10 giugno 2021

Ulysses and the Cloneasaur


 

Questa notte, 16 giugno 1904, ho avuto un incubo.

C'era questa scena ambientata nel Cenomaniano. Ma non era il Cenomaniano reale, dedotto dai fossili e coerente con la paleontologia e la tettonica delle placche. Era un Cenomaniano posticcio, in cui tutti i continenti erano assemblati in un solo supercontinente, chiamato Carnivoraforumia.

Nell'incubo c'era un theropode non-paraviano ma con postura da film, con proporzioni e forma della testa da animale adulto, ma era piccolissimo, sarà stato lungo sì e no 50 cm, quanto "Ciro" o un Anchiornis. Io non capivo cosa fosse, ma una voce da qualche social network diceva che era un Moros, nonostante che Moros sia noto da un esemplare i cui resti appendicolari (i soli noti, a parte una manciata di denti) indichino un animale lungo tra 2 e 3 metri. Insomma, nell'incubo c'era questo Moros piccolissimo, un nano (chiamiamolo Nanomoros) che si aggirava tra grosse rocce spigolose per questa savana da documentario di fine anni '90, con il sole all'orizzonte e la foschia polverosa che fa tanto mondo preistorico.

Nell'incubo poi compare un dinosauro cattivissimo, gigantesco, almeno così appariva rispetto a Moros. Talmente gigantesco che dentro la scena (del mio incubo, ovviamente) si vedeva solamente la regione dentale della mandibola. Lo chiameremo Gigantescosaurus. E la mia mente di noioso paleontologo senza passione e privo del gene AwsmeBro nel suo DNA, cercava di trovare una spiegazione logica: era Moros ad essere un nano di taglia anchiornitina, e quindi il cattivo era sì gigante ma pur sempre nei limiti dei theropodi, oppure era Moros ad essere delle dimensioni giuste, ed allora il cattivo era super-mega-iper-gigantesco, e quando dico super-mega-iper-gigantesco dico qualcosa come la versione terricola di un Mosasauro hollywoodiano, perché per avere un dentale più lungo di un Moros adulto devi avere il cranio di almeno 4 metri, e quindi misurare in tutto tre volte più di un Tyrannosaurus rex adulto.

E Gigantescosaurus era veramente incazzato col mondo. E poi ho capito perché: aveva l'impianto di denti più sconcio e immorale della storia, una cosa che nemmeno i fautori dell'Intelligent Design avrebbero potuto rinfacciare a Melkor fatto di eroina. Che quelli non sono denti, ma osteodermi di stegosauride conficcati lungo la bocca, a difesa di una lingua rubata al negozio di esche.

O forse tutto questo era l'effetto dei fagiolini e dei pomodori mangiati la sera prima.

Poi il mio occhio cadeva sul Moros, e si vedeva bene che era piumato, o fuzzy, cioè lanuginoso e protopiumato, insomma ci siamo capiti, non era squamoso, e sentivo la voce dai social network che diceva che nessuno si poteva arrabbiare perché Moros è piccolo come un uccello e quindi va bene che nessuno si dovrebbe arrabbiare, soprattutto quelli che hanno letto Bell et al. (2017) senza averci capito una mazza tegumentaria e blaterano sulle squame dei Tyrrex.

Ed ecco che una voce dai social network che urla la coppia di termini feticcio per tutti quelli che vogliono sembrare esperti di dinosauri: senza POLSI PRONATI! Ma più guardavo Nanomoros e più notavo quanto sconce fossero le sue gambe, e quei piedi che parevano disegnati dagli animatori di Jurassic World.

Non lo avessi mai detto! Ecco allora che parte una battaglia. Una battaglia epica e impossibile, di portata biblica. Abbiamo il piccolo David Tyrannosauroide, antenato dei gloriosi theropodi Amerikani della Laramidia yeah U.S.A. Number One, contro il Golia dei primitivi allosauroidi sudamericani, un obeso mostro arcaico con l'accento messicano (che poi lo sanno tutti che a sud del Rio Grande fino all'Antartide hanno tutti la stessa parlantina e lo stesso accento, no senor?). La battaglia pare impari, ma Moros ha l'arctometatarso quindi è agilissimo, è un ninja dei rettili mentre el senor Giganos è un diversamente magro e diversamente intelligente. E quindi muore. E anche male. Moros il piccolo yankee sconfigge l'ottuso figlio dell'incestuoso rapporto tra un Mapusaurus e sua sorella. 

E ci sono già le ragnatele tra i denti di Gigantescosaurus.

E allora Moros ruggisce in controluce, come il suo discendente, il Tyrrex dominatore del Mesozoico e del mondo post-1993.

Poi mi sono svegliato, tutto sudato, e sono andato in bagno a fare pipì.

09 giugno 2021

La Paleontologia Biodinamica

I coproliti pre-diagenetici sono i principali catalizzatori del Fluidus Agnoticus

 


Sono stanco di pubblicare inutili articoli paleontologici in inutili riviste scientifiche internazionali sottoposte ad inutile revisione paritaria (tipo questi). E sono stanco di fare inutile ricerca scientifica pura che non interessa a nessuno, che non porta alcun beneficio all'Umanità e che soprattutto non mi rende ricco.

Da oggi, si cambia.

Ho deciso di fondare una Nuova Disciplina del Sapere: 

La Paleontologia Biodinamica.

La Paleontologia Biodinamica si basa sugli studi del grande geosofista Shittius Undertakenus, astrologo, sensitivo, omeopata e venditore di particelle combuste in aerosol, che nel corso del XVIII Secolo ha prodotto una lunga serie di esperimenti finalizzati a mesmerizzare le rocce per estrarne il Fluidus Agnoticus, l'energia vitale della Terra.

Undertakenus dimostrò che alla loro morte, gli esseri viventi perdono l'energia vitale, e che questa viene assorbita dalla Terra, accumulandosi in specifici conglomerati litificati oggi noti come Coproliti Pre-diagenetici.

La Paleontologia Biodinamica ha quindi lo scopo di liberare nuovamente l'energia vitale accumulata nella Terra, liberandola dalla forma fosfatica in cui è imprigionata dentro i Coproliti Pre-Diagenetici.

Per ottenere la liberazione dell'Energia Vitale senza alterare lo stato quantico della Terra, occorre compensare la rimozione dei Coproliti Pre-Diagenetici immettendo nel sedimento dei corni di ceratopside riempiti di comuni coproliti.

I dettagli della Paleontologia Biodinamica saranno pubblicati in una Monografia in forma di Rotoli di pasta di cellulosa igienica che realizzerò non appena il Ministero della Ricerca Scientifica avrà approvato la Legge che Equipara la Paleontologia Biodinamica alla Archeologia (sì, hai letto bene).

Finalmente anche io potrò diventare ricco vendendo particelle combuste in aerosol, alla faccia della Senatrice a Vita, Professoressa Elena Cattaneo (a cui va tutta la mia stima e solidarietà).


08 giugno 2021

Taxonomemetica



Ieri pomeriggio, ho creato un meme. Un meme nerd. L'idea è saltata fuori dalla mia testa all'improvviso, mentre stavo facendo altro. La realizzazione del meme ha richiesto una decina di minuti, la maggioranza dei quali dedicati a trovare l'immagine giusta: una serie di animali odierni, di cui almeno uno (e non a caso) rappresentato sia dall'adulto che dal cucciolo. Il resto del tempo è stato dedicato a inventare nomi e a scriverli sotto ogni immagine: in pochi minuti avevo finito.

Il meme mi parera meritevole di essere pubblicato sulla pagina Facebook di questo blog (ovvero, siccome il blog ha anche una componente frivola e demenziale, il meme meritava di essere pubblicato in quella pagina). E così ho fatto. 

