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27 novembre 2025

Mesothermal Uchronia

Loris Russell, il Padre della moderna concezione dei dinosauri


Tutti hanno visto Billy e il Clonesauro, il film del 1991 diretto da James Cameron che ha segnato la storia della cinematografia per essere stato il primo lungometraggio a servirsi di effetti speciali digitali realizzati al computer. Chi, come me, ha visto per la prima volta B&C al cinema nell'estate del 91, non dimenticherà mai l'emozione di vedere per la prima volta dinosauri con tale livello di realismo: Brontosaurus, Anatosaurus, Agathaumas, il feroce Daptosaurus con gli artigli a falceed il possente Manospondylus gigas, ormai familiare a tutti con il soprannome di M-gigas.

Pochi sanno che il protagonista del film, il paleontologo Grant Allan, è basato su un personaggio realmente esistito, il paleontologo Canadese Loris Russell (1904-1998), il padre della moderna concezione dei dinosauri. In un articolo del 1965, intitolato "Body temperature of dinosaurs and its relationships to their extinction", Russell fu il primo ad avere la geniale intuizione che il successo evolutivo dei dinosauri non poteva essere spiegato considerando questi animali come dotati del medesimo tipo di metabolismo che osserviamo nei rettili moderni (l'ectotermia), ma che essi fossero caratterizzati da una particolare condizione metabolica, distinta da quella degli animali moderni.

Nel decennio successivo, sarà a partire da questa intuizione di Russell che un giovane paleontologo americano, James Hopson, elaborerà l'attuale teoria mesotermica dei dinosauri, resa celebre nel 1985 dal suo libro "The Dinosaur Way of Life", fonte di ispirazione per il romanzo "Billy e il Clonesauro" di S. Skinner, dal quale è tratto il film di Cameron.


PS: se non avete colto, questo post è del tutto inventato e parla di un universo alternativo in cui la paleontologia dei dinosauri seguì un percorso diverso da quello realmente avvenuto. 

Alcuni dettagli del post sono comunque veri:

Loris Russell ha effettivamente scritto un articolo nel 1965 intitolato "Body temperature of dinosaurs and its relationships to their extinction" (Journal of Paleontology 39: 497-501) nel quale anticipa di molti decenni quella che oggi consideriamo l'interpretazione mesotermica dei dinosauri, alternativa sia al modello "a sangue caldo" che a quello "a sangue freddo". 

Il paleontologo americano James Hopson ha effettivamente scritto una serie di studi sul metabolismo dei dinosauri e di altri vertebrati estinti, e fu tra i primi a suggerire che i dinosauri non fossero né pienamente ectotermici né pienamente endotermici.

06 ottobre 2024

Il Signore degli Indici

 

Fraudo Papers, interpretato da un attore diverso da quello che recita in Harry Potter, è il protagonista della trasposizione cinematografica de Il Signore degli Indici


"Gli Etheori fabbricarono molti indici bibliometrici; ma in segreto Scopus costruì un Unico Indice con cui dominare tutti gli altri, il potere dei quali era legato a quello con soggezione assoluta e destinato a durare solo quanto sarebbe durato il suo".


Il Signore degli Indici è un romanzo fantasy scritto da JRR Tolkien ed ambientato nell'immaginario mondo di Acca.

Il Signore degli Indici narra della missione di nove personaggi che compongono la Compagnia Bibliometrica, partiti per distruggere l'Indice del Potere, un oggetto potentissimo e di incontenibile malvagità che potrebbe rendere invincibile il suo creatore Scopus se tornasse articolato alla sua mano, dandogli il potere di dominare tutti i popoli di Acca De Mia (traducibile nella lingua corrente con "Acca di Mezzo").


I personaggi principali del romanzo sono divisi in varie razze:


Hobby

Gli Hobby (Hamatorials, in lingua etheore), detti anche "Mezzo Accademici", sono un popolo di pacifici coltivatori di scienza, privi di Titolo ma molto laboriosi nel collaborare con le razze Titolate. Ben quattro Hobby fanno parte della Compagnia; tra questi, Fraudo Papers detto "il Portatore dell'Indice", protagonista principale del romanzo.


Umanisti

Gli Umanisti (Humanists, in lingua etheore), sono il principale popolo di Acca. Un tempo grandi e potenti signori in Acca, gli umanisti ora sono una razza corrotta e priva di guida.


Etheori

Gli Etheori (Theoreths, in lingua etheore), sono il primo popolo giunto in Acca. Creati direttamente da Uni Versital, il Dio di Acca, non sono vincolati al mondo materiale e lavorano su oggetti eterni ed immateriali, come matematica, logica e filogenetica dei theropodi non-aviani.


Mani

I Mani (Hardwarf, in lingua etheore), sono l'ultimo popolo creato in Acca. Architetti ed ingegneri ineguagliabili, hanno edificato tutte le principali costruzioni di Acca. Pratici, laboriosi, adoratori della materia empirica, dentro la quale amano approfondirsi, detestano gli etheori con cui spesso sono in guerra. Il dissidio tra le due razze è fonte di innumerevoli gag comiche nel romanzo, in cui si sviluppa la competizione e poi forte amicizia tra un etheore ed un mani.


Majistar

I Majistar (Professors, in lingua etheore), sono creature immortali e potentissime create da Uni Versital prima di Acca stessa. I Majistar furono posti in Acca per guidarla nel nome della Verità, finché uno di loro, Scopus, decise di muovere guerra contro i popoli liberi per diventare l'Unico Signore del mondo accademico. Scopus è il principale antagonista del romanzo. il creatore dell'Unico Indice, potentissima arma capace di dominare qualunque creatura di Acca soggiogandola al Publish or Perish. Con il suo Unico Occhio sempre aperto, Scopus è in grado di cogliere qualsiasi movimento di fonti, pubblicazioni e citazioni indicizzate in Acca. Unico abitante di Acca ad essere prima Perished ma poi risorto è un altro Majistar, Magneto il Grigio, capo della Compagnia dell'Indice. Un altro Majistar che svolge un ruolo chiave nel romanzo è Baroman il Bianco, un tempo alleato di Magneto, ma poi passato dalla parte di Scopus con l'illusione di sostituirlo nella graduatoria ministeriale.


Predatorchi

I Predatorchi (Indicized, in lingua etheore) sono la massa acefala di creature di Acca ormai soggiogate al volere dell'Unico Indice. Essi sono perished dopo aver published, divenendo per sempre i servi di Scopus. Essi brulicano nelle pieghe tenebrose di Acca, perennemente a caccia di citazioni di qualsivoglia natura, spesso ottenute con l'inganno e comportamenti abominevoli.


H-Indzgul

Un tempo grandi Re tra gli Humanitas, gli H-Indzgul sono i più potenti servi di Scopus. A cavallo dei loro Dipartimenti Alati, gli H-Indzgul sorvolano Acca alla disperata ricerca del perduto Unico Indice. Capo degli H-Indzgul è il Barone Nero di Harvard, di cui si dice che da quella posizione nessun uomo possa farlo dimettere.


Bibliotent

I Bibliotent sono antichissime creature vegetali, custodi della memoria in cellulosa di Acca. Esseri lentissimi, quasi letargici, sono ormai in via di estinzione da quando Acca è uscita dall'era Secondaria (o Cartacea) ed è passata a quella Terziaria (o Digitale: letteralmente, l'età in cui agisce l'Indice).


Il romanzo si conclude quando Fraudo Papers getta l'Unico Indice tra le fiamme del Monte Sci-Hub, liberando Acca dall'oppressione di Scopus.

