05 aprile 2010

Billy e il Clonesauro: Guida Paleontologica ad una visione consapevole- Terza Parte: _"Velociraptor" anthirropus_

Mentre la discussione sulla paternità paleontologica del Tyrannosaurus protagonista di Billy e il Clonesauro è relativamente semplice, essendo incentrata sull'opera di un singolo ricercatore (Paul), il secondo animale più importante del film è molto più complesso, essendo figlio di più padri. Oggi parlerò di Velociraptor, l'animale più stravolto e fuorviato della intera trilogia di Billy e il Clonesauro (non so se sapete, ma il film ebbe due sequel: Il Clone Perduto, e Billy e il Clonesauro III).
Alcuni dei temi di questo post sono già stati affrontati altrove, e saranno citati brevemente, altri invece sono meno noti e poco discussi.

Il primo disguido fuorviante di questo animale è già nel nome stesso. Se noterete, l'animale è chiamato "Velociraptor" anthirropus. Ora, se avete un po' di dimestichezza con la tassonomia theropode, riconoscerete nel nome della specie un altro genere, e non Velociraptor (la cui specie-tipo è V. mongoliensis): Deinonychus, la cui specie-tipo è proprio D. anthirropus. La spiegazione di questo apparente errore tassonomico è identificabile nel romanzo di Skinner, che si rifà esplicitamente alla tassonomia dei theropodi usata da Paul (1988). Paul (1988), a differenza di sue recenti revisioni tassonomiche, al tempo del suo famoso libro (1988) era portato ad accorpare le specie strettamente imparentate appartenenti a generi distinti in un genere solo (quello creato prima, in base al principio di priorità tra sinonimi). Dato che egli riteneva Deinonychus strettamente imparentato con Velociraptor rispetto a Dromaeosaurus, sinonimizzò D. anthirropus in V. anthirropus. Questo fatto spiega perché, anche ai meno esperti in theropodi, il "Velociraptor" di Billy e il Clonesauro appaia "sovradimensionato" rispetto alla dimensione adulta di Velociraptor: perché in realtà, esso è basato su Deinonychus. La fantomatica storia di Utahraptor come base per l'animale nel film è un mito post-moderno, che non ha fondamento (vedere discussione di Leo Ambasciano sul tema): Utahraptor è stato istituito nel 1993, e non può aver influenzato la produzione cinematografica (avvenuta precedentemente).
Risolta la questione tassonomica, quali paleontologi e paleoartisti hanno ispirato l'aspetto ed il comportamento mostrato nel film dai "Velociraptor"?
L'aspetto muscolo-scheletrico è ancora molto influenzato dallo stesso Paul, tranne che per un dettaglio che discuterò dopo. Per ora, basta osservare che alcune interpretazioni generali oggi superate già discusse per Tyrannosaurus sono presenti anche in "Velociraptor": la presenza di labbra relativamente mobili, e la pronazione delle mani. Una prova della preponderante influenza di Paul nell'animale è dimostrata anche dal confronto tra l'aspetto della testa e del collo nel "Velociraptor" del film e l'iconografia "ufficiale" di Deinonychus prima del film, dovuta alla primissima illustrazione dell'animale, quella di Bakker in Ostrom (1969). La versione bakkeriana "originaria" mostrava una testa triangolare ed un collo con una vistosa espansione cutanea ventrale alla gola, mentre la versione, quella del film, ha una testa rettangolare più allungata e un collo privo di espansioni golari. Questa seconda versione è proprio quella di Paul (1988).
Un altro aspetto esaltato nel film, e spesso assunto in modo acritico da molti, è la presunta capacità cursoria di "Velociraptor": come ho spiegato qui, esso non era adatto a correre velocemente come altri theropodi, e sicuramente non era capace di andare veloce come uno struzzo.
