipotetica prosecuzione di questa saga.

Partiamo da quello che occorre eliminare dai film giurassici e che invece finora è stato purtroppo abusato.

Il Fanservice. La dittatura della demagogia dei fan deve finire, perché uccide la fantasia degli autori, demolisce la consistenza narrativa delle opere e soprattutto è un concetto stupido e miserabile dal punto di vista cinematografico. I fan non sono il fine di un film, semmai è vero il contrario. Un fan non è un portatore di diritti da esaudire, è solo un tizio che ha una passione eccessivamente emotiva verso un prodotto, e come tale va aiutato a moderarsi, non certo incentivato con piccole scemenze messe a caso. Ma soprattutto perché se l'opera è un capolavoro, chiunque, fan o non-fan, vorrà vederla.

La Marvelizzazione. In un film con dinosauri, non puoi avere protagonisti che agiscono come super-eroi, perché allora riduci i dinosauri e niente altro che grossi elefanti e grossi leoni. Ciò che rende l'interazione tra uomo e dinosauri avvincente è che il fattore umano parte svantaggiato rispetto alla forza ancestrale della natura. Se hai un uomo sovrannaturale che ammansisce dinosauri con la sola imposizione della mano (senza ungerti la giacca e la cravatta), nessun dinosauro sarà più una vera minaccia naturale. Dinosauri e Marvelizzazione non possono convivere.

Il family drama. Nessuno sano di mente va a vedere un film con dinosauri al fine di sorbirsi disagi adolescenziali, traumi familiari e dissidi generazionali. Ci sono film apposta per quei temi. Qui noi vogliamo dinosauri e storie avvincenti con al centro i dinosauri. Basta coi marmocchi e con i genitori che stanno divorziando.

L'impegno ipocrita. A me pare una scemenza assoluta che un film con al centro i dinosauri voglia trasmettere un messaggio ecologista o ambientalista oppure anti-corporativo, o tematiche sociali o difendere la causa femminista infilando a caso degli accenni di questi temi dentro un film con dinosauri. Ciò non ha niente a che fare con la mia condivisione o meno di quei temi. Ma se voglio un film di impegno sociale, ci sono ottimi altri titoli ed autori ben più capaci per quei discorsi. Infilare questi temi in un film con dinosauri è una marchetta per apparire "impegnati" senza esserlo in realtà. Da evitare come la peste.


Bene, una volta chiarito cosa occorre eliminare per salvare questa saga, ecco alcuni spunti per migliorare il prodotto senza abbandonare l'anima centrale di un qualsiasi buon film giurassico.

I dinosauri. Sì, pare una scemenza, ma questo è il primo punto da ristabilire. I dinosauri devono tornare il centro del film, il senso del film, il motivo per cui vado al cinema. Voglio vedere dinosauri, tanti dinosauri, dinosauri realistici e dinosauriani, non mostri dinosauriani né dinosauri mostrificati. I dinosauri sono animali eccezionali e straordinari, che non hanno bisogno di alcun artificio, orpello, ibridazione, manipolazione estetica o antropomorfizzazione per essere il centro e fulcro di un buon film dinosauriano. I mezzi cinematografici attuali permettono di realizzare scene di massa, scene iper-realistiche, scene al tempo stesso epiche e spettacolari semplicemente mostrando i dinosauri per quello che sono. Basta saperlo fare.

L'azione. I dinosauri non sono attori per trame psicologiche, per drammi esistenziali o per controversie verbali. I dinosauri sono una forza della natura da scatenare per generare adrenalina ed azione. I dinosauri corrono, i dinosauri saltano, i dinosauri scavano, i dinosauri attaccano, i dinosauri si difendono, i dinosauri caricano, i dinosauri abbattono, i dinosauri uccidono, i dinosauri ti uccidono. Gli eroi non devono pontificare sulla natura delle cose, né struggersi in complicate argomentazioni sul senso della vita. I dinosauri non pontificano, i dinosauri non argomentano. I dinosauri sono enormi animali di un mondo dove l'uomo non è un elemento contemplato. C'è materiale a sufficienza per un sacco di ottime scene action pure.

Un intelligente mix di realismo e buon senso. I dinosauri non sono mostri, bensì animali, per quanto in molti casi degli animali molto speciali. Ergo, un dinosauro non può mai vincere contro la tecnologia umana del XXI Secolo. Per questo, Crichton aveva escogitato la sagace soluzione dell'isola-parco in cui salta la corrente elettrica, per creare un contesto claustrofobico nel quale, anche solo per una giornata, l'uomo non può vincerla facile contro il dinosauro. Ogni qualvolta i seguiti si sono allontanati da questa saggia base, la saga è deragliata nel ridicolo, nel monster-movie e nel Marvellismo. Pertanto, se vogliamo mantenere questo necessario bilanciamento tra umano e dinosauriano abbiamo solo due opzioni:

- tornare sul contesto "piccola isola senza corrente elettrica". Ma, in tal caso, abbiamo esaurito le idee.

- trasformare il mondo intero in una "piccola isola senza corrente elettrica". Ovvero, un seguito sensato della saga deve essere improntato sul filone "post-apocalittico", dove qualche evento mondiale abbia portato l'umanità a perdere le sue armi vincenti, ovvero, un "Medioevo post-apocalittico" con dinosauri, che possiamo chiamare "Mesozoico post-apocalittico". Per quanto pacchiano possa sembrare, quindi, solo un seguito apocalittico in cui l'umanità è svantaggiata permette ai dinosauri di essere dei veri dinosauri senza risultare delle macchiette patetiche né dei mostri da fumetto.

