(Rough) Translator

17 maggio 2012

Coming Soon: Una nuova filogenesi dei Tetanuri basali!

Rigrazio in anticipo Matt Carrano per avermi inviato una copia di questo lavoro, che mi terrà sicuramente occupato per i prossimi giorni, sopratutto per la mole di informazioni che travaserò in Megamatrice!

T-hermani

Ricordate l'enigmatico pube dal Cretacico Inferiore australiano che potrebbe rappresentare la prima evidenza di Tyrannosauroidi in Australia? In uno studio pubblicato oggi, Benson et al. (2012) lo includono nella serie dei reperti da loro descritti e discussi provenienti dal Cretacico Inferiore dell'Australia meridionale (tutti esemplari isolati di materiale postcraniale e denti, riferibili a Spinosauridae, Neovenatoridae, Maniraptoriformes e, appunto Tyrannosauroidea; oltre al Ceratosauria descritto di recente), e identificano quelli che potrebbero essere ulteriori esemplari di tyrannosauroide australiano. Ciò che rende la loro identificazione interessante è che tali resti aggiuntivi non sono inediti, ma già descritti in passato, oltre che discussi e collocati a più riprese in Coelurosauria, ed hanno un nome: l'olotipo di Timimus hermani.
Benson et al. (2012) osservano che la combinazione di caratteri nel femore che costituisce l'unico esemplare di Timimus escluda la sua collocazione in qualche clade di Maniraptoriformes, dato che il trocantere maggiore è relativamente stretto, il trocantere anteriore distinto dal maggiore tramite un solco profondo, il trocantere accessorio ridotto, il quarto trocantere relativamente sviluppato, la testa (lievemente) proiettata prossimalmente. Tale combinazione si osserva nei tyrannosauroidi, pertanto, affermano Benson et al. (2012), Timimus potrebbe essere un tyrannosauroide basale di struttura gracile. Ovvero, si tratta della stessa interpretazione data al pube australiano. Perciò, anche se i due esemplari non sono associati e non è possibile per ora considerarli conspecifici, l'ipotesi a favore di un tyrannosauroide di taglia ridotta e struttura relativamente gracile nella regione polare australiana del Cretacico Inferiore pare trovare ulteriore supporto. Dato che Benson et al. (2012) considerano Timimus valido e diagnosticabile, tale tyrannosauroide potrebbe avere anche un nome, cosa che non guasta mai...
Un altro esemplare descritto da Benson et al. (2012) che considero molto interessante è una vertebra dorsale che presenta una combinazione unica di caratteri (segno che sia un nuovo taxon, sebbene per ora senza nome) e un mix di caratteri alvarezsauridi (ampio canale neurale, centro allungato, centro molto compresso ventralmente, proiezioni posterolaterali dell'arco neurale e iposfene formato da due lamine convergenti connesse alla base; questi due ultimi caratteri presenti in Patagonykus), che potrebbe costituire il primo alvarezsauroide australiano.

Bibliografia:
Benson, R.B.J., Rich, T.H., Vickers-Rich, P. & Hal,l M, (2012) Theropod Fauna from Southern Australia Indicates High Polar Diversity and Climate-Driven Dinosaur Provinciality. PLoS ONE 7(5): e37122. doi:10.1371/journal.pone.0037122

