30 aprile 2021

26 aprile 2021

"Character exclusion" vs "Taxon exclusion"

La parte iniziale di due filogenesi alternative ottenute estraendo a caso 238 caratteri su un campione totale di oltre 1800 e poi ripetendo la medesima procedura con altri 238 caratteri estratti a caso dallo stesso campione totale. Anche senza visualizzare i due alberi interi, notate come essi siano completamente in disaccordo tra loro. Se uno dei due è "corretto", come posso identificarlo?


 

Nel suo blog di pseudo-scienza, l'illustratore David Peters manda avanti una campagna di diffamazione degli zoologi e paleontologi (specialmente se dotati di dottorato di ricerca) costruita intorno alla retorica che egli sia il solo ad aver costruito una filogenesi attendibile dei vertebrati. Il fulcro della sua retorica è il così detto concetto di "taxon exclusion", ovvero l'idea che tutte le filogenesi pubblicate (a parte la sua) siano viziate da un difetto nel campionamento delle specie incluse. Secondo Peters, il campionamento tassonomico (l'inclusione delle specie nell'analisi), qualora sia ampio, è sufficiente per determinare la filogenesi accurata poiché il gran numero dei taxa tenderebbe "automaticamente" a convergere verso la topologia più parsimoniosa in virtù delle serie di transizioni anatomiche che proprio il ricco campionamento permetterebbe di identificare. In pratica, il ragionamento di Peters è che una filogenesi è come un puzzle: se si dispone di un gran numero di pezzi, questi potranno assemblarsi solamente in un solo modo, quello reale. La filogenesi sarebbe quindi una proprietà automatica del campionamento tassonomico una volta che sia superata un numero adeguato di specie.

Al contrario, sostiene Peters, un ricco campionamento di caratteri morfologici, ma privo di ricco campionamento tassonomico, sarebbe incapace di produrre una filogenesi corretta.

Corollario dell'argomentazione di Peters è che una filogenesi sufficientemente ricca di specie non richiede un adeguato campionamento di caratteristiche anatomiche, le quali, oltre un certo numero di caratteri, sarebbero solo dati ridondanti, rumore inutile.

Dato che io dispongo di una filogenesi dei theropodi mesozoici molto ricca sia in termini di taxa che di caratteri (>500 taxa vs >1800 caratteri), posso testare l'ipotesi di Peters. [NB: il campionamento tassonomico dei theropodi della mia matrice è ben maggiore del suo, quindi, secondo la sua logica, la mia matrice è migliore della sua per ricostruire Theropoda]

Se Peters ha ragione, la grande maggioranza dei caratteri nella mia matrice è ridondante e superflua, mentre la mera presenza di centinaia e centinaia di taxa renderebbe la ricostruzione delle "vere relazioni" automatica senza ricorrere a così tanti caratteri.

Per testare questa ipotesi, ho quindi ridotto il numero dei caratteri in matrice, selezionando 238 caratteri estratti a caso. Il numero (238) è lo stesso della pseudo-filogenesi dei vertebrati di Peters.

Se l'ipotesi di Peters è corretta, io dovrei ricavare la filogenesi dei Theropoda mesozoici solamente usando 238 caratteri, indipendentemente da quali siano i 238 caratteri selezionati: ciò che conta è solo l'abbondanza delle specie. Se così fosse, anche con 238 caratteri io mi dovrei aspettare di ricavare una filogenesi molto simile alla tipologia generale che tendo ad ottenere usando tutti gli oltre 1800 caratteri.

Purtroppo per Peters, ciò non accade: la topologia della filogenesi a 238 caratteri è molto diversa da quella con 1800 caratteri, e - dato non secondario - è del tutto incompatibile con qualsiasi filogenesi pubblicata finora negli oltre 35 anni di filogenetica dei theropodi quantitativa.

Non solo, ma se ripeto l'analisi con altri 238 caratteri, ovvero usando un diverso gruppo di caratteri selezionati a caso, non ottengo mai una filogenesi che sia simile al test precedente, né tanto meno alla filogenesi con tutti i 1800 caratteri, né a qualche filogenesi pubblicata in passato.

Perché? Molto brutalmente, perché usare solo 238 caratteri con un campionamento tassonomico di oltre 500 specie è del tutto insufficiente per ricavare relazioni stabili e sensate. Il mero insieme delle specie, se non è accompagnato da un adeguato campionamento dei caratteri, tende ad essere massicciamente influenzato dal più classico degli errori nelle scienze: l'errore di campionamento derivante da pochi dati. Dato che l'omoplasia (convergenze e reversioni) è pervasiva nei vertebrati, dato che i fossili non sono mai completi, dato che diverse regioni anatomiche producono un diverso segnale filogenetico, è evidente che estraendo solo 238 caratteri da un campione di (almeno!) 1800 caratteri validi significa mutilare pesantemente la quantità di informazione disponibile.

Se, come sostiene Peters, una filogenesi di 238 caratteri e centinaia di taxa è "consistente", ed io posso in teoria ottenere un'infinità di filogenesi alternative estraendo a caso 238 caratteri dalla mia lista di oltre 1800, esistono in teoria un'infinità di filogenesi "consistenti". Ma allora, come faccio a decidere quale tra le innumerevoli opzioni alternative ricavabili è quella "corretta"? Siccome ogni singola filogenesi a 238 caratteri è legittimata a considerarsi "valida" dato che comunque qualche segnale corretto contiene, il solo modo per risolvere la questione è creando una filogenesi che includa simultaneamente tutti i "segnali parziali" presenti in ciascuna versione a 238 caratteri. Ovvero, devo usare una filogenesi costruita con tutti e 1800 caratteri. Ovvero, proprio ciò che Peters nega.

Attenzione: non sto dicendo che la mia filogenesi a 1800 caratteri è "quella giusta", sto solo constatando che sicuramente non può esserlo quella realizzato usando solamente "238", perché ridurre i dati per arrivare alla soluzione è improbabile che sia una opzione più solida rispetto a quella con più dati possibili. 

In breve, l'impianto retorico di Peters crolla su sé stesso: noi dobbiamo usare un set di dati che sia ricco e dettagliato sia nei caratteri che nei taxa.