Grazie alle funzioni "cronologiche" della pagina, è possibile visualizzare l'effetto del meme online: il traffico che lo coinvolge e se e quanto sia visitato e/o linkato in altre pagine. Pubblicato alle 17.51 (14 ore fa), esso ha generato quasi 46 mila interazioni, è stato cliccato 3 mila volte e ha generato oltre 2000 reazioni (commenti e/o condivisioni). Per gli standard di un blog di nicchia nerd in italiano, è un successone (poi un giorno cercheremo di capire cosa sia questo "successo")!

Quali le ragioni di un tale exploit?

Questo meme è una parodia della tassonomia dei dinosauri, ed esplicitamente prende in giro alcuni dei temi su cui più spesso gli appassionati di dinosauri litigano online: la validità e definizione dei taxa di livello specifico e generico, la proliferazione dei nomi dei generi monospecifici, la sinomimia tra taxa, l'istituzione di taxa a partire da esemplari immaturi di taxa già dotati di nome, la tendenza a usare un numero limitato e "tradizionale" di prefissi per la creazione di nuovi nomi, la tendenza a creare nuovi nomi semplicemente aggiungendo un prefisso "geografico" a un nome pre-esistente, la creazione di lunghi nomi che alludono ad un elemento anatomico peculiare.

La creazione di un nuovo nome tassonomico è la parte più semplice e meno rigorosa (in senso che non è vincolata a regole rigide) della sistematica. Ciò permette praticamente a chiunque, anche senza una formazione anatomico-sistematica, di creare un nuovo nome di taxon, il quale poi può eventualmente "fissarsi" e diventare "ufficiale" qualora sia incluso in una pubblicazione tecnica e rispetti una serie di regole formali. E dato che la ragione per la creazione di un nome particolare è del tutto libera e originale, l'etimologia del nome di un taxon è la zona più "artistica" di un lavoro sistematico, quindi la migliore in cui opinionismo, critica estetica e spirito fazioso (connaturati in ogni essere umano a prescindere dal suo grado di nerditudine) possono manifestarsi.

Come sospettavo, il meme, nato come del tutto frivolo e comunque solo velatamente serioso (per accentuare il lato comico di alcuni nomi usati), ha comunque istigato alcuni commenti e reazioni "serie". A differenza del sottoscritto, c'è infatti una quota di tassonazisti che considera il nominalismo applicato ai taxa (la mia definizione di tassonomia) un tema di importanza capitale e quindi meritevole di crociate e sermoni persino quando inserito in un meme del tutto demenziale. 

25 maggio 2021

L'uso delle GIF animate nella divulgazione paleontologica


 Guardate la foto qui sopra. Essa mostra il dettaglio di un fossile.

Cosa identificare dalla foto? Quali elementi anatomici sono riconoscibili, e cosa invece appare poco chiaro, quando non ambiguo?

Ora, guardate la stessa immagine, ma come parte di una sequenza animata in formato GIF:

12 maggio 2021

FUTURO PROFONDO

 


Nelle narrazioni ufficiali sul futuro del Pianeta Terra, tendiamo ad essere miopi e provinciali. La nostra descrizione del mondo che verrà è schiacciata sulle contingenze del presente, e sull'effimero impatto che Homo sapiens avrà sulla Storia a lungo termine del sistema terrestre.

La profondità di veduta delle narrazioni "antropoceniche" ormai "mainstream" è pari allo spessore cinematografico di un cinepanettone. Avete presente le commedie di Natale? La grande maggioranza delle gag e delle situazioni narrate in quei film tende ad ammiccare al presente immediato, con comicità di grana grossa che allude quasi unicamente ad eventi di cronaca molto recente, col risultato che già l'anno successivo quel film risulta obsoleto, fuori moda (e spesso poco comprensibile a chi non sia un lettore di gossip dell'anno prima). I Capolavori del Cinema hanno invece un respiro universale e parlano il linguaggio della Storia, non quello della effimera cronaca locale.

Temo che tutto il carrozzone sull'Antropocene sia niente altro che un cinepanettone in salsa geologica. In questo post, invece, vi propongo un esperimento mentale alternativo, che ribalta la prospettiva e la logica con cui si tende a immaginare il futuro della Terra. Invece di estrapolare il futuro dalla effimere contingenze presenti, vi propongo di delinearlo secondo la prospettiva del Tempo Profondo.

Dato che il Futuro non è prevedibile, non abbiamo modo di sapere cosa accadrà. Possiamo però fare un esperimento, e provare a delineare il futuro a larga scala correlando i processi principali che si sono svolti nel Passato Profondo. Non certo per estrapolare in modo rigido e lineare il divenire dei fatti, ma per suggerire una prospettiva complessiva, di amplissima scala, che trascende le piccolezze del tempo presente e la nostra ossessione per occupare il centro del creato.

Ad esempio, proviamo a confrontare il Mesozoico ed il Cenozoico a larga scala, per determinare se le due Ere abbiano seguito dinamiche generali analoghe. Si tratta, ripeto, solo di un gioco mentale, ma forse può risultare istruttivo. 

Le analogie tra le due Ere sono intriganti.

Il Mesozoico si apre con una grande estinzione di massa. Il Cenozoico si apre con una grande estinzione di massa.

Dopo una decina di milioni di anni dall'inizio del Mesozoico, un gruppo dà origine a numerose linee distinte ma tutte adatte alla vita marina (Reptilia, da cui originano i sauropterigi, gli ittiopterigi, i thalattosauri). Dopo una decina di milioni di anni dall'inizio del Cenozoico, un gruppo dà origine a numerose linee distinte ma tutte adatte alla vita marina (Mammalia, da cui originano i cetacei, i sirenii e i desmostili). 

Entro una ventina di milioni di anni dall'inizio del Mesozoico, un gruppo sviluppa il volo battuto (Reptilia, da cui originano gli pterosauri). Entro una ventina di milioni di anni dall'inizio del Cenozoico, un gruppo sviluppa il volo battuto (Mammalia, da cui originano i pipistrelli). 

Dopo una quarantina di milioni di anni dall'inizio del Mesozoico, avviene un significativo ricambio faunistico globale con la scomparsa delle faune tipiche dei primi 30 milioni di anni e l'affermazione di nuovi cladi. Dopo una quarantina di milioni di anni dall'inizio del Cenozoico, avviene un significativo ricambio faunistico globale con la scomparsa delle faune tipiche dei primi 30 milioni di anni e l'affermazione di nuovi cladi. 


Vedete che la storia dei primi 40-60 milioni di anni del Mesozoico e quella dei primi 40-60 milioni di anni del Cenozoico sono analoghe per le caratteristiche generali. Ovvero, il Paleogene e buona parte del Neogene sono analoghi al Triassico, mentre l'ultima fase del Neogene, compreso il presente, è analoga all'inizio del Giurassico.

Seguendo questa logica, il presente è analogo ad un brevissimo istante di instabilità climatiche avvenuto nel Giurassico Inferiore. Ad esempio, la fase di instabilità climatica toarciana potrebbe essere un analogo del Quaternario. Riassumendo, tutta la storia del Cenozoico potrebbe essere analoga alla storia Triassica e basso-Giurassica del Mesozoico. 

Questa analogia è molto intrigante, perché, tradizionalmente, quando pensiamo e parliamo delle "faune del Mesozoico" noi tendiamo a riferirci alle faune della seconda metà del Mesozoico, ovvero quelle dominate dai dinosauri "derivati" (sauropodi, neotheropodi e ornitischi) assieme agli pterosauri "derivati" (pterodattiloidi), assieme ai sauropterigi "derivati" (plesiosauri), agli ittiosauromorfi "derivati" (ittiosauri tunnosauriani), ai mosasauri (lepidosauri molto derivati) e alla flora corrispondente. Quasi mai, nel parlare delle "faune mesozoiche" noi ci riferiamo alle faune triassiche o della base del Giurassico, le quali sono più o meno implicitamente intese come "fase di preparazione" e di "definizione" delle faune mesozoiche "vere e proprie", "definitive" e "classiche" che compaiono dopo.

