(Rough) Translator
26 novembre 2017
15 novembre 2017
Afromimus e la Sindrome di Elaphrosaurus
Sereno (2017) descrive i
resti frammentari di un theropode di dimensioni medio-piccole
(lunghezza totale stimata attorno ai 3 metri) dal Cretacico Inferiore
del Niger, ed istituisce Afromimus tenerensis. L'unico
esemplare noto di questo nuovo taxon comprende alcune vertebre
caudali intermedie e distali, due archi emali, buona parte della
tibia e fibula parzialmente ossificate all'astragalo-calcagno. Sereno
(2017) riferisce Afromimus a (la parte basale di)
Ornithomimosauria, e revisiona in parte la diagnosi e descrizione
dell'altro ornithomimosauro africano, Nqwebasaurus. I
caratteri che Sereno (2017) cita come potenziali sinapomorfie
ornithomimosauriane in Afromimus sono principalmente a livello
delle vertebre caudali e degli ungueali del piede.
Io sono scettico verso
questa interpretazione, e ritengo che Afromimus non sia un
ornithomimosauro. In particolare, il tibiotarso non mostra
particolari affinità con gli ornithomimosauri, mentre è molto
simile a quello di vari abelisauroidi gracili. Nonostante Sereno
(2017) noti delle similitudini con gli abelisauroidi, esse vengono da
lui considerate convergenze. Egli confronta Afromimus con i
resti (purtroppo ancora non descritti ufficialmente) di un
noasauridae dalla medesima formazione, e nota delle differenze che
non avvalorerebbero uno status noasauridae. Faccio notare che nulla
vieta la presenza di due abelisauroidi di tipo gracile nella medesima
formazione, quindi le differenze con l'altro noasauride di per sé
non sono prova che Afromimus non possa essere un abelisauroide.
Da notare che Sereno
(2017) non si avvale di una analisi numerica per sostenere questo
scenario filogenetico, quindi non viene testata una eventuale
posizione a larga scala in Theropoda.
Immesso in Megamatrice,
Afromimus risulta un Noasauridae Elaphrosaurinae. Occorrono 11
steps supplementari per collocare Afromimus nella parte basale
di Ornithomimosauria: questo scenario alternativo è quindi meno
plausibile.
Sembra un copione già
letto...
Ci ritroviamo quindi
l'ennesimo caso di un abelisauroide africano scambiato per
ornithomimosauro basale?
Bibliografia:
Sereno P.C. (2017). Early
Cretaceous ornithomimosaurs (Dinosauria: Coelurosauria) from Africa.
Ameghiniana 54: 576–616.
Parole Chiave:
Africa,
Ceratosauria,
Cretacico Inferiore,
Incertae sedis,
Ornithomimosauria
12 novembre 2017
Desideri inesplicabili
Questo post rappresenta l'anticamera di una serie speciale, in arrivo prossimamente.
Di recente, mi sono imbattuto in un
post
di Darren Naish che si può ricondurre a questa domanda: se tu
potessi esaudire un desiderio, relativo alla scoperta di nuovo
fossile, cosa vorresti che fosse scoperto? Ho rivolto una domanda
analoga ai follower della pagina Facebook del blog, ed
i risultati sono stati interessanti. In generale, a domande come
questa gli interpellati rispondono elencando i propri desideri
relativi a questioni paleontologiche irrisolte.
Un Tyrannosaurus
adulto con tracce dettagliate di pelle. Uno scheletro completo di
Spinosaurus. Un nuovo fossile che colma una lacuna nella
transizione agli uccelli.
Questi sono desideri "interpolativi",
che colmano lacune note, e si collocano nei gap del tessuto
conoscitivo che noi abbiamo costruito dai fossili scoperti fino a
ora. Oppure, ci sono i desideri "estrapolativi", che
estendono l'attuale range di conoscenza oltre i suoi attuali confini,
estrapolando (quindi, proseguendo) il trend di conoscenze
costruito finora.
Un ceratopside in
Asia Centrale. Un dinosauro piumato del Triassico. Uno spinosauride
maastrichtiano.
Nelle mia esperienza paleontologica, ho
fatto studi su fossili che si sono rivelati scoperte sia
interpolative che estrapolative. Aurornis era un tassello
interpolativo "prevedibile" lungo la transizione agli
uccelli. Machimosaurus rex un tassello estrapolativo
del range stratigrafico e dimensionale dei teleosauridi.
Eppure, c'è anche una terza categoria
di desiderio, forse la più audace: un fossile talmente nuovo ed
inatteso che non possiamo nemmeno immaginare, perché del tutto
aldilà delle nostre aspettative, prospettive e previsioni, sia
interpolative che estrapolative. Ovvero, la scoperta pura, che non si
può collocare all'interno delle attuali conoscenze né come
continuazione di quelle precedenti: qualcosa che crea una nuova
regione della conoscenza, non prevista precedentemente.
