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13 giugno 2015

Bernissart!

Old style yet still impressive

Come alcuni dei lettori abituali del blog ricorderanno, in questo periodo sono a Bruxelles per studiare alcuni [censura] [censura] dal [censura] [censura] di [censura] e [censura] assieme a Pascal Godefroit. Quando si pensa a Bruxelles, ed al Belgio in generale, a proposito di dinosauri, non si può evitare di menzionare il sito di Bernissart, al confine con la Francia. Nel 1878, i minatori di una miniera di carbone a Bernissart scoprirono una trentina di scheletri di grandi dinosauri, alla profondità di oltre 300 metri dalla superficie. Il sito di Bernissart ha fornito per la prima volta nella storia degli scheletri articolati di dinosauri mesozoici. Prima di quella scoperta, tutte le ricostruzioni di dinosauro erano state basate su congetture e comparazioni (spesso molto libere) a partire da resti molto frammentari e spesso del tutto disarticolati. Inoltre, fu proprio a Bernissart che furono applicati per la prima volta i metodo professionali di scavo ed estrazione di grandi resti di dinosauro, molti dei quali sono impiegati ancora oggi.
Disegno originale di uno degli scheletri scoperto a Bernissart. L'immagine mostra esattamente la posizione delle ossa al momento della scoperta. Notare l'eccellente preservazione e la quasi completa articolazione delle ossa.
Il sito di Bernissart è quindi di enorme valore sia sul piano paleontologico che storico. Chiunque abbia una minima passione per i dinosauri conosce questo luogo ormai leggendario. Fa piacere che siano in cantiere nuovi progetti per lo studio di questo sito. Ed è proprio in relazione a queste attività che ieri, su invito di Pascal, ho partecipato ad una serie di eventi a Bernissart ed nella vicina città di Mons. Per l'occasione, ho avuto anche il piacere di conoscere David Norman, il paleontologo britannico che negli anni '80 ha riveduto la morfologia e anatomia di questo dinosauro, dimostrando - ad esempio - che la classica "postura da canguro" proposta all'inizio del secolo fosse scientificamente improbabile (ed in parte artefatta).

La miniera di Bernissart da cui furono estratti i dinosauri oggi è chiusa, e nelle vicinanze è stato aperto un parco didattico ed un museo sulla complessa storia geologica della regione, che non si limita agli iguanodonti ma risale al Paleozoico inferiore. Nel museo locale di Bernissart è esposto uno scheletro nella "postura classica", la quale, pur obsoleta e frutto di interpretazioni oggi superate, è esteticamente impressionante, dato che eleva questi dinosauri a quasi cinque metri da terra. Nel museo è anche presente uno scheletro di coccodrillo, e alcuni dei numerosi pesci rinvenuti nei livelli cretacici. [La maggioranza del materiale, va ricordato, è conservata al Museo Reale delle Scienze Naturali, a Bruxelles]
A Mons ho partecipato ad una serie di conferenze divulgative su Bernissart, tra cui una di Pascal sugli eventi della scoperta e scavo del sito, ed una di Norman sull'importanza degli iguanodonti di Bernissart nell'evoluzione del concetto di dinosauro.

Ringrazio Pascal per l'invito e per l'ottima giornata di paleontologia e buona birra.

11 giugno 2015

La Caduta dell'Impero Giurassico

Raramente le transizioni di epoca avvengono in una notte. Sovente, maturano progressivamente, per poi prendere un'escalation che culmina in un evento paradigmatico. A posteriori, quell'evento puntiforme finale è trasfigurato - spesso in modo grottesco - fino a divenire esso l'unico episodio al quale ricondurre ciò che, ad un attento esame, era invece una lunga fase di trasformazione diluita in più luoghi e momenti. 
Era un venerdì, l'11 Giugno 1993. Nei cinema degli USA, usciva Jurassic Park, il più famoso film con dinosauri (mesozoici). Nella trasfigurazione semplicistica costruita a posteriori, quel film aprì una fase nuova nella storia delle relazioni tra paleontologia dei dinosauri e cultura popolare. In realtà, Jurassic Park era l'evento parossistico, la culminazione concentrata, di una serie di eventi innescati venti anni prima da alcune pubblicazioni scientifiche. Senza la rivoluzione paleontologica degli anni '70, senza la rivoluzione iconografica degli anni '80, senza la rivoluzione informatica degli anni '90, non sarebbe esistito Jurassic Park. Dispiace quindi constatare quanti commettano l'errore di vedere in Jurassic Park la causa di qualcosa che invece fu esso stesso la causa fondante quel film. 
Ho speso molti post a parlare della "dinomania", che, nella sua forma più grottesca e divertente, è la dissociazione delle emanazioni pop dei dinosauri dai dinosauri reali, cioè dai prodotti scientifici per interpretare i fossili. A differenza di quei fattori che hanno portato al fenomeno Jurassic Park, la dinomania (sensu Cau) è fondamentalmente una emanazione di Jurassic Park. La dinomania figlia di Jurassic Park è inevitabilmente destinata a confliggere con la paleontologia. La spiegazione è una conseguenza logica di come definisco la dinomania: se essa è la dissociazione tra il concetto di "dinosauro" tratto da Jurassic Pak rispetto al concetto originario di dinosauro (come prodotto dalla paleontologia, quindi vincolato al variare della conoscenza scientifica), è ovvio che col procedre del tempo (e delle scoperte scientifiche), il "dinosauro" emenazione di Jurassic Park, cristallizzato sul canone del film di 22 anni fa, divergerà sempre più dal dinosauro "puro", paleontologicamente definito. Non si può sfuggire da questa che è una mera conseguenza logica di come, nel 1993, al cosmo culturale dei non-paleontologi è stato imposto (al pari di un'inflazione cosmica) un unico canone su scala (quasi) globale. Quel venerdì del Giugno 1993, come in un Big Bang Pop, l'enorme potenza del film hollywoodiano livellò sotto il suo successo mondiale ogni increspatura iconografica e visuale dei dinosauri pre-esistente. Per 22 anni, pur smorzando progressivamente la propria potenza, Jurassic Park ha imposto una Pax Paleoartistica più o meno generale, che solo nell'ultimo lustro pare essere entrata in crisi anche fuori dalla cerchia paleontologica.
Oggi, a 22 anni esatti dalla Grande Esplosione Dinomaniacale, parrebbe che si chiuda il ciclo. Forse, l'Era Iconografica di Jurassic Park volge al termine. Lo dimostra un film che, aldilà del suo valore cinematografico (che non interessa alle logiche di questo blog), ponendosi nel solco di Jurassic Park sancisce la vittoria della Dinomania sul piano della cultura pop rispetto a qualsiasi illusione di veicolare la paleontologia tramite un mezzo quale il cinema.
Indipendentemente da come si interpreti la finalità (e la realizzazione di tale intento) "paleontologica" di Jurassic Park (a mio avviso, più un mito per la diffusione del film che un processo realmente strutturato come invece vorrebbero vari agiografi ingenui del franchise), essa è annullata con Jurassic World.
Jurassic Park si proponeva (anche solo come pretesa) di "mostrare" i dinosauri, quelli "reali" (che non sono quelli vissuti nel Mesozoico, che nessuno di noi vedrà mai, bensì quelli paleontologici, quelli fondati sulla ricerca scientifica). Nel fare ciò, inevitabilmente, Jurassic Park dovette creare un suo canone iconografico, plasmandolo arbitrariamente su una serie di concezioni paleoartistiche all'avanguardia a fine anni '80. Ed impose - più o meno volontariamente - tale canone al mondo, livellandone la sensibilità paleoartistica, almeno per un ventennio. 
Ventidue anni dopo, Jurassic World non si propone di "mostrare" i dinosauri (come voleva, anche solo pretestuosamente, Jurassic Park), bensì si propone espliciatamente di "mostrare" il canone di Jurassic Park. E dato che tale canone è andato progressivamente divergendo dal dinosauro paleontologico, per motivi puramente logici (la scienza procede, il canone è invece cristallizzato al 1993), Jurassic World chiude l'Era del Parco Giurassico. Qualunque fosse la pretesa "paleontologica" di Jurassic Park, da oggi essa smette di avere alcuna consistenza. 
Ciò non significa che la dinomania si annulli assieme al mito paleontologico di Jurassic Park. Anzi, purtroppo, proprio perché incapace di fare le distinzioni che ho abozzato qui, la dinomania persisterà nella sua ottusa idolatria di un canone creato prima dei due decenni più intensi e significativi nella storia della scienza paleontologica. 

