![]() |
| Ricostruzione del Megaraptoridae da Lightning Ridge (by Julius Csotonyi) |
(Rough) Translator
06 settembre 2015
Il più grande theropode australiano e l'origine dei Megaraptoridae (Rapator returns?)
26 aprile 2014
Ceratopsi Gondwaniani?
McHugh, and Patricia Vickers-Rich (2014) Serendipaceratops arthurcclarkei Rich & Vickers-Rich, 2003 is an Australian Early Cretaceous ceratopsian. Alcheringa: An Australasian Journal of Palaeontology, DOI: 10.1080/03115518.2014.894809
06 agosto 2012
Casuarius
*Durante il documentario saranno mostrate anche alcune ossa di theropodi mesozoici.
17 maggio 2012
T-hermani
27 giugno 2011
Spinosauridi in Australia
| Modificato da Barrett et al. (2011) |
12 agosto 2010
Grigio epilogo per il Serpente Arcobaleno
23 maggio 2010
I Theropodi di Oz (Agnolin et al., 2010)
27 aprile 2010
Come ricostruire il cranio di _Megaraptor_
26 marzo 2010
Se non fosse per l'assenza di autapomorfie, meriterebbe di essere chiamato: "Ozraptorex"
25 marzo 2010
Un Tyrannosauroide Australiano (o una convergenza rampante) !
03 luglio 2009
Carnosauri ai Confini del Mondo: Australovenator (Hocknull et al., 2009)!
L’Australia è stata finora avara di theropodi. Pochi resti, spesso frammentari ed enigmatici, sovente ricondotti in modo affrettato alle linee evolutive del Laurasia. Un astragalo (un osso della caviglia) dal Cretacico Inferiore del sud dell’Australia è stato a lungo attribuito ad una nuova specie di Allosaurus. Tale ipotesi, molto suggestiva, avrebbe implicato che l’Australia fu, a metà del Cretacico, una sorta di Mondo Perduto dove forme Giurassiche, come Allosaurus, sarebbero sopravissute dopo la loro estinzione laurasiatica.
Un tale scenario, siamo onesti, degrada l’Australia a colonia estiva per la Laurasia, e non mi ha mai convinto.
Inoltre, come mostrato da Welles (1983), l’astragalo in questione non è proprio identico ad Allosaurus, quindi non ci sarebbero motivi per attribuirlo a tale genere...
La più recente analisi di quell’astragalo è ad opera di Azuma & Currie (2000) i quali notarono la grande somiglianza con l’astragalo di un enigmatico tetanuro giapponese di probabile affinità allosauroide, Fukuiraptor. Difatti, Megamatrice ha sempre identificato un clade formato da questo theropode australiano e Fukuiraptor.
Oggi, abbiamo nuove prove che permettono di meglio delineare questo scenario. Hocknull et al., 2009, descrivono tre nuovi saurischi dal Cretacico medio (circa 100 milioni di anni fa) del nord dell’Australia, i titanosauri Diamantinasaurus matildae e Wintonotitan wattsi, ed un nuovo theropode, Australovenator wintonensis.
Australovenator è un theropode di taglia media, lungo probabilmente 5 metri, noto per un dentale, alcune coste e parte degli arti. La morfologia generale è allosauroide, con tratti che ricordano i carcharodontosauridi e Fukuiraptor. In particolare, il suo astragalo è molto simile a quello di Fukuiraptor e all’enigmatico astragalo australiano.
Gli autori includono Australovenator in un’analisi filogenetica allosauroide la quale, va sottolineato, non presenta i caratteri dell’astragalo sinapomorfici con Fukuiraptor. Di conseguenza, in base al loro studio, Australovenator risulta un carcharodontosauridae molto basale, mentre Fukuiraptor persiste in posizione incerta in Allosauroidea.
Immesso in Megamatrice, che comprende molti più caratteri e taxa dell’analisi usata da Hocknull et al. (2009), Australoraptor risulta invece strettamente imparentato con Fukuiraptor, e dimostrerebbe quindi l’esistenza di un nuovo gruppo di allosauroidi gracili di taglia media, con probabile distribuzione almeno in Asia e Australia.
