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21 luglio 2023

"Psittacosaurus vs Repenomamus" - Le ragioni del mio scetticismo

 

Il fossile oggetto dello studio di Han et al. (2023). Le frecce rosse indicano le parti che a mio avviso richiedono una investigazione più accurata, per accertarne l'autenticità.



La pubblicazione di Han et al. (2023), dedicata ad un eccezionale fossile dal Cretacico Inferiore della Cina, fossile formato da una coppia [un mammifero (Repenomamus) ed uno dinosauro (Psittacosaurus)] in stretta associazione, ha attirato un ampio e comprensibile interesse a livello mediatico. Nel post precedente, io ho sollevato una serie di dubbi sulla autenticità del fossile. Come ho precisato in quel post, io non ho alcun pregiudizio a priori contro questo fossile o contro gli autori dello studio, ma nondimeno devo porre una serie di domande che derivano dalla mia esperienza di paleontologo che ha studiato materiale simile a quello oggetto dello studio, ha potuto visionare fossili dalla medesima unità geologica da cui proviene il fossile, ed ha esperienza sullo studio e pubblicazione di questo tipo di fossili eccezionali e problematici.

Spero di non risultare rude, ma trovo molto ingenua la accettazione acritica di un fossile del genere, così eccezionale ma anche così problematico. Capisco il pubblico generico, ma i paleontologi hanno il dovere di essere rigorosi nel chiedere evidenze robuste di fronte a fossili così incredibili. Alcuni colleghi hanno correttamente sollevato delle riserve sulla autenticità del fossile, ma i media generalisti e buona parte del pubblico paiono essere più interessati alla conclusione comportamentale ed ecologica di tale studio piuttosto che focalizzarsi sulla domanda più importante: questo fossile è reale oppure è un artefatto? Perché se esso fosse artefatto, ciò incide pesantemente su qualunque interpretazione paleobiologica del reperto.

Ritengo quindi doveroso, proprio perché sono un paleontologo interessato anche a fare divulgazione scientifica, spiegare nel dettaglio le ragioni del mio scetticismo, ragioni che non sono astratte o pregiudiziali, ma derivano proprio dalla lettura dello studio di Han et al. (2023). Sì, è proprio il modo con cui il fossile è descritto e presentato nello studio che istiga il mio scetticismo.

Han et al. (2023) dichiarano che il fossile "fu scoperto il 16 Maggio 2012, ad ovest del villaggio cinese di Lujiatun" e riportano le coordinate della località di rinvenimento [da Google Maps, le coordinate fornite mostrano un calanco]. Non sono disponibili foto del ritrovamento, né del fossile al momento della scoperta, in situ, né durante il suo scavo. Trovo bizzarro che si riporti la data esatta di scoperta, corredata di coordinate geografiche, ma poi non ci sia alcuna foto del fossile in situ. L'articolo riporta che l'esemplare fu "acquistato dal primo autore" e donato ad un museo cinese "nel 2020". Non è chiaro quindi chi abbia fatto la scoperta, né se abbia documentato tale evento con fotografie. Non è chiaro se sia l'acquisto che la donazione risalgano entrambi al 2020, ma in ogni caso, tra la scoperta nel 2012 e la donazione al museo nel 2020 passano 8 anni, durante i quali il fossile è stato in mano a qualcuno che non è l'autore dello studio né parte del museo. Dove è stato il fossile in quel periodo? Chi ha posseduto il fossile in quegli 8 anni? Lo scopritore? In che condizioni era il fossile al momento dell'arrivo al museo? Gli autori dichiarano che il fossile è stato successivamente preparato in museo, e che la preparazione ha rivelato la mandibola del mammifero posta sotto le due coste del dinosauro. 

Questa è la sola evidenza portata dagli autori a sostegno della autenticità del fossile. Purtroppo, non è sufficiente per dimostrare che il fossile non sia stato in qualche modo oggetto di preparazioni e assemblaggi.

Questa "prova" non è sufficiente per dimostrare che il fossile è autentico, perché dimostra solamente che la mandibola del mammifero era ancora dentro la matrice rocciosa prima della preparazione finale. Ma ciò non dimostra che tale matrice rocciosa sia sempre stata intatta e non sia un assemblaggio di blocchi distinti. Se l'intero blocco contenente il cranio del mammifero è stato incollato al blocco contenente il dinosauro, è ovvio che la mandibola del primo risulta parte di tale associazione. Ma ciò non dimostra che i due scheletri fossero associati in principio. Aver "scoperto" la mandibola durante la preparazione non dimostra alcunché in merito alla associazione degli scheletri. 

