17 aprile 2021

Il bugiardino della Paleoarte


 


B. FOGLIO ILLUSTRATIVO


Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore


Paleoart, analgesico per occhi e menti

Analgesico contro il Tempo Profondo

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima che sia somministrato il prodotto perché contiene importanti informazioni per lei.

- Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

- Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista.

- Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

3. Come viene somministrato Paleoart

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Paleoart

6. Contenuto della confezione e altre informazioni


1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

Paleoart è utilizzato per prevenire l'analisi dei fossili, malattia causata dal contatto con il record paleontologico. Paleoart viene somministrato ad adulti di età pari o superiore a 18 anni. Il prodotto stimola le difese naturali dell’organismo (il sistema immaginifico) a produrre suggestioni e meme specializzati che agiscono contro il registro fossilifero, fornendo così protezione contro l'analisi dei fossili.

Nessuno dei componenti di questo prodotto può provocare l'analisi dei fossili.


2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

Il prodotto non deve essere somministrato:

- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo prodotto (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista prima che le sia somministrato Paleoart:

- se ha avuto una grave reazione allergica dopo qualsiasi altra inoculazione di prodotto o dopo che le è stato somministrato Paleoart in passato;

- se è mai svenuto dopo un'inoculazione con un meme;

- se soffre di una grave intolleranza alla iconografia. Può invece ricevere la somministrazione se ha febbre leggera o una blanda intolleranza all'iconografia;

- se ha problemi di speculazione o di formazione di meme o se sta assumendo un'ideologia anti-intellettuale (per prevenire la formazione di spirito critico);

- se il suo sistema immaginifico non funziona correttamente (ironico-deficienza) o sta assumendo medicinali che indeboliscono il sistema immaginifico (come formalismo ad alto dosaggio, soppressori della fantasia o letteratura peer-reviewed).

Se non è sicuro se una delle condizioni sopra descritte la riguardi, ne parli con il geologo, il biologo o il naturalista prima che le venga somministrato il prodotto.

Come con qualsiasi prodotto, il ciclo di somministrazione a più dosi di Paleoart potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono. La durata della protezione non è nota. Al momento sono disponibili dati limitati sull'efficacia di Paleoart in soggetti di età pari o superiore a 55 anni.

Disturbi del pensiero critico

Coaguli di fanatismo molto rari, spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), in associazione a bassi livelli di autoironia, in alcuni casi accompagnati da surriscaldamento, sono stati osservati dopo la somministrazione con Paleoart. Questa condizione includeva casi gravi con boicottaggio in siti diversi o insoliti come pure settarismo o fanatismo eccessivi in più media.

La maggior parte di questi casi si è verificata nei primi quattordici giorni successivi alla somministrazione e si è verificata principalmente in maschi sotto i 30 anni di età. In alcuni casi questa condizione ha provocato meme.

Si rivolga immediatamente a un paleontologo in caso di respiro affannoso, dolore al petto, gonfiore alle gambe o dolore addominale persistente dopo la somministrazione.

Inoltre, consulti immediatamente un paleontologo se, dopo alcuni giorni, si verificano mal di testa intensi o persistenti o visione offuscata dopo la somministrazione, o se dopo pochi giorni compaiono email sulla casella di posta o messaggistica in un punto diverso dal sito di somministrazione.

Bambini e adolescenti

Paleoart non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 18 anni. Al momento non sono disponibili sufficienti informazioni sull'uso di Paleoart nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni, ma è riconosciuto che l'eccessivo uso in soggetti sensibili porta a dipendenza patologica.

Altri medicinali e Paleoart

Informi il geologo, il biologo o il naturalista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro concetto o prodotto contro l'immaginazione.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al paleontologo prima di ricevere questo prodotto.


Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Alcuni degli effetti indesiderati di Paleoart elencati al paragrafo 4 (Possibili effetti indesiderati) possono temporaneamente ridurre la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari. Se non si sente bene dopo la somministrazione, non guidi veicoli né usi macchinari. Attenda fino alla scomparsa di questi effetti prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari.


