(Rough) Translator

11 giugno 2026

LA RIVOLUZIONE PIUMATA - Theropoda (nuova edizione)

 


A sei anni dalla pubblicazione dei primi due volumi de La Rivoluzione Piumata (entrambi dedicati all'evoluzione di Theropoda), ho pensato di aggiornare entrambi alla luce delle numerose scoperte e studi usciti in questi anni, e di accorparli in un singolo volume da alcuni giorni disponibile in formato cartaceo o Kindle su Amazon.

I primi due volumi pertanto non sono più disponibili in commercio.

La copertina mostra l'olotipo del dromaeosauridae Daurlong wangi.

04 giugno 2026

SPINOSAURUS - La nuova scoperta sui dinosauri


Vi segnalo questo evento pubblico, il prossimo 27 Giugno a Teramo, dove parleremo della nostra recente ricerca sulla paleobiologia di Spinosaurus.

Non potete mancare! 

02 giugno 2026

I am too old for this s*it

Avvertenza: se tu lettore che stai per leggere questo post hai meno di 45 anni di età, fermati. Questo post non è per te. Questo post non ti fa bene, nuoce alla tua salute mentale, può compromettere la tua stabilità emotiva. Smetti di leggerlo. Chiudi questa pagina.

Io ti ho avvisato.

Quando ero ragazzino, a cavallo degli anni 80 e 90, un genere cinematografico molto in voga prodotto da Hollywood era il Buddy Cop Movie, il film d'azione con mix di commedia avente come protagonista una coppia di poliziotti molto male assortita. I Buddy Cop Movie hanno tutti la stessa struttura: narrano le vicende di due poliziotti molto diversi tra loro come indole, carattere, stile ed aspetto, i quali inizialmente non vanno d'accordo tra loro, anzi, quasi sempre si detestano e sono costretti a collaborare perché vincolati agli ordini del loro superiore, ma poi, a mano a mano che la storia procede, tra loro nasce la bro-mance, diventano super-amici amicissimi, e così unendo le forze e le loro nature antitetiche, sgominano il potente cattivo di turno (boss mafioso, ambasciatore razzista con immunità diplomatica, governatore corrotto, miliardario megalomane, quello che vi pare, basta che sia cattivo, arrogante e molto potente) e tutti i suoi scagnozzi (che vengono ammazzati in modo assurdo e senza ritegno per la logica, la fisica, il buon gusto, nella migliore tradizione dei film d'azione di quel periodo).

Il genere funziona benissimo, specialmente per spettatori maschi, perché quasi tutti noi portatori di cromosoma Y abbiamo un super-amico che è l'opposto fisico e mentale di noi. E per decenni ci domandiamo perché siamo amici con un tizio che non ha nulla in comune con noi... ed è proprio questo il motivo per cui siamo così amici, perché siamo uno l'opposto dell'altro.

Ci immedesimiamo subito nella distorta chimica delle buddy couples, nel cameratismo testosteronico oggi tanto demonizzato, ma che lega istintivamente due Homo sapiens maschi apparentemente antitetici creando un legame tanto solido quanto stupido, che mette a disagio le fidanzate (ma non le mogli, che anzi apprezzano qualcuno capace di tollerare i loro consorti quanto loro), perché è così che noi uomini diventiamo amici tra di noi, trovando naturale insultarci pesantemente per esprimere il nostro reciproco affetto.

I protagonisti dei Buddy Cop Movie sono due sbirri molto diversi tra loro. Generalmente, uno è pazzo, anticonformista, irrazionale e dal look informale, mentre l'altro è saggio, conformista, razionale e dal look molto formale. Spesso, nei film di produzione USA, uno dei due è bianco e l'altro è nero, oppure sono uno biondo ed uno moro, oppure sono uno di famiglia ricca ed uno di origine proletaria. Insomma, devono essere uno l'opposto dell'altro.

Ad esempio, una delle coppie più prolifiche di questo sottogenere di film è la coppia Mel Gibson e Danny Glover del franchise di Arma Letale. Dei due, Danny Glover interpretava quello più anziano, serio e, come diremmo oggi, "boomer" dei due, contrapposto al giovane pazzo irrazionale interpretato da Gibson. Frase tipica del personaggio di Glover, alla fine di ogni situazione borderline, era:


"Sono troppo vecchio per queste stronzate" [I am too old for this shit]


Bene, finalmente, sono arrivato ad avere l'età per sentire dentro di me il bisogno di dire continuamente:




Quando ero più giovane, se usciva qualche film o documentario dedicato ai dinosauri, pubblicavo dei post in cui spiegavo al lettore perché il tal film mostrava una rappresentazione distorta dei dinosauri, perché quel documentario non era affatto un documentario bensì solo una fiction che scimmiottava Jurassic Park perpetrando un canone deciso a tavolino, perché ormai da trenta anni l'immaginario popolare mondiale intorno ai dinosauri fosse stato compresso, atrofizzato e incanalato dentro la piccola cornice concettuale che sorregge il franchise spielberghiano, a sua volta un distillato minimalista e sempliciotto delle istanze più radicali del "Rinascimento dei Dinosauri".

Ho anche scritto un libro per spiegare nel dettaglio perché oggi l'immaginario popolare sui dinosauri si sia ridotto ad una piccola pozza stagnante di cose già viste, già dette, già vecchie.


Ora, finalmente, tutto questo mi passa sopra. Perché:




Esce l'ennesima "dino-fiction" che tutti chiamano impropriamente "documentario"?




Esce l'ennesimo film di Hollywood con dinomostri copiati sui "Jurassicparkosauri" che si comportano sempre al solito modo, dentro trame che ripetono continuamente il medesimo canovaccio trito e ri-trito?




Online si scatenano i commenti, le reaction, i dibattiti per interpretate questo o quel fotogramma estratto dal trailer appena uscito, fotogramma che forse dimostra che nel film c'è Elaphrosaurus, o forse è Tanycolagreus, o forse è Stokesosaurus... quando in realtà è sempre il solito "raptor" copiato da Jurassic Park, perché i giovani non hanno ancora capito che a Hollywood non importa a nessuno che voi siete dei dinomaniaci, perché quelli che finanziano e sviluppano quel genere di prodotti non sanno neanche la differenza tra allosauro e T-rex?




