(Rough) Translator

04 ottobre 2022

30 settembre 2022

Il mistero delle paleontologhe perdute

 



Dopo tanti anni, abbiamo finalmente una risposta alla domanda su chi siano le due donne in questa celebre e mitica foto scattata mezzo secolo fa. Tutti i dettagli nel nuovo episodio del podcast di Theropoda.

Ringrazio Daniel Madzia per aver dato il contributo chiave a questa piccola indagine.

08 settembre 2022

05 settembre 2022

Elemgasem nubilus (Baiano et al. 2022) - Parte 1

In un post recente, ho elencato le 19 specie di dinosauri mesozoici battezzate da autori italiani (non soltanto le specie italiane, ma anche quelle scoperte altrove purché comunque aventi tra gli autori dei paleontologi italiani). Nel post, alludevo ad una ventesima specie che a breve si sarebbe aggiunta alla lista, dato che ero a conoscenza di un nuovo taxon, in fase di pubblicazione. A quella nuova specie, che esce ufficialmente oggi, è dedicato questo post e un podcast futuro.

La documentazione fossile di Abelisauridae è particolarmente ricca in America Meridionale, con la maggioranza dei resti provenienti da livelli del Cretacico Superiore in Brasile, ma, soprattutto, Argentina. Tuttavia, pur nella sua ricchezza relativa, anche la documentazione tardo-cretacica sudamericana è disomogenea. Abbiamo una discreta conoscenza della primissima età del Cretacico Superiore (Cenomaniano) ed una buona documentazione per la seconda metà dell'epoca (Santoniano-Maastrichtiano), mentre la parte intermedia (Turoniano-Coniaciano) è priva di resti noti. Questa lacuna è colmata ora da un nuovo abelisauride, dalla Formazione Portezuelo, descritto da Baiano et al. (2022) e battezzato Elemgasem nubilus. Lo studio ha come autori, oltre a Mattia Baiano, anche Flavio Bellardini, e vari colleghi argentini, e quindi si aggiunge alla ormai dignitosa lista dei dinosauri aventi autori italiani come istitutori del taxon.

Elemgasem prende il nome dalla mitologia della zona di ritrovamento del fossile. L'esemplare fu scoperto nel 2002 e custodito nella collezione del Museo di Plaza Huincul, dove di recente Mattia ha svolto parte della sua tesi di dottorato incentrata sugli abelisauroidi. L'esemplare comprende resti associati disarticolari e in parte completi di un theropode di medie dimensioni, la cui età individuale è stimata istologicamente essere prossima alla maturità. I resti comprendono principalmente resti delle vertebre caudali e degli arti posteriori. Pur frammentario, Elemgasem nubilus mostra numerose sinapomorfie degli abelisauroidi e degli abelisauridi, nonché una peculiare combinazione di caratteri che ne sancisce la validità.

Confronto tra un ceratosauro basale basso-giurassico ed uno derivato alto-cretacico. Mappa degli elementi preservati in rosso - (c) M. Auditore e Abel German Montes [l'immagine a destra è chiaramente un omaggio alla analoga ricostruzione di Saltriovenator realizzata da Auditore]


Nel podcast dedicato, avremo modo di parlare di dettagli più "personali" e diretti dello studio di questo fossile.

Bibliografia:

Baiano, MA, Pol D, Bellardini F, Windholz GJ, Cerda IA, Garrido AC, Coria RA. 2022. Elemgasem nubilus: a new brachyrostran abelisaurid (Theropoda, Ceratosauria) from the Portezuelo Formation (Upper Cretaceous) of Patagonia, Argentina. Papers in Palaeontology e1462.


28 agosto 2022

Cliché e stereotipi nei dinosauri in video

 

Fotogramma da "The Valley of Gwangi" (1969)

Nuovo episodio del podcast dedicato a come i dinosauri sono rappresentati nei video.

09 agosto 2022

Labbra sì, labbra no, labbra bum nei theropodi


(c)Wikipedia

Pillola di paleontologia che discute di se e come dedurre le parti non fossilizzate della regione boccale nei dinosauri predatori.

Podcast.

Su YouTube.

RIFONDAZIONE MESOZOICA: Theropoda Blog scende in campo!



RIFONDAZIONE MESOZOICA

Per un Nuovo Miracolo Triassico


Manifesto


Appare evidente che il Modello Mammaliano fondato sul Dente da Latte, fanaticamente ispirato da neocortecce consumistiche e succube di strategie riproduttive individualistiche e smidollate è stato un fallimento. Appare evidente che la frammentazione geografica, l'esaltazione dell'orogenesi e il feticcio delle calotte polari è stato un fallimento. Appare evidente che i mammiferi non sanno gestire le grandi dimensioni corporee, e che questo produce inquinamento, distruzione degli ecosistemi e crisi biotiche.

Quando i Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!) dominavano la Terra, tutto andava bene!

Il Modello Dinosauriano è stato la più perfetta forma di Governo dell'Intero Fanerozoico. Esso ha portato a 160 milioni di anni ininterrotti di benessere, prosperità e felicità. Negare questa evidenza è stato il primo obiettivo dello sciovinismo mammaliano per tutto il Grande Errore chiamato “post-Mesozoico”.

Il Programma di Rifondazione Mesozoica è di Abbattere il Regime Mammaliano, per Tornare al Mesozoico, tramite la Vera Lotta di Classe, che riporti alla Dittatura Illuminata della Classe Reptilia sopra le classi inferiori.


Il Nostro Programma


1- Richiudere l'Oceano Atlantico.

L'Apertura dell'Atlantico fu un errore che portò alla Crisi di fine Triassico. La frammentazione geografica produce finti particolarismi, crea la contrapposizione tra Est ed Ovest, alimenta le degenerazioni laramidiane (anche dette, “americanate”), instilla l'assurdo razzismo del nord, laurasiatico, che si crede migliore del suo fratello gondwaniano. Tornare alla Unità di Tutta la Terra, tornare a Pangea, questo è il nostro primo obiettivo. Perché nel Mesozoico tutti eravamo figli della Terra e nessuno si sentiva straniero in patria, né migliore del proprio fratello.


2- Portare la concentrazione atmosferica della CO2 ai massimi fanerozoici e quella dell'O2 ai minimi.

Troppo ossigeno rende i mammiferi spavaldi e arroganti, li illude di saper respirare, e quindi di saper usare il cervello. Abbattere la quota di ossigeno nell'aria è quindi una soluzione salutare che non compromette, bensì favorisce, il dominio dei Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!).

L'idea che l'aumento della CO2 atmosferica sia un problema è una menzogna creata della propaganda mammaliana. Noi di Rifondazione Mesozoica invece riteniamo che la miserrima risalita della CO2 antropogenica sia un primo passo verso l'attivazione di Grandi Provincie Magmatiche, per ripristinare la temperatura ideale avuta nel Cenomaniano.


3- Abolire qualsiasi mammifero con massa adulta maggiore di 20 kg.

Aver illuso i mammiferi di poter prendere il posto dei Grandi Dinosauri. Ecco, il peccato originale del post-Mesozoico. I mammiferi sono bravi alle loro dimensioni modali, quelle del topo. Ma quando crescono sono effimeri geologicamente e disastrosi ecologicamente. Lasciate il gigantismo e la gloria a chi la merita. Graviportali eleganti ed al tempo stesso eco-sostenibili, i Dinosauri (che Dio li abbia in gloria!) sono gli unici attori credibili nel Palcoscenico della Grande Storia.