E come l'evento Jurassic Park fu solo il parossismo di una tendenza ben più antica, anche i nuovi mezzi per diffondere la Paleontologia non nascono oggi, in una notte, ma sono il prodotto di una nuova tendenza che ormai cova da anni. Una tendenza che è figlia della inevitabile divergenza dal "Jurassicparkismo". Una tendenza che è figlia dei nuovi mezzi di comunicazione. La stessa tendenza che ha prodotto una nuova generazione di paleoartisti consapevoli  ed impegnati, ma anche una nuova generazione di divulgatori paleontologici. 
Tendenza della quale, nel piccolo di questo blog, mi dichiaro essere parte.

07 giugno 2015

Il Richiamo della Vaccinazione

Mancano pochi giorni a Billy World. La rete (e non solo) si sta intasando di riferimenti alla paleontologia, ai dinosauri, persino a livelli "seri". Ci sono persino riviste scientifiche che offrono pacchetti dedicati ad articoli più o meno mesozoici. Comunque la viviate, mi pare di notare un incremento della divulgazione paleontologica, a vari gradi di accuratezza scientifica. Insomma, ce n'è per tutti i palati. Ciò potrebbe far sorridere, se non dimostrasse la potenza del mezzo hollywoodiano e la parziale sudditanza del mondo paleontologico alle logiche dell'industria cinematografica. Sorriderei, se dimenticassi che l'attuale prodotto cinematografico è esplicitamente refrattario ad aggiornarsi e a prendere con la dovuta correttezza il contesto paleontologico. 
L'attuale "Dinomania versione 2015" deriva, infatti, da un'asimmetria culturale, con la paleontologia che pare rincorrere la moda cinematografica, ed il sistema mediatico-popolare che se ne frega ampiamente di rispettare la fonte di ciò che, comunque, usa ed abusa per fare denaro.
Perché non "vendicarsi" di ciò? Perché non invertire l'asimmetria, abusando del cinema come meglio crediamo, distorcendolo come meglio ci piace, usandolo come una scusa per i nostri fini? Dopo tutto, se il cinema fa questo con la paleontologia, perché non dovrebbe la paleontologia reagire altrettanto?
In questo blog ho perseguito questa inversione di tendenza da molto tempo. Di fatto, tutti i post della serie Billy ed il Clonesauro seguono questa logica: fare con il cinema ciò che il cinema fa con i dinosauri.

Se siete dell'idea che la paleontologia meriti di essere rispettata quando è usata come fonte di prodotti non-paleontologici, e per caso siete tra quelli che, pur andando al cinema, vorrebbero anche apprendere qualcosa di ciò che - grossolanamente - è menzionato nel film con il nome di "dinosauri", vi allego una carrellata dei post passati che, in vari modi, hanno invertito l'asimmetria che citavo prima, abusando in modo libero la celluloide e traendone fossili.
Quindi, la prossima volta che qualcuno commenterà "Ma è quello solo un film!" io replicherò: "Ma questa è solo divulgazione!".

Uh, ah... è così che si comincia. Prologo esistenziale sulla necessità di vedere ancora dinosauri (o cose chiamate tali) al cinema.

Pretesti costaricani per parlare di paleontologia, anche detto "Ma è solo divulgazione!"
Tyrannosaurus rex? Lei ha qui un Tirrex?
Tra dire e il fare un T.rex c'è di mezzo...
Quanti anni occorrono per creare un parco giurassico?
Come fa un theropode a lasciare solchi sui muri?
Ruggire come un Tyrannosaurus. O forse no.

