Billy World è un film del 1985 diretto
da Billy Tribolium. Il film narra di una colossale truffa volta ad
imbrogliare persone ignoranti in paleontologia, che credono di pagare
il biglietto per visitate un parco con dei dinosauri, quando invece
si trovano davanti dei brutti mostri di gomma. Nel film, vediamo i
mostri gommosi spacciati per dinosauri che sono ricostruiti in base
alla vecchia iconografia dei libri per ragazzini di quel periodo. Il
film, pur essendo un pessimo remake di un film precedente, ottenne un
incasso enorme, cosa abbastanza scontata considerando il livello
medio di cultura paleontologica e cinematografica di quei tempi.
Il film fu poi rimosso dalla
circolazione dopo che si scoprì che era il plagio di un film
sovietico sull'ammutinamento di una corazzata russa avvenuto nel
1905, e da allora è praticamente introvabile. Basandoci sui pochi
fotogrammi disponibili online, è possibile comunque fare delle
considerazioni sulla concezione paleontologica e paleoartistica che
deve aver guidato i realizzatori di quel vecchio B-movie. Si tratta
quindi di un interessante documento su come erano visti i dinosauri a
livello popolare durante i pacchianissimi anni '80.
In un fotogramma di Billy World,
vediamo una serie di dinosauri non-theropodi (apparentemente, 4
specie: un ceratopside, un sauropode, uno stegosauride ed un
hadrosauride) che pascolano in una radura. In primo piano, un veicolo
a forma di
parte-del-mio-corpo-che-si-rompe-quando-leggo-certi-commenti che
permette agli ospiti del parco di aggirarsi tra le bestie. L'immagine
è molto istruttiva da vari punti di vista.
Pecore-sauri. Dall'immagine, è
palese lo stereotipo “ovino” per i dinosauri non-theropodi.
L'idea di potersi avvicinare incolumi a pochi metri da un ceratopside
adulto è, a mio avviso, demenziale, e rispecchia uno stereotipo
molto diffuso in merito ai dinosauri non-theropodi (ne avevo già
parlato in passato). Così come – in quei vecchi film – i
theropodi sono rappresentati sempre come delle quasi invulnerabili
macchine di morte costantemente assetate di sangue, gli altri
dinosauri sono invece rappresentati come delle noiose creature
indolenti prive di qualsiasi pericolosità: delle pecore castrate e
lobotomizzate. Si tratta di una visione manichea e del tutto
irrealistica dei dinosauri. Esattamente come gli animali di oggi
mostrano un grado di pericolosità e bellicosità del tutto slegato
dalla dieta, così doveva valere per i dinosauri mesozoici. Se non
siete convinti e pensate che i dinosauri erbivori fossero dei
pacifici in virtù della loro natura non-predatoria, provate ad
avvicinarvi ad un rinoceronte nero, un bufalo cafro, un ippopotamo,
uno cavallo selvatico, o un gorilla: sono tutti animali “erbivori”,
non-predatori, eppure sono tutti molto pericolosi se avvicinati oltre
una certa distanza.
[Mi immagino una possibile critica
dinomaniacale volta a giustificare ogni cosa: “i dinosauri di Billy
World sono stati modificati geneticamente per essere docili”.
Tralasciando la facile battuta che, piuttosto, pare che quei
dinosauri siano stati modificati per essere terribilmente noiosi,
ricordo al dinomaniaco di turno che ciò che accade nel mondo
fittizio di Billy non mi interessa affatto. Qualunque sia “l'universo
narrativo interno” di quel film, non me ne frega una benemerita
mazza. Quello che mi interessa qui è analizzare l'iconografia dei
dinosauri così come appare, perché fornisce indizi sul retroterra
culturale a monte di queste scelte stilistiche e iconografiche]
Grigio-sauri. Non dovremmo
biasimare Billy World per il fatto che ci dia tutti i dinosauri in
poche tonalità di grigio: è un film del 1985, quindi girato ben
prima della attuale rivoluzione iconografica nella paleoarte. Pur
detestando gli eccessi cromatici di certa paleoarte attuale di serie
B, la monocronia desaturata di Billy World è altrettanto
disturbante, perché ci riporta ad una visione pachidermatica dei
dinosauri. In effetti, la pelle grigiastra e vistosamente rugosa, è
un chiaro indizio della “elefantiasi concettuale” con la quale,
in modo semplicistico, paiono caratterizzati questi dinosauri.
Ovviamente, se questo film fosse stato girato ai nostri giorni,
questa atona epidermide da pachiderma sarebbe stata sostituita da una
complessa livrea di squame e piume di varie tonalità. Ma, ripeto,
non possiamo biasimare questo film del 1985 per non aver attinto
all'enorme ricchezza conoscitiva dei nostri giorni.
Tozzo-sauri. Oltre che ricoperti
da una pelle elefantiaca, i dinosauri di Billy sono anche palesemente
tozzi e sgraziati. Tutti hanno arti poco realistici per essere dei
dinosauri. Caratteristica della grandissima maggioranza dei dinosauri
è la presenza di arti allungati ed affusolati, e ciò è costante
indipendentemente dalle dimensioni. Qui, invece, vediamo animali
dagli arti corti e relativamente tozzi: il ceratopside in primo piano
ha delle corte gambette tozze che sporgono ai lati del corpo. Il
sauropode a sinistra ha arti veramente obesi per le sue dimensioni.
Anche in questo caso, è evidente l'effetto di uno stereotipo che era
persino datato nel 1985: i dinosauri come “lucertoloni”, come
versioni gigantesche di coccodrilli e tartatughe, quindi con analoghe
proporzioni corporee. Basta osservare lo scheletro di un ceratopside
o di un sauropode per constatare come invece questi animali abbiano
arti molto più allungati ed affusolati rispetto ad un coccodrillo o
ad una tartaruga. L'immagine quindi, oltre che non realistica, è uno
specchio dello stereotipo concettuale a monte delle ricostruzioni,
eseguite più in base a pregiudizi culturali che in base a effettive
osservazioni dei fossili.
La coda che striscia! Oggi,
illustrare un ceratopside con la coda che striscia a terra è
considerato totalmente fuori moda, e comunque intrinsecamente
scorretto dato che la coda reale di un ceratopside è troppo corta
(rispetto all'altezza al bacino) per poter essere depressa in quel
modo e trascinata a terra. Chi ha realizzato quel ceratopside
evidentemente non ha mai visto una ricostruzione scheletrica di un
ceratopside, o, perlomeno, una realizzata negli ultimi 20 anni. Ad
accentuare l'effetto trascinamento è anche la forma tozza e corta
delle zampe, come rimarcato prima. Infatti, la scelta iconografica
della coda strisciante è perfettamente coerente con lo stereotipo
del lucertolone gigante, con il “dinosauro” così come concepito
a livello popolare per buona parte del XX secolo, non certo come
interpretato oggi da chi di professione studia i dinosauri.
Ancora una volta, non possiamo
biasimare un film di serie B del 1985 per queste pacchiane
grossolanità. Forse che qualcuno di voi pensava che ci fosse il
lavoro dei paleontologi dietro questi vecchi filmacci con “mostri
preistorici”? O, citando il personaggio di un altro film, uscito
dopo Billy World: è previsto che si vedano dei dinosauri in
questo... parco dei dinosauri?