Gli autori sostengono che due coste dorsali del dinosauro siano tra cranio e mandibola del mammifero, e che ciò avvalori l'associazione dei due scheletri. Purtroppo, la natura di queste due coste è problematica. Esse non sono una prova di associazione tra i due animali, dato che gli stessi autori notano che queste due coste dorsali del dinosauro sono anche le uniche due ossa di Psittacosaurus ad essere danneggiate, e che non sia possibile stabilire la causa di tale danneggiamento, né il punto in cui tali coste siano state fratturate. Riferendosi alle due coste, gli autori ammettono che " the breaks are obscured, and it is not possible to determine with certainty whether the ribs were broken in life or due to taphonomic processes. ". Questa è una implicita dichiarazione che non conosciamo come le due coste siano state rotte, né se siano connesse allo scheletro. Ovvero, non esistono prove che i due scheletri fossero associati in origine. Difatti, è possibile che lo scheletro del mammifero sia stato incollato a due coste di Psittacosaurus e che poi il blocco "mammifero + frammenti di coste di dinosauro" sia stato incollato al resto del dinosauro. Gli autori non forniscono alcuna prova in grado di falsificare questo scenario alternativo, ma ugualmente legittimo, che spieghi le evidenze pubblicate.

Molti lettori forse non sono consapevoli di quanto sia facile "falsificare" e "taroccare" un fossile. Senza una TAC che dimostri la presenza di colla e rimaneggiamenti interni al blocco, è sufficiente ricoprire con una sottile patina uniforme di cemento e polvere di roccia un insieme di blocchi di ossa e roccia assemblati ad arte per dare l'illusione che si tratti di un blocco unico, naturale e privo di rimaneggiamenti. Purtroppo, gli autori non hanno fornito alcuna scansione tomografica del fossile, quindi non è possibile dimostrare che il blocco sia unico e non abbia subito alcun rimaneggiamento.

Attenzione: è sempre possibile che il blocco sia originale ma abbia in ogni caso subito un restauro consolidativo, ma anche questo deve essere mostrato tramite una TAC! Ritengo molto probabile che il blocco abbia comunque subito un qualche restauro, dato che è difficile credere che ogni singolo osso sia perfettamente conservato, ad eccezione della mandibola dislocata, e che le due costole rotte dello Psittacosaurus siano i soli elementi che hanno subito qualche danno peri-mortem o durante la fossilizzazione.

Concludendo:

Falsificare un fossile, incollando parti di animali in origine separate, e nascondere tutto il lavoro di consolidamento e ricostruzione, è molto più facile di quello che molti pensano. Un fossile può apparire in superficie "genuino", ma essere in profondità un artefatto costruito da mani esperte incollando assieme ossa fossili originali, matrice rocciosa e collante. Solo una TAC può dimostrare che il fossile è genuino o che abbia subito solo una riparazione conservatrice "onesta". Solo una TAC può mostrare che il fossile non fu manomesso rispetto all'originale associazione. Senza una TAC, non possiamo stabilire quanto profondo è stato il restauro, e quanto "naturale" sia l'associazione dei due scheletri.

Alla luce delle bizzarre posture e configurazioni dei due scheletri, discusse nel precedente post, l'assenza di una TAC che dimostri l'originalità dell'associazione è una mancanza molto grave. La TAC è la sola analisi che può dare sostegno ad una così bizzarra associazione fossile.

In assenza di una TAC, il mio giudizio sul fossile è che sia troppo strano, troppo inusuale, troppo innaturale e troppo improbabile per essere naturale. In assenza di una TAC pubblicata, se devo scommettere del denaro sullo status di questo fossile, i miei soldi vanno all'ipotesi che sia un arfefatto costruito da mani esperte nella preparazione e restauro di fossili.

Spero di essere smentito e che il mio scetticismo sia falsificato: in ogni caso, spero che il fossile sia analizzato con le adeguate tecniche di indagine e scansione.




19 luglio 2023

Psittacosaurus vs Repenomamus... fossile superbo o super-fake?