16 maggio 2012

Yurgovuchia e l'evoluzione della coda "ranforincoide" dei dromaeosauridi

Il membro Yellow Cat della Formazione Cedar Mountain, del Cretacico Inferiore degli Usa occidentali, è particolarmente ricco di theropodi. Abbiamo un grande tetanuro affine ad Acrocanthosaurus, il coelurosauro basale Nedcolbertia, abbondanti resti del therizinosauro Falcarius, il troodontide Geminiraptor ed il grande dromaeosauride Utahraptor.
Senter et al. (2012) aggiungono altri due dromaeosauridi alla fauna. 
Il primo, basato su una serie vertebrale ed un pube frammentario, è diagnostico e battezzato Yurgovuchia doellingi. Questo nuovo dromaeosauride di taglia media presenta una combinazione di caratteri unica ed una serie di sinapomorfie con il clade di dromaeosaurini derivati come Achillobator e Utahraptor. In particolare, le vertebre caudali presentano un grado di allungamento delle prezigapofisi intermedio tra la condizione plesiomorfica paraviana (presente in troodontidi e unenlagiini) e l'estremo allungamento di Microraptoria e di vari Eudromaeosauria (con l'eccezione di Achillobator e Utahraptor), detto "caudotheca", e curiosamente simile alla condizione in alcuni pterosauri di grado ranforincoide. Qual'è il significato evolutivo e funzionale di questa condizione intermedia tra code "classiche" e caudothecae (detto "emicaudotheca")? 
Qui è interessante fare un paragone con il modo di ragionare tipico degli evoluzionisti pre-cladisti: lo scenario adattativo. In una vecchia logica adattazionista, siccome la condizione estrema di allungamento delle zigapofisi caudali (come in Velociraptor e Microraptor) genera una coda molto più rigida della condizione primitiva (nei non-dromaeosauridi), si ipotizzerebbe una tendenza evolutiva verso code più rigide, probabilmente selezionate per una funzione stabilizzatrice del moto, con Utahraptor e Yurgovuchia a rappresentare uno stadio intermedio di questa tendenza filetica verso code sempre più rigide. Ovvero, secondo un ragionamento classico, Utahraptor, con la sua coda emicaudotheca, sarebbe uno stadio intermedio, transizionale, verso un maggiore adattamento dato da code molto rigide. 
Questo scenario è contraddetto dall'analisi di tutti i caratteri e della loro distribuzione in tutti i coelurosauri.
Utahraptor e gli altri dromaeosauridi emicaudotheca formano infatti un clade i cui successivi parenti sono tutti portatori di caudotheca (partendo dai più prossimi: Deinonychus, Velociraptorinae, Microraptoria).
Ovvero, la condizione di emicaudotheca in questi dromaeosauridi non è una fase intermedia verso la condizione caudotheca, bensì una modificazione derivata di questa ultima. La più probabile spiegazione di tutti i dati (non solo della sola condizione della coda presa a paradigma di una serie filetica) è che quindi la riduzione della caudotheca, permettendo code relativamente meno rigide, abbia permesso le modificazioni anatomiche necessarie per l'aumento di dimensioni in un dromaeosauride.
Lo scenario di Senter et al. (2012) è confermato da Megamatrice.
Consenso ridotto stretto degli alberi più corti dopo lo sfrondamento dei taxa jolly dal risultato. Le relazioni tra i Dromaeosaurinae sono identiche a quelle nel consenso stretto. Notare che i taxa con emicaudotheca sono nidificati dentro una serie pettinata di taxa con caudotheca, avvalorando l'ipotesi che la prima condizione sia derivata dalla seconda, e non viceversa.

Il secondo dromaeosauride identificato, basato solo su un radio ed un pube, è comunque morfologicamente distinto da Yurgovuchia, e mostra affinità velociraptorine.

Bibliografia:
Senter, P., Kirkland, J.I., DeBlieux, D.D., Madsen, S. & Toth, N. (2012) New Dromaeosaurids (Dinosauria: Theropoda) from the Lower Cretaceous of Utah, and the Evolution of the Dromaeosaurid Tail. PLoS ONE 7(5): e36790. doi:10.1371/journal.pone.0036790

I Libri di Theropoda: Volume Speciale

Sto preparando un nuovo volume in EBook per la collana Kindle di Amazon.
Nel frattempo, per coloro che non avessero acquistato i precendenti volumi, è disponibile un volume speciale che raccoglie i due precedenti volumi, più alcuni aggiornamenti alla luce delle nuovissime scoperte di questo anno, ad un prezzo inferiore della somma dei due volumi presi separatamente.
Si tratta di un'edizione limitata nel tempo, che terminerà con l'uscita del nuovo volume.
Se siete interessati, non fatevi sfuggire l'occasione!