Che età meravigliosa quella in cui sono entrato!

22 maggio 2026

Spinosaurus paleobiology - more than just the aquatic debate: AVIAN-LIKE SALT GLANDS IN SPINOSAURUS!



Vi segnalo il mio nuovo articolo appena pubblicato su Historical Biology, realizzato in collaborazione con Neil Gostling, Mauro Lacerda, Mario Falasca e Alex Paterna.

In questo articolo, identifichiamo le tracce della ghiandola del sale nel cranio di Spinosaurus, in una posizione differente da quella generalmente identificata nei dinosauri mesozoici, ma equivalente a quella occupata in molti uccelli moderni e nelle iguane marine, ovvero non nel muso bensì sopra gli occhi. L'articolo discute le implicazioni ecologiche ed evoluzionistiche di questa scoperta.

Se siete lettori di lingua italiana, ho anche realizzato un episodio del podcast dedicato a questo studio.


12 maggio 2026

Il vostro blogger a "Il Gomitolo Atomico"

 


Vi segnalo la mia partecipazione al podcast "Il Gomitolo Atomico" di Massimo Polidoro.

Abbiamo parlato di paleontologia, dinosauri e del mio ultimo libro, "Il Dilemma dei Dinosauri".

Buona visione!

03 maggio 2026

La durata dei viaggi nel tempo profondo


 Il tempo geologico, il Tempo Profondo, è un concetto relativamente recente. Alla civiltà occidentale sono stati necessari secoli di scoperte e di riflessioni per realizzare che la storia della Terra fosse molto più vasta di quanto raccontato dai testi biblici.

Capacitarsi della vastità del tempo geologico non è semplice. Una cosa è snocciolare numeri e cifre relative ai milioni di anni, un altra è "sentire" la dimensione di tale vastità. Il problema fondamentale è che i tempi geologici vanno troppo al di là della nostra percezione quotidiana, e quindi restano più dei concetti astratti che delle effettive ponderazioni consapevoli.

In ambito divulgativo, sono stati introdotti vari espedienti per dare al lettore una seppur blanda consepevolezza delle scale temporali. Ad esempio, molto popolare è la metafora dell'Anno Cosmico, ovvero la contrazione dell'intera storia della Terra dentro un singolo anno. Per quanto popolare, questo espediente non mi ha mai soddisfatto. Il motivo è che la contrazione di quattro miliardi di anni in un singolo anno riduce di fatto tutte le durate di tempo a noi familiari di ben quattro miliardi di volte, ovvero, le annulla e le rende impercettibili. Di conseguenza, anche se apprezziamo che i dinosauri vivono solamente a fine Dicembre, la durata della storia umana diventa un battito di ciglio e quindi perde di qualunque consistenza. La vita di un essere umano non è praticamente rilevabile, e ciò rende difficile rapportare la nostra esistenza dentro lo schema dell'Anno Cosmico.

Qui, propongo un espediente differente, che ha il pregio di contrarre una durata di tempo a noi familiare, l'anno solare, ad una scala di tempo a noi familiare, il secondo. Come si rapportano le scale temporali con questo fattore di contrazione? Immaginiamo di avere a disposizione una Macchina del Tempo che viaggia nel passato ad una "velocità temporale" fissa di 1 anno al secondo. Quanto durerebbe un viaggio nel passato per arrivare fino all'epoca di Tyrannosaurus (66 milioni di anni fa)?

La Macchina del Tempo impiegherebbe poco più di un minuto per portarvi indietro alla Seconda Guerra Mondiale, quasi quattro minuti per portarvi da Napoleone Bonaparte fresco di incoronazione imperiale, quasi due ore di viaggio per portarvi al tempo delle costruzione della Grande Piramide di Cheope, quasi cinque ore per portarvi al momento in cui le grotte di Lascaux venivano ricoperte di pitture paleolitiche. 

Cinque ore per arrivare al Paleolitico Superiore vi pare molto? Beh, il viaggio nella "preistoria" è appena iniziato! Se volete arrivare al tempo di Lucy, il celebre australopiteco, dovrete viaggiare senza sosta per più di un mese... Soffermiamoci un attimo su questi tempi: appena una manciata di ore per entrare nell'età della pietra, mentre poi occorrono varie settimane per arrivare al tempo degli ominidi precendenti il genere Homo

Ma abbiate pazienza, il viaggio per arrivare ai dinosauri non è neanche iniziato: per arrivare alla fine del Mesozoico e poter finalmente godere della vista di un Tyrannosaurus, dovrete viaggiare per ben 2 anni interi! E se voleste attraversare l'intera era dei dinosauri dovreste viaggiare in tutto per più di 7 anni!

Questa è la scala dei tempi geologici.

06 aprile 2026

La Nutella in orbita attorno alla Luna

 

Screenshot del momento storico (tratto dalla diretta NASA).


Stavo guardando la diretta della missione Orion, e 3 minuti e 52 secondi prima di raggiungere il record storico di andare oltre la distanza massima dalla Terra mai raggiunta dalla specie umana, ecco che l'astronauta Christina Koch fa uscire - penso inavvertitamente - un barattolo di Nutella che stava "nella stiva", il quale inizia a fluttuare dentro la capsula Orion.

Non è un fotomontaggio: l'ho visto in diretta!

Ho salvato il momento per la Storia. 

04 aprile 2026

The Ro Podcast - L' evoluzione della nazionale di calcio italiana

 

Gli azzurri campioni del mondo 2006. Rivedremo queste scene?

Nel nuovo episodio del podcast di Theropoda parlo di un tema molto poco paleontologico ma di stringente attualità, e sul quale tutti i 60 milioni di CT della nazionale hanno già detto la loro: perché la nazionale di calcio italiana non si qualifica più ai Mondiali FIFA? 

Uso questo tema (che per molti* è di importanza capitale per la Nazione) come esempio di un approccio nell'analisi dei sistemi dinamici ed evolutivi che spesso viene del tutto ignorato dai commentatori. 

Quasi tutti i commentatori di questo fenomeno hanno una prospettiva a mio avviso miope, e ritengono che la causa di questa tendenza negativa sia da ricercare nell'ultima generazione sportiva italiana (non solo i giocatori, ma l'intero sistema calcio) che avrebbe perduto le vigorose qualità di un tempo. A prima vista, questo appare essere un fatto indiscutibile, tuttavia, se c'è una cosa che l'analisi delle sequenze evolutive mi ha insegnato è che l'apparenza inganna, e che spesso noi vediamo solo la superficie del fenomeno ma non comprendiamo il motore profondo che muove il tutto.

E se la causa delle eliminazioni degli azzurri fosse un'altra? Non una causa italiana, quindi locale, bensì una dinamica più ampia e globale? Non una causa particolare e contingente al nostro sistema calcistico, bensì generale e relativa a dinamiche in atto alla scala mondiale da molti decenni? 

In tal caso, come potremmo identificarla? 

Il podcast vi spiega come.

* Non per me. 

29 marzo 2026

Quo vaditis, Aves?

 


Un articolo uscito alcuni giorni fa ha riaperto un vecchio dibattito tassonomico su quali animali possano essere chiamati "uccelli", ovvero, in quale punto della filogenesi che porta agli uccelli si debba collocare il nome "Aves". Esistono quattro opzioni principali: A): Usare "Aves" per tutta la linea evolutiva (blu) che parte dal nodo Archosauria (rosso) e porta fino agli uccelli viventi.
B): Usare "Aves" per il nodo in cui compare il piumaggio.
C): Usare "Aves" per il nodo meno inclusivo che contenga Archaeopteryx e gli uccelli viventi.
D): Usare "Aves" unicamente per il nodo meno inclusivo che contenga solo gli uccelli viventi.

Ogni opzione ha dei pro e dei contro.

Se seguite "A", allora tutti i dinosauri e tutti gli pterosauri sono membri di Aves. Siete disposti a considerare Pteranodon, Stegosaurus e Brachiosaurus dei tipi di uccello?

Se seguite "B", allora tutti gli animali piumati sono uccelli, quindi almeno i dromaeosauridi, troodontidi, oviraptorosauri, tutti dotati di penne remiganti e timoniere del tutto omologhe al piumaggio moderno. Tuttavia, se per "piumaggio" intendete qualsiasi tipo di tegumento filamentoso omologo con le piume, allora la lista degli animali piumati si estende comprendendo animali come Yutyrannus, Tianyulong, e quindi animali come i tyrannosauroidi, gli ornitischi e probabilmente gli pterosauri. In pratica, è più o meno lo stesso gruppo definito dal nodo "A". Il problema è che non tutti sono concordi su "cosa" sia il piumaggio, né quando il piumaggio compaia lungo la filogenesi. Quando una proto-piuma è "già" piumaggio?

Se seguite "C", allora sono uccelli unicamente Archaeopteryx e tutti quei fossili tradizionalmente classificati come "uccelli mesozoici". Tuttavia, alcune filogenesi collocano Archaeopteryx più vicino a dromaeosauridi e troodontidi rispetto agli uccelli moderni: di conseguenza, in quel caso anche Deinonychus, Troodon, Microraptor e Utahraptor sarebbero uccelli, mentre Caudipteryx e altri "dinosauri piumati" non sarebbero uccelli.

Se seguite "D", allora solo il gruppo moderno è Aves, mentre animali come Archaeopteryx, Confuciusornis e tutti gli enantiorniti non sarebbero degli uccelli, bensì dei "dinosauri non-aviani" prossimi agli uccelli.

Il grosso del dibattito è tra le opzioni C e D. Come spesso accade in queste discussioni puramente terminologiche, ci sono pro e contro in tutti i casi, e si cerca di trovare una soluzione la più pratica e "stabile" possibile. Nel concreto, il dibattito è però più uno scontro tra consuetudini, tradizioni e gusti personali, che lo sviluppo di un algoritmo.

Trattandosi di definizioni tassonomiche, non esiste una risposta oggettiva deducibile in modo matematico. Il significato tassonomico di un nome tradizionale è sempre arbitrario e storicamente determinato. C'è solo da capire quale opzione riscuote maggiore successo tra gli autori e produca il minimo grado di confusione.

Personalmente, se dovessi decidere esclusivamente ragionando in termini di costi e benefici, ignorando i vari codici di nomenclatura o eventuali definizioni già fissate, opterei per la soluzione C (Aves = "Il nodo di Archaeopteryx"). I motivi sono i seguenti:

1) si tratta delle definizione più coerente dal punto di vista storico con l'interpretazione classica di Archaeopteryx come "primo uccello", pertanto membro basale di Aves, quindi quella che meglio farebbe collimare la letteratura pre-cladistica con la sistematica filogenetica. Fin dall'Ottocento, Archaeopteryx è quasi universalmente considerato "un uccello" ed un membro di Aves. Non ci sono motivi validi per rompere questa convenzione terminologica, sopratutto alla luce della natura monofiletica di quel gruppo.

2) nessuno (o quasi) usa l'espressione "dinosauro non-aviano" per riferirsi a taxa come Confuciusornis, Ichthyornis e gli altri "uccelli mesozoici". Ciò implica che tutti intendiamo l'aggettivo "non-aviano" come associato a qualcosa di più basale rispetto ad Archaeopteryx, ma non più derivato (più prossimo agli uccelli viventi). Pertanto, non avrebbe senso usare "Aves" solo per il crown group, perché ciò implicherebbe che gli uccelli esterni ad Aves siano dei "non-avian dinosaurs". Inoltre, il termine "non-avian avialan" non è quasi mai usato in letteratura, mentre l'accezione "non-aviano" è quasi sempre intesa unicamente per i dinosauri esterni al nodo "Archaeopteryx + uccelli viventi".

