21 maggio 2015

Tre motivi per andare al cinema a vedere Billy World (ed uno per non andare)

No, questa scena non ci sarà...

Post totalmente frivolo e privo di alcuna velleità seria, che nasce non tanto per farvi sapere la mia opinione in merito ad eventuali film da vedere, ma per sfatare un probabile fraintendimento che - temo - alcuni lettori possono aver sviluppato nei miei confronti. Sebbene questo blog sia dedicato alla scienza paleontologica (pur trattata qui nel mio personale modo... molto ultrazionale), e sebbene io sia un freddo paleontologo amante della scienza dura e pura, nella vita reale sono anche un cazzaro demenziale e volutamente nerd. Le due anime convivono e coesistono, sebbene nel blog io mi sforzi di manifestare prettamente la prima. E sebbene per me sia assolutamente ovvio e normale distinguere tra ciò che scrivo in questo blog (per le finalità scientifico-didattico-divulgativo-filosofiche del blog) da ciò che posso pensare o fare nella vita reale (sopratutto in base al mio lato cazzaro), può darsi che chi non mi conosce dal vivo possa pensare che io sia solo ed esclusivamente ciò che scrivo qui [quei lettori che mi conoscono anche nella vita reale possono confermare che nel blog mostro il mio lato peggiore ;-) ]. 
Ovvero, siccome mi diverto ad usare l'imminente film di Billy World come pretesto per fare edotte digressioni paleontologiche per i fini paleontologici del blog, ma questo (come ho notato) genera ridicoli fraintendimenti polemici come se scrivessi dei post di critica cinematografica ostili verso un film, in questo enorme post "off topic" elencherò i motivi per cui io consiglio di andare al cinema a vedere Billy World, al fine di sfatare l'idea che io abbia qualcosa "contro il film". Come ho scritto (evidentemente invano) molte volte, c'è una bella differenza tra il giudizio di un prodotto culturale contenente i dinosauri (ad esempio, un film) ed il giudizio sulla correttezza scientifica di quel prodotto culturale (che è il tema della maggioranza dei miei post). [In brevissimo: si può amare Jurassic Park in quanto azzeccato e godevole film di avventura ed intrattenimento, ed al tempo stesso essere consapevoli che i dinosauri in quel film non sono né corretti né plausibili scientificamente: queste due "facce" della stessa medaglia sono chiaramente distinguibili da chi ha un minimo di maturità scientifica e cinematografica. Gli altri sono, per definizione, i dinomaniaci].

Se troverete questo post assurdo e contradditorio con il resto del blog (o con l'idea che vi eravate fatti del blogger), il problema sarà quindi vostro e non mio.

Motivi per vedere Billy World:
  1. Dato che il film è una palese Operazione Nostalgia ad uso e consumo dei fan della precedente trilogia, sarà molto divertente valutare il proprio tasso di "nerditudine jurassicparkiana" identificando e riconoscendo tutti gli inevitabili rimandi ai film precedenti inclusi più o meno esplicitamente nel film. Già questo, da solo, vale il biglietto.
  2. Chris Pratt è un simpatico piacione.
  3. Quasi sicuramente, come scrissi in passato, l'odioso Indominkius sarà fatto fuori dalla amata Tyrannosaurus pensionata del 1993. Tale scena, effettivamente, sarà il massimo della catarsi dinomaniacale, la Realizzazione della Profezia che tutti attendono da anni. Essere in un cinema pieno di dinomaniaci durante quella scena deve essere qualcosa di assolutamente esaltante sul piano antropologico. Quanti di loro, alla fine della inevitabile battaglia finale tra il Male Genetico ed il Bene Paleontologico resisteranno dall'alzarsi in piedi per urlare di gioia liberatoria? Si può correre il rischio di non vivere quel momento (non la scena del film, ma la catarsi dentro la sala cinematografica)?

Unico motivo per non vedere il film:

Nel film non ci sono dinosauri.

[AVVERTENZA: Dato che non ho alcun interesse a sapere i vostri motivi per cui andrete o non andrete al cinema per quel film, i commenti in questo post sono stati disabilitati]

Ed ora, torniano a fare paleontologia.




