21 giugno 2021

Billy World the Mighty Third Episode - The First Amazing Mini-Trailer


 

Come da tradizione, questo blog si prende l'onere di fare una doverosa analisi critica sul materiale in circolazione relativo a Billy World. E per "critica" intendo simpaticamente sarcastica.

Questa volta, rispetto alla scorsa settimana, non è una trollata: c'è un mini-trailer che gira ufficialmente, e quindi si può commentare senza comportarsi da irresponsabile.

Allacciate le cinture, perché c'è un sacco di roba.

20 giugno 2021

I Quattro Principali Sistemi Politici dei Dinosauri

Le associazioni in rosso sono quelle con Tyrannosauridae

 

Ho preso i dati di Holtz (2021) discussi nel post precedente, ed ho analizzato la diversità delle principali associazioni a dinosauri del Giurassico e del Cretacico. In base ad una cluster analysis delle distanze euclidee tra le varie associazioni faunistiche, ho dedotto 4 principali tipi di associazioni a dinosauri:


Djadochtarchia

Associazione dominata da specie di theropodi di taglia medio-piccola, scarsamente popolata da grandi dinosauri predatori. Esempio, la Formazione Djadochta.

Triumvirato

Associazione dominata da varie specie di theropodi giganti. Dinosauri non-theropodi o forme di piccola taglia sono invece pochi e rari. Esempio, il Kem Kem.

Tyrannocrazia

Associazione ricca di molte specie di dinosauro di varie taglie, ma con un singolo taxon di theropode di taglia grande o gigante. Esempio, tutte le associazioni asiamericane con tyrannosauridi.

Deinocrazia

Associazione ricca di molte specie di dinosauro di varie taglie, e con varie specie di theropode di taglia grande o gigante coesistenti. Esempio, tutte le associazioni faunistiche Giurassiche.

19 giugno 2021

L'Evoluzione delle Gilde Theropodi e l'Ipotesi dell'Assimilazione della Nicchia dei Tyrannosauridi

 

Mongolia tardo-cretacica (c) M Hallett

In biologia, una gilda è l'insieme delle specie di un medesima fauna che sfruttano risorse ecologiche simili con strategie simili. La teoria ecologica prevede che le popolazioni della medesima gilda tendano a competere tra loro per le risorse, e che questa competizione comporti l'evoluzione della gilda in due direzioni alternative: la differenziazione ecologica delle diverse specie, con conseguente allentamento della competizione, oppure la scomparsa di alcuni dei membri della gilda (per migrazione o estinzione) a causa della competizione. In ambo i casi, il destino della gilda è di "svanire": nel primo caso perché essa viene abbandonata "ecologicamente" da tutte le specie tranne una (che rimane la sola a occupare quella gilda, che quindi si riduce a coincidere con quella specie), nel secondo caso perché i suoi membri tranne il vincitore della competizione, letteralmente, scompaiono.

Holtz (2021) si pone due domande: 1) è possibile identificare delle gilde nelle associazioni fossili a theropodi mesozoici? 2) la struttura delle gilde con tyrannosauridi è simile a quella delle gilde senza quei theropodi?

La prima domanda è squisitamente paleontologica: ammettendo che siano esistite gilde tra le faune a dinosauri, è possibile determinarle nel registro fossilifero?

Se la gilda è l'insieme delle specie di una medesima fauna che sfruttano analoghe risorse ecologiche, abbiamo bisogno di dimostrare che un insieme di specie fossili fossero simpatriche (vivevano nel medesimo ambiente e nel medesimo momento geologico) e che fossero analoghe ecologicamente.