Post pedanti che i dinomaniaci odiano, anche detto "Ma è solo un film!"
Come fa un ibrido tra dinosauri ad avere caratteri che nessun dinosauro possiede?
Gli stegosauri non strisciano la coda, né la flettono aderente alla cloaca (e questo non è il 1985).
Non camminano tutti allo stesso modo...
Come fa un Triceratops ad ammalarsi di qualcosa per cui non può ammalarsi? 

05 giugno 2015

Un attacco frontale dagli alleati dell'Ovest contro Mordor

Primo post dalla mia trasferta belga.

Paulina-Carabajal e Coria (2015) descrivono un frontale isolato di un theropode di medie dimensioni dalla Formazione Portezuelo (parte inferiore del Cretacico Superiore). L'esemplare è molto interessante, perché presenta le ossa ispessite, un rapporto ampiezza/lunghezza maggiore di 0.66, la faccetta prefrontale localizzata anteromedialmente e separata dalla fossa orbitaria, ed un ridotto ramo nasale. Questa combinazione di caratteri ricorda gli abelisauridi, ma è anche condivisa da Eocarcharia e Sauroniops. Alcune caratteristiche, invece, ricordano i megaraptoridi e i tyrannosauridi, come l'ampia estensione della fossa sopratemporale. Noto con piacere che Paulina-Carabajal e Coria (2015) testano le affinità filogenetiche di questo esemplare usando la matrice ridotta da Megamatrice che pubblicai nel primo studio su Sauroniops (non mi spiego come mai non abbiano usato la matrice aggiornata presente nel secondo studio), dove l'esemplare risulta un allosauroide non-carcharodontosauride affine a Sinraptor. Purtroppo, gli autori escludono Sauroniops dalla loro analisi dei dati, quindi l'eventualità di un'affinità con il theropode africano (vissuto pochi milioni di anni prima l'esemplare patagonico) non è testata.
Immesso in Megamatrice, l'esemplare patagonico risulta prossimo a Sauroniops, in un clade assieme all'enigmatico Labocania. Questo clade di taxa del Cretacico Superiore con frontali ispessiti è a sua volta nidificato in Tyrannosauroidea, più prossimo a Tyrannosauridae e Megaraptora rispetto che ai Proceratosauridae. 
Se questo risultato fosse confermato, significherebbe che Sauroniops è un tyrannosauroide africano, il primo da questo continente. [Sì, vabbè, ed ha anche l'aspetto dell'Indominkius... ]
Prima di gridare joejohnstonamente all'idea di un tyrannosauroide gigante nel Kem Kem che si scazzotta con Spinosaurus, è meglio ricordare che questi esemplari sono noti solo ed esclusivamente dalle ossa frontali, quindi sono collocati filogeneticamente in base ad un singolo osso, e che molti di questi caratteri del frontale sono omoplastici, condivisi per convergenza tra abelisauridi, carcharodontosauridi e tyrannosauroidi. Ovvero, questo risultato è molto provvisorio proprio a causa del limitato insieme di dati disponibili, e non va considerato definitivo.
Solo ulteriori resti possono confermare o meno questi scenari.

Bibliografia:
Paulina-Carabajal A., Coria RA. (2015) An unusual theropod frontal from the Upper Cretaceous of north Patagonia. Alcheringa DOI: 10.1080/03115518.2015.1042275

02 giugno 2015

The Jurassic World Challenge


Questo blog supporta l'iniziativa Jurassic World Challenge del blog Life in the Time of Chasmosaurs.

Nello specifico, coi soldi del biglietto del film acquisterò della birra. La birra è fondamentale al lavoro dei paleontologi. Io sono un paleontologo, quindi quel denaro sarà speso proficuamente per la ricerca paleontologica.
Se volete partecipare al JWC e offrirmi della birra, contribuirete ad una buona causa!