Due viste del fossile descritto da Han et al. (2023)

 

La paleontologia ci ha abituati a scoperte incredibili, letteralmente fuori dall'ordinario. Penso ai celebri "dinosauri combattenti" scoperti nell'Agosto 1971 in Mongolia da una spedizione polacco-mongola. I due dinosauri sono fossilizzati assieme, e non ci sono dubbi che morirono assieme, dato che l'interazione tra i due scheletri non si limita ad una mera sovrapposizione delle ossa. In quel caso, quindi, abbiamo solide evidenze a sostegno dell'ipotesi che i due animali abbiano interagito in vita e siano stati sepolti nello stesso momento.

I fossili eccezionali esistono. Noi li amiamo. Ma proprio perché li amiamo non dobbiamo essere emotivi ed ingenui nei loro confronti. La loro bellezza non deve renderci ingenui di fronte alla loro eccezionalità. Scoperte eccezionali richiedono prove eccezionali, evidenze solide, specialmente in casi in cui l'esperienza ed il buon senso ci inducono ad un sano scetticismo.

Io ho sperimentato in prima persona quanto sia eccezionale il registro fossilifero ma anche quanto occorra essere rigorosi nel presentare scoperte eccezionali. Quando sottomettemmo Halszkaraptor alla rivista Nature, accompagnammo la descrizione del fossile con una dettagliata scansione micro-tomografica del fossile, al fine di dimostrare senza alcun dubbio la sua autenticità. Eppure, per quanto eccezionale, Halszkaraptor non è un fossile completo, e ciò non deve stupirci: alcune ossa sono andate perdute, altre sono in vario modo frammentarie e parzialmente preservate. L'incompletezza è la prassi nei fossili. Trovare un fossile completo al 100% e privo di deformazioni o di parti erose è praticamente impossibile. Scoprirlo significa avere trovato qualcosa di persino più eccezionale dell'eccezione. Difatti, se vi trovate di fronte un fossile perfettamente preservato e articolato, la prima domanda da porvi è se sia stato restaurato, ricostruito e quindi, in sostanza, alterato artificialmente. Persino Halszkaraptor, per quanto incompleto, risulta in alcune parti essere stato restaurato: alcune ossa furono restaurate prima che il fossile fosse da noi studiato, e le nostra analisi hanno mostrato dove e cosa fu restaurato (parte del muso, parte della mano esposta). 

Nel 2023, e dopo i vari casi di "fossili falsi" che hanno creato scandali e controversie nel nostro campo, l'utilizzo di metodi non-invasivi di scansione è divenuto uno standard imprescindibile della paleontologia.

Per questo motivo, e dopo anni di esperienza a lavorare su fossili eccezionali, sono naturalmente scettico di fronte a fossili in uno stato eccezionale di completezza, preservazione e, soprattutto, in posture o configurazioni straordinarie. Il fossile pubblicato ieri da Han et al. (2023) ricade in questa categoria.

DISCLAIMER: Io non ho visionato direttamente il fossile, quindi non pretendo che la mia valutazione si sostituisca a quella degli studiosi che hanno analizzato il fossile in prima persona. Né, ovviamente, ho alcuna opinione personale contro di loro. Mi limito a sollevare dei legittimi dubbi in quanto paleontologo che ha lavorato su fossili simili, dubbi basati sulla mia esperienza su materiale proveniente dalla medesima unità geologica, e sollevo questioni di fronte ad un fossile che - gli stessi autori lo sottolineano - è veramente eccezionale e fuori da qualsiasi standard di preservazione classica.

Le mie domande vertono sulla articolazione e postura dei due scheletri che compongono il fossile. Domande che gli autori hanno, a mio avviso, il dovere di valutare con molta serietà.

1- La eccezionale completezza e preservazione degli scheletri.

I due scheletri sono praticamente completi, ad eccezione della parte distale della coda del mammifero. Ogni singola costa e falange dei due scheletri pare essere preservata, senza alcuna deformazione, senza alcuna disarticolazione, senza erosione o frattura. Questo livello di preservazione è, letteralmente, incredibile. Io ho visionato alcuni fossili provenienti dalla medesima unità geologica cinese da cui proviene questa coppia di animali, ed i fossili, per quanto eccezionali come conservazione e articolazione delle ossa, sono comunque sempre in qualche modo solo parzialmente conservati, appaiono parzialmente deformati, risultano parzialmente erosi e variabilmente danneggiati dai processi di fossilizzazione. Nessuno è mai perfetto al 100%. In questo caso, invece, il fossile appare superbamente intonso e preservato. Sembra quasi una composizione scheletrica da museo, realizzata da un tassidermista scarnificando due cadaveri di animali odierni. Siamo di fronte a qualcosa di veramente eccezionale, persino per fossili eccezionali come sono quelli dalla Formazione Yixian! 