Così, dopo gli spinosauroidi prossimi a Megaraptor, ecco il secondo membro del "triumvirato gondwaniano" ad essere identificato nel Cretacico medio dell’Australia. Quando l’abelisauroide?
Bibliografia:
Azuma Y. & Currie P.J., 2000 - A new carnosaur (Dinosauria: Theropoda) from the Lower Cretaceous of Japan. Canadian Journal of Earth Sciences 37: 1735–1753.
Hocknull S.A., White M.A., Tischler T.R., Cook A.G., Calleja N.D., et al., 2009 - New Mid-Cretaceous (Latest Albian) Dinosaurs from Winton, Queensland, Australia. PLoS ONE 4(7): e6190. doi:10.1371/journal.pone.0006190
Welles S.P., 1983 - Allosaurus (Saurischia, Theropoda) not yet in Australia. Journal of Paleontology 57: 196.
22 giugno 2009
Nuovi studi sull’ecologia dei Longipterygidi ed il più antico uccello del Gondwana
Nell’ultimo numero del Journal of Vertebrate Paleontology sono stati pubblicati alcuni interessanti studi su theropodi mesozoici. Uno è già stato oggetto di un post recentemente. Oggi, parlerò di due articoli che parlano di nuovi enantiornithi dal Cretacico inferiore della Cina e dell’Australia.
Il primo, Rapaxavis pani (Morschhauser et al., 2009) dalla formazione Jiofutang del Cretacico Inferiore del Liaoning (Cina), è un esemplare molto completo ed articolato di un nuovo Longipterygidae, morfologicamente molto simile a Longirostravis (sebbene, immesso in Megamatrice, risulti sister-group del nodo “Longirostravis + Longipteryx”; ma attendo di aver immesso anche Shanveiniao prima di confermare tale posizione).
Un dato interessante di questo nuovo fossile è che, per la prima volta, è conservato un piede molto completo ed articolato di un longipterygidae: ciò ha permesso agli autori di valutare, sulla base delle proporzioni tra le falangi, la possibile collocazione ecologica di questi uccelli. Infatti, se inseriamo gli uccelli in un grafico ternario basato sulle lunghezze relative delle falangi non-unguali del dito principale del piede (il terzo), si osserva che le specie si distribuiscono in regioni differenti a seconda che abbiano una maggiore o minore abitudine ad appollaiarsi. In base a queste assunzioni, inserendo alcuni uccelli fossili nel diagramma, si osserva che Archaeopteryx e Confuciusornis si collocano nella zona di confine tra gli uccelli arboricoli e quelli terricoli, Rahonavis (ammesso che sia un aviale e non un dromaeosauridae) e Patagopteryx risultano chiaramente terricoli, privi di adattamenti arboricoli, mentre Rapaxavis è, tra gli uccelli mesozoici noti, quello con la più spiccata morfologia arboricola nel piede. Questo risultato contrasta con la morfologia del cranio, che ricorda quella degli uccelli limivori che si nutrono lungo le rive dei corsi d’acqua. Tuttavia, non è improbabile che l’animale potesse tranquillamente appolliarsi per difesa o nidificare e nutrirsi al suolo.
Il secondo studio (Close et al., 2009) descrive un frammento di furcula dal Cretacico Inferiore dell’Australia. L’esemplare, attribuibile ad un enantiornithe, è il più antico resto di aviale dell’intero Gondwana. Data la frammentarietà del fossile, non è possibile stabilire con maggiore dettaglio la sua collocazione filetica.
Ringrazio Marco Auditore per avermi inviato gli articoli.
Bibliografia:
Close R.A., Vickers-Rich P., Trusler P., Chiappe L.M., O’Connor J., Rich T.H., Kool L. & Komarower P., 2009 - Earliest Gondwanan Bird from the Cretaceous of Southeastern Australia. Journal of Vertebrate Paleontology 29: 616-619.