25 aprile 2021

Antropocen[e]trismo

Faune nordamericane dell'Eocene (c) Jay Matternes

 

Nel foglietto illustrativo di un noto prodotto omeopatico è descritto cosa contenga ognuno dei globuli inclusi nella confezione, da assumere per via orale:

"1 dose contiene 1 g di globuli di Anas Barbariae, Hepatis e Cordis extractum 200 K. Questo preparato contiene inoltre sostanze ausiliarie: saccarosio e lattosio."

Il termine "Anas Barbariae, Hepatis e Cordis extractum" è latino e significa "estratto di fegato e cuore di Anas barbariae", ovvero parti delle interiora di un'anatra. Prima che vi prenda un conato di vomito, specialmente se siete vegani, non dovete temere, perché la dicitura continua con la terminologia "200 K". Questo termine indica la procedura di diluizione in acqua del principio attivo (ovvero dell'estratto di fegato e cuore di anatra): 200K significa che ogni parte dell'estratto originario, puro, è stata diluita con 100 parti di acqua, e che questo processo di diluizione in acqua è stato ripetuto 200 volte. In breve, al termine della diluizione, il preparato contiene solo 1/100 elevato a 200 di estratto originario (1 per 10 alla meno 400, ovvero, 0,000....[400 zeri]...00000000001!). Se non mi credete, fate il calcolo, e vedrete che 1/100 elevato a 200 è un numero talmente piccolo che in pratica equivale a zero. E per "zero" intendo che è matematicamente certo che non ci sia più nemmeno una molecola del prodotto originario, ma solo acqua. Ovvero, il prodotto finale della diluzione, quello che viene effettivamente incluso nel prodotto omeopatico, contiene solo acqua, senza niente di remotamente residuale della parte di anatra.

Il foglietto illustrativo dice poi che il prodotto omeopatico contiene anche "sostanze ausiliarie: saccarosio e lattosio". Quindi, vista l'entità della diluzione 200K, il noto prodotto è in definitiva composto solo da acqua, lattosio e saccarosio. Acqua zuccherata.

Non ho svelato alcun segreto, è tutto ben noto ed esplicitamente dichiarato nello stesso bugiardino, e difatti chiunque lo può confermare: quindi non scandalizzatevi se non sapevate che nel foglietto è scritto esplicitamente che avete acquistato acqua zuccherata!

Non sono qui per fare una crociata contro i prodotti omeopatici. Ognuno è libero di acquistare i prodotti omeopatici e di consumarli, se pensa che siano utili per la propria vita privata. Ben altro discorso è sostenere che quei prodotti siano dei medicinali o che contengano qualcosa in grado di curare delle patologie, perché il foglietto illustrativo scritto dalle case di produzione del prodotto omeopatico ed incluso nella confezione non lascia dubbi in proposito: quella è solo acqua zuccherata, e l'acqua zuccherata, anche quella venduta con un nome altisonante e corredata di bugiardino, non è un medicinale.

Ovviamente, per sapere che il prodotto omeopatico è solo zucchero diluito in acqua priva di alcuna traccia di cuore e fegato di anatra, occorre capire cosa significhi la dicitura che ho citato ad inizio post. Se acquistate il prodotto senza leggere il foglietto illustrativo o se non conoscete il latino né il significato di 200K, è difficile che cogliate il fatto che quel prodotto è una finta medicina e la procedura usata per produrlo è solo pseudo-medicina.

La pseudoscienza, difatti, si basa innanzitutto sull'ignoranza del consumatore. Se non conosci il significato dei termini usati, qualsiasi parolone che sembra "scientifico" sarà percepito come frutto di una solida base scientifica. Persino una scatola di palline di zucchero.

Questo post sicuramente mi ha attirato l'odio dei sostenitori dell'omeopatia, nonostante che io, lo ripeto, non abbia niente contro la vendita di palline di zucchero con nomi latineggianti. Se non viola la legge, ognuno può comprare palline di zucchero perché le ritiene una cura per i propri mali. E se qualcuno mi accusa di denigrare l'omeopatia, io mi sono limitato a riportare quanto scritto dentro il foglietto illustrativo del prodotto omeopatico, spiegando il significato dei termini inclusi. Non ho inventato nulla.

Non mi faccio illusioni. Ci sarà sempre chi acquisterà una pillola di zucchero diluita illudendosi di acquistare un ritrovato della scienza. Anche perché esistono innumerevoli modi di addolcire la vita, di diluirne l'asprezza e di credere che ciò possa curare i nostri mali.

Prendete la scienza geologica. Essa ha dimostrato che la storia umana è una misera frazione della Storia Universale. Il posto centrale che avevamo dato a noi stessi nel Creato è stato scardinato dalla Geologia e dalla Paleontologia, che ci hanno scagliato in un eternità di milioni di anni in cui non solo non siamo stati protagonisti, ma non eravamo né attesi né previsti.

La Scienza ha detronizzato l'uomo, scacciando l'antropocentrismo dalla nostra vita, spingendolo a forza fuori dalla Casa del Sapere.

Come sarebbe bello se la Scienza potesse invece ristabilire il nostro ruolo centrale e dominante, se essa potesse dimostrare che l'Uomo è pur sempre il Centro del Creato, che la sua vita e le sue azioni hanno un impatto e una valenza universale, che la nostra esistenza non è effimera e superficiale, bensì funge da fulcro degli eventi. Forse non degli eventi del passato, ma sicuramente di quelli del Futuro.

Il Futuro è dell'Uomo. Egli, nel Bene e nel Male, è artefice del suo destino. Una Nuova Era, l'Età dell'Uomo, si affaccia davanti a noi. Lo abbiamo scoperto, purtroppo, dai segni della malattia globale che abbiamo innescato, della Febbre planetaria che abbiamo acceso. L'età umana, in cui il nostro impatto sul pianeta si appresta a stravolgere e condizionare il futuro, ha quindi bisogno di un nome, un nome scientifico, che sia analogo e in continuità con le Epoche della Terra Passata. 

