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25 maggio 2025

Frog DNA

Fotogramma da Jurassic Park (1993)


La rete abbonda di commenti e reazioni al prossimo film del Franchise Giurassico. Come ho spiegato nel precedente post, la direzione presa da questo Franchise non mi appassiona più, e pertanto non parlerò di queste nuove produzioni. Mi spiace per quelli che si aspettavano dei post ironici sull'ennesimo film, ma io non sono appassionato di film di mutanti.

Voglio invece commentare un tema relativo al film e romanzo originali, tema che è abusatissimo online, e sul quale molti fan dei nuovi film hanno costruito un'intera teoria volta a giustificare le scelte che hanno modificato il Franchise facendolo diventare qualcosa di differente dai primi film.

Mi riferisco all'idea che fin dal primo romanzo fosse implicito che i dinosauri di Jurassic Park fossero animali geneticamente modificati, che non fossero più "veri dinosauri" ma qualcosa che anticipa e precede i successivi ibridi e mutanti incontrati nei nuovi episodi.

Dato che fin troppi "secondo me" sono stati spesi su questo tema, qui voglio fare qualcosa di più solido e sofisticato, ovvero vado direttamente alla fonte originale, il romanzo di Crichton in lingua inglese, e vi riporto tutte le parti del romanzo che fanno riferimento a "veri dinosauri", "ibridi", "mutanti", "DNA anfibio", "DNA di rospo", così da mostrare cosa Michael Crichton intendesse quando ha creato il suo romanzo con dinosauri vivi nel XX Secolo.

 Disponendo di una copia pdf del romanzo, posso facilmente fare questo tipo di indagine.

Il termine "real dinosaur" (incluso il plurale "real dinosaurs") compare nel romanzo 5 volte:

La prima volta è quando gli scienziati invitati nel parco si domandano come sia stato possibile riportare in vita i dinosauri:

Ellie said, “You can’t reproduce a real dinosaur, because you can’t get real dinosaur DNA.”

La terza volta in cui il termine compare è un elemento chiave per chiarire molti malintesi successivi dei fan, perché dimostra che per Crichton i dinosauri che incontriamo nel parco giurassico sono "veri dinosauri", e non sono animali ibridi, artefatti geneticamente modificati:

 

 “You want to replace all the current stock of animals?” Hammond said.

“Yes, I do.”

“Why? What’s wrong with them?”

“Nothing,” Wu said, “except that they’re real dinosaurs.”

“That’s what I asked for, Henry,” Hammond said, smiling. “And that’s what you gave me.”

Il prossimo brano è un ulteriore elemento chiave, perché conferma che i dinosauri del romanzo sono "veri dinosauri". Notare che questo brano è servito da ispirazione per un dialogo in Jurassic World:


The dinosaurs we have now are real,” Wu said, pointing to the screens around the room, “but in certain ways they are unsatisfactory. Unconvincing. I could make them better.”

“Better in what way?”

“For one thing, they move too fast,” Henry Wu said. “People aren’t accustomed to seeing large animals that are so quick. I’m afraid visitors will think the dinosaurs look speeded up, like film running too fast.”

“But, Henry, these are real dinosaurs. You said so yourself.”

“I know,” Wu said. “But we could easily breed slower, more domesticated dinosaurs.”


Il dialogo tra Hammond e Wu prosegue ed introduce un'ambiguità su quanto siano reali i dinosauri del parco:

“Excuse me, Henry,” Hammond said, with an edge of impatience in his voice. “I do realize. And I must tell you frankly, Henry. I see no reason to improve upon reality. Every change we’ve made in the genome has been forced on us by law or necessity. We may make other changes in the future, to resist disease, or for other reasons. But I don’t think we should improve upon reality just because we think it’s better that way. We have real dinosaurs out there now. That’s what people want to see. And that’s what they should see. That’s our obligation, Henry. That’s honest, Henry.”

Questa ambiguità è però immediatamente risolta da Crichton per bocca di Wu: 

The DNA of the dinosaurs was like old photographs that had been retouched, basically the same as the original but in some places repaired and clarified. [corsivo mio]

Per Crichton, quindi, i dinosauri del Jurassic Park sono come vecchie fotografie restaurate, riparate, ma sostanzialmente genuine, non sono quindi qualcosa di differente dall'originale. Questi brani dimostrano che nell'intenzione dell'autore, i dinosauri di Jurassic Park non sono ibridi, non sono mutanti, non sono mostri, né creature artificiali. Sono dinosauri reali, copie restaurate di quelli originali.


Ed il fantomatico DNA di anfibio? 

"Frog DNA" è menzionato 16 volte. Le più importanti sono queste:


“When you made your dinosaur DNA,” Grant said, “you were working with fragmentary pieces, is that right?”

“Yes,” Wu said.

“In order to make a complete strand, were you ever required to include DNA fragments from other species?”

“Occasionally, yes,” Wu said. “It’s the only way to accomplish the job. Sometimes we included avian DNA, from a variety of birds, and sometimes reptilian DNA.”

“Any amphibian DNA? Specifically, frog DNA?”

“Possibly. Pd have to check.”

“Check,” Grant said. “I think you’ll find that holds the answer.”

Malcolm said, “Frog DNA? Why frog DNA?”


Notare che, a differenza del film, nel quale si afferma che il DNA inserito è solamente quello anfibio, nel romanzo la sequenze genetiche sono tratte anche da uccelli e rettili. Inoltre, durante lo svolgimento della trama si scoprirà che solo le cinque specie nelle quali era stato inserito DNA anfibio sono in grado di cambiare sesso e riprodursi. Dal testo, il DNA anfibio non pare aver modificato i dinosauri in altre caratteristiche, sia fisiche che comportamentali, ma solamente nella capacità di cambiare sesso. Dato che né noi né i personaggi del romanzo possono sapere se i dinosauri originali, nel Mesozoico, fossero in grado di cambiare sesso (alcuni rettili moderni ne sono capaci), a rigore questa "alterazione" indotta dal DNA anfibio non è necessariamente uno stravolgimento delle caratteristiche originarie dei dinosauri note alla scienza (sia reale che del romanzo). La possiamo considerare una licenza artistica di Crichton, per fini narrativi, né più né meno della capacità di sputare veleno attribuita nel romanzo al Dilophosaurus.

A questo proposito, è bene chiarire cosa si intenda nel romanzo per "inserimento di frammenti genetici", dato che nei film del filone "Jurassic World" questo concetto è portante per innumerevoli novità della trama, assenti nei primi film di Jurassic Park. 

Si tratta per Crichton di un modo per creare ibridi e nuovi animali? No, come riportato prima, nel romanzo i dinosauri sono "real dinosaurs". Questo elemento chiave del romanzo è spiegato in un altro brano:

He still wasn’t clear about why Grant thought frog DNA was important. Wu himself didn’t often distinguish one kind of DNA from another. After all, most DNA in living creatures was exactly the same. DNA was an incredibly ancient substance. Human beings, walking around in the streets of the modern world, bouncing their pink new babies, hardly stopped to think that the substance at the center of it all—the substance that began the dance of life—was a chemical almost as old as the earth itself. The DNA molecule was so old that its evolution had essentially finished more than two billion years ago. There had been little new since that time. Just a few recent combinations of the old genes—and not much of that. When you compared the DNA of man and the DNA of a lowly bacterium, you found that only about 10 percent of the strands were different. This innate conservatism of DNA emboldened Wu to use whatever DNA he wished.

Per Crichton, l'utilizzo di DNA di specie viventi per completare le sequenze è quindi considerato un espediente realistico poiché, data la conservatività del DNA, tale operazione non intaccherebbe in modo sostanziale la struttura originaria del genoma dinosauriano.

Notate bene, non sto dicendo che questo sia un concetto corretto sul piano scientifico reale, rimarco che esso è un elemento portante la costruzione narrativa interna del romanzo di Crichton. Nella finzione di Jurassic Park, l'inserimento di sequenze genetiche di specie diverse non altera lo status di "real dinosaurs" degli animali clonati. Ovvero, l'ingegneria genetica di Wu non produce chimere, ibridi o mostri, ma si limita a "restaurare" un DNA in parte danneggiato.

Notare che questo concetto è invece del tutto abbandonato nei film di Jurassic World, nei quali la manipolazione genetica diventa analoga ad una vera e propria fabbrica di nuovi esseri viventi artificiali (ibridi e mutanti).


Infine, quante volte compare la parola "hybrid" nel romanzo? ZERO.

Quante volte compare la parola "mutant" nel romanzo? ZERO.


In conclusione: non è vero che i concetti di "ibrido" e "mutante", che caratterizzano il filone di Jurassic World, siano già presenti in Jurassic Park. L'analisi diretta del testo di Crichton smentisce definitivamente questa leggenda metropolitana tanto cara ai fanboy degli ultimi episodi. In Jurassic Park, i dinosauri sono "real dinosaurs", nel senso che sono copie dei dinosauri mesozoici ottenute dal restauro di sequenze di DNA fossile.

Pertanto, ibridi e mutanti NON sono canonici in Jurassic Park.

Nota a margine. L'ingegneria genetica immaginata da Crichton è comunque poco realistica, per molti motivi, anche contestualizzandola alla fine degli anni '80. Il realismo del romanzo ha illuso molti sulla possibilità di realizzare un Jurassic Park nel mondo reale, ed ha spalancato le porte ad un universo narrativo di ibridi e mutanti realizzabili con la spessa facilità con cui si assemblano le costruzioni del LEGO. Questo brano del romanzo è molto indicativo della distanza tra la genetica di Crichton e quella reale:

“I don’t think that’s impossible,” Wu said. “Reptiles are easier than mammals. Cloning’s probably only ten, fifteen years off. Assuming some fundamental advances.” 

In realtà, la clonazione dei mammiferi è molto più semplice di quella dei rettili. Ironicamente, Wu azzecca la data della clonazione di Dolly, avvenuta meno di un decennio dopo Jurassic Park, ma ignora che Dolly sia un mammifero, e non un rettile. La clonazione di rettili ed uccelli è ancora oggi, anno 2025, una tecnologia molto più difficile e controversa della clonazione dei mammiferi.

21 maggio 2025

Billy Resignation

 


Dopo oltre quindici anni di onorata carriera, il filone di post della serie "Billy e il Clonesauro" di questo blog finisce qui. Tutte le cose hanno una loro fine, ed anche Billy è diventato vecchio e stanco. Lasciamolo andare in pensione.

