Come è giusto che sia, Lythronax ha avuto la sua sacrosanta dose di celebrità (basta guardare il trend di presenze online: ho monitorato in modo casuale il numero di citazioni su Google dal momento della pubblicazione).
Molti altri siti e blog hanno parlato del nuovo tyrannosauride, e non penso di dilungarmi a ripetere ciò che potete trovare altrove, in particolare, leggendo direttamente Loewen et al. (2013).
In questo secondo post su Lythronax voglio invece parlare della nuova topologia che l'analisi di Loewen et al. (2013) ha prodotto in Tyrannosauridae.
Prima della pubblicazione di Lythronax, pareva che Tyrannosauridae fosse un'isola felice, al riparo dalla omoplasia imperante in Theropoda. Ma ciò, probabilmente, più per il ridotto numero di analisi alternative pubblicate, piuttosto che per la presenza di un consenso realmente consolidato. L'analisi filogenetica di Loewen et al. (2013, di seguito abbreviata come "LEA") propone una topologia di Tyrannosauridae (e del suo intorno) significativamente differente da quella proposta recentemente da altri autori (ad esempio, Brusatte et al. 2010 e successive espansioni di quel insieme di dati, di seguito abbreviata come "BEA").
Ho comparato direttamente la topologia discussa in LEA con quella BEA usando la matrice di Loewen et al. (2013) che attualmente è la più dettagliata sia come taxa che come caratteri per Tyrannosauroidea. I non-tyrannosauroidi ed i taxa presenti in LEA ma assenti in BEA non sono stati vincolati nella posizione della topologia BEA.
Ho comparato direttamente la topologia discussa in LEA con quella BEA usando la matrice di Loewen et al. (2013) che attualmente è la più dettagliata sia come taxa che come caratteri per Tyrannosauroidea. I non-tyrannosauroidi ed i taxa presenti in LEA ma assenti in BEA non sono stati vincolati nella posizione della topologia BEA.
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| LEA vs BEA |
Notare che la posizione di Lythronax nelle due analisi è la medesima, come sister-taxon di Tyrannosaurinae derivati (freccia arancio): la topologia preferita non incide quindi sull'interpretazione particolare di questo nuovo taxon (inclusa la lunga ghost-line che dobbiamo quindi implicare per Tyrannosaurini). Le differenze più interessanti sono la posizione di Juratyrant e Stokeosaurus (che risultano membri di Proceratosauridae in LEA, ma più derivati in BEA, freccia viola), di Bistahieversor (un Tyrannosaurinae basale in LEA, sister-group di Tyrannosauridae in BEA) e del nodo Alioramus (sister-group di Tyrannosauridae in LEA, un Tyrannosaurinae basale in BEA). In modo molto molto grossolano, Bistahieversor e Alioramus si scambiano i ruoli tra BEA e LEA (freccie rosse)!
BEA risulta 123 steps più lunga di LEA, un risultato che è altamente poco parsimonioso (e veramente inatteso!) e questo significa che le due analisi hanno una profonda differenza nell'interpretazione e codifica dei caratteri (altrimenti non si spiega una differenza così ampia). Pertanto, con i dati di Loewen et al. (2013) l'ipotesi BEA non è ammissibile.
La valutazione dei particolari qualitativi di questa marcata differenza richiede una accurata esplorazione del risultato, a cui mi dedicherò prossimamente. Ad un'osservazione preliminare, tuttavia, si notano alcune possibili cause delle differenze topologiche. Apparentemente, molti caratteri sono vincolati all'ontogenesi, e ciò potrebbe forzare taxa noti da individui immaturi in posizioni più basali di quelle ottenute coi rispettivi semaforonti adulti. Almeno, questa potrebbe essere la spiegazione parziale del meta-comportamento del nodo Alioramus.
E Megamatrice? Cosa risulta in Megamatrice? Di questo, parlerò in futuro...
Ringrazio Mark Loewen per avermi inviato copia dei file nexus della sua analisi per svolgere questi test.
Bibliografia:
Brusatte, S.L.;
Norell, M.A.; Carr, T.D.; Erickson, G.M.; Hutchinson, J.R.; Balanoff,
A.M.; Bever, G.S.; Choiniere, J.N.; Makovicky, P.J.; and Xu, X. (2010). Tyrannosaur paleobiology: new research on ancient exemplar organisms. Science 329 (5998): 1481−1485.
Loewen, M.
A.; Irmis, R. B.; Sertich, J. J. W.; Currie, P. J.; Sampson, S. D.
(2013). Tyrant Dinosaur Evolution Tracks the Rise and Fall of Late
Cretaceous Oceans. In Evans, David C. PLoS ONE 8 (11): e79420.




