30 maggio 2009

Dinosauri giocosi, senza scomodare i mammiferi.

A tutti quelli che “sentono”* che i dinosauri sono animali speciali ed interessanti, ma, al tempo stesso, sono cresciuti nell’idea che i rettili siano organismi limitati e poco interessanti, quindi cattivi paragoni per i dinosauri, suggerisco di leggere l’ultimo post di Darren Naish. Per l’ennesima volta, viene mostrato uno dei concetti che guidano il blog Theropoda: i dinosauri non hanno bisogno di forzate analogie mammaliane per essere capiti ed apprezzati. I rettili attuali sono molto più complessi e interessanti di quanto si è soliti pensare, e la loro biologia ed etologia, insieme a quella degli uccelli, è sufficiente per comprendere molti aspetti dei dinosauri.

Non conoscevo i fenomeni che Darren ha descritto in quel post, e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Alla luce di ciò, almeno uno dei due miei disegni che avevo mostrato qui (per la precisione, il secondo) ha acquisito un minimo di fondamento scientifico, almeno per chi, come me, non ha paura (o ingiustificato ribrezzo... o forse timorosa ignoranza) ad applicare l’inferenza filogenetica per ricostruire caratteristiche che non possono fossilizzare.

*Anch’io sento che i dinosauri sono esseri interessanti e speciali, ma non per questo penso che ciò ci imponga di farne dei “mammiferi squamati”. Come ho detto altre volte, io non penso che sia saggio cercare automaticamente degli esempi nei mammiferi, ogni qual volta ci imbattiamo in qualche aspetto dei dinosauri che non ha lasciato tracce fossili dirette (ad esempio, il comportamento).

Penso che tale atteggiamento di “sciovinismo mammaliano” sia sbagliato per due motivi:

1- Ciò si basa sul pregiudizio (indimostrato) che nei rettili e negli uccelli non ci siano esempi utili a descrivere i dinosauri. Tale pregiudizio porta spesso a non indagare a fondo la biologia ed etologia dei rettili moderni, conservando molti aspetti della loro biologia nell’ignoranza, con l’effetto di alimentare ulteriormente questo pregiudizio negativo nei loro confronti.

2- Questo atteggiamento interpretativo è contraddittorio, dato che nessuno dei “fan del mammifero” si sognerebbe mai di applicare la loro regola interpretativa alla rovescio e non cercherebbe mai negli uccelli e nei rettili degli esempi idonei per capire i mammiferi fossili! Perché? Evidentemente, ciò denota un pregiudizio “razzista” verso i non-mammiferi, che vengono considerati a priori dei pessimi paragoni per animali “evoluti”, come i mammiferi e gli stessi dinosauri (sebbene essi siano, fino a prova contraria, proprio dei rettili parenti stretti degli uccelli!). Pensate se un primatologo decidesse di usare i pappagalli per capire le scimmie sudamericane (in fondo, sono entrambi animali fruttivori, arboricoli tropicali, che hanno alluci opponibili, comunicazione e cervello sviluppati e cure parentali estese...): come mai, però, a dispetto di così tanta somiglianza ecologica, nessuno usa i pappagalli per capire le scimmie, ma spesso fa il contrario? Proprio per sciovinismo mammaliano, lo stesso tipo di pregiudizio che spinge molti, in modo automatico e acritico, ad usare solo i mammiferi per capire i dinosauri!

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