Una conservazione così eccezionale proprio in un fossile già di per sé veramente eccezionale (dato che unisce due animali in una "scena di lotta") è credibile? Il calcolo della probabilità che tutto sia naturale inizia a farsi ostico... 

Possiamo credere che nessuna costa caudale, nessuna falange dei piedi, nessuna vertebra caudale nei due scheletri si sia danneggiata, spostata, o abbia subito qualche erosione? Il sospetto è che ciò che stiamo osservando sia il prodotto di qualche sapiente opera di restauro, ovvero che ci sia stato un qualche grado di riparazione e alterazione del fossile originale. In tal caso, gli autori devono dimostrare se ciò sia avvenuto, perché a quel punto ogni elemento bizzarro o inusuale potrebbe essere frutto di manipolazione artificiale.

2- La postura dei due scheletri appare impossibile in vivo.

La postura dei due scheletri è "fotografica", e ci riporta fedelmente l'ultimo istante dell'interazione tra i due animali. In particolare, il mammifero è preservato nell'atto di azzannare le coste toraciche dello psittacosauro, mentre con ambo le mani afferra parti del corpo del dinosauro. Con una mano, esso trattiene un ramo mandibolare del dinosauro, mentre una gamba è infilata tra coscia e torace del dinosauro e col piede afferra tibia e fibula dello psittacosauro. Come è possibile che una simile istantanea sia stata preservata nel fossile? Il contesto deposizionale è quello tipico di questi giacimenti fossiliferi: si tratta di sedimenti in gran parte formati da ceneri vulcaniche, che avvalorano l'idea che gli animali siano stati uccisi da una nube ardente eruttata da un vulcano che li ha sepolti vivi ed ha dissolto le parti molli dei due corpi. Ammettiamo che la postura sia la documentazione dell'ultimo istante ancora in vita dei due animali, nell'istante in cui la rovente nube vulcanica li ha avvolti. Se davvero stiamo osservando la posizione dei corpi appena prima di morire, allora si tratta di un paradosso: come è possibile che il mammifero riesca ad afferrare la mandibola del dinosauro senza essere azzannato a sua volta? Significa che lo psittacosauro era già morto nel momento del seppellimento? Ma in tal caso, ha senso che il mammifero abbia sentito il bisogno di infilare un piede sotto la gamba della preda, tra la coscia e l'addome del dinosauro morto, sia penetrato con le dita fino al polpaccio del dinosauro ed abbia afferrato questo ultimo, risultando con la zampa letteralmente serrata sulle ossa dello psittacosauro? Ripeto, ora stiamo assumendo che la postura sia la documentazione dell'ultimo istante di vita degli animali. Ovvero, un istante in cui i due corpi sono ancora vivi, in carne, con pelle, muscoli, tendini ancora presenti. Una simile compenetrazione dei due animali può forse funzionare in uno scheletro montato drammaticamente in un museo, ma è alquanto assurda e fisicamente impossibile se i due animali sono vivi, in carne, pelle, tendini, pelliccia e squame! Come ha fatto il piede del mammifero ad afferrare l'osso tibiale del dinosauro vivo? Può il dissolvimento dovuto alla fossilizzazione spostare una zampa che afferra un polpaccio per fargli afferrare post-mortem l'osso sottostante, ed al tempo stesso mantenere tutte le ossa della mano in perfetta articolazione? 

Lo scheletro della gamba del mammifero (linee gialle) afferra tibia e fibula del dinosauro, passando sotto il femore (linee rosse): è possibile che questa postura delle ossa sia stata prodotta in vivo, senza alcun intralcio dato da pelle e muscoli, e poi si mantenga perfettamente in articolazione una volta che pelle e muscoli sono dissolti?


Il sospetto che ciò che osserviamo sia un assemblaggio artificiale è fortissimo.

Nessuna TAC?

