13 luglio 2009

Kemkemia auditorei (Cau & Maganuco, 2009) - Prima Parte: piccola, bella e bizzarra

Alla fine, dopo una gestazione di quasi un anno e mezzo, posso finalmente parlare di una piccola scoperta paleontologica ricca di significato, almeno per me e per un paio di altre persone...

Questa storia a puntate inizia dieci anni fa, nella regione desertica del Kem Kem, al confine tra Marocco e Algeria, famosa per theropodi giganti come Spinosaurus, Carcharodontosaurus e Deltadromeus. “Kem Kem” significa “disperso qua e là”, o “frammentario”, un termine veramente adatto a definire ciò che si trova sovente nelle sue sabbie, come vedrete.

Una spedizione scientifica italiana nel Kem Kem, prettamente rivolta agli invertebrati, rinvenne alcuni frammenti fossili di vertebrati del Cretacico. Tra i resti spiccava una vertebra isolata, lunga circa 6 cm, quasi perfettamente conservata.

Per alcuni anni, la vertebra giacque in un cassetto del Museo di Storia Naturale di Milano, catalogata con la sigla MSNM V6408... in silenziosa attesa.

All’inizio del 2008, ero al Museo di Storia Naturale di Milano per preparare l’articolo su Enantiophoenix e quello su alcuni nuovi resti di abelisauridi dal Madagascar con Simone “Optimus Paleo” Maganuco.

Ricordo che durante una pausa, Simone mi mostrò alcuni fossili rinvenuti in Marocco. Alcuni erano chiaramente di dinosauro, ma troppo frammentari per essere attribuiti con precisione a qualche gruppo, né particolarmente significativi. Simone mi mostrò anche una vertebra che, secondo lui, meritava di essere analizzata.

Appena la presi in mano fui colpito dalla sua forma. Era bella, affusolata, simile ad un piccolo zufolo. Bella e bizzarra come tutto ciò che merita di essere amato. Nella sua morfologia c’era qualcosa che non quadrava, che la rendeva anomala rispetto alle mie conoscenze. Se era abbastanza chiaro che era un osso della coda, aveva comunque una combinazione di caratteri inusuale per una vertebra caudale. Otto anni di Megamatrice mi hanno reso particolarmente abile a scovare caratteri diagnostici, ed a valutare la morfologia, anche di resti molto frammentari. Come preda di un meccanismo automatico, “scandagliai” la vertebra in ogni suo aspetto, cercando nella mia memoria qualcosa di simile a cui associarla. Sebbene fosse una sola vertebra, aveva un ricco bagaglio di caratteristiche interessanti. In particolare, il mix inusuale di caratteri presenti la rendeva davvero fuori dal comune. La forma era tipica delle caudali distali (le ultime vertebre della coda) dei dinosauri saurischi. La vertebra era infatti troppo compressa lateralmente ed allungata per essere una vertebra della metà iniziale della coda. Inoltre, l’assenza di alcuni processi muscolari fondamentali escludeva chiaramente che fosse collocabile in altre parti della colonna vertebrale. Quella vertebra era collocabile solo nella metà finale della coda. Ma della coda di chi? Non avevo mai visto una simile combinazione di caratteri in una vertebra.

Una nuova specie? Un nuovo dinosauro?

Possibile, ma prematuro da affermare senza uno studio dettagliato.

Io e Simone ci proponemmo quindi di indagare su quella vertebra, che in seguito battezzammo “Kemkemia”, dalla regione del Kem Kem, in Marocco. Il risultato di quella indagine è un articolo, pubblicato in questi giorni, di cui sono orgogliosamente co-autore con Simone.

La specie che abbiamo istituito, Kemkemia auditorei, letteralmente “La Creatura dal Kem Kem di Auditore”, è dedicata al paleo-artista Marco Auditore. Marco è un grandissimo appassionato di paleontologia, una persona di rara simpatia e disponibilità, che più volte ha aiutato me e Simone nelle nostre ricerche. Dedicargli questo nuovo theropode è il minimo per dimostrargli la nostra stima ed amicizia.