 

20 maggio 2015

Duri a Morire


Per poter occupare consistentemente quasi tutti i ruoli di predatore negli ecosistemi terrestri, e mantenere quel ruolo per oltre 150 milioni di anni, devi essere un animale estremamente tenace, duro a morire. Tale retaggio comportamentale deve inevitabilmente persistere nei tuoi discendenti.
Questo video mostra che, alla fine, un theropode di pochi chilogrammi può tenere testa a tre sinapsidi carnivori pesanti vari quintali ciascuno. Immaginate cosa potrebbe fare un theropode di qualche quintale...

PS: ennesima dimostrazione che non ha alcun senso valutare i "combattimenti" tra animali in base a criteri come "dimensioni corporee" o "potenza del morso". Quanti, a priori, scommetterebbero sull'esito di uno scontro tra una singola elegante gru e tre tigri?

PS2: Qualora qualcuno pensasse ancora che le piume rendono un theropode "meno pericoloso" o addirittura "fragile", il video mostra che semmai sono un vantaggio perché aumentano le dimensioni apparenti dell'animale quando apre le braccia, rendendolo più minaccioso. E in natura la dissimulazione e l'inganno, anche apparendo più maestosi, è un vantaggio non indifferente nella competizione.

19 maggio 2015

I post di Billy ed il Clonesauro servono a fare audiance?

Un commentatore del blog criticava che:

"purtroppo il dottor Cau deve tenere alti gli ascolti e non sapendo cosa scrivere.....allora si attacca a Jurassic world."

e concludeva con:

"perciò basta...oppure continua almeno scrivi quattro cavolate contro il film...sennò che potresti scrivere dato che notizie serie non ne hai. Billy word blog chiamalo così."

Inutile dire che queste critiche sono ridicole dato che nessuno può impormi cosa posso o non posso scrivere nel mio blog. Ma non è di questo che voglio parlare qui, bensì analizzare questa critica, per vedere se, eventualmente, essa sia motivata.
Negli otto anni di vita di questo blog, ho pubblicato 1601 post. Di questi, 46 sono indicizzati come "Billy e il Clonesauro", e sono quelli che, evidentemente, il commentatore critico citava come prova che "notizie serie non ne hai" (come se io fossi obbligato a scrivere "notizie serie"... vabbè, tralasciamo questo aspetto demenziale).
In ogni caso, con 46 post su 1601, ovvero il 2.87% dei post, è ridicolo pensare che io scriva solamente post su Jurassic Park.
E le visite? Dopo tutto, il primo commento sostiene che io scriva i post su Jurassic Park perché essi "tengono alti gli ascolti". Se quella ipotesi fosse corretta, dovremmo avere un numero di visualizzazioni nei 46 post di Billy e il Clonesauro ben più alte del misero 2.87% che quei post rappresentano nella popolazione dei post del blog.

Innanzitutto, se guardo la classifica dei 10 post più visitati nella storia del blog, solo uno è relativo al Billy ed il Clonesauro, e risale a novembre del 2014, quindi non è nemmeno uno di quelli recenti.


Infine, utilizzando il contatore delle visite incorporato nel blog, risulta che ad oggi il blog ha ricevuto 1 milione e 644 mila e 533 visualizzazioni. Se sommiamo le visualizzazioni conteggiate nei 46 post indicizzati come "Billy ed il Clonesauro" ottengo 40721 visualizzazioni.

Dato che 40721 è pari al 2.47% di 1644533, un valore persino più basso del 2.87% relativo al numero di quei post rispetto al totale dei post, l'accusa del nostro commentatore è del tutto demolita alla radice.

17 maggio 2015

Cucciolo!

L'imminente arrivo del film paleontologico del secolo (sarcasm mode: on) è inevitabilmente una fonte di ispirazione per questo blog paleontologico.
Ringrazio l'amico Filippo Bertozzo per questa succosa chicca che sta suscitando ilarità in rete.

Come vedete, non sono il solo a trovare Billy World un film demenziale...
Pare che non ci sia immagine in circolazione di quel meraviglioso film non ancora al cinema che non sia ispirazione per il mio blog.
Insomma, come si fa a non riflettere su quella scena? Abbiamo un bambino che abbraccia un piccolo sauropode.
No, il mio pensiero non è stato: Cuccioli!
Io sono un freddo paleontologo senza sentimenti (sarcasm mode: on).
Assumo che si tratti di un esemplare molto giovane di sauropode, e non un sauropode adulto miniaturizzato. La scena può sembrare abbastanza “ovvia” (a parte la presenza di dinosauri mesozoici), nel senso che tutti noi abbiamo visto molte volte i bambini giocare con i cuccioli degli animali domestici. La rete abbonda di foto di bambini che abbracciano i cavallini, i vitellini, gli agnellini, i maialini, le anatroccole. Quindi, potrebbe essere plausibile un'immagine come quella sopra. Tuttavia, non dovremmo mai dimenticare la subdola potenza dell'ovvietà. Ciò che è ovvio spesso è solamente ciò che evitiamo di analizzare in modo critico. Pertanto, il mio istinto di paleontologo dissente, e trova quella scena paradossale, oltre che ennesimo simbolo della pacchiana grossolanità scientifica dietro questo film. Infatti, oltre a confermare per l'ennesima volta il solito stereotipo sui "dinosauri-erbivori-pecore", questa immagine palesa altre grossolane incongruenze con ciò che sappiamo dei dinosauri.
Vi pongo quindi la stessa domanda che è frullata nel mio cervello alla vista di quell'immagine: voi fareste abbracciare vostro figlio ad un piccolo sauropode?
La mia risposta sarebbe: ASSOLUTAMENTE NO!
Seguite il mio ragionamento, fondato sui dati paleontologi noti per i sauropodi.
Tra tutti i dinosauri, i sauropodi hanno la strategia riproduttiva più “r-orientata”. Tradotto fuori dal gergo tecnico, i sauropodi manifestavano il livello minimo di cure parentali tra i dinosauri. Fondamentalmente, i piccoli sauropodi non ricevevano cure parentali dopo la schiusa. Questo è confermato da leggi generali della biologia (per cui animali con covate numerose e uova relativamente piccole rispetto all'adulto tendono a non avere cure parentali) e caratteristiche generali dei dinosauri mesozoici (i giovani dinosauri sono tutti precoci e iper-precoci, ovvero, perfettamente capaci di badare a sé fin dalla nascita). Dato che le nidiate dei sauropodi includono dozzine di uova alla volta, dobbiamo dedurre una elevata mortalità giovanile per mantenere stabile la popolazione. Questa elevata mortalità giovanile è plausibilmente dovuta a predazione. Pertanto, i nostri cari piccoli sauropodi erano, fin dalla nascita, privi di difese dagli adulti e soggetti ad intensa predazione. Quali esemplari sopravvivevano fino all'età adulta? Sicuramente quelli più in grado di allontanare un predatore. Il predatore classico di un giovane sauropode era probabilmente il theropode di taglia medio-piccola, che è anche nel range dimensionale di un giovane essere umano. Pertanto, un bambino ha le dimensioni tipiche del tipico predatore di giovane sauropode. Come si difendeva un giovane sauropode? Nel caso dell'apparente diplodocide dell'immagine in alto, la risposta è ovvia: a colpi di coda. I diplodocidi hanno lunghe code a frusta mosse da potenti muscoli caudofemorali. Nel mondo attuale gli animali con code più simili sono i varani. Un varano può provocare dolorose ferite con la propria coda, ed è ragionevole che un giovane sauropode fosse ugualmente in grado di sferrare rapide sferzate con la propria coda. 



Fareste avvicinare vostro figlio alla coda di un varano? Sicuramente, no. E ad un giovane sauropode? Nemmeno... Pertanto, è probabile che i giovani sauropodi fossero piuttosto guardinghi e lesti nel sferrare colpi di coda verso qualsiasi animale delle dimensioni di un bambino che corresse loro incontro.

