19 settembre 2018

Ma il T-rex piumato è solo un pollo gigante!

"Sue fa colazione" - artwork (c) Andrea Cau

Verissimo.
Un pollo gigante.
Un pollo ipercarnivoro di 8 tonnellate.
Ed un morso con la forza sufficiente per sollevare un'automobile.

Il ventre dei theropodi – precisazioni


Tyrannosaurus è suscettibile sulle sue forme corporee... (disegno del vostro blogger)

Il mio precedente post ha generato varie discussioni online. Questo è positivo, perché stimola a valutare punti di vista alternativi e spinge a innovare nel campo – spesso un poco conservatore e a volte un pochino ottuso – della paleoarte.
Alcune critiche alla mia proposta meritano una serie di precisazioni.


1- I theropodi mesozoici non sono conformati tutti come gli uccelli moderni.
La regione pubica dei theropodi è molto variabile: ci sono forme con pube proiettato anteriormente, altre con pube verticale ed anche forme con pubi proiettati posteriormente. Ci sono forme con piede pubico e forme senza piede pubico. Insomma, non esiste una conformazione unica di bacino. Nessuno pretende che ogni theropode fosse fatto esattamente come gli uccelli moderni, che hanno il pube proiettato posteriormente, il femore orientato più orizzontalmente di molti altri taxa, e mancano di piede pubico. Ma infatti, quello non era nemmeno il senso del mio post! Io ho sottolineato che molte ricostruzioni della zona pubica presentano una eccessiva separazione tra coscia e pube, ed una eccessiva “anoressia” del ventre tra il pube e il femore, e che l'anatomia degli arcosauri viventi ci mostra una maggiore connessione muscolare e connettivale tra le ossa di quella area.
Questo significa che molte ricostruzioni omettono di includere elementi muscolo-connettivali che in vita sicuramente “riempivano” quella zona del corpo. L'evoluzione della zona pelvico-femorale lungo Theropoda è veramente complessa, ed il risultato è che una rigorosa forma di phylogenetic bracketing non è possibile.
Ad esempio, oggi né coccodrilli né uccelli hanno il piede pubico, quindi non esiste alcun riferimento vivente su come fosse conformato il tessuto molle nell'intorno di questo osso nei taxa con piede pubico.

2- La regione addominale non è solamente composta da muscoli appendicolari.
Quando si fa riferimento alla zona pubica, bisogna ricordare che essa non era solamente un'area di inserzione e passaggio di muscoli dell'arto posteriore. I visceri si estendevano anteriormente al pube, formando un ventre la cui ampiezza e conformazione è anche legata alla forma del pube. Paradossalmente, la “sindrome anoressica” che coinvolge le ricostruzioni dei muscoli colpisce anche i visceri, e così sembra quasi che i dinosauri non avessero un ventre, degli intestini e degli organi riproduttori. I dinosauri che vediamo ricostruiti hanno spesso delle meravigliose pancette scolpite, e nessuno pare avere un addome da animale reale.
Non abbiate paura a mettere un ventre molle e arrotondato davanti alle gambe del vostro dinosauro!

3- Le tracce di dinosauri seduti non intaccano la mia ricostruzione.
Alcuni critici alle mia ricostruzione hanno citato la traccia fossile di un theropode seduto risalente al Giurassico Inferiore, affermando che tale traccia mostrerebbe la callosità pubica ben distinta e non un ampio ventre e quindi smentirebbe la mia interpretazione. Ciò è errato: la traccia in questione mostra la callosità ischiatica, non quella pubica. Quindi, quella traccia è perfettamente coerente con la mia interpretazione (o meglio, probabilmente non ci dice nulla sulla forma del ventre): io ho evitato di parlare della zona ischiatica (che sta “dietro” la coscia), ma ho parlato della zona pubica (“davanti” la coscia).


Spero quindi che questo secondo post chiarisca i dubbi e i fraintendimenti sulle mie parole.

18 settembre 2018

Pollo rosa vs Pollo giallo


Guardate questa immagine.
Si tratta di due disegni che ho realizzato a partire dalle medesima fotografia di un pollo della varietà “nuda”. Uno dei disegni è una fedele copia delle forme originali, mentre l'altro è stato modificato.
Sapreste dire quale dei due è quello originale? Il rosa o il giallo?

