30 novembre 2011

Veterupristisaurus milneri, a Jurassic Carcharodontosaurid from Tanzania!

Ho parlato di alcuni theropodi frammentari ed enigmatici dal Giurassico Superiore della Formazione Tendaguru in passato. Da tempo speravo che le ricche collezioni di theropodi da Tendaguru fossero revisionate dopo 80 anni dalla prima descrizione, e così è stato.
Rauhut (2011) compie un'ampia rianalisi dei theropodi da Tendaguru, conferma che i taxa istituiti da Janensch e colleghi all'inizio del XX secolo, ad eccezione di Elaphrosaurus, sono nomina dubia.
Non tutti i theropodi della Formazione sono coevi, dato che essa comprende almeno 3 membri con theropodi, distribuiti tra l'Oxfordiano ed il Titoniano superiore. Buona parte degli esemplari è costituita da ossa isolate, quindi a parte Elaphrosaurus non è possibile avere un'idea dettagliata di questi theropodi, a parte una classificazione generale.
Rauhut (2011) identifica nel membro inferiore due grandi theropodi di incerta affinità, nel membro medio, oltre a Elaphrosaurus, un piccolo abelisauroide, un probabile ceratosauride di taglia medio-grande, un possibile neoceratosauro abelisauride, un piccolo tetanuro basale, un possibile megalosauroide ed un taxon di grande taglia basato su alcune vertebre caudali, le quali sono diagnostiche per la presenza di laminazioni accessorie dell'arco neurale uniche in Theropoda. La combinazione di caratteri e la condivisione di una presunta autapomorfia di Acrocanthosaurus indicano che questo theropode è un Carcharodontosauridae, il più antico al mondo, a cui Rauhut (2011) dà il nome di Veterupristisaurus milneri (il vecchio rettile-squalo di Angela Milner). (L'amico Brad McFeeters nota che l'etimologia corretta dovrebbe essere "milnerae"). Nel membro superiore sono identificati un piccolo abelisauroide, un grande tetanuro gracile, un possibile abelisauride e un possibile carcharodontosauride. Può essere che alcuni taxa siano presenti in più di un membro, ma data la frammentarietà non è possibile stabilirlo. 
In conclusione, la revisione dei theropodi di Tendaguru dimostra una fauna in buona parte ancora sconosciuta e non direttamente collegabile alle faune coeve del Laurasia. Ciò suggerisce che le storie dei due supercontinenti sono state distinte da ben prima del Giurassico Superiore.
Ringrazio Jarry Harris per avermi inviato una copia di Rauhut (2011).


Bibliografia:
Rauhut OWM 2011. Theropod Dinosaurs from the Upper Jurassic of Tendaguru (Tanzania). Special Papers in Palaeontology, 86, 195–239.

29 novembre 2011

L'Evoluzione della Forma del Cranio nei Theropodi

Marcatori dei confini tra aree del cranio in Monolophosaurus (da Brusatte et al. in press).


Brusatte et al. (in press) pubblicano uno studio nel quale determinano quantitativamente l'evoluzione della forma del cranio nei theropodi mesozoici. 
Lo studio si avvale della geometria morfometrica e di metodi matematici quali l'analisi delle componenti principali. Utilizzando i crani di theropodi più completi in un campione di 36 taxa, gli autori li hanno convertiti in insiemi di marcatori geometrici, qui sopra illustrati con Monolophosaurus.
Lo scopo dello studio era determinare se le variazioni nella forma dei theropodi sono legate più a motivi funzionali (adattamento) o a vincoli storici (filogenesi).
Sovraimposizione della filogenesi di Theropoda allo spazio morfologico. Notare la posizione estrema degli oviraptorosauri, l'area degli ipercarnivori di grande taglia e quella dei maniraptoriformi non-ipercarnivori. Da Brusatte et al. (in press).

I risultati mostrano che i taxa non-ipercarnivori occupano aree del morfospazio distinte da quelle degli ipercarnivori; che diverse linee di theropodi predatori giganti convergono in una stessa area, e che il clade pià estremo rispetto alla condizione primitiva è Oviraptorosauria. La funzione del morso (velocità e potenza del morso) non incide sulla distribuzione dei taxa, i quali invece paiono distribuirsi sopratutto vincolati dalla filogenesi. 
Questo risultato è incoraggiante per chi, come me, studia in modo estensivo la filogenesi theropode: l'omoplasia funzionale, se affrontata in modo dettagliato, non inciderebbe sull'analisi filogenetica.
Ringrazio Steve Brusatte per avermi inviato una copia del suo studio.

Bibliografia:
Brusatte, S.L., M. Sakamoto, S. Montanari, & W.E.H. Harcourt Smith. In press. The evolution of cranial form and function in theropod dinosaurs: insights from geometric morphometrics. Journal of Evolutionary Biology.