Perché gli autori non hanno aiutato a risolvere questi dubbi effettuando delle scansioni tomografiche? Essi si limitano a mostrare foto del materiale durante la preparazione del fossile, per dimostrare che esso è genuino nella associazione dei due scheletri. Ma ciò non dimostra che qualcosa non sia stato ritoccato, o che non ci siano state alterazioni del materiale. Il fossile potrebbe anche essere l'associazione di due scheletri, ma questi potrebbero essere stati ritoccati e restaurati per dar loro una postura ed una drammaticità che era assente in origine. Anche ammettendo una associazione degli scheletri, questa potrebbe non avere una causa comportamentale o biologica: una TAC e ulteriori analisi sul fossile sono quindi fondamentali per chiarire questi dubbi. Se parte degli scheletri è stata ritoccata e restaurata, come possiamo distinguere le parti genuine da quelle artificiali?


Conclusione.

Un fossile così eccezionale richiede una analisi eccezionale. Lo scetticismo verso una simile combinazione di elementi è più che naturale: è necessario. Abbiamo due scheletri perfettamente preservati, letteralmente avvinghiati in una posa plastica e drammatica, ma tale connessione è possibile solo avendo i due scheletri già privi di qualsiasi parte molle, in particolare muscoli e pelle. Come può la zampa del mammifero afferrare direttamente la tibia del dinosauro, senza essere stata intralciata dalla pelle e dai muscoli di coscia e polpaccio? Il mammifero afferrò uno scheletro già privo di carne? Ma siccome lo scheletro è articolato, allora cosa teneva insieme le sue ossa? E se le parti molli del dinosauro erano già dissolte, come faceva il mammifero ad essere ancora vivo ed in carne? Comunque la vediate, una simile relazione tra i due scheletri è impossibile da ottenere in natura, è del tutto irrealistica se si verificasse nel contesto deposizionale che ha sepolto i due animali, è assurda per animali vivi in carne e pelle, e contraddice la perfetta articolazione delle ossa che caratterizza i due scheletri, la quale richiede un dissolvimento istantaneo delle parti molli.

Questi dubbi devono essere risolti.

In breve, questo fossile appare essere una meravigliosa composizione: ma è naturale o artificiale? Ad un esame preliminare, esso viola troppe leggi della fisica, della geologia e della biologia per essere creduto un oggetto naturale. Delle scansioni tomografiche possono risolvere questi dubbi. Se gli autori vogliono che questo materiale riceva la consacrazione come uno dei reperti più straordinari della documentazione fossile, essi dovrebbero produrre prove più solide e oggettive sulla associazione, preservazione e articolazione dei resti. Occorre una spiegazione plausibile del perché i due scheletri siano preservati in tal modo, occorre una rigorosa analisi tafonomica che giustifichi l'incredibile interconnessione dei due scheletri. 

Fino ad allora, io mi mantengo scettico sulla natura di questo materiale.

06 luglio 2023

Paleoarte vs AI

Il futuro prossimo venturo?

Un tema ricorrente nella fantascienza è lo scontro tra l'umanità ed una qualche forma di intelligenza artificiale divenuta talmente potente e complessa da ribellarsi ai suoi creatori e minacciarne l'esistenza. Se questo tipo di timori è ancora da collocare nel remoto futuro dell'umanità, forse si inizia a vedere una forma più blanda di guerra tra uomo e macchina nell'ambito della creatività (o, perlomeno, della produzione di iconografie). Il dibattito sull'impatto delle "Intelligenze Artificiali" nel mondo dell'arte è appena iniziato, ed è già molto acceso ed articolato. 

E in paleoarte? Come stanno le cose a casa nostra?

Un lettore della pagina Facebook del blog mi ha segnalato la locandina di un non ben specificato evento paleontologico in Sardegna. La locandina a prima vista pare un'immagine paleoartistica di Tyrannosaurus. Tuttavia, appare immediatamente chiaro che l'immagine in questione non sia una ricostruzione paleontologica realizzata da un artista paleontologico, bensì sia un'immagine generata da una "Intelligenza Artificiale". Indizi per questa identificazione sono il numero esagerato e la forma dei denti, e la presenza di un paio aggiuntivo di narici collocate nel mascellare: sono quel genere di errori anatomici che ho riscontrato di recente colpire le "ricostruzione di dinosauro" realizzate da questi software. Inoltre, l'opera appare fredda e senza anima, il tutto condito con una punta inquietante tipica di queste immagini realizzate dal computer.

Sono molto preoccupato per l'affermarsi di queste "ricostruzioni" come sostituti delle opere realizzate dai paleoartisti. Per varie ragioni.

1. Il lavoro di paleoartista è già miserabile anche senza l'avvento delle AI. Molti paleoartisti non sono minimamente retribuiti per le loro opere, e spesso non c'è modo di impedire l'uso non autorizzato, l'abuso ed il plagio delle proprie opere. Se ora chiunque può realizzare una locandina per i propri scopi senza avere bisogno di un paleoartista, le prospettive lavorative per questi autori si fanno ancora più misere. E ciò non va certo a vantaggio della categoria.

2. Questo opere sono brutte, fredde, ma soprattutto, pacchianamente inaccurate sul piano anatomico. Creste bislacche, fosse e finestre messe a caso, muscoli senza motivo, anche una minima conoscenza della anatomia dinosauriana fa a cazzotti con queste opere. Già facciamo fatica a contrastare il proliferare della paleoarte inaccurata e dozzinale prodotta dagli esseri umani, come potremmo contrastare la proliferazione di opere che sono ancora più pacchiane e grossolane? 

Per lo meno, nessun artista umano si sognerebbe di mettere due paia di narici in un dinosauro!

3- Infine, c'è anche un motivo più profondo per essere preoccupati dalla affermazione di queste opere come sostituti della paleoarte "vera" realizzata da esseri umani. Un motivo che va alla radice profonda di cosa sia la paleoarte.

Torniamo alla domanda fondamentale della paleoarte: cosa rappresenta un'opera di paleoarte? Un animale estinto? No. Una scena del passato? Nemmeno. La paleoarte è la rappresentazione di un insieme di ipotesi fondate paleontologicamente. Ovvero, dietro la vera paleoarte c'è sempre una teoria paleontologica. Non importa quanto consapevole, né quanto esplicita, essa comunque esiste anche solo come base tecnica per l'esecuzione dell'opere. C'era dietro le opere di Knight, c'era dietro le opere di Burian, c'è dietro le opere di Troco. Ogni opera di Paleoarte ha una base teorica che la fonda. Una teoria sul Tempo Profondo, sulla Anatomia Comparata, sulla Storia Evolutiva. Il bravo paleoartista non è quello che ti ricostruisce il dinosauro più vero del vero, ma quello che trasmette (perché ispirato da) una peculiare teoria paleontologica. La Paleoarte è la rappresentazione della Scienza Paleontologica prima ancora che l'illustrazione del passato profondo. 

Un programma informatico che produce una ricostruzione di dinosauro utilizzando degli algoritmi di intelligenza artificiale NON può produrre paleoarte, perché quel programma non può concepire nella "sua mente" né comprendere "nella propria testa" alcuna teoria paleontologica. Esso si limita a processare simboli e a tradurli in serie di pixel: ma questo NON è e NON sarà mai una rappresentazione paleoartistica. Mettere pixel in modo apparentemente convincente non significa avere consapevolezza di voler trasmettere un significato. Almeno fino al giorno in cui un programma di intelligenza artificiale non sarà in grado di capire i concetti della paleontologia. Ma tale giorno è ancora molto lontano (e forse non arriverà mai).

Pertanto, sostituire la paleoarte "umana" con queste immagini prodotte da un computer significa sostituire una mente che pensa e riflette sulla paleontologia con un algoritmo che non pensa né riflette su alcunché. Significa sopprimere la sostanza conservando un surrogato della forma. E questo è un passaggio che inevitabilmente impoverisce e degrada il senso ultimo di qualunque rappresentazione paleontologica.

05 giugno 2023

Migmanychion, un nuovo enigmatico theropode da Pigeon Hill

 

Pigeon Hill è una località nel nord-est della Cina dal quale sta affiorando una nuova associazione fossile che espande la diversità dell'eccezionale Biota Jehol risalente alla prima metà del Cretacico Inferiore. Oltre ad una ricchissima fauna di anfibi (in particolare, anuri, scoperti a migliaia di esemplari), a Pigeon Hill sono stati estratti alcuni theropodi, in alcuni casi in eccezionale stato di preservazione. Io ho avuto il privilegio di partecipare allo studio di alcuni di questi nuovi theropodi, come l'ornithuromorfo Khinganornis ed il dromaeosauride Daurlong.