In genere, questa terza categoria è
quella meno esplorata dai desideri: probabilmente, perché anche
nella fantasia tendiamo ad essere conservatori (sia quando
interpoliamo che quando estrapoliamo), ma mai veri creatori. Ciò,
nella scienza, è anche giustificato: la creatività pura, senza
supporto empirico, può difatti sfociare nel fantastico e nel mitico,
ed uscire dalla scienza.
In alcuni, rari casi, però, Madre
Natura ci viene incontro, regalandoci qualcosa che, di fatto, è una
realizzazione della terza categoria di desideri. Dopo tutto, non è
forse vero che ci sono più cose in cielo ed in terra di quante ne
possa concepire la nostra filosofia (paleontologica)?
Ed è proprio
ad un episodio di questo tipo, eccezionale nel senso più puro del
termine, che dedicherò prossimamente una serie di post.
Restate sintonizzati!
11 novembre 2017
Una Soluzione Etica e Sostanziale all'Affare Ajacingenia
Nel genere
cinematografico poliziesco e d'azione, esiste una coppia
stereotipata, la così detta coppia "poliziotto buono - sbirro
cattivo". Entrambi i membri della coppia sono "dei buoni"
ed entrambi combattono il crimine, ma risultano antitetici da un
punto di vista "aristotelico". Il poliziotto buono è
generalmente "formale", vuole rispettare le regole sempre e
comunque, ed è perfettamente aderente al regolamento. Egli incarna
l'idea che le regole siano da rispettare sempre e comunque, costi
quel che costi. Lo sbirro cattivo è invece allergico alle
regole, non rispetta il regolamento e tende a fare "a modo suo".
Egli incarna l'idea che la giustizia e l'etica sono più importanti
della forma, e che il nobile fine di far trionfare la giustizia
richiede ai buoni, a volte, di "agire da cattivi".
Generalmente, la simpatia dello spettatore va verso "lo sbirro
cattivo", se non altro perché spesso la trama di questi film è
proprio incentrata sulla necessità di "sporcarsi le mani"
e "violare il regolamento" per combattere il crimine. Una
scena classica di questi film è appunto il momento in cui lo sbirro
cattivo spiega all'amico poliziotto buono che, a volte, occorre
violare il regolamento proprio per mantenere in vita il senso stesso
di quel regolamento. Perché, dopo tutto, le regole sono fatte per
essere infrante. e la forma ha senso solamente in funzione della
sostanza.
Vi ricordate il brutto
affare che coinvolse la revisione tassonomica dell'oviraptoride
"Ingenia" yanshini? Ne parlai alcuni anni fa,
quando scoprii (e denunciai
su questo blog) che un certo Easter, autore della "revisione"
di Ingenia (revisionato con il nome di Ajacingenia),
aveva scritto quell'articolo plagiando
il blog di Mickey Mortimer e non contattando Rinchen Barsbold,
paleontologo mongolo di fama internazionale, ancora in vita ed autore
della specie originaria "I." yanshini,
quindi non coinvolgendolo nella revisione della specie istituita
proprio da Barsbold nel 1981.
Formalmente, il nome
"Ajacingenia" è pienamente valido, perché rispetta
tutte le regole del Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica.
Secondo l'approccio del "poliziotto buono", il nome
Ajacingenia chiude la faccenda, e deve essere usato. Eppure,
io ho più volte sottolineato che tale nome è, per quanto
"formalmente buono", "sostanzialmente cattivo",
sbagliato ed ingiusto. Pertanto, io non lo ritengo un termine
scientificamente valido, per questioni "etiche" più che
formali: usare quel termine significa avallare un episodio di plagio
e di scorrettezza etica. Oltre che ingiusto nella sostanza, esso
diventa un pericoloso precedente di vandalismo tassonomico e cattiva
condotta professionale.
Altri preferiscono
"rispettare il regolamento" e ignorare la questione etica:
essi dicono che siccome Ajacingenia è formalmente valido, non
ci sono motivi per non usarlo. Io la penso diversamente. Forse perché
io non sono un poliziotto buono, ma uno sbirro cattivo: una persona
poco rispettosa della forma ma molto attenta alla sostanza.
All'inizio di questo
anno, ricevetti la richiesta di fare la revisione tecnica ad un
manoscritto scritto da Greg Funston, Mendonca, Currie e Barsbold,
avente come oggetto una dettagliata revisione anatomica e tassonomica
degli oviraptorosauri dal Bacino del Nemegt. In questo articolo, gli
autori revisiovano la morfologia di "Ingenia" ed
usavano il nome "formalmente valido" di Ajacingenia.