Ecco come nasce il bisogno dell'Antropocene. L'Antropocene è la Stratigrafia piegata all'Antropocentrismo, la nostra eterna ossessione autoreferenziale che si auto-proclama Età del Mondo.

Inutile rimarcare quanto detto tante volte in passato: l'Antropocene non è un termine geologico valido, sia sul piano pratico che teorico, e pertanto non è in alcun modo un termine valido per definire una fantomatica età dell'Uomo in fieri. Anzi, l'Antropocene è persino dannoso, perché riporta in auge una visione del mondo che colloca l'uomo al centro dell'universo. L'errore di base del concetto di "Antropocene" è l'illudersi che gli eventi attuali di natura antropoGenica siano sufficienti per giustificare una nuova età geologica definita dall'azione umana. Purtroppo per noi, alla scala dei tempi geologici, è improbabile che gli eventi di questo secolo (o dei prossimi) possano incidere in modo duraturo sulla dinamica a larga scala dei processi geologici, quelli che normalmente consideriamo per definire le età della Terra.

Nella più ottimistica (per la nostra arroganza) o pessimistica (per la nostra sopravvivenza) prospettiva, la serie di fenomeni geologici e climatici indotti dall'attività umana porterà a cambiamenti ambientali di durata compresa tra qualche centinaio e qualche decina di migliaia di anni. Dopo di che, è plausibile che il sistema Terra tornerà a seguire le normali dinamiche tipiche dell'Olocene e del Tardo Cenozoico. Ovvero, anche ammettendo qualche decina di migliaia di anni di "mondo antropocenico", il sistema tornerà naturalmente alle condizioni tipiche degli ultimi 1-2 milioni di anni. Ha senso battezzare una nuova epoca per qualcosa che al massimo durerà qualche migliaio di anni? No, altrimenti dovremmo riempire la cronologia della Terra di molte centinaia di mini-epoche di durata comparabile.

Come faccio a saperlo? Perché episodi di intensità e durata analoghi a quelli che stiamo innescando sono avvenuti innumerevoli volte nella Storia della Terra. A questi fenomeni diamo il nome di eventi, ma non li consideriamo sufficienti per definire delle epoche. Non abbiamo creato un'epoca per i vari eventi di optimum climatico cenozoici e mesozoici, perché quello in atto dovrebbe essere speciale? Solo perché è opera nostra? Allora è vero che agiamo spinti dall'antropocentrismo più che dalla logica e dalla ragione.

In conclusione, l'Antropocene è Omeopatia Stratigrafica, è l'eterno ritorno dell'Antropocentrismo, diluito per entrare fluidamente dalla finestra dopo che lo avevamo fatto uscire dalla porta. Ma anche in forma diluita, esso è pur sempre un prodotto pseudo-scientifico privo di consistenza e solidità scientifica.


24 aprile 2021

Il Bingo di Billy World III


 Manca ancora più di un anno al film dell'anno, e questo distacco temporale ci permette di azzardare la trama di Billy World 3 senza correre il rischio di essere contaminati dalla immonda concentrazione di spoiler con cui vengono confezionati i trailer/teaser dei film nel XXI Secolo.

Vi propongo questa sfida: un bingo sugli elementi generali della trama del film. Tanto più prevedibile è il film tanto più caselle saranno riempite. Il gioco è a rischio zero: se il film sarà totalmente prevedibile, farò la mia bella figura di spocchiosetto intellettuale che ha azzeccato ogni elemento della trama; oppure, se il film sarà totalmente innovativo ed imprevedibile, e quindi non avrò azzeccato nulla, perlomeno mi godrò un film del tutto nuovo e quindi sicuramente appassionante. 

In ogni caso, una parte di me sarà soddisfatta.

Qui sopra, ho elencato 16 possibili elementi che -temo- troveremo in Billy World 3:

COVID-19. Purtroppo, questo maledetto virus ha riempito le nostre vite da ormai oltre un anno, quindi non mi stupirei se fosse incluso nella trama.

GO TO ISLAND. Come nei precedenti episodi, i protagonisti andranno su un'isola. Nublar? Sorna? Un'altra delle Cinque Morti? Poco importa, basta che sia un'isola.

RESCUE DINOS. I poveri dinosauri (specialmente i pucciosi erbivori dallo sguardo da pesce lesso) sono nelle grinfie di qualche capitalista nemico degli animali e occorre che i nostri eroi li salvino.

STUPID GUNMEN. Non è un Billy Movie se non ci sono almeno un paio di stupidi uomini armati incapaci di centrare un dinosauro da 20 metri e che finiscono uccisi in modo atroce. Vedi anche la voce "stormtrooper".

NEW BIG THEROPOD. Io sento puzza di Carcharodontosauride, oppure di Megaraptoro ingrassato... Insomma, un nuovo theropode gigante che recita la parte dello Spinozilla o del Indominchius-non-OGM.

REX MACHINA. Ovvero, Rexy il T-Rex che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

FAMILY DRAMA. C'è sempre qualche stupido dramma familiare (divorzi, separazioni, scontri generazionali) nonostante che a nessuno del pubblico importi neanche una soletta bucata di sorbirsi queste cose in un film con dinosauri.

BLUE EX MACHINA. Ovvero, Blue (il salamandroraptor) che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

GRANT DIES. Vedi alla voce "Ian [Han] Solo in Episodio non-mi-ricordo-il-numero".

KIDS. Ci sono sempre degli stupidi marmocchi. E sono odiosi.

A BILLIONAIRE. C'è sempre un qualche miliardario capitalista, non importa se mecenate o squalo di Wall Street. 

RAPTOR PACK. Blue mette su famiglia? Una nidiata di raptor addomesticati? Non c'è limite alla mania eusociale coi theropodi mesozoici.

HYBRIDS. Hanno detto che non ci saranno ibridi. Quindi ci saranno.

MOSASAUR EX MACHINA. Ovvero, il mosasauro kilometrico che arriva e salva gli eroi da una situazione mortale.

ESCAPE FROM ISLAND. Siccome qualcuno andrà su un'isola, qualcuno dovrà scappare dall'isola.

RESCUE PEOPLE. I dinosauri finiscono sempre per mettere in pericolo degli esseri umani, ed i nostri eroi devono tentare di salvarli.


