11 maggio 2009

Borogovia (Osmolska, 1987) dal Paese delle Meraviglie

Venerdì scorso ho visto la foto di un nuovo esemplare di troodontide derivato non ancora descritto. Un bel cranio, mancante la parte rostrale della zona preorbitale. La tassonomia interna dei troodontidi derivati è ancora incerta. Nomi sono stati creati per taxa di livelli fossiliferi prossimi, se non coevi, che potrebbero in futuro risultare sinonimi di una o poche forme. Ciò è aggravato dal fatto che, spesso, gli olotipi delle diverse specie sono basati su esemplari non confrontabili direttamente (ad esempio, un cranio vs. un piede). In attesa che sia pubblicata la revisione di Saurornithoides, che mi pare sia in preparazione all’AMNH, cito un caso interessante di troodontide molto derivato, che potrebbe scampare allo sfoltimento tassonomico.

Borogovia gracilicrus (Osmolska, 1987) è basato su un arto posteriore frammentario di un theropode di taglia medio-piccola dalla Formazione Nemegt del Maastricthiano della Mongolia.


L’aspetto più bizzarro di questo theropode è l’asimmetria spinta del suo piede:

1- il secondo dito è corto e privo delle tipiche specializzazioni dei deinonychosauri (unguale falciforme ed ipertrofico), con unguale avente una ridotta curvatura.

2- il terzo dito è il più gracile della triade funzionale.

3-il quarto dito è il più robusto.

La presenza di un quarto dito del piede robusto non è di per sé bizzarra per un troodontide, dato che avere un quarto metatarsale particolarmente robusto è una sinapomorfia di questo gruppo. Da questo punto di vista, Borogovia non è altro che la versione estrema di questa caratteristica troodontide. Curiosamente, un quarto dito del piede più robusto del terzo è presente anche in Mononykus (ma non in Shuvuuia). Inoltre, anche il probabile unenlagiino Austroraptor mostra un quarto dito del piede robusto, almeno rispetto al secondo dito (in precedenti analisi, questo theropode mi risultava in effetti un troodontide, tuttavia, dopo l’immissione di nuovi dati, esso persiste all’interno di Unenlagiinae, in maggiore accordo con la sua collocazione geografica).

Tuttavia, è interessante osservare la quasi assenza di morfologia “deinonychosaura” nel secondo dito di Borogovia. Ciò potrebbe far dubitare del suo status troodontidae. In fondo, il fatto che un quarto dito robusto sia presente in taxa non-troodontidi, in particolare in un alvarezsauride mongolico come Mononykus, potrebbe indicare che, effettivamente, Borogovia sia un altro mononykino.

L’analisi della distribuzione dei caratteri conferma l’attribuzione di Osmolska: Borogovia risulta un troodontide derivato. Pertanto, la bizzarra morfologia del piede, ed in particolare l’assenza di funzionalità predatoria nel secondo dito, sono da interpretare come evoluzioni successive, come segno di allontanamento di Borogovia dall’antica ecologia dei primi deinonychosauri. La parentela stretta con Troodon e Saurornithoides può indicare che anche Borogovia avesse la loro morfologia dentaria, avvalorando l’ipotesi che questo troodontide fossero onnivoro se non pienamente fitofago.

Bibliografia:

Osmolska H., 1987 - Borogovia gracilicrus gen. et sp. nov., a new troodontid dinosaur from the Late Cretaceous of Mongolia. Acta palaeontologica Polonica 32:133-150.

Osmolska H. & Barsbold R., 1990 - Troodontidae. In Weishampel, D.B., Dodson, P., and Osmolska, H., eds., The Dinosauria, Berkeley: University of California Press: 259-268.

4 commenti:

  1. interessante vedere come i caratteri morfologici diano buone indicazioni sull'ecologia...

    ma la particolare morfologia del secondo dito può dare indicazioni predatorie? che so..utile per bloccare magari macroinsetti o lucertole, vista la curvatura atipica dell'artiglio?

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  2. A parte casi rarissimi (come nel famoso fossile dei due dinosauri morti avvinghiati) i caratteri morfologici sono l'UNICA indicazione dell'ecologia di un animale fossile. Da cos'altro si potrebbe ricavare l'ecologia di un animale estinto?

    In ogni caso, se latua domanda si riferisce a Borogovia, credo di no. Si può dedurre che abbia perso le funzioni esistenti in buona parte dei deinonychosauri, ma non credo che si possa dedurre una qualche nuova funzione. Fondamentalmente, questo sembra un caso di reversione della funzione, un ritorno alla "tradizionale" funzione locomotoria priva di funzione predatoria (a meno che non si voglia pensare che il famoso Velociraptor vs. Protoceratops citato prima non ci dica nulla sulla funzione del II dito del piede dromaeosauridae... ma ciò sarebbe un'ipotesi eccessivamente pessimista, che forse piace a certe persone, ma non a me).

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  3. l'icnologia..le tracce di segni su ossa ( tracce di denti o artigli)... non costituiscono indizi per uno studio paleoecologico? oppure i coproliti..o i resti di pasto negli scheletri ( pigne,foglie,etc)...

    intendevo dire questo

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  4. I resti di pasto sono riconducibili alla categoria dei rari casi come Protoceratops vs Velociraptor.
    Le tracce icnologiche sono dati eTologici, non ecologici (postura, velocità, possibile socialità).
    I segni sulle ossa parlano sopratutto dell'etologia (ma non certo della vittima) e non dell'ecologia, a meno che non si voglia stabilire un rapporto preda-predatore per qualsiasi cicatrice ossea che troviamo.
    I coproliti sono utili... ma quasi mai si può risalire all'autore del resto.

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