Alla fine della mia revisione, inclusi una nota non vincolante, ma
che mi auguravo che gli autori avrebbero preso in considerazione:
evitare di usare Ajacingenia, per i motivi etici che ho menzionato
prima, e di "aggirare il codice" proponendo la seguente
soluzione:
In tutte le recenti
filogenesi degli oviraptorosauri, "Ingenia/Ajacingenia"
yanshini risulta sister taxon di Heyuannia huangi, un
oviraptoride cinese. I due oviraptoridi sono molto simili, in
particolare nella inusuale morfologia robusta della mano, al punto
che le differenze tra i due olotipi sono a livello di dettagli
minori. Pertanto, proposi, perché non abbandonare Ajacingenia
(per motivi etici sostanziali) e proporre una "espansione"
del nome Heyuannia, così da includere al suo interno non solo
la specie huangi, ma anche la specie yanshini? Ovvero,
proposi a Funston et al. di istituire una nuova combinazione
"Heyuannia yanshini" al posto di "Ajacingenia
yanshini". Dato che il genere Heyuannia è stato
istituito 11 anni prima di Ajacingenia, esso è un potenziale
sinonimo senior di questo ultimo, e quindi ha priorità nel caso i
due nomi si riferiscano al medesimo taxon. Pertanto, "espandendo"
l'inclusività di Heyuannia (non più associato ad una sola
specie, ma a due), si rende inutile la necessità di Ajacingenia.
In questo modo, sicuramente poco formale, ma sostanzialmente valido e
comunque permesso dal Codice, si rimuoveva alla radice il problema
etico generato da Ajacingenia.
Notate che non ci sono
motivi per rifiutare questa opzione: esattamente come Gorgosaurus
libratus e Albertosaurus libratus sono due alternative
valide per il medesimo taxon (dipende da quanto inclusivo
consideriate il nome Albertosaurus), allo stesso modo possiamo
usare Heyuannia yanshini e Ajacingenia yanshini. Con la
differenza, per me sostanziale, che Heyuannia yanshini è
eticamente più accettabile di Ajacingenia yanshini.
![]() |
| Da Funston et al. (2017) |
Ieri, l'articolo di
Funston et al. (2017) è stato pubblicato. Gli autori hanno accolto
il mio suggerimento e propongono la combinazione Heyuannia
yanshini.
Essi scrivono:
Barsbold
(1981) originally described this oviraptorid as “Ingenia”
yanshini, but the genus was preoccupied by a nematode. Despite
recognition of the taxonomic issue, it was not resolved until Easter
(2013) coined “Ajancingenia”. There are, however, several
ethical problems with the study of Easter (2013), including the
plagiarism of text and a figure. Hence, despite the validity of
‘Ajancingenia’ under the ICZN, we propose synonymizing
Ajancingenia and Heyuannia to avoid an ethical dilemma.
This synonymy is supported by recent oviraptorosaur phylogenies
(Lamanna et al., 2014; Funston and Currie, 2016; Lü et al., 2016),
which find H. yanshini and H. huangi as sister taxa.
Funston mi ha
personalmente risposto ieri, via Facebook, ringraziandomi per
aver proposto una "soluzione elegante" ed eticamente
risolutrice alla controversia tassonomica. Io, ovviamente, seguirò
questa proposta, non tanto perché l'ho proposta io, ma perché mi
pare veramente la soluzione più corretta, nella sostanza, ad una
brutta faccenda di plagio e vandalismo tassonomico.
Bibliografia:
Funston,
G.F. et al. (2017) Oviraptorosaur anatomy, diversity and ecology in
the Nemegt Basin. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology
http://dx.doi.org/10.1016/j.palaeo.2017.10.023
08 novembre 2017
Billy e il Clonesauro: Jurassic Peer (Review)
Decisione sul
manoscritto 1993-06-11-B
[Hammond J., Arnold J.,
Muldoon R., Nedry D., Wu H.
"Exceptional
genomic preservation and in vivo conservation of Mesozoic
pan-avian megafauna"]
Gentile Prof. Hammond,
il Suo manoscritto intitolato
"Eccezionale preservazione genomica e conservazione in vivo
di megafaune mesozoiche pan-aviane" è stato valutato dai nostri
revisori, i quali hanno riportato una serie di criticità nei
commenti che allego qui sotto.
