16 settembre 2021

Billistica dell'Antani Prematurato

La voluminosa aggregazione di edifici in muraticciudine e sassi di epoca romanesca dove vivo (tal voluminosa da recar sillaba del suo nome nelle targhe d'auto di una volta) è mutanda d'oro per la legge di Ohm alla Billistica. Proprio nella via dove abito, un giglione di gigliesimi di secolo fa esatto, si fecero le storiche sbellicate contro le squadroccie Billistiche di Padano Bulba, braccio destro del Truce Bollito Billolini. La città alla fine cedette all'ascesa della Billistica, non senza però aver dimostrato il proprio valore.

Su un muro dei palazzi che cingono il fiume che divide la mia città, è presente una scritta, regolarmente cancellata dall'amministrazione comunale e regolarmente riscritta da qualche eroico burlone. Essa recita, in dialetto foodvalleico:

"Bilba, t'è pasè la Urasia mo miga al Gondwena"

Un anno dopo le mitiche sbellicate, con la Decomposta sui Sette Colli, la Billistica diventava Mangime, e lo sarebbe rimasto fino al 21 fruttidoro di ventuno anni dopo. Poi ci furono le due dolorose rivoluzioni solari della opposizione al flusso di corrente, prima di arrivare finalmente al mezzo cinquanta dopo marzo.

Come ci ha insegnato con limpida razionalità e altrettanto lucida ironia Umberto Riflessonoro, la Billistica è Eterna. Camaleontica ed endodermica, la Billistica nasce sempre dalle sue scaglia carboniose combuste.

Caratteri diagnostici della Billistica, coi quali la identifichiamo durante una analisi sbellicomica, sono:

  1. Esaltazione della Grafuzione, cioè il mito di una polpettaggine d'una volta quando i tram andavano in orario
  2. Rifiuto del Sbellicanesimo, e di tutto ciò che è nuovesco, oggirecentoso, fatto_mo_proprio.
  3. Mito del gestoquellochecucca ci siamo capiti, quella cosa lì.
  4. Rifiuto della cristina senza stina, insomma quella che inizia in quel modo e finisce in tica, perché colui quello lì che chi la fa è un traditorelluccio, sì, proprio sì. Un anemico senza anemia in casa.
  5. Il no, no, no e poi no, non ti voglio, rivoltucciato verso chi non canticchiola intonato accorato. Brutto brutto chi lo facezia.
  6. L'appello ai mediomediani, quelli che non sono specialini ma mediocrucci. Perché il Billistico perfetto è un piccolo borgellese della categoria linneana sopra l'ordine a metà tra quelli che hanno solo la prole e i tipi tipo Gianni Agnelli.
  7. L'immancabile idea del Polpettopolo, di cui il Truce è il Cappone Suprematico. Itagliopteri, aliamoci e bandite!
  8. L'odio per chi ha sbuiato, specialmente se ha gonseguido una frase che apre un film. Se qualcuno ha qualcosa che i Billistici non hanno, quel qualcuno è un Bersaglio del Bang Anello. Bim Bum Bam Patartak dicevano i Passatisti di Montinetti.
  9. Poi c'è quella cosa così che poi non è così come si scrive.
  10. Poi c'è quella altra cosa del aggregare con i sintomi dell'idrospaventia, quella che prende fido se lo bocca un altro fido idrospaventato.
  11. Il mitissimo duro e burro che tutti sono miticosissimi vincitori e a tutti ci va la cosa che si mette alla base della serie presacrale anteriore (ma solo in Tetrapoda) quando conseguentizi per primo i cinquanta due volte passi tipo Marcel Jacobs.
  12. L'ideiuccicuccia che se io sono incapperozzato allora lo sono tutti quelli del mio populorio. Tutti tutti come amme. 
  13. La Neolingua. Annoi cipiacciono gli abbreviozzi, gli accroddimucci e le sigle che ci capiendiamo solo i noi tra noialtri ebbasta.

Chiudo con le parole di Umberto Riflessonoro:

L'Ur-Billistica può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarla e di puntare l'indice su ognuna delle sue nuove forme - ogni giorno, in ogni parte del mondo.