La mia proposta è sempre la solita: ambientare il seguito tra alcuni decenni nel futuro, meglio ancora alla fine del secolo. Il cambiamento climatico può essere un buon pretesto per un mondo inaridito, torrido e inospitale per la civiltà umana, più o meno collassata per qualche causa (guerre, inaridimento, fine delle risorse), e nel quale invece la biologia dei dinosauri risulta vincente, perché meglio adatta a condizioni torride, aride, scarsamente vegetate. Ricordo a quelli che sono abituati fin da piccoli ai dinosauri nelle paludi, che i contesti tipici di molte associazioni a sauropodi sono proprio contesti semi-aridi. Ricordo a quelli poco pratici di dinosauri che il temibile ambiente popolato dalla triade Carcharodontosaurus - Spinosaurus - Bahariasaurus era un ambiente arido con temperature torride, un inferno per molti di noi. I dinosauri paiono perfettamente adatti a prosperare proprio in quegli ambienti più amati dalla cinematografia post-apocalittica: i deserti, le lande inaridite, le regioni torride. Perché non unire le due visioni in una singola storia?

Credo che uno sceneggiatore intelligente, accompagnato da una buona consulenza paleontologica, possa produrre un film avvincente, appassionante e spettacolare, senza deludere né gli amanti della saga giurassica né gli amanti dei dinosauri accurati e realistici.

Bisogna provare.


19 giugno 2022

Atrociraptor marshalli for dummies

 

Fonte: Currie e Varricchio (2004)

Quando ero bambino, i dinosauri erano ingaggiati per partecipare a film o fumetti in base al loro CV. Dovevi essere un dinosauro che meritava di diventare famoso: dovevi avere una robusta esperienza come protagonista di paleoarte e una solida consistenza morfologica, altrimenti nessuno ti includeva nelle sue storie. E mi pare giusto, che mica possiamo prendere un dinosauro noto solo da due ossa di cui non si può dire praticamente nulla di sensato.

Poi è arrivato il XXI Secolo, e l'unica cosa oggi che conta è avere un nome più o meno vagamente tamarro (o che pare tale all'orecchio del profano), perché così il merchandising e i fanboy possono collezionare le figurine. Ed ecco quindi l'invasione dei vari Pyroraptor (6 ossa), Moros intrepidus (3 ossa, ma siccome la specie suona come una figata, la citiamo al pari di T. rex), e Atrociraptor. Se siete tra quei 3 milioni che nel 2022 hanno sbroccato nel sentire per la prima volta il nome "Atrociraptor" pensando che fosse un pessimo nome di fantasia sulla scia di "Indoraptor", questo post è per voi.

Atrociraptor è basato su i resti associati parziali di un muso di dromaeosauride dalla Formazione Horseshoe Canyon (limite Campaniano-Maastrichtiano del Canada sud-occidentale) scoperti nel 1995 e descritti da Currie e Varricchio nel 2004. Il nome, letteralmente, significa "raptor selvaggio di Marshall", dedicato allo scopritore del fossile.

L'esemplare, pur nella limitatezza dei resti, è ben conservato, con le ossa non significativamente deformate. Le dimensioni del dentale indicano un animale di dimensioni medie per un Dromaeosauridae, non oltre il paio di metri di lunghezza totali (stime più accurate sono ovviamente impossibili con il materiale a disposizione, anche a causa delle sue peculiari proporzioni, come spiego sotto).

L'elemento anatomico più particolare di Atrociraptor è la proporzione del mascellare, che è relativamente corto e alto per un dromaeosauride (basta confrontarlo con Velociraptor per notare immediatamente le differenze nell'allungamento del mascellare), in particolare la parte pre-antorbitale e la regione subcutanea. I denti sono marcatamente incurvati posteriormente, elemento che alcuni hanno considerato una deformazione tafonomica e non un genuino carattere anatomico, sebbene sia presente anche in altri dromaeosauridi.

Le proporzioni del mascellare sono molto variabili in Eudromaeosauria, e sono sovente considerate legate ad adattamenti ecologici. Anche il tipo e la disposizione delle fosse pneumatiche nella fossa antorbitale hanno una rilevanza almeno tassonomica, in questo caso distinguendo un modello di pneumatizzazione velociraptorino da uno saurornitholestino (presente in Atrociraptor). Nei velociraptorini, il mascellare è molto più allungato ed affusolato, mentre in Atrociraptor e altri taxa nordamericani (come Bambiraptor e Saurornitholestes) l'osso è accorciato e proporzionalmente più robusto. Queste differenze potrebbero indicare una differente funzione del morso e/o una differente specializzazione predatoria (con le forme dotate di musi corti potenzialmente in grado di sostenere una maggiore sollecitazione meccanica durante il morso). Curiosamente, se confrontiamo i pochi arti completi di questi due sottogruppi di dromaeosauridi, i velociraptorini sembrano avere arti anteriori relativamente più corti e gambe meno allungate rispetto al gruppo "dal muso corto". Purtroppo, il campione è troppo piccolo per poter sostenere un legame tra grado di allungamento degli arti e grado di accorciamento del muso.

PS: A me non interessa come un dinosauro viene battezzato dai suoi scopritori, mi interessa il fossile. Ancora meno mi interessa sapere se a voi quel nome piaccia o no, quindi, per favore, evitare di commentare solo per imbastire una polemica nominalistica su quanto detestiate la parola "Atrociraptor" o su quanto siano criticabili i paleontologi che creano nomi che non si conformano al vostro gusto.

Bibliografia:

Currie, P.J. and Varricchio D.J. (2004). A new dromaeosaurid from the Horseshoe Canyon Formation (Upper Cretaceous) of Alberta, Canada. Pp. 112–132 in P. J. Currie, E. B. Koppelhus, M. A. Shugar and J. L. Wright. (eds.), Feathered Dragons. Indianapolis: Indiana University Press.