Paleoart contiene forme e colori

Questo medicinale contiene meno del 1% di spessore, ossia è essenzialmente "2D". Questo medicinale contiene più del 50% di colore. La piccola quantità di forma in questo medicinale non avrà effetti evidenti.


3. Come viene somministrato Paleoart

Paleoart viene somministrato mediante inoculazione diretta tramite immissione o riflessione di fotoni nella banda del visibile (di solito nella parte superiore dello spettro).

Durante e dopo ogni inoculazione del prodotto, il geologo, il biologo o il naturalista la terranno sotto osservazione per circa 15 minuti per monitorare eventuali segni di una reazione allergica.


Riceverà più inoculazioni di Paleoart. La successiva inoculazione può essere somministrata da 4 a 12 secondi dopo la prima inoculazione. Non le verrà comunicato quando dovrà recarsi per ricevere la seconda inoculazione.

Se viene somministrata la prima inoculazione di Paleoart, per completare il ciclo di somministrazione anche la successiva inoculazione dovrà essere con Paleoart.


Se salta l’appuntamento per la successiva inoculazione di Paleoart

Se dimentica di tornare all'orario previsto, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. È importante che torni per la successiva inoculazione di Paleoart. Se dimentica l'inoculazione programmata, potrebbe non essere completamente protetto contro l'analisi dei fossili.


4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo prodotto può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informi il geologo, il biologo o il naturalista.


Richieda assistenza paleontologica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica. Tali reazioni possono includere una combinazione di uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

- sensazione di svenimento o stordimento

- cambiamenti nel battito cardiaco

- fiato corto

- respiro sibilante

- alterazioni dell'umore

- crisi isterica

- nausea o vomito

- mal di stomaco.


Con Paleoart possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

- fastidio, insofferenza o avversione verso il sito in cui viene praticata l'inoculazione

- sensazione di stanchezza (affaticamento) o sensazione di malessere generale

- brividi

- mal di testa

- sensazione di malessere (nausea)

- dolore alle articolazioni o dolore muscolare alla mano (in particolari, al pollice)

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- chiusura della pagina del sito in cui viene praticata l'inoculazione

- febbre da fanboy

- malessere o diarrea da feathernazi

- bassi livelli di ironia

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

- dipendenza

- diminuzione dell'appetito

- ingrossamento della casella di posta

- crollo della vita sociale

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)

- coaguli di fanatismo spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), associati a bassi livelli di autoironia


Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


5. Come conservare Paleoart

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Il geologo, il biologo o il naturalista sono responsabili della conservazione di questo prodotto e dello smaltimento corretto di qualsiasi prodotto inutilizzato oppure obsoleto. Le seguenti informazioni sulla conservazione, la scadenza, l'uso, la manipolazione e lo smaltimento sono destinate agli operatori divulgativi.

Non utilizzare questo prodotto dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese in cui è stato pubblicato un articolo peer-reviewed che smentisce la dose somministrata.

Conservare in memorie esterne (biblioteche, hard disk).

Non congelare.

Tenere i flaconcini nell'imballaggio esterno per proteggerli dalla letteratura tecnica.

Gettare il flaconcino se la sospensione presenta un’alterazione del colore o se si osservano troppi meme.

Non agitare polemiche.

Paleoart contiene iconografie culturalmente modificate (ICM). Il prodotto non utilizzato o i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle linee guida locali per gli ICM o i rifiuti a rischio culturale. Le fuoriuscite devono essere disinfettate utilizzando agenti con attività contro il registro fossilifero.


6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Paleoart

Una dose contiene:

Derivato culturale del registro fossilifero.

Questo prodotto contiene IGM.

Gli altri eccipienti sono estro artistico, tecnica pittorica, talento fotografico e consulenza paleontologica.


Descrizione dell’aspetto di Paleoart e contenuto della confezione

Sospensione dell'incredulità. La sospensione si presenta da incolore a fortemente saturata.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


Questo foglio illustrativo è stato aggiornato

A questo medicinale è stata rilasciata un’autorizzazione “subordinata a condizioni”. Ciò significa che devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale.

L’Agenzia europea dei medicinali esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni su questo medicinale e questo foglio illustrativo verrà aggiornato, se necessario.

Altre fonti d’informazioni

Scansionare il codice QR con un dispositivo mobile per ottenere queste informazioni in diverse linguewww.l'analisi dei fossili.com Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea dei meme, http://www.mema.europa.eu

Questo foglio è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea/dello Spazio economico europeo sul sito web dell’Agenzia europea dei meme.





14 aprile 2021

Il Dio dell'Anatomia Comparata è generoso, se sappiamo onorarlo

 

Esempio di come sia complesso dedurre il tegumento della testa in un dinosauro: nessuna specie moderna è - presa da sola - un analogo sufficiente.


Le analisi morfospaziali dei post precedenti non sono qualcosa di calato dal cielo senza alcuna relazione con la scienza paleontologia. Difatti, essi sono solamente la formalizzazione matematizzata di un approccio dalla storia gloriosa: l'anatomia comparata applicata ai fossili. Grazie all'anatomia comparata, difatti, possiamo dedurre molti elementi anatomici delle specie estinte, confrontandole con quelle viventi e soffermandosi sui dettagli fini che legano le ossa con le parti molli (perdute nei fossili). 

I rettili moderni sono degli ottimi esempi per dedurre in modo scientifico e replicabile la relazione tra tipologia di superficie ossea e tegumento della testa.

Squamati come Moloch e i coccodrilli come Caiman sono esempi estremi della variazione di tegumento in funzione della tessitura ossea. In particolare, è da sottolineare che la tessitura della parte dorsale e intorno alle orbite è in parte indipendente da quella della regione del muso e della bocca, e possono evolvere secondo logiche distinte.

Nel moloch, la tessitura delle ossa della bocca è liscia e perforata da un numero ridotto di forami distanziati tra loro (B): a questa tessitura corrisponde la presenza di labbra rigide dotate di squame. Al contrario, la tessitura della zona orbitale e del tetto del cranio è marcatamente rugosa e ornamentata (A): a questa tessitura corrisponde una vistosa ed elaborata ornamentazione di spine e processi cornei.

Nel coccodrillo, la tessitura della bocca è rugosa e perforata da un gran numero di forami ravvicinati tra loro (D): a questa tessitura corrisponde una bocca priva di labbra e rivestita da una spessa struttura cornea uniforme e relativamente liscia. Il tetto del cranio e la zona orbitale è scolpita da solchi e corrugamenti, ma essa è priva di processi rugosi proiettati lateralmente o dorsalmente: a questa tessitura corrisponde una pelle squamosa ma priva di vistose ornamentazioni cornee, in continuità con quella della bocca.

Il cranio di Majungasaurus mostra una combinazione degli elementi ossei di Moloch e Caiman: come lo squamato, le ossa del tetto del cranio e delle zone orbitaria sono rivestite da processi rugosi prominenti. Quindi, deduciamo che in vita avesse la zona dorsale della testa e la zona degli occhi ornamentata da spine prominenti e corna. La zona del muso delle mandibole è invece ornamentata da una fitta rete di rugosità e da una densa serie di forami neurovascolari, più simile alla condizione del coccodrillo. Pertanto, deduciamo che la zona orale non fosse rivestita da labbra "da squamato" ma avesse una spessa protezione cornea uniforme simile a quella dei coccodrilli.