Morschhauser E.M., Varricchio D.J., Chunling G., Jinyuan L., Xuri W., Cheng Xiadong C. & Qingjin M., 2009 - Anatomy of the Early Cretaceous Bord Rapaxavis pani, a new species from Liaoning Province, China. Journal of Vertebrate Paleontology 29: 545-554.
14 maggio 2009
Cos’è Timimus (Rich & Vickers-Rich, 1994) ?
Un commento nel precedente post chiedeva informazioni su Timimus (Rich & Vickers-Rich, 1994), un presunto ornithomimosauro australiano. Dato che ho un debole per i theropodi del Gondwana, ho eletto la domanda a post vero e proprio.
Timimus hermani è basato su un femore (lunghezza circa 44 cm, intermedia tra quelle di Deinonychus e Ornithomimus) dal Gruppo Otway del limite Aptiano-Albiano dell’Australia. Un altro femore, di circa 20 cm, rinvenuto a meno di 1 metro dall’olotipo, è attribuito ad un esemplare giovanile della stessa specie. Purtroppo, a parte l’immagine che mostro ed una brevissima descrizione di alcuni caratteri diagnostici, questo theropode non ha ricevuto particolare attenzione. Tuttavia, l’ipotesi degli autori, di attribuirlo ad Ornithomimosauria, merita un esame dettagliato, dato che, finora, non esiste alcuna prova di un ornithomimosauro nel Gondwana (Elaphrosaurus, dal Giurassico Superiore dell’Africa Orientale, in passato attribuito a questo clade, è oggi universalmente riconosciuto come un membro di Ceratosauria). Gli autori attribuiscono Timimus ad Ornithomimosauria sulla base delle seguenti caratteristiche:
1- Testa del femore compressa anteroposteriormente, invece che ovale o subsferica.
2- Trocantere anteriore del femore significativamente più alto del trocantere maggiore.
Inoltre, essi ritengono che esso sia un Ornithomimidae primitivo (e non un Elmisauridae, gruppo che essi ritengono appartenere a Ornithomimosauria, sebbene sia interno a Oviraptorosauria) perché:
3- La base del trocantere minore è relativamente elevata (prossimale) sul femore.
4- Il solco intercondilare craniale distale è assente.
I caratteri 1 e 2 non sono esclusivi degli Ornithomimosauri, essendo presenti in altri Coelurosauria (Tyrannosauridae, Oviraptorosauria, Alvarezsauridae, Paraves).
Pertanto, Timimus è attribuibile a Coelurosauria, ma non è possibile, per ora, stabilire a quale sottogruppo di coelurosauri sia attribuibile. Il carattere 3 esclude buona parte delle forme più basali di Coelurosauria mentre il 4 esclude le forme più derivate all'interno di Tyrannosauroidea e Ornithomimosauria.
Dalla foto è evidente che il trocantere minore è “spatoliforme”: questo tratto restringe ulteriormente il campo delle possibilità, dato che questa forma di trocantere (plesiomorfica per i neotetanuri) esclude i Therizinosauridi, gli Oviraptoridi, gli Alvarezsauridi ed i Paraviali.
In conclusione, Timimus è probabilmente un Coelurosauria non-Maniraptora, di incerta posizione sistematica, forse non riconducibile ad alcuna linea laurasiatica già nota.
Bibliografia:
Rich T. H. & Vickers-Rich P., 1994. Neoceratopsians and ornithomimosaurs: dinosaurs of Gondwana origin?. National Geographic Research and Exploration 10(1):129-131
02 aprile 2009
Oviraptorosauri australiani?