Tutto iniziò agli albori del blog, quando scrissi una serie di post a tema paleontologico i quali utilizzavano i celebri dinosauri di Jurassic Park come pretesto per parlare di tematiche interne alla paleontologia. I post quindi non parlavano del film, ma usavano il film per parlare di paleontologia. A me pareva ovvio e del tutto innocente. Un modo per fare divulgazione paleontologica salendo sulle spalle di un iconico film che tutti conoscevano. 

Non tutti percepirono i post in quel modo. Una parte dei commenti a quei post mi svelò l'esistenza dei fanboy duri di Jurassic Park, ovvero, una minoranza di appassionati del film (e del Franchise che è derivato dal film) i quali non tolleravano che si potesse parlare di paleontologia usando il film come semplice pretesto pop. Invece di leggere i post come un pretesto per parlare di paleontologia, essi lo leggevano come una critica al loro adorato film. Stravolgevano totalmente il senso dei post, e lo consideravano una sorta di blasfemia nei confronti del loro idolo. Per una bizzarra deformazione psicologica, i fanboy duri ritengono di essere i soli autorizzati a parlare di quel film, quasi che autoproclamarsi un "fan" conferisca dei diritti esclusivi ed una qualche autorità su un prodotto mediatico di cui in realtà si è solamente dei semplici utenti e fruitori passivi.

Caro fanboy, Jurassic Park non è la tua cara nonna, e tu non hai l'esclusiva su come gli altri possano guardarlo, analizzarlo, percepirlo e commentarlo. Essere un "fanboy" non conferisce alcun diritto speciale, né il patentino di Ajatollah del Franchise che detta le regole su cosa si possa o non si possa dire in merito a quel prodotto. 

Sia chiaro, i fanboy duri sono una minoranza, e non sono solamente in Jurassic Park. Ma sono molto rumorosi. A volte anche volgari.

Non ho mai capito l'ostilità verso i miei post. Non ho mai compreso perché uno senta l'impulso a commentare con toni aggressivi in un blog solamente per lamentarsi del fatto che si parli in modo originale ed alternativo di un film. Non ti piace quello che scrivo? Ignora il blog! Qualcuno ha mai visto un mio commento lasciato sulle pagine dei fanboy? No, perché non vado a casa degli altri a disturbarli. Qualcuno ha mai letto una mia invettiva o commento feroce nei forum degli appassionati? No, perché a differenza di quelli che vengono qui solamente per dirmi cosa posso o non posso scrivere, io rispetto la libertà altrui di parlare a casa loro di quello che loro piace, nei modi che a loro piace.

Proprio la ottusa ostilità dei commenti più fanatici mi ha ispirato ad avere sempre un tono scanzonato e ironico su questo tema. Il mondo è bello perché è vario. Quindi, nonostante le regolari invettive velenose, ho continuato a scrivere post sulle mie impressioni, suggestioni, sempre con un tono leggero, dissacrante e divertito.

Ad ogni modo, per la gioia dei più feroci critici dei miei post, questa serie si chiude qui.

L'ultimo trailer di Jurassic World 4 dimostra che il Franchise originario di Jurassic Park si è estinto. Il film si annuncia come un Monster Movie classico, con tematiche e contesti ben diversi da quelli originari di Jurassic Park. Di Jurassic rimane solo il nome, ma non l'anima.

Jurassic Park era un film intriso positivamente di paleontologia. Questo è il motivo per cui così tanti paleontologi lo hanno amato. I dinosauri erano intesi come animali reali, costretti dalla tecnologia a vivere in un contesto innaturale. I paleontologi erano i protagonisti, eroi positivi, non spalle secondarie di supereroi (o eroine, vedi l'ultimo film) molto muscolari ma poco intellettivi, armati di fucili mitragliatori ma privi di basi scientifiche. I Grant, Sattler e Malcolm sono stati sostituiti dagli Owen e dalle Zora. Nel primo film, non c'era spazio per creature totalmente di fantasia. Le licenze artistiche, pur presenti, erano motivate biologicamente, e non portavano a creature soprannaturali da fumetto. Ibridi, mutanti e mostri artificiali erano del tutto assenti da quel film. Solo dinosauri.

Jurassic Park accenna a tematiche paleontologiche, e lo fa con consapevolezza: il metabolismo endotermico oppure ectotermico, il legame evolutivo con gli uccelli. Ciò rendeva Jurassic Park qualcosa di veramente speciale per chi, come me, è appassionato da sempre alla Scienza Paleontologica, ai dinosauri in quanto prodotto dell'investigazione scientifica. 

Tutto questo è svanito in questi nuovi film. La trama è la ripetizione di elementi action già visti altrove. La paleontologia è del tutto assente. I dinosauri sono piccoli Godzilla. Siamo tornati nel più classico e stereotipato contesto dei film sui mostri.

Pertanto, non è più materia per un blog che ha come suo nucleo principale la scienza dei dinosauri.

Il blog quindi non si occuperà più di Jurassic World e del suo universo narrativo.

Se tornerò a parlare di quei film, sarà solo per menzionare il primo episodio, quello nel quale la paleontologia e i dinosauri erano i veri protagonisti.

Almeno per questa volta, evitate di lamentarvi.

 

20 maggio 2025

RECENSIONE DEL TRAILER DEL QUARTO EPISODIO DELLA SECONDA TRILOGIA(ok, ma se è un quarto episodio, allora non è una trilogia) DI BILLY PARK

Too late, bro.

Approfitto delle pause necessarie a far macinare le analisi filogenetiche per lo studio di un nuovo taxon (no spoiler!) per commentare il trailer appena uscito del prossimo episodio di Billy Mundo.

A differenza del mio pudore nel non parlare del mio nuovo taxon, il trailer ci va pesantissimo e praticamente ci spiattella l'intero film senza bisogno di andare al cinema. Dire "recensione senza spoiler" di questo trailer equivale a dire "non parlo del trailer". Se sommiamo questo trailer alle notizie già fatte circolare dalla produzione, è abbastanza chiaro cosa vedremo al cinema. 

Hollywood, quando imparerai che un trailer NON deve essere un abstract del film?

Il trailer si apre con il laboratorio segreto che nessuno conosceva ma nel quale sono stati creati i primi cloni di dinosauro, ovvero, un retcon del secondo film del 1997 (a sua volta, un retcon del primo film del 1993). La scena è chiaramente un flash-back poiché abbiamo il laboratorio bianco e lindo, e una specie di estetica vintage anni '80. Vediamo il famigerato MutanDino che afferra la solita comparsa che deve morire malissimo, e capiamo che per essere antico quanto il laboratorio vintage anni '80, MutanDino ha almeno 35-40 anni... quindi è un dinosauro mutante millennial. Il peggio del peggio (parola di X-Gennial).

A me questa cosa che ora è canonico che John Hammond sia stato un bugiardo patologico che ci ha nascosto tutti i suoi mega-laboratori inizia a stare sullo stomaco. Non è carino scaricare tutte le bugie su una persona defunta. Ora, se il trend è questo, nel prossimo episodio scopriremo che questo laboratorio appena scoperto in questo film non fu il primo primissimo originale, perché ce ne fu uno ancora prima, risalente al 1980, basato su tecnologia genetica degli anni '70 e computer a vapore... e poi un altro ancora precedente, così a ritroso fino al 3800 avanti Cristo, quando gli ultimi dinosauri salirono sull'Arca di Noè.

Scopriamo che su questa isola dimenticata da Dio ci sono intere mandrie di dinosauri sauropodi. La cosa è ovviamente demenziale, dato che nel precedente film abbiamo avuto l'INTERO PIANETA TERRA popolato da dinosauri di tutte le forme e dimensioni. Ma tutti (sia i personaggi che il pubblico) faranno finta di non aver mai visto un dinosauro in vita loro, e che Uh, Ah, Caspita! Un dinosauro! Che figata incredibile! Tutto con sottofondo di John Williams.

Ecco, qui si tocca il punto più dolente dell'intero Franchise di Billy... la totale indifferenza e disprezzo verso la continuità temporale. Ad ogni episodio, i dinosauri cambiano livrea, il numero delle specie clonate cresce esponenzialmente, il numero delle isole usate come laboratori, dei centri di ricerca (tutti ovviamente super-segreti fino al prossimo episodio) e dei miliardi di dollari spesi si moltiplica come una pandemia, ed elementi chiave della trama precedente vengono sistematicamente ignorati, negati, rivisti, stravolti e rinnegati. E tutti sembrano non aver mai visto un dinosauro prima di quel momento.

Vi ricordate le bambine clonate che erano nipoti di soci mai visti prima che nel film successivo diventano cloni dirette di figlie genetiste premi Nobel mai viste né sentite prima? Da dove saltava fuori la genetista geniale? Da nessuna parte. Per quattro episodi avevamo creduto che il solo genetista fosse Wu (a Isla Nublar, anzi, no, su Isla Sorna), poi si scopre che invece tutto il lavoro era stato fatto altrove. La trama è totalmente incoerente, sconclusionata, frammentaria ed episodica che viene il sospetto che ogni episodio si svolga in un universo alternativo ogni volta differente.

Il trailer mostra già tutti i classici elementi che nessuno vuole in questi film ma che per qualche misteriosa deformazione mentale gli sceneggiatori pensano che siano richiesti: le trame famigliari, i bambini, questa volta persino con connotazioni terzomondiste dato che abbiamo una famiglia apparentemente migrante che decide di attraversare l'Oceano per approdare su un'isola con rovine precolombiane (!). In America (aka USA) qualche idiota si lamenterà che il film è propaganda woke pro-migranti. Gli eroi sono ovviamente un melting pot di stereotipi: la donna alta un metro e mezzo ma che ha le capacità fisiche di un culturista austriaco che mangia berretti verdi a colazione, un paleontologo nerdosamente occhialuto che non sembra stupefatto dalla richiesta di andare su un'isola per prendere campioni biologici di dinosauro quando vive in un universo narrativo dove i dinosauri hanno popolato l'INTERO PIANETA TERRA (vedi episodio precedente... ah, già, che stupido, io che pretendo una continuità logica e narrativa tra gli episodi), abbiamo un bianco ricco vestito bene che probabilmente alla fine salta fuori essere il cattivo traditore di turno, ed infine abbiamo una banda di simpatici Malboro Men (cit.) armati di improbabili armi d'assalto.

C'è il mini-dinosauro mascotte che sembra copiato apposta dal cosetto verde di the Mandalorian... un po' come lo stesso MutanDino che è esplicitamente dichiarato essere un Rancor di Guerre Stellari ibridato con un Alien dell'omonimo franchise. Ah, l'originalità...