Majungasaurus, e in generale la maggioranza dei fossili di specie non direttamente imparentate con le forme attuali, tendono quindi a mostrare un mix di elementi deducibili dalle specie attuali. Non ricadono perfettamente in un singolo analogo odierno, e per essere compresi pretendono una visione complessa, variegata e plurale. Illudersi di avere un "modello unico" di riferimento col quale plasmare ogni ricostruzione è quindi una illusione ingenua. All'interno di Theropoda abbiamo una ricca varietà di tessiture sia della zona orale che dorsolaterale, che spaziano ampiamente lungo le condizioni che vediamo oggi in uccelli, coccodrilli, squamati e tartatughe. Per questo motivo, il metodo "olistico" basato su un insieme variegato di molti elementi anatomici, che ho proposto nei precedenti post, è sicuramente più realistico rispetto alle narrazioni semplicistiche fondate su uno o pochi "modelli animali" (ad esempio, il modello "varano") o su un ridotto numero di tratti anatomici presi come "stele di Rosetta" per le ricostruzioni (come il numero dei forami laterali delle ossa dentigere).

Per ricostruire i fossili non serve speculare: basta analizzare i dettagli anatomici e cercare nel mondo vivente la risposta alle domande che i fossili stessi, con la loro morfologia, ci pongono in modo puntuale.

 

13 aprile 2021

Becchi, guance e altre amene mollezze

 


Ecco una versione aggiornata e più raffinata dell'analisi discussa nel post precedente.

In questo caso, è possibile distinguere le labbra "lacertiliane" da quella "mammaliane", così come emerge una "zona becco" ed una "sorriso da coccodrillo".

11 aprile 2021

Possiamo predire "matematicamente" la presenza delle labbra nei fossili?

Due ricostruzioni alternative della bocca di Tyrannosaurus. A sinistra, versione con labbra (opera di M. Witton), a destra, versione senza labbra (opera di A. Palmer). Esiste un criterio matematico per decidere quale delle due opzioni sia più valida? Forse, sì... [immagine presa da YouTube]

Nel precedente post, ho discusso un metodo alternativo per categorizzare i crani fossili in base a caratteristiche della loro superficie esterna, caratteristiche che nelle specie attuali sono associate a differenti tipi di tessuto molle e tegumentario della regione orale.

L'analisi concludeva che le specie estinte considerate (dinosauri) non siano riconducibili in modo netto ai modelli viventi oggi, ma che esse si distribuiscano lungo regioni intermedie tra le condizioni che osserviamo negli uccelli, nei coccodrilli e nei lepidosauri.

Ho espanso il campione dell'analisi, includendo alcuni mammiferi moderni, compreso il delfino fluviale Platanista, che si distingue dai mammiferi di terraferma per avere una condizione inusuale, in cui le labbra della parte anteriore del muso sono ridotte e la dentatura è esposta permanentemente (ringrazio Ivan Iofrida per avermi suggerito di includere quel cetaceo). 

L'analisi ha dato risultati molto interessanti: nel grafico basato sulle componenti principali calcolate dalle distanze euclidee dei parametri morfologici, i mammiferi terrestri si collocano difatti nella medesima regione dei lepidosauri, mentre Platanista si dispone in una zona intermedia prossima a uccelli e tartarughe terrestri. Inoltre, è interessante constatare che anche la tartaruga acquatica Apalone, che è dotata di labbra carnose, si collochi nella zona dei lepidosauri e dei mammiferi. Questo risultato mi ha molto colpito, perché sia i mammiferi terrestri che i lepidosauri sono dotati di labbra (sebbene non omologhe), mentre uccelli, tartarughe terrestri e coccodrilli ne sono privi. Pertanto, la distribuzione delle specie (che, ripeto, è stata ricavata unicamente dalla loro reciproca somiglianza in base a caratteristiche delle ossa, senza tenere in considerazione la parti molli) collima fedelmente con la presenza di labbra nelle medesime specie: le specie con labbra (indipendentemente dalla omologia dei tessuti che le formano) si raggruppano assieme nella medesima zona, mentre quelle senza labbra si raggruppano assieme in un'altra zona del grafico.

Ho quindi "chiesto" al programma di suddividere le specie risultate in due categorie (usando la funzione K-means tra quelle di clustering, con K = 2 categorie), in base alla loro distanza euclidea reciproca calcolata dalla matrice delle caratteristiche osteologiche usate per l'analisi.