Tuttavia, ed è estremamente interessante questo fatto, l'aspetto più importante dell'animale del film NON è stato basato su Paul (1988). Parlo della pelle. Anche se la maggioranza dei miei lettori può essere convinta che nel 1993, anno di uscita di Billy e il Clonesauro, nessuno avesse mai ipotizzato la presenza del piumaggio in dinosauri come "Velociraptor"/Deinonychus, in realtà, almeno due autori avevano presentato delle ricostruzioni di questi animali come piumati. Paradossalmente, essi sono proprio due dei paleontologi ispiratori degli animali nel film: Bakker e Paul. Bakker illustrò un possibile Deinonychus piumato nel suo libro (Bakker, 1986), mentre Paul illustra tutti i "Velociraptor" del suo libro (1988) come ricoperti da una forma di piumaggio (vedi tavola sotto). Il fatto che questi concetti non siano stati usati per il film è davvero bizzarro, dato che Paul (1988) fu l'ispirazione base dell'aspetto muscolo-scheletrico di questi animali. Invece, la pelle di questi animali nel film fu tratta direttamente dalle ricostruzioni di Czerkas (1987-1989, la cui storia fino alla recente "piumatizzazione" è visibile qui), nelle quali l'animale mostra una pelle "rettiliana-elodermatica" formata da tubercoli  dermici. Ironia della paleontologia: la ricostruzione di Czerkas fu seguita per la pelle (sbagliata) ma fu scartata per le mani (correte nel non pronare), mentre l'esatto contrario fu seguito con la ricostruzione di Paul: mano scorretta (che fu seguita) e pelle corretta (che fu scartata). Seconda ironia della paleontologia: nonostante che, probabilmente, le ricostruzioni piumate di Bakker e Paul furono probabilmente scartate perché ritenute troppo "ardite", esse sono invece molto modeste rispetto alla realtà dei fatti, come dimostrano i fossili di deinonychosauri scoperti con tracce di penne, come Microraptor, Anchiornis, le papille ulnari di Velociraptor e Rahonavis, e la recente scoperta di una mensola laterale sulla prima falange del secondo dito della mano di Deinonychus (Parsons & Parsons, 2009), che è omologa alla mensola che negli uccelli funge da base di ancoraggio delle penne primarie della mano (e che dimostra che Deinonychus aveva penne sulla mani). 
Aldilà delle interpretazioni anatomiche, ciò che è più diseducativo di  questo film (se viene letto in modo letterale come "paleontologicamente corretto"... cosa che per molti spettatori avviene automaticamente, data la "realistica" rappresentazione delle scene e degli animali), e che si ripercuote sulla scarsa scientificità con cui spesso viene discussa la paleobiologia dei Dromaeosauridi, è la controversa etologia che il film propone per questo animale. Nonostante possiate pensare che il comportamento non fossilizzi, e quindi sia lasciato alla libertà creativa del cinema, in realtà, molto del comportamento del "Velociraptor" del film (per quanto eccessivamente spettacolarizzato e antropomorfizzato) deriva da precise concezioni paleontologiche, che, purtroppo, sono state estremizzate. 
Senza discutere gli eccessi "cinematografici", è indubbio che l'immagine di "Velociraptor" come una sorta di cacciatore sociale analogo ad un canide e con una capacità di manipolare oggetti pari a quella di un ominoide, deriva da un'eccessiva estrapolazione "in senso mammaliano" (influenzata dall'opera di Bakker, 1986, oggi molto ridimensionata nelle sue conclusioni), indotta da un'errata interpretazione dei siti fossili di Deinonychus. Come ho estesamente discusso in passato, non ci sono prove che questo theropode avesse un'intelligenza "da scimpanzè", né che cacciasse in branchi organizzati. Anche se banale da dire, esso non deve essere visto come una terrificante "macchina di morte" ma solamente come un interessante predatore diapside opportunista, molto probabilmente solitario e tendente all'agguato, con un comportamento ed un'intelligenza intermedi tra quelli dei coccodrilli e quelli dei grandi uccelli non volatori. 
Tutto il resto, incluso un film purtroppo visto da molti spettatori non informati anche come espressione letterale della paleontologia dei dinosauri, è pessima divulgazione, che non rende giustizia ad un animale estremamente interessante per le sue peculiarità anatomiche e per il suo stretto legame evolutivo con gli uccelli.

Bibliografia:
Bakker R.T., 1986, The Dinosaur Heresies: New Theories Unlocking the Mystery of the Dinosaurs and Their Extinction: New York, William Morrow & Company, Inc.
Ostrom, J. H. 1969. Osteology of Deinonychus antirrhopus, an unusual theropod from the Lower Cretaceous of Montana. Peabody Museum of Natural History Bulletin 30: 1–165.
Paul, Gregory S. 1988. Predatory Dinosaurs of the World. New York: Simon and Schuster. 464 pp.

20 commenti:

  1. Forse il 'mondo dell'epoca' non era ancora pronto per vedere un dinosauro pennuto... nel Cloneosauro III avevano pure cercato di raddrizzare il tiro in qualche modo (personalmente lo avrei evitato). Non hai parlato della coda gommosa, ma forse lo farai più avanti...

    RispondiElimina
  2. La "coda gommosa" non è un concetto scientifico che gli autori del film hanno tratto da studi di Paul, Bakker e altri.
    Parlo solo del primo film, l'unico rilevante per il tema dei post. E poi, Billy e il Clonesauro III ha usato studi scientifici di paleontologi per basare i suoi animali? No, quindi non mi interessa discuterlo.
    Le "invenzioni" fatte nei film e che non sono riconducibili alla concezione paleontologica del periodo 1985-1990 non sono tema di questi post.
    (Ricordi, l'ho accennato una volta: io non parlo del film ma della concezione paleontologica da cui sono state tratte le ricostruzioni)

    RispondiElimina
  3. @Prolagus:"Forse il 'mondo dell'epoca' non era ancora pronto per vedere un dinosauro pennuto..."

    Chi lo sa. Forse, invece, avrebbe fatto breccia, così come lo fece il libri di Paul (poco noto in Italia, ma un vero paleo-cult all'estero).

    Beh, considerando la palese "difficoltà" di certi passati lettori occasionali di questo blog ad accettare i DATI SCIENTIFICI sulle penne nei dinosauri, non mi stupirei di ciò. Ma, quelli forse, non sono problemi legati tanto alla paleontologia, ma alla psicologia, e quindi oggetto di altri blog.

    RispondiElimina
  4. In effetti la concezione paleontologica era in via di mutamento quando uscì il cloneosauro III, come forse dimostrano le tre penne sputate messe in testa sui nuovi "Velociraptor".

    "E poi, Billy e il Clonesauro III ha usato studi scientifici di paleontologi per basare i suoi animali? No, quindi non mi interessa discuterlo."

    Non lo so, ma magari si sono informati un po' sul come realizzare lo spinosauro. Dunque non tratterai dei teropodi comparsi nei sequel del cloneosauro?

    RispondiElimina
  5. No. Il secondo film è una copia del primo (ricorda che li sto analizzando da un punto di vista particolare incentrato sulla paleontologia e non sul cinema). Il terzo fa ca**re. Scusa la parola, ma non ho altri termini. Il suo valore paleontologico è pari a quello di un film porno. Non ha alcun interesse per me e non è basato su alcuna "concezione" paleontologica interessante, a differenza del mix di paleontologi e artisti innovativi degli anni '80 che furono ingaggiati per il 1° film. Billy e il Clonesauro ha un valore storico-paleontologico, perché fu la piattaforma mediatica per la diffusione mondiale della concezione "bakkeriano-pauliana" dei dinosauri, oggi in parte superata tra i paleontologi, ma comunque significativa per l'influsso che ha avuto nell'immaginario collettivo. Da questo punto di vista, i due sequel non hanno nessun valore.

    RispondiElimina
  6. In "Billy e il Clonesauro" noto romanzo di Skinner (grande Seymour)si affermava anche, se non erro, che il morso del _Velociraptor_ era in grado di spezzare il ferro, come quello delle iene.
    Domande: 1) Le iene possono rompere sbarre di ferro? (mi sembro una cavolata allora, ma non ho mai approfondito) 2)è stato fatto, da allora, uno studio per stabilire quanto potesse essere potente il morso di _ D. antirrhopus_ (ed è possibile farlo)?