Dimostrare la simpatria nei fossili non è sempre facile. Noi abbiamo la prova che Velociraptor mongoliensis e Protoceratops andrewsi fossero simpatrici perché abbiamo due esemplari di quelle specie fossilizzati letteralmente abbracciati uno all'altro. E visto il modo in cui sono abbracciati, sappiamo anche che erano in competizione per le risorse (lo spazio abitativo? sicuramente per il cibo, se assumiamo che uno dei due era potenziale preda dell'altro). Ma questi sono casi fortunati, molto rari ed estremi. Nella maggioranza dei casi, il massimo delle informazioni che abbiamo ci permettono solo di dire che i resti fossili di due specie sono stati raccolti dalla medesima formazione geologica. Ma questo non significa automaticamente che le specie fossero simpatriche o coesistenti: la durata dei sistemi deposizionali che producono le formazioni geologiche può estendersi per milioni di anni, e pertanto la mera appartenenza alla medesima formazione può indicare solamente che tali specie sono collocabili da qualche parte dentro la durata di deposizione della formazione. E quel "da qualche parte" non significa necessariamente "nel medesimo luogo e tempo". Ad esempio, il fatto che nei livelli cenomaniani del Kem Kem marocchino si rinvengano denti di Carcharodontosaurus e denti di Spinosaurus non implica automaticamente che i due generi di theropodi abbiano vissuto nei medesimi momenti della durata del sistema deposizionale marocchino né che essi abbiano condiviso i medesimi ambienti. In Tunisia abbiamo avuto modo di dimostrare la segregazione ambientale tra diversi tipi di theropode i cui resti sono stati raccolti dalla medesima formazione (Fanti et al. 2014). Inoltre, le evidenti differenze nella dentatura e nella morfologia del cranio tra Carcharodontosauridae e Spinosauridae è già un buon indizio che probabilmente questi taxa non occupassero la medesima nicchia ecologica e quindi non fossero in diretta competizione per le risorse (ovvero, che la loro gilda fosse "rilassata").

Questi esempi mostrano che l'appartenenza alla medesima formazione geologica è probabilmente una condizione necessaria ma non sufficiente per identificare i membri di una medesima gilda.

Holtz (2021) analizza le associazioni faunistiche comprendenti theropodi non-pygostiliani del Giurassico e del Cretacico e fa un censimento dei taxa presenti dividendoli in classi dimensionali definite dalla dimensione massima degli esemplari raccolti in quelle formazioni. L'uso delle classi dimensionali è un buon criterio per segregare ecologicamente le specie, dato che animali di taglia differente tendono a concentrarsi su differenti tipi di preda. Si tratta ovviamente di una semplificazione, ma che ha il pregio di ridurre il numero dei fattori da analizzare per determinare le varie gilde fossili. L'ipotesi di partenza è che ogni formazione possa essere considerata una potenziale gilda di theropodi, e che la distribuzione delle dimensioni corporee nelle varie gilde ci dia indicazioni sui rapporti ecologici dentro le varie gilde.

L'analisi di Holtz (2021) si concentra soprattutto sulle eventuali differenze tra le gilde con tyrannosauridi (ovvero, i tyrannosauroidi giganti arctometatarsaliani dell'Asiamerica) rispetto alle altri gilde (senza tyrannosauridi ma potenzialmente fornite di altri tyrannosauroidi, privi di arctometatarso), dato che è noto da tempo che le gilde con Tyrannosauridae paiono anomale nel non contenere altri taxa giganti (a differenza di altre gilde in cui coesistono più specie di theropodi giganti). 

Il risultato delle analisi mostra che, statisticamente, le gilde con Tyrannosauridae hanno una distribuzione delle classi dimensionali differente dalle gilde senza Tyrannosauridae: nelle prime c'è una maggiore carenza di classi dimensionali rappresentate. Ovvero, nelle gilde con Tyrannosauridae alcune classi dimensionali (in particolare, quelle intermedie) sono meno rappresentate rispetto a quello che avviene nelle altre gilde. L'analisi delle faune a dinosauri (non solo i theropodi) non mostra differenze nel numero di specie in relazione al tipo di gilde theropodiane, con una interessante eccezione: le faune prive di sauropodi tendono ad essere significativamente differenti dalle faune con sauropodi, e tale differenza collima bene con la differenza tra gilde con Tyrannosauridae rispetto alle gilde senza Tyrannosauridae. Riassumendo, l'analisi delle faune e delle gilde mostra due pattern distinti: da un lato abbiamo faune con sauropodi e gilde senza tyrannosauridi, dall'altro abbiamo faune senza sauropodi e gilde con tyrannosauridi. Ovviamente, non si tratta di due gruppi netti e inviolabili (ad esempio, esistono faune con sauropodi e tyrannosauridi, così come esistono faune senza sauropodi e senza tyrannosauridi), ma sono comunque le due "associazioni" che si differenziano in modo più netto tra loro in termini di diversità sia faunistica che a livello di gilda.