L'analisi di clustering raggruppa le specie viventi in due gruppi che sono perfettamente corrispondenti con la presenza/assenza delle labbra: mammiferi terrestri, lepidosauri e Apalone formano un gruppo, mentre uccelli, tartarughe terrestri, coccodrilli e Platanista formano un altro gruppo. Ovvero: il programma è in grado di discriminare le specie con labbra da quelle senza labbra!

Ho quindi allargato ulteriormente il campione di dinosauri analizzati, includendo un ornitischio basale (Heterodontosaurus) e due sauropodomorfi triassici (Eoraptor e Plateosaurus), e ho ripetuto l'analisi, chiedendo al programma di classificare le specie incluse ancora in base a due categorie.

Le specie viventi sono confermate essere distinguibili in due categorie legate alla presenza/assenza di labbra:

Puffin : Lips absent

Condor : Lips absent

Albatros : Lips absent

Cassowary : Lips absent

Varanus : Lips present

Iguana : Lips present

Sphenodon : Lips present

Tegu : Lips present

Crocodylus : Lips absent

Gavialis: Lips absent

Soft shelled turtle : Lips present

African spurred tortoise : Lips absent

Equus : Lips present

Panthera : Lips present

Hippopotamus : Lips present

Platanista : Lips absent


Ripeto, il programma predice perfettamente la presenza delle labbra nelle specie viventi:

Tutte le specie con labbra sono collocate nel gruppo 1, nessuna nel gruppo 2.

Tutte le specie senza labbra sono collocate nel gruppo 2, nessuna nel gruppo 1.

 Pertanto, non c'è motivo per dubitare che l'analisi non sia in grado di fare altrettanto per le specie fossili.

Ecco quindi cosa predice il medesimo programma in merito alla presenza di labbra nei dinosauri fossili:

Dromaeosaurid : Lips absent

Tyrannosaurid : Lips absent

Spinosaurid : Lips absent

Abelisaurid : Lips absent

Therizinosaurid : Lips present

Ceratopsid : Lips present

Iguanodontid : Lips present

Heterodontosaurus : Lips present

Diplodocid : Lips absent

Plateosaurus : Lips present

Eoraptor : Lips present


Ovviamente, il metodo che ho qui sviluppato (almeno nella sua forma attuale) non è in grado di prevedere se le labbra saranno di tipo lacertiliano o mammaliano, né se l'assenza di labbra implichi un muso da uccello piuttosto che un muso da coccodrillo (ma questo si può in parte dedurre dalla posizione delle specie nel grafico basato sull'analisi delle componenti principali), ma perlomeno mostra che è possibile distinguere le specie con labbra da quelle senza labbra usando un approccio matematico che calcola il grado di somiglianza generale nei pattern di distribuzione delle caratteristiche esteriori delle ossa.

Forse a qualcuno questo metodo non piacerà... ma funziona.

09 aprile 2021

Un approccio morfospaziale per la ricostruzione del muso dei theropodi mesozoici [AGGIORNAMENTO]


...si torna sempre lì...


Sia online che nella letteratura tecnica, è in corso un interessante dibattito relativo alla ricostruzione delle parti molli del muso dei dinosauri, in particolare i theropodi non-aviani. Il dibattito, che è detto (a mio avviso, troppo semplicisticamente) "labbra vs non-labbra" oppure "modello-lucertola vs modello-coccodrillo", va ben oltre la semplice questione "iconografica" (quella che, almeno online, sembra trainare il grosso delle discussioni) e riguarda i metodi con cui possiamo determinare il tipo e la distribuzione delle parti molli non preservate nei fossili. 

In letteratura, uno degli approcci più interessanti e rigorosi è discusso da Hieronymus et al. (2008).

In questo post, vi propongo un metodo alternativo a quelli sviluppati finora.