15 maggio 2015

Billy and the Vintage Tail

Nel post di ieri ho mostrato un fotogramma tratto dal film del 1985 intitolato Billy World. Un lettore del post ha sollevato l'obiezione che sarei troppo cavilloso nel polemizzare sulla coda del triceratopo mostrato, perché quell'animale dopo tutto si stava sollevando e quindi poteva assumere una postura della coda abbassata. No, caro lettore, sei in errore: un ornitischio non può mai assumere quella postura della coda. Inoltre, l'immagine che ho mostrato non è un fotogramma isolato che ho scelto pretestuosamente: i dinosauri di Billy World sono tutti sistematicamente pieni di errori, obsoleti e scientificamente infondati (oltre che brutti). Infatti, come scopro dalla pagina Facebook di Tom Holtz, nella medesima scena si può ricavare una meravigliosa perla di revisionismo paleontologico, che sarà l'oggetto del post.
Devo ammettere che non avrei mai pensato, nel 2015, di dover scrivere un post come questo. Eppure, pare che non ci sia limite allo scempio operato ad Isla Nublar vers. 2.0, un'isola dove – inutile ricordarlo – non ci sono i dinosauri così come li conosciamo nel 2015, ma nemmeno quelli che avevamo lasciato nel 1993.
Sì, perché a Billy World abbiamo i dinosauri come erano concepiti nel 1940!

Rullo di tamburi...

Signore e signori, nella sua isola egli era un re, ma ora si prostra in catene davanti a voi per sollazzarvi. Direttamente dal Mondo Giurassico, ecco a voi: lo stegosauro!



No.
Davvero?
Guardatelo bene: non si sta alzando da terra, quindi non tirate fuori qualche patetica scusa per giustificare l'ingiustificabile. Questo è uno stegosauro con la coda che striscia! La fottuta coda sta fottutamente strisciando! La vedete, la coda, tocca terra, scende ripida dalla gibbosa schiena del rettile preistorico, nella migliore tradizione dei vecchi dinosauri vintage!
A questo punto, non dubito che qualche dinomaniaco zelota intervenga per dire che, dopo tutto, “cosa ci sarebbe di male?”. In fondo, dirà il nostro difensore della nublarità, “i dinosauri non erano mica costretti tutta la vita a tenere la coda sollevata. Un animale è libero di muovere la coda come gli pare, quindi può anche abbassarla in quel modo, se gli va di abbassare la coda”.
Invece, no. Chi commentasse in quel modo dimostrerebbe solamente di essere un ignorante in anatomia dei dinosauri. Il nostro povero stegosauro NON può muovere la coda come gli pare e piace, in particolare, NON può abbassarla in quel modo: nemmeno se volesse! Ed è paradossale che debba spiegarlo nel 2015, dato che ciò è assodato da più di 25 anni. E senza spiegare nel dettaglio che le articolazioni delle vertebre caudali degli stegosauri sono relativamente rigide lungo la direzione flessoria (ovvero, per abbassare ed alzare le coda) e che la coda si muoveva prettamente lungo la direzione mediolaterale (ovvero, per muovere la coda di lato), vi basterà usare il buon senso ed osservare direttamente la primissima ricostruzione di Stegosaurus, risalente alla fine del '800, per capire il perché quella fottuta coda non possa assumere quella fottuta postura strisciante.



Come vedete, se assumessimo la postura flessa della coda (ovvero, che striscia) dovremmo comprimere completamente la regione cloacale sotto gli archi emali della coda, impedendo di fatto qualunque sbocco alle vie intestinali ed urogenitali. In pratica, se abbassiamo la coda in qual modo torturiamo proprio lì, nel basso ventre, il nostro povero stegosauro.
Lo stereotipo della coda che striscia, inoltre, si reggeva anche su una versione molto ingobbita di Stegosaurus, che abbassando significativamente la posizione del bacino permetteva alla coda di toccare terra. Tale postura non è plausibile, dato che, come tutti i dinosauri, anche Stegosaurus aveva gli arti posteriori completamente eretti e parasagittali. E siccome le gambe di Stegosaurus sono relativamente lunghe, come in tutti i dinosauri, non c'è modo di abbassargli il bacino per far toccare la coda a terra. Questo mix di errori nella ricostruzione è alla base delle “classiche” immagini di Stegosaurus realizzate nella prima metà del XX secolo, e che oggi abbiamo del tutto abbandonato.