Il record fossile dei maniraptori gondwaniani è meno ricco di quello laurasiatico. In particolare, sembra che non tutti i gruppi di maniraptori abbiano avuto la stessa abbondanza e distribuzione osservata nell’emisfero boreale. Attualmente, gli unici taxa di maniraptori sicuramente presenti in Gondwana con una componente abbondante sono Alvarezsauria e Paraves. Resti sparsi ma non sufficientemente diagnostici di Therizinosauria e Oviraptorosauria sono stati citati come prove della presenza di questi gruppi nell’emisfero australe, tuttavia, nessuna di queste evidenze è da considerarsi definitiva. In particolare, la presenza di unguali o vertebre con morfologia simile a quella degli oviraptorosauri può essere interpretata ugualmente come convergente. Ad esempio, le cervicali degli oviraptorosauri sono simili a quelle degli abelisauroidi “gracili” (Agnolin & Martinelli, 2007).
Un caso di presunti oviraptorosauri gondwaniani è descritto da Currie et al. (1996). Essi descrivono alcuni resti isolati dal Cretacico Inferiore dell’Australia: un frammento cranico ed una vertebra dorsale, e li attribuiscono a possibili oviraptorosauri. Il frammento cranico è molto incerto, al punto che gli stessi autori sono indecisi se considerarlo un frammento della parte posteriore della mandibola oppure del palato. In queste condizioni, è piuttosto debole stabilire una qualche attribuzione, sopratutto ad un clade finora sconosciuto nell’intero emisfero meridionale.
La vertebra dorsale è molto più interessante. Sebbene isolata, è ben conservata e descritta dettagliatamente. Gli autori notano che il mix di caratteri è simile a quello presente in alcuni maniraptori di taglia medio-piccola, in particolare gli oviraptorosauri. Tuttavia, la non completa fusione tra arco neurale e centro indica che l’animale era subadulto alla morte, e che quindi la taglia adulta presunta potrebbe essere leggermente superiore a quella stimata (sui 2-3 metri). Dato che non sono molto convinto che questa vertebra appartenga ad un oviraptorosauro, l’ho immessa in Megamatrice, per la quale è codificabile per 34 caratteri (che non sono pochi, considerando che l’esemplare è solo una vertebra dorsale). Lo scopo dell’analisi non è tanto di individuare una collocazione precisa per questa singola vertebra, quanto di verificare se altre ipotesi, alternative a quella oviraptorosaura, sono ugualmente plausibili con l’attuale documentazione.
L'analisi indica che la vertebra è attribuibile solamente a Neotheropoda incertae sedis: sulla base dei dati attuali, non ci sono motivi validi per attribuirla esclusivamente a qualche clade di maniraptori
Bibliografia:
Currie P. J., Vickers-Rich P. & Rich T. H, 1996 - Possible oviraptorosaur (Theropoda, Dinosauria) specimens from the Early Cretaceous Otway Group of Dinosaur Cove, Australia, Alcheringa 20, 73-79.
Agnolin F.A. & Martinelli A.G., 2007 - Did oviraptorosaurs (Dinosauria; Theropoda) inhabit Argentina? Cretaceous Research, 28 (5): 785-790.
10 febbraio 2009
Il Serpente Arcobaleno
Da un lato, abbiamo studiosi che ritengono che solamente un esemplare sufficientemente completo, che conserva parti anatomiche “altamente diagnostiche” (come il cranio), chiaramente confrontabile con gli altri già noti, possa essere la base per l’istituzione di una nuova specie. Dall’altro, abbiamo studiosi che ritengono invece che il grado di completezza del fossile non sia un vincolo: solamente la presenza o meno di caratteri diagnostici è il giudice della validità di una specie. Pertanto, in base a questo secondo gruppo, anche un singolo osso, se dimostra di essere distinguibile dalle ossa omologhe delle specie note sulla base di caratteri derivati, è meritevole di fondare una nuova specie. Non mi nascondo dietro discorsi teorici, e dichiaro subito di appartenere a questo secondo gruppo. La presenza di autapomorfie è ciò che fonda un taxon, e non ha senso stabilire arbitrarie soglie di completezza sotto le quali non esisterebbe la possibilità di identificare una nuova specie. Dopo tutto, mi chiedo, quale sarebbe il criterio per definire una simile soglia? Evidentemente, ogni caso è unico e non può essere ricondotto ad un arbitrario grado minimo di completezza. Dico questo non solo per difendere un lavoro che sto per terminare, ma anche per non ridurre la paleontologia ad una spasmodica ricerca di esemplari completi, e, inoltre, in una sottovalutazione della documentazione fossile. Se solo le specie basate su esemplari “sufficientemente” completi fossero valide, la nostra comprensione della diversità del passato risulterebbe molto compromessa. Ovviamente, l’accettazione degli esemplari frammentari nel gruppo dei taxa validi impone un maggiore criterio e una più precisa definizione delle procedure per l’istituzione di una specie fossile. Non basta dare un nome ad un osso, ma occorre dimostrare che esso non sia sinonimo di qualche altra specie già presente in quella formazione.