3) Sia Aves che Archaeopteryx sono ampiamente utilizzati fuori dalla letteratura paleontologica e dinosaurologica: stravolgere il concetto che i due termini siano associati potrebbe forse fare felice qualche paleontologo fissato con il PhyloCode, ma dubito che sarebbe compreso e accettato dal resto della comunità scientifica, in particolare dai biologi, comunità ben più numerosa e significativa di noialtri quattro paleontologi.

4) Esiste già un nome perfettamente valido per il nodo "D": Neornithes. 




27 marzo 2026

Lumping vs Splitting



 Nuovo episodio del mio podcast in cui parlo dei concetti di lumping e splitting.


22 marzo 2026

Project Hail Mary Anning

 


Immagina la forma di vita perfetta, e che vive sul pianeta perfetto.

Non parlo di sciocchezze eugenetiche antropomorfiche, con pianeti simili ad eterni giardini all'inglese, il cielo azzurro tutto l'anno, ed una razza di amazzoni governate da Lynda Carter pettinata come nel 1978.

La razza umana prima del botox e dei filtri di Instagram

Parlo della specie perfetta sul pianeta perfetto, dal punto di vista paleontologico. Una forma di vita che ha il 100% di probabilità di lasciare tracce fossili, su un pianeta con un contesto deposizionale perfetto per lasciare tracce fossili. Una forma di vita completamente mineralizzata, un organismo fatto di roccia, che vive in un ambiente a bassa energia, tasso costante di sedimentazione finissima, nessun agente erosivo, totale assenza di organismi saprofagi. Un mix di condizioni che rendono la documentazione fossile della biologia, traiettoria ontogenetica e sequenza evolutiva di ogni organismo completa, uniforme, esaustiva e accurata. 

Il sogno per qualunque paleontologo. 

Qualcuno mi farà notare che questo pianeta esiste, ed è la Terra. Mi direte: devi soltanto smettere di studiare quei patetici vertebrati terrestri su cui ti sei fissato e passare a fossili più seri e dignitosi, come i foraminiferi... 

Hmmm... progetto potenzialmente fattibile, ma forse è più facile raggiungere lo spazio interstellare, oppure sposare Lynda Carter nel 1978.

19 marzo 2026

10 marzo 2026

Intervista su "La Stampa"



Vi segnalo la mia intervista su "La Stampa" in cui parlo di dinosauri e del mio ultimo libro.

22 febbraio 2026

Recensioni su "La Repubblica" e il ritorno del mio podcast.

 


Su "La Repubblica" di oggi, è presente una bella recensione del mio ultimo libro, scritta da Licia Troisi.

E già che siamo qui, informo i miei venticinque follower che ho riaperto il mio podcast su YouTube, per parlare del nuovo spinosauride pubblicato alcuni giorni fa su Science.

18 febbraio 2026

Scientific publication: You are doing it wrong

 


Questo report da una delle più celebri e blasonate riviste scientifiche mondiali è il riassunto di tutto ciò che sta andando male nella Scienza oggi.

Il culto degli indici bibliometrici (citazioni, numero di pubblicazioni, misurazioni quantitative della "produttività scientifica"), che da mezzo per (approssimativamente) quantificare la produzione di letteratura scientifica sono diventati il fine, per molti l'unico vero scopo, della produzione scientifica. La trasformazione di un mezzo in un fine, la reificazione di uno strumento del tutto parziale ed approssimativo di misurazione in una "moneta" per mercificare il lavoro dello scienziato, è il principale fattore che sta accelerando la mutazione della comunità scientifica in una brutta copia miserabile del sistema neoliberista.

Il culto delle "AI", strumenti informatici per la creazione rapida di testi ed immagini, ormai elevati allo status di "soluzione facile" per qualsiasi sforzo intellettivo. L'uso delle AI delega alla macchina parte del lavoro dello scienziato. Ma questa delega che vantaggio porta allo scienziato? Maggiore tempo da dedicare al lavoro intellettivo, alla riflessione ed all'analisi rigorosa e approfondita delle questioni scientifiche? No, come rivela il brano citato: l'uso delle AI serve ad aumentare la produttività, a produrre più articoli, è utile al fine di essere più citati e salire più in fretta nella gara bibliometrica. Ancora una volta, siamo ricaduti dentro la trappola dei nostri tempi: il feticcio della quantità sulla qualità. 

Lo strumento dovrebbe liberare l'uomo dalla fatica e dal bisogno, mentre qui si glorifica la sua capacità di incatenarlo ulteriormente, e più efficacemente, ad un sistema perverso che ha poco a che fare con il vero significato della Scienza, un sistema che sta dimenticando quale sia la vera missione dello scienziato.

Siamo passati da "il tuo articolo è molto citato perché è buona scienza" ad "il tuo articolo è buona scienza perché è molto citato".

22 dicembre 2025

Il Babbo Natale complottaro vs la Paleontologia

Modello di Stegosaurus realizzato da C. Gilmore (fonte).


I bambini credono in Babbo Natale e nei dinosauri.

Io non credo in Babbo Natale e ritengo i dinosauri una buona ipotesi per spiegare una parte della documentazione fossile.

Cosa distingue me dai bambini? L'età, direte voi. I bambini credono in personaggi favolosi a cui, una volta adulti, nessuno di noi crede più. In realtà, molti adulti credono in molti altri personaggi più o meno favolosi, come gli alieni dell'Area 51, i misteriosi potenti che tessono le fila di complotti mondiali, le scie chimiche e tante altre bizzarrie che circolano online.

Alcuni miei amici credono in alcune di queste storie complottistiche. Io mi impegno a non partecipare a certi discorsi, ma a volte mi tocca ascoltare le opinioni di certi amici che sono convinti della realtà di alcuni complotti più o meno misteriosi.

Ciò che distingue me da questi amici, a cui va tutto il mio affetto (nonostante le assurdità in cui credono), è il criterio per discriminare le informazioni a cui attingono. Siccome questo post non è un tentativo di analizzare le più popolari ipotesi di complotto che vanno di moda nel 2025, e dato che siamo a Natale, esporrò la mia logica usando un personaggio natalizio: Babbo Natale.

La domanda che vi pongo è questa: Babbo Natale esiste?

Mio nipote probabilmente dirà che Babbo Natale esiste, ma sua sorella di qualche anno più grande forse dirà che non esiste. Come risolvere la questione?

Fare un sondaggio sull'esistenza di Babbo Natale non risolve la questione, dato che quel sondaggio ci rivelerà la fede delle persone, non la realtà di Babbo Natale. Anche se il 99% delle persone dichiarasse che Babbo Natale esiste ciò non costituisce automaticamente una prova che ciò sia vero.

Forse, potrei organizzare una spedizione al Polo Nord per trovare la casa di Babbo Natale, la sua fabbrica di giocattoli, le renne e la slitta volante. Probabilmente, questa spedizione non troverebbe nulla.

Il credente in Babbo Natale può comunque concludere che Babbo Natale esista anche dopo l'esito della spedizione: ad esempio, mi farà presente che la spedizione non ha esplorato tutto il Polo e quindi non è una analisi sufficientemente dettagliata, oppure dirà che Babbo Natale ha una casa magica che è invisibile (dopo tutto, se ha una slitta volante posso anche concedergli una casa invisibile). Pertanto, l'assenza di prove di Babbo Natale non costituisce automaticamente una prova che egli non esista.

Come possiamo risolvere la questione, senza lasciarla nel pantano delle opinioni personali?

Un modo esiste, ed è perfettamente logico e scientifico: osserviamo gli effetti che Babbo Natale deve avere necessariamente sul mondo oggettivo qualora egli esista. Se gli effetti sono spiegati dalla presenza di Babbo Natale, possiamo concludere che egli - nonostante non si palesi direttamente - è comunque un personaggio reale.

Quali sono gli effetti di Babbo Natale sul mondo? Ogni anno, a dicembre, Babbo Natale immette sul mercato globale un numero astronomico di giocattoli gratis (li regala!). Pertanto, ogni dicembre le aziende produttrici di giocattoli ed i negozi di giocattoli devono fronteggiare il più potente competitore possibile: un tizio che produce miliardi di giocattoli di ottima qualità e che li diffonde a costo zero! Dal punto di vista economico, quindi, noi dovremmo osservare gli effetti della presenza di Babbo Natale nella forma di una flessione catastrofica della produzione e vendita di giocattoli prodotti dalle (altre) aziende (quelle "normali"). Non solo, dovremmo anche notare che molte aziende si fermano in quel periodo, per evitare di subire direttamente la competizione del vecchio barbuto: nessuno - almeno a dicembre - potrebbe competere con Babbo Natale nel mercato del giocattolo, quindi tanto vale chiudere per riaprire a Gennaio. 

Cosa osserviamo nel mondo reale? Questa concorrenza spietata dei prodotti made in North Pole dovrebbe lasciare una qualche segno nell'andamento dei prezzi e dei fatturati delle altre aziende di giocattoli. Insomma, stiamo parlando di un tizio che inonda il mercato con miliardi di giocattoli gratis! Invece, stranamente, non si osserva alcun effetto. Anzi, dicembre è proprio il mese in cui le aziende di giocattoli fanno più affari, vendono più prodotti e fatturano di più!

Andamento del mercato dei giocattoli dal 2014 al 2024 in un paese occidentale (fonte). Notare che ogni anno il mercato impenna in corrispondenza del quarto quartile (il trimestre finale comprendente dicembre). Ciò è in totale contrasto con l'ipotesi che esista Babbo Natale.


Ovvero, l'effetto sul mondo (in questo caso, economico) che osserviamo è esattamente l'opposto di quello previsto nell'ipotesi che Babbo Natale esista. Conclusione: l'ipotesi di Babbo Natale non spiega affatto la realtà, anzi, la realtà ne smentisce la validità. Quindi, Babbo Natale NON esiste.

Questa dimostrazione della non-esistenza di Babbo Natale funziona indipendentemente da quello che voi in cuor vostro pensate su Babbo Natale. Se non credete in lui, i fatti sono dalla vostra parte. Se credete in Babbo Natale, dovete spiegarmi come mai i venditori di giocattoli fanno ottimi affari a dicembre nonostante siano palesemente in svantaggio nel marcato dei giocattoli rispetto a Babbo Natale.

Tutto questo discorso mi serve per arrivare al punto del post: le nostre ipotesi intorno ai dinosauri sono più simili alla favola di Babbo Natale oppure alla dimostrazione che Babbo Natale non esiste?

Con questa domanda epistemologica camuffata da elfo natalizio, vi auguro Buone Feste!

27 novembre 2025

Mesothermal Uchronia

Loris Russell, il Padre della moderna concezione dei dinosauri


Tutti hanno visto Billy e il Clonesauro, il film del 1991 diretto da James Cameron che ha segnato la storia della cinematografia per essere stato il primo lungometraggio a servirsi di effetti speciali digitali realizzati al computer. Chi, come me, ha visto per la prima volta B&C al cinema nell'estate del 91, non dimenticherà mai l'emozione di vedere per la prima volta dinosauri con tale livello di realismo: Brontosaurus, Anatosaurus, Agathaumas, il feroce Daptosaurus con gli artigli a falceed il possente Manospondylus gigas, ormai familiare a tutti con il soprannome di M-gigas.

Pochi sanno che il protagonista del film, il paleontologo Grant Allan, è basato su un personaggio realmente esistito, il paleontologo Canadese Loris Russell (1904-1998), il padre della moderna concezione dei dinosauri. In un articolo del 1965, intitolato "Body temperature of dinosaurs and its relationships to their extinction", Russell fu il primo ad avere la geniale intuizione che il successo evolutivo dei dinosauri non poteva essere spiegato considerando questi animali come dotati del medesimo tipo di metabolismo che osserviamo nei rettili moderni (l'ectotermia), ma che essi fossero caratterizzati da una particolare condizione metabolica, distinta da quella degli animali moderni.

Nel decennio successivo, sarà a partire da questa intuizione di Russell che un giovane paleontologo americano, James Hopson, elaborerà l'attuale teoria mesotermica dei dinosauri, resa celebre nel 1985 dal suo libro "The Dinosaur Way of Life", fonte di ispirazione per il romanzo "Billy e il Clonesauro" di S. Skinner, dal quale è tratto il film di Cameron.