Alla fine degli anni '80, nell'acme del Rinascimento Dinosauriano, era ormai assodato che la coda di Stegosaurus fosse suborizzontale, proprio per motivi legati sia alle articolazioni delle vertebre, alla lunghezza degli arti, oltre che per un semplice buon senso (che deve lasciare la regione cloacale sufficientemente ampia).



Ma siccome non c'è limite all'ignoranza, e il ruolo dei paleontologi ormai pare superfluo ai creatori di dinosauri cinematografici, ci ritroviamo nel 2015 con stegosauri in stile 1918, dimenticando gli ultimi 30 anni di studi. Ed il paradosso diventa perversione se ricordiamo che in Billy ed il Clonesauro 2 (Il Clone Perduto) avevamo già visto degli stegosauri, e quelli mostravano le code ricostruite con la postura corretta!

14 maggio 2015

Malcolm's Prophecy


Billy World è un film del 1985 diretto da Billy Tribolium. Il film narra di una colossale truffa volta ad imbrogliare persone ignoranti in paleontologia, che credono di pagare il biglietto per visitate un parco con dei dinosauri, quando invece si trovano davanti dei brutti mostri di gomma. Nel film, vediamo i mostri gommosi spacciati per dinosauri che sono ricostruiti in base alla vecchia iconografia dei libri per ragazzini di quel periodo. Il film, pur essendo un pessimo remake di un film precedente, ottenne un incasso enorme, cosa abbastanza scontata considerando il livello medio di cultura paleontologica e cinematografica di quei tempi.
Il film fu poi rimosso dalla circolazione dopo che si scoprì che era il plagio di un film sovietico sull'ammutinamento di una corazzata russa avvenuto nel 1905, e da allora è praticamente introvabile. Basandoci sui pochi fotogrammi disponibili online, è possibile comunque fare delle considerazioni sulla concezione paleontologica e paleoartistica che deve aver guidato i realizzatori di quel vecchio B-movie. Si tratta quindi di un interessante documento su come erano visti i dinosauri a livello popolare durante i pacchianissimi anni '80.

In un fotogramma di Billy World, vediamo una serie di dinosauri non-theropodi (apparentemente, 4 specie: un ceratopside, un sauropode, uno stegosauride ed un hadrosauride) che pascolano in una radura. In primo piano, un veicolo a forma di parte-del-mio-corpo-che-si-rompe-quando-leggo-certi-commenti che permette agli ospiti del parco di aggirarsi tra le bestie. L'immagine è molto istruttiva da vari punti di vista.



Pecore-sauri. Dall'immagine, è palese lo stereotipo “ovino” per i dinosauri non-theropodi. L'idea di potersi avvicinare incolumi a pochi metri da un ceratopside adulto è, a mio avviso, demenziale, e rispecchia uno stereotipo molto diffuso in merito ai dinosauri non-theropodi (ne avevo già parlato in passato). Così come – in quei vecchi film – i theropodi sono rappresentati sempre come delle quasi invulnerabili macchine di morte costantemente assetate di sangue, gli altri dinosauri sono invece rappresentati come delle noiose creature indolenti prive di qualsiasi pericolosità: delle pecore castrate e lobotomizzate. Si tratta di una visione manichea e del tutto irrealistica dei dinosauri. Esattamente come gli animali di oggi mostrano un grado di pericolosità e bellicosità del tutto slegato dalla dieta, così doveva valere per i dinosauri mesozoici. Se non siete convinti e pensate che i dinosauri erbivori fossero dei pacifici in virtù della loro natura non-predatoria, provate ad avvicinarvi ad un rinoceronte nero, un bufalo cafro, un ippopotamo, uno cavallo selvatico, o un gorilla: sono tutti animali “erbivori”, non-predatori, eppure sono tutti molto pericolosi se avvicinati oltre una certa distanza.