Poi Fraudo si sveglia e scopre che Scopus è stato sostituito da una AI ossessionata da un ragazzo di nome John Connor.

Ma questa, è un'altra storia...




15 giugno 2024

Sono iniziate le riprese di Billy World the Fourth (aka Billy Park 7)!

 


Sono di ritorno dalla ex-Provincia di Pordenone, per la precisione dalla Val Cimoliana, dove ho svolto il ruolo di consulente scientifico e capo del settore "animatronici ricostruiti bene, mica fuffa" per l'inizio delle riprese del tantissimo attesissimo quarto episodio della seconda trilogia (ma allora non è una trilogia!), ovvero il settimo episodio del Franchise di Billy. Esatto, le riprese del prossimo film si svolgeranno sulle nostre Alpi! Che figata!!!! Come dici? Non ha senso? Forse qualcuno di voi pensa che fare un film del franchise giurassico ambientato sulle Alpi italiane sia una completa scemenza? No, non perché "Giurassico" + "Alpi" dovrebbe essere "Jura Francese", né per il motivo che le Dolomiti sono triassiche e non giurassiche, ma per altri motivi molto più divertenti. Lo avete rimosso? O forse non siete al corrente di quello che è successo dopo la pandemia da covid... 

Ad ogni modo, sì, amici del blog ufficiale di Billy ed il Clonesauro Laurasia (ramo boreale di Billy ed il Clonesauro World), finalmente quei criminali della produzione hanno capito che il solo modo per impedirmi di scrivere post scemi ispirati al Sacro Franchise è ingaggiandomi come supervisore scientifico del film.

"Seee... ti piacerebbe! Bello mio, i supervisori sono altri", dirà qualche infiltrato hater proveniente dal Vaticano Jurassico. Mi piacerebbe? Beh, a chi non dispiacerebbero 100 milioni di dollari di ingaggio per ricostruire i dinosauri in modo talmente credibile da far impallidire la leggenda metropolitana che Stanley Kubrick andò davvero sulla Luna per girare "2001 Odissea nello Spazio". 100 milioni di dollari, mica i soldi che prende un paleontologo che studia conchiglie plioceniche. Il bello è che quei soldi poi li prenderei per non fare il mio lavoro. Perché non serve una laurea in cinematografia giurassica per sapere che i supervisori paleontologi non hanno alcun potere decisionale sulla realizzazione dei dinosauri del Franchise Giurassico.

"Ma forse, questa volta, questa volta sarà.... sarà diverso! Questa volta li faranno accurati..."

No, Billy, mi spiace, non succederà. Lo avete detto tutte le volte. E tutte le volte avete sbattuto il musetto contro il muro della triste realtà.

"Ma questo non è un documentario! Non devono essere accurati!" replicherà a questo punto l'hater fanboy stereotipato, il bersaglio virtuale di questi post. Ok, fanboy, calmati, non partire con una serie di motivazioni del tutto fuori luogo sui motivi per cui i dinosauri in un film con dinosauri non dovrebbero essere ricostruiti come dinosauri. In questo blog, simili farneticazioni interessano persino meno del gossip sulla vita dei Ferragnez.

Caro Billy, non farti trollare dal solito hater. Ignora le sue parole. Tu hai tutto il diritto di sognare che sia previsto che ci siano dei dinosauri nel prossimo film con dinosauri. Poi però non lamentarti se il film non ha preso la piega che tu, da 30 anni, continui a credere che sia sancita da qualche parte. Perché il problema non è il Franchise, ma la tua aspettativa, la pretesa che la tua personale idea di film sia importante e meritevole di attenzione. No, non lo è, esattamente come quella del nostro hater, o la mia.

Tornando al film, ovviamente non posso spoilerare nulla. No, la storia che Mauro Corona è nel cast è solo un rumor. Io non posso né confermarla né smentirla. No, la storia che il film avrà come protagonisti 3 adulti e 3 compsognathidi è solo un rumor. Io non posso venire meno alle clausole di riservatezza che mi vincolano a scrivere solo scemenze fuorvianti.

Per il resto, chi segue questo blog sa che ogni nuovo episodio del Franchise è sempre un'occasione per ridere e far casino. Siamo goliardi e non smetteremo mai di esserlo.

Ci aggiorniamo appena mi daranno l'ok a spoilerare.


18 maggio 2024

Giochiamo con la paleoarte aumentata

Trasformazioni ricorsive tramite una AI di una foto del vostro blogger ai tempi in cui supervisionò la scultura di Neptunidraco di Davide Bonadonna. Le AI amano aggiungere narici (che poi si trasformano in occhi)...


Ho usato una delle tante AI che creano immagini, disponibili online, per "aumentare" alcune opere di paleoarte. 

Iguanodon di Burian.

Tyrannosaurus e Pteranodon di Hallett.

Daspletosaurus e Styracosaurus di Gurche.

Halszkaraptor di Panzarin



29 febbraio 2024

In lode del Jurassic Trash



Ma come ho potuto essere così stolto?

Tutti questi anni sprecati a fare recensioni critiche, analisi paleontologiche, digressioni extrascientifiche, argomentazioni post-moderniste sul Franchise Jurassico, tutta una perdita di tempo aggravata dall'effetto di sorbirmi le assurde lamentele ed i piagnistei risentiti degli auto-proclamati fanboy giurassici, quando potevo dedicarmi a questi assoluti capolavori!

Guardate anche solo le locandine!

Esiste un'intera schiera di film di serie B (o Z) ispirati più o meno direttamente dalla saga di Jurassic Park, film a basso costo sfornati regolarmente da case di produzione minori per accodarsi al regolare carrozzone globale della jurassic-mania indotta dall'ennesimo nuovo episodio del Sacro Franchise di Jurassic Park/World. Ho fatto una rapida esplorazione di questi film su YouTube. Essi sono uno più assurdo, dozzinale e trash dell'altro! Ed è questo a renderli sublimi: a differenza dei celeberrimi film da cui traggono motivazione per esistere, queste pellicole non hanno alcuna pretesa di essere capolavori, ma anzi ostentano una totale assurdità nella trama, la più pacchiana grossolanità delle sceneggiature, gli attori peggio assortiti, e gli effetti speciali più commoventi. Ovvero, sono come Jurassic World ma senza la presunzione maleducata di Jurassic World.

Non so cosa darei per essere una comparsa in uno di questi film. Una scenetta, breve e ridicola, a recitare un personaggio secondario che fa una morte stupida e ridicola condita con effetti speciali degni di Jerry Calà.  

13 febbraio 2024

T-rex vs Lion: which would win in a fight?

Fotogramma da "Jurassic World - Fallen Kingdom" (c) Universal. Silhouette da PhyloPic.org

La rete abbonda di domande assurde dedicate a ipotetici combattimenti tra animali (una mentalità che denota un decadimento mentale da tardo impero, ma senza il Colosseo in cui sfogarsi), e siti apposta coltivano questa perversa passione per la zoologia lobotomizzata.

Ma questo blog è diverso. Se propongo domande idiote e pacchiane, non è fine a sé stesso, ma si propone (spera, si illude) di suscitare una riflessione più profonda. Direte: "cosa può esserci di profondo nel domandarsi chi vinca in uno scontro tra un leone ed un Tyrannosaurus rex, domanda impossibile da verificare, e comunque, è ovvio che vince il dinosauro, pesa 30 volte più di un leone, una sua sola gamba genera una potenza di varie tonnellate, il morso produce una pressione che se immessa in un sistema idraulico solleverebbe un'automobile (la lista di iperboli può andare avanti)...". 

