Confrontate questi 4 insiemi:
(uomo)
(gatto, lince, tigre, leone, giaguaro,
leopardo)
(cavallo, asino, zebra)
(mucca, antilope, gazzella, orice,
bufalo, cudu, pecora, stambecco, muflone, alcelafo, gnu)
A parte il fatto che tutti e 4
contengono mammiferi euteri, cosa altro li accomunerebbe? Niente:
essi differiscono per numero di specie, dimensioni, ecologia,
abitudini. Eppure, nella zoologia tradizionale i 4 gruppi citati sono
“simili”: sono “famiglie”: Hominidae, Felidae, Equidae,
Bovidae.
Concordo che questi 4 gruppi siano
“naturali”, in quanto formati da specie affini. Di fatto, i 4
gruppi sono monofiletici (i membri del gruppo sono più imparentati
tra loro che con i membri degli altri gruppi). Ma perché chiamarli
tutti “famiglie”? Cos'è una famiglia? Cosa la definisce? Perché
il quarto gruppo, chiaramente più ampio degli altri, non dovrebbe
essere “qualcosa” di più grande gerarchicamente (una
“superfamiglia”)? Dopo tutto, se osservate i membri dei 4 gruppi,
ne comparate le dimensioni, forme ed ecologie, converrete che la
diverità in Bovidae è maggiore di quella in Felidae, che è
maggiore di quella in Equidae, che è maggiore che in Hominidae.
La sola risposta che un'indagine
razionale di questo problema produce è che i quattro gruppi non
hanno nulla che giustifichi il loro essere “famiglie”, e che la
“famiglia”, così come le altre categorie tassonomiche
(“sottofamiglia”, “superfamiglia”, “ordine”, “classe”,
ecc...) non hanno alcun senso oggettivo, ma sono solo categorie
arbitrarie e fittizie, condizionate dal grado di raffinatezza o
grossolanità di chi istituì tali categorie. I nomi “Bovidae”,
“Equidae”, “Felidae” ed “Hominidae” restano utili in
quanto nomi di entità naturali, ma non esiste alcun motivo razionale
per cui debbano tutti terminare in “-idae” e non invece in
“-oidea”, “-ia”, “-patratrak”, se non la tradizione e
l'abitudine.
Pertanto, chiedersi perché
Dromaeosauridae non si chiami invece “Dromaeosauroidea” o
“Dromaeosauria” in quanto sister taxon della "Classe Aves" è futile e non implica un motivo reale
sottostante. Quando nacque, il nome “Dromaeosauridae” indicava
qualcosa che si credeva di “rango familiare”, un concetto privo
di senso reale ma imposto dal sistema paradigmatico nel quale la
tassonomia del tempo era immersa. E lo stesso vale per Aves, che non è una classe ne più ne meno che una famiglia*. Per quel che importano sia le
categorie che i suffissi ad esse ancorati nella tradizione, il nome
di un gruppo monofiletico può non avere nemmeno un suffisso
tradizionale (come accade ad esempio con “Avialae”, Maniraptora”
e “Tetanurae”), e comunque conservare un senso.
Non a caso, chiedersi se “Tetanurae”
sia un ordine, un sottordine, un infra-para-sub-meta-nano-parvo-filum, è
totalmente privo di senso. E se è così per nomi privi di suffissi
tradizionali, allora è privo di senso anche per i nomi con suffissi
tradizionali.
Manteniamo ed usiamo i nomi creati nel
paradigma categoriale Linneano, ma liberiamoli dall'assurdità logica
di criteri privi di senso, sia evolutivo che operativo (infatti, come
si può stabilire che l'insieme X di specie N è una
famiglia/ordine/classe? Non si può perché è insensata la stessa
domanda).
*Qualcuno potrebbe obiettare che avendo 10000 specie, Aves è più logico considerarlo una classe che una famiglia. Tuttavia, la "famiglia" Curculionidae ha circa 30000 specie, e la "classe" Gingkoina ha 1 sola specie.