Ne riparleremo, spero, tra qualche mese...
In questo post voglio invece parlare di una tibia di opale, proveniente dalla fine del Cretacico Inferiore dell’Australia. Questa tibia è chiaramente di theropode, e presenta una combinazione unica di caratteri derivati che ne permettono (a mio avviso) l’attribuzione ad una specie valida. Questa tibia, descritta da Molnar & Pledge (1980) è stata dagli stessi autori battezzata con un nome che fa riferimento al mitico “Serpente Arcobaleno” presente nei miti aborigeni: Kakuru kujani.
Che theropode è Kakuru?
Paul (1988) e Molnar (in Norman, 1990) lo attribuiscono agli oviraptorosauri, in particolare lo accomunano a Avimimus, sulla base di caratteristiche che, a mio avviso, sono diffuse in molte linee di coelurosauri e quindi non sono esclusive degli oviraptorosauri. Rauhut (2005) nota la somiglianza esistente tra la faccetta per l’astragalo di Kakuru e quella di alcuni abelisauroidi, e propone un possibile status noasauridae per questo theropode. Faccio notare che quello stesso carattere è presente anche in Coelurus. Quindi, cos’è Kakuru? Data la scarsità di theropodi australiani, la sua attribuzione ha profonde implicazioni...
Immesso in Megamatrice, Kakuru risulta un coelurosauro, avente una stretta affinità con Coelurus. Quindi, Kakuru sarebbe un Coeluridae. Ciò potrebbe risultare deludente per chi conserva una concezione pre-cladistica di Coeluridae, inteso quindi come un raccoglitore eterogeneo di tutti i coleurosauri “primitivi”. In realtà, nella nuova accezione, Coeluridae è un clade ben definito, che probabilmente riserva alcune sorprese... In particolare, dato che Megamatrice conferma la posizione di Coeluridae ottenuta da Senter (2007), ovvero, alla base di Tyrannosauroidea, risulta che Kakuru è il primo tyrannosauroide australiano.
Attenzione, non immaginatevi un Tyrannosaurus australiano! Kakuru e Coelurus, lunghi entrambi meno di 2 metri, sono molto più basali di Guanlong e Dilong, e nell’aspetto esteriore non dovevano essere molto diversi da altri coelurosauri basali come Huaxiagnathus e Sinocalliopteryx. Nondimeno, se questo risultato verrà confermato, avremo la prova di una linea di tyrannosauroidi basali che si diffuse nel Gondwana, permanendo per tutto il Cretacico Inferiore. Come spiegherò in un futuro post, abbiamo buone ragioni per attribuire a Tyrannosauroidea anche un altro coelurosauro gondwaniano...
Molnar R.E. & Pledge N.S., 1980 - A new theropod dinosaur from South Australia. Alcheringa 4: 281-287.
Paul G.S., 1988. Predatory Dinosaurs of the World. Simon & Schuster, New York.
Norman D., 1990. Problematic Theropoda: "Coelurosaurs". in Weishampel, et al. (eds.), The Dinosauria. University of California Press, Berkeley, Los Angeles, Oxford.: 280-305.
Rauhut O.W.M., 2005. Post-cranial remains of ‘coelurosaurs’ (Dinosauria, Theropoda) from the Late Jurassic of Tanzania. Geol. Mag. 142(1): 97-107.