Come spiegare la differenza di diversità tra le gilde con tyrannosauridi rispetto a quelle senza tyrannosauridi? Holtz (2021) propone l'ipotesi della "assimilazione della nicchia" ad opera dei tyrannosauridi. In base a questa ipotesi, la presenza dei grandi tyrannosauridi impedirebbe la presenza di specie theropodi con forme adulte di dimensione intermedia poiché tali classi dimensionali sarebbero occupate ecologicamente dai giovani e dai subadulti dei tyrannosauridi stessi. In pratica, i Tyrannosauridae monopolizzarebbero le nicchie ecologiche che nelle altre associazioni faunistiche sono occupate da altri theropodi di taglia media e grande.

Per sostenere questa ipotesi occorre capire perché altri theropodi giganti non mostrano la medesima tendenza. Perché, ad esempio, non osserviamo la stessa distribuzione delle dimensioni corporee e nella diversità delle specie di theropodi nelle gilde con i Carcharodontosauridae giganti, che in teoria potrebbero svolgere la medesima funzione "assimilatrice" dei tyrannosauridi?

Una possibile spiegazione è che il processo di assimilazione ecologica richiede una marcata differenza ecologica tra giovane e adulto, non soltanto una differenza dimensionale. Solo nei casi in cui l'adulto è nettamente differente ecologicamente dal giovane è possibile per le diverse classi di età della medesima specie "svolgere" i ruoli di specie differenti, e quindi spingere per una assimilazione delle nicchie dentro la singola specie. Effettivamente, noi sappiamo che i giovani tyrannosauridi erano molto differenti dagli adulti, non si limitavano ad essere una versione ridotta ed immatura dei secondi. Il caso di "Nanotyrannus" è effettivamente la conseguenza del non aver immediatamente riconosciuto in quell'esemplare un giovane Tyrannosaurus, proprio per le sue indiscutibili differenze anatomiche. In questo caso, i giovani tyrannosauridi sono nettamente più agili e cursori degli adulti, hanno musi più affusolati e dentatura più compressa e seghettata, mentre gli adulti sono graviportali, con muso e dentatura adatti a spezzare le ossa. Non ci sono dubbi che le due classi di età avessero ruoli ecologici nettamente distinti.

Possiamo dire altrettanto per gli altri theropodi giganti?

Se dimostrassimo che il grado di differenza anatomica tra giovani ed adulti degli altri taxa non fosse paragonabile a quello noto tra i giovani e gli adulti tyrannosauridi, avremmo un valido argomento per sospettare che solamente i Tyrannosauridae potevano condizionare la composizione delle loro gilde in modi non realizzabili dagli altri theropodi giganti.

Attualmente, non disponiamo di molti dati sulla morfologia dei giovani delle specie di theropodi giganti non-tyrannosauridi, tuttavia, già dall'anatomia degli adulti di queste forme, è plausibile sospettare che in questi taxa i giovani non avessero una eco-morfologia eccessivamente differente rispetto a quella adulta perlomeno non come si osserva nei tyrannosauridi. I carcharodontosauridi adulti non hanno né la dentatura incrassata né il piede arctometatarsale dei tyrannosauridi, quindi è molto probabile che anche i loro giovani fossero privi di tali caratteristiche. Pertanto, due dei fattori chiave che distinguono i giovani tyrannosauridi dagli adulti erano probabilmente assenti nei Carcharodontosauridae e in altri grandi theropodi. E ciò va contro l'idea che in questi taxa ci fosse una marcata differenza ecologica tra i diversi stadi di crescita.

Pertanto, è plausibile che le significative differenze anatomiche tra giovani e adulti dei Tyrannosauridae (differenze assenti negli altri grandi theropodi) abbiano portato ad una assimilazione delle nicchie nelle gilde in cui questi theropodi occupavano i ruoli apicali, e che questo abbia prodotto una riduzione della diversità delle specie di theropodi presenti, a vantaggio dei tyrannosauridi.

Ringrazio Tom Holtz per avermi inviato in anteprima una copia del suo studio.


18 giugno 2021

L'Isola degli Eretici


 


Cosa hanno in comune un'isola fittizia del Costa Rica ed un'isola reale dell'Indonesia? Per scoprire questo legame, saremo costretti a mettere in discussione un paio di miti scientifici. E temo che una fetta dei miei lettori non sarà contenta di ciò.