Questo post sarà riesumato nel Giugno del 2022 e usato per quantificare il grado di prevedibilità di Billy World 3.


21 aprile 2021

I Predatori del Halszka Perduta




Vi segnalo per il prossimo 30 Aprile, un evento online in cui parlerò di Halszkaraptor.

17 aprile 2021

Il bugiardino della Paleoarte


 


B. FOGLIO ILLUSTRATIVO


Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore


Paleoart, analgesico per occhi e menti

Analgesico contro il Tempo Profondo

Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.

Legga attentamente questo foglio prima che sia somministrato il prodotto perché contiene importanti informazioni per lei.

- Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.

- Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista.

- Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

3. Come viene somministrato Paleoart

4. Possibili effetti indesiderati

5. Come conservare Paleoart

6. Contenuto della confezione e altre informazioni


1. Cos’è Paleoart e a cosa serve

Paleoart è utilizzato per prevenire l'analisi dei fossili, malattia causata dal contatto con il record paleontologico. Paleoart viene somministrato ad adulti di età pari o superiore a 18 anni. Il prodotto stimola le difese naturali dell’organismo (il sistema immaginifico) a produrre suggestioni e meme specializzati che agiscono contro il registro fossilifero, fornendo così protezione contro l'analisi dei fossili.

Nessuno dei componenti di questo prodotto può provocare l'analisi dei fossili.


2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Paleoart

Il prodotto non deve essere somministrato:

- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo prodotto (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista prima che le sia somministrato Paleoart:

- se ha avuto una grave reazione allergica dopo qualsiasi altra inoculazione di prodotto o dopo che le è stato somministrato Paleoart in passato;

- se è mai svenuto dopo un'inoculazione con un meme;

- se soffre di una grave intolleranza alla iconografia. Può invece ricevere la somministrazione se ha febbre leggera o una blanda intolleranza all'iconografia;

- se ha problemi di speculazione o di formazione di meme o se sta assumendo un'ideologia anti-intellettuale (per prevenire la formazione di spirito critico);

- se il suo sistema immaginifico non funziona correttamente (ironico-deficienza) o sta assumendo medicinali che indeboliscono il sistema immaginifico (come formalismo ad alto dosaggio, soppressori della fantasia o letteratura peer-reviewed).

Se non è sicuro se una delle condizioni sopra descritte la riguardi, ne parli con il geologo, il biologo o il naturalista prima che le venga somministrato il prodotto.

Come con qualsiasi prodotto, il ciclo di somministrazione a più dosi di Paleoart potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono. La durata della protezione non è nota. Al momento sono disponibili dati limitati sull'efficacia di Paleoart in soggetti di età pari o superiore a 55 anni.

Disturbi del pensiero critico

Coaguli di fanatismo molto rari, spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), in associazione a bassi livelli di autoironia, in alcuni casi accompagnati da surriscaldamento, sono stati osservati dopo la somministrazione con Paleoart. Questa condizione includeva casi gravi con boicottaggio in siti diversi o insoliti come pure settarismo o fanatismo eccessivi in più media.

La maggior parte di questi casi si è verificata nei primi quattordici giorni successivi alla somministrazione e si è verificata principalmente in maschi sotto i 30 anni di età. In alcuni casi questa condizione ha provocato meme.

Si rivolga immediatamente a un paleontologo in caso di respiro affannoso, dolore al petto, gonfiore alle gambe o dolore addominale persistente dopo la somministrazione.

Inoltre, consulti immediatamente un paleontologo se, dopo alcuni giorni, si verificano mal di testa intensi o persistenti o visione offuscata dopo la somministrazione, o se dopo pochi giorni compaiono email sulla casella di posta o messaggistica in un punto diverso dal sito di somministrazione.

Bambini e adolescenti

Paleoart non è raccomandato nei bambini di età inferiore a 18 anni. Al momento non sono disponibili sufficienti informazioni sull'uso di Paleoart nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni, ma è riconosciuto che l'eccessivo uso in soggetti sensibili porta a dipendenza patologica.

Altri medicinali e Paleoart

Informi il geologo, il biologo o il naturalista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro concetto o prodotto contro l'immaginazione.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al paleontologo prima di ricevere questo prodotto.


Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Alcuni degli effetti indesiderati di Paleoart elencati al paragrafo 4 (Possibili effetti indesiderati) possono temporaneamente ridurre la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari. Se non si sente bene dopo la somministrazione, non guidi veicoli né usi macchinari. Attenda fino alla scomparsa di questi effetti prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari.


Paleoart contiene forme e colori

Questo medicinale contiene meno del 1% di spessore, ossia è essenzialmente "2D". Questo medicinale contiene più del 50% di colore. La piccola quantità di forma in questo medicinale non avrà effetti evidenti.


3. Come viene somministrato Paleoart

Paleoart viene somministrato mediante inoculazione diretta tramite immissione o riflessione di fotoni nella banda del visibile (di solito nella parte superiore dello spettro).

Durante e dopo ogni inoculazione del prodotto, il geologo, il biologo o il naturalista la terranno sotto osservazione per circa 15 minuti per monitorare eventuali segni di una reazione allergica.


Riceverà più inoculazioni di Paleoart. La successiva inoculazione può essere somministrata da 4 a 12 secondi dopo la prima inoculazione. Non le verrà comunicato quando dovrà recarsi per ricevere la seconda inoculazione.

Se viene somministrata la prima inoculazione di Paleoart, per completare il ciclo di somministrazione anche la successiva inoculazione dovrà essere con Paleoart.


Se salta l’appuntamento per la successiva inoculazione di Paleoart

Se dimentica di tornare all'orario previsto, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. È importante che torni per la successiva inoculazione di Paleoart. Se dimentica l'inoculazione programmata, potrebbe non essere completamente protetto contro l'analisi dei fossili.


4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo prodotto può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informi il geologo, il biologo o il naturalista.


Richieda assistenza paleontologica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica. Tali reazioni possono includere una combinazione di uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

- sensazione di svenimento o stordimento

- cambiamenti nel battito cardiaco

- fiato corto

- respiro sibilante

- alterazioni dell'umore

- crisi isterica

- nausea o vomito

- mal di stomaco.