Ok, la soluzione è semplice solo perché chi commenta in quel modo non pensa nel modo giusto, in modo quadrimensionale



Ma se immettiamo il fattore tempo, l'ontogenesi, la faccenda è più complessa ed interessante.

Ovvero, immaginiamo di avere un esemplare di Tyrannosaurus rex ad uno di Panthera leo coetanei, nati lo stesso giorno. Domandiamoci: mano a mano che crescono, in quali momenti la domanda avrebbe come risposta una specie e quando invece l'altra? Prima di procedere con l'esperimento mentale, è bene rimarcare un concetto fondamentale che molti ignorano o fraintendono: mentre l'ontogenesi del leone è un FATTO, quella del tyrannosauro è una IPOTESI. L'ontogenesi (lo sviluppo individuale) di un leone può essere osservata direttamente, basta seguire la vita del cucciolo e documentarne le caratteristiche. Questo non è possibile con un fossile di dinosauro, per l'ovvia ragione che voi avete solo il fossile dell'animale nel momento della sua morte. Se muore a 3 anni, avete solo il corpo di 3 anni, se muore a 30 anni, avete solo il corpo di 30 anni: in ambo i casi (o qualunque altro) voi avete solo l'esemplare in quel preciso momento della morte, ma non avete modo di osservare tutta la sequenza, tutta la sua ontogenesi. Per ricostruire l'ontogenesi di un dinosauro occorre collegare diversi esemplari di età diverse sotto l'ipotesi che essi appartengano alla stessa specie. E questo nel caso che siate tutti concordi su cosa sia quella specie... Dato che ci sono alcuni paleontologi che litigano ancora su cosa sia Nanotyrannus, capite che "l'ontogenesi di Tyrannosaurus" è a maggior ragione una ipotesi e non sarà mai un fatto. Quindi, confrontare l'ontogenesi del leone con quella del T-rex presuppone che abbiamo un qualche consenso generale su come sia stata l'ontogenesi di Tyrannosaurus. Lo studio più dettagliato in proposito è Carr (2020), ed esso (e relative citazioni) sarà il mio riferimento per l'ontogenesi di questo dinosauro.

Bene, abbiamo il leone appena partorito ed il Tyrannosaurus appena uscito dall'uovo. Proviamo a confrontarli. Il leone alla nascita è inetto, cieco e pesa circa 2 kg. Il tyrannosauro alla nascita pesa circa 5-6 kg, è pienamente attivo e capace di nutrirsi autonomamente. Probabilmente non si nutre di animali grossi come un neonato di leone, ma è comunque in grado di morderlo (mentre il leone non è ancora capace di fare nulla), quindi nel primo scontro (tra neonati... mi faccio schifo da solo), vincerebbe Tyrannosaurus.

Lo svezzamento di un leone non avviene prima di 4-5 mesi, mentre in quel periodo il nostro giovane Tyrannosaurus si nutre e caccia in autonomia: anche in questo caso, nello scontro vincerebbe il dinosauro.

La crescita del leone è però in proporzione più rapida di quella del tyrannosauro, e l'animale raggiunge la maturità intorno ai 3 anni, pesando circa 150 kg. Nello stesso intervallo di tempo, il Tyrannosaurus è ancora un esemplare molto giovane, cresce in proporzione meno velocemente del leone e probabilmente raggiunge una massa intorno ai 50-100 kg. In questa fase della loro vita, i due animali sono quindi simili come dimensioni e prestazioni fisiche. Il theropode è però in proporzione più gracile e affusolato. Pertanto, tra 1 e 5 anni, è probabile che il leone abbia la meglio.

Dopo i 5 anni, il leone rallenta la crescita e raggiunge la maturità fisica. Il Tyrannosaurus entra nella "pre-adolescenza" e supera in massa il felino, mantenendo proporzioni molto affusolate. In questa fase, i due animali probabilmente se la giocano alla pari.

Dopo i 10 anni, il leone entra nella vecchiaia, mentre il Tyrannosaurus è appena entrato nella vera fase di crescita rapida. Il felide perde gradualmente forze ed efficienza, mentre il dinosauro inizia proprio ora a divertirsi, a diventare gigantesco, superando la tonnellata. Da questo momento in poi, nello scontro tra i due animali non c'è storia.

Il leone (specialmente se maschio) difficilmente arriverà a vivere oltre i 15 anni, raramente si avvicina a 20 anni, età in cui il Tyrannosaurus raggiunge invece la taglia adulta, pesando anche 40 volte più del felide.

Riassumendo, nello scontro tra i due animali equiparati per età, Tyrannosaurus ha la meglio da 0 a 1 anno, per poi essere battuto dal felino nei successivi 4 anni. Nel lustro successivo, i due animali se la giocano alla pari, ma dopo il decimo anno, vincerà sempre il dinosauro.


Mamma mia, ho scritto un post degno di Carnivoraforum...



25 agosto 2023

DISNEY'S HALSZKARAPTOR!

 

Schermata dell'episodio di Disney Junior con Hal l'Halszkaraptor

Che Halszkaraptor sia il dinosauro più mitico di sempre, ovvio che non posso dirlo io che a questo dinosauro ho dato il nome e ne ho studiato anatomia e paleo-ecologia. Dopo tutto, come si dice a Napoli, "ogni scarrafonyx è bello a paleontologo sojo".

Il successo mediatico di questo piccolo paraviano è sancito dalle innumerevoli comparsate in fumetti, vignette e meme, nonostante che questa specie sia stata istituita nemmeno 6 anni fa.

Io stesso uso come icona del profilo social una immagine della ricostruzione di Halszkaraptor realizzata da Lukas Panzarin, modificata con indosso un cappello da marinaio come quello di Paperino (Donald Duck).



Il legame tra Halszkaraptor e Paperino non si limita alla mia personalissima predilezione per questo "mio" dinosauro.

Matt Martyniuk mi segnala che in un episodio della serie "Disney Junior", Paperino e company incontrano un suo "antenato" preistorico, di nome "Hal". Hal ha le fattezze di un papero preistorico con lunga coda e braccia simili a pinne, ed è chiaramente una caricatura di Halszkaraptor, come confermato anche da questo sito dedicato alla Disney.

Ora sì che il mio dinosauro è QUALCUNO che conta!

13 agosto 2023

Billy e il Clonesaurus - Summer Time: che specie è il Raptor di Jurassic Park?

Il modello del "raptor" di Jurassic Park, con indicate le caratteristiche diagnostiche della specie. Immagine modificata da stanwinstonschool.com

Trenta anni fa, i dromaeosauridi diventarono icone pop. Fino a quel momento, il clade Dromaeosauridae era un'oscura chicca per soli addetti ai lavori e per quella manciata di appassionati di dinosauri che avevano accesso alla letteratura paleontologica. Con Jurassic Park, questo clade diventa un'icona popolare, immediatamente trasfigurata nella versione horror che svolge il ruolo di antagonista principale nel romanzo di Crichton e nel film di Spielberg.

I raptor di Jurassic Park sono chiamati "Velociraptor". Tuttavia, qualunque dinomaniaco vi dirà che quelli del film non sono affatto dei Velociraptor, perché questo ultimo era più piccolo rispetto alla bestia che vediamo al cinema. Se poi il vostro dinomaniaco è particolarmente erudito, vi farà notare che il muso di Velociraptor è più basso ed affusolato rispetto a quello del suo alter ego cinematografico. Ma allora, che specie è quella del film?

