02 marzo 2021

Tamarro è un troodontide?

 



Sellés et al. (2021) descrivono un metatarsale parziale dal Maastrichtiano terminale della Spagna, ed istituiscono un nuovo theropode, Tamarro insperatus. Il nome del genere è un riferimento al folklore catalano, ma in italiano ha ben altro significato

L'esemplare è molto interessante, dato che proviene da livelli molto alti della fine del Cretacico, a non meno di 200 mila anni dalla fine del Mesozoico. Tamarro è quindi uno dei più recenti dinosauri non-aviani europei noti.

Gli autori codificano Tamarro nell'analisi di Hartman et al. (2019) dove risulta essere un troodontide basale (Jinfengopteryginae). Immesso in Megamatrice, Tamarro risulta invece un maniraptoro di posizione indeterminata: esso è collocabile con equale supporto in Caenagnathoidea, in Unenlagiinae o nel grado non-parvicursorino di Alvarezsauridae. Delle tre opzioni, la mia scommessa va in Unenlagiinae, dato che Magamatrice identifica altri taxa europei della fine del Cretacico in quel clade.

In attesa di nuovi resti, non penso si possa speculare molto oltre.

23 febbraio 2021

Il mio Zallinger



La fortuna di noi ormai quarantenni è che eravamo adolescenti ai tempi della prima Jurassic Park Mania, quella del 1993. Ovvero, avevamo l'età perfetta per godere al massimo di un momento unico della storia, quando il mondo fu per la prima volta invaso da una quantità esagerata di paleoarte di tutti i tipi, fino ad allora quasi del tutto introvabile ed inaccessibile. 

Una simile esplosione di emozione iconografica, quasi il Cambriano della Paleoarte, non si ripeterà più. Oggi che tutto è immediatamente accessibile online, e dopo un quarto di secolo di strabordante computer graphic, manierismo jurassic-pacchiano e pesante seriosità paleo-fanatica (gravità tipica dei nati dopo la Generazione X), l'emozione di quella breve stagione primordiale, vera ed innocente, non è più replicabile.

Scartabellando tra le cartelle ed i ritagli conservati da quel periodo, mi sono imbattuto in questo poster pieghevole allegato ad un numero della rivista Natura, che ritrae il mitico murale di R. Zallinger "The Age of Reptiles". Per quanto paleontologicamente obsoleto (fu completato nel 1947, e rispecchia fedelmente l'idea dei dinosauri della prima metà del novecento, oggi ampiamente superata), questo capolavoro del vintage permo-mesozoico rimane un'opera d'arte superba.

A dimostrazione della enorme dimensione del murale originale (ampio 34 metri), il poster pieghevole è lungo, una volta dispiegato, ben 153 cm.



20 febbraio 2021

I dinosauri di Billy World 3 - Codominion [SPOILER!]

 

Il celebre ceratosauro pacifico di Carpenter...


Siamo entrati in possesso della lista dei dinosauri che compariranno nel terzo (sesto) episodio della saga di Billy World (Billy e il Clonesauro).

Siccome si tratta di un MEGA-SPOILER, se non vuoi rovinarti la visione del film previsto nel 2022, non andare oltre la lettura di questo post!

10 febbraio 2021

Spinosauri piumati

 Perché no?

Ricostruzione "in vivo" basata su ricostruzione scheletrica il cui autore non mi è noto: chi ha informazioni in merito lasci un commento.


06 febbraio 2021

La Rivoluzione Piumata - Volume 3: I sauropodomorfi


 


Perché i dinosauri dominarono in tutti i continenti, praticamente senza rivali, per oltre cento milioni di anni? Perché i dinosauri, e non altre specie, furono i più giganteschi animali che abbiano camminato sul nostro pianeta? Perché gli uccelli sono oggi considerati “gli ultimi dinosauri”?

I dinosauri sono gli animali estinti più famosi. Essi sono i protagonisti di romanzi, film di successo e l'ispirazione per innumerevoli prodotti commerciali. Eppure, per quanto i dinosauri siano famosi, il loro effettivo significato scientifico è spesso frainteso dal pubblico.
Questo è il terzo volume di una serie dedicata a capire i dinosauri: capire come e perché si siano originati, perché il loro successo sia durato 160 milioni di anni, come e perché raggiunsero dimensioni enormi, e perché essi non siano del tutto estinti, ma popolino ancora oggi la Terra con migliaia di specie.