15 maggio 2012

Una bizzarra ed improvvisa sindrome alla pelle

Vi racconto la storia di una signora che conosco da tempo. Per non rivelare il suo vero nome, la chiamerò Gaia. La signora Gaia oggi ha 50 anni. Terza di otto fratelli, Gaia ha passato una vita molto varia. La sua infanzia fu molto burrascosa, perché la sua famiglia, nel periodo in cui ella ed i fratelli nacquero, stava costruendo casa, e non è semplice gestire tutte quelle cose, sopratutto se la famiglia è giovane e si hanno tanti figli. A quei tempi si faceva così, e non ci si preoccupava delle ristrettezza economiche o degli effetti di procreare in modo ripetuto e frequente.
All'età di 13 anni, a Gaia fu diagnosticata una rara sindrome alla pelle. Questa sindrome ha alcuni effetti sul suo aspetto esteriore, ma non ha mai inciso sulla sua salute fisica. Ad alcuni dei suoi fratelli, la bizzarra colorazione della pelle della sorella ha sicuramente generato battute o ironia, ma niente di più. La famiglia di Gaia è piuttosto allargata, e negli anni i vari fratelli hanno limitato i reciproci contatti, sebbene questi avvengano piuttosto regolari, per quanto distanziati. Pertanto, Gaia non ha mai risentito molto dell'ironia dei fratelli, sopratutto quelli della sorella maggiore, che è sempre stata considerata la più bella della famiglia.
Fino all'età di 43 anni, comunque, la bizzarra sindrome di Gaia non le ha dato particolari problemi, dato che era sopratutto a livello del derma, e non si manifestava significativamente sull'epidermide. Da quell'anno, tuttavia, la sindrome sulla pelle di Gaia ha iniziato a farsi sempre più evidente, al punto che in più punti, in modi sovente improvvisi, la sua pelle ha cambiato tonalità, in modi ed estensioni che hanno non poco messo in imbarazzo una donna della sua età. Paradossalmente, questo "difetto" fisico pare aver dato a Gaia un aspetto più fresco e vitale rispetto ai fratelli. La vecchia madre, non a caso, ha sempre dedicato a questa figlia così strana e in parte sfortunata buona parte delle sue cure e attenzioni.
A parte queste bizzarre ed insolite manifestazioni cutanee, la strana sindrome della pelle di Gaia non le ha mai dato particolari problemi, ed ella ha imparato con gli anni a convivere con la sua condizione così eccentrica. Ne ha persino tratto una lezione sul senso della vita. Almeno fino a ieri.
Ho saputo che circa una ventina di ore fa, uno strano neo, dapprima piccolo e marginale, si è formato sul fianco sinistro della signora Gaia. Dapprima il fianco e la gamba, poi buona parte della schiena, in poche ore questo neo è prolificato con una rapidità allarmante. Gaia si è immediatamente recata dal dermatologo, che la segue da anni, il quale, in pochi minuti, non ha potuto fare altro che constatare che si tratta di una mutazione cellulare, di cui non è nota l'origine e l'entità. Da un paio di minuti, tutto il corpo della signora Gaia è ricoperto da questi nei. Se ne contavano a milioni solo un minuto fa, ora sono 7 miliardi. Questa rapidissima patologia cutanea, molto rara, al punto che se ne contano pochi casi nella storia, ha un nome: antropizzazione. Gaia è affetta da una brutta malattia, che da alcuni secondi le sta provocando una febbre improvvisa. Il numero dei nei potrebbe salire, e con essi la febbre. Il medico dice che la febbre stessa potrebbe alterare la biochimica della pelle e fermare la crescita dei nei.  In alternativa, una cura molto drastica ed una serie di interventi potranno estirpare in modo rapido questi insoliti nei. Ma si tratta di una cura costosa, a tratti dolorosa.
La cosa rassicurante è che questa malattia non è maligna per Gaia. La notizia negativa è che, comunque andrà, il suo bel viso conserverà per qualche giorno le cicatrici dell'anomala malattia.

Questa storia, che spero abbiate riconosciuto come una metafora della storia della Terra (Gaia), illustra cosa siamo noi e la nostra specie per la Terra: una bizzarra e passeggera malattia della pelle, un episodio effimero se visto nella vita di una donna, che non potrà mai uccidere il corpo di Gaia, ma potrebbe deturpare il suo aspetto, forse profondamente ma solo per qualche giorno.
Gaia ha ancora molti decenni davanti a sé, e sicuramente saprà superare questa brutta esperienza, di cui, forse, alla fine non ricorderà nemmeno i dettagli.