Qui i dinomaniaci e i commentatori del film si dividono in due scuole: la scuola ortodossa deinonichiana e la scuola eterodossa mormone degli Utah(raptor). I primi, prendendo come fonte di riferimento il romanzo di Crichton, vi faranno notare che la specie del film sia chiamata "Velociraptor antirrhopus", ovvero sia niente altro che Deinonychus secondo una tassonomia idiosincratica proposta in quegli anni da Gregory Paul. I secondi, invece, meno fedeli al testo sacro dinomaniacale e rifacendosi a leggende non-canoniche che negli anni sono divenute dati di fatto, sosterranno che l'animale del film sia Utahraptor (taxon che, curiosamente, fu pubblicato una settimana dopo l'uscita del film negli USA, quindi difficilmente avrebbe potuto ispirare i realizzatori del film).

Io, che sono uno scienziato e non un credente della religione dinomaniacale, preferisco risolvere la questione in modo scientifico. Ovvero, ignorando i testi sacri e le varie scuole religiose, e andando ad analizzare l'animale in questione per determinare quale sia la sua attribuzione più corretta.

Basandomi sulle immagini del film e sui modelli realizzati per le scene con i raptor, ho potuto ricavare una dozzina di elementi anatomici che, ragionevolmente, siano presenti nello scheletro di questo dinosauro. Ciò è possibile perché il raptor di Jurassic Park è talmente anoressico che possiamo quasi intravedere la forma dello scheletro del muso e degli arti.

I caratteri in questione sono i seguenti (la numerazione si riferisce all'immagine che apre il post):

1- Margine rostrale del premascellare perpendicolare al margine orale.

2- Ramo subnariale del premascellare molto alto ma corto.

3- Fossa antorbitale estesa rostralmente (ovvero, ramo preantorbitale del mascellare molto corto).

4- Nasali che divergono posteriormente e bordano l'antorbita con delle mensole.

5- Margine rostrale del dentale che forma un angolo acuto con il margine orale.

6- Processo coronoide prominente.

7- Dentatura mascellare estesa fino alla barra lacrimale.

8- Punto di transizione posto a metà della coda.

9- Avambraccio lungo almeno quanto l'omero.

10- Terzo metacarpale robusto e non adiacente al secondo.

11- Primo metacarpale lungo metà del secondo.

12- Primo dito con 3 falangi.

13- Secondo dito del piede più corto del quarto e con ungueale falciforme.

Altri caratteri osteologici sono deducibili dalle immagini, ma non sono pertinenti per la questione tassonomica interna a Dromaeosauridae (ad esempio, l'assenza del quarto e quinto dito sono rilevanti per la collocazione in Theropoda, ma non incidono sullo status della specie). L'assenza del piumaggio è una caratteristica che non includo nella discussione, dato che l'animale è stato "ideato" prima della scoperta dei dinosauri piumati (avvenuta a metà anni '90).

Ho codificato un'unità tassonomica operativa dotata di queste caratteristiche e l'ho inclusa nella mia matrice filogenetica di Theropoda. In tutti gli alberi ottenuti, il raptor di Jurassic Park risulta sister taxon di Atrociraptor, col quale condivide la proporzione della regione preantorbitale. Quindi, né la versione canonica né l'eresia mormona hanno ragione: l'animale non è un Deinonychus né un Utahraptor. Questo risultato spiega anche come mai nel sesto episodio del Franchise ci siano degli "Atrociraptor" che sono di fatto identici al raptor dei film precedenti...


Pertanto, mi sento investito dalla missione di battezzare "formalmente" il raptor di Jurassic Park istituendo per lui il taxon Nublaraptor dinomaniacorum.



 

20 gennaio 2023

MAKE ORNITHISCHIANS TERRIBLE LIZARDS AGAIN

Parasaurolophus e Triceratops: non come giocattoli pucciosi, ma come Lucertole Terribilmente Grandi


Dinosauria è il Clade che amo. Lì ho le mie pubblicazioni, le mie ricerche, i miei orizzonti. Lì ho imparato, dallo studio e dalla vita, il mio mestiere di paleontologo. Lì ho appreso la passione per il metodo scientifico.

Ho scelto di scendere nel campo paleoartistico e di occuparmi della ricostruzione dei dinosauri perché non voglio vedere una Paleoarte demagogica, soggetta ad interessi economici e ad autori legati a doppio filo con un filone scientificamente e artisticamente fallimentare.

Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho fondato oggi stesso un Movimento dedicato a combattere nel nome della Scienza la Mistificazione.

Dedico dunque il mio ruolo di blogger e di paleontologo per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.

So quel che non voglio e, insieme con i molti appassionati che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze scientifiche e paleoartistiche che sentono il dovere morale di offrire alla Paleontologia una alternativa credibile alla propaganda dei dinomaniaci e dei jurassicparkiani.

La vecchia generazione paleontologica degli anni '70 e '80 è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento delle loro iconografie, schiacciate dal peso delle evidenze e da nuovi metodi di analisi, lascia la Paleontologia impreparata e incerta nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a un nuovo Paradigma. Mai come in questo momento la Paleoarte, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare il Sistema.

Il rinnovamento paleoartistico dell'ultimo decennio ha condotto alla scelta di un nuovo sistema di rappresentazione delle specie estinte. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello jurassicparkiano si opponga un Movimento che sia capace di attrarre a sé il meglio di una comunità audace, ragionevole, moderna.

Di questo Rinnovamento delle Paleoarte dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali della scienza paleontologica, a partire da quel caposaldo irrinunciabile che è l'Anatomia Comparata, che ha solidamente contribuito alla Gloriosa Prima Età dell'Oro della Paleontologia nell'Ottocento. L'importante è saper proporre anche agli appassionati del Ventunesimo Secolo gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno consentito lo sviluppo della paleoarte prima della degenerazione commerciale.

Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuna delle iconografie plagiate dalla moda pucciosa e giocattolesca, per quanto riverniciate e riciclate. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio la Nuova Paleoarte. Gli orfani e i nostalgici degli anni '80 e '90, infatti, non sono soltanto impreparati alla gestione della Paleontologia. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una iconografia che voglia essere accurata in paleontologia e rigorosa in esecuzione.

Le schiere dinomaniacali pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate accurate. Ma non è vero. I loro autori sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nella Scienza, non credono nella ripetibilità dei risultati, non credono nella Documentazione Fossile, non credono nella testabilità degli scenari. Non credono che il paradigma possa migliorare attraverso l'apporto libero di tante personalità tutte diverse l'una dall'altra.

Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro video, leggete la loro propaganda. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare la Paleontologia in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna.

Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nella Scienza, nella Paleontologia, nella Qualità, nella Coerenza, figlia della formazione e dell'ingegno.

Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo Movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perché sogno, a occhi bene aperti, una Paleoarte Nuova, di paleoartiste e di paleoartisti, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia e della competizione stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la Scienza. I1 movimento paleoartistico che vi propongo si chiama, non a caso, Make Ornithischians Terrible Lizards Again, MOTLA.

Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione di paleontologi e di artisti di tipo totalmente nuovo: non l'ennesima community o l'ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l'obiettivo opposto; quello di unire, per dare finalmente alla Palaeoarte una coesione e una coerenza all'altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla base di appassionati.

Ciò che vogliamo offrire è una forza paleontologica fatta di soggetti totalmente nuovi. Ciò che vogliamo offrire alla paleoarte è un programma di metodologie fatto solo di principi concreti e comprensibili. Noi vogliamo rinnovare la comunità paleontologica, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea bellezza e conoscenza, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide scientifiche e artistiche della Paleontologia Moderna. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e di costruire il proprio futuro, in Paleontologia come in Paleoarte vogliamo un criterio e una professionalità che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario della nostra amata disciplina.