17 giugno 2021

Billy World the Mighty Third Episode - First Preview shot


In ottemperanza alle Direttive del Ministro Comma 12

Con la C-autorità conferita dalla Presidenza della Paleontologia Popolare

e nell'esercizio delle funzioni di Commissario Straordinario per l'Emergenza Billy World, Generalissimo Figlioccio,

introduciamo il post con un cartello rosso di avvertenza sulla presenza di immagini in anteprima millantate essere prese di nascosto durante una proiezione a pagamento e quindi in qualche modo infrangenti i diritti dell'autore dell'opera,

ciò al fine di garantire il diritto del lettore di non essere spoilerato senza la sua volontà, né di sentirsi incluso in una becera operazione di sfruttamento della brama dei fan di vedere qualsivoglia particella del suddetto film prima della sua pubblicazione ufficiale o senza il doveroso pagamento di un biglietto.

Se hai letto tutto qui sopra, dichiari che hai inteso il suo contenuto in una lingua a te nota, e firmi la liberatoria per accedere alla parte restante del post.

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      (firma leggibile)

15 giugno 2021

Cos'è Fortipesavis?

 

Olotipo di Fortipesavis. Scala metrica: 5 mm.



Clark e O'Connor (2021) descrivono un esemplare conservato in ambra birmana ed istituiscono Fortipesavis prehendens. L'esemplare è molto frammentario e include solamente la parte distale di un piede incompleto, della quale è preservata solamente la traccia tridimensionale delle parti molli di tre dita e della parte distale del metatarso.

Gli autori interpretano le dita preservate come il secondo, terzo e quarto dito. Solo il secondo dito è completo, mentre mancano gli ungueali del terzo e quarto. Il primo dito, mancante, è interpretato essere staccato e ipotizzato in opposizione alle altre tre dita. Oltre alle tracce della pelle delle dita, inclusi i polpastrelli, sono presenti anche tracce di piume.

La presenza di piume avvalora l'attribuzione ai dinosauri, così come l'impianto generale del metatarso che appare compatto, con i tre metatarsali aderenti uno all'altro. La specie è diagnosticata dalla inusuale proporzione delle dita: il quarto dito è il più robusto, con uno spessore doppio rispetto al secondo.

Gli autori riferiscono Fortipesavis ad Enantiornithes in base alle dimensioni ridotte del fossile e alla marcata curvatura dell'ungueale. Tuttavia, questo mix di caratteri non è sufficiente per considerare definitiva questa attribuzione, e gli stessi autori la considerano "probable".

Le dimensioni ridotte, in assenza di un'analisi istologica che determini l'età dell'esemplare, non è indicativa di una taglia corporea "da enantiornite". Se fosse un esemplare molto immaturo, potrebbe quindi appartenere ad altri cladi di theropode.

La curvatura del secondo ungueale non è un criterio sufficiente per riferire ad Enantiornithes, innanzitutto perché quella che osserviamo è la curvatura dell'astuccio corneo, non della falange ossea sottostante. Nulla vieta che una curvatura analoga dell'artiglio corneo sia presente in molti theropodi non-enantiorniti, in particolare se quello è il secondo dito, che nella maggioranza dei paraviani è quello più incurvato e falciforme.

Inoltre, è molto bizzarro che negli enantiorniti il quarto dito sia il più robusto, dato che in questi avialiani di solito il quarto dito è il più gracile mentre è il secondo ad essere il più robusto. [Notare che in assenza delle ossa, non è nemmeno sicuro al 100% che l'identificazione delle dita fatta sulla forma dei cuscinetti plantari sia corretta.]

Pertanto, nulla esclude che Fortipesavis sia un pulcino di un paraviano non necessariamente enantiornite.

Ad esempio, i Troodontinae hanno il quarto metatarsale molto robusto, ed almeno in Borogovia, esso è più robusto del terzo dito. La robustezza e spessore delle falangi del quarto dito, almeno da quello che si vede nel fossile, è compatibile con Borogovia. Anche la curvatura dell'ungueale è intermedia tra quella tipica dei troodontidi e quella dedotta in Borogovia.

L'ipotesi che Fortipesavis sia un giovane troodontide spiegherebbe bene come mai il primo dito non sia preservato, dato che in questi paraviani il primo dito è posizionato più prossimalmente rispetto alla condizione enantiornitina, e quindi non risulterebbe incluso nella goccia di resina da cui deriva l'ambra che include la parte preservata del fossile.

Possiamo quindi escludere a priori che Fortipesavis non sia un pulcino di una specie di piccola taglia di troodontide imparentato con Borogovia?