"L'uomo
ricco d'astuzie raccontami, o Musa, che a lungo
errò
dopo ch'ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;
di
molti uomini le città vide e conobbe la mente,
molti
dolori patì in cuore sul mare,
lottando
per la sua vita e pel ritorno dei suoi."
(traduzione
italiana di Rosa Calzecchi Onesti dell'incipit de "L'Odissea"
di Omero)
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| Bellezze barbariche (a sinistra, un'europs, a destra, un'aetiops) |
Per
anni, ho scritto post nei quali distinguevo tra rappresentazione
scientifica dei dinosauri e rappresentazione artistica dei dinosauri,
tra ricostruzione scientifica dei dinosauri ed "emanazione pop"
dei dinosauri.
Pertanto,
sono sufficientemente qualificato per parlare di donne di colore che
interpretano personaggi della mitologia greca.
"Cosa?"
direte voi, "Non ne hai alcuna qualifica!". "Non sei
un esperto di miti greci, non sei un esperto di cinema, non sai
nemmeno come si scrive il nome dell'attrice in questione".
Esatto,
non ne so niente... proprio come il 99.9% di quelli che ne parlano
online. Per questo dedicherò un post a questo tema.
Non
sono uno studioso di etimologia, quindi probabilmente sto per
scrivere una valanga di scemenze. Ma la valanga, corretta o no che
sia dal punto di vista delle fonti, è motivata da scelte retoriche
(qui inteso nell'accezione originale latina).
Se
non erro, le parole "Europa" ed "Etiopia" sono di
derivazione greca. La parola composta "Europa", da
"eur-ops", indicherebbe una persona con faccia larga,
oppure con occhi larghi. L'Europa quindi potrebbe essere la terra
degli "Europs", la terra delle persone con faccia larga,
oppure la terra delle persone con occhi larghi. La parola composta
"Etiopia" indicherebbe invece la terra degli "Aetiops",
ovvero, le genti con la faccia bruciata (dal sole), ovvero genti
dalla pelle scura. In entrambi i casi, con queste parole i greci
indicavano genti diverse da loro, genti non-greche, popoli stranieri,
i barbari. Per i greci, gli europs e gli etiops, i "faccia
larga" ed i "faccia bruciata", sono stranieri che
vivono fuori dal mondo greco, popoli con attributi fisici diversi da
noi. Stranieri, quindi "alieni", perché non somigliano al
nostro bel viso canonico (io sono nato in Magna Grecia, quindi posso
fingere di vantare ascendenze greche, ovviamente da qualche filosofo,
tipo Parmenide).
Come
mai questi popoli sono stati battezzati dai greci in base a dettagli
estetici del viso? Che i greci fossero fissati con dettagli esteriori
degli esseri umani e manifestassero una certa xenofobia e diffidenza
verso chi non ha la faccia proprio come la loro è probabilmente una
regola generale di Homo sapiens, che noi popoli occidentali
moderni abbiamo ereditato e raffinato fino ad oggi sotto varie
declinazioni, specialmente commerciali. I concorsi di bellezza, le
paranoie estetiche, il culto del make up, sono tutte evoluzioni
dell'idea che ci siano visi belli, visi giusti, visi canonici, e poi
ci siano quelli che non hanno la faccia giusta, che va aggiustata
anche solo con qualche striscia di colore, o qualche colpo di
bisturi.