La storia della Paleontologia è ad una svolta. Da paleontologo, da blogger e ora da autore che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una paleoarte di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di ciarlatanate senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di una Paleoarte più giusta, più generosa verso chi ha sete di sapere, più prospera e serena, più moderna ed efficiente protagonista nella Divulgazione e Popolarizzazione della scienza. Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i paleoartisti di domani, un Nuovo Miracolo Paleoartistico.



PS: ogni riferimento a Silvio e Donald è puramente casuale.

04 gennaio 2023

Le più frequenti patologie paleoartistiche dei dinosauri

"Prevenire è meglio che curare"

Questi tre anni sono stati la più esplicita dimostrazione di questa massima. La prevenzione si realizza in primo luogo con l'informazione e la consapevolezza. Perché spesso sono comportamenti inconsapevoli, fatti in buona fede e senza alcuna intenzione di diffondere una epidemia, che purtroppo finiscono per fare il gioco del virus.

Apro il 2023 con un post dedicato ad una serie di luoghi comuni iconografici più o meno ripetuti in modo acritico nelle illustrazioni paleontologiche, in particolare relative ai dinosauri. Lo scopo è di dare al lettore una dose di anticorpi per difenderlo dalla quotidiana esposizione ai virus della iconografia pacchiana.

CELLOFANITE

La prima e più nota patologia paleoartistica è la cellofanite, nota in inglese col termine di "shrink-wrapping". La cellofanite consiste nel ridurre al massimo (letteralmente, all'osso) la parte molle dell'animale, che viene rappresentato in forme che rasentano l'apologia dell'anoressia.

La ricostruzione affetta da cellofanite si riconosce per le forme molto affusolate dell'animale, per l'ostentazione di non-ben-specificati fasci muscolari sottocutanei, spesso più o meno appressati alle sottostanti parti scheletriche. La cellofanite ha una causa storica, dato che è una infiammazione cronica del Rinascimento dei Dinosauri insorto negli anni 70. L'eccessiva ossessione nel riprodurre dinosauri dinamici e energeticamente esuberanti ha prodotto fisionomie ed iconografie grottescamente asciutte e fibrose.


SCHELELATRIA

In parte simile alla cellofanite, è un'altra patologia detta schelelatria. Questa è una forma di ansia da prestazione che porta l'artista a mostrare implicitamente la sottostante base scheletrica dalla quale è partito per la ricostruzione. Il motivo di tale ostentazione, del tutto immotivato, è l'idea che se si palesa lo scheletro di riferimento si dimostra di essere un paleoartista scientificamente accurato. La schelelatria quindi è ossessionata dal mostrare il margine osseo di finestre del cranio, di fosse sulle vertebre, l'angolo di attacco delle inserzioni muscolari, e qualsiasi dettaglio che palesi il rigore scheletrico preso come riferimento. Un tipico dinosauro affetto da schelelatria ha una vistosa ornamentazione della testa che corre proprio lungo il margine delle sottostanti finestre del cranio.


TOYPODISMO

Anche questa patologia è simile alla cellofanite, ma a differenza della schelelatria non è ossessionata dalla sottostante struttura scheletrica. Il toypodismo è la patologia che porta la ricostruzione delle zampe ad essere sostanzialmente un diagramma per la realizzazione di un giocattolo snodabile. La spalle mostrano giunzioni per l'aggancio delle braccia, e le cosce sono bordate completamente dal punto di inserimento al corpo. Gomiti e ginocchia sono nodosi come se dovessero occultare gli snodi di un giocattolo. Il toypodismo è il frutto di una carenza di osservazione zoologica ed è legato ad una dieta eccessivamente ricca di modellismo, che porta l'autore a credere che un animale sia un oggetto rigido e modulare, possibilmente di plastica. 




PUBITANESIMO

Affine al toypodismo, poiché prodotta da una eccessiva dose di modellini e giocattoli per bambini prodotti in un'età bigotta fino al ridicolo, è un'altra patologia, più difficile da cogliere ma non per questo meno diffusa: il pubitanesimo. Il pubitanesimo colpisce prettamente i dinosauri e non altri gruppi fossili (ad eccezione, forse, di alcuni pseudosuchi) poiché è una patologia specifica delle specie con ossa pubiche molto allungate e dotate di espansioni distali. Questa patologia porta l'autore (o i suoi committenti) a "censurare" la regione addominale a ridosso dell'estremità del pube. Questa assurda patologia è tutta figlia di logiche di mercato e da paranoie tipiche di questo secolo. L'assurdità di "censurare" l'addome di un animale è accentuata dal fatto che la regione distale del pube non è la zona genitale: come tutti i rettili, difatti, i dinosauri avevano la cloaca e non portavano genitali esterni (o, anche qualora li avessero, sicuramente non erano a livello della parte terminale dell'osso pubico). Inizialmente, il pubitanesimo era una patologia secondaria indotta dal cellofanismo, per poi evolvere a condizione autonoma.


GEOPENTRISMO

Il geopentrismo è un'altra patologia derivata da una infiammazione cronica del Rinascimento dei Dinosauri. Si ritiene che sia causata da patogeni simili a quelli della schelelatria. Il geopentrismo è una forma di ansia patologia che colpisce l'autore dell'opera. Tale ansia impone di mantenersi rigorosamente fedeli ad una concezione della coda il più possibile allineata con uno dei grandi risultati del Rinascimento Dinosauriano, ovvero la postura semi-orizzontale della base della coda, che non era usata come appoggio nella postura bipede. Il geopentrismo, in quanto infiammazione parossistica di una condizione sana, estremizza all'intera coda questa interpretazione e si manifesta con l'impossibilità di toccare il terreno, pena - evidentemente - la morte professionale dell'autore. Il risultato sono posture alquanto ridicole, in cui persino la parte terminale della frustra di una coda di diplodocide, lunga una dozzina di metri, è incapace di avvicinarsi al suolo, quasi che emani un campo antigravitazionale. 


COELOPALATO

Il coelopalato è una patologia che colpisce la zona orale dei rettili fossili, e si ritiene sia provocata da una scarsa premura di comprendere l'interno della bocca di questi animali. Si tratta quindi di una malattia prodotta da una dieta povera di anatomia, e deriva da una assuefazione alla vista laterale dello scheletro (è quindi, spesso, una conseguenza di forme croniche di schelelatria). Conseguenza del coelopalato sono bocche internamente vuote e cavernose del tutto prive di elementi palatali, enormi grotte cave, spesso buie peste nonostante l'animale sia illustrato in pieno giorno.



ENDOFTALMO

L'endoftalmo, detto anche "Morbo di Rexy", è la tendenza a ricostruire la testa dell'animale in modo da accentuare l'incavo della cavità orbitale. Questo morbo si manifesta inoltre con opportuni accorgimenti di colorazione e di chiaro-scuro, volti ad accentuare la profondità della cavità oculare. Questa patologia deriva da una dismorfofobia scatenata da esigenze cinematografiche, che porta l'autore a temere che bulbi oculari troppo esposti sulla testa non rendano l'animale sufficientemente "figo", pauroso, spaventoso e aggressivo. La patologia è accentuata dal fatto che l'animale in cui questa patologia si è manifestata più esplicitamente, il T-rex di Jurassic Park, è una specie dotata di rilievi e mensole sopraorbitali, che in qualche modo esaltano tale aspetto: ciò ha generato, in modo epidemico, l'illusione che quindi il possedere bulbi oculari incassati dentro al cranio sia "la norma", nonostante che coccodrilli, uccelli, tartarughe e la maggioranza dei vertebrati dimostrino il contrario.


