(Rough) Translator

12 maggio 2013

Tyrannosaurus aveva un cuore?

Questo post nasce da alcune riflessioni indotte da una conversazione con Mark Wildman sul suo blog.
No, non sto per parlare di buoni sentimenti: il "cuore" del titolo non è una metafora della compassione, ma si riferisce letteralmente al muscolo cardiaco. E se pensate che la domanda sia "stupida", vi suggerisco di riflettere su altre domande ugualmente "stupide" che nondimeno pare pervadano le discussioni sui dinosauri. Oppure, di proseguire con la lettura del post.

09 maggio 2013

Wulatelong

Continua la carrellata di nuovi oviraptorosauri! 
Xu et al. (2013) descrivono un oviraptoride dal Cretacico Superiore della Mongolia Interna (Cina) ed istituiscono Wulatelong gobiensis. L'olotipo consiste in uno scheletro parziale e semiarticolato, che comprende il cranio, la colonna dorsale, parte dei cinti e degli arti, tra cui una gamba quasi completa.
Il cranio di Wulatelong presenta numerose sinapomorfie di Oviraptoridae, e, nel grado di allungamento del rostro, e nella posizione della finestra mandibolare esterna, pare una forma relativamente basale.
La mano non presenta le specializzazioni tipiche degli 'ingeniini', il bacino ricorda gli oviraptorosauri non oviraptoridi nello sviluppo dei peduncoli iliaci, il femore presenta un trocantere posteriore come Avimimus, ed il piede è subarctometatarsale. Il secondo dito del piede è preservato in iper-estensione: siccome il piede non mostra segni di disarticolazione, ritengo che questa condizione non sia un artefatto tafonomico ma rispecchi una effettiva postura in vita. Anche se l'iper-estensione è spesso considerata esclusiva dei deinonychosauri, Senter (2009) ha mostrato che anche in altri theropodi è possibile un grado di estensione del secondo dito comparabile a quella osservata nell'olotipo di Wulatelong, nonostante che tutti questi taxa non presentino le specializzazioni ossee dei deinonychosauri: ciò può indicare che l'iper-estensione dei paraviani sia una modifica - a livello osseo - di una condizione pre-esistente in molti theropodi ma basata solo su legamenti e muscoli.
Gli autori notano che Wulatelong presenta una morfologia relativamente plesiomorfica per un Oviraptoridae, ma non includono questo taxon in un'analisi filogenetica. 
Immeso in Megamatrice, Wulatelong ha rivoluzionato le relazioni tra gli oviraptoridi: esso risulta un Oviraptorinae basale, più derivato di Oviraptor ma esterno al sottoclade comprendente gli altri oviraptorini. Oviraptorinae risulta ora un clade specioso, con una serie di forme basali (tra cui Wulatelong) e due linee derivate, una che include Rinchenia e Nemegtomaia, l'altra Citipati e l'eterno senza nome IGN 100/42. Risultato molto curioso, un oviraptorosauro nordamericano, che per ora non menziono, risulta un Oviraptorinae molto derivato...
Se questa topologia sarà confermata da studi futuri, il marcato accorciamento del rostro che caratterizza gli 'ingeniini' e gli oviraptorini derivati (ed assente in Oviraptor e Wulatelong) risulterebbe frutto di  convergenza.

Bibliografia:
Senter, P. 2009. Pedal function in deinonychosaurs (Dinosauria: Theropoda): A comparative study. Bulletin of the Gunma Museum of Natural History 13:1-14.
Xu Xing, Tan Qing-Wei, Wang Shuo, Corwin Sullivan, David W. E. Hone, Han Feng-Lu, Ma Qing-Yu, Tan Lin and Xiao Dong (2013). A new oviraptorid from the Upper Cretaceous of Nei Mongol, China, and its stratigraphic implications. Vertebrata PalAsiatica 51 (2): 85–101.

08 maggio 2013

Jack Horner a Monza (Dinosauri in Carne e Ossa) e Parma (APPI)... a Jurassic Park 4!


“É sempre un piacere mangiare una pizza con voi, ragazzi!” 
Jack Horner, 07 Maggio 2013

J. Horner al termine della conferenza di Parma (foto di A. Chiarenza)

Ieri, sono stato a Parma per partecipare alla conferenza organizzata dall'APPI nella quale Jack Horner ha parlato dei suoi studi su Triceratops, relativi alla ontogenesi, morfologia e possibili funzioni delle elaborate ornamentazioni tipiche del cranio dei ceratopsidi. Il giorno precedente, Jack era stato a Milano per un'altra conferenza, e non ha mancato di visitare la mostra di Dinosauri in Carne e Ossa, attualmente a Monza.
Rivedere Jack è sempre un'occasione speciale per tutti noi, ed è un vero piacere ascoltare i suoi interventi, che ormai sono diventati delle vere e proprie 'tradizioni' della nostra associazione paleontologica, di cui Horner è Presidente Onorario fin dalla fondazione. 

Dopo la conferenza, come da tradizione, la serata è continuata a cena, nella quale ho cercato, invano, di estorcere a Jack una lista delle specie di dinosauro che vedremo in Jurassic Park IV, di cui è consulente scientifico. Invano, dato che Jack è un osso duro (più del cranio di un Triceratops, stando alle sue ricerche...) e non ha ceduto alle nostre sofisticate tecniche di persuasione, a parte alludere ad un fantomatico nuovo "scary clawed and toothed" dinosaur. Pazienza, dovremo aspettare l'uscita del film.
Tuttavia, Jack ha menzionato un piccolo, ma non marginale, dettaglio sui dinosauri del prossimo film, dato che ha confermato (smentendo tutta la montagna di non ben specificati rumors che negli ultimi tempi aveva alimentato una nerd-polemica in rete) che in Jurassic Park IV vedremo dei dinosauri PIUMATI!

Un saluto a Jack, che spero di rivedere il prossimo anno ancora in Italia, e ringrazio Alessandro Carpana e i ragazzi dell'APPI per questa ennesima grande giornata di paleo-amicizia.


03 maggio 2013

Aorun zhaoi: un nuovo coelurosauro giurassico

Choiniere et al. (2013) descrivono un nuovo coelurosauro dall'inizio del Giurassico Superiore della Cina, ed istituiscono Aorun zhaoi. L'olotipo ed unico esemplare di Aorun è relativamente completo ed articolato. Analisi istologiche indicano che l'individuò morì prima del compimento del primo anno di vita, ed è considerato come giovanile. Come gli autori rimarcano, la giovane età dell'olotipo può costituire un problema per la diagnosi della specie, dato che è possibile che alcuni dei caratteri diagnostici dell'esemplare siano condizioni transitorie della fase giovanile e non essere presenti nell'adulto, che, pertanto, non potrebbe mai essere attribuito alla stessa specie dell'olotipo. Aorun è diagnosticato da una combinazione di caratteri unica, che include la forma e dimensione della finestra mascellare (che ricorda la condizione in Monolophosaurus), la dimensione dei denti (carattere giovanile?), l'estensione dei denticoli lungo la serie dei denti (carattere giovanile?), la condizione moderatemente opistocelica delle cervicali (carattere giovanile?), la mano con un primo dito prominente associato a due dita con ridotti ungueali poco incurvati (come negli alvarezsauroidi), e la forma, estensione e relazione tra la tibia e l'astragalo (simile a Coelurus e Tugulusaurus).
Gli autori immettono Aorun in una analisi filogenetica dei theropodi, ed eseguono due test: nel primo, l'esemplare è codificato senza considerare lo stato ontogenetico delle condizioni presenti, nel secondo, codificando i caratteri plesiomorfici che potrebbero essere solamente manifestazione dello stadio ontogenetico giovanile come indeterminati (metodo che seguo in Megamatrice e che ho discusso per Sciurumimus). In entrambe le analisi, Aorun risulta come coelurosauro basale. Nella prima analisi, esso risulta il più basale sulla linea comprendente tutti i taxa più prossimi a Maniraptoriformes rispetto a Tyrannosauroidea, nella seconda risulta un Coeluridae, e questo clade risulta alla base di Maniraptora.
Posizione di Aorun in Dinosauromorpha in base a Megamatrice (Adams Consensus). L'area dei triangoli è proporzionale al numero di taxa inclusi nei corrispondenti terminali sopragenerici (collassati per brevità).

Megamatrice colloca Aorun relativamente basale in Coelurosauria, parte di una serie parafiletica che conduce a Tyrannoraptora. 
Aldilà delle differenze, e rimarcando che la scoperte di esemplari adulti potrebbe spostare queste posizioni, tutte le analisi concordano nell'interpretare Aorun parte della prima diversificazione di Coelurosauria, in accordo con la sua età Calloviano-Oxfordiana.

Nota tecnica: nella descrizione morfologica (e nelle codifiche dei caratteri) della mano gli autori si rifanno all'ipotesi dedotta da considerazioni su Limusaurus (ovvero, che la mano tridattila tetanura sia formata da II-III-IV), che io non condivido (seguendo l'omologia classica: I-II-III).

Bibliografia:
Choiniere JN, Clark JM, Forster CM, Norell MA, Eberth DA, Erickson GM, Chu H, Xu X (2013). A juvenile specimen of a new coelurosaur (Dinosauria: Theropoda) from the Middle–Late Jurassic Shishugou Formation of Xinjiang, People’s Republic of China. Journal of Systematic Palaeontology. online. doi:10.1080/14772019.2013.781067

Test sulla significatività di Protoavis per l'origine degli uccelli

La grande maggioranza degli studiosi tende a considerare Protoavis come una chimera di resti di drepanosauridi e dinosauromorfi mescolati. Ma, cosa accadrebbe se Protoavis fosse invece un genere valido?
Uno dei concetti più importanti che ho più volte sostenuto in questo blog è che le specie, ed in particolare quelle estinte (e delle quali non esiste documentazione diretta della loro esistenza vivente) non sono "entità ontologiche" bensì "ipotesi scientifiche". La validità e robustezza di un'ipotesi è quindi il "grado di ontologia" di una specie paleontologica, definita secondo gli attuali criteri della sistematica. "Tyrannosaurus rex" è un'ipotesi valida e robusta non perché "65 milioni di anni fa vivevano i tyrannosauri" (affermazione che nessuno di noi può verificare in alcun modo), bensì perché tale ipotesi (articolata nell'affermazione che 65 milioni di anni fa esisteva una specie biologica a cui diamo il nome di Tyrannosaurus rex e diagnosticabile da una serie di caratteristiche osteologiche) è la migliore spiegazione razionale dell'esistenza attuale di strutture geologiche chiamate "fossili di Tyrannosaurus rex". 
Non tutte le ipotesi sistematiche e tassonomiche hanno lo stesso grado di validità e robustezza, ed alcune sono molto controverse proprio perché il rapporto tra conseguenze derivanti dalla loro validità e basi a sostegno della loro validità è molto sbilanciato. Tra queste specie controverse, un posto importante spetta a Protoavis texensis, istituito da Chatterjee (1991) sulla base dei resti disarticolati di rettili dal Triassico Superiore del Texas. Non è mio interesse discutere qui sulle varie interpretazioni dell'esemplare. La maggioranza dei ricercatori considera l'ipotesi Protoavis così come definita da Chatterjee come non valida, in quanto basata su una chimera comprendente materiale di differenti taxa simpatrici noti dal Triassico Superiore del Texas (in particolare, Dinosauromorpha e Drepanosauridae). Chatterjee (1998) in una replica a tutte le obiezioni alla validità di Protoavis, nega lo status chimerico dell'associazione dei resti e riconferma che il taxon, oltre che essere valido, sia un membro della linea aviale. La prima obiezione che porto all'interpretazione filetica di Chatterjee (1998) è che l'analisi da lui presentata impone a priori Protoavis (assunto come valido e non chimerico) dentro Avialae, dato che utilizza come insieme dei taxa analizzati solamente dei maniraptori derivati e Velociraptor come gruppo esterno. Ovvero, con una simile analisi, è tautologico che Protoavis risulti in Avialae.
Ma cosa accade ad accettare, sì come valida, l'ipotesi Protoavis, ma a testarla non solo in Avialae, bensì in Dinosauromorpha? Siamo così sicuri che Protoavis risulterà un membro di Avialae, che è la conseguenza più importante e radicale dell'ipotesi di Chatterjee (1991)?
Ho quindi immesso Protoavis in Megamatrice (codificato prestando fede meno alla descrizione di Chatterjee 1991 e più ed alle foto di Chatterjee 1998), per vedere cosa accade...