Con Paleoart possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

- fastidio, insofferenza o avversione verso il sito in cui viene praticata l'inoculazione

- sensazione di stanchezza (affaticamento) o sensazione di malessere generale

- brividi

- mal di testa

- sensazione di malessere (nausea)

- dolore alle articolazioni o dolore muscolare alla mano (in particolari, al pollice)

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- chiusura della pagina del sito in cui viene praticata l'inoculazione

- febbre da fanboy

- malessere o diarrea da feathernazi

- bassi livelli di ironia

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

- dipendenza

- diminuzione dell'appetito

- ingrossamento della casella di posta

- crollo della vita sociale

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)

- coaguli di fanatismo spesso in siti insoliti (ad es. Twitter), associati a bassi livelli di autoironia


Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al geologo, al biologo o al naturalista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.


5. Come conservare Paleoart

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Il geologo, il biologo o il naturalista sono responsabili della conservazione di questo prodotto e dello smaltimento corretto di qualsiasi prodotto inutilizzato oppure obsoleto. Le seguenti informazioni sulla conservazione, la scadenza, l'uso, la manipolazione e lo smaltimento sono destinate agli operatori divulgativi.

Non utilizzare questo prodotto dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese in cui è stato pubblicato un articolo peer-reviewed che smentisce la dose somministrata.

Conservare in memorie esterne (biblioteche, hard disk).

Non congelare.

Tenere i flaconcini nell'imballaggio esterno per proteggerli dalla letteratura tecnica.

Gettare il flaconcino se la sospensione presenta un’alterazione del colore o se si osservano troppi meme.

Non agitare polemiche.

Paleoart contiene iconografie culturalmente modificate (ICM). Il prodotto non utilizzato o i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle linee guida locali per gli ICM o i rifiuti a rischio culturale. Le fuoriuscite devono essere disinfettate utilizzando agenti con attività contro il registro fossilifero.


6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Paleoart

Una dose contiene:

Derivato culturale del registro fossilifero.

Questo prodotto contiene IGM.

Gli altri eccipienti sono estro artistico, tecnica pittorica, talento fotografico e consulenza paleontologica.


Descrizione dell’aspetto di Paleoart e contenuto della confezione

Sospensione dell'incredulità. La sospensione si presenta da incolore a fortemente saturata.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.


Questo foglio illustrativo è stato aggiornato

A questo medicinale è stata rilasciata un’autorizzazione “subordinata a condizioni”. Ciò significa che devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale.

L’Agenzia europea dei medicinali esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni su questo medicinale e questo foglio illustrativo verrà aggiornato, se necessario.

Altre fonti d’informazioni

Scansionare il codice QR con un dispositivo mobile per ottenere queste informazioni in diverse linguewww.l'analisi dei fossili.com Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea dei meme, http://www.mema.europa.eu

Questo foglio è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea/dello Spazio economico europeo sul sito web dell’Agenzia europea dei meme.





14 aprile 2021

Il Dio dell'Anatomia Comparata è generoso, se sappiamo onorarlo

 

Esempio di come sia complesso dedurre il tegumento della testa in un dinosauro: nessuna specie moderna è - presa da sola - un analogo sufficiente.


Le analisi morfospaziali dei post precedenti non sono qualcosa di calato dal cielo senza alcuna relazione con la scienza paleontologia. Difatti, essi sono solamente la formalizzazione matematizzata di un approccio dalla storia gloriosa: l'anatomia comparata applicata ai fossili. Grazie all'anatomia comparata, difatti, possiamo dedurre molti elementi anatomici delle specie estinte, confrontandole con quelle viventi e soffermandosi sui dettagli fini che legano le ossa con le parti molli (perdute nei fossili). 

I rettili moderni sono degli ottimi esempi per dedurre in modo scientifico e replicabile la relazione tra tipologia di superficie ossea e tegumento della testa.

Squamati come Moloch e i coccodrilli come Caiman sono esempi estremi della variazione di tegumento in funzione della tessitura ossea. In particolare, è da sottolineare che la tessitura della parte dorsale e intorno alle orbite è in parte indipendente da quella della regione del muso e della bocca, e possono evolvere secondo logiche distinte.

Nel moloch, la tessitura delle ossa della bocca è liscia e perforata da un numero ridotto di forami distanziati tra loro (B): a questa tessitura corrisponde la presenza di labbra rigide dotate di squame. Al contrario, la tessitura della zona orbitale e del tetto del cranio è marcatamente rugosa e ornamentata (A): a questa tessitura corrisponde una vistosa ed elaborata ornamentazione di spine e processi cornei.

Nel coccodrillo, la tessitura della bocca è rugosa e perforata da un gran numero di forami ravvicinati tra loro (D): a questa tessitura corrisponde una bocca priva di labbra e rivestita da una spessa struttura cornea uniforme e relativamente liscia. Il tetto del cranio e la zona orbitale è scolpita da solchi e corrugamenti, ma essa è priva di processi rugosi proiettati lateralmente o dorsalmente: a questa tessitura corrisponde una pelle squamosa ma priva di vistose ornamentazioni cornee, in continuità con quella della bocca.

Il cranio di Majungasaurus mostra una combinazione degli elementi ossei di Moloch e Caiman: come lo squamato, le ossa del tetto del cranio e delle zone orbitaria sono rivestite da processi rugosi prominenti. Quindi, deduciamo che in vita avesse la zona dorsale della testa e la zona degli occhi ornamentata da spine prominenti e corna. La zona del muso delle mandibole è invece ornamentata da una fitta rete di rugosità e da una densa serie di forami neurovascolari, più simile alla condizione del coccodrillo. Pertanto, deduciamo che la zona orale non fosse rivestita da labbra "da squamato" ma avesse una spessa protezione cornea uniforme simile a quella dei coccodrilli.

