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| Non si può sopprimere un istinto vecchio di 115 anni... (foto: Jurassic Park, 1993) |
Nel precedente post, ho proposto una discussione puramente teorica su come comportarsi qualora ci si imbatta in un Tyrannosaurus rex adulto. La discussione doveva basarsi unicamente sulle caratteristiche di questo animale come delineate nella letteratura scientifica. Ovvero, la discussione non concedeva spazio ai "secondo me" o ai discorsi da film di mostri.
L'interazione tra uomo e Tyrannosaurus è, ovviamente, del tutto speculativa, ma non per questo non meritevole di essere svolta in modo scientifico e razionale. Anzi, sarebbe bello, anche solo per una volta, affrontare questo tema - altresì abusatissimo nella fantascienza e nella letteratura fantastica - come se fosse un qualunque altro tema di paleontologia, ovvero, basandosi sulle evidenze fossili e limitandosi unicamente a quello che i fossili ci permettono di dedurre. Riuscire a svolgere questo tema (che, ripeto, è del tutto teorico dato che noi e la specie Tyrannosaurus rex siamo separati da 66 milioni di anni) senza essere risucchiati dal gorgo del già visto e rivisto e riproposto dal cinema, dai fumetti, dai romanzi di fantascienza e dai documentari strafatti di CGI sarebbe già un mezzo successo.
Perché, ad essere sinceri, il vero ostacolo allo svolgimento di questo tema non è la mancanza di prove fossili ma la gigantesca mole di immagini e suggestioni prodotta in un secolo di cultura popolare dei dinosauri. Siamo stati plagiati in modo irreversibile e la nostra mente non può uscire dal solco scavato in un secolo di popular dinosaurs.
O forse sì?
Accettiamo la sfida! Sforziamoci di riflettere sulla natura di Tyrannosaurus rex ignorando tutto quello che in oltre un secolo di cultura popolare è stato prodotto a proposito di questo animale, e basiamoci unicamente sulle evidenze paleontologiche. Dimentichiamoci del Tyrannosaurus di King Kong, del Tyrannosaurus di Jurassic Park, del Tyrannosaurus dei fumetti, del Tyrannosaurus dei romanzi, del Tyrannosaurus dei cartoni animati, del Tyrannosaurus dei documentari con animatronici e grafica digitale.
Bene. Ora, domandiamoci cosa sia deducibile del comportamento di Tyrannosaurus dai fossili, e di come questo comportamento dedotto ci dia informazioni sulla potenziale interazione tra uomo e questo animale (sì, animale, non mostro, non "re dei dinosauri", non Rexy, non "ultimate killing machine").
L'elemento eco-etologico più significativo di Tyrannosaurus rex è la netta differenziazione anatomica (e quindi anche ecologica) tra individui giovani e adulti. Essa è la chiave per capire la biologia specifica di questo animale.
Tyrannosaurus giovane è un animale relativamente leggero e slanciato, con spiccati adattamenti cursori, un cranio affusolato e dentatura zifodonte adatta a lacerare e tagliare la carne. Questi elementi suggeriscono una dieta fondata principalmente su vertebrati di dimensioni medio-piccole, prede relativamente agili e veloci, come gli altri coelurosauri suoi contemporanei e gli ornitischi di taglia medio-piccola.
Tyrannosaurus adulto è un animale enorme, massiccio e graviportale, privo di adattamenti cursori, con un cranio robusto e ampio, sede di enormi muscoli masticatori, e dentatura incrassata adatta a spezzare le ossa più che a lacerare la carne. Questi elementi suggeriscono una dieta fondata principalmente su prede di grandi dimensioni, lente ma robuste, come i grandi ornitischi.
Questa marcata differenziazione ecologica e morfologica nei diversi stadi di vita di Tyrannosaurus implica una netta segregazione per classi di età, segregazione che, negli animali, deve essere necessariamente inscritta anche nel loro comportamento. Ovvero, deduciamo che la differenza anatomico-ecologica tra classi di età si manifestasse anche con un diverso comportamento dei giovani rispetto agli adulti. Ovvero, deduciamo che Tyrannosaurus modificasse il proprio comportamento durante la crescita, e che, pertanto, età diverse avessero specializzazioni comportamentali differenti. Il comportamento include l'inclinazione di un animale verso le proprie prede, dato che non è vantaggioso per un animale relazionarsi con prede per le quali non è specializzato.
Quanto appena scritto implica che i giovani Tyrannosaurus ignorassero le prede tipiche dei Tyrannosaurus maturi e che questi ultimi, a loro volta, ignorassero le prede tipiche degli stadi giovanili. Quindi, i giovani Tyrannosaurus non attaccavano i grandi dinosauri preferiti dagli adulti, e i Tyrannosaurus adulti ignoravano le prede piccole e leggere preferite dai Tyrannosaurus giovani. Negare questa conclusione implicherebbe ignorare l'evidenza delle prove a nostra disposizione.
Torniamo quindi alla questione delle interazioni tra uomo e Tyrannosaurus adulto.
Siccome Homo sapiens ha dimensioni e massa comparabili a quelle dei dinosauri medio-piccoli che erano la preda abituale dei Tyrannosaurus giovani, è improbabile che un Tyrannosaurus adulto degnerebbe particolare attenzione per un Homo sapiens, che sarebbe visto e interpretato come un target non-ottimale, un target "da giovane" e non certo la preda classica per cui l'animale adulto è "programmato" (evolutivamente) a dare la caccia.
Per quanto un secolo di film e narrativa ci abbia inondato di terribili T. rex adulti che inseguono gli esseri umani spinti da ferocissima ossessione, è molto più sensato concludere che un Tyrannosaurus adulto reale non spenderebbe le proprie energie dietro una preda così poco conforme al proprio target naturale.
PS: se dovete commentare solo per difendere il vostro eroe dell'infanzia dalla mia dose di realismo, evitate...