Senter P., 2007 - A New Phylogeny of Coelurosauria. Journal of Systematic Palaeontology. doi:10.1017/S1477201907002143.
08 settembre 2008
E se Huene avesse ragione? (ovvero, Mega... Rapator)
Per motivi differenti che non sto ad elencare, in questi giorni le mie riflessioni teropodologiche sono catalizzate da alcuni teropodi australiani e patagonici. L’impressione di questa mattina, scaturita autonomamente nell’atto di scendere dal letto, riguarda un enigmatico frammento di teropode descritto da Huene nel 1932.
Rapator ornitholestoides Huene, 1932, è un osso della mano di un teropode dal Cretacico Inferiore di Lightning Ridge, in Australia. L’interpretazione di Huene, che è stata seguita per quasi settanta anni, è che l’esemplare scoperto sia il primo metacarpale di un teropode di media taglia, simile ad un celurosauro (da qui il nome specifico), o ad un tetanuro di grado allosauroide. Recentemente (Holtz et al., 2004, e discussioni in rete) questa ipotesi è stata affiancata da un’altra più affascinante che reinterpreta l’osso come la prima falange del primo dito della mano di un alvarezsauridae. Effettivamente, le similitudini con la P1-I della mano alvarezsauridae sono significative, nella forma generale della faccette articolari, e nella presenza di pronunciate creste ventrolaterali. Tuttavia, simili creste non sono esclusive degli alverezsauridi, ed hanno una distribuzione più ampia in Coelurosauria (ad esempio si ritrovano in Guanlong, Ornithomimosauria e Therizinosauria).
In questo post propongo una possibile interpretazione alternativa, che riprende ed aggiorna l’iniziale idea di Huene. La mia ipotesi è che questo osso (e di consenguenza Rapator) sia il primo metacarpale di un “megaraptoride”. La somiglianza tra l’olotipo di Rapator ed il primo metacarpale di Megaraptor è significativa, come ho illustrato nell’immagine. In particolare, entrambi condividono, oltre alle proporzioni generali, l’apomorfica espansione del processo estensore prossimo-mediale.
Confronto tra il primo metacarpale di Megaraptor (M) e l'unico esemplare di Rapator (R). Le figure non sono in scala.
A differenza dell’ipotesi alvarezsauride (che presuppone, senza prove aggiuntive, l’esistenza di una nuova linea di questo clade in Australia) l’ipotesi megaraptoride è supportata dall’esistenza di altri resti di “megaraptoridi” nel Aptiano-Albiano dell’Australia (Smith et al., 2008: vedi post in proposito sul Megaraptor australiano). Inoltre, mentre l’ipotesi alvarezsauride implica l’esistenza di una forma “gigante” di alvarezsauridae, che attualmente non è avvalorata da altre evidenze pubblicate (sebbene ci sia un possibile alvarezsauride gigante anche se generalmente è riferito ad altre linee filetiche... ma non posso dire altro), la taglia stimata per questo nuovo “megaraptoride” (circa il 66% di quella di Megaraptor basandosi sul primo metacarpale del secondo esemplare patagonico) è nello stesso ordine di grandezza di quella ipotizzata per il “Megaraptor autraliano” noto dall’ulna NMV P186076 (la quale è 58% di quella dell’olotipo di Megaraptor).
In conclusione, è possibile che Rapator sia un “megaraptoride” e che l’ulna NMV P186076 sia attribuibile a questo taxon.
Come sempre, questa è un’ipotesi suscettibile di modifica e, si spera, utile ad accrescere il dibattito e la ricerca, nonché un fertile incentivo per la revisione di materiale già noto...
13 giugno 2008
Il Primo Spinosauroide dall’Australia (era ora...)