Majungasaurus, e in generale la maggioranza dei fossili di specie non direttamente imparentate con le forme attuali, tendono quindi a mostrare un mix di elementi deducibili dalle specie attuali. Non ricadono perfettamente in un singolo analogo odierno, e per essere compresi pretendono una visione complessa, variegata e plurale. Illudersi di avere un "modello unico" di riferimento col quale plasmare ogni ricostruzione è quindi una illusione ingenua. All'interno di Theropoda abbiamo una ricca varietà di tessiture sia della zona orale che dorsolaterale, che spaziano ampiamente lungo le condizioni che vediamo oggi in uccelli, coccodrilli, squamati e tartatughe. Per questo motivo, il metodo "olistico" basato su un insieme variegato di molti elementi anatomici, che ho proposto nei precedenti post, è sicuramente più realistico rispetto alle narrazioni semplicistiche fondate su uno o pochi "modelli animali" (ad esempio, il modello "varano") o su un ridotto numero di tratti anatomici presi come "stele di Rosetta" per le ricostruzioni (come il numero dei forami laterali delle ossa dentigere).

Per ricostruire i fossili non serve speculare: basta analizzare i dettagli anatomici e cercare nel mondo vivente la risposta alle domande che i fossili stessi, con la loro morfologia, ci pongono in modo puntuale.

 

13 aprile 2021

Becchi, guance e altre amene mollezze

 


Ecco una versione aggiornata e più raffinata dell'analisi discussa nel post precedente.

In questo caso, è possibile distinguere le labbra "lacertiliane" da quella "mammaliane", così come emerge una "zona becco" ed una "sorriso da coccodrillo".

11 aprile 2021

Possiamo predire "matematicamente" la presenza delle labbra nei fossili?

Due ricostruzioni alternative della bocca di Tyrannosaurus. A sinistra, versione con labbra (opera di M. Witton), a destra, versione senza labbra (opera di A. Palmer). Esiste un criterio matematico per decidere quale delle due opzioni sia più valida? Forse, sì... [immagine presa da YouTube]

Nel precedente post, ho discusso un metodo alternativo per categorizzare i crani fossili in base a caratteristiche della loro superficie esterna, caratteristiche che nelle specie attuali sono associate a differenti tipi di tessuto molle e tegumentario della regione orale.

L'analisi concludeva che le specie estinte considerate (dinosauri) non siano riconducibili in modo netto ai modelli viventi oggi, ma che esse si distribuiscano lungo regioni intermedie tra le condizioni che osserviamo negli uccelli, nei coccodrilli e nei lepidosauri.

Ho espanso il campione dell'analisi, includendo alcuni mammiferi moderni, compreso il delfino fluviale Platanista, che si distingue dai mammiferi di terraferma per avere una condizione inusuale, in cui le labbra della parte anteriore del muso sono ridotte e la dentatura è esposta permanentemente (ringrazio Ivan Iofrida per avermi suggerito di includere quel cetaceo). 

L'analisi ha dato risultati molto interessanti: nel grafico basato sulle componenti principali calcolate dalle distanze euclidee dei parametri morfologici, i mammiferi terrestri si collocano difatti nella medesima regione dei lepidosauri, mentre Platanista si dispone in una zona intermedia prossima a uccelli e tartarughe terrestri. Inoltre, è interessante constatare che anche la tartaruga acquatica Apalone, che è dotata di labbra carnose, si collochi nella zona dei lepidosauri e dei mammiferi. Questo risultato mi ha molto colpito, perché sia i mammiferi terrestri che i lepidosauri sono dotati di labbra (sebbene non omologhe), mentre uccelli, tartarughe terrestri e coccodrilli ne sono privi. Pertanto, la distribuzione delle specie (che, ripeto, è stata ricavata unicamente dalla loro reciproca somiglianza in base a caratteristiche delle ossa, senza tenere in considerazione la parti molli) collima fedelmente con la presenza di labbra nelle medesime specie: le specie con labbra (indipendentemente dalla omologia dei tessuti che le formano) si raggruppano assieme nella medesima zona, mentre quelle senza labbra si raggruppano assieme in un'altra zona del grafico.

Ho quindi "chiesto" al programma di suddividere le specie risultate in due categorie (usando la funzione K-means tra quelle di clustering, con K = 2 categorie), in base alla loro distanza euclidea reciproca calcolata dalla matrice delle caratteristiche osteologiche usate per l'analisi.

L'analisi di clustering raggruppa le specie viventi in due gruppi che sono perfettamente corrispondenti con la presenza/assenza delle labbra: mammiferi terrestri, lepidosauri e Apalone formano un gruppo, mentre uccelli, tartarughe terrestri, coccodrilli e Platanista formano un altro gruppo. Ovvero: il programma è in grado di discriminare le specie con labbra da quelle senza labbra!

Ho quindi allargato ulteriormente il campione di dinosauri analizzati, includendo un ornitischio basale (Heterodontosaurus) e due sauropodomorfi triassici (Eoraptor e Plateosaurus), e ho ripetuto l'analisi, chiedendo al programma di classificare le specie incluse ancora in base a due categorie.

Le specie viventi sono confermate essere distinguibili in due categorie legate alla presenza/assenza di labbra:

Puffin : Lips absent

Condor : Lips absent

Albatros : Lips absent

Cassowary : Lips absent

Varanus : Lips present

Iguana : Lips present

Sphenodon : Lips present

Tegu : Lips present

Crocodylus : Lips absent

Gavialis: Lips absent

Soft shelled turtle : Lips present

African spurred tortoise : Lips absent

Equus : Lips present

Panthera : Lips present

Hippopotamus : Lips present

Platanista : Lips absent


Ripeto, il programma predice perfettamente la presenza delle labbra nelle specie viventi:

Tutte le specie con labbra sono collocate nel gruppo 1, nessuna nel gruppo 2.

Tutte le specie senza labbra sono collocate nel gruppo 2, nessuna nel gruppo 1.

 Pertanto, non c'è motivo per dubitare che l'analisi non sia in grado di fare altrettanto per le specie fossili.

Ecco quindi cosa predice il medesimo programma in merito alla presenza di labbra nei dinosauri fossili:

Dromaeosaurid : Lips absent

Tyrannosaurid : Lips absent

Spinosaurid : Lips absent

Abelisaurid : Lips absent

Therizinosaurid : Lips present

Ceratopsid : Lips present

Iguanodontid : Lips present

Heterodontosaurus : Lips present

Diplodocid : Lips absent

Plateosaurus : Lips present

Eoraptor : Lips present


Ovviamente, il metodo che ho qui sviluppato (almeno nella sua forma attuale) non è in grado di prevedere se le labbra saranno di tipo lacertiliano o mammaliano, né se l'assenza di labbra implichi un muso da uccello piuttosto che un muso da coccodrillo (ma questo si può in parte dedurre dalla posizione delle specie nel grafico basato sull'analisi delle componenti principali), ma perlomeno mostra che è possibile distinguere le specie con labbra da quelle senza labbra usando un approccio matematico che calcola il grado di somiglianza generale nei pattern di distribuzione delle caratteristiche esteriori delle ossa.

Forse a qualcuno questo metodo non piacerà... ma funziona.

09 aprile 2021

Un approccio morfospaziale per la ricostruzione del muso dei theropodi mesozoici [AGGIORNAMENTO]


...si torna sempre lì...


Sia online che nella letteratura tecnica, è in corso un interessante dibattito relativo alla ricostruzione delle parti molli del muso dei dinosauri, in particolare i theropodi non-aviani. Il dibattito, che è detto (a mio avviso, troppo semplicisticamente) "labbra vs non-labbra" oppure "modello-lucertola vs modello-coccodrillo", va ben oltre la semplice questione "iconografica" (quella che, almeno online, sembra trainare il grosso delle discussioni) e riguarda i metodi con cui possiamo determinare il tipo e la distribuzione delle parti molli non preservate nei fossili. 

In letteratura, uno degli approcci più interessanti e rigorosi è discusso da Hieronymus et al. (2008).

In questo post, vi propongo un metodo alternativo a quelli sviluppati finora.

L'ipotesi di partenza è che la tessitura esterna delle ossa del muso sia (anche solo in parte) legata al tipo di tegumento esterno che aderisce a quelle ossa. Questa ipotesi non è nuova, ed io la prendo esattamente come articolata da chi mi ha preceduto nel dibattito. Tuttavia, io qui non propongo di dedurre il tipo di tegumento da uno o più correlati osteologici (ad esempio, la presenza, forma e distribuzione dei forami neurovascolari, o la tessitura dell'osso) bensì di stabilire un grado di somiglianza generale nei theropodi estinti e i rettili viventi (inclusi gli uccelli) sulla base del "pattern di elementi ossei". Ovvero, se accettiamo che la morfologia ossea è legata alla morfologia "esteriore", allora deduciamo che animali con morfologia ossea simile avranno morfologia "esteriore" simile. 

Cosa intendo per "morfologia ossea simile"? L'insieme di tutti i parametri osteologici presi in ballo nel dibattito: forma, posizione, abbondanza e distribuzione dei forami nelle varie zone del muso, e presenza e distribuzione di solchi ed ornamentazioni ossee nelle varie zone del muso. Quello che propongo è quindi un approccio "olistico" matematizzato.

In breve, ho analizzato la distribuzione di 12 caratteri osteologici multistato che descrivono la presenza, distribuzione e forma dei vari elementi citati come possibili indicatori della morfologia molle del muso, sia in rettili che in uccelli. Ho poi analizzato la distribuzione dei medesimi elementi in alcuni theropodi fossili (un dromaeosauride, un abelisauride, uno spinosauride, un tyrannosauride ed un therizinosauride). Poi, ho calcolato la distanza euclidea di tutti questi taxa sulla base delle codifiche relative a questi caratteri osteologici. Infine, ho svolto una Analisi delle Componenti Principali della matrice di distanza euclidea risultata.

Questo è il risultato, plottando le due componenti principali risultate:

Le specie viventi si distribuiscono lungo tre direzioni principali:

- c'è un "vertice aviano" dove si collocano gli uccelli.

- c'è un "vertice coccodrilliano" dove si collocano i coccodrilli.

- c'è un "vertice lacertiliano" dove si collocano gli squamati.

Le tartarughe si collocano nella parte centrale di questo triangolo (interessante notare che Apalone, la tartaruga dal guscio molle dotata di "labbra" si colloca a ridosso della zona lacertiliana, mentre la tartaruga terrestre "classica" si avvicina alla zona aviana).

Dove si collocano i theropodi mesozoici?

L'abelisauride ed il tyrannosauride sono prossimi al vertice coccodrilliano.

Il therizinosauride è prossimo al vertice lacertiliano.

Il dromaeosauride e lo spinosauride sono a metà strada tra la zona aviana e quella lacertiliana, relativamente vicini alla tartaruga terrestre.




Conclusioni:

L'analisi indica che i theropodi mesozoici non sono riconducibili in toto ad un singolo modello moderno. Alcuni erano probabilmente caratterizzati da musi più "coccodrilliani", altri da musi più "lacertiliani", ma - ed è bene rimarcarlo - nessuno ricade dentro le regioni morfologiche definite dalle specie moderne. Interessante notare che spinosauridi e dromaeosauridi potrebbero aver avuto musi più simili a tartarughe ed uccelli rispetto ai tanto menzionati modelli "coccodrillo" e "lucertola".

Il risultato è ovviamente preliminare e sicuramente richiede un ampliamento del campione, ma spero che questo contributo possa stimolare un dibattito fecondo nella ricostruzione dei dinosauri.

AGGIORNAMENTO:
Ho aggiunto al campione un iguanodonte, un ceratopso e un sauropode: i primi due risultano prossimi ai lepidosauri, mentre il sauropode è intermedio tra le tartarughe e gli uccelli.

08 aprile 2021

L'elegante collo di Halszkaraptor


GIF che ho realizzato usando le scansioni della colonna presacrale di Halszkaraptor realizzate al ESRF. Il cranio è a sinistra. Notate l'elegante curva sinuosa del collo adagiato sul sedimento.

Il Signore delle Teorie

Tre Teorie ai Re dei Chimici sotto il cielo che risplende,

Sette ai Principi dei Geologi nelle loro rocche di pietra,

Nove ai Biologi Mortali che la triste morte attende,

Una per l’Oscuro Fisico chiuso nella reggia tetra.

Nella Terra di Planck, dove l’ombra nera scende.

Una Teoria per domarli, Una Teoria per trovarli,

Una Teoria per ghermirli e nel buio incatenarli,

Nella Terra di Planck, dove l’Ombra cupa scende.


https://lotr.fandom.com/it/wiki/Anelli_del_Potere


Il messaggio profondo ne "Il Signore degli Anelli", o perlomeno quello che io ho tratto leggendo i tre libri di Tolkien, è che il Potere corrompe tutti. Non importa quanto forte, saggio e lungimirante tu sia, una volta acquisito il Potere, esso ti farà suo schiavo. Lo sa bene Gandalf, il più saggio, che si rifiuta di prendere in mano l'Unico Anello, consapevole che la tentazione di toccarlo è il primo passo per diventarne schiavo. E non è un caso che l'unico personaggio che abbia, pur temporaneamente, preso l'Anello ma che lo abbia poi ceduto spontaneamente senza restarne soggiogato, nonché colui che alla fine è l'artefice concreto della sua distruzione, prendendo sulle sue spalle Frodo ormai logorato dal fardello, e che lo porta dentro il Monte Fato, sia proprio il personaggio più umile e semplice della vicenda, Sam. Il messaggio di Tolkien è quindi spietatamente cinico e disilluso: non c'è forza o saggezza che possa vincere il Potere. Solo l'umiltà del non desiderarlo è la salvezza contro l'Unico Anello.

Il Mondo della Scienza è simile alla Terra di Mezzo. Ci sono Grandi Sovrani nelle loro Fortezze della Scienza, sovente in guerra tra loro più per il Prestigio e gli Onori che per contrastare gli Orchi dell'Ignoranza. Ci sono innumerevoli Cavalieri della Ricerca, vassalli di qualche Regno della Conoscenza. E ci sono innumerevoli schiere di umili ricercatori sinceramente votati alla Scienza, spesso in condizioni di estremo precariato. E come in Arda, gli scienziati sono divisi in Razze, ognuna votata ad un diverso indirizzo e fedeli ad un diverso codice di condotta, indottrinati in una particolare Lingua e Costume.

Un paleontologo si può considerare un incrocio tra un biologo ed un geologo, una sorta di mezzo elfo che conosce usi e costumi di ambo le due Razze. Un ramingo di cui diffidano sia i Biologi puri che i Geologi dai pesanti martelli. La metafora potrebbe continuare in vari modi, forse forzatamente. Ma c'è un elemento tolkeniano che invece mi preme sottolineare. L'equivalente dell'Anello del Potere, nella Scienza, è un Oggetto Astratto Forgiato dai Fisici, la Teoria del Tutto. La Teoria del Tutto è il Monile Ultimo della Scienza, la Manifestazione del Riduzionismo Assoluto.

La Teoria del Tutto è un oggetto mitico, vaneggiato dai Più Saggi tra i Fisici, una conquista del sapere che se fosse effettivamente raggiunta darebbe al suo creatore il Potere su Tutta la Scienza. Come l'Unico Anello, la Teoria del Tutto sarebbe la Padrona di tutte le altre discipline, da cui trarrebbero consistenza e legittimazione. Come potrebbe una scienza minore essere considerata valida se non fosse riconducibile alla Unica Teoria? La Teoria del Tutto, difatti, sarebbe alla base di tutte le teorie particolari della fisica, e, a cascata, sarebbe il fondamento di tutte le discipline che dalla fisica seguono gerarchicamente: l'astronomia, la chimica, e quindi anche la geologia e la biologia, e quindi anche la paleontologia, l'antropologia, la sociologia, la medicina, la psicologia, l'economia, ovvero, ogni ramo del sapere.

In molti, non a caso fisici, sono alla ricerca dell'Unica. Ma può esistere realmente una Teoria del Tutto? Oppure, alla pari dell'Anello, essa è un artefatto, un monile creato proprio da chi ne propone l'esistenza, al fine di soggiogare a sé tutti gli altri? Non è forse l'Unica Teoria la reificazione di un desiderio di rendere tutte le scienze dei surrogati della Fisica? Ovvero, non è forse l'Unica Teoria un Feticcio, un Idolo nel cui nome sottomettere la Pluralità delle Scienze all'unica volontà dell'Oscuro Signore del Riduzionismo, l'antico Nemico nascosto nella Terra di Planck, e che ancora oggi molti fisici adorano, forse di nascosto, forse celandolo dietro le nobili fattezze di un astratto modello matematico proveniente da Valinor?

Forse queste sono questioni che un umile paleontologo della Contea non può comprendere appieno...

05 aprile 2021

The Zdeněk Michael František Burian Paleoart Tribute

 



Il prossimo 1° Luglio, sarà il 40° anniversario della scomparsa di Zdeněk Burian (1905-1981), senza dubbio il più famoso e significativo paleoartista europeo del XX Secolo.

In occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa, questo blog si fa promotore di un'iniziativa rivolta a tutti gli appassionati di paleoarte e ai paleoartisti in ascolto:

The Zdeněk Michael František Burian Paleoart Tribute

entro la data del 1° luglio 2021, siete invitati a realizzare un'opera di paleoarte che sia esplicitamente un tributo ad un'opera di Burian. Ad esempio, potreste riprodurre una celebre opera di Burian con dinosauri, mantenendo contesto e colorazione originaria ma "aggiornando" l'anatomia in base alle conoscenze del 2021. Oppure, potreste riprodurre una celebre scena di una delle opere del paleoartista ceco, ma cambiando il soggetto dell'opera.

Siete liberi di realizzare l'opera che meglio credete, a patto di allegare all'opera un link a questo post, e dichiarando che essa partecipa al Zdeněk Michael František Burian Paleoart Tribute.

Condividete l'iniziativa! Spero che parteciperete numerosi, per onorare nel modo migliore il grande paleoartista a cui molti di noi devono tanto. 

01 aprile 2021

Theropoda su ZooSparkle



Ieri sera, sono stato ospite di Willy Guasti su ZooSparkle.

Potete rivedere la nostra chiacchierata qui