L'attenzione
per i dettagli superficiali è sì innata, ma è anche una
costruzione culturale. Se ti insegnano a prestare attenzione a certi
dettagli, e ti abituano a dare loro un forte significato e
importanza, il tuo cervello diventa sottile ed acuto nel cogliere
anche le più minime differenze di forma, colore, proporzione. Ad
esempio, io sono in grado di distinguere un terzo metatarsale di
Caenagnathidae rispetto allo stesso osso di un Troodontidae. Colgo la
lieve curvatura del margine mediale della superficie estensoria che
distalmente differenzia in modo palese un troodontide da un
cenagnatide. Non lo vedete? Non preoccupatevi, non tutti sono capaci
di notarlo al primo sguardo, perché quasi nessuno ha dedicato
decenni della propria vita a studiare le sottili differenze
morfologiche tra le ossa dei dinosauri carnivori. Se la morfologia di
Theropoda fosse materia obbligatoria fin dalle elementari, questa mia
idiosincrasia professionale sarebbe una banale ovvietà di tutti i
giorni. Come nel caso dei nomi greci dati ai popoli barbari, la
morfologia è uno strumento di distinzione genealogica, un criterio
per classificare. Poi, questa classificazione può essere usata in
vari modi.
Non
giriamoci intorno fingendo di non sapere come stanno le cose: gli
esseri umani sono intrinsecamente razzisti e xenofobi. Constatare non
implica giustificare. La xenofobia non è qualcosa di cui andare
fieri, ma nemmeno qualcosa da ignorare e nei confronti della quale
fingerci ingenui e verginelli. Il rispetto per la diversità va
insegnato ed appreso, perché d'istinto noi siamo diffidenti verso
chi non mostra attributi "canonici" con la norma dentro la
quale siamo stati allevati.
Noi
guardiamo con diffidenza il tizio palesemente straniero che passa per
strada, così come io ero guardato con diffidenza quando camminavo
per strada in una cittadina dell'Africa. Ognuno è straniero a casa
degli altri. Tutti dobbiamo imparare a non aver paura della
diversità, o perlomeno, dovremmo imparare a riconoscere il nostro
istinto xenofobo quando si manifesta. Riconoscerlo e gestirlo.
In
questi giorni, sta montando molto l'ennesima polemicuccia di Internet
intorno a dettagli microscopici che evidentemente sono pagliuzze
affilate dentro gli occhi di persone con qualche nervo scoperto.
Persone che, non giriamoci troppo intorno, sono xenofobi anche se
negano che il loro comportamento sia mosso da razzismo (si può
essere xenofobi senza essere razzisti? Almeno etimologicamente, sì).
Sto parlando della "polemica" palesemente razzista contro
la scelta artistica del regista Christopher Nolan di ingaggiare una
attrice di origine keniota per la parte di Elena di Troia nel suo prossimo film
intitolato "L' Odissea".
Ma
come? Una negra per interpretare la donna più bella del mondo?
Sì,
ho scritto proprio "negra", perché la frase qui sopra non
è il mio pensiero, ma la trascrizione letterale di quello che passa
per la testa dei tanti che stanno criticando la libertà creativa di
un artista. Tanti razzisti che però non hanno il coraggio di
palesarsi tali, e si arrampicano sugli specchi di una presunta
"fedeltà al testo originale" o ad una ancor più ridicola
argomentazione di "accuratezza storica" per boicottare il
coinvolgimento dell'attrice diversamente greca.
La
questione è articolata su vari livelli. In primis, "l'accuratezza"
a cosa farebbe riferimento? Dove sta scritto che il film di Nolan
abbia come intento quello di rappresentare fatti storicamente
documentati risalenti a qualche migliaio di anni fa? L'Odissea di
Omero è un'opera letteraria, non un trattato di storia. Ma anche nel
caso che la Guerra di Troia che ispirò l'inizio dell'Odissea sia
realmente avvenuta, l'Odissea di Omero resta comunque un'opera di
finzione risalente ad oltre duemila anni fa. Non è mai esistita
nella realtà storica una signora Elena ex di Menelao ora sposa di
Paride. Ma anche volendo sostenere che l'Elena concepita da Omero
fosse stata una donna greca dato che Omero raccontava un mito greco,
perché mai un regista del 2026 dovrebbe restare vincolato ad un
testo così antico? Non è forse l'arte la capacità di trasfigurare
la realtà? Lo stesso Omero trasfigurò la "vera" guerra di
Troia per creare il mito, e ora Nolan prova a trasfigurare l'Odissea
di Omero per creare il suo film. Dove sta il problema?
[Qui
apro una piccola parentesi: ma poi, siamo davvero così sicuri che
l'Ulisse di cui ci parlerà Nolan sia proprio l'Ulisse di Omero? E se
fosse un altro Ulisse? Ad esempo, la butto lì, se fosse l'Ulisse di
James Joyce?]
Siccome
tutto online è ridotto a meme, sta circolando un'immagine che
confronta l'attrice keniota (Lupita Nyong'o, l'Elena di Nolan) con un'attrice tedesca
(Diane Kruger) che interpretò Elena in una film di una ventina di
anni fa (film atroce da tutti i punti di vista, che vidi al cinema
con un amico). Il film di venti anni fa era storicamente e
filologicamente accurato tanto quanto Jurassic World è un trattato
sulla biomeccanica dei muscoli della gamba in Tyrannosaurus,
eppure nessuno sollevò alcun sopracciglio nei confronti della
biondissima Elena dalla faccia palesemente tedesca.
Immaginate
un greco antico che veda i due film, come reagirebbe? Non possiamo
saperlo, ma forse possiamo immaginarlo.
Dal
punto di vista di un greco antico duro e puro, etimologicamente
xenofobo, l'Elena di Nolan è una Aetiops, una donna dalla terra
delle facce bruciate, non è greca. Al tempo stesso, sempre dal punto
di vista del nostro greco antico duro e puro, etimologicamente
xenofobo, l'Elena del film di venti anni fa è una Europs, una donna
dalla terra della facce larghe. Non vorrete dirmi che per i greci
antichi una donna tedesca fosse meno aliena di una donna africana? Se
lo sostenete, è perché avete la certezza - non giustificata - di
applicare i vostri attuali criteri di discriminazione razziale a
persone vissute migliaia di anni fa e inserite in una cultura diversa
dalla vostra. Noi oggi consideriamo i greci degli europei, mai i
greci antichi non si ritenevano degli europs. Gli europs erano
stranieri, barbari, alieni. Forse che essere di pelle nera è più
alieno di avere gli occhi azzurri? Io non sono così sicuro che nella
grecia antica fosse così frequente incontrare donne bionde e con
occhi chiari, se non, forse, al mercato delle schiave barbare.
In
realtà, a me del colore di occhi, pelle, e capelli, forma del naso,
altezza degli zigomi ed etnia delle attrici, interessa ben poco. E mi
interessa anche meno ricostruire i canoni estetici dei greci antichi.
Tutti questi sono pretesti per camuffare il proprio razzismo in
un'era, come la nostra, in cui per fortuna il razzismo è considerato
un pregiudizio negativo. Sono pretesti perché continuo a pensare che
la libertà creativa di un regista non sia vincolata a concetti
sfuggenti e arbitrari come la fedeltà storiografica ad un'opera
letteraria. Soprattutto quando il fantomatico film non è nemmeno
uscito nelle sale, quindi non si capisce proprio contro cosa si sta
montando la polemica! Ripeto, non giriamoci intorno troppo: questo
psicodramma online è una palese eiaculazione precoce di razzismo
frustrato, seminata (letteralmente) da orde di livorosi che hanno
sparato a zero contro un'opera che non hanno ancora visto!
Il
problema non è che un regista ingaggi una donna "non-greca"
per interpretare un personaggio della mitologia greca. Nessuno vi
obbliga ad andare al cinema se il film non vi aggrada (per caso, sono
andato a vedere "Mutan-dino" nell'ultimo film del Franchise
Jurassico? Ovviamente, no). Il problema è che siete razzisti e non
avete gli attributi per dichiararlo apertamente. Vi piace fare i
razzisti, vi piace creare polemiche razziste, alimentare l'odio
xenofobo online, ma non sopportate che siate identificati come tali.
Siete
solo degli ipocriti.