Il terzo volume si concentra sulle fasi principali della storia dei sauropodomorfi, il gruppo che include dinosauri iconici come Brachiosaurus e Diplodocus, e che comprende i più grandi animali terrestri di tutti i tempi. Gli elementi chiave della loro biologia, ecologia ed evoluzione, deducibili dai resti fossili, saranno messi in relazione alla storia dell'ambiente e del resto della biosfera durante l'Era Mesozoica, arrivando fino alla estinzione del gruppo, avvenuta assieme agli altri dinosauri, 66 milioni di anni fa.

Formato Kindle

Formato cartaceo

26 gennaio 2021

CrocoZilla vs Hell Heron

 

Pro e contro due diversi modelli ecologici per Spinosaurus (da Hone e Holtz 2021)

Più di tredici anni fa, iniziai a scrivere post paleontologici dedicati ai theropodi nel blog che ha preceduto questo. In un post, dedicato a Spinosaurus, analizzai le caratteristiche allora note di questo dinosauro, e conclusi che:

"Dato che gli spinosauridi non mostrano adattamenti negli arti tali da permettere una vita in acque aperte, né, data la mole, sembrano in grado di un nuoto rapido e fulmineo, è probabile che essi cacciassero in maniera simile agli aironi, tramite improvvise immersioni del rostro in acqua."

Nel post, spiegavo come mai il muso degli spinosauridi sia inclinato rispetto alla parte posteriore della testa (un dato che gran parte dei paleoartisti ha continuato a ignorare fino a poco tempo fa) e come dovremmo immaginare uno spinosauro che sta pescando:



Oggi, sappiamo che le proporzioni corporee di Spinosaurus erano differenti a livello di arti posteriori, ma questo non altera l'interpretazione ecologica discussa in quel post del 2007. Possiamo chiamare questo modello ecologico "Hell Heron", un colossale airone adatto a camminare sia fuori che dentro l'acqua, specializzato nell'arpionare grandi pesci sarcopterigi.

Contrapposta a "Hell Heron" è l'ipotesi che Spinosaurus fosse più marcatamente acquatico, e che nuotasse attivamente usando la coda e/o gli arti posteriori per muoversi in gran parte sommerso, svolgendo un ruolo ecologico più simile a quello di un coccodrillo che a quello di un grande uccello limivoro, capace di agguati subacquei e con una spiccata propensione al nuoto attivo. Chiamo questo modello "CrocoZilla".
CrocoZilla è l'ipotesi sostenuta, in varie versioni, da Ibrahim et al. (2014 e 2020), ipotesi che, senza troppi giri di parole, io non sono mai stato in grado di accogliere del tutto. Gli elementi portati a supporto di CrocoZilla non sono del tutto coerenti, e inoltre non paiono soddisfarmi alla pari degli argomenti a sostegno di Hell Heron. Forse, la soluzione alla questione è a metà strada, anche se penso che la via per CrocoZilla sia comunque più in salita di quella per raggiungere Hell Heron.

In uno studio appena pubblicato, Hone e Holtz (2021) analizzano nel dettaglio i pro e i contro sia di CrocoZilla che di Hell Heron, e concludono che il secondo è una spiegazione molto più plausibile delle evidenze anatomiche e geologiche su Spinosaurus rispetto a CrocoZilla.

Concordo in buona parte con la loro argomentazione, pur mantenendomi aperto sull'eventuale attitudine al nuoto in Spinosaurus come spiegazione della sua inusuale coda pinnata. Ripeto: la soluzione è probabilmente da qualche parte lungo lo spettro di opzioni discusse, include elementi di ambo le opzioni, anche se, probabilmente, conferma molto più Hell Heron che CrocoZilla. Credo che Spinosaurus fosse in grado di nuotare in superficie, ma dubito che fosse un nuotatore sommerso analogo ad un coccodrillo, né ritengo che cacciasse confidando nelle sue capacità natatorie.

Bibliografia:
Hone DWE, Holtz RHJr. 2021. Evaluating the ecology of Spinosaurus: shoreline generalist or pursuit specialist? Palaeontologia Electronica.