PS: se non avete colto, questo post è del tutto inventato e parla di un universo alternativo in cui la paleontologia dei dinosauri seguì un percorso diverso da quello realmente avvenuto. 

Alcuni dettagli del post sono comunque veri:

Loris Russell ha effettivamente scritto un articolo nel 1965 intitolato "Body temperature of dinosaurs and its relationships to their extinction" (Journal of Paleontology 39: 497-501) nel quale anticipa di molti decenni quella che oggi consideriamo l'interpretazione mesotermica dei dinosauri, alternativa sia al modello "a sangue caldo" che a quello "a sangue freddo". 

Il paleontologo americano James Hopson ha effettivamente scritto una serie di studi sul metabolismo dei dinosauri e di altri vertebrati estinti, e fu tra i primi a suggerire che i dinosauri non fossero né pienamente ectotermici né pienamente endotermici.

04 novembre 2025

Enantiornithes vs Tyrannosauroidea

Topologia dell'Adams Consensus di una iterazione recente del mio data set completo (Megamatrice)


La filogenetica paleontologica combina le informazioni tratte dalle singole specie e dai singoli esemplari per ricostruire la storia evolutiva a larga scala delle specie fossili. Questa complessa storia evolutiva è spesso tradotta in forma grafica in un diagramma ramificato. La forma (la topologia) di questi diagrammi è molto variegata, sia nello spazio che nel tempo. Ci sono topologie più stabili e persistenti di altre, ed in alcuni casi essa è talmente instabile che non è nemmeno possibile definire una qualche struttura al clade in questione.
Dato che l'attuale paradigma filogenetico dà molta importanza alla topologia come "fonte" di informazione per ricostruire modelli e schemi di trasformazione evolutiva, il problema della forma di una filogenesi non è solamente un vezzo estetico.
La topologia generale di certi cladi di Theropoda sembra essere più solida e stabile di altre. Ad esempio, quasi ogni autore condivide l'idea che Tyrannosauroidea sia sostanzialmente una sequenza lineare che porta a Tyrannosaurus: parte da animali giurassici come Stokesosaurus, comprende animali di età basso Cretacica come Dilong, e "sale" ai Tyrannosauridae della fine del Cretacico come Albertosaurus e Tyrannosaurus. La sequenza non implica direttamente relazioni di antenato e discendente, ma nondimeno appare sostanzialmente lineare e decentemente coerente con la stratigrafia. Anche taxa problematici come Megaraptora, qualora (come appare probabile) ne facciano parte, si inseriscono elegantemente nella sequenza. Tyrannosauroidea appare sostanzialmente una serie "pettinata asimmetrica".
Altri cladi non hanno questa topologia, e sono invece più difficili da ricostruire. Ad esempio, Enantiornithes appare come una esplosione di linee alla base del Cretacico, le cui relazioni relative cambiano da filogenesi a filogenesi. Non si legge un qualche schema lineare, e l'aggiunta di nuove specie non pare risolvere molto la relazione tra i gruppi principali.

Perché alcuni cladi sono sequenze lineari e apparentemente semplici mentre altri sono dei cespugli insolvibili? 
La causa è l'evoluzione, la preservazione oppure siamo noi che analizziamo in modi differenti questi gruppi?

Se la causa è l'evoluzione, perché Enantiornithes non si ramifica come Tyrannosauroidea?
Se la causa è la preservazione, perché il registro fossilifero di Enantiornithes differisce da quello di Tyrannosauroidea?
Se la "colpa" siamo noi, perché riusciamo a mettere più ordine in Tyrannosauroidea invece che in Enantiornithes? La maggiore "semplicità" di Tyrannosauroidea è reale oppure è viziata da come noi interpretiamo la storia evolutiva del clade, più o meno tarandola come una "Scala Tyrannosaurae" indirizzata al risultato atteso apicale?

Sospetto che la soluzione dell'enigma sia la somma dei tre quesiti. I due cladi hanno storie evolutive differenti, dato che non c'è motivo per pensare che si differenzino secondo un unico pattern generale. I due cladi hanno la tendenza ad essere preservati e rinvenuti in contesti fossiliferi e deposizionali differenti, e questo incide sulle diverse qualità e quantità di registri fossiliferi. Infine, lo studio e le modalità di analisi che abbiamo dedicato ai due cladi sono differenti perché differenti sono i paleontologi, i gruppi di ricerca, il numero di studiosi ed il contesto socio-economico di chi ha lavorato e lavora su questi fossili.

Quindi, è probabile che la differenza nella nostra conoscenza della storia evolutiva dei diversi cladi non sia solo una asettica registrazione degli eventi passati, ma sia anche una combinazione di elementi contingenti, umani e culturali. 

03 novembre 2025

Nanotyrannus: un Dryptosauridae?

 

Ho replicato l'analisi filogenetica di Zanno e Napoli (2025) apportando un paio di modifiche che qui spiego:

1- Ho rimosso la maggioranza degli outgroup, in particolare Majungasaurus, ed ho mantenuto solamente due tetanuri del Giurassico Medio (Monolophosaurus e Sinraptor): a differenza di Majungasaurus, che è un ceratosauro derivato della fine del Cretacico, due tetanuri giurassici sono probabilmente più simili morfologicamente alla condizione ancestrale dei tyrannosauroidi. Gli allosauroidi sono troppo derivati, e Compsognathus è basato su individui immaturi, quindi senza un protocollo che gestisca i caratteri immaturi, è meglio ometterlo da questa analisi.

2- Ho mantenuto nell'analisi tutti i tyrannosauroidi, reintegrando quelli che gli autori avevano escluso a priori.

L'analisi produce due risultati interessanti: i teratofoneini in Albertosaurinae e gli esemplari di Nanotyrannus in un nodo con Dryptosaurus. Qui, discuto solo il secondo risultato.



L'eventualità di un legame tra Nanotyrannus e i tyrannosauroidi basali del tardo Cretacico della Appalachia è discusso da Zanno e Napoli (2025), anche se l'analisi impostata dagli autori non ottiene consistentemente un nodo Dryptosauridae (ciò li induce a introdurre un clade chiamato Nanotyrannidae, distinto dai dryptosauridi). Tuttavia, come mostra il risultato qui sopra, tale distinzione potrebbe essere più un artefatto dell'analisi che un effettivo segnale filogenetico. L'ipotesi di una stretta affinità tra Dryptosaurus e Nanotyrannus (con eventuale sinonimia a livello di genere [con un genericometro tarato su lumper] ma non a livello dispecie dato che i due taxa differiscono per varie autapomorfie) è stato discussa alcuni anni fa in un abstract. L'ipotesi è intrigante, ma richiede una comparazione più dettagliata di quella presente in quell'abstract. 

In effetti, i due taxa condividono una peculiarissima combinazione di proporzioni dell'arto anteriore (omero corto con primo dito molto lungo): è quindi necessario investigare nel dettaglio ulteriori affinità, perché potrebbe essere la prova di un clade tardo-cretacico distinto da Tyrannosauridae.

Dal punto di vista stratigrafico, l'ipotesi Dryptosauridae per Nanotyrannus ha un enorme pregio, quello di annullare praticamente la ghost lineage di questo taxon, dato che Dryptosaurus è più o meno contemporaneo (l'alternativa invece deve estendere la linea nanotyrannide indietro fino alla metà del Cretacico). Come discusso in parte anche da Zanno e Napoli (2025), è quindi possibile che Nanotyrannus sia un immigrato dall'Appalachia ("provincia" natale dei dryptosauridi): ciò spiegherebbe l'assenza di "nanotyrannidi" in livelli precedenti della Laramidia, prima del ripristino di collegamenti terrestri tra Laramidia e Appalachia.

Questo scenario merita ulteriori investigazioni.

02 novembre 2025

La "T. rex Mafia" non esiste

 

Confronto tra il braccio di Tyrannosaurus (a) e Nanotyrannus (b) alla stessa scala. Da Zanno e Napoli (2025).

Uno dei motivi per cui mi impegno a non partecipare troppo alle discussioni online su alcuni dinosauri è che in certi casi le persone coinvolte in questi dibattiti hanno una emotività che, in questi ultimi anni, viene da alcuni definita "tossica". Il termine è probabilmente abusato ed inflazionato, come spesso accade con i vocaboli alla moda.

Per non ridurre il problema a quei manualetti che ci propinano vari "psicologi da Facebook", occorre però comprendere che spesso dietro l'aggettivo "tossico" si cela una realtà più articolata e dinamica del semplicistico riferirsi a qualche disturbo della personalità. Bollare il nostro interlocutore come "tossico" è un espediente per non doverci impegnare ad analizzare nel dettaglio le cause del suo comportamento. Abbiamo tutti avuto a che fare con personalità eccessivamente emotive ed irrazionali, quindi non sto parlando di nulla di nuovo. Tuttavia, ridurre queste personalità a disturbi psicologici è riduttivo e consolatorio, e non ci aiuta a comprendere la causa e le ragioni del fenomeno.

Partiamo dal contesto generale: il mondo degli appassionati di dinosauri che si confrontano online. Come qualunque insieme di persone, esiste una ampia diversità di caratteri, indoli, e stili di comportamento. Ad esempio, io tendo ad essere sarcastico e nichilista, a non prendere le cose troppo sul serio. Ovviamente, sono molto interessato alla scienza paleontologica e mi intriga qualunque studio relativo ai theropodi mesozoici, ma non riesco né voglio dare a questi temi un valore e significato eccessivo. Sì, i dinosauri sono appassionanti, ma sono pur sempre solo delle ipotesi paleontologiche intorno a pezzi di roccia. Niente altro. Continuo a pensare che questi temi siano qualcosa di secondario rispetto a ciò che è veramente importante nella vita: gli affetti, le relazioni reali, i legami sinceri. Siccome nessuna delle cose importanti della vita è ancorata a questo o quel dinosauro, non sento un particolare attaccamento emotivo su questi temi. Mi appassiona conoscerli, ma non ne faccio un dramma esistenziale. Di conseguenza, non empatizzo con l'eccessiva emotività con cui certi soggetti sono coinvolti da questioni come, per esempio, la tassonomia di alcuni fossili estratti da formazioni mesozoiche. Attenzione, qui non sto parlando di giovani, ragazzini o adolescenti, i quali hanno ancora una indole non pienamente matura e possono quindi essere compresi e giustificati (fino ad un certo punto) per la eccessiva emotività con cui si fanno prendere da questi temi. Qui parlo di persone adulte (curiosamente, quasi sempre, di sesso maschile), persone anche di una certa età, le quali prendono queste piccole diatribe paleontologiche come faccende esistenziali e ne fanno delle faccende personali, come se fosse l'onorabilità della loro nonna partigiana o una raccolta fondi da inviare ai bambini poveri.


Una parte di queste persone è probabilmente motivata da questioni personali. Ad esempio, qualcuno può essere un ricercatore che ha passato molti anni della sua vita nello studio di un certo problema paleontologico, che ha costruito la propria carriera intorno a quelle tematiche, e quindi sente direttamente sulla propria vita le conseguenze (più o meno reali, ma alla fine conta più la sensazione soggettiva che l'oggettiva) delle tematiche intorno a questo o quel dinosauro. Un altro tipo di persona coinvolta può essere invece motivata da questioni economiche, ad esempio perché lavora nel mondo del commercio dei fossili, ambito che negli ultimi anni ha visto - in alcuni casi - dei giri di denaro veramente esorbitanti. Sappiamo tutti che quando iniziano a girare molti soldi, diventiamo tutti più irrequieti e sensibili.

Sia lo studioso che ha una carriera sia il commerciante che è inserito nei giri d'affari giusti hanno quindi delle motivazioni personali per essere coinvolti in questi dibattiti. Io non giudico queste motivazioni e non sto facendo una critica moralista, mi limito a constatare che esistono queste condizioni, e che una persona possa avere dei conflitti di interesse (di natura sia accademica che economica) per sostenere (anche con veemenza) questa o quella tematica paleontologica.