    Erodoto

    RispondiElimina
  7. Anche io posso "rompere una sbarra di ferro" con un morso. Dato che la frase non indica lo spessore della sbarra, una sbarretta sottile di ferro dolce la spezza chiunque. (La battuta serve a far capire la differenza tra affermazione "ad effetto" e frase scientifica).
    Gli studi sulla potenza dei morsi si possono fare, ad esempio simulando le onde meccaniche di stress in un modello 2D o 3D del cranio tarato sui parametri biomeccanici delle ossa e dei muscoli. A quanto so, ciò è stato fatto per Tyrannosurus, Allosaurus, Coelophysis, Carnotaurus, Baryonyx. Onestamente, non sono molto ferrato in queste metodologie biomeccaniche simulate, quindi non saprei darti un'opinione sulla loro validità. So che in alcuni casi si sono ottenuti risultati contrastanti tra loro.

    RispondiElimina
  8. In ogni caso, anche senza questi studi biomeccanici, già la differenza di forma tra i crani e i denti nelle iene (maculate?) e in Deinonychus fa pensare che avessero morsi di diversa intensità.
    Anche se Skinner lo descrive come capace di spezzare delle sbarre a morsi, il cranio di Deinonychus è relativamente gracile e fenestrato. Dubito che praticasse morsi potenti, capaci di spezzare. I denti compressi e seghettati indicano un morso lacerante, non penetrante o capace di frantumare.

    RispondiElimina
  9. In realtà la mia domanda serviva più che altro a darti un destro per smentire una paleo-mitologia ulteriore del noto romanzo skinneriano.

    Il problema quando si sceglie un animale come antagonista in un'opera letteraria o cinematografica e che se la descrizione dell'animale fosse realistica la sceneggiatura sarebbe noiosissima.
    L'antagonista infatti deve essere maleficamente capace di attaccare ancora e ancora il protagonista, mettendolo sempre in difficoltà, dimostrando su altri comprimari la propria superiorità rispetto all'uomo comune, fino a quando l'EROE non lo sconfigge, in genere uccidendolo.

    Nessun animale realistico si comporta così, quindi il "mostro" del film, sia esso un dinosauro, un'anaconda (due film semi pornografici in attivo su questo povero animaletto), gozzilla, lo squalo (altro successo di Skinner) diventa un archetipo.
    In particolar modo un archetipo del drago (il dinosauro si presta benissimo per questo).

    Animali sommariamente realistici sono in pericolo se incontrano un uomo armato, un cacciatore con un fucile automatico avrebbe dovuto sterminare tutti i _T. rex_ dell'isola se questi sarebbero stati realistici (si ricorre di solito in questi casi alla mitica pelle anti proiettile, evidentemente più dura di qualsiasi armatura, cui si aggiungono supe velocita e, recentemente in avatar, "super poteri" che portano un animale a disarmare l'eroe). Dico di più un ipotetico incontro tra un _Velociraptor_ realistico ed un _Homo_ grande, grosso e con una sbarra di ferro in mano potrebbe finire in molti modi.

    Gli uomini sono, razionalmente, pericolosi, gli animali-archetipi sono emozionalmente spaventosi le sceneggiature si basano su questo aspetto.
    Se Skinner avesse scritto una sceneggiatura "realistica" (che in un'opera di fantascenza non è necessaria, di solito si inserisce un elemento scientifico in un contesto fantastico) i Dinosauri non sarebbero potuti essere gli antagonisti ma al massimo lo sfondo.
    Poi certamente comprendo molto bene che tu (a differenza mia) amante del fim in questione intenda fornire un servizio di correzione-scientifica per l'importanza che questo film ha nella cultura di massa.
    Il problema vale anche per i film di argomento storico, prendiamo 300, film che ha me è piaciuto, non c'è una cosa che sia una "corretta" ma purtroppo molte persone nel mondo hanno sentito nominare l'impero persiano o addirittura Sparta solo da questo film. Lodevole dunque la tua iniziativa, la buona divulgazione serve sempre, ma l'idra che affrontiamo ha molte molte molte teste.

