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03 maggio 2026

La durata dei viaggi nel tempo profondo


 Il tempo geologico, il Tempo Profondo, è un concetto relativamente recente. Alla civiltà occidentale sono stati necessari secoli di scoperte e di riflessioni per realizzare che la storia della Terra fosse molto più vasta di quanto raccontato dai testi biblici.

Capacitarsi della vastità del tempo geologico non è semplice. Una cosa è snocciolare numeri e cifre relative ai milioni di anni, un altra è "sentire" la dimensione di tale vastità. Il problema fondamentale è che i tempi geologici vanno troppo al di là della nostra percezione quotidiana, e quindi restano più dei concetti astratti che delle effettive ponderazioni consapevoli.

In ambito divulgativo, sono stati introdotti vari espedienti per dare al lettore una seppur blanda consepevolezza delle scale temporali. Ad esempio, molto popolare è la metafora dell'Anno Cosmico, ovvero la contrazione dell'intera storia della Terra dentro un singolo anno. Per quanto popolare, questo espediente non mi ha mai soddisfatto. Il motivo è che la contrazione di quattro miliardi di anni in un singolo anno riduce di fatto tutte le durate di tempo a noi familiari di ben quattro miliardi di volte, ovvero, le annulla e le rende impercettibili. Di conseguenza, anche se apprezziamo che i dinosauri vivono solamente a fine Dicembre, la durata della storia umana diventa un battito di ciglio e quindi perde di qualunque consistenza. La vita di un essere umano non è praticamente rilevabile, e ciò rende difficile rapportare la nostra esistenza dentro lo schema dell'Anno Cosmico.

Qui, propongo un espediente differente, che ha il pregio di contrarre una durata di tempo a noi familiare, l'anno solare, ad una scala di tempo a noi familiare, il secondo. Come si rapportano le scale temporali con questo fattore di contrazione? Immaginiamo di avere a disposizione una Macchina del Tempo che viaggia nel passato ad una "velocità temporale" fissa di 1 anno al secondo. Quanto durerebbe un viaggio nel passato per arrivare fino all'epoca di Tyrannosaurus (66 milioni di anni fa)?

La Macchina del Tempo impiegherebbe poco più di un minuto per portarvi indietro alla Seconda Guerra Mondiale, quasi quattro minuti per portarvi da Napoleone Bonaparte fresco di incoronazione imperiale, quasi due ore di viaggio per portarvi al tempo delle costruzione della Grande Piramide di Cheope, quasi cinque ore per portarvi al momento in cui le grotte di Lascaux venivano ricoperte di pitture paleolitiche. 

Cinque ore per arrivare al Paleolitico Superiore vi pare molto? Beh, il viaggio nella "preistoria" è appena iniziato! Se volete arrivare al tempo di Lucy, il celebre australopiteco, dovrete viaggiare senza sosta per più di un mese... Soffermiamoci un attimo su questi tempi: appena una manciata di ore per entrare nell'età della pietra, mentre poi occorrono varie settimane per arrivare al tempo degli ominidi precendenti il genere Homo

Ma abbiate pazienza, il viaggio per arrivare ai dinosauri non è neanche iniziato: per arrivare alla fine del Mesozoico e poter finalmente godere della vista di un Tyrannosaurus, dovrete viaggiare per ben 2 anni interi! E se voleste attraversare l'intera era dei dinosauri dovreste viaggiare in tutto per più di 7 anni!

Questa è la scala dei tempi geologici.

06 aprile 2026

La Nutella in orbita attorno alla Luna

 

Screenshot del momento storico (tratto dalla diretta NASA).


Stavo guardando la diretta della missione Orion, e 3 minuti e 52 secondi prima di raggiungere il record storico di andare oltre la distanza massima dalla Terra mai raggiunta dalla specie umana, ecco che l'astronauta Christina Koch fa uscire - penso inavvertitamente - un barattolo di Nutella che stava "nella stiva", il quale inizia a fluttuare dentro la capsula Orion.

Non è un fotomontaggio: l'ho visto in diretta!

Ho salvato il momento per la Storia. 

04 aprile 2026

The Ro Podcast - L' evoluzione della nazionale di calcio italiana

 

Gli azzurri campioni del mondo 2006. Rivedremo queste scene?

Nel nuovo episodio del podcast di Theropoda parlo di un tema molto poco paleontologico ma di stringente attualità, e sul quale tutti i 60 milioni di CT della nazionale hanno già detto la loro: perché la nazionale di calcio italiana non si qualifica più ai Mondiali FIFA? 

Uso questo tema (che per molti* è di importanza capitale per la Nazione) come esempio di un approccio nell'analisi dei sistemi dinamici ed evolutivi che spesso viene del tutto ignorato dai commentatori. 

Quasi tutti i commentatori di questo fenomeno hanno una prospettiva a mio avviso miope, e ritengono che la causa di questa tendenza negativa sia da ricercare nell'ultima generazione sportiva italiana (non solo i giocatori, ma l'intero sistema calcio) che avrebbe perduto le vigorose qualità di un tempo. A prima vista, questo appare essere un fatto indiscutibile, tuttavia, se c'è una cosa che l'analisi delle sequenze evolutive mi ha insegnato è che l'apparenza inganna, e che spesso noi vediamo solo la superficie del fenomeno ma non comprendiamo il motore profondo che muove il tutto.

E se la causa delle eliminazioni degli azzurri fosse un'altra? Non una causa italiana, quindi locale, bensì una dinamica più ampia e globale? Non una causa particolare e contingente al nostro sistema calcistico, bensì generale e relativa a dinamiche in atto alla scala mondiale da molti decenni? 

In tal caso, come potremmo identificarla? 

Il podcast vi spiega come.

* Non per me. 

29 marzo 2026

Quo vaditis, Aves?

 


Un articolo uscito alcuni giorni fa ha riaperto un vecchio dibattito tassonomico su quali animali possano essere chiamati "uccelli", ovvero, in quale punto della filogenesi che porta agli uccelli si debba collocare il nome "Aves". Esistono quattro opzioni principali: A): Usare "Aves" per tutta la linea evolutiva (blu) che parte dal nodo Archosauria (rosso) e porta fino agli uccelli viventi.
B): Usare "Aves" per il nodo in cui compare il piumaggio.
C): Usare "Aves" per il nodo meno inclusivo che contenga Archaeopteryx e gli uccelli viventi.
D): Usare "Aves" unicamente per il nodo meno inclusivo che contenga solo gli uccelli viventi.

Ogni opzione ha dei pro e dei contro.

Se seguite "A", allora tutti i dinosauri e tutti gli pterosauri sono membri di Aves. Siete disposti a considerare Pteranodon, Stegosaurus e Brachiosaurus dei tipi di uccello?

Se seguite "B", allora tutti gli animali piumati sono uccelli, quindi almeno i dromaeosauridi, troodontidi, oviraptorosauri, tutti dotati di penne remiganti e timoniere del tutto omologhe al piumaggio moderno. Tuttavia, se per "piumaggio" intendete qualsiasi tipo di tegumento filamentoso omologo con le piume, allora la lista degli animali piumati si estende comprendendo animali come Yutyrannus, Tianyulong, e quindi animali come i tyrannosauroidi, gli ornitischi e probabilmente gli pterosauri. In pratica, è più o meno lo stesso gruppo definito dal nodo "A". Il problema è che non tutti sono concordi su "cosa" sia il piumaggio, né quando il piumaggio compaia lungo la filogenesi. Quando una proto-piuma è "già" piumaggio?

Se seguite "C", allora sono uccelli unicamente Archaeopteryx e tutti quei fossili tradizionalmente classificati come "uccelli mesozoici". Tuttavia, alcune filogenesi collocano Archaeopteryx più vicino a dromaeosauridi e troodontidi rispetto agli uccelli moderni: di conseguenza, in quel caso anche Deinonychus, Troodon, Microraptor e Utahraptor sarebbero uccelli, mentre Caudipteryx e altri "dinosauri piumati" non sarebbero uccelli.

Se seguite "D", allora solo il gruppo moderno è Aves, mentre animali come Archaeopteryx, Confuciusornis e tutti gli enantiorniti non sarebbero degli uccelli, bensì dei "dinosauri non-aviani" prossimi agli uccelli.

Il grosso del dibattito è tra le opzioni C e D. Come spesso accade in queste discussioni puramente terminologiche, ci sono pro e contro in tutti i casi, e si cerca di trovare una soluzione la più pratica e "stabile" possibile. Nel concreto, il dibattito è però più uno scontro tra consuetudini, tradizioni e gusti personali, che lo sviluppo di un algoritmo.

Trattandosi di definizioni tassonomiche, non esiste una risposta oggettiva deducibile in modo matematico. Il significato tassonomico di un nome tradizionale è sempre arbitrario e storicamente determinato. C'è solo da capire quale opzione riscuote maggiore successo tra gli autori e produca il minimo grado di confusione.

Personalmente, se dovessi decidere esclusivamente ragionando in termini di costi e benefici, ignorando i vari codici di nomenclatura o eventuali definizioni già fissate, opterei per la soluzione C (Aves = "Il nodo di Archaeopteryx"). I motivi sono i seguenti:

1) si tratta delle definizione più coerente dal punto di vista storico con l'interpretazione classica di Archaeopteryx come "primo uccello", pertanto membro basale di Aves, quindi quella che meglio farebbe collimare la letteratura pre-cladistica con la sistematica filogenetica. Fin dall'Ottocento, Archaeopteryx è quasi universalmente considerato "un uccello" ed un membro di Aves. Non ci sono motivi validi per rompere questa convenzione terminologica, sopratutto alla luce della natura monofiletica di quel gruppo.

2) nessuno (o quasi) usa l'espressione "dinosauro non-aviano" per riferirsi a taxa come Confuciusornis, Ichthyornis e gli altri "uccelli mesozoici". Ciò implica che tutti intendiamo l'aggettivo "non-aviano" come associato a qualcosa di più basale rispetto ad Archaeopteryx, ma non più derivato (più prossimo agli uccelli viventi). Pertanto, non avrebbe senso usare "Aves" solo per il crown group, perché ciò implicherebbe che gli uccelli esterni ad Aves siano dei "non-avian dinosaurs". Inoltre, il termine "non-avian avialan" non è quasi mai usato in letteratura, mentre l'accezione "non-aviano" è quasi sempre intesa unicamente per i dinosauri esterni al nodo "Archaeopteryx + uccelli viventi".

3) Sia Aves che Archaeopteryx sono ampiamente utilizzati fuori dalla letteratura paleontologica e dinosaurologica: stravolgere il concetto che i due termini siano associati potrebbe forse fare felice qualche paleontologo fissato con il PhyloCode, ma dubito che sarebbe compreso e accettato dal resto della comunità scientifica, in particolare dai biologi, comunità ben più numerosa e significativa di noialtri quattro paleontologi.

4) Esiste già un nome perfettamente valido per il nodo "D": Neornithes. 




27 marzo 2026

Lumping vs Splitting



 Nuovo episodio del mio podcast in cui parlo dei concetti di lumping e splitting.