Non siamo ingenui, sappiamo come va il mondo.


Non mi stupisce quindi scoprire che da alcuni giorni, il dibattito intorno alla tassonomia e diversità dei Tyrannosauroidea del Cretacico terminale nordamericano sia stato nuovamente infiammato dalla pubblicazione di Zanno e Napoli (2025). Come ho scritto nel precedente post, questo studio ha portato un gran numero di nuovi dati, alcuni in parte noti a livello anedottivo ma finora mai tradotti in studi rigorosi soggetti a revisione paritaria, altri del tutto inediti, e questa nuova serie di dati ha spostato la bilancia a favore di una validità del taxon Nanotyrannus rispetto all'ipotesi che considera questo taxon solamente uno stadio immaturo del taxon Tyrannosaurus. La questione è chiaramente un tema di estrema nicchia, che sul piano puramente accademico coinvolge una manciata di paleontologi (quasi unicamente nordamericani), ma che non riguarda la grandissima maggioranza della disciplina paleontologica ed ancor meno non ha alcun peso per il resto dell'umanità. A infiammare il tono del dibattito è però la Sindrome di Osborn, ovvero il fatto che stiamo parlando di qualcosa relativo a Tyrannosaurus rex, il padre di tutti i feticci paleontologici ed uno dei pochissimi casi di icona pop globale tratta dal registro fossilifero.

Qualcuno si è infiammato emotivamente quando Procheneosaurus è stato ridotto a semaforonte di qualche Lambeosaurinae? Ovviamente no. Per motivi complessi ed in parte sconcertanti, Nanotyrannus e T. rex non sono banali dinosauri di serie B.


Alcuni accademici sono direttamente coinvolti nella rivalutazione di Nanotyrannus, ad esempio gli autori che negli ultimi decenni hanno sostenuto che questo taxon non fosse valido. La loro ipotesi è ovviamente falsificata dal nuovo studio, e questo può legittimamente turbare e dare fastidio chi per molti anni ha pubblicato tesi che ora sono state riviste e abbandonate. Altri hanno visto la propria tesi rinforzata e confermata con ulteriore sostegno. La Scienza funziona anche così, con ipotesi che si rafforzano e altre che si indeboliscono. Tuttavia, mi pare che il tono eccessivamente competitivo e agonistico di questa diatriba sia in parte una combinazione di elementi extra-scientifici, che hanno connotato questo dibattito con tinte più simili ad uno scontro tra tifoserie che ad un dialogo tra tesi contrapposte.

Nonostante ciò, sarebbe falso e scorretto sostenere che i paleontologi precedentemente contrari alla validità di Nanotyrannus non abbiano accolto la nuova pubblicazione con disponibilità. Molti tra gli autori che nei precedenti venti anni hanno pubblicato articoli oggi messi in discussione dal nuovo studio non hanno avuto problemi ad accettare le conseguenze del nuovo studio. Pur con differenze di tono e di termini, tutti i paleontologi interpellati hanno salutato il nuovo studio come una positiva ventata di nuovi dati e di nuovi elementi. Non vedo nelle reazioni una negazione fanatica né un tentativo di minare in modo retorico la validità del nuovo studio.

Ovviamente, ci sono distinguo e commenti intorno ai vari dettagli. Lo studio è complesso, il materiale introdotto è abbondante, e non è possibile esprimere un giudizio sintetico minimalista.

Pertanto, è probabile che questo nuovo studio indurrà una serie di commenti e risposte nella letteratura tecnica. Ciò rientra nella normale dinamica scientifica.

Diverso è l'atteggiamente di alcuni sostenitori della validità di Nanotyrannus, i quali stanno salutando il nuovo studio come una sconfitta dei loro avversari. Ovvero, leggono questo nuovo studio da una prospettiva personalistica prima ancora che scientifica. Lo dimostra l'uso di espressioni retoriche come "T. rex Mafia" usata online da alcuni per dipingere l'insieme degli autori che negli ultimi decenni hanno sostenuto la tesi falsificata dal nuovo studio.

L'uso della parola "Mafia" applicato a qualcuno è sempre dispregiativo. La Mafia è un'organizzazione criminale, che impone il proprio potere con la violenza e l'illegalità. Chiamare quei paleontologi che hanno sostenuto la tesi a te avversa come "Mafia" è, almeno ai miei occhi di italiano nato in una regione con un alto tasso di infiltrazione mafiosa nella società, un comportamento molto deprecabile.

Gli scienziati non sono mafiosi, non sono criminali, soprattutto se hanno sostenuto una tesi in base ai dati disponibili ed alle metodologie standard della propria disciplina. Non ci sono prove che qualcuno coinvolto nel dibattito su questi fossili si sia comportato in modo criminale né tanto meno mafioso. Il solo fatto che la tesi da loro sostenuta sia oggi stata falsificata, non implica che quella tesi sia stata fondata sulla falsità, il crimine ed imposta con la violenza. L'accoglienza generale del nuovo studio da parte della comunità paleontologica - compresi molti autori della tesi oggi falsificata - dimostra che non esiste un clima "da guerra tra bande" in questo ambiente, che gli scienziati non sono sgherri di un complotto mafioso.

Evitiamo di trasformare la propria emotività in un metro della realtà.

Forse chi usa questa parola per definire alcuni paleontologi non ne conosce sulla pelle il vero, terribile, significato. Voglio spiegarmi così una tale caduta di stile nel linguaggio.

Lasciamo la parola "Mafia" fuori dalla scienza.


DISCLAIMER: 

Questo post riguarda l'uso della parola "Mafia" fuori contesto, ma non è un forum per un'altra ennesima discussione personalistica tra i fanboy di Nanotyrannus e gli hater di Nanotyrannus.

Non mi interessa se il Dottor X e il Signor Y hanno litigato tra loro e si sono insultati online a causa di qualche pezzo di roccia a cui sono affezionati: quelli sono i loro problemi privati, di cui non mi riguarda, e non sono questioni scientifiche. 

Tenete i vostri drammi personali fuori da questo blog!