    Erodoto

    RispondiElimina
  10. Erodoto tieni conto però che il film '300' è la versione cinematografica di un fumetto, lo considererei un film di 'stampo storico' molto molto alla lontana... me la prenderei di più con opere quali 'Il gladiatore' et similia. Comunque è vero... i fatti di 300 li ignoravo prima della visione del film, ma mi hanno comunque spinto ad informarmi sulla reale storia. Tornando ai dinosauri del 'Cloneosauro' il fatto che li abbiano resi mostri più che animali rientra nel campo della 'spettacolarizzazione'. Hanno reinventato la loro etologia rendendoli esageratamente famelici, specie nel 'Cloneosauro III' dove pur avendo tonnellate di carne di Parasaurolophus a disposizione i raptor si ostinavano ad inseguire solo le prede umane.

    RispondiElimina
  11. Non pensare che "Il gladiatore" sia molto più attendibile di "300" solo perchè non è "fumettoso". Errori gravi per uno specialista, ma invisibili per un semplice appassionato, si trovano anche in capolavori come "Il mestiere delle armi".

    Il mio discorso travalica la reinvenzione dell'etologia, gli animali nei film, se hanno un ruolo da antagonista, diventano mostri, irrealistici al 100%, altrimenti non c'è il film.
    L'uomo è un predatore, l'uomo con la mitragliatrice è oltre. Perchè un animale lo possa battere, e quindi ci sia trama, occorre che l'animale in questione cessi di essere un animale e diventi un demone.
    Se in un film clonassero i 300 spartiati "veri" e questi si avventassero con tanto di panopila su una cittadina americana di campagna (location tipica per un disaster movie) nessuno lo riterrebbe minimamente realistico, al massimo una commedia. Tutti pensano di sapere che un contadino con un fucile da caccia è molto più "forte" di un oplita con la lancia, e che l'esito sarebbe scontato.
    Se però la trama del film prevede 300 raptor (o 4 o 5 irrealistici fossili viventi, tipo "Tremors" per citare un classico) allora ai una trama "adeguata", nessuno ha nulla da ridire su un orda di "mostri" che spazza via una comunità umana.
    Ci viene più semplice sospendere la razionalità di fronte a "mostri" che ad altri esseri umani, perchè gli uomini li possiamo giudicare facilmente come minaccia proprio in base alla nostra esperienza di vita.
    I dinosauri sembrano forti, pericolosi, mitici, e quindi titanici, ottimo materiale per mitologie, un uomo con una lancia è solo un uomo con una lancia.

    Erodoto

    RispondiElimina
  12. In questo caso, concordo con Prolagus: "Il Gladiatore" è un esempio simile a quello che spinge i miei post su Billy & Clonesauro. Ovvero: l'intento degli autori era quello di presentare un grado di "verosimiglianza" così spinto e dettagliato da indurre la grandissima maggioranza degli spettatori a vedere il film come "vero e realistico". Ma, e questi post ed i successivi lo mostreranno, non è affatto così.
    Mentre tutti sanno istintivamente che 300 è basato su una Sparta che non è mai esistita, moltissimi pensano che i dinosauri di Billy & Clonesauro sono quelli "veri".

    RispondiElimina
  13. I dinosauri dei film NON sono presentati come mostri. Il problema è che sono presentati come animali ma non come dinosauri scientificamente corretti. E se tu non sai cosa è di corretto in quegli animali, subirai una pessima divulgazione. Non è vero che "siccome il film non è un documentario, allora non fa divulgazione". Al contrario, siccome il suo intento è mostrare dinosauri "vivi e veri", esso fa divulgazione, imponendo un dinosauro "vivo e vero" ma fasullo e fuorviante.

    RispondiElimina
  14. While I have absolutely no doubt whatsoever that all eumaniraptors had feathers, is there any evidence that the flange on the second finger is directly correlated with feathers? (The paper doesn't cover this subject, it only discusses aerodynamics.)

    RispondiElimina
  15. The phalanx cannot move laterally, so I dismiss a muscular attachment. Being observed only in taxa bearing well developed primary remiges (the latter inserting along the lateral margin of manual digit II) it seems the most plausible explanation.

    RispondiElimina
  16. The flange is not found on some taxa that also have primary feathers, such as oviraptorosaurs, and is found on unflighted taxa (Sinornithosaurus) meaning that its role in flight is not precisely "slam-dunk" (as we say in America). Paul used this to argue that some taxa lost flight ability, but they should have lost other features relating directly to enabling "flight" sans exaptations, when those other features present for that purpose (on the arm) are also present while the flange is absent. A potentially more consistent explanation (discarded in discussions with Paul) was that the flange expresses variably among maniraptorans, and can be lost as easily as acquired.

    RispondiElimina
  17. Regardless of flight capabilities, the flange is known only among primary-remige-bearing taxa, so it is plausible that it co-evolved with feathers.
    Its presence is analogue to the ulnar knobs: we know that there are feathered taxa lacking knobs, but there are no taxa bearing knobs that are featherless. Given that in my post I was not interested on flight but on feathers presence, the flange is a good indicator of feathers, as the knobs.

    RispondiElimina
  18. According to some sources, discovery of Utahraptor preceeded its description, but Spielberg, in connection with Kirkland and Bakker, was appraised of the size of the fossil. At the time, it MAY have been Deinonychus, and the authors were aware of some individuals trying to collapse the taxa into Velociraptor. Because Chrichton was simplistic about the movie's script (for the need to condense and take some of the intrigue in the book out, and put more fantasy in to recapture children's attention) the size of the raptorial antagonists was increased with plausible deniability as its source. That was also kinda of necessary for the antagonists to essentially be able to "match" a human: A dog-sized animal would not have compared well to adults, armed or not, just children.

    RispondiElimina
  19. @ Qilong: "According to some sources, discovery of Utahraptor preceeded its description, but Spielberg, in connection with Kirkland and Bakker, was appraised of the size of the fossil".
    > Bakker told his version of the story in the introduction of his novel "Raptor Red" (italian edition: Bakker, R. T., "Raptor red", Milano, Rizzoli, 1995, pp. 14- 15). For details see:
    http://geomythology.blogspot.com/2009/02/dinosaurs-esotericism-and-exoteric.html
    According to Bakker, Kirkland was not aware of the "J.P." project. Bakker was called one morning on the telephone by an unnamed artist working on the film; then Bakker called Kirkland because Spielberg needed an outsized version of the raptors "stars".
    For further info see http://geomythology.blogspot.com/2009/02/dinosaurs-sinchronicity-in-jurassic.html

    Leo

    RispondiElimina
  20. Andrea ... you are correct that the flange of the first phalanx in the second manual digit is a good indication of large primary feathers on the had, but it is not perfect. There is no 1:1 correlation, as not all feathered taxa have the flage. This argues (as you did) that the flamge is related to a particular trend. However, where Paul argues this trend is phylogenetic (all taxa with this flamge are related to one another) and another would argue this flange is functional (the flange is used for resisting of torque forces during the wingbeat cycle), the former is contested on grounds that Paul does not perform accurate phylogenetic tests of his theories, and that the latter is contested on grounds that it has never been tested.

    The point here is that feathered taxa exist without the flange (see, again, oviraptorosaurs, including the "neoflightless" Caudipteryx -- but we can also just look at Velociraptor, Paul's posterboy). Some taxa lose these features, even in Paul's scheme, that show the correlation simply doesn't exist. I am not sayinf you are wrong for arguing that all taxa that have the flange have feathers (in the case of Sinornithosaurus, this is true! -- but just not in the same place: the only pinnate feathers of the flight-like form preserved on Dave are found in the posterior half of the skeleton, not on the arm, and the adult Sinornithosaurus millennii preserves traces of nonpinnate "ratite-like" plumulaceous "feathers" on its arms, but they are short, and yet the finger bears the enlarged phalanx (Paul calls this a flange).

    RispondiElimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -