(Rough) Translator

03 giugno 2026

Elena di Troia è un dinosauro scientificamente accurato

"L'uomo ricco d'astuzie raccontami, o Musa, che a lungo

errò dopo ch'ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;

di molti uomini le città vide e conobbe la mente,

molti dolori patì in cuore sul mare,

lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi."

(traduzione italiana di Rosa Calzecchi Onesti dell'incipit de "L'Odissea" di Omero)



Bellezze barbariche (a sinistra, un'europs, a destra, un'aetiops)


Per anni, ho scritto post nei quali distinguevo tra rappresentazione scientifica dei dinosauri e rappresentazione artistica dei dinosauri, tra ricostruzione scientifica dei dinosauri ed "emanazione pop" dei dinosauri.

Pertanto, sono sufficientemente qualificato per parlare di donne di colore che interpretano personaggi della mitologia greca.

"Cosa?" direte voi, "Non ne hai alcuna qualifica!". "Non sei un esperto di miti greci, non sei un esperto di cinema, non sai nemmeno come si scrive il nome dell'attrice in quesione".

Esatto, non ne so niente... proprio come il 99.9% di quelli che ne parlano online. Per questo dedicherò un post a questo tema.

Non sono uno studioso di etimologia, quindi probabilmente sto per scrivere una valanga di scemenze. Ma la valanga, corretta o no che sia dal punto di vista delle fonti, è motivata da scelte retoriche (qui inteso nell'accezione originale latina).

Se non erro, le parole "Europa" ed "Etiopia" sono di derivazione greca. La parola composta "Europa", da "eur-ops", indicherebbe una persona con faccia larga, oppure con occhi larghi. L'Europa quindi potrebbe essere la terra degli "Europs", la terra delle persone con faccia larga, oppure la terra delle persone con occhi larghi. La parola composta "Etiopia" indicherebbe invece la terra degli "Aetiops", ovvero, le genti con la faccia bruciata (dal sole), ovvero genti dalla pelle scura. In entrambi i casi, con queste parole i greci indicavano genti diverse da loro, genti non-greche, popoli stranieri, i barbari. Per i greci, gli europs e gli etiops, i "faccia larga" ed i "faccia bruciata", sono stranieri che vivono fuori dal mondo greco, popoli con attributi fisici diversi da noi. Stranieri, quindi "alieni", perché non somigliano al nostro bel viso canonico (io sono nato in Magna Grecia, quindi posso fingere di vantare ascendenze greche, ovviamente da qualche filosofo, tipo Parmenide).

Come mai questi popoli sono stati battezzati dai greci in base a dettagli estetici del viso? Che i greci fossero fissati con dettagli esteriori degli esseri umani e manifestassero una certa xenofobia e diffidenza verso chi non ha la faccia proprio come la loro è probabilmente una regola generale di Homo sapiens, che noi popoli occidentali moderni abbiamo ereditato e raffinato fino ad oggi sotto varie declinazioni, specialmente commerciali. I concorsi di bellezza, le paranoie estetiche, il culto del make up, sono tutte evoluzioni dell'idea che ci siano visi belli, visi giusti, visi canonici, e poi ci siano quelli che non hanno la faccia giusta, che va aggiustata anche solo con qualche striscia di colore, o qualche colpo di bisturi.

L'attenzione per i dettagli superficiali è sì innata, ma è anche una costruzione culturale. Se ti insegnano a prestare attenzione a certi dettagli, e ti abituano a dare loro un forte significato e importanza, il tuo cervello diventa sottile ed acuto nel cogliere anche le più minime differenze di forma, colore, proporzione. Ad esempio, io sono in grado di distinguere un terzo metatarsale di Caenagnathidae rispetto allo stesso osso di un Troodontidae. Colgo la lieve curvatura del margine mediale della superficie estensoria che distalmente differenzia in modo palese un troodontide da un cenagnatide. Non lo vedete? Non preoccupatevi, non tutti sono capaci di notarlo al primo sguardo, perché quasi nessuno ha dedicato decenni della propria vita a studiare le sottili differenze morfologiche tra le ossa dei dinosauri carnivori. Se la morfologia di Theropoda fosse materia obbligatoria fin dalle elementari, questa mia idiosincrasia professionale sarebbe una banale ovvietà di tutti i giorni. Come nel caso dei nomi greci dati ai popoli barbari, la morfologia è uno strumento di distinzione genealogica, un criterio per classificare. Poi, questa classificazione può essere usata in vari modi.

Non giriamoci intorno fingendo di non sapere come stanno le cose: gli esseri umani sono intrinsecamente razzisti e xenofobi. Constatare non implica giustificare. La xenofobia non è qualcosa di cui andare fieri, ma nemmeno qualcosa da ignorare e nei confronti della quale fingerci ingenui e verginelli. Il rispetto per la diversità va insegnato ed appreso, perché d'istinto noi siamo diffidenti verso chi non mostra attributi "canonici" con la norma dentro la quale siamo stati allevati.

Noi guardiamo con diffidenza il tizio palesemente straniero che passa per strada, così come io ero guardato con diffidenza quando camminavo per strada in una cittadina dell'Africa. Ognuno è straniero a casa degli altri. Tutti dobbiamo imparare a non aver paura della diversità, o perlomeno, dovremmo imparare a riconoscere il nostro istinto xenofobo quando si manifesta. Riconoscerlo e gestirlo.

In questi giorni, sta montando molto l'ennesima polemicuccia di Internet intorno a dettagli microscopici che evidentemente sono pagliuzze affilate dentro gli occhi di persone con qualche nervo scoperto. Persone che, non giriamoci troppo intorno, sono xenofobi anche se negano che il loro comportamento sia mosso da razzismo (si può essere xenofobi senza essere razzisti? Almeno etimologicamente, sì). Sto parlando della "polemica" palesemente razzista contro la scelta artistica del regista Christopher Nolan di ingaggiare una attrice di origine keniota per la parte di Elena di Troia nel suo prossimo film intitolato "L' Odissea".



Ma come? Una negra per interpretare la donna più bella del mondo?



Sì, ho scritto proprio "negra", perché la frase qui sopra non è il mio pensiero, ma la trascrizione letterale di quello che passa per la testa dei tanti che stanno criticando la libertà creativa di un artista. Tanti razzisti che però non hanno il coraggio di palesarsi tali, e si arrampicano sugli specchi di una presunta "fedeltà al testo originale" o ad una ancor più ridicola argomentazione di "accuratezza storica" per boicottare il coinvolgimento dell'attrice diversamente greca.



La questione è articolata su vari livelli. In primis, "l'accuratezza" a cosa farebbe riferimento? Dove sta scritto che il film di Nolan abbia come intento quello di rappresentare fatti storicamente documentati risalenti a qualche migliaio di anni fa? L'Odissea di Omero è un'opera letteraria, non un trattato di storia. Ma anche nel caso che la Guerra di Troia che ispirò l'inizio dell'Odissea sia realmente avvenuta, l'Odissea di Omero resta comunque un'opera di finzione risalente ad oltre duemila anni fa. Non è mai esistita nella realtà storica una signora Elena ex di Menelao ora sposa di Paride. Ma anche volendo sostenere che l'Elena concepita da Omero fosse stata una donna greca dato che Omero raccontava un mito greco, perché mai un regista del 2026 dovrebbe restare vincolato ad un testo così antico? Non è forse l'arte la capacità di trasfigurare la realtà? Lo stesso Omero trasfigurò la "vera" guerra di Troia per creare il mito, e ora Nolan prova a trasfigurare l'Odissea di Omero per creare il suo film. Dove sta il problema?



[Qui apro una piccola parentesi: ma poi, siamo davvero così sicuri che l'Ulisse di cui ci parlerà Nolan sia proprio l'Ulisse di Omero? E se fosse un altro Ulisse? Ad esempo, la butto lì, se fosse l'Ulisse di James Joyce?]



Siccome tutto online è ridotto a meme, sta circolando un'immagine che confronta l'attrice keniota (Lupita Nyong'o, l'Elena di Nolan) con un'attrice tedesca (Diane Kruger) che interpretò Elena in una film di una ventina di anni fa (film atroce da tutti i punti di vista, che vidi al cinema con un amico). Il film di venti anni fa era storicamente e filologicamente accurato tanto quanto Jurassic World è un trattato sulla biomeccanica dei muscoli della gamba in Tyrannosaurus, eppure nessuno sollevò alcun sopracciglio nei confronti della biondissima Elena dalla faccia palesemente tedesca.



Immaginate un greco antico che veda i due film, come reagirebbe? Non possiamo saperlo, ma forse possiamo immaginarlo.

Dal punto di vista di un greco antico duro e puro, etimologicamente xenofobo, l'Elena di Nolan è una Aetiops, una donna dalla terra delle facce bruciate, non è greca. Al tempo stesso, sempre dal punto di vista del nostro greco antico duro e puro, etimologicamente xenofobo, l'Elena del film di venti anni fa è una Europs, una donna dalla terra della facce larghe. Non vorrete dirmi che per i greci antichi una donna tedesca fosse meno aliena di una donna africana? Se lo sostenete, è perché avete la certezza - non giustificata - di applicare i vostri attuali criteri di discriminazione razziale a persone vissute migliaia di anni fa e inserite in una cultura diversa dalla vostra. Noi oggi consideriamo i greci degli europei, mai i greci antichi non si ritenevano degli europs. Gli europs erano stranieri, barbari, alieni. Forse che essere di pelle nera è più alieno di avere gli occhi azzurri? Io non sono così sicuro che nella grecia antica fosse così frequente incontrare donne bionde e con occhi chiari, se non, forse, al mercato delle schiave barbare.



In realtà, a me del colore di occhi, pelle, e capelli, forma del naso, altezza degli zigomi ed etnia delle attrici, interessa ben poco. E mi interessa anche meno ricostruire i canoni estetici dei greci antichi. Tutti questi sono pretesti per camuffare il proprio razzismo in un'era, come la nostra, in cui per fortuna il razzismo è considerato un pregiudizio negativo. Sono pretesti perché continuo a pensare che la libertà creativa di un regista non sia vincolata a concetti sfuggenti e arbitrari come la fedeltà storiografica ad un'opera letteraria. Soprattutto quando il fantomatico film non è nemmeno uscito nelle sale, quindi non si capisce proprio contro cosa si sta montando la polemica! Ripeto, non giriamoci intorno troppo: questo psicodramma online è una palese eiaculazione precoce di razzismo frustrato, seminata (letteralmente) da orde di livorosi che hanno sparato a zero contro un'opera che non hanno ancora visto!

Il problema non è che un regista ingaggi una donna "non-greca" per interpretare un personaggio della mitologia greca. Nessuno vi obbliga ad andare al cinema se il film non vi aggrada (per caso, sono andato a vedere "Mutan-dino" nell'ultimo film del Franchise Jurassico? Ovviamente, no). Il problema è che siete razzisti e non avete gli attributi per dichiararlo apertamente. Vi piace fare i razzisti, vi piace creare polemiche razziste, alimentare l'odio xenofobo online, ma non sopportate che siate identificati come tali.

Siete solo degli ipocriti.