Immaginiamo, anche solo come gioco, di sostenere una analogia profonda tra Cenozoico e Mesozoico. Se seguiamo questa logica, allora tutte le faune cenozoiche comparse finora, compreso il mondo in cui viviamo, sono "solamente" una preparazione di quella "vera e propria", "definitiva" e "classica" che apparirà solamente tra alcune decine di milioni di anni nel futuro. Secondo questa prospettiva, tutto il Cenozoico svoltosi finora è stato un "Triassico". La "vera" età dei mammiferi, il Cenozoico più puro e tradizionale, non è ancora comparso! Le radiazioni cenozoiche viste finora sono state solamente una anarchica esplosione di forme bizzarre, esattamente come il Triassico è stato una anarchica esplosione di forme bizzarre precedente la "Vera età dei Rettili" a cui tutti siamo affezionati, quella dominata dai dinosauri e dai rettili marini classici. E questo vale anche per la tanto glorificata "evoluzione dell'uomo", da noi sempre dipinta più o meno implicitamente come "conclusione" della storia dei mammiferi, punto finale e definitivo di un processo di perfezionamento che ha nel presente la sua consacrazione.

Ma se il Cenozoico a lungo termine fosse destinato a ripetere i modelli generali del Mesozoico, tutto quello che abbiamo visto finora è solo un primo capitolo, in gran parte destinato ad essere rimosso e sostituito, di una Epopea ben più ampia e vasta. Il "Giurassico" e "Cretacico" dei mammiferi (ma anche degli uccelli e degli squamati, ugualmente di successo al pari del nostro clade di succhia-latte) forse sono ancora lontanissimi nel futuro, un futuro che noi, così schiacciati dentro un effimero presente di miope antropocentrismo "toarciano", siamo incapaci di cogliere e realizzare.

08 maggio 2021

I fattori che influiscono sullo sviluppo del piumaggio

Ipotesi di piumaggio per Deinocheirus

 

Nel precedente post, ho discusso il possibile legame tra dimensione corporea e massa del piumaggio negli uccelli, con le eventuali implicazioni per i theropodi mesozoici. In generale, il piumaggio nelle specie moderne varia in funzione di numerosi fattori sia biologici che ambientali, ed è ragionevole supporre che questi medesimi fattori abbiano influito anche nello sviluppo del piumaggio nei dinosauri mesozoici.

Dimensione corporea

Nonostante questo fattore sia tra quelli più citati nelle estrapolazioni sul piumaggio nei dinosauri, spesso per "rimuovere" le piume nelle specie giganti, gli studi sugli uccelli moderni mostrano che la massa del piumaggio varia isometricamente con la massa corporea. Ovvero, un animale pesante il doppio di un altro ha in genere una massa di piumaggio doppia rispetto all'altro.

Quello che invece non varia isometricamente è il numero totale delle piume, che cresce meno velocemente dell'aumento della massa. Ovvero, la densità effettiva del piumaggio cala con le dimensioni corporee: in animali più grandi, le piume sono in proporzione meno numerose rispetto agli animali più piccoli. Ma dato che - come ho scritto appena sopra - la massa totale del piumaggio cresce isometricamente con la mole, ne consegue che, in proporzione, gli animali più grandi hanno piume singole più voluminose rispetto a quelle che avremmo estrapolandole linearmente dalle specie più piccole.


Temperatura media ambientale

La massa del piumaggio è correlata negativamente con la temperatura invernale. Specie che sopportano inverni più freddi hanno in proporzione una massa di piumaggio maggiore delle specie che vivono in inverni più caldi.


Comportamento riproduttivo e clima

Uccelli che covano in ambienti temperati hanno una densità di piumaggio ventrale maggiore rispetto a specie che covano in ambienti più estremi.

Questa tendenza ha valore ovviamente solo per le specie che covano. Dato che il comportamento della cova è ristretto ai dinosauri pennaraptori (gli altri dinosauri costruivano nidi di sedimento e materiale vegetale ma non covavano direttamente le loro uova con il calore del loro corpo), questa relazione è probabilmente poco significativa per la maggioranza dei dinosauri. Nondimeno, essa può suggerire che i pennaraptori avessero un piumaggio ventrale legato anche alle condizioni climatiche in cui covavano.


Adattamento ad ambienti acquatici

Le specie con adattamenti acquatici e/o natatori tendono ad avere un piumaggio più denso delle specie non-acquatiche.


Alimentazione

Dato che la produzione del piumaggio richiede un investimento energetico e proteico, essa è legata anche alla dieta dell'animale. In generale, animali con un ricco apporto di proteine nella dieta (carnivori e piscivori) hanno una massa di piumaggio maggiore rispetto alle specie con un minore apporto proteico nella dieta (vegetariani e onnivori).


Concludendo,

numerosi fattori biologici ed ambientali incidono sullo sviluppo del piumaggio negli uccelli, ed è ragionevole supporre che influissero anche sul piumaggio delle specie mesozoiche. Ovviamente, in mancanza di dati quantitativi e statisticamente robusti, non è possibile tradurre queste tendenze generali qualitative in criteri per stimare il piumaggio nelle singole specie estinte.

Anche se è ragionevole pensare che Therizinosaurus, di grande mole, terricolo e vegetariano, possa aver avuto un piumaggio meno denso ma più lungo rispetto ad Halszkaraptor, di piccola mole, semi-acquatico e piscivoro, solo la documentazione fossile diretta ci permette di fare delle ricostruzioni attendibili su come e quanto i diversi fattori abbiano inciso sull'aspetto di questi animali. 


06 maggio 2021

Possiamo stimare la massa del piumaggio nei dinosauri?


 

Larramendi et al. (2021) pubblicano una tabella in cui sono riportate le masse corporee con o senza piume di vari uccelli. Se usiamo il grafico per stabilire la relazione tra la massa corporea e quella del piumaggio in questi uccelli, vediamo che la curva tende a flettersi quando si avvicina alla massa dello struzzo.

Assumendo come ipotesi di lavoro che tutti i theropodi piumati seguano questo trend, possiamo stimare la massa del piumaggio in vari theropodi. La curva suggerisce che l'aumento della massa del piumaggio rallenti progressivamente con le dimensioni superiori a 500 kg. In base alla curva, la massa delle piume di Yutyrannus (massa corporea intorno alle 2 tonnellate) sarebbe minore di quella di uno struzzo (la cui massa del piumaggio si aggira intorno ai 2 kg). Per Tyrannosaurus (9 tonnellate), la curva predice una massa del piumaggio veramente trascurabile, ovvero, la curva implica che Tyrannosaurus sia privo di piumaggio.

Questo risultato è molto interessante, ma richiede un campione più ampio prima di essere considerato veramente significativo. Il numero delle specie campionate è basso, e la loro distribuzione non omogenea. Ciò influisce negativamente sul potere predittivo della curva dedotta dal campione. Se notate, la curva in alto campiona in gran parte animali con masse "da pollo" e quasi nessun uccello di grande massa: ciò potrebbe influenzare negativamente l'andamento per le massa più grandi. A conferma di ciò, la massa delle piume ottenuta per Yutyrannus è probabilmente sottostimata rispetto a quello che il fossile ci suggerisce.
Nondimeno, questo potrebbe essere un metodo utile per stimare la massa del piumaggio nei dinosauri. 

Perché ci meritiamo il crossover con Fast and Furious

Sì, John, hai letto bene...

A soli tre giorni dalla pensione, ecco che mi trovo sullo schermo la notizia che rimbalza nei vari siti e forum cinematografici. Circola voce di un possibile crossover tra la saga di Fast & Furious e il franchise di Billy e il Clonesauro. E a differenza di Roger Murtaugh, io non sono troppo vecchio per questi coproliti pre-diagenetici. Al contrario! Io da almeno 10-12 anni sono pronto per questa cosa! 

