La pubblicazione di
Xiaotingia, e le sue implicazioni per l'iconico
Archaeopteryx non più stabilmente alla base di Avialae, hanno generato interessanti discussioni. In parte, esse ricordano le discussioni generate dall'esperimento
OPERA che avrebbe scoperto particelle più veloci della luce: più sui metodi usati che sui dati osservati.
Oggi, Lee e Worthy (2011) pubblicano uno studio nel quale rianalizzano la stessa matrice utilizzata da Xu et al. (2011) per collocare Xiaotingia (e che ha posto Archaeopteryx in Deinonychosauria) con un metodo differente: non più basato sulla massima parsimonia (ovvero, il minor numero possibile di eventi evolutivi capaci di descrivere le codifiche nella matrice) bensì la massima probabilità (ovvero, la distribuzione filogenetica che minimizzi l'omoplasia, ovvero la probabilità che le somiglianze tra i taxa siano dovute al mero caso), un metodo più in uso nelle analisi basate su dati genetici molecolari piuttosto che i morfologici tipici della paleontologia. Il metodo alternativo ricolloca Archaeopteryx in Avialae.
Gli autori sono chiari nel affermare che la loro indagine non è definitiva: solo nuovi fossili potranno dare una risposta definitiva alla questione (per quanto, onestamente, ha un valore più per il ruolo storico di Archaeopteryx che per motivi veramente oggettivi).
Faccio tre critiche allo studio:
Come ha spiegato
Mickey Mortimer, il risultato di Xu et al. (2011) era già altamente discutibile per il fatto che esso era viziato dalla scelta di non ordinare nessun carattere multistato (quelli con piùi due condizioni), nemmeno quelli chiaramente "ordinati" (ovvero, con le condizioni formanti un morfoclino). Ordinando i caratteri che lo necessitano, infatti,
Archaeopteryx torna in Avialae. Ciò senza scomodare le analisi di probabilità.
La posizione in Avialae di Archaeopteryx sembrerebbe più plausibile a Lee e Worthy (2011) in quanto implicherebbe una storia del volo aviano più "lineare", mettendo il "proto-volatore" Archaeopteryx alla base dei volatori e non coi deinonichosauri. Tuttavia, le capacità volatorie di Archaeopteryx sono molto dubbie e da molti ritenute assenti.
Gli autori paiono affermare che il loro metodo è preferibile alla parsimonia in quanto più in linea con la posizione "tradizionale" di Archaeopteryx. Tuttavia, lo scopo delle analisi è stabilire QUALE sia la posizione di Archaeopteryx, non quella di "confermare" una tradizione.
Concludendo, l'analisi di Lee e Worthy (2011) ha il merito di proporre nuovi metodi in paleontologia, ma, su stessa ammissione degli autori, non risolve la questione di quale sia la condizione basale dei paraviali (e lo status di Archaeopteryx).
Onestamente, ritengo la parsimonia un metodo più credibile per la ricostruzione della filogenesi basata sui fossili, in quanto dà ad ogni evento un valore discreto avvenuto nel passato, mentre non è ben chiaro a cosa corrisponda nel tempo profondo la robustezza statistica di un nodo o l'omoplasia di un carattere.
Bibliografia:
Lee MSY e Worthy TH 2011. Likelihood reinstates Archaeopteryx as a primitive bird. Biology Letters in press. doi: 10.1098/rsbl.2011.0884
Xu, X., You, H., Du, K. & Han, F. 2011 An Archaeopteryx-like theropod from China and the origin of Avialae. Nature 475, 460–465.