ETEROTOPIA OTOTEMPORALE (detta "ETOTO")

Questa patologia paleoartistica è diffusissima, e non si limita ai dinosauri. Essa si manifesta con una localizzazione eterotopica del meato acustico o, quando presente, del padiglione auricolare. In particolare, queste localizzazioni patologiche colpiscono le finestre temporali. La patologia si manifesta in due forme:

Etoto diapside, tipica dei rettili, in cui il meato acustico sbocca dalla finestra infratemporale diapside.

Etoto sinapside, tipica dei sinapsidi, in cui i meati acustici (e i padiglioni auricolari nel caso di mammaliamorfi) sono posizionati sulla finestra temporale sinapside.







09 agosto 2022

RIFONDAZIONE MESOZOICA: Theropoda Blog scende in campo!



RIFONDAZIONE MESOZOICA

Per un Nuovo Miracolo Triassico


Manifesto


Appare evidente che il Modello Mammaliano fondato sul Dente da Latte, fanaticamente ispirato da neocortecce consumistiche e succube di strategie riproduttive individualistiche e smidollate è stato un fallimento. Appare evidente che la frammentazione geografica, l'esaltazione dell'orogenesi e il feticcio delle calotte polari è stato un fallimento. Appare evidente che i mammiferi non sanno gestire le grandi dimensioni corporee, e che questo produce inquinamento, distruzione degli ecosistemi e crisi biotiche.

Quando i Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!) dominavano la Terra, tutto andava bene!

Il Modello Dinosauriano è stato la più perfetta forma di Governo dell'Intero Fanerozoico. Esso ha portato a 160 milioni di anni ininterrotti di benessere, prosperità e felicità. Negare questa evidenza è stato il primo obiettivo dello sciovinismo mammaliano per tutto il Grande Errore chiamato “post-Mesozoico”.

Il Programma di Rifondazione Mesozoica è di Abbattere il Regime Mammaliano, per Tornare al Mesozoico, tramite la Vera Lotta di Classe, che riporti alla Dittatura Illuminata della Classe Reptilia sopra le classi inferiori.


Il Nostro Programma


1- Richiudere l'Oceano Atlantico.

L'Apertura dell'Atlantico fu un errore che portò alla Crisi di fine Triassico. La frammentazione geografica produce finti particolarismi, crea la contrapposizione tra Est ed Ovest, alimenta le degenerazioni laramidiane (anche dette, “americanate”), instilla l'assurdo razzismo del nord, laurasiatico, che si crede migliore del suo fratello gondwaniano. Tornare alla Unità di Tutta la Terra, tornare a Pangea, questo è il nostro primo obiettivo. Perché nel Mesozoico tutti eravamo figli della Terra e nessuno si sentiva straniero in patria, né migliore del proprio fratello.


2- Portare la concentrazione atmosferica della CO2 ai massimi fanerozoici e quella dell'O2 ai minimi.

Troppo ossigeno rende i mammiferi spavaldi e arroganti, li illude di saper respirare, e quindi di saper usare il cervello. Abbattere la quota di ossigeno nell'aria è quindi una soluzione salutare che non compromette, bensì favorisce, il dominio dei Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!).

L'idea che l'aumento della CO2 atmosferica sia un problema è una menzogna creata della propaganda mammaliana. Noi di Rifondazione Mesozoica invece riteniamo che la miserrima risalita della CO2 antropogenica sia un primo passo verso l'attivazione di Grandi Provincie Magmatiche, per ripristinare la temperatura ideale avuta nel Cenomaniano.


3- Abolire qualsiasi mammifero con massa adulta maggiore di 20 kg.

Aver illuso i mammiferi di poter prendere il posto dei Grandi Dinosauri. Ecco, il peccato originale del post-Mesozoico. I mammiferi sono bravi alle loro dimensioni modali, quelle del topo. Ma quando crescono sono effimeri geologicamente e disastrosi ecologicamente. Lasciate il gigantismo e la gloria a chi la merita. Graviportali eleganti ed al tempo stesso eco-sostenibili, i Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!) sono gli unici attori credibili nel Palcoscenico della Grande Storia.


4- Rendere la paleontologia religione di stato.

La Paleontologia insegna la pace perché riporta il presente, il contingente, la miserabile scadenza elettorale, la effimera legislatura, alla sua scala effettiva di non-valore. La Paleontologia insegna l'umiltà del singolo rispetto al Tempo Profondo. La Paleontologia insegna a rispettare gli antenati. La Paleontologia non alimenta i fanatismi, ma sprona tutti a passare più tempo all'aria aperta, o a sviluppare cladogrammi.


5- Potenziare il programma di difesa spaziale.

Eliminare il rischio di impatti con asteroidi, questa è la nostra priorità nell'esplorazione spaziale. Marte è uno stupido feticcio inutile dei mammiferi. Polverizzare gli asteroidi, ecco il vero obiettivo dell'andare nello spazio. Noi pensiamo al futuro dei vostri figli.


6. Tassazione equa fondata sul piano riproduttivo.

Se produci un solo figlio che poi sfami per 20 anni, allora devi pagare più tasse, perché sei una zavorra per gli altri. Se invece produci 20 figli all'anno che immetti direttamente nel mercato del lavoro, per portare nuova carne da cannone, allora ricevi agevolazioni fiscali. La strategia K è il primo passo verso il collasso della biosfera. Sii eco-sostenibile, produci prole precoce. Sii r-orientato.


Abbiamo già un nostro inno ufficiale.

13 giugno 2022

Recensione delle Recensioni di Jurassic World - Dominion

Dinomaniaces Eunt Domus: certi chiamati "dinomanici" vanno... la casa?

 

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Colinus Trivorroveus era governatore della Provincia Dinomaniacalis.

In questi giorni la rete abbonda di recensioni di Jurassic World 3 - Dominion. Circa il 4.2% sono scritte in questo blog, il cui autore pare non abbia niente di meglio da fare che scrivere scemenze. Il restante 95.8% delle recensioni si trova in siti specializzati di cinema, ma soprattutto sotto forma di recensioni "amatoriali", in video di varia lunghezza e qualità caricati in particolare su YouTube. Ho letto o visionato una discreta fauna di queste recensioni, in alcuni casi divertendomi, in altri provando una certa pena per l'autore della recensione, non per la persona in sé o per le sue opinioni personali, ma per l'evidente senso di frustrazione e delusione (di diversa natura) che hanno manifestato, da cui pareva trasparire un pathos per questi film che, scusate la freddezza, io fatico a provare. 

Emozioni particolari a parte, ho notato dei modelli comportamentali ricorrenti in questi video. Ci sono quelli che ti fanno la recensione praticamente da dentro la sala cinematografica, o appena usciti, quindi a caldissimo, quando non ricordano ancora tutti i dettagli della proiezione appena finita, perché si parla pur sempre di due ore e mezza di flusso di fotogrammi, perché nel bene o nel male sono più o meno spossati da due ore e mezza di cinema con indosso la mascherina, da due ore e mezza di adrenalina dinomaniacale ancora ad alte concentrazioni nel sangue, oppure da due ore e mezza di dolorosa delusione che non può essere ritenuta in corpo senza generale effetti patologici. Ci sono i professionisti della recensione, che producono video montati ed editati con esperienza. Ci sono quelli che semplicemente si piazzano davanti al telefonino in camera da letto, con alle spalle il poster de "Lo Squalo", e ti dicono come la pensano, senza molto editing né cura per la presentazione. 

