07 settembre 2018

Prendere un "caffè" con orgasmo


Mio caro blog Theropoda, è da mesi che ti trascuro.
Recentemente, un lettore "storico" del blog mi ha contattato per avere notizie sul destino del blog. Il motivo principale della mia latitanza da Theropoda è un mix di pigrizia e mancanza di occasioni. Sto invecchiando anche io, e dopo dieci anni di blogging, nell'era dei social network, ammetto che l'atto dello scrivere sul blog, che tanto mi appassionava nei miei "enta", viene meno negli "anta".
Nondimeno, il blog non è morto, è solamente letargico.
Questo post è un tentativo di riprendere lo slancio creativo, ispirato dalle solite analogie idiote che il mio cervello di paleontologo evoluzionista produce.

Ad ispirare il post, è la notizia che una grande catena di "caffè"* americano sta per inaugurare a Milano, qui in Italia, quello che viene pubblicizzato come il loro più bel punto vendita.

*le virgolette per rimarcare che per un italiano, quello "americano" non è vero caffè, ma solo un grosso beverone Il Caffé è una cosa ben diversa.

Mi sono domandato come mai proprio in Italia questa catena americana senta il bisogno di aprire un punto vendita "speciale", che sia "il più bello al mondo".
La spiegazione che propongo è un pretesto per parlare dell'evoluzione di una delle più strane strutture esistenti in natura: l'orgasmo.

Oh mio, dio... qui si entra in un terreno molto pericoloso! Ma non siamo in fascia protetta? Mettete a nanna i bimbi!
Tranquilli, io qui mi limito a fare un discorso evoluzionistico, ed anche molto banale, rispetto a ben più articolate discussioni sulla origine biologica del comportamento sessuale. 
Nessun dettaglio sconcio. (Ecco, ho appena perso 3/4 dei lettori...)

Partiamo da una domanda molto idiota: per quanto denaro sareste disposti a toccare un animale selvatico? L'animale può mordere e graffiare, può essere infestato da parassiti e agenti patogeni, insomma, non sto parlando del coniglietto paffutello tutto lavato che trovate al negozio di animali, parlo di una bestia selvatica a caso, come può essere un roditore del deserto o un alligatore. Indipendentemente dall'animale in questione, è molto probabile che tutti chiedano una discreta somma di denaro, tanto più alta tanto più rischioso è l'atto di toccare l'animale.

Ora, immaginate quanto alta sia la ricompensa che potete pretendere se vi fosse chiesto di infilare una mano dentro la bocca dell'animale. Nessuno è così pazzo da farlo gratis.
Bene, penso siamo tutti concordi che l'atto di toccare un animale selvatico sia un azione che ha un prezzo piuttosto alto, e che non sia in alcun modo vantaggioso farlo "a gratis". E che tale "prezzo" sarà tanto più alto tanto più ravvicinato e prolungato sarà il contatto chiesto con l'animale.

In Natura, ogni comportamento ha una base programmata geneticamente, più o meno direttamente e più o meno dettagliatamente. Negli animali con un sistema nervoso molto semplice, il comportamento è relativamente semplice ed in larga parte determinato geneticamente. In animali con sistemi nervosi più complessi, il comportamento ha sempre una base genetica, ma essa coesiste con una serie intricata di strutture anatomiche e fisiologiche che seguono regole proprie non linearmente riconducibili al programma genetico. Questo perché un animale non è solamente un armadio montabile svedese la cui forma e struttura è leggibile direttamente dal foglio di istruzioni, ma è un complesso sistema auto-assemblante che diverge progressivamente dal proprio programma genetico mano a mano che cresce. Un animale con sistema nervoso complesso quindi si comporta anche a prescindere dal proprio programma genetico: esso può quindi agire anche in funzione di esigenze "personali" che non sono legate direttamente alle esigenze "genetiche" (prodotto dell'evoluzione e dell'adattamento).

Ritorniamo all'ipotetica somma di denaro richiesta per toccare un animale selvatico. Quale sarebbe il suo equivalente naturale? Ovvero, che ricompensa possiamo dare ad un animale, che non ha certo bisogno del denaro (e nemmeno ne concepisce il concetto) per fargli fare qualcosa di tanto repellente quanto il toccare un altro animale a caso?
Se la ricompensa è "codificata" nel suo genoma, e l'animale ha un sistema nervoso semplice, probabilmente lo farà gratis e senza essere spinto a farlo. Ma se questo comportamento fosse per lui "innaturale", non "prescritto" nel suo genoma, allora come fare, senza forzarlo e senza usare mezzi violenti? Una possibile soluzione potrebbe essere di "indorare la pillola", abbellendo e rendendo "piacevole" qualcosa che altrimenti sarebbe ripugnante e repellente.

Tuttavia, "piacevole" è un concetto molto complesso e sofisticato, che difficilmente è processabile da un sistema nervoso semplice. Esso richiede una tale gamma di livelli auto-referenti che difficilmente penso che sia concepibile per organismi privi di elaborati sistemi nervosi centrali.
In breve, per "indorare la pillola" di qualcosa, occorre che il paziente abbia un cervello abbastanza sofisticato per riconoscere la patina dorata come tale, e per sentire tale patina come un valore aggiunto.

Traducendo questo discorso in modo meccanicistico: se la repulsione per un'azione deve essere superata, occorre generare una attrazione più forte della repulsione. Ergo, tanto più repellente è un comportamento da vincere, tanto più potente deve essere l'effetto attrattivo della patina dorata che nasconde la fonte della repulsione.

E qui arriviamo al sesso negli animali con sistema nervoso complesso, come noi. Si tratta di un atto fisiologico dettato da contingenze evolutive: la riproduzione sessuale richiede che due invidivui combinino i loro gameti (le cellule riproduttive). Fintanto che un animale vive in acqua, la faccenda è relativamente semplice, perché puoi liberare i gameti in acqua al pari di quasiasi prodotto di scarto, e lasciare che le cellule in acqua si combinino per i fatti loro. Un tetrapode - e a maggior ragione un amniota - non ha questo lusso, perché fuori dall'acqua queste cellule muoiono rapidamente e non sono in grado di combinarsi. La soluzione adattativa fu la fecondazione interna, ovvero, uno dei due partner letteralmente inserisce i propri gameti dentro il corpo dell'altro, nella zona dove sono prodotti i gameti altrui. Qui, i gameti si combineranno e si svilupperanno.
In pratica, la fecondazione interna, imposta dallo stile di vita subaereo, è la condizione ipotetica che ha aperto questo post, con l'aggravante che, per contingenze date dall'essere discendenti di pesci che liberavano i gameti al pari di rifiuti, questa funzione deve essere svolta utilizzando come organi e ambienti di lavoro gli apparati escretori dei due animali!

Mio dio... è disgustoso!

Il sesso dei vertebrati terrestri è, detta senza giri di parole, l'atto di unire gli apparati escretori di due animali. In termini igienico-sanitari, si tratta di una dell'azioni più pericolose esistenti in Natura. Insomma, ti viene chiesto non solo di toccare un altro animale, ma di toccare il suo apparato escretore... e di toccarlo in profondità usando il tuo apparato escretore! E dimenticatevi saponi intimi, detergenti, bidet (per chi lo usa) e tutte le belle comodità del Homo sapiens tardo-olocenico: per il 99,9999% della storia della vita, il sesso è stato un contatto tra apparati escretori in condizioni "nature", ovvero, organi che regolarmente eliminano gli scarti del metabolismo, e che sono ricettacolo di popolazioni di agenti patogeni. Nessuno si stupisca se le malattie veneree sono tra le più grandi conquiste e paradisi dei virus e batteri.

Vedete bene che, vista in questi termini (che poi, sono i soli termini in cui lavora l'evoluzione che produce corpi e comportamenti), l'atto sessuale sia estremamente ripugnante, pericoloso e portatore di svantaggi. Ma è il solo modo con cui un vertebrato terrestre può riprodursi. Chi correrebbe il rischio di ammalarsi nel fare qualcosa che, a conti fatti, non porta alcun beneficio a chi lo compie?
Come uscire dal paradosso?

Torniamo quindi alla domanda iniziale: per quanto denaro farestre entrare in contatto il vostro apparato urogenitale con quello di un altro animale? Che, tradotto in termini biologici, quanta "patina dorata" dobbiamo usare per ricoprire questo atto fisicamente disgustoso, pericoloso e patogeno per renderlo sufficientemente attraente (e quindi sperare di continuare a riprodurci)?

Molta patina, tantissima. Bisogna indorare tutto così tanto da impedire che il cervello ci faccia scappare via. Bisogna fare sì che il cervello non solo non sia ripugnato, ma persino attratto dall'atto. Dobbiamo renderlo così straordinariamente attraente, da vincere qualsiasi naturale ripulsione per un atto così poco appatibile. In breve, dobbiamo drogare il cervello.
Benvenuto al piacere, nelle sue varianti orgasmo (acuto) e amore (cronico)!
In breve, l'orgasmo e l'amore sono i soli modi per "pagare" il cervello con qualcosa abbastanza potente da vincere la saggia idea di evitare di far combaciare i propri organi escretori con quelli di un altro animale.

Ora, posso tornare alla notizia della catena di "caffè" americano che sta aprendo una sede super-mega-sciccosa in Italia.

Sapete che in Italia, il caffè è un sacramento. Se volete sperare di vendere con successo uno schifo di beverone americano in Italia, dovete indorare molto bene la pillola. Dovete renderla luccicosa e piacevolmente attraente, dovete fare in modo che entrando nel vostro locale l'italiano non pensi alla m***a che sta per bere, ma sia inebriato dalla bellezza della patina che circonda la m***a che sta per bere. 
In breve, per prendere un "caffé" occorre un orgasmo.



7 commenti:

  1. Grazie per il post veramente interessante... se posso dare un consiglio lo sfondo nero con scritte bianche mi disturba molto la vista...

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    1. Grazie, valuterò una colorazione alternativa.

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  2. Sono un appassionato di dinosauri ed il primo approccio più serio con essi l'ho avuto con il libro dinosauri dei coniugi czerckas. Purtroppo per tanti motivi non ho mai potuto approfondire l'argomento come avrei voluto. Questo blog è stato per me un toccasana: scientifico, alternativo simpatico, a volte non condivisibile ma va bene così. Tutto questo per dirle di non mollare!
    Antonio totaro

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  3. Grazie per aver ricominciato!

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  4. Spero che la letargia riguardi solo il blog e non la tua attività scientifica. C'è qualcosa all'orizzonte? So che non potrai dare dettagli

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    1. Niente dettagli, ma ho vari lavori in preparazione.

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  5. Grazie di essere tornato!

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