17 settembre 2018

In the Formation, no dinosaur can hear you scream

Un meme che circola di recente tra i siti a tema paleontologico


I meme nerd a tema paleontologico possono essere divertenti e stimolare una discussione scientifica, ed io stesso ogni tanto ne produco qualcuno. A volte, però, un meme “scientifico” può veicolare più o meno consciamente un concetto errato, e quindi avere delle conseguenze negative sulla comunicazione dei temi da cui trae ispirazione.
Di recente, ho notato che circolano online alcuni meme che prendono in prestito alcune associazioni fossili provenienti da formazioni mesozoiche e li usano per fare una sorta di campionario di un “ecosistema estinto”.

Ad esempio, a leggere il meme qui sopra, si può cadere nell'errore di pensare che nel passato sia esistito un luogo chiamato “Formazione Yixian” e che in questo luogo avremmo incontrato gli animali che vedete illustrati.
Ciò è fondamentalmente sbagliato e molto fuorviante.

Nel Mesozoico non è esistito alcun luogo al quale possiamo dare il nome di “Formazione Yixian”. La Formazione Yixian, come ogni formazione geologica, è un insieme di strati rocciosi che noi rinveniamo oggi. Il nome "formazione" infatti è un termine geologico che si riferisce a complessi di stratificazioni esistenti nel presente, e che noi raggruppiamo in quanto accomunati da un insieme di caratteristiche litologiche riconoscibili e distintive. Il fatto che all'interno di una formazione di rocce sedimentarie si rinvengano dei fossili particolari non implica necessariamente che le specie fossili in questione vissero in un medesimo ambiente, né che siano eventualmente convissute assieme (o contemporaneamente)!

Inoltre, una formazione geologica non è un “luogo” nemmeno oggi, ma è un insieme di stratificazioni rocciose. Essa prende sovente il nome da una località in cui tale associazione di strati è stata definita o è meglio rappresentata, ma ciò non significa che quel luogo sia “la formazione” o che tale nome si estenda a tutto il territorio in cui quella associazione di strati può affiorare.

Infine, bisogna ricordare sempre che una stratificazione è un complesso geologico con una storia che non si limita né conclude al momento del passato in cui gli organismi i cui resti sono fossilizzati e inclusi in parte degli strati della formazione sono vissuti. La formazione è infatti un concetto geologico, relativo a corpi rocciosi, e questi ultimi hanno una genesi, sviluppo e storia distinta da quella delle faune fossili che possiamo rinvenire in quegli strati (qualora la formazione sia sedimentaria). Ad esempio, la Formazione Morrison, in cui rinvengono fossili famosi come Allosaurus e Diplodocus, esiste oggi, non esisteva nel periodo Giurassico: questi dinosauri non hanno mai camminato attraverso una "Formazione Morrison", perché la Formazione Morrison si sarebbe formata molti milioni di anni dopo la loro morte.

Sebbene ricostruzioni paleo-ambientali come questa hanno spesso come base scientifica le associazioni faunistiche che si rinvengono in una medesima formazione geologica, è errato ritenere o considerare queste illustrazioni una rappresentazione della formazione geologica da cui provengono i fossili. La formazione è una entità geologica del mondo presente, non è una entità biologica del passato. (C) Mark Hallett.


16 settembre 2018

Quante specie di dinosauro (mesozoico) sono state battezzate da italiani?


Post nazional-popolare.
La domanda può sembrare ovvia e di immediata risposta: due, Scipionyx samniticus e Tethyshadros insularis. Ma sarebbe una risposta sbagliata, perché parziale. Non ho chiesto quante specie di dinosauri italiani sono state battezzate, bensì quante specie sono state battezzate da italiani, ovvero, che hanno tra i loro autori degli italiani.

A memoria, mi pare che la lista sia questa (i nomi in grassetto sono gli italiani):

  1. Scipionyx samniticus Dal Sasso e Signore.
  2. Histriasaurus boscarolli Dalla Vecchia.
  3. Tethyshadros insularis Dalla Vecchia.
  4. Enantiophoenyx electrophila Cau e Arduini.
  5. Iguanacolossus fortis McDonald, Kirkland, DeBlieux, Madsen, Cavin, Milner e Panzarin.
  6. Hippodraco scutodens McDonald, Kirkland, DeBlieux, Madsen, Cavin, Milner e Panzarin.
  7. Sauroniops pachytholus Cau, Dalla Vecchia e Fabbri.
  8. Aurornis xui Godefroit, Cau, Hu, Escuillie, Wu e Dyke.
  9. Tataouinea hannibalis Fanti, Cau, Hassine e Contessi.
  10. Serikornis sungei Lefèvre, Cau, Cincotta, Hu, Chinsamy, Escuillié e Godefroit.
  11. Halszkaraptor escuilliei Cau, Beyrand, Voeten, Fernandez, Tafforeau, Stein, Barsbold, Tsogtbaatar, Currie e Godefroit.

Quindi, le specie di dinosauro mesozoico (co-)battezzate da italiani sono 11. La lista degli italiani in questione è di nove persone. Tutte le specie sono state istituite negli ultimi 20 anni. Di questi nove italiani, io ne conosco di persona sette, dato che sono amici o colleghi (o meglio, ne conosco otto, dato che una di quelle altre due persone sono io stesso...).
Siamo proprio una piccola banda di quattro gatti.

Se ho dimenticato qualche specie nella lista (e, di conseguenza, qualche altro nostro connazionale) datemi una mano coi commenti!

13 settembre 2018

La Leggenda di Oviraptoraptor

"Uh, ah, caspita... è così che si comincia"


Lu et al. (2018) descrivono i resti parziali e semiarticolari di un piccolo theropode dal Cretacico Superiore del Henan (Cina). La presenza di vertebre sacrali posteriori carenate, vertebre caudali proceliche, e l'estrema riduzione della parte prossimale del terzo metatarsale non lasciano dubbi sulla collocazione filogenetica dell'esemplare: è un alvarezsauride parvicursorino. La diagnosi dell'esemplare è piuttosto generica per un parvicursorino, dato che gli autori elencano caratteristiche che troviamo anche in altri alvarezsauridi. Nondimeno, essi istituiscono un nuovo taxon, Qiupanykus zhangi.

Associato ai resti scheletrici di Qiupanikus, adiacente alla serie di vertebre caudali, è un grosso frammento di guscio di uovo. Le dimensioni del frammento, e la texture della sua superficie esterna, suggeriscono che sia l'uovo di un grosso oviraptorosauro.

Gli autori discutono le possibili interpretazioni per l'associazione di un guscio di oviraptorosauro e parte dello scheletro di un alvarezsauro, e concludono che la più probabile spiegazione sia un comportamento alimentare. Ovvero, gli autori concludono che questo fossile documenti l'abitudine degli alvarezsauridi a predare le uova di altri dinosauri.


A parte l'ironia di vedere un uovo di oviraptorosauro (nome che significa “ladro di uova”) che viene rubato da altri dinosauri, la logica che tiene in piedi l'idea dell'alvarezsauro mangia-uova è veramente debole.


Chi segue questo blog dalle sue origini sa già dove voglio andare con questo post: nell'unica direzione saggia e sensata che un paleontologo deve sempre seguire quando ha un fossile tra le mani.

Direzione scavata dalla cara, insostituibile e sacrosanta mamma della paleontologia, la


TAFONOMIA


Purtroppo, non c'è traccia di analisi tafonomica in Lu et al. (2018), e questo rende molto debole qualsiasi argomentazione sulle cause della associazione tra le ossa e il frammento di guscio.


Gli autori elencano le possibili opzioni per spiegare questa associazione:


1- associazione puramente casuale,

2- l'uovo è stato deposto dall'alvarezsauro

3- l'alvarezsauro stava mangiando l'uovo



In assenza di prove a sostegno di una relazione causale uovo-ossa, l'ipotesi di partenza che dobbiamo seguire è la 1. Quella è la nostra “ipotesi nulla”, e solo prove positive possono portarci a preferire una delle altre opzioni.

Per motivi che non comprendo, gli autori invece vanno direttamente alla opzione 3, e pretendono di vedere in questo fossile qualcosa che nel fossile non è presente.Questo succede quando non si svolge una analisi tafonomica.

Cosa avrebbe portato la tafonomia del sito? A scremare con maggiore robustezza le opzioni disponibili, e a ricostruire con dettaglio la sequenza di eventi biologici, ambientali e geologici che hanno portato al fossile che abbiamo tra le mani.

Innanzitutto, l'analisi avrebbe dovuto stabilire il contesto ambientale e deposizionale.

In che sedimento sono i resti? Ovvero, in che condizioni fisiche è stato sepolto?

Inoltre, l'assenza della parte anteriore dello scheletro è un altro indizio fondamentale da includere nella tafonomia: nonostante gli autori descrivano alcune vertebre presacrali, dalla foto del fossile non vedo alcun elemento scheletrico anteriore al bacino. Quali fattori rimuovo la parte anteriore di uno scheletro? Fattori precedenti o successivi il seppellimento?

Il grado di articolazione delle ossa. Sebbene parzialmente disarticolate, le ossa mantengono le disposizioni originali nello scheletro (le caudali sono allineate, gli arti sono posizionati simmetricamente e con le ossa in sequenza prossimo-distale). Quali fattori permettono la conservazione delle relazioni tra le ossa? Quali invece le distruggono?

Il frammento di guscio di uovo, in che condizioni è preservato? Mostra erosione della superficie o dei margini? Il lato esposto come è disposto rispetto alle ossa? Dove sono gli altri resti dell'uovo?

Faccio notare che il guscio è esposto con la superficie esterna, e che una delle vertebre caudali appare in parte coperta dal frammento. Questa disposizione mi fa sospettare che il frammento sia stato depositato sopra il corpo dopo che questo ultimo era già in posizione di morte, e che quindi sia stato trasportato al pari dei sedimenti che hanno ricoperto la carcassa. Ciò smentirebbe l'idea di una relazione in vita tra dinosauro e uovo.

Purtroppo, in assenza di alcuna analisi sedimentologica e tafonomica, qualsiasi speculazione è del tutto gratuita. Non ci sono motivi per sostenere che il frammento e le ossa siano associati per cause precedenti il seppellimento, e pertanto l'unica opzione plausibile è che l'associazione sia casuale.

Non sto dicendo che un alvarezsauro non possa mai nutrirsi (anche?) di uova, ma l'aver trovato un frammento di guscio accanto ad uno scheletro non comporta automaticamente una relazione trofica.

I fossili non sono fotografie dirette della vita degli organismi estinti, e quindi non è sufficiente avere una associazione fossile per dedurre una associazione in vita.

Per quanto pregevole ed accattivante possa essere l'illustrazione di paleoarte che associate al vostro articolo, se non portate una analisi tafonomica a supporto della vostra ipotesi, essa va ad aggiungersi alla lunga lista delle favole paleontologiche.


Bibliografia:


Lu et al. (2018) A new alvarezsaurid dinosaur from the Late Cretaceous Qiupa Formation of Luanchuan, Henan Province, central China. China Geology 1:28-35.

10 settembre 2018

Come ti abbatto il sauropode



Tra i vertebrati, Homo sapiens è il più efficiente assassino esistente (ed esistito).
La sua complessa socialità e l'armamento tecnologico che ha saputo realizzare, lo hanno reso praticamente invincibile fin dal Pleistocene superiore.
La sconcertante facilità, unita alla quasi totale assenza di rischio, con cui un moderno Homo sapiens di nemmeno 100 kg può abbattere numerosi elefanti di varie tonnellate, standosene seduto a distanza e premendo il grilletto di un fucile di grosso calibro, non lascia molte speranza alla megafauna residua esistente oggi.
Forse perché per noi ominidi tecnologici è relativamente facile abbattere qualsiasi grande animale, abbiamo dimenticato che, in natura, le dimensioni sono uno dei principali mezzi di difesa contro la predazione.
L'evoluzione dei più grandi animali di terraferma vissuti sulla Terra, i sauropodi, ha generato numerosi dibattiti sulle cause del loro gigantismo. Ne ho parlato in passato.
Qui, diamo per scontato che i sauropodi adulti sono giganteschi (con specie che si aggirano sulle 40-70 tonnellate, dieci volte un grosso elefante), e ci chiediamo se sia possibile abbatterli.

07 settembre 2018

Prendere un "caffè" con orgasmo


Mio caro blog Theropoda, è da mesi che ti trascuro.
Recentemente, un lettore "storico" del blog mi ha contattato per avere notizie sul destino del blog. Il motivo principale della mia latitanza da Theropoda è un mix di pigrizia e mancanza di occasioni. Sto invecchiando anche io, e dopo dieci anni di blogging, nell'era dei social network, ammetto che l'atto dello scrivere sul blog, che tanto mi appassionava nei miei "enta", viene meno negli "anta".
Nondimeno, il blog non è morto, è solamente letargico.
Questo post è un tentativo di riprendere lo slancio creativo, ispirato dalle solite analogie idiote che il mio cervello di paleontologo evoluzionista produce.

Ad ispirare il post, è la notizia che una grande catena di "caffè"* americano sta per inaugurare a Milano, qui in Italia, quello che viene pubblicizzato come il loro più bel punto vendita.

*le virgolette per rimarcare che per un italiano, quello "americano" non è vero caffè, ma solo un grosso beverone Il Caffé è una cosa ben diversa.

Mi sono domandato come mai proprio in Italia questa catena americana senta il bisogno di aprire un punto vendita "speciale", che sia "il più bello al mondo".
La spiegazione che propongo è un pretesto per parlare dell'evoluzione di una delle più strane strutture esistenti in natura: l'orgasmo.

Oh mio, dio... qui si entra in un terreno molto pericoloso! Ma non siamo in fascia protetta? Mettete a nanna i bimbi!
Tranquilli, io qui mi limito a fare un discorso evoluzionistico, ed anche molto banale, rispetto a ben più articolate discussioni sulla origine biologica del comportamento sessuale. 
Nessun dettaglio sconcio. (Ecco, ho appena perso 3/4 dei lettori...)

Partiamo da una domanda molto idiota: per quanto denaro sareste disposti a toccare un animale selvatico? L'animale può mordere e graffiare, può essere infestato da parassiti e agenti patogeni, insomma, non sto parlando del coniglietto paffutello tutto lavato che trovate al negozio di animali, parlo di una bestia selvatica a caso, come può essere un roditore del deserto o un alligatore. Indipendentemente dall'animale in questione, è molto probabile che tutti chiedano una discreta somma di denaro, tanto più alta tanto più rischioso è l'atto di toccare l'animale.

Ora, immaginate quanto alta sia la ricompensa che potete pretendere se vi fosse chiesto di infilare una mano dentro la bocca dell'animale. Nessuno è così pazzo da farlo gratis.
Bene, penso siamo tutti concordi che l'atto di toccare un animale selvatico sia un azione che ha un prezzo piuttosto alto, e che non sia in alcun modo vantaggioso farlo "a gratis". E che tale "prezzo" sarà tanto più alto tanto più ravvicinato e prolungato sarà il contatto chiesto con l'animale.

In Natura, ogni comportamento ha una base programmata geneticamente, più o meno direttamente e più o meno dettagliatamente. Negli animali con un sistema nervoso molto semplice, il comportamento è relativamente semplice ed in larga parte determinato geneticamente. In animali con sistemi nervosi più complessi, il comportamento ha sempre una base genetica, ma essa coesiste con una serie intricata di strutture anatomiche e fisiologiche che seguono regole proprie non linearmente riconducibili al programma genetico. Questo perché un animale non è solamente un armadio montabile svedese la cui forma e struttura è leggibile direttamente dal foglio di istruzioni, ma è un complesso sistema auto-assemblante che diverge progressivamente dal proprio programma genetico mano a mano che cresce. Un animale con sistema nervoso complesso quindi si comporta anche a prescindere dal proprio programma genetico: esso può quindi agire anche in funzione di esigenze "personali" che non sono legate direttamente alle esigenze "genetiche" (prodotto dell'evoluzione e dell'adattamento).

Ritorniamo all'ipotetica somma di denaro richiesta per toccare un animale selvatico. Quale sarebbe il suo equivalente naturale? Ovvero, che ricompensa possiamo dare ad un animale, che non ha certo bisogno del denaro (e nemmeno ne concepisce il concetto) per fargli fare qualcosa di tanto repellente quanto il toccare un altro animale a caso?
Se la ricompensa è "codificata" nel suo genoma, e l'animale ha un sistema nervoso semplice, probabilmente lo farà gratis e senza essere spinto a farlo. Ma se questo comportamento fosse per lui "innaturale", non "prescritto" nel suo genoma, allora come fare, senza forzarlo e senza usare mezzi violenti? Una possibile soluzione potrebbe essere di "indorare la pillola", abbellendo e rendendo "piacevole" qualcosa che altrimenti sarebbe ripugnante e repellente.

Tuttavia, "piacevole" è un concetto molto complesso e sofisticato, che difficilmente è processabile da un sistema nervoso semplice. Esso richiede una tale gamma di livelli auto-referenti che difficilmente penso che sia concepibile per organismi privi di elaborati sistemi nervosi centrali.
In breve, per "indorare la pillola" di qualcosa, occorre che il paziente abbia un cervello abbastanza sofisticato per riconoscere la patina dorata come tale, e per sentire tale patina come un valore aggiunto.

Traducendo questo discorso in modo meccanicistico: se la repulsione per un'azione deve essere superata, occorre generare una attrazione più forte della repulsione. Ergo, tanto più repellente è un comportamento da vincere, tanto più potente deve essere l'effetto attrattivo della patina dorata che nasconde la fonte della repulsione.

E qui arriviamo al sesso negli animali con sistema nervoso complesso, come noi. Si tratta di un atto fisiologico dettato da contingenze evolutive: la riproduzione sessuale richiede che due invidivui combinino i loro gameti (le cellule riproduttive). Fintanto che un animale vive in acqua, la faccenda è relativamente semplice, perché puoi liberare i gameti in acqua al pari di quasiasi prodotto di scarto, e lasciare che le cellule in acqua si combinino per i fatti loro. Un tetrapode - e a maggior ragione un amniota - non ha questo lusso, perché fuori dall'acqua queste cellule muoiono rapidamente e non sono in grado di combinarsi. La soluzione adattativa fu la fecondazione interna, ovvero, uno dei due partner letteralmente inserisce i propri gameti dentro il corpo dell'altro, nella zona dove sono prodotti i gameti altrui. Qui, i gameti si combineranno e si svilupperanno.
In pratica, la fecondazione interna, imposta dallo stile di vita subaereo, è la condizione ipotetica che ha aperto questo post, con l'aggravante che, per contingenze date dall'essere discendenti di pesci che liberavano i gameti al pari di rifiuti, questa funzione deve essere svolta utilizzando come organi e ambienti di lavoro gli apparati escretori dei due animali!

Mio dio... è disgustoso!

Il sesso dei vertebrati terrestri è, detta senza giri di parole, l'atto di unire gli apparati escretori di due animali. In termini igienico-sanitari, si tratta di una dell'azioni più pericolose esistenti in Natura. Insomma, ti viene chiesto non solo di toccare un altro animale, ma di toccare il suo apparato escretore... e di toccarlo in profondità usando il tuo apparato escretore! E dimenticatevi saponi intimi, detergenti, bidet (per chi lo usa) e tutte le belle comodità del Homo sapiens tardo-olocenico: per il 99,9999% della storia della vita, il sesso è stato un contatto tra apparati escretori in condizioni "nature", ovvero, organi che regolarmente eliminano gli scarti del metabolismo, e che sono ricettacolo di popolazioni di agenti patogeni. Nessuno si stupisca se le malattie veneree sono tra le più grandi conquiste e paradisi dei virus e batteri.

Vedete bene che, vista in questi termini (che poi, sono i soli termini in cui lavora l'evoluzione che produce corpi e comportamenti), l'atto sessuale sia estremamente ripugnante, pericoloso e portatore di svantaggi. Ma è il solo modo con cui un vertebrato terrestre può riprodursi. Chi correrebbe il rischio di ammalarsi nel fare qualcosa che, a conti fatti, non porta alcun beneficio a chi lo compie?
Come uscire dal paradosso?

Torniamo quindi alla domanda iniziale: per quanto denaro farestre entrare in contatto il vostro apparato urogenitale con quello di un altro animale? Che, tradotto in termini biologici, quanta "patina dorata" dobbiamo usare per ricoprire questo atto fisicamente disgustoso, pericoloso e patogeno per renderlo sufficientemente attraente (e quindi sperare di continuare a riprodurci)?

Molta patina, tantissima. Bisogna indorare tutto così tanto da impedire che il cervello ci faccia scappare via. Bisogna fare sì che il cervello non solo non sia ripugnato, ma persino attratto dall'atto. Dobbiamo renderlo così straordinariamente attraente, da vincere qualsiasi naturale ripulsione per un atto così poco appatibile. In breve, dobbiamo drogare il cervello.
Benvenuto al piacere, nelle sue varianti orgasmo (acuto) e amore (cronico)!
In breve, l'orgasmo e l'amore sono i soli modi per "pagare" il cervello con qualcosa abbastanza potente da vincere la saggia idea di evitare di far combaciare i propri organi escretori con quelli di un altro animale.

Ora, posso tornare alla notizia della catena di "caffè" americano che sta aprendo una sede super-mega-sciccosa in Italia.

Sapete che in Italia, il caffè è un sacramento. Se volete sperare di vendere con successo uno schifo di beverone americano in Italia, dovete indorare molto bene la pillola. Dovete renderla luccicosa e piacevolmente attraente, dovete fare in modo che entrando nel vostro locale l'italiano non pensi alla m***a che sta per bere, ma sia inebriato dalla bellezza della patina che circonda la m***a che sta per bere. 
In breve, per prendere un "caffé" occorre un orgasmo.