Infine, c'è un altro non-dinosauro che conquisterà i cuori di milioni di bambini convinti che sia un vero dinosauro: lo Pteroraptor, Dinodactylus, Scansatibuonsensorius, insomma, un raptor col patagio. Sì, perché piuttosto che fare un patetico Dromaeosauridae reale con ali piumate, noi lo facciamo con la pelle squamata e le ali da pterosauro (che erano a loro volta piumati, ma chi se ne frega). E voi hater fissati con i dinosauri accurati non potete dirci niente perché è un Mutante, ovvero una cosa che puoi mettere come ti pare in un film e questo non è un documentario. Per mezzo secondo mi ero illuso fosse uno scansoriopterygide gigante, poi ho controllato i singoli fotogrammi... e, no, è proprio un mostro del tutto inventato. Ormai, è canonico che Jurassic Park è sempre stato un film sui Mutanti!

Quindi, riassumendo, il trailer ci dice che i buoni vanno sull'Isola del Teschio di Cristallo alla ricerca del DNA di dinosauro, scoprono che sull'isola ci vivono un Gorilla mutante (MutanDino), un T-rex, tre Spinosaurus, almeno uno Pteroraptor squamosus e centinaia di dinosauri. I buoni salvano una famiglia di immigrati attaccati dal T-rump, raggiungono il centro visitatori, riaccendono la corrente, sono attaccati dallo Pteroraptor, Scarlett si Laracrofta all'estremo per la gioia dei maschietti (alfa, beta, epsilon, omicron) in sala, poi ci sarà lo scontro finale tra MutanDino e gli spiriti di Indoraptor, Indominus, John Hammond e la mamma della bambina clone. 

Se torna anche Starlord e la figlia di Richy Cunningham do un 6. A loro due, non al film. 


 

25 marzo 2025

Biancaneve e lo Spirito di Jurassic Park

 


Tanto tempo fa, in un Reame fatato, viveva una giovane principessa di nome Biancaneve. 

Biancaneve era giovane, innocente, e con un sagace mix di innovazione e buon senso. Biancaneve sbancò il botteghino e tutti vissero felici e contenti.

Poi arrivò Biancaneve Perduta, l'inevitabile seguito di Biancaneve, costruito a tavolino rinnegando il fatto che la favola originale di Biancaneve ha un finale netto ed autoconclusivo, non è un finale aperto anche perché dice "e vissero tutti felici e contenti" e non era stata concepita come una serie di favole.

Ma i soldi sono più importanti delle favole, e tutto il reame voleva ancora sbancare il botteghino.

Siccome la seconda puntata aveva retto dignitosamente il confronto con la prima, qualcuno nel Reame Fatato pensò che non ci fosse due senza tre.

E così, arrivò Biancaneve Tre, e già ai tempi tutti riconobbero che sul piano qualitativo e della originalità non aveva molto senso fare un terzo capitolo di una favola che era già stata sufficientemente spremuta con due episodi. 

Il calo di introiti dal secondo al terzo capitolo frenò l'avidità dei nani, i quali si preoccuparono che forse un quarto episodio potesse essere un flop colossale.

Passarono gli anni, e Biancaneve pareva essere andata in pensione.

Ma la Strega Cattiva ed i Nani avevano ancora bisogno di soldi. Tanti soldi. Una montagna di soldi. Volevano ancora la valanga di soldi che Biancaneve aveva dato loro un decennio prima. Perché non fare un Biancaneve Quattro?  

I tempi erano maturi per riscaldare la minestra, giocando sul fattore nostalgia e approfittando di una nuova generazione di principini azzurri nati dopo Biancaneve, ai quali raccontare la favola plastificata di come era stato bello e fatato il primo episodio a cui essi non avevano potuto partecipare.

In breve, il pubblico aveva digerito Biancaneve Tre, poteva mandar giù anche Biancaneve Quattro!

Mondo Biancaneve fu sbandierato come la Resurrezione di Biancaneve. Il botteghino fu molto superiore alla qualità, ma questo era proprio l'obiettivo: una Biancaneva di plastica, botox, silicone e labbra a canotto che faccia finta di essere la giovane principessa di due decenni prima.

Ora, se hai fatto Biancaneve Mondo, non vuoi fare anche Biancaneve Mondo Due e Biancaneve Mondo Tre?

E così, oggi ci troviamo alle soglie di Biancaneve Mondo Quattro, con sceneggiatori e produttori che continuano a raccontarci ancora una volta la favoletta che questa volta sarà diverso, questa volta sarà come la prima volta, questa volta avremo lo Spirito Originale di Biancaneve, dimenticando che si è giovani ed innocenti solo una volta nella vita, che non puoi essere una dolce principessa adolescente per trentacinque anni di fila, che ormai sei solo una tizia over-quaranta tutta siliconata con la faccia piena di botox, due labbra che sembrano l'esame di proctologia, la pelle tirata con i ganci e il cerone di fondotinta degno delle dune nella Formazione Djadochta.

Perché continuano a prenderci in giro con la favola dello "spirito di Jurassic Park"? Ma ci prendono per scemi? Non c'eravamo già noialtri nel 1993, 1997, 2001, 2015, 2018 e 2022? Non abbiamo già visto e rivisto queste buffonate, letto le falsissime promesse e sorbito le ennesime minestre riscaldate?

Non importa.

Ed alla fine, Biancaneve Mondo Quattro, la Rimescita, sbancò il botteghino. E Strega Cattiva, Nani e tutti i sudditi del Fanchise vissero felici e contenti.

In attesa della prossima Biancaneve, Biancaneve Zombie - la Resurrezione...

15 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - I protagonisti

 


Uno degli elementi vincenti del primo Jurassic Park, sia nella versione letteraria che cinematografica, è l'assortimento di personaggi umani coinvolti. Alcuni tipi umani inclusi nella versione originaria non collimano con i miei gusti narrativi, quindi saranno riveduti sistematicamente. In altri casi, la diversa collocazione spazio-temporale del reboot ha imposto una radicale revisione dei personaggi coinvolti.

Il primo elemento che occorre modificare tassativamente in questo reboot è la presenza di minori. Per quanto i nipoti di Hammond siano sicuramente più simpatici di qualsiasi altro ragazzino incluso nei seguiti prodotti dal Franchise Giurassico, io appartengo a quella onorevole tradizione che considera i ragazzini ed i bambini un elemento inutile per una solida trama di fantascienza (a meno che non siano parte integrante del tema affrontato), ma soprattutto del tutto irrealistico e posticcio. Pertanto, in questo reboot non ci sono personaggi di età inferiore a 21 anni. Non ne sentirete la mancanza.

Un secondo elemento che intendo eliminare dal reboot è la presenza di un personaggio interno il quale svolge il ruolo camuffato di punto di vista dell'autore. Nel primo Jurassic Park, la voce di Crichton si manifesta in forma duplice: nel narratore onniscente, che palesemente esprime giudizi e manifesta il punto di vista dell'autore, e nel personaggio del matematico esperto della teoria del caos, che - soprattutto nel romanzo - esprime pedantemente un punto di vista in più parti sovrapponibile a quello della voce narrante, quindi alla voce di Crichton.

Onestamente, il matematico del romanzo (più della sua versione guascona del film) è il personaggio meno realistico e più forzatamente fuori luogo dell'intera vicenda. L'idea che un teorico dei sistemi complessi sia un consulente significativo per la valutazione pratica dello stress test di un parco biologico con dinosauri è abbastanza ridicola. Pertanto, in questo reboot dimenticatevi la saccenza e le digressioni filosofiche (nei fatti, delle supercazzole) come quelle del matematico vestito di nero a cui siete abituati quando pensate a Jurassic Park.


Questa lista di personaggi è ancora in fieri. Non so nemmeno se abbia senso dare dei nomi propri ai protagonisti, dato che questa serie di post è un gioco e non pretende di essere tradotta in un vero canovaccio o romanzo né tanto meno film.


Personaggio 1 (P1). Non ho ancora deciso il genere di P1. Potrebbe essere una donna, occidentale, ma non ho ancora risolto quale opzione sia migliore per la vicenda. P1 è un funzionario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Fresco di dottorato in microbiologia, durante l'emergenza COVID sì è specializzato nelle malattie virali degli uccelli domestici, in particolare i vari ceppi di influenza aviaria. All'inizio della vicenda, riceve la notizia che nel sud-ovest della Cina sarebbe in atto una nuova epidemia che sta sterminando il pollame. Sebbene la malattia non sia letale per l'uomo, la rapidità con cui si diffonde fa temere che possa compiere il salto di specie e diventare una nuova pandemia umana. P1 si reca in Cina per raccogliere campioni, ma incontra la palese ostilità del governo locale.


Personaggio 2 (P2). Il personaggio di P2 è un paleontologo sino-americano, di circa 30 anni. La sua brillante carriera accademica è stata stroncata da uno scandalo legato al traffico di ambre fossili dalla Birmania, con le quali P2 aveva pubblicato una serie di studi sulle maggiori riviste scientifiche mondiali. Egli si sente vittima di una ingiusta campagna di diffamazione da parte dei così detti "paleontologi woke", ed è ossessionato dall'idea di avere la propria rivincita facendo la scoperta paleontologica del decennio. Ostracizzato e marginalizzato dai colleghi, senza più fondi per la ricerca, ora P2 lavora come consulente per il mercato internazionale dell'ambra fossile. All'inizio della vicenda è in Birmania, al confine con la Cina, mentre cerca di acquistare un lotto di ambre molto promettenti, ma viene ostacolato da un francese che sembra in combutta con i cinesi.


Personaggio 3 (P3). Il francese è un famoso paleontologo di circa 60 anni, sposato con una nota conduttrice televisiva di Shangai. P3 ha contatti di altissimo livello con le maggiori università mondiali, ed ha costruito la sua fama come paladino della scienza e oppositore del traffico illegale di fossili. In realtà, da quindici anni lavora per il governo cinese per impedire che si diffondano notizie su un progetto biotecnologico al quale è legato tramite la moglie, nipote di un importante politico cinese.


Personaggio 4 (P4). P4 è un veterinario cinese che lavora nel parco dei dinosauri. Reclutato dal governo per il suo curriculum di esperto nella anatomia e fisiologia dei rettili, ben presto si rende conto che i dinosauri non rispecchiano le usuali distinzioni tra i gruppi zoologici tradizionali. Convinto che il progetto prima o poi sarà un disastro e che tutto verrà insabbiato, raccoglie segretamente campioni dagli animali e cerca di inviarli nel suo laboratorio di Hong Kong.