Sono pronto? Io sono nato pronto! 

Già me lo vedo, il dinomaniaco ortodosso, l'auto-proclamato "fan puro", che mette le mani avanti dichiarando che "è solo un rumor senza fondamento", oppure "non c'è nulla di ufficiale". 

Ah! Povero stolto, così lobotomizzato dal tuo fanatismo da non cogliere ciò che accade, e che non riconosci il processo che è in fieri da almeno un decennio. Nulla accade per caso, nel mondo dei franchise hollywoodiani. Tutto è strategia di marketing, sondaggio e pianificazione di impresa. E se una "notizia" così circola online è per una chiara e consapevole operazione di sondaggio. Stanno raccogliendo informazioni demoscopiche sulla fattibilità del progetto, e lo fanno nel modo più economico e indolore possibile nell'era in cui le armate di fanboy online spingono (e seguono) il flusso dei capitali nella industria dell'intrattenimento.

Come lo so? Lo spiega perfettamente Jerry Fletcher, alias Martin Riggs in pensione. Il modo con cui si svolgono queste cose è implicitamente sottostimato. Ma accade, se sai leggere i segnali. E se non sei in grado di leggere i segnali, beh, probabilmente sei una povera vittima lobotomizzata dal Franchise.

Se sei inorridito all'idea di un film in cui un team di tamarri motorizzati interagisce con dei dinosauri, dove eri quando ti servirono un motociclista a tutta velocità nella foresta circondato da un branco di veloci-raptor? Se sei scandalizzato all'idea che un simile film tradisca lo "spirito originario" di Jurassic Park, dove eri quando ti servirono un Indominkius che parla ai raptor, un Indorutto psicopatico, i Mosasauri lunghi un chilometro, Blue il cagnolino ed il bro-team di raptor e Tyrannosaurus? Un tale tsunami di tamarrate e pacchianaggine può solo portare, naturalmente, a Fast & Furious.

E quando ciò accadrà, questo blog sarà pronto a rispondere con altrettanto idiota tamarraggine.


30 aprile 2021

26 aprile 2021

"Character exclusion" vs "Taxon exclusion"

La parte iniziale di due filogenesi alternative ottenute estraendo a caso 238 caratteri su un campione totale di oltre 1800 e poi ripetendo la medesima procedura con altri 238 caratteri estratti a caso dallo stesso campione totale. Anche senza visualizzare i due alberi interi, notate come essi siano completamente in disaccordo tra loro. Se uno dei due è "corretto", come posso identificarlo?


 

Nel suo blog di pseudo-scienza, l'illustratore David Peters manda avanti una campagna di diffamazione degli zoologi e paleontologi (specialmente se dotati di dottorato di ricerca) costruita intorno alla retorica che egli sia il solo ad aver costruito una filogenesi attendibile dei vertebrati. Il fulcro della sua retorica è il così detto concetto di "taxon exclusion", ovvero l'idea che tutte le filogenesi pubblicate (a parte la sua) siano viziate da un difetto nel campionamento delle specie incluse. Secondo Peters, il campionamento tassonomico (l'inclusione delle specie nell'analisi), qualora sia ampio, è sufficiente per determinare la filogenesi accurata poiché il gran numero dei taxa tenderebbe "automaticamente" a convergere verso la topologia più parsimoniosa in virtù delle serie di transizioni anatomiche che proprio il ricco campionamento permetterebbe di identificare. In pratica, il ragionamento di Peters è che una filogenesi è come un puzzle: se si dispone di un gran numero di pezzi, questi potranno assemblarsi solamente in un solo modo, quello reale. La filogenesi sarebbe quindi una proprietà automatica del campionamento tassonomico una volta che sia superata un numero adeguato di specie.

Al contrario, sostiene Peters, un ricco campionamento di caratteri morfologici, ma privo di ricco campionamento tassonomico, sarebbe incapace di produrre una filogenesi corretta.

Corollario dell'argomentazione di Peters è che una filogenesi sufficientemente ricca di specie non richiede un adeguato campionamento di caratteristiche anatomiche, le quali, oltre un certo numero di caratteri, sarebbero solo dati ridondanti, rumore inutile.

Dato che io dispongo di una filogenesi dei theropodi mesozoici molto ricca sia in termini di taxa che di caratteri (>500 taxa vs >1800 caratteri), posso testare l'ipotesi di Peters. [NB: il campionamento tassonomico dei theropodi della mia matrice è ben maggiore del suo, quindi, secondo la sua logica, la mia matrice è migliore della sua per ricostruire Theropoda]

Se Peters ha ragione, la grande maggioranza dei caratteri nella mia matrice è ridondante e superflua, mentre la mera presenza di centinaia e centinaia di taxa renderebbe la ricostruzione delle "vere relazioni" automatica senza ricorrere a così tanti caratteri.

Per testare questa ipotesi, ho quindi ridotto il numero dei caratteri in matrice, selezionando 238 caratteri estratti a caso. Il numero (238) è lo stesso della pseudo-filogenesi dei vertebrati di Peters.

Se l'ipotesi di Peters è corretta, io dovrei ricavare la filogenesi dei Theropoda mesozoici solamente usando 238 caratteri, indipendentemente da quali siano i 238 caratteri selezionati: ciò che conta è solo l'abbondanza delle specie. Se così fosse, anche con 238 caratteri io mi dovrei aspettare di ricavare una filogenesi molto simile alla tipologia generale che tendo ad ottenere usando tutti gli oltre 1800 caratteri.

Purtroppo per Peters, ciò non accade: la topologia della filogenesi a 238 caratteri è molto diversa da quella con 1800 caratteri, e - dato non secondario - è del tutto incompatibile con qualsiasi filogenesi pubblicata finora negli oltre 35 anni di filogenetica dei theropodi quantitativa.

Non solo, ma se ripeto l'analisi con altri 238 caratteri, ovvero usando un diverso gruppo di caratteri selezionati a caso, non ottengo mai una filogenesi che sia simile al test precedente, né tanto meno alla filogenesi con tutti i 1800 caratteri, né a qualche filogenesi pubblicata in passato.

Perché? Molto brutalmente, perché usare solo 238 caratteri con un campionamento tassonomico di oltre 500 specie è del tutto insufficiente per ricavare relazioni stabili e sensate. Il mero insieme delle specie, se non è accompagnato da un adeguato campionamento dei caratteri, tende ad essere massicciamente influenzato dal più classico degli errori nelle scienze: l'errore di campionamento derivante da pochi dati. Dato che l'omoplasia (convergenze e reversioni) è pervasiva nei vertebrati, dato che i fossili non sono mai completi, dato che diverse regioni anatomiche producono un diverso segnale filogenetico, è evidente che estraendo solo 238 caratteri da un campione di (almeno!) 1800 caratteri validi significa mutilare pesantemente la quantità di informazione disponibile.

Se, come sostiene Peters, una filogenesi di 238 caratteri e centinaia di taxa è "consistente", ed io posso in teoria ottenere un'infinità di filogenesi alternative estraendo a caso 238 caratteri dalla mia lista di oltre 1800, esistono in teoria un'infinità di filogenesi "consistenti". Ma allora, come faccio a decidere quale tra le innumerevoli opzioni alternative ricavabili è quella "corretta"? Siccome ogni singola filogenesi a 238 caratteri è legittimata a considerarsi "valida" dato che comunque qualche segnale corretto contiene, il solo modo per risolvere la questione è creando una filogenesi che includa simultaneamente tutti i "segnali parziali" presenti in ciascuna versione a 238 caratteri. Ovvero, devo usare una filogenesi costruita con tutti e 1800 caratteri. Ovvero, proprio ciò che Peters nega.

Attenzione: non sto dicendo che la mia filogenesi a 1800 caratteri è "quella giusta", sto solo constatando che sicuramente non può esserlo quella realizzato usando solamente "238", perché ridurre i dati per arrivare alla soluzione è improbabile che sia una opzione più solida rispetto a quella con più dati possibili. 

In breve, l'impianto retorico di Peters crolla su sé stesso: noi dobbiamo usare un set di dati che sia ricco e dettagliato sia nei caratteri che nei taxa.

25 aprile 2021

Antropocen[e]trismo

Faune nordamericane dell'Eocene (c) Jay Matternes

 

Nel foglietto illustrativo di un noto prodotto omeopatico è descritto cosa contenga ognuno dei globuli inclusi nella confezione, da assumere per via orale:

"1 dose contiene 1 g di globuli di Anas Barbariae, Hepatis e Cordis extractum 200 K. Questo preparato contiene inoltre sostanze ausiliarie: saccarosio e lattosio."

Il termine "Anas Barbariae, Hepatis e Cordis extractum" è latino e significa "estratto di fegato e cuore di Anas barbariae", ovvero parti delle interiora di un'anatra. Prima che vi prenda un conato di vomito, specialmente se siete vegani, non dovete temere, perché la dicitura continua con la terminologia "200 K". Questo termine indica la procedura di diluizione in acqua del principio attivo (ovvero dell'estratto di fegato e cuore di anatra): 200K significa che ogni parte dell'estratto originario, puro, è stata diluita con 100 parti di acqua, e che questo processo di diluizione in acqua è stato ripetuto 200 volte. In breve, al termine della diluizione, il preparato contiene solo 1/100 elevato a 200 di estratto originario (1 per 10 alla meno 400, ovvero, 0,000....[400 zeri]...00000000001!). Se non mi credete, fate il calcolo, e vedrete che 1/100 elevato a 200 è un numero talmente piccolo che in pratica equivale a zero. E per "zero" intendo che è matematicamente certo che non ci sia più nemmeno una molecola del prodotto originario, ma solo acqua. Ovvero, il prodotto finale della diluzione, quello che viene effettivamente incluso nel prodotto omeopatico, contiene solo acqua, senza niente di remotamente residuale della parte di anatra.

Il foglietto illustrativo dice poi che il prodotto omeopatico contiene anche "sostanze ausiliarie: saccarosio e lattosio". Quindi, vista l'entità della diluzione 200K, il noto prodotto è in definitiva composto solo da acqua, lattosio e saccarosio. Acqua zuccherata.

Non ho svelato alcun segreto, è tutto ben noto ed esplicitamente dichiarato nello stesso bugiardino, e difatti chiunque lo può confermare: quindi non scandalizzatevi se non sapevate che nel foglietto è scritto esplicitamente che avete acquistato acqua zuccherata!

Non sono qui per fare una crociata contro i prodotti omeopatici. Ognuno è libero di acquistare i prodotti omeopatici e di consumarli, se pensa che siano utili per la propria vita privata. Ben altro discorso è sostenere che quei prodotti siano dei medicinali o che contengano qualcosa in grado di curare delle patologie, perché il foglietto illustrativo scritto dalle case di produzione del prodotto omeopatico ed incluso nella confezione non lascia dubbi in proposito: quella è solo acqua zuccherata, e l'acqua zuccherata, anche quella venduta con un nome altisonante e corredata di bugiardino, non è un medicinale.

Ovviamente, per sapere che il prodotto omeopatico è solo zucchero diluito in acqua priva di alcuna traccia di cuore e fegato di anatra, occorre capire cosa significhi la dicitura che ho citato ad inizio post. Se acquistate il prodotto senza leggere il foglietto illustrativo o se non conoscete il latino né il significato di 200K, è difficile che cogliate il fatto che quel prodotto è una finta medicina e la procedura usata per produrlo è solo pseudo-medicina.

La pseudoscienza, difatti, si basa innanzitutto sull'ignoranza del consumatore. Se non conosci il significato dei termini usati, qualsiasi parolone che sembra "scientifico" sarà percepito come frutto di una solida base scientifica. Persino una scatola di palline di zucchero.

Questo post sicuramente mi ha attirato l'odio dei sostenitori dell'omeopatia, nonostante che io, lo ripeto, non abbia niente contro la vendita di palline di zucchero con nomi latineggianti. Se non viola la legge, ognuno può comprare palline di zucchero perché le ritiene una cura per i propri mali. E se qualcuno mi accusa di denigrare l'omeopatia, io mi sono limitato a riportare quanto scritto dentro il foglietto illustrativo del prodotto omeopatico, spiegando il significato dei termini inclusi. Non ho inventato nulla.

Non mi faccio illusioni. Ci sarà sempre chi acquisterà una pillola di zucchero diluita illudendosi di acquistare un ritrovato della scienza. Anche perché esistono innumerevoli modi di addolcire la vita, di diluirne l'asprezza e di credere che ciò possa curare i nostri mali.

Prendete la scienza geologica. Essa ha dimostrato che la storia umana è una misera frazione della Storia Universale. Il posto centrale che avevamo dato a noi stessi nel Creato è stato scardinato dalla Geologia e dalla Paleontologia, che ci hanno scagliato in un eternità di milioni di anni in cui non solo non siamo stati protagonisti, ma non eravamo né attesi né previsti.

La Scienza ha detronizzato l'uomo, scacciando l'antropocentrismo dalla nostra vita, spingendolo a forza fuori dalla Casa del Sapere.

Come sarebbe bello se la Scienza potesse invece ristabilire il nostro ruolo centrale e dominante, se essa potesse dimostrare che l'Uomo è pur sempre il Centro del Creato, che la sua vita e le sue azioni hanno un impatto e una valenza universale, che la nostra esistenza non è effimera e superficiale, bensì funge da fulcro degli eventi. Forse non degli eventi del passato, ma sicuramente di quelli del Futuro.

Il Futuro è dell'Uomo. Egli, nel Bene e nel Male, è artefice del suo destino. Una Nuova Era, l'Età dell'Uomo, si affaccia davanti a noi. Lo abbiamo scoperto, purtroppo, dai segni della malattia globale che abbiamo innescato, della Febbre planetaria che abbiamo acceso. L'età umana, in cui il nostro impatto sul pianeta si appresta a stravolgere e condizionare il futuro, ha quindi bisogno di un nome, un nome scientifico, che sia analogo e in continuità con le Epoche della Terra Passata. 

Ecco come nasce il bisogno dell'Antropocene. L'Antropocene è la Stratigrafia piegata all'Antropocentrismo, la nostra eterna ossessione autoreferenziale che si auto-proclama Età del Mondo.

Inutile rimarcare quanto detto tante volte in passato: l'Antropocene non è un termine geologico valido, sia sul piano pratico che teorico, e pertanto non è in alcun modo un termine valido per definire una fantomatica età dell'Uomo in fieri. Anzi, l'Antropocene è persino dannoso, perché riporta in auge una visione del mondo che colloca l'uomo al centro dell'universo. L'errore di base del concetto di "Antropocene" è l'illudersi che gli eventi attuali di natura antropoGenica siano sufficienti per giustificare una nuova età geologica definita dall'azione umana. Purtroppo per noi, alla scala dei tempi geologici, è improbabile che gli eventi di questo secolo (o dei prossimi) possano incidere in modo duraturo sulla dinamica a larga scala dei processi geologici, quelli che normalmente consideriamo per definire le età della Terra.

Nella più ottimistica (per la nostra arroganza) o pessimistica (per la nostra sopravvivenza) prospettiva, la serie di fenomeni geologici e climatici indotti dall'attività umana porterà a cambiamenti ambientali di durata compresa tra qualche centinaio e qualche decina di migliaia di anni. Dopo di che, è plausibile che il sistema Terra tornerà a seguire le normali dinamiche tipiche dell'Olocene e del Tardo Cenozoico. Ovvero, anche ammettendo qualche decina di migliaia di anni di "mondo antropocenico", il sistema tornerà naturalmente alle condizioni tipiche degli ultimi 1-2 milioni di anni. Ha senso battezzare una nuova epoca per qualcosa che al massimo durerà qualche migliaio di anni? No, altrimenti dovremmo riempire la cronologia della Terra di molte centinaia di mini-epoche di durata comparabile.