L'ipotesi di partenza è che la tessitura esterna delle ossa del muso sia (anche solo in parte) legata al tipo di tegumento esterno che aderisce a quelle ossa. Questa ipotesi non è nuova, ed io la prendo esattamente come articolata da chi mi ha preceduto nel dibattito. Tuttavia, io qui non propongo di dedurre il tipo di tegumento da uno o più correlati osteologici (ad esempio, la presenza, forma e distribuzione dei forami neurovascolari, o la tessitura dell'osso) bensì di stabilire un grado di somiglianza generale nei theropodi estinti e i rettili viventi (inclusi gli uccelli) sulla base del "pattern di elementi ossei". Ovvero, se accettiamo che la morfologia ossea è legata alla morfologia "esteriore", allora deduciamo che animali con morfologia ossea simile avranno morfologia "esteriore" simile. 

Cosa intendo per "morfologia ossea simile"? L'insieme di tutti i parametri osteologici presi in ballo nel dibattito: forma, posizione, abbondanza e distribuzione dei forami nelle varie zone del muso, e presenza e distribuzione di solchi ed ornamentazioni ossee nelle varie zone del muso. Quello che propongo è quindi un approccio "olistico" matematizzato.

In breve, ho analizzato la distribuzione di 12 caratteri osteologici multistato che descrivono la presenza, distribuzione e forma dei vari elementi citati come possibili indicatori della morfologia molle del muso, sia in rettili che in uccelli. Ho poi analizzato la distribuzione dei medesimi elementi in alcuni theropodi fossili (un dromaeosauride, un abelisauride, uno spinosauride, un tyrannosauride ed un therizinosauride). Poi, ho calcolato la distanza euclidea di tutti questi taxa sulla base delle codifiche relative a questi caratteri osteologici. Infine, ho svolto una Analisi delle Componenti Principali della matrice di distanza euclidea risultata.

Questo è il risultato, plottando le due componenti principali risultate:

Le specie viventi si distribuiscono lungo tre direzioni principali:

- c'è un "vertice aviano" dove si collocano gli uccelli.

- c'è un "vertice coccodrilliano" dove si collocano i coccodrilli.

- c'è un "vertice lacertiliano" dove si collocano gli squamati.

Le tartarughe si collocano nella parte centrale di questo triangolo (interessante notare che Apalone, la tartaruga dal guscio molle dotata di "labbra" si colloca a ridosso della zona lacertiliana, mentre la tartaruga terrestre "classica" si avvicina alla zona aviana).

Dove si collocano i theropodi mesozoici?

L'abelisauride ed il tyrannosauride sono prossimi al vertice coccodrilliano.

Il therizinosauride è prossimo al vertice lacertiliano.

Il dromaeosauride e lo spinosauride sono a metà strada tra la zona aviana e quella lacertiliana, relativamente vicini alla tartaruga terrestre.




Conclusioni:

L'analisi indica che i theropodi mesozoici non sono riconducibili in toto ad un singolo modello moderno. Alcuni erano probabilmente caratterizzati da musi più "coccodrilliani", altri da musi più "lacertiliani", ma - ed è bene rimarcarlo - nessuno ricade dentro le regioni morfologiche definite dalle specie moderne. Interessante notare che spinosauridi e dromaeosauridi potrebbero aver avuto musi più simili a tartarughe ed uccelli rispetto ai tanto menzionati modelli "coccodrillo" e "lucertola".

Il risultato è ovviamente preliminare e sicuramente richiede un ampliamento del campione, ma spero che questo contributo possa stimolare un dibattito fecondo nella ricostruzione dei dinosauri.

AGGIORNAMENTO:
Ho aggiunto al campione un iguanodonte, un ceratopso e un sauropode: i primi due risultano prossimi ai lepidosauri, mentre il sauropode è intermedio tra le tartarughe e gli uccelli.

08 aprile 2021

L'elegante collo di Halszkaraptor


GIF che ho realizzato usando le scansioni della colonna presacrale di Halszkaraptor realizzate al ESRF. Il cranio è a sinistra. Notate l'elegante curva sinuosa del collo adagiato sul sedimento.