NMV P186076 (Smith et al., 2008) è un ulna completa dal Valanginiano-Aptiano della Formazione Eumeralla dell’Australia meridionale. Nella sua morfologia complessiva è praticamente una versione in scala 1:2 dell’ulna di Megaraptor, con la quale condivide la presenza di un olecrano compresso mediolateralmente, un tubercolo latero-prossimale ipertrofico ed una cresta longitudinale che si proietta distalmente al processo latero-prossimale. Si distingue da Megaraptor namunhuaiquii per la forma della superficie distale, che è ellittica e non triangolare. Solo la scoperta di ulteriori resti potrà dirci se questa morfologia è diagnostica del genere Megaraptor oppure se sia distintiva di una categoria tassonomica superiore, comprendente anche altri generi (e quindi, che i caratteri ulnari diagnostici del genere Megaraptor hanno subito obsolescenza*).
NMV P186076 è il primo resto di teropode australiano che si possa collegare senza ambiguità ad un clade non australiano (gli altri casi, Rapator, Timimus ed il fantomatico “Allosaurus” australiano non hanno ancora subito un’analisi formale: in rete circola l’attribuzione del primo ad Alvarezsauridae, il secondo è probabilmente troppo frammentario per dirne alcunché, mentre il terzo è stato immesso in Megamatrice e... ne parlerò in futuro). Smith et al. (2008) effettuano un’analisi filogenetica modificata dalla preesistente matrice di Smith et al. (2007) alla quale aggiungono l’ulna australiana, Mapusaurus e cinque nuovi caratteri. Il risultato è molto interessante: Megaraptor risulta uno spinosauroide, molto prossimo a Spinosauridae!
Ehi! Ma dove avete già sentito questa ipotesi?
Oltre alla soddisfazione di vedere per l’ennesima volta che la mia Megamatrice produce ipotesi confermate da altri (altri risultati recenti sono stati la topologia a grande scala di Maniraptora e la posizione basale di Caenagnathus e Coelurus rispettivamente in Oviraptorosauria e Tyrannosauroidea emersi nello studio del 2007 di Senter su Coelurosauria), la scoperta di un “megaraptoridae” in Australia ha numerose implicazioni: 1) Colma in parte la ghost-line di Megaraptor, che nell’ipotesi spinosauroide è più lunga che nell’ipotesi carcharodontosauride; 2) Implica l’esistenza di un collegamento Sudamerica-Australia che deve necessariamente transitare per l’Antartide, e quindi implica l’esistenza di “megaraptoridi” in Antartide; 3) Ravviva l’interesse per i teropodi australiani, la possibile ultima frontiera dei teropodi...
E poi qualcuno dice che da un osso solo non si può ricavare molto!
*Per chi non lo sapesse, l’obsolescenza di un carattere è il fenomeno inevitabile nel progresso della conoscenza che porta un carattere diagnostico ad un livello tassonomico a cambiare livello per il quale è significativo (salendo di livello). Ad esempio, se l’ulna australiana appartiene ad un animale identico a Megaraptor (e quindi attribuibile a tale genere), allora quei caratteri dell’ulna restano diagnostici per il genere Megaraptor (il quale non subisce obsolescenza); se invece risulterà che l’ulna australiana appartiene ad un animale imparentato con Megaraptor ma chiaramente distinto come genere, allora quei caratteri una volta ritenuti diagnostici di Megaraptor diventerebbero diagnostici del gruppo “Megaraptor + Teropode australiano”. Ovvero, le apomorfie dell’ulna di Megaraptor non sarebbero più distintive del solo Megaraptor (la parte di diagnosi di Megaraptor basata sui caratteri dell’ulna diventerebbe obsoleta).
Bibliografia:
Smith N. D., Makovicky P. J., Hammer W. R. & Currie P. J., 2007 - Osteology of Cryolophosaurus ellioti (Dinosauria: Theropoda) from the Early Jurassic of Antarctica and implications for early theropod evolution. Zool. J. Linn. Soc. 151, 377–421.
Smith N. D., Makovicky P. J., Agnolin F. L., Ezcurra M. D., Pais D. F., & Salisbury S. W., 2008 - A Megaraptor-like theropod (Dinosauria: Tetanurae) in Australia: support for faunal exchange across eastern and western Gondwana in the Mid-Cretaceous. Proc. R. Soc. B. Online.