L’olotipo e, per ora, unico esemplare di Kemkemia è una vertebra veramente singolare. Alcuni potrebbero contestare che istituire una nuova specie sulla base di una singola vertebra della coda sia un azzardo. In effetti, uno dei revisori del nostro articolo, pur constatando la validità delle nostre argomentazioni, ha sollevato l’obiezione a non creare un nuovo nome scientifico su un esemplare così frammentario. In altre occasioni io e Simone studiammo resti anche più completi di MSNM V6408, ma senza mai pensare (almeno seriamente) di creare nuove specie: in questo caso, però, riteniamo di avere motivi molto validi per farlo, e li abbiamo esposti dettagliatamente nell’articolo.

Difatti, gli altri revisori hanno invece accolto la proposta, condividendo la nostra interpretazione, in base alla quale non è il grado di completezza di un fossile a stabilire la validità di una specie, bensì la presenza di evidenti caratteri diagnostici, che la distinguono dalle altre specie già istituite. Sebbene sia chiaramente la vertebra caudale di un theropode di taglia media (una caudale distale di 6 cm indica un animale lungo circa 4-5 metri), MSNM V6408 ha un mix di caratteri davvero anomalo (che mostrerò nel prossimo post), che dimostra che non è riconducibile ad alcuna specie già nota.

Pertanto, la nostra ipotesi è che MSNM V6408 rappresenti la prima testimonianza di una specie finora sconosciuta di un dinosauro theropode di taglia media, battezzata Kemkemia auditorei, vissuta circa 95 milioni di anni fa in Nordafrica. Esso è il primo caso documentato di una specie di theropode di taglia medio-piccola dai letti fossili del Kem Kem. Kemkemia condivideva infatti il suo ambiente con theropodi giganti quali Spinosaurus, Deltadromeus, Carcharodontosaurus, tutti lunghi più di 10 metri, ed il sauropode Rebbachisaurus, lungo circa 20.

Per i dettagli di come siamo giunti a questa ipotesi, e di quali implicazioni abbia, oltre che per tentare di ricostruire un aspetto possibile di questo theropode, vi rimando alle prossime parti di questa serie dedicata a Kemkemia auditorei.

Ringrazio subito tutti coloro che in modi e tempi differenti hanno contribuito alla scoperta, nello studio e nella pubblicazione di Kemkemia (in ordine alfabetico): Anna Alessandrello, Juan Ingnacio Canale, Cristiano Dal Sasso, Francois Escuillié, Karen Gariboldi, Thomas Holtz, Alex Laini, Sebestiano Maganuco, Darren Naish, Giovanni Pasini, ed un anonimo revisore.

Come sempre, tutta la mia Stima Mesozoica per Simone, Amico e collega senza pari.

Chiunque fosse interessato ad una copia in formato .pdf dell’articolo può scrivermi a cauand@gmail.com

PS: Vi ricordate “l’indovina Chi” N°15, dello scorso agosto? Era Kemkemia...

Bibliografia:

Cau A. & Maganuco S., 2009 - A new theropod dinosaur, represented by a single unusual caudal vertebra, from the Kem Kem Beds (Cretaceous) of Morocco. Atti della Società Italiana di Scienze Naturali e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, 150(II): 239-257.

3 commenti:

  1. Just... Wow! Non vedo l'ora di leggere i prossimi post! Il tuo amore per la paleontologia traspare in ogni singola parola che hai scritto.

    RispondiElimina
  2. Complimenti Andrea e Simone!!!
    Anch'io non vedo l' ora di leggere i post su Kemkemia auditorei.
    Immagino anche l' emozione e la gioia di Auditore.

    Loana

    RispondiElimina
  3. Bene, ora Enantiophoenyx non è più solo! Come ha detto loana, complimenti ai 2 autori di kemkemia! Che sia una delle prime "scoperte" in attesa di 1 più grande carriera ;)
    Chissa il giorno che vedremo 1 illustrazione (molto CAUta, ovvio) di Kemkemia!

    RispondiElimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -