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14 agosto 2011

_Balaur_: More than just a "Double-Sickle-Clawed Raptor"...

Ricostruzione eterodossa di Balaur, come dromaeosauro "therizinosauro-mimo" insulare adatto a condizioni ambientali semi-aride
Ripubblico uno dei post più letti negli ultimi 2 anni.

Questo post è frutto di alcuni scambi di opinioni online con Mickey Mortimer, Ville Sinkkonen, Rutger Jansma e Zach Miller, che ringrazio per gli spunti e i suggerimenti. 
Credo che ci sia ancora molto da dire riguardo Balaur (Csiki et al., 2010), oltre al semplice menzionare l'apparente "seconda" coppia di artigli a falce nel piede.

30 ottobre 2010

L'analfabetismo cladografico e l'immortale Scala Naturae - Seconda Parte

I commenti al precedente post sono stati molto interessanti ed istruttivi (comprese le code di paglia).
Ripropongo il quesito: quale di questi cladogrammi è quello corretto, e perché gli altri sono scorretti?
Le risposte si possono dividere in 3 categorie:
# 1-Nessuno è corretto.
# 2- Sono tutti corretti.
# 3- Il primo (A) è quello (più) corretto, perché "inserisce sempre i più derivati in basso, quindi ha un ordine".
Qual'è la risposta?

08 ottobre 2010

Not bully for brontodiplodocus



Il vostro paleo-blogger riflette sulla tassonomia dei diplodocidi ma non riesce a restare serio...


Il titolo del post è un omaggio a S. J. Gould, ed al suo famoso libro del 1991 (a sua volta, una raccolta di saggi pubblicati su Natural History).
Ho atteso una giornata, per avere modo di valutare i fatti con ponderazione, discutere con alcuni amici (in particolare, Simone Spinosaurus Maganuco) e constatare che anche i sauropodologi convengono su questa linea interpretativa. Altrove è stato esposto nel dettaglio; qui esporrò la mia interpretazione dei fatti.
In breve, i fatti: una nuova bonebed a sauropodi è stata rinvenuta nella parte inferiore della Formazione Morrison. La bonebed è straordinaria come qualità e preservazione dei reperti. La scoperta, estrazione e preparazione dei resti è stata eseguita da una società privata specializzata in commercio di fossili. Questa stessa società ha pubblicato un articolo in cui descrive questi resti, istituisce un nuovo taxon di diplodocide, Amphicoelias brontodiplodocus, e espone alcune ipotesi rivoluzionarie e estremamente eterodosse sulla tassonomia dei diplodocidi. 
Il problema di fondo è che la pubblicazione è chiaramente priva di valore scientifico, dato che non rispetta le procedure formali per una pubblicazione scientifica valida. Ad esempio, la pubblicazione è autoprodotta e non ha subito apparentemente alcun processo di revisione da parte di esperti in sauropodi, che possano certificarne la validità e correttezza. Inoltre, gli esemplari non sono depositati in un istituto scientifico pubblico, rendendo l'eventuale controllo e analisi da parte di terzi incerto o impossibile. Questi fatti implicano che la pubblicazione, e di conseguenza la specie A. brontodiplodocus, non sono scientificamente validi e non meritano ulteriore commento.
Tuttavia, mi voglio soffermare sull'ipotesi radicale presente nella pubblicazione, per analizzarne la logica.

08 settembre 2010

Ornithomimosauri in Ceratosauria, "elaphrosauri" in Ornithomimosauria e scansoriopterygidi in Oviraptorosauria

Breve post che informa gli interessati su alcuni test effettuati con Megamatrice sulla plausibilità di ipotesi "eterodosse". Gli spunti derivano da Ville Sinkkonen e Mickey Mortimer.

04 settembre 2010

"Dodo-raptor" fa proseliti

Ci manchi tanto, robusto paraviale insulare... (sigh!)
Vedo con piacere che il meme da me introdotto, chiamato scherzosamente "Dodo-raptor" (relativo all'ipotesi graviportale -ed erbivora- di Balaur), sta facendo proseliti in rete:

DinoGoss gli dedica un post
Menzione sulla Dinosaur Mailing List

Ciò indica che, dopo tutto, è un'ipotesi che merita di essere valutata ed approfondita...

31 agosto 2010

Quello che gli altri non vi diranno su _Balaur bondoc_ Csiki, Vremir, Brusatte & Norell 2010



...hypertrophied coracoid tubercle*; sinuous ridge on lateral surface of distal humerus extends for 1∕3 of the length of the bone*; prominent ridge on medial surface of distal half of humerus*; anterior surface of ulna flattened and bisected by longitudinal ridge*; fused carpometacarpus; reduced, splint-like metacarpal III*; mc III contacting mc II distally, buttressed by overhanging ridge on mc II*; distal articular surface not extending onto plantar surfaces of metacarpals I and II; manual ungual II with Y-shaped lateral and medial grooves*; phalanges of manual digit III reduced and digit nonfunctional; extremely retroverted pubes and ischia whose long axes are nearly horizontal*; pubic peduncle laterally everted such that broad cuppedicus fossa faces laterally and dorsally*; pubis reoriented so that lateral surface faces ventrally and pubic tubercle located directly below acetabulum*; ischial obturator tuberosity expressed as enlarged, thin flange that contacts or nearly contacts pubis ventrally*; tarsometatarsus substantially wider (1.5×) than distal tibiotarsus*; fused metatarsus (mt II-V); robust ridges on plantar surfaces of metatarsals II-IV*; metatarsals II and III not ginglymoid; articular region of mts II-III narrower than entire distal end*; first digit of pes functional with enlarged phalanges but vestigial metatarsal I*; and short, hook-like mt V.
 Diagnosi di Balaur (da Csiki et al. 2010). Notate le numerose caratteristiche "aviane" (giallo)

Dato che in rete troverete sicuramente molti link e siti che vi parleranno della recente pubblicazione di Balaur, penso che un mio contributo "non-allineato" sarà sicuramente più interessante.

06 agosto 2010

03 agosto 2010

Per favore, ignorate la tassonomia di Paul (2010)!

Che Gregory S. Paul sia un mito della paleoarte è un fatto indiscutibile. Che il suo stile abbia influito e influisca ancora moltissimo è un merito che sancisce la sua eccellente maestria nel rendere visivamente le sue concezioni paleontologiche. Tuttavia, e lo dico con il massimo rispetto personale, l'eccelsa capacità artistica di Paul gli è servita per imporre e diffondere anche concezioni scientifiche, che, va detto onestamente, sono poco robuste scientificamente. In particolare, Paul ha la tendenza a propagandare una sua personale tassonomia dei dinosauri, che, se diffusa tramite i canali iper-veloci ma ipo-controllabili della rete mondiale, tende a creare solo confusione e cattiva divulgazione, sopratutto tra i non addetti ai lavori. L'esempio più recente è di questi giorni.

12 luglio 2010

Il Polpo Paul e la probabilità del BAND

In questi giorni la rete ed i media parlano e straparlano di un simpatico (e totalmente inconsapevole) polpo in un acquario, che, a detta di molti, avrebbe incredibili capacità divinatorie, in quanto avrebbe previsto i risultati di tutte le principali partite giocate nel Mondiale di Calcio in Sudafrica. Ovviamente, questo polpo, soprannominato "Paul", non ha alcun potere mistico, e le sue azzeccatissime previsioni sono da considerare puramente casuali. In fondo, si sa, la fortuna è cieca.
Recentemente, ho parlato di come si misura la plausibilità di un'ipotesi evolutiva. In particolare, alcuni lettori hanno chiesto se e come sia possibile distinguere ipotesi alternative più o meno robuste. Un albero lungo 3 steps più dell'ipotesi parsimoniosa è un'alternativa valida o va scartato?
Non esiste un "valore soglia" oltre il quale un'ipotesi alternativa diventa inaccettabile. Questo perché il numero degli step evolutivi non è una misura assoluta (come la temperatura in Kelvin), ma varia in funzione del numero di caratteri e di taxa presenti nella matrice. Un'indicazione più affidabile si può ottenere cambiando punto di vista. Per capirlo, ritorniamo al nostro caro polpo Paul.

17 giugno 2010

Test su "Magnoviraptorosauria"

Nel precedente post ho parlato delle accattivanti similitudini craniche tra Oviraptorosauri, Scansoriopterygidi e Sapeornithidi. La conclusione basata sulla distribuzione dei caratteri e sulle effettive omologie dei dettagli che costituiscono nella realtà oggetti grossolani come "crani corti con denti rostrali prominenti" ci inducono a scartare l'ipotesi che questi tre cladi formino un'entità monofiletica che escluda gli altri maniraptori.
Ma, esattamente, QUANTO è improbabile questa ipotesi? Se risultasse che questo clade fosse solo pochi steps più lungo della teoria standard, allora si potrebbe ragionevolmente accettare che, forse, nuove scoperte potrebbero effettivamente confermare la sua validità. Al contrario, se questa ipotesi (che chiamerò "Magnoviraptorosauria") risultasse molti steps più lunga della versione standard, allora si può con molta tranquillità scartarla, dato che è altamente improbabile che nuovi taxa possano accorciare un grosso divario di parsimonia.
Ho quindi elaborato un test con Megamatrice, in cui ho incluso 75 taxa, principalmente aviali, tra cui i sapeornithidi, oltre agli scansoriopterygidi, alcuni deinonychosauri rappresentativi, tre oviraptorosauri basali e Sinosauropteryx, Haplocheirus e Falcarius come outgroups.

05 gennaio 2010

Test su Arctometatarsalia vers. 1.0 (Holtz, 1994)


I miei lettori più fedeli ricordano la settimana arctometatarsale, nella quale ho discusso in più puntate il significato anatomico, biomeccanico, filogenetico ed evolutivo dell'arctometatarso. Il termine arctometatarso fu anche elevato a nome di clade, Arctometatarsalia. Holtz (1994) definì Arctometatarsalia in termini apomorfico-filogenetici, come il clade comprendente il primo theropode con piede arctometatarsale e tutti i suoi discendenti. Tale definizione presuppone una sola origine dell'arctometatarso, evento che, attualmente, si ritiene invece sia avvenuto più volte indipendentemente nella storia dei coelurosauri. Pertanto, tale definizione non è soddisfacente, a meno di non voler definire il clade come polifiletico. Aldilà della definizione del nome, quanto è filogeneticamente plausibile un clade come quello ipotizzato da Holtz (1994)?

02 gennaio 2010

Test su "Predatory Dinosaurs of the World" (Paul, 1988)

Nessun libro ha segnato la storia della theropodologia quanto Predatory Dinosaurs of The World, di G.S. Paul (1988). Esso ha inciso profondamente nell'attuale iconografia dei theropodi, ed è stato divulgatore di numerose interpretazioni ormai consolidate, come la presenza e distribuzione del piumaggio, la presenza e distribuzione dei sacchi aerei, la generale biologia "aviaria" dell'intero clade Theropoda. In un aspetto, tuttavia, l'opera di Paul è stata profondamente smentita dalle successive scoperte: la filogenesi dei theropodi. Paul nel suo libro propone un cladogramma dei theropodi ed una tassonomia che, attualmente, è quasi del tutto smentita dalle evidenze.

29 novembre 2009

Eternal Sunshine of the Spotless Megalosaur



Finalmente, l'attesa descrizione dell'intero materiale attribuibile con sicurezza a Megalosaurus bucklandii è stata pubblicata (Benson, 2009). Lo stesso Benson è artefice della riabilitazione tassonomica di Megalosaurus e del suo clade Megalosauroidea, dopo decenni di oblio. Effettivamente, con l'avvento del rigore metodologico della sistematica filogenetica, era parso molto debole lo status dei "megalosauridi", e Megalosauridae pareva più un comodo (ma poco valido) sgabuzzino dove collocare qualsiasi tetanuro che non fosse uno spinosauro, un allosauroide o un coelurosauro. Persino lo stesso Megalosaurus pareva privo di caratteri diagnostici, mettendo in dubbio la sua effettiva validità come taxon naturale.
Ora, dopo una serie di studi dettagliati, appare evidente che Megalosaurus è un taxon valido, avente una sua univoca combinazione di caratteristiche, ma che non comprende altre specie oltre alla specie-tipo M. bucklandii. Sebbene esistano evidenze di altri tetanuri basali coevi e simpatrici con Megalosaurus, a quest'ultimo possono essere attribuiti con buona sicurezza un numero significativo di resti ossei, oltre al dentale lectotipico. Ora, conosciamo il mascellare, jugale, parte delle ossa postdentali, alcune vertebre presacrali, il sacro completo, alcune caudali, buona parte dell'arto anteriore ad eccezione della mano, buona parte del cinto pelvico, femore e tibia ed alcune ossa del piede.
Ad un'osservazione generale, Megalosaurus ricorda molto Torvosaurus, ed, in effetti, esso è sia morfologicamente che dimensionalmente intermedio tra il grande tetanuro della fine del Giurassico e gli altri megalosauroidi del Giurassico Medio. Megalosaurus è un theropode dalla corporatuta robusta: il cranio appare relativamente corto ed alto (ad esempio, il mascellare è meno allungato rostralmente rispetto agli altri tetanuri basali), gli arti sono corti e robusti. Questa morfologia è vagamente "abelisauride", ed, in effetti, è significativa la similitudine tra alcuni caratteri dentari di Megalosaurus e gli abelisauridi. Questa somiglianza potrebbe essere un'indicazione di analoghe nicchie ecologiche. In effetti, e ciò è molto interessante, attualmente non abbiamo prove di una co-esistenza di megalosauridi ed abelisauridi: i primi sono prettamente del Giurassico Medio-Superiore, i secondi non paiono diversificarsi prima della metà del Cretacico (almeno in base ai dati attuali, quindi, non mi stupirei di essere smentito in futuro da nuovi ritrovamenti che estendano il range di almeno uno dei due cladi, sovrapponendolo all'altro). Io lancio questa ipotesi così, come provocazione: è possibile che l'estinzione dei megalosauridi abbia liberato una serie di nicchie ecologiche, le quali furono occupate da una linea di Ceratosauria che poi, diversificandosi, divenne Abelisauridae?
Prossimamente: il senso dell'essere un Megalosauroide...

Bibliografia:

Benson R.B.J, 2009. A description of Megalosaurus bucklandii (Dinosauria: Theropoda) from the Bathonian of the UK and the relationships of middle Jurassic theropods. Zoological Journal of the Linnean Society.

05 novembre 2009

Un'ipotesi di storia evolutiva di Tyrannosauroidea

NOTA BENE: QUESTO POST NON HA PRETESE DI ESSERE UN'ARTICOLO SCIENTIFICO, MA E' SOLO UNA MIA SUGGESTIONE DERIVANTE DA UN'ANALISI FILOGENETICA NON PUBBLICATA. Pertanto, nessuno è autorizzato a citarla come ipotesi scientifica, che non è, dato che è solamente un post in un blog.

Alla luce delle numerose novità tyrannosauroidi del 2009, ecco il risultato più recente di Megamatrice, dopo la ri-codifica di Proceratosaurus.

Ammettiamo per un attimo che questo risultato persista, esso ha le seguenti conseguenze:

La posizione e l'età di Proceratosaurus implicano una grande radiazione tyrannosauroide nel Giurassico Medio, che generò almeno quattro linee:
Coeluridae: clade molto basale, e difatti morfologicamente molto simile agli altri Coelurosauria basali di grado "compsognathoide". (Giurassico Medio-Superiore).
"Stokesosauridae": la prima radiazione di grandi tyrannosauroidi. (Giurassico Medio-Berremiano).
Proceratosauridae: Clade di tyrannosauroidi crestati di taglia medio-piccola. (Giurassico Medio-Barremiano).
"Neotyrannosauria" ("tyrannosauroidi derivati"). (Giurassico Medio-Fine del Cretacico). Interessante notare che questo clade è per ora l'unico ad avere forme nel Cretacico "medio" e Superiore, e che, attualmente, non è noto da fossili giurassici.
Questo dato parrebbe mostrare un evento di estinzione tra i tyrannosauroidi, avvenuto nel Cretacico Inferiore, che avrebbe eliminato Stokesosauridi e Proceratosauridi, permettendo la radiazione adattativa dei Neotyrannosauria.
Avvertenza: All'interno di Neotyrannosauria abbiamo un clade, "Alioramidae", che potrebbe essere "spurio", derivante dall'inclusione nell'analisi di taxa codificati su esemplari non adulti, ovvero, stadi ontogenetici immaturi che presentano un mix di caratteri tipici delle forme filogeneticamente più basali.

Suggestione? Pazzia prematura ed immotivata?
Post Scriptum: Attendo con ansia le analisi filogenetiche di Tyrannosauroidea in preparazione, così da aggiornare i dati da cui deriva l'analisi mostrata qui ;-)

27 settembre 2009

Un'ipotesi alternativa e minoritaria per _Kemkemia_



In questo periodo non sono nelle condizioni migliori per scrivere post. La mente è carica di pensieri, spesso in conflitto tra loro. Nondimeno, non voglio deludere l'attesa dei miei lettori. Questo post è una soluzione di compromesso: si tratta di un post che avevo preparato per la serie di Kemkemia, ma che ho poi preferito omettere in quanto eccessivamente speculativo, lasciandolo da parte. Spero lo troverete interessante.
Il problema principale dell'identificazione di Kemkemia è la sua estrema frammentarietà. Sebbene sia evidente che si tratta di una vertebra caudale, non è completamente chiaro a quale zona della coda sia attribuibile. Ciò deriva dalla natura bizzarra di MSNM V6408, ma anche dal fatto che la coda nei theropodi subisce una sostanziale evoluzione, sopratutto lungo la linea maniraptoriana: processo muscolari, inserzioni e strutture neurali si modificano, migrano lungo la coda, oppure scompaiono, rendendo ardua la collocazione di esemplari singolari ed enigmatici come l'olotipo di Kemkemia. Nell'articolo scientifico che istituisce Kemkemia, io e Simone Maganuco abbiamo seguito una linea prudente, attribuiendo il taxon a Neotheropoda ma senza sbilanciarci sulla sua possibile posizione all'interno dei theropodi. Sebbene avessimo notato delle possibili apomorfie coi ceratosauri, esse risultano tali se si assume che la vertebra è una caudale distale, ovvero, posta nella seconda metà della coda. Abbiamo motivo per collocarla lì? Effettivamente, alcuni caratteri sono alquanto bizzarri per una caudale distale di theropode: il canale neurale è molto ampio e la spina neurale robusta: ciò è tipico delle caudali prossimali (della prima metà della coda) e non delle distali. Inoltre, anche il ridotto sviluppo delle zigapofisi stona con il classico trend delle caudali neotheropodi. Immaginiamo per un attimo che MSNM V6408 non sia una caudale distale, bensì appartenga alla fine della prima metà della coda: se così fosse, quali implicazioni avrebbe questa ipotesi alternativa sullo status filogenetico di Kemkemia? Innanzitutto, collocando MSNM V6408 all'inizio della coda, l'animale completo risulta di taglia nettamente inferiore a quella ipotizzata nell'articolo: invece di 4-5 metri, esso non supererebbe i 2 metri di lunghezza.
Seguendo questa ipotesi, risulterebbe che Kemkemia è un theropode con caudali intermedie:
-molto allungate e compresse.
-assenza di processo trasverso.
-presenza di basse spine neurali.
-assenza di spine accessorie.
-faccetta quadrangolare.
-zigapofisi molto ridotte che non articolano tra loro.
Questa combinazione di caratteri è in parte coelurosauriana (assenza di processo trasverso e riduzione della spina), e ricorda le caudali intermedie paraviali (nell'allungamento delle vertebre, la riduzione delle zigapofisi), sebbene se ne distingua per la persistenza della spina neurale.
Immettendo questa ipotetica nuova versione di Kemkemia in Megamatrice, risulterebbe che esso è un paraviale molto basale, collocabile tra Oviraptorosauria ed Eumaniraptora! Ovvero, se accettassimo questa ipotesi, Kemkemia sarebbe un gracile animale piumato, con un corpo simile a Protarchaeopteryx o Anchiornis.
NB: Questa è solamente una congettura: come ripetuto più volte, abbiamo preferito essere cauti e limitarci a sostenere che Kemkemia è un nuovo theropode, la cui precisa collocazione filogenetica è incerta, in attesa di nuovi ritrovamenti.

15 settembre 2009

Il cranio e le vertebre dorsali di _Spinosaurus aegyptiacus_ appartengono al medesimo animale? (Test sulla Chimera di Rauhut)

In un precedente post ho esposto l'ipotesi di Rauhut (2003) sulla possibile natura chimerica dell'olotipo di Spinosaurus aegyptiacus (composto da alcuni resti cranici e vertebre). In breve, Rauhut sostiene che l'esemplare descritto da Stromer sia una chimera, ovvero, un insieme non naturale dei resti di più animali di specie diverse, erroneamente attribuito ad un unico animale. In base all'ipotesi di Rauhut, le ossa craniche apparterrebbero ad un theropode prossimo a Baryonyx, mentre le vertebre, in particolare le peculiari dorsali con spine ipertrofiche, sarebbero attribuibili ad un allosauroide, forse prossimo a, se non proprio, Carcharodontosaurus (rinvenuto nella stessa formazione e basato su altri resti cranici e alcune vertebre). L'ipotesi di Rauhut quindi si discosta dall'opinione maggioritaria nell'attribuire le vertebre ad un allosauroide, mentre concorda con il resto del mondo scientifico nel legare i resti cranici ad un theropode prossimo a Baryonyx. Quindi, lo status tassonomico delle vertebre è il punto nodale, e sarà l'oggetto del post. Purtroppo, tutti i resti dell'olotipo di Spinosaurus sono andati distrutti più di 60 anni fa. La nostra unica fonte per discutere di questa ipotesi relativa all'olotipo di questa specie è la pubblicazione originaria (Stromer, 1915): il mio post si baserà quindi solo ed esclusivamente su questa base, senza citare altri dati. Per semplicità, mi concentrerò sulle distintive vertebre dorsali, tralasciando per ora le due cervicali. Le presacrali dell'olotipo di S. aegyptiacus (da Stromer, 1915, modificato da Wikipedia)

Innanzitutto, quali basi ha Rauhut per affermare che le dorsali di Spinosaurus sono di allosauroide? Le sue motivazioni sono alquanto vaghe: a parte notare una "somiglianza", l'unico carattere citato esplicitamente è l'estremo allungamento delle spine neurali, che viene comparato con Acrocanthosaurus. Tuttavia, il grado di allungamento delle spine di Spinosaurus è talmente spinto che esso è chiaramente derivato rispetto a qualsiasi altro theropode. Inoltre, una marcata espansione nell'altezza delle spine è nota in altri theropodi, di cladi differenti (Kryptops, Metriacanthosaurus, Beckelspinax) e non è una caratteristica esclusiva dei carcharodontosauridi. Pertanto, se veramente vogliamo stabilire a quale gruppo di theropodi appartengano le dorsali descritte da Stromer (1915) occorre un'analisi dettagliata, di più caratteri, e non solo delle bizzarre spine neurali.

Immaginate che Spinosaurus non sia mai stato scoperto e pubblicato, di avere la mente sgombra da qualsiasi preconcetto e interpretazione precostituita su questo animale, e di scoprire, oggi, le stesse dorsali di Stromer (1915), senza le cervicali né i resti cranici. A quale animale le attribuireste? La dimensione delle ossa e la presenza delle articolazioni iposfeniche e centrodiapofiseali indicano senza dubbio un saurischio gigante: un theropode, o forse un sauropode. Escludiamo un sauropode per la forma e proporzione dell'arco neurale e per l'assenza delle complesse laminazioni tipiche dei sauropodi. Quindi, si tratta di un theropode gigante. L'assenza di marcate pneumatizzazioni dell'arco neurale escludono Neoceratosauria, mentre la presenza della condizione opistocoelica nei centri indica un tetanuro basale. Quindi, si tratta probabilmente di un grande tetanuro non-coelurosauro. Ok, fin qui non ho detto nulla di nuovo, ma ricordo che stiamo procedendo basandoci solamente sui dati originari, fingendo di voler ragionare senza preconcetti e di non aver mai saputo nulla prima d'ora di Spinosaurus. Abbiamo quindi dimostrato, da soli, che è un tetanuro gigante. A quale gruppo di tetanuri assomigliano queste vertebre? Si tratta forse delle dorsali di un allosauroide, in particolare un carcharodontosauridae, come ipotizza Rauhut? L'assenza delle complesse camelle interne al centro vertebrale, nonché dei pleurocoeli multipli esclude i carcharodontosauridi. Ciò invalida parte dell'ipotesi di Rauhut: non si tratta di un carcharodontosauridae. Potrebbe essere comunque un allosauroide, ma basale? Nessun carattere presente nelle dorsali conferma o smentisce questa ipotesi, che, per ora, è valida come qualsiasi altra. Possiamo stabilire se le dorsali appartengono a qualche altro gruppo? Esse sono relativamente allungate, come accade in vari tetanuri non-allosauroidi. Inoltre, il diametro dorsoventrale del canale neurale è relativamente ampio, come accade in Megaraptor e Baryonyx. Quest'ultimo mostra spine neurali relativamente allungate. Anche la bizzarra inclinazione in senso craniodorsale delle spine neurali delle dorsali più craniali è simile a Megaraptor (mi baso su un esemplare frammentario citato in una tesi di dottorato e non ancora pubblicato) e Baryonyx. Questi due caratteri, combinati con l'assenza di apomorfie allosauroidi o carcharodontosauridi, ci porta quindi a ipotizzare una parentela tra queste vertebre dorsali e tetanuri come Baryonyx e Megaraptor, due theropodi strettamente imparentati sulla base di numerosi caratteri dell'arto anteriore.
Le dorsali sono quindi di un animale prossimo a Baryonyx? Ma questa è la stessa ipotesi filetica che sviluppiamo basandoci esclusivamente sui resti cranici, i quali mostrano evidentissime affinità con le ossa craniche di Baryonyx! Quindi, se i resti dorsali mostrano affinità con lo stesso gruppo al quale attribuiremmo i resti cranici, non ci sono motivi validi per affermare che l'olotipo di Spinosaurus aegyptiacus sia una chimera. In base ai dati noti attualmente, l'ipotesi più probabile è che quei resti appartengano ad un unico animale, strettamente imparentato con Baryonyx.


Bibliografia ricavabile da qui.

14 ottobre 2008

Galleria degli Antenati - Prima Puntata: Palaeoraptor primus

Ispirato da un recente libro di R. Dawkins, inizio una serie dedicata alla ricostruzione degli ipotetici antenati comuni dei principali gruppi di teropodi. Gli animali che descrivo in questa serie non sono stati scoperti realmente: essi sono delle ipotesi filogenetiche basate sulla distribuzione dei caratteri noti. Ovvero, sono ricostruiti sulla base dei caratteri anatomici che si ritiene siano apparsi proprio in quello stadio dell’evoluzione dei teropodi. Sono ipotesi plausibili, seppur sempre suscettibili di modifica alla luce dei futuri ritrovamenti.

Il primo teropode che vado ad illustrare è il più recente antenato comune di Herrerasauria e Neotheropoda, che qui battezzo “Palaeoraptor primus”. Questa forma basale di teropode, una delle più antiche (sebbene non la più antica possibile) è vissuta nel Triassico Medio, ed era caratterizzata da un’articolazione intramandibolare a metà della mandibola che ne permetteva una maggiore dilatazione laterale, un chiaro adattamento per l’ingestione di prede relativamente voluminose, una maggiore curvatura dei denti rispetto agli altri dinosauriformi (“silesauridi”, ornitischi e sauropodomorfi), l’assenza della costrizione basale dei denti, una seghettatura dei denti più fitta e fine, la perdita del processo coronoide del surangolare, fosse estensorie molto marcate sui metacarpali, l’allungamento della seconda falange del secondo dito della mano, la riduzione del diametro del quarto metacarpale, il quale ora porta solo una falange, ed una regionalizzazione della coda (con la parte distale più rigida). Questi caratteri mostrano che Paleoraptor si differenziò dai suoi antenati, onnivori con tendenze erbivore*, per specializzarsi nella predazione attiva avente anche la mano come parte integrante della predazione. Per ora, Paleoraptor è niente più uno strano dinosauromorfo con aberranti tendenze carnivore, uno strano bipede predatore, probabilmente specializzatosi in qualche nicchia non ancora occupata dagli arcosauri crurotarsi, allora in piena espansione. Tuttavia, questo nuovo predatore, con la combinazione di bipedismo obbligatorio di efficiente marca dinosauriana, il flessibile collo ornitodiro e le nuove specializzazioni predatorie sia mandibolari che appendicolari, si rivelerà il vertebrato terrestre carnivoro di maggiore successo nella storia dell’evoluzione, l’antenato di una stirpe destinata a occupare i vertici delle piramidi ecologiche planetarie per i successivi 170 milioni di anni, e a generare una prole sconfinata e poliedrica di meravigliose macchine di morte, che va da Carnotaurus ad Aquila, passando per Phorusrachos e Spinosaurus, Hesperornis e Utahraptor, senza dimenticare il ritorno all’antica dieta dei dinosauriformi, meno predace ma pur sempre interessante, con Gallimimus, Therizinosaurus, Passer e Colibri.

Nella prossima puntata, il primo Neotheropoda.

*Sebbene si ritenga generalmente che l’alimentazione carnivora sia la condizione primitiva dei rettili diapsidi, arcosauri compresi, le attuali evidenze sembrano indicare che la condizione primitiva di Dinosauria non è l’alimentazione prettamente carnivora tipica dei teropodi, bensì un’onnivoria tendente all’erbivoro. Lo dimostrerebbe il fatto che i tre successivi sister-group di Theropoda (in questa ipotesi comprendente Herrerasauria), ovvero i dinosauri sauropodomorfi, i dinosauri ornitischi ed i dinosauriformi basali “silesauridi”, siano tutti e tre dei gruppi di onnivori-erbivori, dotati di dentature non carnivore, bensì chiaramente inclini all’erbivoria. Anche se non si può escludere che questi tre gruppi abbiano evoluto l’erbivoria indipendentemente l’uno dagli altri, l’ipotesi di un’origine unica dell’erbivoria alla base del nodo “Silesauridi + Dinosauria” (e del successivo ritorno alla carnivoria dei teropodi) è attualmente l’interpretazione più parsimoniosa dei dati a disposizione. Un risultato di tale ipotesi è la presenza di Herrerasauridae e Eoraptor alla base di Theropoda. Questo esempio dimostra come non si debbano speculare storie evolutive sulla base di presunti “principi generali dell’evoluzione” (in questo caso il presunto modello generale in base al quale la carnivoria è primitiva e l’erbivoria è derivata), bensì si debba sempre effettuare un’analisi filogenetica della totalità dei caratteri noti.