Un nuovo theropode da Pigeon Hill, del quale ho partecipato alla descrizione, è pubblicato oggi (Wang et al. 2023). A differenza di Khinganornis e Daurlong, noti per due esemplari completi ed articolati, questo nuovo dinosauro è molto frammentario ed enigmatico. Da questo sito sono stati scoperti vari elementi scheletrici di theropodi di dimensioni comparabili tra loro, tra cui parte di un bacino ed alcune ossa degli arti anteriori. Purtroppo, non è possibile stabilire se tutti questi resti appartengano ad uno stesso taxon, di conseguenza, il nuovo theropode è stato istituito unicamente da una mano completa ma isolata, l'unico esemplare dotato di sicuri caratteri diagnostici.

Calco in lattice dell'impronta e contro-impronta della mano del nuovo theropode da Pigeon Hill.

Questa mano mostra una combinazione unica di caratteri, che la distingue da tutti i theropodi finora istituiti, comprese le altre specie note da Pigeon Hill, ed è stata scelta come olotipo del nuovo dinosauro, battezzato Migmanychion laiyang.

La parola "migma-nychion" (da me proposta per questo dinosauro, ed accolta dagli altri autori dello studio) è di derivazione greca e significa "miscuglio di artigli", in riferimento alla eterogena combinazione di forme e dimensioni nei tre ungueali della mano di questo dinosauro (il primo ungueale è il più robusto, il secondo è il più allungato e l'unico a portare un pronunciato labbro prossimodorsale, il terzo è molto piccolo e gracile). Il nome della specie fa riferimento al museo cinese nel quale è depositato l'esemplare.

La mano di Migmanychion mostra caratteristiche maniraptoriane, in particolare condivise con therizinosauri, oviraptorosauri e l'enigmatico Fukuivenator, ed è quindi riferibile ad un maniraptoro non-alvarezsauro e, probabilmente, non-paraviano. Alcune caratteristiche nel metacarpo e negli ungueali ricordano Fuikuivenator, mentre le proporzioni generali sono più simili a quelle degli oviraptorosauri basali. Il sospetto è che, al netto di nuove scoperte che cambino questo scenario, Migmanychion sia un maniraptoro prossimo alla divergenza tra Pennaraptora e Therizinosauria. Dalle dimensioni della mano, è plausibile che l'intero corpo di Migmanychion fosse lungo circa un paio di metri. 

Purtroppo, in assenza di altro materiale, non è possibile dire molto altro di questo nuovo theropode. Tuttavia, questa scoperta conferma che Pigeon Hill è un sito ricco di nuove specie di dinosauro ancora tutte da scoprire.

Bibliografia:

Wang X., Cau A., Wang Z., Yu K., Wu W., Wang Y., Liu Y. 2023 - A new theropod dinosaur from the Lower Cretaceous Longjiang Formation of Inner Mongolia (China). Cretaceous Researchhttps://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195667123001337

03 giugno 2023

La Rivoluzione Piumata - Volume Quinto: Gli Pterosauri


 

Perché i dinosauri dominarono in tutti i continenti, praticamente senza rivali, per oltre cento milioni di anni? Perché i dinosauri, e non altre specie, furono i più giganteschi animali che abbiano camminato sul nostro pianeta? Perché gli uccelli sono oggi considerati “gli ultimi dinosauri”?

dinosauri sono gli animali estinti più famosi. Essi sono i protagonisti di romanzi, film di successo e l'ispirazione per innumerevoli prodotti commerciali. Eppure, per quanto i dinosauri siano famosi, il loro effettivo significato scientifico è spesso frainteso dal pubblico.

Questo è il quinto volume di una serie dedicata a capire i dinosauri: capire come e perché si siano originati, perché il loro successo sia durato 160 milioni di anni, come e perché raggiunsero dimensioni enormi, e perché essi non siano del tutto estinti, ma popolino ancora oggi la Terra con migliaia di specie.

Il quinto volume abbandona i dinosauri veri e propri ed è dedicato ai loro parenti prossimi, l'altro gruppo di animali che oggi sappiamo essere dotati di piume: gli iconici pterosauri. Il volume sintetizza gli elementi chiave della loro anatomia, ecologia ed evoluzione, deducibili dai resti fossili, ed illustra i fattori che permisero a questi animali di realizzare un modello biologico di enorme successo, durato oltre 150 milioni di anni, e che ha prodotto le più grandi creature volanti di tutti i tempi.


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