4- Rendere la paleontologia religione di stato.

La Paleontologia insegna la pace perché riporta il presente, il contingente, la miserabile scadenza elettorale, la effimera legislatura, alla sua scala effettiva di non-valore. La Paleontologia insegna l'umiltà del singolo rispetto al Tempo Profondo. La Paleontologia insegna a rispettare gli antenati. La Paleontologia non alimenta i fanatismi, ma sprona tutti a passare più tempo all'aria aperta, o a sviluppare cladogrammi.


5- Potenziare il programma di difesa spaziale.

Eliminare il rischio di impatti con asteroidi, questa è la nostra priorità nell'esplorazione spaziale. Marte è uno stupido feticcio inutile dei mammiferi. Polverizzare gli asteroidi, ecco il vero obiettivo dell'andare nello spazio. Noi pensiamo al futuro dei vostri figli.


6. Tassazione equa fondata sul piano riproduttivo.

Se produci un solo figlio che poi sfami per 20 anni, allora devi pagare più tasse, perché sei una zavorra per gli altri. Se invece produci 20 figli all'anno che immetti direttamente nel mercato del lavoro, per portare nuova carne da cannone, allora ricevi agevolazioni fiscali. La strategia K è il primo passo verso il collasso della biosfera. Sii eco-sostenibile, produci prole precoce. Sii r-orientato.


Abbiamo già un nostro inno ufficiale.

08 agosto 2022

Muscoli che non esistono in modellini che esistono

 


Nuovo episodio del Podcast, dedicato alla ricostruzione della muscolatura mandibolare nei dinosauri predatori.

L'episodio è disponibile anche su YouTube.

04 agosto 2022

Il mito senza capo né coda dell'elasmosauro di Cope

 

(c) Orbis Publishing

 Nel Podcast di oggi, vi parlo del celebre episodio citato spesso come casus belli nelle Bone Wars tra i paleontologi americani Cope e Marsh. Forse non sapete che quell'episodio in realtà non è mai avvenuto...

03 agosto 2022

Il mio grosso grasso carcharodontosauro marocchino

 


Nuovo episodio del Podcast di Theropoda. I lettori abituali del blog conoscono la saga di Sauroniops. Ma non avevano mai ascoltato la saga di Sauroniops.

01 agosto 2022

Billy ed il Podcast


Un episodio del podcast sulla scia dei post di "Billy e il Clonesauro"? La madre di tutti i combattimenti alla "Jurassic Fight Club"? Il principio fondatore di qualunque Carnivoraforum?

Eccovi serviti!

28 luglio 2022

200 milioni di anni in 20 giorni

 


Nuovo episodio del Podcast di Theropoda dedicato all'interessante studio sullo sviluppo embrionale del bacino degli uccelli, pubblicato ieri su Nature, e sulle sue implicazioni per noi che studiamo l'evoluzione dei dinosauri predatori.

25 luglio 2022

Sulla secessione di T. regina e T. imperator da T. rex

L'olotipo di T. rex (fonte: Wikipedia)


Nuovo episodio del podcast di Theropoda dedicato allo studio appena pubblicato e che prosegue la discussione sul numero di specie di Tyrannosaurus determinabili dal record fossile. 

Quante specie di dinosauro (mesozoico) sono state battezzate da italiani? Aggiornamento del 2022



Quattro anni fa, scrissi un post molto nazional-popolare, in cui elencavo le specie di dinosauro mesozoico che avessero almeno un italiano tra i suoi autori (quindi, non solo le specie scoperte sul territorio nazionale, ma qualunque abbia avuto tra gli autori un cittadino della Repubblica Italiana). La lista del 2018 comprendeva 11 specie. Con piacere, noto che in soli 4 anni, la lista è salita a ben 19 specie (e so che almeno un'altra è prossima all'arrivo, ma non posso dire altro...)!

Ecco la lista aggiornata al 2022 (in grassetto, gli italiani coinvolti nello studio):

  1. Scipionyx samniticus Dal Sasso e Signore.

  2. Histriasaurus boscarolli Dalla Vecchia.

  3. Tethyshadros insularis Dalla Vecchia.

  4. Enantiophoenyx electrophila Cau e Arduini.

  5. Iguanacolossus fortis McDonald, Kirkland, DeBlieux, Madsen, Cavin, Milner e Panzarin.

  6. Hippodraco scutodens McDonald, Kirkland, DeBlieux, Madsen, Cavin, Milner e Panzarin.

  7. Sauroniops pachytholus CauDalla Vecchia e Fabbri.

  8. Aurornis xui Godefroit, Cau, Hu, Escuillie, Wu e Dyke.

  9. Tataouinea hannibalis FantiCau, Hassine e Contessi.

  10. Serikornis sungei Lefèvre, Cau, Cincotta, Hu, Chinsamy, Escuillié e Godefroit.

  11. Halszkaraptor escuilliei Cau, Beyrand, Voeten, Fernandez, Tafforeau, Stein, Barsbold, Tsogtbaatar, Currie e Godefroit.

  12. Saltriovenator zanellai Dal Sasso, Maganuco e Cau.

  13. Huinculsaurus montesi Baiano, Coria e Cau.

  14. Khinganornis hulunbuirensis Wang, Cau, Kundrát, Chiappe, Ji, Wang, Li e Wu

  15. Lajasvenator ascheriae Coria, Currie, Ortega e Baiano

  16. Kompsornis longicaudus Wang, Huang, Kundrát, Cau, Liu, Wang e Ju

  17. Ceratosuchops inferodios Barker, Hone, Naish, Cau, Lockwood, Foster, Clarkin, Schneider, Gostling

  18. Riparovenator milnerae Barker, Hone, Naish, Cau, Lockwood, Foster, Clarkin, Schneider, Gostling

  19. Musivavis amabilis Wang, Cau, Luo, Kundrat, Wu, Ju, Guo, Liu, Ji


Se ho dimenticato qualche altra specie, segnalatela nei commenti.

21 luglio 2022

Il mio sangue è più caldo del tuo

 


Nuovo episodio del podcast di Theropoda dedicato ai recenti sviluppi del dibattito sull'endotermia nei dinosauri e in altri fossili.

12 luglio 2022

Gli ornitischi avevano le guance?

Fonte immagine: Nabavizadeh (2020)

Nuovo episodio del Podcast di Theropoda, dal titolo abbastanza esplicito: "Gli ornitischi avevano le guance?"

11 luglio 2022

Moros intrepidus è un giovane Siats meekerorum?

Ci risiamo...

 


Uno dei risultati della analisi filogenetica di Naish e Cau (2022) nella monografia di Eotyrannus è la collocazione di Siats in Tyrannosauroidea. Questo risultato non è particolarmente inatteso se assumiamo che Siats è comunque affine ai megaraptori, e quindi tenderà a collocarsi nel clade maggiore in cui Magaraptora viene localizzato.

Sebbene molti online abbiano commentato l'implicazione "dimensionale" della rivalutazione di questo grande tetanuro, va detto che Chilantaisaurus è di dimensioni analoghe ed era già stato ipotizzato essere un parente dei megaraptori.

Un dettaglio che a molti è sfuggito è che Siats non è l'unico tyrannosauroide della sua unità geologica, dato che dallo stesso membro Mussentuchit della Formazione Cedar Mountain proviene anche il tyrannosauroide Moros intrepidus.

