25 maggio 2021

L'uso delle GIF animate nella divulgazione paleontologica


 Guardate la foto qui sopra. Essa mostra il dettaglio di un fossile.

Cosa identificare dalla foto? Quali elementi anatomici sono riconoscibili, e cosa invece appare poco chiaro, quando non ambiguo?

Ora, guardate la stessa immagine, ma come parte di una sequenza animata in formato GIF:


La GIF, realizzata da più foto del medesimo oggetto scattate mantenendo la camera fissa e cambiando la posizione della sorgente di luce, permette di apprezzare la tridimensionalità del fossile, e ci aiuta a riconoscere meglio vari elementi dell'esemplare che nella foto originale non sono visibili.

In paleontologia (ed in altre scienze sia geologiche che biologiche), sono comuni delle tecniche di visualizzazione tridimensionale, come le stereofotografie. Molti articoli includono stereofoto del materiale, e questo aiuta il lettore a visionare il reperto descritto. Tuttavia, spesso le stereofoto sono difficili da realizzare, e non tutti riescono a servirsene, ad esempio se hanno problemi di vista che compromettono la messa a fuoco ravvicinata.



Ad esempio, a me risulta facile ed intuitivo visualizzare la tridimensionalità di questa stereofotografia dell'olotipo di Angaturama limai (probabile sinonimo di Irritator challengeri) (tratta da Kellner e Campos, 1996), ma so che non tutti riescono a usare questa immagine per visualizzare il volume del fossile.

Dato che le GIF animate come quella qui sopra sono relativamente facili da realizzare (basta avere una macchina fotografica digitale e un faretto da posizionare in punti diversi della medesima inquadratura), l'uso delle GIF potrebbe essere un ulteriore strumento per la visualizzazione e divulgazione dei fossili.

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