Come faccio a saperlo? Perché episodi di intensità e durata analoghi a quelli che stiamo innescando sono avvenuti innumerevoli volte nella Storia della Terra. A questi fenomeni diamo il nome di eventi, ma non li consideriamo sufficienti per definire delle epoche. Non abbiamo creato un'epoca per i vari eventi di optimum climatico cenozoici e mesozoici, perché quello in atto dovrebbe essere speciale? Solo perché è opera nostra? Allora è vero che agiamo spinti dall'antropocentrismo più che dalla logica e dalla ragione.

In conclusione, l'Antropocene è Omeopatia Stratigrafica, è l'eterno ritorno dell'Antropocentrismo, diluito per entrare fluidamente dalla finestra dopo che lo avevamo fatto uscire dalla porta. Ma anche in forma diluita, esso è pur sempre un prodotto pseudo-scientifico privo di consistenza e solidità scientifica.


24 aprile 2021

Il Bingo di Billy World III


 Manca ancora più di un anno al film dell'anno, e questo distacco temporale ci permette di azzardare la trama di Billy World 3 senza correre il rischio di essere contaminati dalla immonda concentrazione di spoiler con cui vengono confezionati i trailer/teaser dei film nel XXI Secolo.

Vi propongo questa sfida: un bingo sugli elementi generali della trama del film. Tanto più prevedibile è il film tanto più caselle saranno riempite. Il gioco è a rischio zero: se il film sarà totalmente prevedibile, farò la mia bella figura di spocchiosetto intellettuale che ha azzeccato ogni elemento della trama; oppure, se il film sarà totalmente innovativo ed imprevedibile, e quindi non avrò azzeccato nulla, perlomeno mi godrò un film del tutto nuovo e quindi sicuramente appassionante. 

In ogni caso, una parte di me sarà soddisfatta.

Qui sopra, ho elencato 16 possibili elementi che -temo- troveremo in Billy World 3:

COVID-19. Purtroppo, questo maledetto virus ha riempito le nostre vite da ormai oltre un anno, quindi non mi stupirei se fosse incluso nella trama.

GO TO ISLAND. Come nei precedenti episodi, i protagonisti andranno su un'isola. Nublar? Sorna? Un'altra delle Cinque Morti? Poco importa, basta che sia un'isola.

RESCUE DINOS. I poveri dinosauri (specialmente i pucciosi erbivori dallo sguardo da pesce lesso) sono nelle grinfie di qualche capitalista nemico degli animali e occorre che i nostri eroi li salvino.

STUPID GUNMEN. Non è un Billy Movie se non ci sono almeno un paio di stupidi uomini armati incapaci di centrare un dinosauro da 20 metri e che finiscono uccisi in modo atroce. Vedi anche la voce "stormtrooper".

NEW BIG THEROPOD. Io sento puzza di Carcharodontosauride, oppure di Megaraptoro ingrassato... Insomma, un nuovo theropode gigante che recita la parte dello Spinozilla o del Indominchius-non-OGM.

REX MACHINA. Ovvero, Rexy il T-Rex che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

FAMILY DRAMA. C'è sempre qualche stupido dramma familiare (divorzi, separazioni, scontri generazionali) nonostante che a nessuno del pubblico importi neanche una soletta bucata di sorbirsi queste cose in un film con dinosauri.

BLUE EX MACHINA. Ovvero, Blue (il salamandroraptor) che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

GRANT DIES. Vedi alla voce "Ian [Han] Solo in Episodio non-mi-ricordo-il-numero".

KIDS. Ci sono sempre degli stupidi marmocchi. E sono odiosi.

A BILLIONAIRE. C'è sempre un qualche miliardario capitalista, non importa se mecenate o squalo di Wall Street. 

RAPTOR PACK. Blue mette su famiglia? Una nidiata di raptor addomesticati? Non c'è limite alla mania eusociale coi theropodi mesozoici.

HYBRIDS. Hanno detto che non ci saranno ibridi. Quindi ci saranno.

MOSASAUR EX MACHINA. Ovvero, il mosasauro kilometrico che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

ESCAPE FROM ISLAND. Siccome qualcuno andrà su un'isola, qualcuno dovrà scappare dall'isola.

RESCUE PEOPLE. I dinosauri finiscono sempre per mettere in pericolo degli esseri umani, ed i nostri eroi devono tentare di salvarli.


Questo post sarà riesumato nel Giugno del 2022 e usato per quantificare il grado di prevedibilità di Billy World 3.


21 aprile 2021

I Predatori del Halszka Perduta




Vi segnalo per il prossimo 30 Aprile, un evento online in cui parlerò di Halszkaraptor.

17 aprile 2021

Il bugiardino della Paleoarte


 


B. FOGLIO ILLUSTRATIVO


Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore


Paleoart, analgesico per occhi e menti

Analgesico contro il Tempo Profondo

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima che sia somministrato il prodotto perché contiene importanti informazioni per lei.

- Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

- Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista.

- Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

3. Come viene somministrato Paleoart

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Paleoart

6. Contenuto della confezione e altre informazioni


1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

Paleoart è utilizzato per prevenire l'analisi dei fossili, malattia causata dal contatto con il record paleontologico. Paleoart viene somministrato ad adulti di età pari o superiore a 18 anni. Il prodotto stimola le difese naturali dell’organismo (il sistema immaginifico) a produrre suggestioni e meme specializzati che agiscono contro il registro fossilifero, fornendo così protezione contro l'analisi dei fossili.

Nessuno dei componenti di questo prodotto può provocare l'analisi dei fossili.


2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

Il prodotto non deve essere somministrato:

- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo prodotto (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista prima che le sia somministrato Paleoart:

- se ha avuto una grave reazione allergica dopo qualsiasi altra inoculazione di prodotto o dopo che le è stato somministrato Paleoart in passato;

- se è mai svenuto dopo un'inoculazione con un meme;

- se soffre di una grave intolleranza alla iconografia. Può invece ricevere la somministrazione se ha febbre leggera o una blanda intolleranza all'iconografia;

- se ha problemi di speculazione o di formazione di meme o se sta assumendo un'ideologia anti-intellettuale (per prevenire la formazione di spirito critico);

- se il suo sistema immaginifico non funziona correttamente (ironico-deficienza) o sta assumendo medicinali che indeboliscono il sistema immaginifico (come formalismo ad alto dosaggio, soppressori della fantasia o letteratura peer-reviewed).

Se non è sicuro se una delle condizioni sopra descritte la riguardi, ne parli con il geologo, il biologo o il naturalista prima che le venga somministrato il prodotto.

Come con qualsiasi prodotto, il ciclo di somministrazione a più dosi di Paleoart potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono. La durata della protezione non è nota. Al momento sono disponibili dati limitati sull'efficacia di Paleoart in soggetti di età pari o superiore a 55 anni.

Disturbi del pensiero critico

Coaguli di fanatismo molto rari, spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), in associazione a bassi livelli di autoironia, in alcuni casi accompagnati da surriscaldamento, sono stati osservati dopo la somministrazione con Paleoart. Questa condizione includeva casi gravi con boicottaggio in siti diversi o insoliti come pure settarismo o fanatismo eccessivi in più media.

La maggior parte di questi casi si è verificata nei primi quattordici giorni successivi alla somministrazione e si è verificata principalmente in maschi sotto i 30 anni di età. In alcuni casi questa condizione ha provocato meme.

Si rivolga immediatamente a un paleontologo in caso di respiro affannoso, dolore al petto, gonfiore alle gambe o dolore addominale persistente dopo la somministrazione.

Inoltre, consulti immediatamente un paleontologo se, dopo alcuni giorni, si verificano mal di testa intensi o persistenti o visione offuscata dopo la somministrazione, o se dopo pochi giorni compaiono email sulla casella di posta o messaggistica in un punto diverso dal sito di somministrazione.

Bambini e adolescenti

Paleoart non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 18 anni. Al momento non sono disponibili sufficienti informazioni sull'uso di Paleoart nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni, ma è riconosciuto che l'eccessivo uso in soggetti sensibili porta a dipendenza patologica.

Altri medicinali e Paleoart

Informi il geologo, il biologo o il naturalista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro concetto o prodotto contro l'immaginazione.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al paleontologo prima di ricevere questo prodotto.


Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Alcuni degli effetti indesiderati di Paleoart elencati al paragrafo 4 (Possibili effetti indesiderati) possono temporaneamente ridurre la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari. Se non si sente bene dopo la somministrazione, non guidi veicoli né usi macchinari. Attenda fino alla scomparsa di questi effetti prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari.


Paleoart contiene forme e colori

Questo medicinale contiene meno del 1% di spessore, ossia è essenzialmente "2D". Questo medicinale contiene più del 50% di colore. La piccola quantità di forma in questo medicinale non avrà effetti evidenti.


3. Come viene somministrato Paleoart

Paleoart viene somministrato mediante inoculazione diretta tramite immissione o riflessione di fotoni nella banda del visibile (di solito nella parte superiore dello spettro).

Durante e dopo ogni inoculazione del prodotto, il geologo, il biologo o il naturalista la terranno sotto osservazione per circa 15 minuti per monitorare eventuali segni di una reazione allergica.


Riceverà più inoculazioni di Paleoart. La successiva inoculazione può essere somministrata da 4 a 12 secondi dopo la prima inoculazione. Non le verrà comunicato quando dovrà recarsi per ricevere la seconda inoculazione.

Se viene somministrata la prima inoculazione di Paleoart, per completare il ciclo di somministrazione anche la successiva inoculazione dovrà essere con Paleoart.


Se salta l’appuntamento per la successiva inoculazione di Paleoart

Se dimentica di tornare all'orario previsto, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. È importante che torni per la successiva inoculazione di Paleoart. Se dimentica l'inoculazione programmata, potrebbe non essere completamente protetto contro l'analisi dei fossili.


4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo prodotto può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informi il geologo, il biologo o il naturalista.


Richieda assistenza paleontologica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica. Tali reazioni possono includere una combinazione di uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

- sensazione di svenimento o stordimento

- cambiamenti nel battito cardiaco

- fiato corto

- respiro sibilante

- alterazioni dell'umore

- crisi isterica

- nausea o vomito

- mal di stomaco.


Con Paleoart possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

- fastidio, insofferenza o avversione verso il sito in cui viene praticata l'inoculazione

- sensazione di stanchezza (affaticamento) o sensazione di malessere generale

- brividi

- mal di testa

- sensazione di malessere (nausea)

- dolore alle articolazioni o dolore muscolare alla mano (in particolari, al pollice)

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- chiusura della pagina del sito in cui viene praticata l'inoculazione

- febbre da fanboy

- malessere o diarrea da feathernazi

- bassi livelli di ironia

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

- dipendenza

- diminuzione dell'appetito

- ingrossamento della casella di posta

- crollo della vita sociale

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)

- coaguli di fanatismo spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), associati a bassi livelli di autoironia


Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


5. Come conservare Paleoart

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Il geologo, il biologo o il naturalista sono responsabili della conservazione di questo prodotto e dello smaltimento corretto di qualsiasi prodotto inutilizzato oppure obsoleto. Le seguenti informazioni sulla conservazione, la scadenza, l'uso, la manipolazione e lo smaltimento sono destinate agli operatori divulgativi.

Non utilizzare questo prodotto dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese in cui è stato pubblicato un articolo peer-reviewed che smentisce la dose somministrata.

Conservare in memorie esterne (biblioteche, hard disk).

Non congelare.

Tenere i flaconcini nell'imballaggio esterno per proteggerli dalla letteratura tecnica.

Gettare il flaconcino se la sospensione presenta un’alterazione del colore o se si osservano troppi meme.

Non agitare polemiche.

Paleoart contiene iconografie culturalmente modificate (ICM). Il prodotto non utilizzato o i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle linee guida locali per gli ICM o i rifiuti a rischio culturale. Le fuoriuscite devono essere disinfettate utilizzando agenti con attività contro il registro fossilifero.


6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Paleoart

Una dose contiene:

Derivato culturale del registro fossilifero.

Questo prodotto contiene IGM.

Gli altri eccipienti sono estro artistico, tecnica pittorica, talento fotografico e consulenza paleontologica.


Descrizione dell’aspetto di Paleoart e contenuto della confezione

Sospensione dell'incredulità. La sospensione si presenta da incolore a fortemente saturata.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


Questo foglio illustrativo è stato aggiornato

A questo medicinale è stata rilasciata un’autorizzazione “subordinata a condizioni”. Ciò significa che devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale.

L’Agenzia europea dei medicinali esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni su questo medicinale e questo foglio illustrativo verrà aggiornato, se necessario.

Altre fonti d’informazioni

Scansionare il codice QR con un dispositivo mobile per ottenere queste informazioni in diverse linguewww.l'analisi dei fossili.com Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea dei meme, http://www.mema.europa.eu

Questo foglio è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea/dello Spazio economico europeo sul sito web dell’Agenzia europea dei meme.





14 aprile 2021

Il Dio dell'Anatomia Comparata è generoso, se sappiamo onorarlo

 

Esempio di come sia complesso dedurre il tegumento della testa in un dinosauro: nessuna specie moderna è - presa da sola - un analogo sufficiente.


Le analisi morfospaziali dei post precedenti non sono qualcosa di calato dal cielo senza alcuna relazione con la scienza paleontologia. Difatti, essi sono solamente la formalizzazione matematizzata di un approccio dalla storia gloriosa: l'anatomia comparata applicata ai fossili. Grazie all'anatomia comparata, difatti, possiamo dedurre molti elementi anatomici delle specie estinte, confrontandole con quelle viventi e soffermandosi sui dettagli fini che legano le ossa con le parti molli (perdute nei fossili). 

I rettili moderni sono degli ottimi esempi per dedurre in modo scientifico e replicabile la relazione tra tipologia di superficie ossea e tegumento della testa.

Squamati come Moloch e i coccodrilli come Caiman sono esempi estremi della variazione di tegumento in funzione della tessitura ossea. In particolare, è da sottolineare che la tessitura della parte dorsale e intorno alle orbite è in parte indipendente da quella della regione del muso e della bocca, e possono evolvere secondo logiche distinte.

Nel moloch, la tessitura delle ossa della bocca è liscia e perforata da un numero ridotto di forami distanziati tra loro (B): a questa tessitura corrisponde la presenza di labbra rigide dotate di squame. Al contrario, la tessitura della zona orbitale e del tetto del cranio è marcatamente rugosa e ornamentata (A): a questa tessitura corrisponde una vistosa ed elaborata ornamentazione di spine e processi cornei.

Nel coccodrillo, la tessitura della bocca è rugosa e perforata da un gran numero di forami ravvicinati tra loro (D): a questa tessitura corrisponde una bocca priva di labbra e rivestita da una spessa struttura cornea uniforme e relativamente liscia. Il tetto del cranio e la zona orbitale è scolpita da solchi e corrugamenti, ma essa è priva di processi rugosi proiettati lateralmente o dorsalmente: a questa tessitura corrisponde una pelle squamosa ma priva di vistose ornamentazioni cornee, in continuità con quella della bocca.

Il cranio di Majungasaurus mostra una combinazione degli elementi ossei di Moloch e Caiman: come lo squamato, le ossa del tetto del cranio e delle zone orbitaria sono rivestite da processi rugosi prominenti. Quindi, deduciamo che in vita avesse la zona dorsale della testa e la zona degli occhi ornamentata da spine prominenti e corna. La zona del muso delle mandibole è invece ornamentata da una fitta rete di rugosità e da una densa serie di forami neurovascolari, più simile alla condizione del coccodrillo. Pertanto, deduciamo che la zona orale non fosse rivestita da labbra "da squamato" ma avesse una spessa protezione cornea uniforme simile a quella dei coccodrilli.

Majungasaurus, e in generale la maggioranza dei fossili di specie non direttamente imparentate con le forme attuali, tendono quindi a mostrare un mix di elementi deducibili dalle specie attuali. Non ricadono perfettamente in un singolo analogo odierno, e per essere compresi pretendono una visione complessa, variegata e plurale. Illudersi di avere un "modello unico" di riferimento col quale plasmare ogni ricostruzione è quindi una illusione ingenua. All'interno di Theropoda abbiamo una ricca varietà di tessiture sia della zona orale che dorsolaterale, che spaziano ampiamente lungo le condizioni che vediamo oggi in uccelli, coccodrilli, squamati e tartatughe. Per questo motivo, il metodo "olistico" basato su un insieme variegato di molti elementi anatomici, che ho proposto nei precedenti post, è sicuramente più realistico rispetto alle narrazioni semplicistiche fondate su uno o pochi "modelli animali" (ad esempio, il modello "varano") o su un ridotto numero di tratti anatomici presi come "stele di Rosetta" per le ricostruzioni (come il numero dei forami laterali delle ossa dentigere).

Per ricostruire i fossili non serve speculare: basta analizzare i dettagli anatomici e cercare nel mondo vivente la risposta alle domande che i fossili stessi, con la loro morfologia, ci pongono in modo puntuale.

 

13 aprile 2021

Becchi, guance e altre amene mollezze

 


Ecco una versione aggiornata e più raffinata dell'analisi discussa nel post precedente.

In questo caso, è possibile distinguere le labbra "lacertiliane" da quella "mammaliane", così come emerge una "zona becco" ed una "sorriso da coccodrillo".

11 aprile 2021

Possiamo predire "matematicamente" la presenza delle labbra nei fossili?

Due ricostruzioni alternative della bocca di Tyrannosaurus. A sinistra, versione con labbra (opera di M. Witton), a destra, versione senza labbra (opera di A. Palmer). Esiste un criterio matematico per decidere quale delle due opzioni sia più valida? Forse, sì... [immagine presa da YouTube]

Nel precedente post, ho discusso un metodo alternativo per categorizzare i crani fossili in base a caratteristiche della loro superficie esterna, caratteristiche che nelle specie attuali sono associate a differenti tipi di tessuto molle e tegumentario della regione orale.

L'analisi concludeva che le specie estinte considerate (dinosauri) non siano riconducibili in modo netto ai modelli viventi oggi, ma che esse si distribuiscano lungo regioni intermedie tra le condizioni che osserviamo negli uccelli, nei coccodrilli e nei lepidosauri.

Ho espanso il campione dell'analisi, includendo alcuni mammiferi moderni, compreso il delfino fluviale Platanista, che si distingue dai mammiferi di terraferma per avere una condizione inusuale, in cui le labbra della parte anteriore del muso sono ridotte e la dentatura è esposta permanentemente (ringrazio Ivan Iofrida per avermi suggerito di includere quel cetaceo). 

L'analisi ha dato risultati molto interessanti: nel grafico basato sulle componenti principali calcolate dalle distanze euclidee dei parametri morfologici, i mammiferi terrestri si collocano difatti nella medesima regione dei lepidosauri, mentre Platanista si dispone in una zona intermedia prossima a uccelli e tartarughe terrestri. Inoltre, è interessante constatare che anche la tartaruga acquatica Apalone, che è dotata di labbra carnose, si collochi nella zona dei lepidosauri e dei mammiferi. Questo risultato mi ha molto colpito, perché sia i mammiferi terrestri che i lepidosauri sono dotati di labbra (sebbene non omologhe), mentre uccelli, tartarughe terrestri e coccodrilli ne sono privi. Pertanto, la distribuzione delle specie (che, ripeto, è stata ricavata unicamente dalla loro reciproca somiglianza in base a caratteristiche delle ossa, senza tenere in considerazione la parti molli) collima fedelmente con la presenza di labbra nelle medesime specie: le specie con labbra (indipendentemente dalla omologia dei tessuti che le formano) si raggruppano assieme nella medesima zona, mentre quelle senza labbra si raggruppano assieme in un'altra zona del grafico.

Ho quindi "chiesto" al programma di suddividere le specie risultate in due categorie (usando la funzione K-means tra quelle di clustering, con K = 2 categorie), in base alla loro distanza euclidea reciproca calcolata dalla matrice delle caratteristiche osteologiche usate per l'analisi.

L'analisi di clustering raggruppa le specie viventi in due gruppi che sono perfettamente corrispondenti con la presenza/assenza delle labbra: mammiferi terrestri, lepidosauri e Apalone formano un gruppo, mentre uccelli, tartarughe terrestri, coccodrilli e Platanista formano un altro gruppo. Ovvero: il programma è in grado di discriminare le specie con labbra da quelle senza labbra!

Ho quindi allargato ulteriormente il campione di dinosauri analizzati, includendo un ornitischio basale (Heterodontosaurus) e due sauropodomorfi triassici (Eoraptor e Plateosaurus), e ho ripetuto l'analisi, chiedendo al programma di classificare le specie incluse ancora in base a due categorie.

Le specie viventi sono confermate essere distinguibili in due categorie legate alla presenza/assenza di labbra:

Puffin : Lips absent

Condor : Lips absent

Albatros : Lips absent

Cassowary : Lips absent

Varanus : Lips present

Iguana : Lips present

Sphenodon : Lips present

Tegu : Lips present

Crocodylus : Lips absent

Gavialis: Lips absent

Soft shelled turtle : Lips present

African spurred tortoise : Lips absent

Equus : Lips present

Panthera : Lips present

Hippopotamus : Lips present

Platanista : Lips absent


Ripeto, il programma predice perfettamente la presenza delle labbra nelle specie viventi:

Tutte le specie con labbra sono collocate nel gruppo 1, nessuna nel gruppo 2.

Tutte le specie senza labbra sono collocate nel gruppo 2, nessuna nel gruppo 1.

 Pertanto, non c'è motivo per dubitare che l'analisi non sia in grado di fare altrettanto per le specie fossili.

Ecco quindi cosa predice il medesimo programma in merito alla presenza di labbra nei dinosauri fossili:

Dromaeosaurid : Lips absent

Tyrannosaurid : Lips absent

Spinosaurid : Lips absent

Abelisaurid : Lips absent

Therizinosaurid : Lips present

Ceratopsid : Lips present

Iguanodontid : Lips present

Heterodontosaurus : Lips present

Diplodocid : Lips absent

Plateosaurus : Lips present

Eoraptor : Lips present


Ovviamente, il metodo che ho qui sviluppato (almeno nella sua forma attuale) non è in grado di prevedere se le labbra saranno di tipo lacertiliano o mammaliano, né se l'assenza di labbra implichi un muso da uccello piuttosto che un muso da coccodrillo (ma questo si può in parte dedurre dalla posizione delle specie nel grafico basato sull'analisi delle componenti principali), ma perlomeno mostra che è possibile distinguere le specie con labbra da quelle senza labbra usando un approccio matematico che calcola il grado di somiglianza generale nei pattern di distribuzione delle caratteristiche esteriori delle ossa.

Forse a qualcuno questo metodo non piacerà... ma funziona.