Personaggio 5 (P5). P5 è il direttore esecutivo del parco. Egli riceve istruzioni direttamente dai burocrati di Pechino, ed è ossessionato dall'idea che l'epidemia che sta sterminando il pollame nel sud del paese sia partita dal suo parco.


Personaggio 6 (P6). P6 è un documentarista canadese che lavora per una ONG in Birmania e sta realizzando un servizio sulle violazioni dei diritti umani. Durante le riprese di un video in un villaggio al confine con la Cina, entra in contatto con P2, che sta cercando di sconfinare nello Yunnan.


Personaggio 7 (P7). P7 è una funzionaria del governo cinese al lavoro per contenere l'epidemia dei polli. Convinta che l'epidemia sia partita da una zona nello Yunnan controllata direttamente dall'esercito, trova in P1 il modo per poter verificare i suoi sospetti.


12 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - Alpha-long

 


Il parco giurassico in questo reboot include sei specie di dinosauro non-aviano mesozoico clonato da materiale genetico estratto dalle ambre birmane. Nella primavera del 2026, data in cui inizia la vicenda narrata, il numero totale degli animali vivi e schiusi in salute non è noto, ma si stima sia nell'ordine del centinaio.
I realizzatori del parco giurassico hanno dato ai dinosauri dei nomi non-scientifici, questo perché, ufficialmente, questi animali sono tenuti segreti, non esistono per la scienza, e quindi non sono registrati e catalogati secondo le norme del codice internazionale di nomenclatura. Accanto ai nomi cinesi "ufficiali", usati nel parco, e che si limitano a enumerarli dalla prima specie clonata alle successive, sono affiancati tra parentesi i nomi usati colloquialmente da personaggi occidentali.


Yuánshǐlóng (Alpha-long)

Alpha-long è la prima specie di dinosauro clonata con successo. Il primo embrione ad avviare uno sviluppo completo ed in salute, dopo quasi un decennio di tentativi più o meno fallimentari ma necessari per affinare la tecnica, ha dato origine ad un esemplare in grado di sopravvivere autonomamente nel luglio del 2003.

La prima generazione di questa specie comprende tre esemplari, due maschi e una femmina, derivati da un singolo stock di materiale genetico birmano. La presenza sia di maschi che femmine nella prima covata ha rivelato che in questa specie il sesso dell'animale non è determinato cromosomicamente come negli uccelli, bensì in base alle condizioni ambientali in cui avviene la maturazione dell'uovo, in modo simile a quanto osservato nei coccodrilli e nelle tartarughe. L'analisi degli embrioni morti prima della schiusa ma ad un grado di sviluppo sufficientemente avanzato per avere scheletri parzialmente ossificati, ha rivelato un'anatomia da theropode.

Alla nascita, gli Alpha-long sono lunghi una trentina di centimetri e ricoperti da filamenti lanuginosi. Presentano denti privi di seghettatura, un muso corto, braccia corte dotate di tra dita, di cui il primo dito robusto, e zampe posteriori relativamente lunghe. Nei primi cinque-sei anni di sviluppo, gli Alpha-long hanno mantenuto questa morfologia generale, e ciò ha indotto inizialmente i curatori degli animali a ritenerli affini ad animali come Compsognathus. Tuttavia, a partire dal 2010, è apparso sempre più chiaro che quella non era la morfologia matura della specie. Durante l'adolescenza, questi animali vanno incontro ad una radicale trasformazione morfologica, accompagnata da una costante crescita nelle dimensioni. Attualmente, gli Alpha-long maturi hanno 23 anni, sono lunghi 12 metri e mostrano tutte le caratteristiche del clade Spinosaurinae. Tuttavia, non è possibile riferire Alpha-long ad una specie nota di spinosauro, dato che presentano un muso più allungato e stretto rispetto ai tipici spinosaurini, un maggior numero di denti, in parte simili a quelli dei barionychini, ed una bizzarra morfologia delle spine neurali dorsali e caudosacrali, che descrivono due distinte "vele", una più alta e stretta a livello della regione pettorale, ed una più bassa e robusta che si innalza dalla metà posteriore del torace.

La femmina di Alpha-long ha iniziato a riprodursi nel 2016, e da allora ha prodotto sei covate, per un toale di 136 uova prodotte. Di queste uova, solo 28 sono schiuse con successo, risultato che, secondo i veterinari del parco, suggerisce che l'ambiente del parco, o lo stesso clima dello Yunnan attuale, non siano molto simili a quelli originari della specie. Tentativi di migliorare la resa riproduttiva sono per ora risultati fallimentari.

Alpha-long pratica blande cure parentali, che consistono nella difesa del nido e dei nidiacei. Tuttavia, questo legame si recide rapidamente, ed è frequente il cannibalismo nei confronti degli esemplari più giovani, i quali devono essere allontanati dalla zona degli adulti all'età di 2 mesi.

Alpha-long ha un metabolismo mesotermico, con un tasso di crescita intermedio tra quello di un alligatore e quello di un pollo, tollera variazioni della propria temperatura corporea comprese tra 25 e 40 °C, ed è in grado di elevare la propria temperatura corporea alcuni gradi sopra quella ambientale. L'animale adulto è molto robusto, ma relativamente apatico. La specie cambia il piumaggio con mute stagionali, ma riduce la copertura filamentosa gradualmente mano a mano che raggiunge la taglia adulta. Gli esemplari maturi sono praticamente glabri. L'animale non emette suoni, ma tende a cambiare colore a seconda della stagione. I giovani hanno una colorazione grigio-giallastra fittamente maculata, gli adulti sono più uniformi, con una livrea giallo-brillante sul ventre e la gola, più cupa nella parte dorsale, che, a seconda della stagione, passa dal verde-blastro al grigio-oliva. Alpha-long ha una dieta generalista che comprende animali terrestri e acquatici di varie dimensioni, ed in rapporto alla sua massa corporea mangia meno di un mammifero dello stesso peso. Gli animali apprezzano i frutti maturi, ma non si nutrono di materiale vegetale verde. Se sazio, l'animale può restare a digiuno per una decina di giorni senza mostrare problemi fisiologici. Il comportamento è legato al contesto ambientale. L'animale tende a spostarsi regolarmente a seconda dell'illuminazione e della temperatura ambientale, ma quando è a caccia è in grado di rimanere completamente immobile per ore, e ciò lo rende praticamente invisibile quando è immerso nella vegetazione fitta. L'animale è particolarmente aggressivo durante la stagione riproduttiva, ma da adulto non mostra particolare interesse per gli esseri umani. Al contrario, è molto pericoloso quando ha un'età compresa tra i dieci ed i quindici anni ed è lungo cinque-sei metri, perché in quella fase considera gli esseri umani una preda potenziale. Il morso non è particolarmente forte, ma è comunque in grado di lasciare profonde ferite. Esperimenti con prede vive hanno mostrato che l'animale utilizza le braccia per trattenere strettamente la preda mentre la morde, letteralmente impalandola ai lati con i grossi artigli delle mani.

Gli Alpha-long sono distribuiti in quattro zone del parco, ma data la loro tendenza a spostarsi in cerca di nuove zone per foraggiare, essi vengono spostati a rotazione lungo le varie zone, altrimenti manifestano una sorta di stress. Gli adulti tollerano la presenza di altri esemplari della specie, ma non manifestano particolari comportamenti sociali, tranne durante la stagione riproduttiva. L'unica femmina adulta monitorata per un tempo sufficientemente lungo mostra di non essere monogama. Lle covate sono state fecondate da ciascuno dei maschi adulti disponibili durante le sei stagioni riproduttive monitorate.

11 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - ibridi, mutanti e scarti di produzione

 


La pecora Dolly, il primo mammifero clonato con successo a partire da una cellula somatica, fu abbattuta nel 2003, quando aveva circa sei anni e mezzo. L'abbattimento di un animale così speciale e dal significato storico e scientifico così rilevante ha alimentato voci e leggende metropolitane. La più popolare è l'idea che Dolly sia morta prematuramente perché era geneticamente difettosa. In realtà, l'animale si era ammalato di polmonite, un'infezione piuttosto frequente nelle pecore, ed ha subito la tipica sorte che colpisce gli animali domestici quando non è possibile curarli: la soppressione fisica. Non ci sono motivi per cui la morte di Dolly sia legata alla sua condizione di clone, a parte il desiderio di alimentare una storia morbosa che colleghi la morte con l'ingegneria genetica.

Il fatto che il più famoso animale clonato della storia sia stato soppresso senza troppi convenevoli, come qualunque altro animale d'allevamento, ci insegna una regola di buon senso da applicare nelle storie di fantascienza, come Jurassic Park. Se avete in programma di allestire un parco con dinosauri clonati, è possibile che i primi animali prodotti possano essere in qualche modo affetti da qualche tara genetica, forse dovuta ad errori nel processo di clonazione. Dolly ci mostra che non è sempre vero, ma diamo una sponda a chi vuole produrre (più o meno consapevolmente) dei mutanti. Che fare se vi capitano esseri geneticamente mutanti, teratologici (mostri) o deformi? Semplice: li abbattete non appena li riconoscete tali. Se la mutazione si manifesta a livello di embrione, non avete nemmeno troppi scrupoli etici. E nel caso la mutazione si manifesti dopo la schiusa, non vedo perché l'animale dovrebbe seguire un destino migliore di quello che ha colpito la cara Dolly. Un dinosauro, anche se mutato o ibridato, è pur sempre un essere biologico, un insieme di cellule, tessuti e organi che si sopprime facilmente con un proiettile in testa, la recisione di un vaso sanguigno, un'iniezione letale, una scarica elettrica, o altri metodi più o meno sbrigativi con cui si da la morte agli animali fin dai tempi in cui fu introdotto il sacrificio rituale. Nessuno è così stupido da tenere in vita degli scarti di produzione che non servono a nulla. Nessuno, a parte forse qualche sceneggiatore per film sempliciotti che voglia inventare un serbatoio per seguiti ingenui.


Qui invece facciamo sul serio, quindi non c'è spazio per ibridi o mutanti. L'animale che produciamo o è sano e funzionante oppure viene abbattuto ed il suo corpo usato per capire come non produrne altri simili.


In Jurassic Park, una parte significativa della trama ruota intorno alle tecniche utilizzate per completare le sequenze genetiche fossili ed ottenere un filamento di DNA completo. Per motivi che ricadono nelle esigenze narrative di Crichton, nel parco giurassico originario si utilizza il DNA di un anfibio (rospo) per completare le sequenze, con il risultato (magico!) che i dinosauri clonati acquisiscono una proprietà apparentemente inesistente nei dinosauri, ma funzionale al plot di romanzo e film, di poter mutare sesso, passando da femmine a maschi. La parte più fantasiosa di questa idea è che il DNA di un rospo possa "completare" quello di un dinosauro ed ottenere una cellula funzionante in grado di crescere sana e diventare un dinosauro adulto sano e fertile il quale poi è in grado di cambiare sesso e accoppiarsi con successo. Non occorre una laurea in genetica per capire che questa sequenza di eventi è incredibilmente improbabile e abbastanza arbitraria. In pratica, Crichton introduce un miracolo di Dio nella vicenda e lo camuffa da "mutazione genetica".

L'assurdità è ammettere - contemporaneamente! - che il DNA di rospo non interferisce in alcun modo sull'aspetto dinosauriano (gli animali del parco non mostrano alcun dettaglio "da rospo"), sul processo di crescita dinosauriano (gli animali arrivano sani e vegeti fino alle dimensioni adulte), ma poi, misteriosamente, salti fuori una nuova funzione biologica (il "cambiamento di sesso in assenza di maschi"). Si tratta di un'arrampicata sugli specchi narrativi degni di un cartone animato, ma alla quale, come ho detto all'inizio di questa serie di post, non ho intenzione di aderire.

Come ho scritto, Crichton fa quella scelta perché vuole imporre una logica ed una narrazione alla vicenda, ma qui a noi interessa avere dei dinosauri, non una morale.


Come procediamo nel nostro reboot in merito alla "riparazione" del DNA dei dinosauri? In primo luogo, se proprio volessimo servirci del DNA di un animale attuale, utilizziamo DNA di uccelli e di coccodrilli, e non quelli di rospo, se non altro perché così possiamo sperare di avere una migliore compatibilità con i dinosauri. Si può considerare una soluzione accettabile quella di servirsi di sequenze condivise tra uccelli e coccodrilli in quanto legittimi elementi presenti anche nel DNA dei dinosauri? Sì e no: nulla vieta alla specie clonata di non aver conservato tali elementi genetici presenti ancora in uccelli e coccodrilli: l'evoluzione è pur sempre anarchica. Ma anche volendo semplificare la trama e accettando l'uso di DNA arcosauriano vivente (uccelli e coccodrilli), questo protocollo garantisce molti meno problemi rispetto all'uso di animali meno affini ai dinosauri quali sono gli anfibi. Qui c'è un simpatico effetto da sfruttare: se accettiamo questa strategia, allora possiamo usare gli stessi DNA dei vari dinosauri ricavati dall'ambra per aggiustare tra loro le sequenze genetiche. Dopo tutto, è sempre DNA di arcosauro tanto quanto quello di pollo o alligatore! A meno che non siate molto sfortunati e abbiate trovato una sola sequenza per specie clonata, è ragionevole supporre che dal medesimo frammento di ambra dal quale avete estratto una sequenza ci siano anche altre copie della medesima sequenza, tutte derivate dal medesimo animale che ha interagito con la resina prima che fossilizzasse. Ad esempio, se avete un frammento di pelle di un dinosauro, per quanto piccolo, quel frammento potrà contenere decine di sequenze di DNA del medesimo individuo: anche ammettendo che tutti siano più o meno danneggiati a caso, se ammettiamo che nessuno sia troppo degradato per essere utile, allora possiamo concludere che la sommatoria delle varie sequenze produrrà una sequenza molto prossima ad essere una sequenza completa. Si tratta di una licenza letteraria meno estrema e contorta del giocare con il DNA di rospo. In breve, tutte le paranoie che hanno alimentato ibridi e mostri nel Franchise originale non hanno ragione di esserci in questo reboot.


Un'ultima nota: se avete una sequenza in grado di produrre un animale vivo e vegeto fino allo stadio adulto, quella sequenza deve per forza essere stata praticamente completa fin dall'inizio. Non ci sono alternative. Eventuali aggiustamenti con rane o altro non potrebbero produrre una cellula vitale in grado di maturare e diventare un animale adulto. Un ibrido rana-dinosauro non va oltre il grumo di cellule, poi abortisce. L'idea degli ibridi che arrivano a camminare e ad ammazzare la gente è pertanto una bella favoletta che non regge in alcun modo nell'universo hard-sci-fi del sottoscritto.

Se l'argomento che ho appena sviluppato non vi convince, allora domandatevi come mai nel mondo reale non abbiamo genetisti che producono ibridi adulti tra rane e topi, oppure ibridi adulti tra conigli e cavie? Se fosse così facile assemblare questi ibridi, come mai non ne vediamo in giro nessuno? Una cosa è inserire singoli geni che codificano una proteina ma lasciano intatto il resto, oppure lavorare sullo sviluppo di poche cellule mutate che però non riescono ad avviare uno sviluppo embrionale, un'altra è realizzare un DNA mixando a piacimento intere sezioni di animali molto diversi tra loro, ed ottenere qualcosa di nuovo ma che sia stabilmente funzionante ed in grado di crescere fino allo stadio adulto.


In ogni caso, siccome a noi interessa avere dinosauri clonati e non ibridi o mutanti, se durante i primi esperimenti ne abbiamo prodotto qualcuno, l'unica destinazione per loro non è un'isola ad hoc, ma il contenitore degli scarti biologici da smaltire.


10 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - gli animali (2a parte)



L'abusatissimo argomento che "Jurassic Park non è un documentario" non fa una piega, se inteso alla lettera. Verissimo, il romanzo ed il film sono solo opere di finzione. Tuttavia, dal punto di vista di un paleontologo, Jurassic Park è anche la versione popolare ufficiale dei dinosauri, quella che domina da 30 anni l'immaginario del profano. Ormai, milioni di persone, quando pensano ai dinosauri, pensano alla versione mostrata in Jurassic Park. Ed anche se noi sappiamo benissimo che Jurassic Park sia solo un film e non un documentario, l'immagine dei dinosauri che è trasmessa dal film si è imposta come canone "ufficioso" per come un dinosauro deve apparire, muoversi e comportarsi.

Di conseguenza, le numerose licenze artistiche, invenzioni fantasiose e concezioni obsolete presenti in Jurassic Park sono divenute "mainstream", al punto che sembra quasi impossibile liberarsene.

Dilophosaurus con le claimidi e che sputa veleno - un'invenzione dei realizzatori di Jurassic Park - non aveva alcun senso prima del 1990, oggi è invece un'immagine del tutto usuale, e per molti persino ovvia, se non l'unica valida. Se pensate che il Dilophosaurus del film sia un caso estremo di speculazione fantastica e di licenza cinematografica, sia un esempio forzato perché palesemente esagerato, ma che per il resto i dinosauri di Jurassic Park siano comunque un modello di riferimento discretamente legittimo su cui modellare un reboot, questo episodio è per voi.

Forse pensate che siete "aggiornati" su ciò che occorre modificare nel design dei dinosauri in questo reboot. In fondo, alcune di queste modifiche sono comparse anche nei sequel del film del 1993. In realtà, una revisione approfondita dei dinosauri in un reboot va ben oltre l'aggiunta del piumaggio, il rifacimento di labbra o polsi, cioè quel genere di dettagli che molti appassionati di dinosauri conoscono bene anche dalla letteratura divulgativa.

Ecco una lista di tutto ciò che occorre cambiare nei dinosauri per farli partecipare legittimamente al nostro reboot.


1- I dinosauri non si dividono in docili vs mostri. Nel Franchise Jurassico, abbiamo sostanzialmente due tipologie di dinosauro: 1) l'erbivoro docile, mansueto, abbastanza idiota e poco pericoloso a meno che tu non vada apposta a disturbarlo. 2) la macchina di morte, assetata di sangue umano e votata sempre e comunque alla predazione degli esseri umani.

In questo reboot, tutti i dinosauri sono animali intrinsecamente pericolosi, ma nessuno è a priori un mostro spietato. Gli erbivori non sono degli idioti mansueti, ma animali con un'indole non prevedibile, quindi non necessariamente pacifica. In questo reboot, puoi essere ucciso anche da un dinosauro vegetariano solamente perché sei finito incautamente dentro il suo territorio. Inoltre, è bene rimarcare che nei rettili non esiste una reale distinzione tra "erbivoro puro" e "carnivoro puro". Se sei una fonte di proteine a buon prezzo, sei un possibile pasto anche per un dinosauro "vegetariano". Camminare in mezzo a questi animali non è meno pericoloso di passeggiare lungo le rive di un fiume africano abitato da coccodrilli. I carnivori sono sì pericolosi, ma lo sono nella misura in cui possono considerare un essere umano una preda. Pertanto, è possibilissimo che un dinosauro vegetariano di medie dimensioni sia un animale molto più feroce e spaventoso di un predatore gigante, il quale invece non ritiene un piccolo essere - quale è l'uomo ai loro occhi - una fonte interessante di cibo.


2- Nessun dinosauro apre le porte o escogita agguati in gruppo. Jurassic Park ha reso popolarissima l'idea che alcuni dinosauri predatori, come Velociraptor, fossero molto intelligenti e capaci di sofisticate tecniche di caccia. Si tratta di una favola derivata da errate considerazioni dei siti fossiliferi in cui questi dinosauri sono stati scoperti, ma che non tiene conto delle caratteristiche del sistema nervoso centrale di questi animali, delle condizioni tafonomiche dei siti fossiliferi, ed in generale dei meccanismi con cui evolve il comportamento animale.

In questo reboot, nessun dinosauro è più intelligente di un varano australiano. Animale rapido e curioso, aggressivo ed imprevedibile, nessuno lo nega, ma non certo dotato dell'intelligenza di uno scimpanzé o di un corvo della Nuova Caledonia.


3- I dinosauri non camminano come struzzi o come elefanti. Al fine di rendere i loro dinosauri digitali il più naturali possibili, gli animatori di Jurassic Park si sono ispirati alle movenze di animali reali, come elefanti, giraffe e struzzi. Si tratta di una scelta del tutto arbitraria, non basata su analisi biomeccaniche precise, e che non tiene conto delle peculiarità del sistema muscoloscheletrico dei dinosauri e della particolare anatomia dei loro arti. Se questo può risultare accettabile se confrontiamo un dinosauro con una giraffa, forse potrà stupire chi assume che, essendo lo struzzo un membro di Dinosauria, condivida con i dinosauri mesozoici il medesimo impianto scheletrico e muscolare. In realtà, gli uccelli sono un gruppo estremamente modificato di dinosauro, ed hanno acquisito modelli locomotori unici che non si osservano negli altri dinosauri. Pensare che un uccello sia un buon modello locomotorio per un Tyrannosaurus è sbagliato quanto lo sarebbe il pensate che le gambe di un pipistrello siano un buon modello per ricostruire la camminata di un ippopotamo. Le analisi biomeccaniche indicano che il principale motore della camminata nei dinosauri non-aviani è il distretto muscolare che estende il bacino. Negli uccelli, il principale distretto muscolare della camminata è l'estensore del ginocchio. Si tratta di due ben diverse filosofie deambulatorie, che producono differenti stili di camminata. Inoltre, il meccanismo di estenzione della caviglia nei dinosauri non-aviani non è riconducibile ai modelli presenti nei rettili, mammiferi e persino uccelli di oggi.

Un ulteriore elemento che questo reboot vuole trasmettere è il concetto che i dinosauri non camminavano nella stessa maniera e con la medesima postura o andatura. Nei film e nei documentari, i dinosauri camminano tutti allo stesso modo, indipendentemente che siano lunghi 1 metro oppure 12 metri, che abbiano colli lunghi o teste massiccie, che abbiano braccia ridotte o enormi artigli a falce, che abbiano code corte o molto lunghe. Mi pare evidente che una simile uniformità locomotoria sia più una banalizzazione imposta alle animazioni piuttosto che la rappresentazione della realtà naturale.

Dato che questo reboot è del tutto svincolato da problemi economici, possiamo concederci il lusso di lavorare dettagliatamente producendo differenti modelli locomotori ai diversi animali.

Legato a quanto appena scritto è anche il concetto, apparentemente banale ma spesso dimenticato nelle animazioni, che tanto più grande è un animale e tanto meno agile e veloce è ogni suo movimento. I dinosauri giganti sono potenti ma non sono agili. Dimenticatevi Tyrannosaurus che insegue una jeep, la biomeccanica di questo animale indica che non poteva andare a più di 30 Km/h, una velocità che, onestamente, ricorda più il traffico in centro storico col motorino che un'inseguimento automobilistico. Ma se volete qualcuno in grado di accartocciarvi l'automobile, ecco, quello rientra nelle potenzialità di un grosso dinosauro.


4- I dinosauri non ruggiscono né muggiscono. I dinosauri sono imparentati con i rettili e gli uccelli, non sono mammiferi. I rettili soffiano per intimidire un avversario, sibilano, emettono schiocchi o gorgoglii, spesso tenendo la bocca chiusa e non esprimendo alcuna emozione. Quando un animale attacca una preda, non ruggisce prima di scattare, anche perché ciò vanificherebbe l'effetto sorpresa tipico di molte strategie predatorie. In questo reboot, i dinosauri non hanno l'ossessione di recitare una parte drammatica, né devono enfatizzare le loro azioni emettendo versi particolari ad ogni movimento. Un predatore che attacca senza emettere suoni, e che soggioga la sua preda senza emanare alcuna emozione, non è detto che sia meno spaventoso degli abusati ruggiti di ispirazione leonina.


5- I dinosauri non formano famigliole. In alcuni seguiti di Jurassic Park, compaiono giovani dinosauri. In ossequio ad uno stereotipo del tutto infondato, i giovani dinosauri del Franchise sono modellati assumendo che essi fossero analoghi ai cuccioli dei grandi mammiferi, come gli elefantini o i vitelli. Il risultato sono animali poco realistici, con zampe corte e tozze, occhioni luccicosi e goffe movenze da neonato che ad alcuni di noi fanno emettere gridolini del tipo "ammoreee!". In realtà, tutti i dinosauri mesozoici avevano prole precoce o iperprecoce, ovvero perfettamente autonoma fin dalla nascita ed in grado di badare a sé stessa fin dalla tenerissima età. Un dinosauro carnivoro era in grado di mordere e di catturare una preda né più né meno di un coccodrillino. Inoltre, mentre nel Franchise abbiamo sempre delle relazioni madre-figlio piuttosto strette, i dinosauri avevano cure parentali molto blande, e nascevano in covate numerose, mai come figli unici oggetto della piena attenzione dei genitori. Gli adulti dei dinosauri non interagivano molto con la prole, la quale si spostava e si nutriva autonomamente, ed al massimo accorrevano per scacciare eventuali predatori, come fanno i grandi uccelli o i coccodrilli quando qualcuno si avvicina troppo alla nidiata.


In conclusione, in questo reboot i dinosauri sono molto più rettiliani di come appaia nel Jurassic Park originale. Nelle movenze, comportamenti e relazioni sociali, essi ricordano più dei coccodrilli giganti con l'indole di uno struzzo, dei varani con una onesta spruzzatina di casuario, piuttosto che elefanti, giraffe o leonesse. Inoltre, essi non sono mostri sanguinari né macchine indistruttibili. Non sono ossessionati da fare entrate scenografiche o dall'ostentare in modo enfatico i loro comportamenti. Trenta anni di video in CGI plasmati sull'arbitrario canone di Jurassic Park hanno reso queste ovvie considerazioni quasi un'eresia.







 

09 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - gli animali (1a parte)

 


Se avete seguito questa serie dall'inizio, avrete capito che lo stile di questo reboot di Jurassic Park è l'aderenza alla fantascienza "dura", la quale si sforza di restare coerente al realismo ed alle concezioni scientifiche (nei limiti concessi da una storia con dinosauri estinti riportati in vita) e si applica per evitare, quando possibile, qualsiasi elemento palesemente irreale, fantasioso o fantastico.

Un elemento irreale del Jurassic Park originale (sia romanzo che film) è la composizione faunistica del parco con dinosauri. Nel parco di Hammond abbiamo una serie di specie iconiche di dinosauri, anzi le più iconiche in assoluto: Tyrannosaurus, Triceratops, Apatosaurus/Brachiosaurus... Nei vari seguiti, questa fauna si amplia in modo ridicolo e del tutto arbitrario, slegato dalla trama originaria, comprendendo persino animali marini come Mosasaurus. Fin da quando ero ragazzino e divorai il romanzo di Crichton in una giornata, ho sempre trovato la fauna del parco giurassico troppo bella e perfetta per essere realistica.

Mi spiego: la fossilizzazione è un processo casuale. La scoperta di un fossile è un ulteriore evento casuale. Si stima che solo una piccola percentuale delle specie di dinosauro realmente esistite sia poi divenuta parte della documentazione fossile. E si stima che solo una piccola parte di quei fossili sia stata scoperta finora. Al tempo stesso, ammettendo che qualche specie di dinosauro si sia conservata come tracce genetiche nell'ambra, è altamente improbabile che proprio le specie che per caso abbiamo trovato come ossa siano anche quelle che si sono conservate come tracce genetiche nell'ambra. Corollario di questa considerazione di buon senso è che è praticamente impossibile che le stesse specie di dinosauro che abbiamo scoperto sotto forma di ossa fossili siano anche le specie che eventualmente troveremmo dai campioni di DNA nell'ambra. Pertanto, la situazione più realistica per un parco giurassico è che le specie estratte dal DNA nell'ambra NON siano specie già note sotto forma di scheletri. Saranno probabilmente parenti più o meno prossimi alle specie note dalle ossa, ma non è credibile che siano proprio le stesse specie. Il fatto che in Jurassic Park, per giunta, ci siano proprio le specie più iconiche e popolari rende quella associazione faunistica ancora più improbabile della già enormemente improbabile idea di clonare un dinosauro. 


Pertanto, nel parco giurassico del mio reboot non trovate specie conosciute e descritte dai paleontologi. Questo NON significa che inventerò animali di fantasia, né che sarò legittimato a costruire specie bizzarre, chimeriche o del tutto slegate dalle conoscenze paleontologiche. Come scrissi in un episodio precedente, se la nostra fonte di ambra è limitata alla metà del Cretacico del Sud Est Asiatico (Birmania), i tipi di dinosauro disponibili saranno solamente quelli che sappiamo essere vissuti in quella zona del mondo in quel momento del Cretacico. Mi impongo questa regola per esigenze di coerenza scientifica: non voglio un parco di animali slegati dalla paleontologia. Questi sono comunque dei dinosauri. Gli animali saranno quindi sì ipotetici a livello di specie ma pur sempre del tutto realistici membri dei cladi dinosauriani che possiamo interpolare da quei rami della filogenesi di Dinosauria che sappiamo essere esistiti in quella particolare coordinata spazio-temporale. Questa scelta è anche giustificata dal fatto che, tranne rarissimi casi come Chilesaurus, quando scopriamo delle nuove specie di dinosauro esse tendano a collocarsi dentro gruppi già noti e consolidati. Pertanto, è realistico che le specie ricavate dall'ambra, per quanto nuove rispetto alle specie note dalle ossa, siano comunque membri delle medesime linee evolutive ricostruite dalle specie note in base alle ossa.


Un secondo elemento fondamentale per rendere realistico il nostro parco con dinosauri è che chi clona queste specie non ha la minima idea di cosa si troverà di fronte. Un embrione di dinosauro è un grumo di cellule, e non ti dice "sono un Tyrannosaurus!". Per sapere che tipo di dinosauro è, il solo modo possibile è aspettare che l'uovo si sviluppi, schiuda, e cresca fino ad assumere una morfologia dello scheletro che sia simile a qualcosa di già noto in paleontologia. Di conseguenza, i realizzatori del parco giurassico potranno trovarsi di fronte a situazioni sconcertanti, che illustrerò nel prossimo post.


In tutto, il parco giurassico comprende sei specie. Ma, come vedrete, alcune simpatiche caratteristiche del ciclo biologico dei dinosauri produrranno l'effetto di avere - apparentemente - molte più specie di dinosauro. Questo perché i dinosauri, specialmente le specie giganti, cambiavano di forma, dimensione e persino eco-fisiologia durante la loro vita. Un animale che alla nascita era grande come un pollo, e che per alcuni anni aveva anche forma e abitudini simili ad un pollo, una ventina di anni dopo diventava un animale grande come un elefante, con esigenze e comportamenti diversi da quelli che aveva alla nascita. Giovani ed adulti della stessa specie, pertanto, potranno apparirci come se fossero specie differenti, con aspetto, habitat e comportamenti differenti tra loro.

Prima di descrivere le specie del parco, è bene chiarire due elementi narrativi che distinguono il reboot dalla storia originale.

Nel romanzo del 1990, Crichton dedica molto spazio alla questione del contenimento degli animali, inteso sia dal punto di vista fisico (evitare la fuga all'esterno) che biologico (evitare la proliferazione incontrollata). Al tempo stesso, per esigenze narrative, Crichton vuole che questi tentativi falliscano, che gli animali fuggano e si riproducano in natura, perché vuole trasmettere il messaggio che "la Natura troverà il modo" e che la scienza non può dominarla. Tutte tematiche interessanti e avvincenti, ma che rendono Jurassic Park un grottesto racconto pieno di contraddizioni o vere e proprie pacchianate su come allevare degli animali. In realtà, la questione di come gestire un allevamento di dinosauri è molto più semplice di come la presenti Crichton. 

Non vuoi accoppiamenti tra gli animali? Li sterilizzi, li rendi sterili alla nascita, tieni i maschi in recinti separati dalle femmine. Le femmine si riproducono troppo? Le sterilizzi, ti mangi le uova, tieni le femmine isolate. Non ti serve qualche bizzarra manipolazione genetica destinata ad esiti catastrofici (a meno che tu non voglia che il tuo romanzo abbia un simile esito). 

Gli animali possono fuggire, abbattere le recinzioni, evadere dai loro recinti? Né più né meno dei problemi di qualunque zoo o parco naturale. Contenere dei dinosauri di medie dimensioni non è tanto diverso dall'allevare struzzi o alligatori. Per tenere a bada un Tyrannosaurus adulto non serve un dispendioso e complicato recinto elettrificato lungo chilometri. L'animale non è tanto diverso da un elefante come forza e agilità. Basta un muro in cemento armato alto quattro metri ed un fossato stretto e ripido, e l'animale è a bada. Molto più economico e affidabile di qualunque sistema ad alta tensione. Un sauropode non va molto lontano prima che la sua fuga sia notata. Capisco che così facendo non avremo situazioni drammatiche e spettacolari come quelle del film, ma noi qui stiamo ragionando su come realizzare un parco reale e funzionante, non dobbiamo sviluppare una trama palesemente autodistruttiva per esigenze narrative.

Pertanto, a differenza della storia originale, in questo reboot la gestione degli animali è molto meno paranoica e demenziale. Ciò non significa sottovalutare i problemi logistici e di gestione di una popolazione di dinosauri, ma pensare che essi siano drammaticamente più complessi e problematici di qualunque altro allevamento di animali moderni è più la manifestazione della mitologia popolare sui dinosauri (intesi come mostri in qualche modo sovrannaturali) piuttosto che la effettiva valutazione della situazione concreta. Un dinosauro è pur sempre un animale, e Homo sapiens gestisce innumerevoli specie animali da migliaia di anni. Non c'è motivo di pensare che la gestione di un dinosauro sia totalmente slegata da ciò che sappiamo fare così bene da sempre.

Nel prossimo episodio, arriviamo finalmente ai dinosauri.


08 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - la location

 


Nella versione originale di Jurassic Park, la vicenda si svolge quasi unicamente su un'isola disabitata del Costa Rica, che una società privata statunitense ha preso in concessione per una serie di anni dal governo costaricano per realizzare un laboratorio segreto per la clonazione e allevamento di dinosauri, e per allestire un parco divertimenti da sfruttare poi commercialmente. In pratica, Jurassic Park è un'impresa biotecnologica privata che opera su suolo straniero. Dal punto di vista pratico e logistico, questa opzione è molto rischiosa e quasi sicuramente fallimentare.

Non è realistico che il governo del Costa Rica conceda l'isola senza pretendere di visionare regolarmente i lavori, le attività e la legittimità delle azioni. Anche ipotizzando una massiccia opera di corruzione degli amministratori pubblici locali, è impossibile che un laboratorio genetico, un'allevamento di dinosauri e un parco divertimenti in costruzione rimangano del tutto occultati alla vista di curiosi, giornalisti o anche solo funzionari governativi per tutto il tempo necessario alla realizzazione dell'opera. Qualcuno, prima o poi, finirebbe con diffondere la notizia, vanificando l'effetto sorpresa del mostrare al mondo un parco giurassico bello e pronto.

La parte più realistica del primo romanzo (ed in parte presente anche nel film) è la preoccupazione dei finanziatori e la loro richiesta di una consulenza tecnica da parte di esperti. Tutto il resto è del tutto irrealizzabile in un mondo come il nostro.

Esiste un altro modo, più realistico e meno problematico per realizzare un parco segreto con dinosauri? Prima di trovare la risposta, occorre anche stabilire quali siano i reali tempi di realizzazione di un simile parco. Come ho scritto nei precedenti post, questa serie vuole realizzare un reboot che sia accurato e scientificamente plausibile minimizzando quanto più possibile gli elementi di fantasia. A differenza del principale difetto dei seguiti di Jurassic Park, ovvero l'aver abusato della scusa del "DNA anfibio" per trasformare un parco di animali possibili in un mondo di mostri fantastici, io qui non voglio servirmi di scorciatoie sempliciotte e fantasiose se non sono necessarie. Pertanto, il parco giurassico in questo reboot si deve realizzare nei tempi reali in cui esso dovrebbe essere portato a termine nel mondo reale.

Quale è il principale vincolo di un parco giurassico? Disporre di dinosauri giganti adulti da mostrare al pubblico. Quanto tempo realistico occorre per avere un dinosauro gigante adulto? Almeno una ventina di anni. Quelli sono i tempi di crescita che deduciamo dai fossili. Come ho scritto prima, io non userò fantasiose trovate genetiche che accelerano la crescita degli animali, né miracolose manipolazioni genetiche da cartone animato che assemblano i dinosauri come se fossero giocattoli LEGO. Pertanto, dimenticatevi i cinque anni di concessione del Governo del Costa Rica da gestire in segreto. Non bastano. Qui stiamo parlando di un'operazione analoga alla costruzione di una diga di grandi dimensioni, analoga al CERN, alla stazione spaziale, oppure analoga al progetto ITER che sta tentando di realizzare la fusione nucleare: enormi investimenti, estesi per almeno trenta anni, e lavori in parallelo tra sviluppo della logistica, sviluppo delle infrastrutture oltre che ai lavori di clonazione, allevamento e "inserimento" dei dinosauri nel loro parco.

Capite quindi che è del tutto irrealistico che una società privata riesca a gestire un simile progetto nel mondo reale. Il solo ente in grado di sviluppare un parco giurassico è quindi un governo di una nazione ricca e dotata delle infrastrutture e delle risorse sia politiche, che economiche, che umane per portare avanti un tale progetto. Un governo che sia in grado di mantenere il segreto su tutto il progetto, e che non abbia problemi a requisire i mezzi e le risorse necessari.

Ho riflettuto su quale sia il governo più adatto per un simile progetto, e penso che, per una volta, non sia l'abusatissimo governo americano che salva il mondo in tutti i film con alieni, bensì un altro paese. Un paese che ha accesso ad enormi risorse economiche, umane, oltre che paleontologiche: la Repubblica Popolare Cinese.

In questo reboot, il parco giurassico non è su un'isola costaricana affittata da una azienda americana in Costa Rica, bensì è in una riserva naturale segreta nello Yunnan cinese, zona subtropicale al confine con la Birmania, tanto isolata quanto estesa per permettere queste attività senza rischiare l'interferenza di curiosi. Qui, a partire dal 1993 (per la precisione, il 27 settembre), il governo cinese ha avviato un programma segreto di estrazione di materiale genetico dalle vicine miniere di ambra birmana, ha realizzato la prima clonazione dei dinosauri nel 2003 (per la precisione, il 17 luglio), ed ha messo a regime un allevamento di dinosauri che oggi, nel 2025, comprende una discreta popolazione di dinosauri di varie specie e dimensioni. Perché lo ha fatto? Perché lo può fare, e perché a qualcuno molto in alto nel governo cinese piacciono i dinosauri, e piace l'idea di ricreare qualcosa di estinto. Se accettiamo l'avidità di Hammond per la genesi del primo parco, possiamo accettare la megalomania di qualche barone accademico membro del politburo cinese per il nostro reboot.


Nel prossimo episodio parlerò dei dinosauri presenti nel nostro parco giurassico.


05 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - l'idea primigenia



Mi sono sempre divertito a parlare di Jurassic Park, non l'ho mai nascosto né negato. Non capisco perché a certe persone dia fastidio questo mio divertimento. In fondo, mica sto parlando della loro nonna... Ad ogni modo, esce oggi il trailer del prossimo film del Franchise Giurassico. Come previsto da chi è ormai abbastanza vecchiotto da non farsi illusioni, il film si annuncia una miscela di elementi già visti nei film precedenti. Si torna su un'isola (ma allora perché distruggere la prima?), si torna in mezzo a laboratori abbandonati (idem come prima), si deve sopravvivere in mezzo a mostri ibridi più o meno aberranti e grotteschi (mai menzionati nei precedenti episodi ma chissà come nascosti in attesa di essere riesumati). Appare anche una spolverata di animali estinti i quali, purtroppo, sono molto deludenti agli occhi di chi conosce l'anatomia dei dinosauri reali. L'estetica dei dinosauri non pare essere una esigenza di chi produce questi film...

Amen, dubito che chi legge questo blog si fosse fatto idee diverse sull'esito dell'ennesima minestra riscaldata.

Qui siamo liberi di giocare con la fantascienza senza dover badare alla fanbase o al portafogli.

In un scritto di riflessioni sul suo genere letterario, Philip K. Dick sostiene che nella fantascienza il vero eroe sia l'idea. Un'idea, e lo sviluppo delle sue conseguenze, costituiscono il nucleo fondamentale di ogni storia di fantascienza. Una quindicina di anni fa, scrissi un romanzo (no, non parla di dinosauri), che ogni tanto mi propongo di rivedere e rifinire, il quale si regge tutto su una semplice domanda. Per rispondere a quella domanda, per renderla credibile, è necessario costruirvi intorno un mondo, una vicenda, dei personaggi che la reificano e personificano. Anche Jurassic Park si basa su una singola idea: potremmo riportare in vita i dinosauri? Ecco, Jurassic Park è, in sostanza, l'elaborazione dell'idea di riportare in vita i dinosauri. Intorno a questa idea è poi costruito tutto il resto della vicenda.

Elementi accessori, ma non strettamente vincolanti, di questa idea fondamentale sono anche l'idea di essere confinati in un posto isolato, e l'idea che i dinosauri siano ingestibili e molto pericolosi.

Quando il romanzo uscì, nel 1990, l'idea di riportare in vita i dinosauri tramite tecniche di clonazione di materiale biologico conservato in ambra mesozoica pareva avere un - per quanto minimo - margine di plausibilità. Oggi, a 35 anni di distanza, l'idea di clonare un dinosauro si è rivelata completamente fantascientifica, probabilmente irrealizzabile da qui all'eternità. Da un lato, il materiale genetico non si conserva così a lungo da sopravvivere dal Mesozoico ad oggi. Da un altro lato, per quanto sia ormai routinario clonare rane e topi, non abbiamo ancora sviluppato un modo per clonare rettili ed uccelli. Le uova di questi ultimi sono molto più complesse da maneggiare di quelle umane, o di quelle di un rospo. Pertanto, nell'ottica di una storia di fantascienza, la clonazione dei dinosauri è ancora (e persino più di 35 anni fa) del tutto nel regno della fantasia.

Che fare? Dilungarsi nel cercare di giustificare l'impossibile? Siamo quindi costretti ad introdurre la prima dose di sospensione dell'incredulità, ed accettare - senza cavillare troppo - che sia possibile clonare un dinosauro da qualche resto organico preservato nei fossili.

Recentemente, è stata sviluppata una tecnica che estrae informazione genetica da sedimenti recenti nelle grotte. Questa tecnica potrebbe in qualche modo essere usata in alternativa alle fantomatiche zanzare che formano la fonte di DNA fossile nel Jurassic Park originario. Teniamoci l'ambra come sorgente di materiale genetico, e assumiamo che esista una tecnica che estrae materiale genetico dai residui di pelle e piume conservati nell'ambra fossile. Bene, se accettiamo questa tecnica, possiamo ricavare ipotetico DNA di dinosauro da alcuni giacimenti di ambra mesozoica, ad esempio, quelli scoperti in Canada o in Birmania.

Per le esigenze della storia che svilupperò più avanti, la nostra fonte di ambra è localizzata nelle miniere della Birmania, e risale a 100 milioni di anni fa. Badate bene che sono miniere reali, non le sto inventando apposta.

Qui impongo una differenza sostanziale rispetto al primo Jurassic Park: invece di avere dinosauri clonati provenienti da ambre di epoche diverse e da continenti diversi, la nostra fonte sarà solo le cave della Birmania con strati di 100 milioni di anni fa. Ho sempre trovato incredibilmente irrealistico che, per puro caso, i genetisti di Jurassic Park avessero clonato proprio i dinosauri più familiari e popolari. Che incredibile fortuna, avere Tyrannosaurus, Triceratops e Apatosaurus! Perdonate la mia mania di "realismo" anche nella fantascianza, ma il nostro DNA fossile sarà solamente di dinosauri del Sud-Est Asiatico di metà Cretacico, i soli potenzialmente estraibili dall'ambra birmana.

Che dinosauri avremo?

In base alla documentazione fossile, Spinosauridae, Tyrannosauroidea, Titanosauriformes, Carcharodontosaria, Dromaeosauridae, Oviraptorosauria primitivi, Ornithomimosauria, Hadrosauroidea, Ankylosauridae primitivi. Questi sono i nostri bacini di specie.

Per rendere tutto più realistico, nessuna delle specie che ricaviamo dall'ambra è anche nota da resti ossei conosciuti: questo ci permette un decente margine di libertà nel caratterizzare gli animali. Le specie le tratterò in un prossimo post.

Nel prossimo episodio invece affronterò la questione di chi abbia i mezzi logistici per clonare i dinosauri, e del come e perché li abbia clonati. Intorno a questi elementi logistici inizieremo a tessere la trama per una vicenda.

04 febbraio 2025

Jurassic Park Reboot - Trailer

 


Ero così preoccupato di poterlo fare che non ho pensato se dovevo farlo. 

Così, con una citazione che odora di fan-service, giustifico questa serie di post dedicati al capostipite del Franchise dinosauriano più abusato di sempre. Tra qualche mese, esce il settimo episodio cinematografico della serie giurassica, del quale ovviamente parlerò per la gioia dei quattro lettori storici del blog, consapevole di ricevere anche la visita stizzita di persone che altrimenti mai avrebbero degnato questa pagina di attenzione. Il Franchise giurassico, almeno per ora, pare non essere passato per la fase dei reboot che invece ha colpito altre saghe cinematografiche, vedi gli infiniti Batman e Uomo Ragno riproposti in svariate versioni da diversi registi e sceneggiatori. Ma, chi lo sa? Forse un giorno si smetterà di produrre episodi uno più brutto e sciatto del precedente e si capirà che la sola alternativa all'estinzione (questa ultima, un'opzione legittima, ma poco redditizia) è il reboot. Io qui li precedo, proponendo la mia personalissima idea di come fare un reboot del film che ho visto e rivisto all'infinito quando ero adolescente.

Prima di procedere rivelando la mia idea di un reboot di Jurassic Park, un paio di inevitabili avvisi per i naviganti.

1- La serie di post parte dal presupposto che io voglio divertirmi ad immaginare un reboot di Jurassic Park. Non è un invito verso alcuno a desiderare che ciò accada realmente. Non è nemmeno una più o meno inutile filippica sul perché il cinema di oggi abbia poca fantasia, o poca paura di innovare, o poca voglia di rischiare. Il post non ha queste pretese, quindi anche voi evitate di lasciare commenti sul senso di fare un reboot di un film. Il post semplicemente finge che il reboot sia necessario, e realizza la domanda su come possa essere fatto da me, non deve quindi darsi alcuna motivazione ulteriore.

2- La serie esprime il mio particolare gusto cinematografico e letterario. Io sono appassionato di fantascienza dura, quella che sfrutta le conoscenze scientifiche e si sforza di ridurre il più possibile le licenze fantastiche. Un reboot di Jurassic Park sarà quindi il più possibile realistico alla luce delle conoscenze scientifiche odierne, sforzandosi di minimizzare le - comunque necessarie - licenze artistiche. Pertanto, io non ho nessun interesse ad accattivare il lettore, né a stimolare la nostalgia dei fan del primo film originale. Le scemenze del primo film non saranno riproposte, e - se possibile - proverò a non introdurne di mie. Quindi, evitate di commentare solo per dire che un film come quello che mi sto immaginando non sarà mai realizzabile né commercialmente sostenibile. Lasciate questo tipo di ragionamento ai produttori dei film reali.

3- Buona lettura!

Nel prossimo episodio di questa serie, vedremo cosa è necessario conservare dall'opera originaria affinché questo sia legittimamente considerato un (possibile) reboot.

30 agosto 2024

LOST IN PARK TRANSLATION (AKA SCARLETT'S DINO TRIP VOLUME 1)

 


Ora è ufficiale, Episodio 7 di Billy è intitolato "Billy Mondo - Re Bart". E fin qui, nulla di sconvolgente. Quello che sconvolge è che i produttori spoilerano praticamente mezzo film prima ancora di averlo finito! Non lo sapete? Ci hanno già informato su metà della trama! In pratica, uno spiegone pre-film, la morte di qualsiasi hype onesta.... Ma, cari produttori, come ragionate? Ma siete così terrorizzati di innovare che mettete le mani avanti? Ma quanto siete patetici? Il vostro film non trascina orde di spettatori per il solo fatto di essere un Billy? Cosa vi spinge a spoilerare senza ritegno la base del film? La paura? La consepevolezza della pochezza di idee? Beh, questa è la trama già spoilerata, se siete tra quei 2 che ancora non hanno voluto leggerla:


"Cinque anni dopo gli eventi di Billy World Condominio, l'ecologia del pianeta si è dimostrata ampiamente inospitale per i dinosauri. Eh, sì, amici miei: il riscaldamento globale e l'aumento della CO2 in atmosfera sono proprio letali per i dinosauri! Lo sapevate, vero? Che al tempo dei dinosauri il mondo era più freddo e con meno CO2 di oggi, quindi era inevitabile che i dinosauri soffrissero a vivere nel nostro mondo caldo e pieno di gas serra. E dopo tutto, amici, non sono 30 anni che i dinosauri soffrono in quelle due isole del Costa Rica? Sono proprio 30 anni che i dinosauri non riescono a campare...

Quelli rimasti vivono in isolati ambienti equatoriali con climi simili a quelli in cui un tempo noi abbiamo pensato che prosperassero, quelli dei cari vecchi libri di paleontologia per ragazzi. Insomma, i dinosauri di Billy World vivono solo in paludi tropicali, dentro il murale di Zallinger!

Le tre creature più colossali all'interno di quella biosfera tropicale detengono la chiave per un farmaco che porterà miracolosi benefici salvavita all'umanità. Ma solo i più colossali? I piccoli non valgono niente? Ad ogni modo, avete capito, amici, c'è di mezzo una caccia ai dinosauri per utilizzarne qualche miracoloso elemento genetico, che evidentemente non era evidente né disponibile quando gli stessi dinosauri stavano a Isla Nublar o nei laboratori in cui li hanno creati manipolando il materiale genetico che ora è la base inaspettata di qualcosa di miracoloso. Già così si vedono i buchi di sceneggiatura, le inconsistenze con episodi precedenti, ma soprattutto temo enormi retcon del tutto gratuiti e grossolani (n.d.a.: retcon = revisione a posteriori della continuità narrativa).

Reduce da Lost in Translation, la Johansson interpreta l'abile esperta di operazioni segrete Zora Bennett, incaricata di guidare un team esperto (esperto come Zora l'esperta) in una missione top secret per raccogliere il materiale genetico dei tre dinosauri più grandi del mondo (ma solo i più grandi! Nessuna pietà con i piccoli). Perché solo i tre dinosauri più grandi possono dipingere una parete grande, e non ci serve un pennello grande ma un grande pennello. Purtroppo, in questa missione non ci sarà Bill Murray, che tante gioie ci aveva dato con la Johansson in Fast and Furious Tokyo Drift. Quando l'operazione di Zora si interseca con una famiglia di civili (oh! finalmente abbiamo una famiglia di civili in questo franchise: non era mai successo prima!) la cui spedizione in barca è stata capovolta da dinosauri acquatici predatori (i mitici dinosauri acquatici predatori = Mosazilla), si ritrovano tutti bloccati su un'isola (oh! finalmente abbiamo un'isola con dinosauri in questo franchise: non era mai successo prima!) dove si trovano faccia a faccia con una scoperta sinistra e scioccante che è stata nascosta al mondo (fammi indovinare, i dinosauri esistevano prima di Jurassic Park?)."


Si prospetta una boiata assoluta già solo come trama...

Ci sarà un sacco per una recensione tutta da ridere!