Confrontiamo i due taxa. Siats è basato su resti assiali, pelvici e un frammento di tibia di un grande theropode chiaramente adulto. Moros è basato su denti e parte di una gamba di un esemplare molto più piccolo ma istologicamente immaturo. Pertanto, attualmente i due taxa non sono confrontabili sulla base di elementi anatomici.

Entrambi sono "tyrannosauroidi di grado intermedio", entrambi più prossimi a Tyrannosauridae rispetto ad Eotyrannus e Proceratosauridae.

Nasce quindi legittima la domanda: Moros (istituito nel 2019) è solamente una forma immatura di Siats (istituito nel 2013)? 

Solo nuove scoperte potranno testare questa domanda.

07 luglio 2022

La Monografia su Eotyrannus lengi (Naish e Cau, 2022) !!!!!

Nuova ricostruzione scheletrica di Eotyrannus lengi (copyright, Dan Folkes). Scala = 1 metro. In bianco, le parti note di E. lengi.


Dopo una lunga gestazione (narrata nel podcast linkato a fine post), è pubblicata oggi la monografia sul tyrannosauroide inglese Eotyrannus lengi, dal Cretacico Inferiore dell'Isola di Wight, monografia di cui sono uno degli autori (Naish e Cau, 2022).

Eotyrannus è basato su un esemplare frammentario, non completamente maturo, lungo circa 4-5 metri. Il cranio non mostra proporzioni longirostrine (al contrario dei megaraptori e di Xiongguanlong), il nasale è ampiamente pneumatizzato e privo di cresta mediana, la mano è tridattila con un terzo dito pienamente funzionale, il metatarso non-arctometatarsale. 

Fino ad oggi, Eotyrannus era stato descritto solo in modo preliminare nel 2001: la monografia che esce oggi descrive nel dettaglio tutto il materiale riferibile a questo theropode, lo confronta con gli altri taxa contemporanei e con i tyrannosauroidi basali noti, ed aggiorna la ricostruzione dell'animale. La parte descrittiva della monografia è basata sulla parte centrale della tesi di dottorato di Darren, tesi che aveva come argomento principale i theropodi del Cretacico Inferiore inglese. La parte filogenetica è invece basata sulla mia matrice filogenetica di Theropoda, ed ha avuto come obiettivo quello di testare le affinità dei taxa interni o prossimi a Tyrannosauroidea, focalizzandosi sulle specie esterne a Tyrannosauridae. In particolare, l'analisi conferma le affinità tyrannosauroidi di Eotyrannus, collocato filogeneticamente più prossimo alla linea dei tyrannosauridi rispetto ai proceratosauridi, e supporta la collocazione di Megaraptora in Tyrannosauroidea.

Ricostruzione in vivo di Eotyrannus (copyright, Loana Riboli).


Potete anche ascoltare il racconto di tutta la saga eotyrannica nel podcast di Theropoda.

Ringrazio Darren per avermi coinvolto in questo epico viaggio paleontologico, iniziato nel lontano Luglio 2009.


Bibliografia:

Naish D., Cau A. 2022. The osteology and affinities of Eotyrannus lengi, a tyrannosauroid theropod from the Wealden Supergroup of southern England. PeerJ 10:e12727: 1-99. DOI:10.7717/peerj.12727.

Casi da manuale di Disegno... Deficiente

 

Fonte: Wedel (2012).

Nuovo episodio del Podcast, in cui parlo di tre casi da manuale che smentiscono il così detto "Disegno Intelligente". Per ridere un po' dei nostri difetti di progettazione.

06 luglio 2022

Misteriosi Dinosauri Predatori Giganti all'inizio dell'Era dei Mammiferi?

(c) Emiliano Troco.


Nuovo podcast dedicato ad un controverso ritrovamento a sua volta avvenuto in una controversa formazione geologica cinese. Ci domandiamo se alcuni dinosauri cinesi siano sopravvissuti dopo l'impatto che chiude il Mesozoico, e se tra questi sia compreso un misterioso predatore gigante.

05 luglio 2022

04 luglio 2022

Gender Gap

 


Ora che il Podcast di Theropoda ha una settimana di vita ed ha iniziato a macinare un poco di visitatori, è possibile elaborare alcune statistiche demografiche sul suo pubblico. In particolare, i visitatori che raggiungono il podcast tramite Spotify sono censiti in base al genere e alla fascia di età. 

Il risultato preliminare del censimento è, in parte, allarmante. 

Partiamo dai dati in linea con le mie aspettative. L'età mediana del visitatore è di circa 30 anni, con una distribuzione vagamente normale intorno a quel valore. Apparentemente, non ci sono visitatori (da Spotify, perlomeno) che abbiano più di 60 anni. 

Il vero risultato sconcertante è nella distribuzione per genere. Ben il 92% dei visitatori è di sesso maschile. Ovvero, siete quasi solo uomini! Le donne sono un misero 5% ed il resto non specifica il proprio sesso. Tenete presente che il podcast è in italiano, quindi l'esito di questo censimento è anche legato alla sua "regionalità" italica. Ora, io non ho alcuna qualifica per fare valutazioni sociologiche, demografiche né tanto meno per trarre da questo risultato chissà quale considerazione filosofica sulla disparità di genere, mi limito qui solo ad esprimere il mio rammarico per la spaventosa asimmetria esistente. 

Non potete lasciarmi solo con tutti questi maschi!

I maschi sono rumorosi, sono sporchi, ti fanno spendere un sacco di soldi. E puzzano.

Battute a parte, mi aspettavo un maggiore bilanciamento nella rappresentazione per genere. In particolare perché il podcast è nato per essere più "serio" del blog: se avete seguito i primi due episodi, avrete notato che ogni episodio parla di un articolo tecnico, pur con toni non specialistici, senza prendere certe piccole pieghe "caciarone" tipiche del blog, quindi dovrebbe essere "neutrale" rispetto alle connotazioni di genere dello spettatore. La scienza non è maschile o femminile, è "neutra", la scienza paleontologica non è connotata a livello di genere, è un sapere aperto a qualunque mente. Ma, soprattutto, l'accesso ad un podcast che parla di paleontologia non dovrebbe essere "filtrato" o "modulato" dalla identità sessuale del potenziale ascoltatore. Quale è la ragione di tale asimmetria? La base originaria, ovvero, il blog che fa da piattaforma per conoscere il podcast? 

Spero che, col progredire degli episodi, la componente "non-maschile" cresca. Vi prego, non lasciatemi solo con quelli là...

03 luglio 2022

Nuovo episodio del podcast: I dinosauri venuti dal freddo

Nuovo episodio del Podcast di Theropoda, dedicato al recente studio sul clima polare della fine del Triassico e le implicazioni per l'estinzione di massa al passaggio Triassico-Giurassico.

28 giugno 2022

The Ro Podcast - Episodio Zero: I dinosauri cacciavano in branco?

(c) John Gurche

Post sperimentale. Questo è l'episodio pilota del podcast associato a questo blog, il The Ro Podcast di Theropoda.blogspot. Argomento del podcast è uno dei temi più discussi dagli appassionati di dinosauri: i dinosauri carnivori cacciavano in branco? Nel podcast vi racconto la storia di questa ipotesi e di come è stata risolta. [Disclaimer: il podcast è in italiano]

Episodio Zero: I dinosauri cacciavano in branco?