Cordialmente,
Dr. Donald Gennaro
Editore Senior
[nome di super-giornale molto impattante]
Revisore #1 (Commenti agli autori):
Apro questa revisione con una nota personale. Ammetto di essere rimasto sorpreso nel ricevere questa richiesta di revisione. Lo studio presentato da Hammond et alii è una caotica commistione di ingegneria genetica, conservazionismo, ingegneria civile, gestionale ed elettronica, e una non poco celata analisi finanziaria, ed - effettivamente - il mio unico contributo significativo ad una revisione di tale manoscritto può solo consistere nel analizzare il caos intrinseco di questa sottomissione, replicando i dati presenti nelle informazioni supplementari.Incoraggio pertanto l'Editore, qualora non abbia già valutato questa eventualità, ad inviare questo manoscritto anche ad esperti nelle sopra citate discipline.In merito alla mia analisi dei dati, ho replicato con varie iterazioni le procedure presentate dagli autori. Purtroppo, ad ogni iterazione, il sistema collassa e non permette di giungere alle conclusioni riportate dagli autori. Mi rincresce partire con un commento che può apparire un attacco personale, ma è forte il mio sospetto che gli autori siano stati così preoccupati di doverlo fare che non hanno pensato se dovevano farlo.Alcune parti del testo sono poco chiare, e suggerisco di rivederle in modo sostanziale.Riga 23: ometterei il paragrafo su "Mr. DNA", che è poco rilevante. Eventualmente, gli autori possono spostare questa parte nelle Informazioni Supplementari.Riga 36: le illustrazioni e le figure sono piuttosto carenti: è previsto che si vedano dei pan-aviani, in questo articolo su pan-aviani?Riga 41: i materiali non seguono comportamenti prestabiliti, o i programmi descritti nel metodo: è questa l'essenza del caos di questo manoscritto.Riga 82: gli autori omettono di citare gli studi che dimostrano la insostenibilità delle recinzioni qualora venga meno la tensione elettrica. Non accada che io poi debba dire: "quanto mi secca avere sempre ragione!".Riga 114: è inutile dilungarsi nella descrizione del tracciato dell'impianto elettrico. Molto semplicemente, basta guardare sopra la propria testa, e seguire il grosso fascio di cavi e di tubi che vanno tutti nella stessa direzione.Infine, gli autori abusano per tutto il testo della locuzione "qui non si bada a spese", sebbene in più punti sia evidente il carente investimento economico sostenuto in termini di sicurezza del personale, gestione e localizzazione dell'impianto elettrico, gestione del sistema di monitoraggio, stoccaggio del materiale genetico, disposizione della segnaletica stradale, posizionamento dei servizi igienici.Il mio giudizio finale è quindi: major revision.Cordialmente,Prof. Ian MalcomSanta Fe Institute
Revisore #2 (Commenti agli autori):
Dopo aver letto il titolo e l'abstract di questo manoscritto, non posso fare a meno di domandare agli autori come ci siano riusciti. Il mondo delle pubblicazioni scientifiche ha subito cambiamenti così radicali che corriamo per tenerci al passo. Non voglio affrettare conclusioni, ma dico: la paleontologia, la genetica, la conservazione e l'ingegneria, scienze separate da milioni di pagine di pubblicazioni, vengono gettate nella mischia assieme; come possiamo avere la ben che minima idea di cosa possiamo aspettarci?Nei materiali e metodi, gli autori affermano di aver svolto lo studio in cinque anni, dal momento di concessione dei laboratori dal governo alla implementazione del sistema biologico. Tuttavia, non è credibile che essi abbiano portato il loro studio a regime in soli cinque anni. Il breve paragrafo riportato non fornisce tutte le informazioni necessarie per replicare la loro conclusione.Gli autori menzionano brevemente la presenza di una dozzina di taxa inclusi nella ricerca, ma poi nell'articolo e nelle informazioni supplementari sono riportate solamente cinque specie. Questa discrepanza deve essere chiarita.La tassonomia utilizzata nello studio è alquanto idiosincratica: "Velociraptor antirrhopus" è utilizzato solamente da un autore in letteratura. Consiglio di conformare la tassonomia alla maggioranza degli autori in letteratura, per evitare ambiguità interpretative.Gli autori menzionano nelle note un articolo in preparazione ("Hammond et al. in prep.") nel quale sarebbe riportato un Esperimento B che avallerebbe le conclusioni del presente manoscritto. Per quale motivo i due studi sono separati?Le illustrazioni utilizzate nell'articolo sono da aggiornare: l'iconografia pare rifarsi alla fine degli anni '80. Incoraggio gli autori, qualora siano intenzionati ad includere ricostruzioni, ad usare illustrazioni più recenti ed aggiornate allo stato attuale delle conoscenze.Le numerose lacune ed incongruenze, la descrizione scarna e non chiara dei materiali e dei metodi utilizzati, la nomenclatura e l'iconografia non all'altezza degli attuali standard, oltre che una serie di pericolose omissioni, specialmente in termini di sostenibilità ecologica ed ambientale, mi portano ad essere molto critico nella valutazione di questo studio.In conclusione, dopo attenta considerazione ho deciso di non avallare questo manoscritto.Prof. A. GrantUniversity of Denver
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