[Mi immagino una possibile critica dinomaniacale volta a giustificare ogni cosa: “i dinosauri di Billy World sono stati modificati geneticamente per essere docili”. Tralasciando la facile battuta che, piuttosto, pare che quei dinosauri siano stati modificati per essere terribilmente noiosi, ricordo al dinomaniaco di turno che ciò che accade nel mondo fittizio di Billy non mi interessa affatto. Qualunque sia “l'universo narrativo interno” di quel film, non me ne frega una benemerita mazza. Quello che mi interessa qui è analizzare l'iconografia dei dinosauri così come appare, perché fornisce indizi sul retroterra culturale a monte di queste scelte stilistiche e iconografiche]

Grigio-sauri. Non dovremmo biasimare Billy World per il fatto che ci dia tutti i dinosauri in poche tonalità di grigio: è un film del 1985, quindi girato ben prima della attuale rivoluzione iconografica nella paleoarte. Pur detestando gli eccessi cromatici di certa paleoarte attuale di serie B, la monocronia desaturata di Billy World è altrettanto disturbante, perché ci riporta ad una visione pachidermatica dei dinosauri. In effetti, la pelle grigiastra e vistosamente rugosa, è un chiaro indizio della “elefantiasi concettuale” con la quale, in modo semplicistico, paiono caratterizzati questi dinosauri. Ovviamente, se questo film fosse stato girato ai nostri giorni, questa atona epidermide da pachiderma sarebbe stata sostituita da una complessa livrea di squame e piume di varie tonalità. Ma, ripeto, non possiamo biasimare questo film del 1985 per non aver attinto all'enorme ricchezza conoscitiva dei nostri giorni.

Tozzo-sauri. Oltre che ricoperti da una pelle elefantiaca, i dinosauri di Billy sono anche palesemente tozzi e sgraziati. Tutti hanno arti poco realistici per essere dei dinosauri. Caratteristica della grandissima maggioranza dei dinosauri è la presenza di arti allungati ed affusolati, e ciò è costante indipendentemente dalle dimensioni. Qui, invece, vediamo animali dagli arti corti e relativamente tozzi: il ceratopside in primo piano ha delle corte gambette tozze che sporgono ai lati del corpo. Il sauropode a sinistra ha arti veramente obesi per le sue dimensioni. Anche in questo caso, è evidente l'effetto di uno stereotipo che era persino datato nel 1985: i dinosauri come “lucertoloni”, come versioni gigantesche di coccodrilli e tartatughe, quindi con analoghe proporzioni corporee. Basta osservare lo scheletro di un ceratopside o di un sauropode per constatare come invece questi animali abbiano arti molto più allungati ed affusolati rispetto ad un coccodrillo o ad una tartaruga. L'immagine quindi, oltre che non realistica, è uno specchio dello stereotipo concettuale a monte delle ricostruzioni, eseguite più in base a pregiudizi culturali che in base a effettive osservazioni dei fossili.

La coda che striscia! Oggi, illustrare un ceratopside con la coda che striscia a terra è considerato totalmente fuori moda, e comunque intrinsecamente scorretto dato che la coda reale di un ceratopside è troppo corta (rispetto all'altezza al bacino) per poter essere depressa in quel modo e trascinata a terra. Chi ha realizzato quel ceratopside evidentemente non ha mai visto una ricostruzione scheletrica di un ceratopside, o, perlomeno, una realizzata negli ultimi 20 anni. Ad accentuare l'effetto trascinamento è anche la forma tozza e corta delle zampe, come rimarcato prima. Infatti, la scelta iconografica della coda strisciante è perfettamente coerente con lo stereotipo del lucertolone gigante, con il “dinosauro” così come concepito a livello popolare per buona parte del XX secolo, non certo come interpretato oggi da chi di professione studia i dinosauri.
Ancora una volta, non possiamo biasimare un film di serie B del 1985 per queste pacchiane grossolanità. Forse che qualcuno di voi pensava che ci fosse il lavoro dei paleontologi dietro questi vecchi filmacci con “mostri preistorici”? O, citando il personaggio di un altro film, uscito dopo Billy World: è previsto che si vedano dei dinosauri in questo... parco dei dinosauri?