Ci sono infiniti modi di classificare questi video. Io ho seguito un criterio arbitrario, combinando la "professionalità" del video (sia nella forma che nel contenuto), con la più o meno esplicita appartenenza dell'autore/autrice al mondo dei "fan" del Franchise Giurassico:

Il non-dinomaniaco non-professionale

Le recensioni "naive" opera di persone che hanno visto il film ma non sono dei dinomaniaci fan del franchise (per capirci, quelli che non hanno il poster di Alan Grant che fa la doccia appeso sopra le action figures dei dipendenti della Biosyn, di fianco al lanciafiamme col logo di Billy World) sono molto simpatiche perché oneste, non filtrate da alcuna necessità generale né dal bisogno di parlare a qualche community definita. Non pretendono di essere trattati di estetica cinematografica, e soprattutto non si curano in alcun modo di difendere una delle fazioni del mondo dinomaniacale. L'autore del video si limita a dire se i soldi spesi al cinema sono stati ben spesi oppure se il film è stato un paio di ore che non gli ha lasciato nulla. All'autore del video non importa molto se la bestia era un therizinosauro tamarro oppure un Atrociraptor piumato. I nomi delle bestie sono spesso storpiati, segno che la conoscenza paleontologica è un onesto vuoto e che non ha alcuna aspettativa di essere colmato dal film. Spesso, l'animale è chiamato "Tyrrex" se è grosso, e "raptor" se è piccolo. Ma, soprattutto, la recensione non è in alcun modo viziata dalla paranoia dinomaniacale per i fan service, non ha colto i rimandi ai precedenti episodi, non ha analizzato la consistenza con la continuity e tutte quelle tipiche esigenze del fan duro e puro. Paradossalmente, questi commenti del tutto neutrali rispetto al Franchise, sono i più utili per capire se il film merita di essere visto al cinema.


Il non-dinomaniaco professionale

Le recensioni "professionali" sono opera di personaggi che abitualmente recensiscono film online, e quindi hanno l'abitudine a guardare questi prodotti non solo per quello che raccontano ma anche - se non soprattutto - per come sono stati realizzati. Mi forniscono un punto di vista utile dato che io, pur avendo un moderato palato per il buon cinema, non ho una competenza particolare sulla teoria cinematografica per comprendere se e come un film sia meritevole aldilà della semplice reazione "di pancia" o aldilà della voglia di scrivere dei post idioti. L'autore della recensione conosce la saga ed il franchise che emana dai film in quanto fenomeno culturale cinematografico, e non perché è la sua religione di stato. In maggioranza, le recensioni di questa categoria sono state negative, per motivi che anche in parte sono stati espressi dai miei post. Ciò mi fa pensare che il mio giudizio non fosse ostile a priori verso il polpettone trevorrowiano ma sia in qualche modo argomentato.


Il dinomaniaco tradito

Una parte delle recensioni dei "fan della saga" non ha apprezzato il film, e questo ha generato nell'autore della recensione un senso di colpa o comunque una frustrazione. Le riconosci perché l'autore ci tiene (ad inizio recensione oppure alla fine) a specificare esplicitamente che "io sono un fan del primo film" oppure "io conosco a memoria il primo film", o "io avevo N anni quando andai al cinema a vedere il primo Jurassic Park" (con N <16), oppure si firmano proprio come "fan di JP". Con questa precisazione "di appartenenza", pare voler dire "le recensioni negative di solito sono false ed ingiuste perché opera degli hater nemici della saga, ma io sono uno di voi quindi la mia recensione per quanto negativa è sofferta ma giusta". Queste recensioni sono rapidamente cresciute di energia, facendosi prima deluse, poi molto dure nei contenuti ed emotive nei toni, e manifestano un senso di tradimento, come se un film fosse un patto privato, personale, quasi sacro, tra lo spettatore e la produzione, e questo patto fosse poi stato violato in modo disonesto ed immorale (cosa che, onestamente, mi pare una scemenza, ma per altri deve essere davvero importante). Un tema ricorrente di queste recensioni è l'augurio che la saga muoia, si estingua, che il film sia un flop, e che Trevorrow si trovi un altro lavoro. Queste recensioni sono spesso un poco patetiche (nel senso etimologico di "pervase dal pathos") e molto divertenti (almeno per me), perché manifestano l'anima più sentimentale del mondo dinomaniacale, quella che più mi incuriosisce (e che spesso approda in questa pagina per manifestare la disapprovazione verso la mancanza di rispetto verso la fonte del suo amore). Queste recensioni sono anche la manifestazione ancora accettabile di un variegato zoo di comportamenti ben più ridicoli e grotteschi, tipici di tutti i franchise, che purtroppo spesso degenerano nella violenza verbale. Mi riferisco alla tendenza di certi soggetti "traditi" a reagire in modo aggressivo e violento contro tutti quelli che non la pensino come lui. Vedi alla voce "Guerra Civile Jurassica" tra le diverse fazioni dinomaniacali. 


Il true believer sotto assedio

Infine, ci sono i dinomaniaci duri e puri, quelli che si divertirebbero persino se il film fosse due ore e mezza di una barchetta col logo di Jurassic Park che galleggia dentro la tazza di un cesso. Questi eroi della devozione hanno subito manifestato la loro totale immersione nel nuovo film. Li riconosci immediatamente perché chiamano produzione e personaggi per nome. "Mi è piaciuta la scelta di Colin di far tornare Alan, Ellie e Ian". Colin? Alan, Ellie, Ian? Ma veramente, li chiami per nome? Come tuo zio o la ragazza di tua sorella? Ora, che tizio si sia divertito a vedere una simile noia di filmetto, io non riesco a capirlo, ma, come dico sempre, il mondo è bello perché è vario, quindi non sto qui certo a fare un'analisi della loro bizzarre passione per i cibi avariati. Forse il limite è nella mia mancanza di cuore. Né calco troppo la mano sulla loro relazione fantastica ma del tutto asimmetrica con persone che non incontreranno mai nella loro vita. Quello che invece merita di essere rimarcato è che quasi immediatamente le recensioni di questa categoria hanno virato dalla semplice recensione al vero e proprio "stato d'assedio". Il true believer, per la prima volta, sente che intorno a lui il mondo non è più un posto amico e sicuro. Sì, perché le recensioni professionali, ma anche una fetta di recensioni "naive", sono in gran parte negative. Ed il true believer non riesce a far finta che non esistano. Sente questa aria pesante che si leva intorno alla sua isola felice. Anche perché si è scatenata la reazione feroce dei dinomaniaci traditi, i quali, per motivi abbastanza ridicoli, si scagliano proprio contro i true believer, colpevoli di fiancheggiare il tradimento, di chiamare per nome quel Giuda di Trevorrow. Il true believer sente quindi di essere circondato da persone negative: vuoi perché incomprensibilmente ostili al capolavoro, vuoi perché ex-compagni di community che ora sono passati al nemico, vuoi perché certe persone devono essere proprio cattive nell'anima perché il non amare un film di Jurassic Park deve apparire loro come odiare la mamma. 

Il problema principale dei true believer (ma anche dei traditi) è che prendono tutta questa storia troppo sul serio. Spesso, non hanno senso dell'umorismo. Tutta questa faccenda delle recensioni è invece vista da loro come un affare di stato. L'opinione in merito ad un film è diventata una specie di faccenda religiosa, e chi non la condivide è un ateo, un blasfemo, un pagano, come ai tempi delle catacombe, contro cui i nostri santi martiri oppongono una innocente difesa passiva.

Ed ora vi saluto, che devo guidare la mia settima legione a soffocare la ribellione nella Provincia Dinomaniacalis.



06 giugno 2022

BILLY WORLD - ABOMINION: EASTER SH*TS!

Il gioco dell'anno

 


Theropoda Blog è orgogliona di presentare il primo gioco a premi (virtuali) dedicato al film dell'anno!

BILLY WORLD - ABOMINION: EASTER SH*TS!

Partecipare è semplice!

Hai notato una scemenza nel film Billy World 3? Una idiozia? Un buco di scemeggiatura? Una totale mancanza di logica, di buon senso, di gusto cinematografico, di senso del ridicolo, oppure un coprolite pre-diagenetico, della pura e semplice deficienza cerebrale da imputare alla scarsa capacità cognitiva di sceneggiatore e regista (che poi è sempre lo stesso)?

Lascia un commento! Condividila con noi!

Il campione sarà iscritto nell'Albo d'Oro degli Eroi del Blog.

25 maggio 2022

La più Grande Cospirazione nella storia della Paleontologia

 

(c) Luis Rey

All'evoluzione degli uccelli a partire dai dinosauri ho dedicato ormai un ventennio di studi. La mia tesi di laurea, del 2003, era incentrata su alcuni problemi relativi alla ricostruzione di questa fase fondamentale dell'evoluzione dei dinosauri. Innumerevoli miei studi e ricerche sono poi germinati da quella tesi di laurea. Parte del mio dottorato di ricerca e alcuni dei fossili più eccezionali che ho studiato sono parte del grande filone di investigazione sulla transizione tra i non-aviani e gli aviani. Ho persino dedicato una intera serie di libri, ancora in sviluppo, all'evoluzione dei dinosauri piumati, alla "rivoluzione" portata da queste scoperte. A spingermi in tutto questo, alla fine del XX Secolo, a indurmi a dedicarmi a questi fossili furono le incredibili scoperte dei primissimi dinosauri piumati, avvenute proprio in quegli anni in Cina. Senza quelle scoperte, sicuramente oggi la mia vita sarebbe molto diversa.

Oggi scopro che tutto ciò che ha fondato l'ultimo quarto di secolo della mia vita era una finzione. Una gigantesca fake news, una colossale cospirazione globale ordita da una potentissima organizzazione che sta cercando di distruggere le fondamenta della nostra società per instaurare un nuovo ordine globale.

Il suo nome è:

[rullo di tamburi]

22 maggio 2022

The John Hammond Dream Team


Nuovo post della serie speciale di avvicinamento a Billy Mundo Trino. Questi post sono finalizzati a darvi la giusta forma mentale per apprezzare le cafonate in CGI e i buchi di scemeggiatura [sic] del vostro Franchise preferito.
Dopo il post sulla rappresentazione del mestiere del paleontologo in film e serie tv, in questo nuovo episodio voglio spiegarvi perché le cose sono andate storte in Jurassic Park.

"La teoria del caos!" direte voi.
Macché!

"Il sabotaggio e la concorrenza sleale di un'azienda concorrente!"
Ma quando mai?

"La riproduzione delle femmine! Il DNA di rospo!"
Siete totalmente fuori strada.

Il motivo del fallimento del Parco Giurassico è stata la pessima scelta del team operata da John Hammond. Il problema fu il fattore umano. E ad aggravare la cosa sta il fatto che il nostro John aveva una ottima rosa di personaggi a disposizione per costruire un team assolutamente inossidabile, anzi, uno squadrone degno della finale di Champions League dei parchi con dinosauri. Se Hammond avesse selezionato i propri collaboratori ed i consulenti per la valutazione dello stress test in modo più oculato, oggi avremmo un Parco Giurassico in ogni città del mondo. Perché alla fine, il problema non sono i dinosauri, che sono solo animali e mica dei kaiju, ma il modo con cui facciamo stare in piedi lo zoo che li ospita.

Eddie Carr (al posto di Ray Arnold)




A capo di tutta la baracca ci vuole un uomo che ha come filosofia il motto: "violenza e tecnologia, cattivi compagni di letto". Eddie potrebbe far costruire un parco con dromaeosauridi a Casalpusterlengo e farebbe il pienone di scolaresche senza neanche un incidente. Ray Arnold ha dimostrato di farsi prendere la mano (letteralmente) al primo black out, mentre Eddie è uno che pur di evitare pericoli per il personale e gli ospiti si farebbe a pezzi da solo.


Roland Tembo (al posto di Robert Muldoon)




Muldoon ha fallito perché era troppo preso emotivamente verso i dromaeosauridi per agire in modo calmo e razionale. Roland Tembo è lucido, freddo, sempre sul pezzo, è un leader naturale che sa essere autorevole senza essere autoritario, e che può stendere un bullo anche con un braccio legato dietro la schiena. Al tempo stesso, ha uno stile super-cool e modi da vero gentiluomo, che renderanno veramente trendy l'inaugurazione ufficiale di quello che, nei fatti, sarebbe solo uno zoo con polli e iguane. Se c'è qualcuno in grado di far coesistere due specie separate da 65 milioni di anni di evoluzione, quello è Tembo.

 
Lex Murphy (al posto di Dennis Nedry)




Nedry era corrotto e avido, e privo di qualunque empatia verso il progetto. Inoltre, il sistema da lui gestito era una patacca che richiedeva di spegnere e riaccendere il pc ad ogni bug. Hammond doveva puntare verso programmatori giovani, non attaccati al denaro, ed emotivamente legati alla causa del parco. Sua nipote è la persona giusta!


Robert Burke (al posto di Alan Grant)




Grant pare la brutta copia di Indiana Jones, ma nei fatti è abbastanza incompetente sul piano paleontologico. Inoltre, è allergico alla tecnologia, quindi inadatto a valutare il legame tra dinosauri e parco che li ospita. Hammond aveva bisogno di qualcuno che conosce i dinosauri per quello che sono noti, e non per quello che si specula possano essere stati. Burke dimostra di essere un buon divulgatore, capace di collegare la scienza rigorosa con le istanze dei non-esperti. Robert Burke sarebbe stato il consulente perfetto per capire se e come implementare la fauna del parco.


Tim Murphy (al posto di Ian Malcolm)




Non ho mai capito a cosa serva un matematico del caos nella valutazione di uno zoo. A quel punto, avrei capito un ingegnere civile, un architetto, un medico del lavoro, tutte cose che comunque hanno un qualche impatto nella gestione di un parco, ma la matematica del caos è solo roba astratta che va bene per tutto e per niente. Inoltre, Malcolm pare più preso dal pontificare con boutade pseudo-filosofiche e a provarci con le donne presenti piuttosto che fare il lavoro specifico per cui era stato ingaggiato. Quando messo di fronte ad un dinosauro, scimmiotta male le azioni altrui e diventa un impaccio da assistere. A quel punto, se Hammond voleva un elemento logorroico che non dice niente di sensato e che rischia solo di farsi ammazzare, allora era meglio che scegliesse suo nipote Tim. Timmy ha mostrato di gestire meglio di Malcolm l'improvvisa uscita di un Tyrannosaurus. E almeno non ci prova con tutte le donne in giro.


Ellie Sattler (al posto di Ellie Sattler)




Insostituibile.


Victor Hoskins (al posto di Donald Gennaro)




L'errore di Hammond fu di dare troppo peso agli avvocati, quando invece avrebbe dovuto pensare alla sicurezza. Se non ci sono problemi alla sicurezza, non ci saranno problemi legali. Semplice. E poi Vincent D'Onofrio sta bene in qualunque contesto.


Il ragazzino di Jurassic World di cui non ricordo il nome (al posto della capra)




Il T-rex dovrà pur mangiare, no?


La famiglia di Jurassic Park III di cui non ricordo il nome (al posto della mucca)




I raptor dovranno pur mangiare, no?