Il podcast è anche ascoltabile su Spotify.

Buon ascolto!

27 giugno 2022

The Good, the Claw and the Eagle

 

Didascalia del post: "Although it might help in understanding dromaeosaurid falciphoran condition, modern raptor talons are quite different from "Mesozoic" raptor sickle-claws. In the former, the flexor tubercle in huge and anteriorly directed, in the dromaeosaurid is way smaller and posteriorly directed (red arrows). This, combined with the mechanical differences (in ungual tip curvature and force directions), makes me suspect that dromaeosaurids were less "raptor-like" in claw function than we usually assume".


Nella pagina Facebook del blog, ieri ho avviato una discussione sulla morfologia del secondo ungueale del piede in Deinonychus ed il suo confronto con gli ungueali del piede nei rapaci.

Ciò ha generato una ampia discussione tra appassionati ed esperti, con decine di commenti tutti interessanti, educati e costruttivi. Cose che fanno bene al cuore, in questi tempi di social media ridotti a scontri emotivi tra soliloqui arrabbiati.

Il terrapiattista globale è più qualificato del piatto geologo

Ora tutto è chiaro.


Questo post poco paleontologico ma molto pertinente su certi ambiti pop della paleontologia è dedicato ad un amico che pensa che tutto il mondo (me compreso) non abbia capito niente (le sue parole erano un poco più dure e dirette) su una cosa che "evidentemente" egli crede di essere molto più competente per valutare.

Una mia amica ama ballare. Ha un suo canale YouTube dove carica i suoi video di lei che balla, ed i video hanno ottenuto decine di migliaia di visualizzazioni. La mia amica è molto simpatica, e lo dimostra l'affetto di quelli che seguono i suoi video. Eppure, quando è andata al saggio di danza, la commissione esaminatrice ha stroncato la performance della mia amica, che è stata bocciata. In molti si sono infuriati per la bocciatura, ed hanno attaccato la commissione esaminatrice, giudicandola incapace, ignorante, oppure, più direttamente, prevenuta ed ostile verso la mia amica che ama ballare.

Un mio amico è un appassionato di misteri e complotti. Ha un suo account su Instagram dove carica foto e link su misteriosi eventi avvenuti nel mondo. Video sullo Yeti, testimonianze sugli UFO, presunti documenti che dimostrerebbero complotti delle multinazionali per impiantarci un chip nella testa per dominare il mondo. La pagina Instagram del mio amico è seguitissima, ed egli è diventato una celebrità online, con migliaia di sostenitori che condividono la sua passione per i misteri irrisolti. Eppure, gli esperti stroncano senza appello le ipotesi sostenute dal mio amico, il quale non riceve alcun credito e riconoscimento per le scoperte che pubblica. In molti tra i suoi follower sono infuriati per il modo elitario e arrogante con cui "la scienza ufficiale" giudica il mio amico, e considerano questi scienziati solamente incapaci di vedere oltre il proprio naso, e forse persino pagati dai Poteri Forti per negare il disvelamento della verità.

Una mia amica è terrapiattista. Sulla sua pagina di Tik Tok pubblica video in cui si dimostra che la Terra è un disco piatto, oppure stralci dei meeting della società terrapiattista durante i quali i sostenitori della Terra Piatta si incontrano e discutono tra loro sulla vera forma del nostro pianeta. Eppure, quando la mia amica ha provato a sostenere la forma della Terra ad un geologo, questi la ha sostanzialmente demolita fin nelle fondamenta delle sue ipotesi, portando a suo sostegno duemila anni di geografia, 300 anni di geologia e 50 anni di immagini satellitari. Tutti i terrapiattisti soci della associazione di cui fa parte la mia amica hanno bollato queste risposte del geologo come pure leggende e farneticazioni, dato che, ovviamente, un geologo indottrinato dal mainstream globale [sic] non è in grado di vedere la piattezza della sua posizione.

Un mio amico ha un figlio che adora. Il ragazzo è un tipo molto simpatico e divertente, un giovane che tutti adoriamo e a cui vogliamo un mondo di bene. In questi giorni, il ragazzo sta facendo l'esame di Maturità, ma pare che non stia andando affatto bene. Ha studiato, si è impegnato, ma pare che tutto questo sia ignorato dalla Commissione esaminatrice, che lo sta stroncando amaramente. Il padre del ragazzo è ovviamente amareggiato dalla durezza della Commissione, la quale pare ignorare quanto il giovane sia simpatico e amabile. Forse, si domanda questo padre, la Commissione non è in grado di vedere il buono che c'è in questo ragazzo, che forse è sì ingenuo e sempliciotto, ma ci mette sempre molto cuore in tutto ciò che fa.

Un tizio che conosco è un fan di StarWars. Ha tutti i giocattoli e le figurine uscite in questi giorni per la promozione del film, ed è un sincero appassionato della saga cinematografica. Per lui il film è un capolavoro, un film divertente, appassionante e pieno di trovate geniali. Insieme ad altri fan suoi amici, si riunisce per commentare il film e per discutere di dettagli che gli altri, i non-fan, sono incapaci di apprezzare. Eppure, la critica cinematografica professionale ha stroncato l'ultimo film della saga, dandogli un pessimo voto (3/10). Il mio amico, insieme agli altri fan, non si capacita della cosa, e pensa che, in realtà, questi "professionisti" della critica cinematografica in realtà non hanno capito niente del film, e sono quindi del tutto inattendibili nel loro giudizio. Anzi, lascia intendere il mio amico, dietro questa stroncatura del film c'è tutta una qualche campagna di odio a priori montato contro il Franchise di cui è un fan.

Come vedete, questi episodi di fantasia ma del tutto plausibili, e che forse alcuni di voi hanno sperimentato di persona, sono tutti accomunati dal fatto che una persona ha una passione speciale, che la maggioranza del mondo non capisce né condivide tale passione, e che tale persona è poi ingiustamente stroncata nel suo agire da una qualche commissione di "esperti" che non coglie la bontà o acume della persona, per giudicarla sulla base di presunti criteri "tecnici" oppure "oggettivi". Il problema dei fan di qualsivoglia bizzarra mania o passione è che vivono nella loro bolla in cui si auto-alimenta l'auto-conservazione e si rifiuta la valutazione critica di chi, esterno alla passione, è qualificato per esprimere giudizi oggettivi e ponderati in modo professionale. Per queste persone, la "realtà" portata da questi "esperti" non è valida, e la sostituiscono con l'affetto ed il cameratismo che ricevono dagli altri fan come loro. Domandiamoci da chi conviene essere giudicati in modo oggettivo per avere una valutazione plausibile su qualsivoglia fenomeno o comportamento. I fan della ballerina sono più qualificati della commissione di ballo? I fan dei misteri occulti sono più qualificati degli storici e gli astronomi? I terrapiattisti sono più qualificati dei geologi? Gli amici ed il papà sono più qualificati dei professori all'esame di Maturità? I fan di un film sono più qualificati dei critici cinematografici? Ovviamente, no. Pertanto, è del tutto inutile perdere tempo nel mettere sullo stesso piano i giudizi di chi è competente in un campo con quelli di chi invece ha solo il "pregio" di essere un sincero appassionato del fenomeno in questione. Se i primi ti stroncano ed i secondi ti osannano, forse devi accettare l'eventualità che purtroppo i primi hanno ragione e i secondi semplicemente ti vogliono bene. E spesso, l'affetto e la realtà non vanno nella stessa direzione.

