19 maggio 2013

IT is the magic word



Non tutti sono in grado di capire perché la ricostruzione del cranio di Spinosaurus sia differente da quella di Tyrannosaurus. E tale incomprensione non deriva da deficit cognitivi o tare genetiche, ma, semplicemente, da una sommatoria di simboli, una grande sommatoria di molti simboli: molti più di quelli necessari a capire il funzionamento di un programma di fotoritocco per giocare con qualche silhouette di ricostruzione scheletrica.
Non ho dubbi che esista una gamma continua di esemplari della specie Homo sapiens che colma, quasi permea, il divario cognitivo tra la totale assenza di concetti paleontologici e le più elavate vette della mia amata disciplina. Ma, immaginiamo di essere degli ottusi pensatori vincolati a ferree categorie dicotomiche, e di voler separare con uno spartiacque questa gamma di individui in due gruppi, da un lato, quelli che non sanno cosa sia la paleontologia e sono incapaci di formulare asserzioni paleontologicamente valide, e dall'altro lato quelli in grado di formulare tali asserzioni. Quale criterio potrebbe stabilire per tale spartiacque?
Ho riflettuto a lungo, e basandomi sull'esperienza maturata in questi anni di conversazioni con le persone più disparate, dai ragazzini fissati con la tassonomia fino a personaggi come Jack Horner, o dai sensibili artisti professionisti dalla profonda percezione della filosofia naturale fino agli iper-cafoni più tamarri, ed ho concluso che tale spartiacque è il seguente:

Il concetto di INTERPRETAZIONE TAFONOMICA (IT).
Se comprendi il significato di IT, e quindi sei in grado di applicare la tafonomia ai problemi ed i contesti paleontologici, allora sei parte della metà capace di formulare asserzioni paleontologicamente valide. Sia chiaro, io non discrimino le persone secondo tale criterio, ma esso è nondimeno valido, al pari della patente di guida. Ciò non significa che chi capisce IT sia in grado di fare sempre affermazioni corrette, falsificabili o plausibili (così come non tutti coloro che hanno la patente sono dei Michael Schumacher) ma nondimeno, se disponi di IT hai nella tua mente la chiara distinzione tra PALEONTOLOGIA e NON-PALEONTOLOGIA. Ed ho notato che, regolare e quasi matematico, il concetto di IT separa chi fa affermazioni paleontologicamente sensate da non-sensate.
Quindi, se sei un appassionato che vuole "diventare paleontologo", per prima cosa devi capire il significato, il senso profondo di IT, devi imparare a "vedere" i fossili tramite IT.

PS: l'immagine che apre il post è solo uno specchietto per le allodole. E so che ha funzionato.

2 commenti:

  1. Questo post mi ha incuriosito e pensavo che spiegassi più diffusamente IT.
    So che la tafonomia si occupa di tutto quello che è capitato all'animale dalla morte al seppellimento. E' posso capirne l'utilità per alcuni casi. Per esempio, nelle chimere. Ma non sono nient'altro.
    Per caso spiegherai in futuro cosa significa IT?

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    Risposte
    1. La paleontologia è l'intersezione della biologia e della geologia. Studia oggetti "nati" in un contesto biologico ma "diventati" oggetti geologici. Pertanto, occorre comprendere come e perché il biologico sia diventato geologico.
      IT, in breve, è l'aver acquisito sufficiente conoscenze ed esperienza di questioni paleontologiche per saper discriminare ciò che è biologico da ciò che è geologico in un fossile. Senza IT non si è dei paleontologi: forse si è dei biologi che si illudono di aver a che fare con animali morti, o dei geologi che pensano di aver davanti delle rocce un po' diverse dalle altre. O peggio, non si è nessuno dei due...

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