Poi, puoi continuare a vivere nella tua bolla dorata, nessuno ti obbliga ad uscirne, ma almeno evita di dire che gli altri non capiscono niente solo perché sono oggettivamente più qualificati di te nel fare valutazioni (anche se esse non ti piacciono), perché se non altro non fai una bella figura in termini di maturità mentale. 


25 giugno 2022

Come salvare il Franchise Jurassico - consigli per un Episodio 7

 


Qui sopra, una delle scene più epiche di Mad Max - Fury Road, il miglior film d'azione e avventura del decennio appena concluso. In una sola scena, c'è tutto quello che l'intera trilogia trevorrowiana non è mai stata in grado di fare.

Allora, partiamo dalla premessa che non è necessario che ci siano altri episodi della saga giurassica, ma che alla fine ci saranno. E aggiungiamo la altrettanto ovvia premessa che quello che scrivo qui non sarà minimamente considerato anche qualora arrivi alle orecchie di chi queste cose le decide. Sono quindi libero di esprimere senza vincoli le mie idee su una ipotetica prosecuzione di questa saga.

Partiamo da quello che occorre eliminare dai film giurassici e che invece finora è stato purtroppo abusato.

Il Fanservice. La dittatura della demagogia dei fan deve finire, perché uccide la fantasia degli autori, demolisce la consistenza narrativa delle opere e soprattutto è un concetto stupido e miserabile dal punto di vista cinematografico. I fan non sono il fine di un film, semmai è vero il contrario. Un fan non è un portatore di diritti da esaudire, è solo un tizio che ha una passione eccessivamente emotiva verso un prodotto, e come tale va aiutato a moderarsi, non certo incentivato con piccole scemenze messe a caso. Ma soprattutto perché se l'opera è un capolavoro, chiunque, fan o non-fan, vorrà vederla.

La Marvelizzazione. In un film con dinosauri, non puoi avere protagonisti che agiscono come super-eroi, perché allora riduci i dinosauri e niente altro che grossi elefanti e grossi leoni. Ciò che rende l'interazione tra uomo e dinosauri avvincente è che il fattore umano parte svantaggiato rispetto alla forza ancestrale della natura. Se hai un uomo sovrannaturale che ammansisce dinosauri con la sola imposizione della mano (senza ungerti la giacca e la cravatta), nessun dinosauro sarà più una vera minaccia naturale. Dinosauri e Marvelizzazione non possono convivere.

Il family drama. Nessuno sano di mente va a vedere un film con dinosauri al fine di sorbirsi disagi adolescenziali, traumi familiari e dissidi generazionali. Ci sono film apposta per quei temi. Qui noi vogliamo dinosauri e storie avvincenti con al centro i dinosauri. Basta coi marmocchi e con i genitori che stanno divorziando.

L'impegno ipocrita. A me pare una scemenza assoluta che un film con al centro i dinosauri voglia trasmettere un messaggio ecologista o ambientalista oppure anti-corporativo, o tematiche sociali o difendere la causa femminista infilando a caso degli accenni di questi temi dentro un film con dinosauri. Ciò non ha niente a che fare con la mia condivisione o meno di quei temi. Ma se voglio un film di impegno sociale, ci sono ottimi altri titoli ed autori ben più capaci per quei discorsi. Infilare questi temi in un film con dinosauri è una marchetta per apparire "impegnati" senza esserlo in realtà. Da evitare come la peste.


Bene, una volta chiarito cosa occorre eliminare per salvare questa saga, ecco alcuni spunti per migliorare il prodotto senza abbandonare l'anima centrale di un qualsiasi buon film giurassico.

I dinosauri. Sì, pare una scemenza, ma questo è il primo punto da ristabilire. I dinosauri devono tornare il centro del film, il senso del film, il motivo per cui vado al cinema. Voglio vedere dinosauri, tanti dinosauri, dinosauri realistici e dinosauriani, non mostri dinosauriani né dinosauri mostrificati. I dinosauri sono animali eccezionali e straordinari, che non hanno bisogno di alcun artificio, orpello, ibridazione, manipolazione estetica o antropomorfizzazione per essere il centro e fulcro di un buon film dinosauriano. I mezzi cinematografici attuali permettono di realizzare scene di massa, scene iper-realistiche, scene al tempo stesso epiche e spettacolari semplicemente mostrando i dinosauri per quello che sono. Basta saperlo fare.

L'azione. I dinosauri non sono attori per trame psicologiche, per drammi esistenziali o per controversie verbali. I dinosauri sono una forza della natura da scatenare per generare adrenalina ed azione. I dinosauri corrono, i dinosauri saltano, i dinosauri scavano, i dinosauri attaccano, i dinosauri si difendono, i dinosauri caricano, i dinosauri abbattono, i dinosauri uccidono, i dinosauri ti uccidono. Gli eroi non devono pontificare sulla natura delle cose, né struggersi in complicate argomentazioni sul senso della vita. I dinosauri non pontificano, i dinosauri non argomentano. I dinosauri sono enormi animali di un mondo dove l'uomo non è un elemento contemplato. C'è materiale a sufficienza per un sacco di ottime scene action pure.

Un intelligente mix di realismo e buon senso. I dinosauri non sono mostri, bensì animali, per quanto in molti casi degli animali molto speciali. Ergo, un dinosauro non può mai vincere contro la tecnologia umana del XXI Secolo. Per questo, Crichton aveva escogitato la sagace soluzione dell'isola-parco in cui salta la corrente elettrica, per creare un contesto claustrofobico nel quale, anche solo per una giornata, l'uomo non può vincerla facile contro il dinosauro. Ogni qualvolta i seguiti si sono allontanati da questa saggia base, la saga è deragliata nel ridicolo, nel monster-movie e nel Marvellismo. Pertanto, se vogliamo mantenere questo necessario bilanciamento tra umano e dinosauriano abbiamo solo due opzioni:

- tornare sul contesto "piccola isola senza corrente elettrica". Ma, in tal caso, abbiamo esaurito le idee.

- trasformare il mondo intero in una "piccola isola senza corrente elettrica". Ovvero, un seguito sensato della saga deve essere improntato sul filone "post-apocalittico", dove qualche evento mondiale abbia portato l'umanità a perdere le sue armi vincenti, ovvero, un "Medioevo post-apocalittico" con dinosauri, che possiamo chiamare "Mesozoico post-apocalittico". Per quanto pacchiano possa sembrare, quindi, solo un seguito apocalittico in cui l'umanità è svantaggiata permette ai dinosauri di essere dei veri dinosauri senza risultare delle macchiette patetiche né dei mostri da fumetto.

La mia proposta è sempre la solita: ambientare il seguito tra alcuni decenni nel futuro, meglio ancora alla fine del secolo. Il cambiamento climatico può essere un buon pretesto per un mondo inaridito, torrido e inospitale per la civiltà umana, più o meno collassata per qualche causa (guerre, inaridimento, fine delle risorse), e nel quale invece la biologia dei dinosauri risulta vincente, perché meglio adatta a condizioni torride, aride, scarsamente vegetate. Ricordo a quelli che sono abituati fin da piccoli ai dinosauri nelle paludi, che i contesti tipici di molte associazioni a sauropodi sono proprio contesti semi-aridi. Ricordo a quelli poco pratici di dinosauri che il temibile ambiente popolato dalla triade Carcharodontosaurus - Spinosaurus - Bahariasaurus era un ambiente arido con temperature torride, un inferno per molti di noi. I dinosauri paiono perfettamente adatti a prosperare proprio in quegli ambienti più amati dalla cinematografia post-apocalittica: i deserti, le lande inaridite, le regioni torride. Perché non unire le due visioni in una singola storia?

Credo che uno sceneggiatore intelligente, accompagnato da una buona consulenza paleontologica, possa produrre un film avvincente, appassionante e spettacolare, senza deludere né gli amanti della saga giurassica né gli amanti dei dinosauri accurati e realistici.

Bisogna provare.


19 giugno 2022

Atrociraptor marshalli for dummies

 

Fonte: Currie e Varricchio (2004)

Quando ero bambino, i dinosauri erano ingaggiati per partecipare a film o fumetti in base al loro CV. Dovevi essere un dinosauro che meritava di diventare famoso: dovevi avere una robusta esperienza come protagonista di paleoarte e una solida consistenza morfologica, altrimenti nessuno ti includeva nelle sue storie. E mi pare giusto, che mica possiamo prendere un dinosauro noto solo da due ossa di cui non si può dire praticamente nulla di sensato.

Poi è arrivato il XXI Secolo, e l'unica cosa oggi che conta è avere un nome più o meno vagamente tamarro (o che pare tale all'orecchio del profano), perché così il merchandising e i fanboy possono collezionare le figurine. Ed ecco quindi l'invasione dei vari Pyroraptor (6 ossa), Moros intrepidus (3 ossa, ma siccome la specie suona come una figata, la citiamo al pari di T. rex), e Atrociraptor. Se siete tra quei 3 milioni che nel 2022 hanno sbroccato nel sentire per la prima volta il nome "Atrociraptor" pensando che fosse un pessimo nome di fantasia sulla scia di "Indoraptor", questo post è per voi.

Atrociraptor è basato su i resti associati parziali di un muso di dromaeosauride dalla Formazione Horseshoe Canyon (limite Campaniano-Maastrichtiano del Canada sud-occidentale) scoperti nel 1995 e descritti da Currie e Varricchio nel 2004. Il nome, letteralmente, significa "raptor selvaggio di Marshall", dedicato allo scopritore del fossile.

L'esemplare, pur nella limitatezza dei resti, è ben conservato, con le ossa non significativamente deformate. Le dimensioni del dentale indicano un animale di dimensioni medie per un Dromaeosauridae, non oltre il paio di metri di lunghezza totali (stime più accurate sono ovviamente impossibili con il materiale a disposizione, anche a causa delle sue peculiari proporzioni, come spiego sotto).

L'elemento anatomico più particolare di Atrociraptor è la proporzione del mascellare, che è relativamente corto e alto per un dromaeosauride (basta confrontarlo con Velociraptor per notare immediatamente le differenze nell'allungamento del mascellare), in particolare la parte pre-antorbitale e la regione subcutanea. I denti sono marcatamente incurvati posteriormente, elemento che alcuni hanno considerato una deformazione tafonomica e non un genuino carattere anatomico, sebbene sia presente anche in altri dromaeosauridi.

Le proporzioni del mascellare sono molto variabili in Eudromaeosauria, e sono sovente considerate legate ad adattamenti ecologici. Anche il tipo e la disposizione delle fosse pneumatiche nella fossa antorbitale hanno una rilevanza almeno tassonomica, in questo caso distinguendo un modello di pneumatizzazione velociraptorino da uno saurornitholestino (presente in Atrociraptor). Nei velociraptorini, il mascellare è molto più allungato ed affusolato, mentre in Atrociraptor e altri taxa nordamericani (come Bambiraptor e Saurornitholestes) l'osso è accorciato e proporzionalmente più robusto. Queste differenze potrebbero indicare una differente funzione del morso e/o una differente specializzazione predatoria (con le forme dotate di musi corti potenzialmente in grado di sostenere una maggiore sollecitazione meccanica durante il morso). Curiosamente, se confrontiamo i pochi arti completi di questi due sottogruppi di dromaeosauridi, i velociraptorini sembrano avere arti anteriori relativamente più corti e gambe meno allungate rispetto al gruppo "dal muso corto". Purtroppo, il campione è troppo piccolo per poter sostenere un legame tra grado di allungamento degli arti e grado di accorciamento del muso.

PS: A me non interessa come un dinosauro viene battezzato dai suoi scopritori, mi interessa il fossile. Ancora meno mi interessa sapere se a voi quel nome piaccia o no, quindi, per favore, evitare di commentare solo per imbastire una polemica nominalistica su quanto detestiate la parola "Atrociraptor" o su quanto siano criticabili i paleontologi che creano nomi che non si conformano al vostro gusto.

Bibliografia:

Currie, P.J. and Varricchio D.J. (2004). A new dromaeosaurid from the Horseshoe Canyon Formation (Upper Cretaceous) of Alberta, Canada. Pp. 112–132 in P. J. Currie, E. B. Koppelhus, M. A. Shugar and J. L. Wright. (eds.), Feathered Dragons. Indianapolis: Indiana University Press.

17 giugno 2022

Therizinosaurus cheloniformis for dummies

Selezione di elementi della mano di T. cheloniformis (da Zanno, 2010).


Se siete stati al cinema in questi giorni, probabilmente avrete visto l'ultimo episodio della esalogia di Jurassic Park, e di cui abbiamo accennato, marginalmente, in questo blog. Nel film, c'è un mostro che viene etichettato come "Therizinosaurus". Siccome il mostro potrebbe essere quindi scambiato per un Therizinosaurus dallo spettatore acerbo di dinosauri, è dovere del qui presente paleontologo specializzato in theropodi di scrivere questo post solo per quei quattro lettori che sono curiosi su cosa sia un vero therizinosauro.

I primi resti di Therizinosaurus sono descritti da Maleev nel 1954. Si tratta di poche ossa, alcuni frammenti di coste e di ungueali, rinvenuti nel bacino del Nemegt in Mongolia. Le coste appaiono lunghe e piatte, e gli ungueali come delle falci strette ed allungate, ma apparentemente dotate di leve flessorie poco prominenti. Maleev interpreta questi bizzarri resti come appartenenti ad un grande rettile acquatico simile ad una tartaruga marina (da qui il nome "Therizinosaurus cheloniformis", rettile con le falci simile ad una tartaruga).

Ulteriori resti parziali vengono rinvenuti nel bacino del Nemegt e descritti tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. In totale, sono noti cinque esemplari, tutti molto frammentari, che ci informano sulla morfologia del cinto pettorale, di buona parte del braccio, alcune coste e gastrali e di parte della gamba. 

Non si conoscono resti del cranio né della colonna vertebrale. Pertanto, stimare le dimensioni effettive e le proporzioni di questo animale è arduo. Come ci insegna Deinocheirus, illudersi di "dedurre" un theropode gigante noto solo da resti degli arti "ricavando" il resto dai parenti prossimi è spesso del tutto illusorio e fuorviante. Sovente, le versioni giganti di un clade dinosauriano sono anche quelle più bizzarre ed aberranti, quindi è possibile che anche Therizinosaurus segua questa regola. Le dimensioni della scapola rispetto a quelle del femore sono abbastanza conservative in Theropoda, e questo, applicato a Therizinosaurus, suggerisce che l'animale possa essere stato nel range dimensionale dei tyrannosauridi e di Deinocheirus. Tutto il resto è però del tutto speculativo.

Sebbene si conoscano crani completi e buona parte della colonna vertebrale di altri therizinosauridi (Erlikosaurus e Nothronychus graffami), non è possibile dedurre automaticamente proporzioni e dimensioni di questi elementi in T. cheloniformis "estrapolandoli" da quelle specie. Disporre di qualche vertebra aiuterebbe a capire se l'animale era di morfologia gracile o robusta. Tuttavia, se inquadriamo filogeneticamente Therizinosaurus, è ragionevole supporre che il cranio fosse relativamente piccolo e leggero, con il muso affusolato e la dentatura nella parte anteriore della bocca priva di denti e sostituita da un becco. Ma sospetto che, come l'anomalo cranio "hadrosauriforme" di Deinocheirus non sia una semplice versione riconducibile automaticamente da quello "classico" ornithomimoide, la ricostruzione della testa di Therizinosaurus sia impossibile senza prima avere resti della testa. 

Il braccio di Therizinosaurus ha l'omero robusto e sigmoide, con ampia cresta deltopettorale, mentre le falangi delle dita sono corte rispetto agli ungueali. Queste proporzioni nell'arto sono molto diverse rispetto a Deinocheirus, e potrebbero indicare una ecologia differente e non competitiva rispetto a quella dell'altro gigante maniraptoriforme del bacino del Nemegt. Omero robusto e sigmoide indicano potenza ed una ampia capacità di rotazione dell'arto, mentre le falangi corte combinate agli ungueali molto lunghi e falciformi suggerisce un movimento della mano poco efficace nell'afferrare rapidamente oggetti ma più adatto ad esercitare una grande pressione. Ciò implica che Therizinosaurus non fosse un "affettatore" o "sciabolatore" rapido, né tanto meno un predatore (come deducibile dalla sua appartenenza a Therizinosauria), quanto piuttosto un animale "scavatore" oppure "sfrondatore" o comunque più efficiente nel generare movimenti lenti e potenti piuttosto che rapidi e veloci. In mancanza del cranio, non possiamo stabilire se l'inusuale allungamento degli ungueali sia legato a specializzazioni alimentari. 

Il piede è corto, compatto e graviportale, con anche il primo dito coinvolto nel sostegno del peso, come negli altri therizinosauridi. L'animale era quindi relativamente lento e stabile (per gli standard theropodiani): è plausibile che l'arto anteriore fosse impiegato anche per la difesa contro i predatori (probabilmente, solo i tyrannosauridi possono essere stati pericolosi per un animale adulto).

     

Bibliografia:

Zanno, L.E. (2010) A taxonomic and phylogenetic re-evaluation of Therizinosauria (Dinosauria: Maniraptora). Journal of Systematic Palaeontology, 8(4). 503-543.


 

14 giugno 2022

Tethyshadros - Studi e visioni artistiche sul Tempo Profondo

 


Nel maggio del 2020, mentre tutti lentamente sgusciavamo fuori dai bozzoli domestici nei quali la prima ondata della pandemia ci aveva costretto, ricevetti un'email da Alberto Magri, artista di Pordenone ed amico comune con Fabio Marco Dalla Vecchia.

Alberto mi invitata a collaborare alla realizzazione di un libro che stava sviluppando. Un'opera multidisciplinare, che non si colloca automaticamente in qualche casella predefinita. Un libro sulla paleontologia, con contributi miei e di Dalla Vecchia. Ma anche un libro di paleoarte, con contributi di paleoartisti nostrani come Renzo Zanetti e di vere e proprie icone mondiali della illustrazione paleontologica come Douglas Henderson. Ma anche un libro autobiografico, nel quale l'autore parla di sè, ma soprattutto dipinge il sé e di sé senza dipingere sé stesso, ma tramite i mondi perduti del tempo preistorico.

L'intero volume contiene opere di vari artisti, dallo stesso Alberto arrivando fino a Henderson (sono presenti anche suoi bozzetti inediti nonché una suggestiva ricostruzione di Saltriovenator realizzata apposta per questo volume), passando per Zanetti, Manucci, Panzarin, Troco, Riboli.

Il mio contributo consiste in un capitolo ed una postilla finale. Il capitolo è dedicato alla Paleontologia e alla Paleoarte, a cosa le accomuna e a cosa le distingue. 

"Il Cenacolo dei Deinonychus" di Loana Riboli, che apre il mio capitolo su paleontologia e paleoarte


La postilla, scritta fresca fresca nei giorni di settembre 2021, parla della mia proposta di rivalutare Scipionyx come allosauroide, e del suo significato per la paleo-Italia mesozoica.

Ricevo oggi da Alberto una copia di questo libro, libro che invito tutti ad acquistare. Perché se siete amanti della letteratura paleontologica e paleoartistica, questo è un contributo veramente originale, ispirato e sincero, di amore per il Tempo Profondo.


13 giugno 2022

Recensione delle Recensioni di Jurassic World - Dominion

Dinomaniaces Eunt Domus: certi chiamati "dinomanici" vanno... la casa?

 

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Colinus Trivorroveus era governatore della Provincia Dinomaniacalis.

In questi giorni la rete abbonda di recensioni di Jurassic World 3 - Dominion. Circa il 4.2% sono scritte in questo blog, il cui autore pare non abbia niente di meglio da fare che scrivere scemenze. Il restante 95.8% delle recensioni si trova in siti specializzati di cinema, ma soprattutto sotto forma di recensioni "amatoriali", in video di varia lunghezza e qualità caricati in particolare su YouTube. Ho letto o visionato una discreta fauna di queste recensioni, in alcuni casi divertendomi, in altri provando una certa pena per l'autore della recensione, non per la persona in sé o per le sue opinioni personali, ma per l'evidente senso di frustrazione e delusione (di diversa natura) che hanno manifestato, da cui pareva trasparire un pathos per questi film che, scusate la freddezza, io fatico a provare. 

Emozioni particolari a parte, ho notato dei modelli comportamentali ricorrenti in questi video. Ci sono quelli che ti fanno la recensione praticamente da dentro la sala cinematografica, o appena usciti, quindi a caldissimo, quando non ricordano ancora tutti i dettagli della proiezione appena finita, perché si parla pur sempre di due ore e mezza di flusso di fotogrammi, perché nel bene o nel male sono più o meno spossati da due ore e mezza di cinema con indosso la mascherina, da due ore e mezza di adrenalina dinomaniacale ancora ad alte concentrazioni nel sangue, oppure da due ore e mezza di dolorosa delusione che non può essere ritenuta in corpo senza generale effetti patologici. Ci sono i professionisti della recensione, che producono video montati ed editati con esperienza. Ci sono quelli che semplicemente si piazzano davanti al telefonino in camera da letto, con alle spalle il poster de "Lo Squalo", e ti dicono come la pensano, senza molto editing né cura per la presentazione. 

Ci sono infiniti modi di classificare questi video. Io ho seguito un criterio arbitrario, combinando la "professionalità" del video (sia nella forma che nel contenuto), con la più o meno esplicita appartenenza dell'autore/autrice al mondo dei "fan" del Franchise Giurassico:

Il non-dinomaniaco non-professionale

Le recensioni "naive" opera di persone che hanno visto il film ma non sono dei dinomaniaci fan del franchise (per capirci, quelli che non hanno il poster di Alan Grant che fa la doccia appeso sopra le action figures dei dipendenti della Biosyn, di fianco al lanciafiamme col logo di Billy World) sono molto simpatiche perché oneste, non filtrate da alcuna necessità generale né dal bisogno di parlare a qualche community definita. Non pretendono di essere trattati di estetica cinematografica, e soprattutto non si curano in alcun modo di difendere una delle fazioni del mondo dinomaniacale. L'autore del video si limita a dire se i soldi spesi al cinema sono stati ben spesi oppure se il film è stato un paio di ore che non gli ha lasciato nulla. All'autore del video non importa molto se la bestia era un therizinosauro tamarro oppure un Atrociraptor piumato. I nomi delle bestie sono spesso storpiati, segno che la conoscenza paleontologica è un onesto vuoto e che non ha alcuna aspettativa di essere colmato dal film. Spesso, l'animale è chiamato "Tyrrex" se è grosso, e "raptor" se è piccolo. Ma, soprattutto, la recensione non è in alcun modo viziata dalla paranoia dinomaniacale per i fan service, non ha colto i rimandi ai precedenti episodi, non ha analizzato la consistenza con la continuity e tutte quelle tipiche esigenze del fan duro e puro. Paradossalmente, questi commenti del tutto neutrali rispetto al Franchise, sono i più utili per capire se il film merita di essere visto al cinema.


Il non-dinomaniaco professionale

Le recensioni "professionali" sono opera di personaggi che abitualmente recensiscono film online, e quindi hanno l'abitudine a guardare questi prodotti non solo per quello che raccontano ma anche - se non soprattutto - per come sono stati realizzati. Mi forniscono un punto di vista utile dato che io, pur avendo un moderato palato per il buon cinema, non ho una competenza particolare sulla teoria cinematografica per comprendere se e come un film sia meritevole aldilà della semplice reazione "di pancia" o aldilà della voglia di scrivere dei post idioti. L'autore della recensione conosce la saga ed il franchise che emana dai film in quanto fenomeno culturale cinematografico, e non perché è la sua religione di stato. In maggioranza, le recensioni di questa categoria sono state negative, per motivi che anche in parte sono stati espressi dai miei post. Ciò mi fa pensare che il mio giudizio non fosse ostile a priori verso il polpettone trevorrowiano ma sia in qualche modo argomentato.


Il dinomaniaco tradito

Una parte delle recensioni dei "fan della saga" non ha apprezzato il film, e questo ha generato nell'autore della recensione un senso di colpa o comunque una frustrazione. Le riconosci perché l'autore ci tiene (ad inizio recensione oppure alla fine) a specificare esplicitamente che "io sono un fan del primo film" oppure "io conosco a memoria il primo film", o "io avevo N anni quando andai al cinema a vedere il primo Jurassic Park" (con N <16), oppure si firmano proprio come "fan di JP". Con questa precisazione "di appartenenza", pare voler dire "le recensioni negative di solito sono false ed ingiuste perché opera degli hater nemici della saga, ma io sono uno di voi quindi la mia recensione per quanto negativa è sofferta ma giusta". Queste recensioni sono rapidamente cresciute di energia, facendosi prima deluse, poi molto dure nei contenuti ed emotive nei toni, e manifestano un senso di tradimento, come se un film fosse un patto privato, personale, quasi sacro, tra lo spettatore e la produzione, e questo patto fosse poi stato violato in modo disonesto ed immorale (cosa che, onestamente, mi pare una scemenza, ma per altri deve essere davvero importante). Un tema ricorrente di queste recensioni è l'augurio che la saga muoia, si estingua, che il film sia un flop, e che Trevorrow si trovi un altro lavoro. Queste recensioni sono spesso un poco patetiche (nel senso etimologico di "pervase dal pathos") e molto divertenti (almeno per me), perché manifestano l'anima più sentimentale del mondo dinomaniacale, quella che più mi incuriosisce (e che spesso approda in questa pagina per manifestare la disapprovazione verso la mancanza di rispetto verso la fonte del suo amore). Queste recensioni sono anche la manifestazione ancora accettabile di un variegato zoo di comportamenti ben più ridicoli e grotteschi, tipici di tutti i franchise, che purtroppo spesso degenerano nella violenza verbale. Mi riferisco alla tendenza di certi soggetti "traditi" a reagire in modo aggressivo e violento contro tutti quelli che non la pensino come lui. Vedi alla voce "Guerra Civile Jurassica" tra le diverse fazioni dinomaniacali. 


Il true believer sotto assedio

Infine, ci sono i dinomaniaci duri e puri, quelli che si divertirebbero persino se il film fosse due ore e mezza di una barchetta col logo di Jurassic Park che galleggia dentro la tazza di un cesso. Questi eroi della devozione hanno subito manifestato la loro totale immersione nel nuovo film. Li riconosci immediatamente perché chiamano produzione e personaggi per nome. "Mi è piaciuta la scelta di Colin di far tornare Alan, Ellie e Ian". Colin? Alan, Ellie, Ian? Ma veramente, li chiami per nome? Come tuo zio o la ragazza di tua sorella? Ora, che tizio si sia divertito a vedere una simile noia di filmetto, io non riesco a capirlo, ma, come dico sempre, il mondo è bello perché è vario, quindi non sto qui certo a fare un'analisi della loro bizzarre passione per i cibi avariati. Forse il limite è nella mia mancanza di cuore. Né calco troppo la mano sulla loro relazione fantastica ma del tutto asimmetrica con persone che non incontreranno mai nella loro vita. Quello che invece merita di essere rimarcato è che quasi immediatamente le recensioni di questa categoria hanno virato dalla semplice recensione al vero e proprio "stato d'assedio". Il true believer, per la prima volta, sente che intorno a lui il mondo non è più un posto amico e sicuro. Sì, perché le recensioni professionali, ma anche una fetta di recensioni "naive", sono in gran parte negative. Ed il true believer non riesce a far finta che non esistano. Sente questa aria pesante che si leva intorno alla sua isola felice. Anche perché si è scatenata la reazione feroce dei dinomaniaci traditi, i quali, per motivi abbastanza ridicoli, si scagliano proprio contro i true believer, colpevoli di fiancheggiare il tradimento, di chiamare per nome quel Giuda di Trevorrow. Il true believer sente quindi di essere circondato da persone negative: vuoi perché incomprensibilmente ostili al capolavoro, vuoi perché ex-compagni di community che ora sono passati al nemico, vuoi perché certe persone devono essere proprio cattive nell'anima perché il non amare un film di Jurassic Park deve apparire loro come odiare la mamma. 

Il problema principale dei true believer (ma anche dei traditi) è che prendono tutta questa storia troppo sul serio. Spesso, non hanno senso dell'umorismo. Tutta questa faccenda delle recensioni è invece vista da loro come un affare di stato. L'opinione in merito ad un film è diventata una specie di faccenda religiosa, e chi non la condivide è un ateo, un blasfemo, un pagano, come ai tempi delle catacombe, contro cui i nostri santi martiri oppongono una innocente difesa passiva.

Ed ora vi saluto, che devo guidare la mia settima legione a soffocare la ribellione nella Provincia Dinomaniacalis.