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17 marzo 2014

Nanuqsaurus


L'olotipo di Nanuqsaurus hoglundi (fonte PLoS One).

La scoperta di associazioni faunistiche a dinosauri localizzate a latitudini polari (e che erano tali anche nel Mesozoico) non è una novità, sia nell'emisfero settentrionale che meridionale. La relativa abbondanza di dinosauri polari rispetto ad altri cladi di rettili mesozoici può dare indicazioni sulla fisiologia e tolleranza di queste forme a condizioni climatiche che, sebbene sono fossero rigide come le attuali (ricordo al lettore che viviamo all'interno di una fase glaciale, sebbene attualmente relativamente mite) erano comunque caratterizzate dalle medesime ampie variazioni annuali di luminosità tipiche dei poli (in particolare, con alcuni mesi di buio perenne e alcuni mesi di luce perenne).
Fiorillo e Tykoski (2014) descrivono i resti frammentari di un theropode di dimensioni medie (parte del mascellare, un frontoparietale parziale e la parte anteriore di un dentale) ed istituiscono Nanuqsaurus hoglundi.
Nanuqsaurus è riferibile a Tyrannosauroidea, ed in particolare a Tyrannosauridae, per la presenza di una cresta frontoparietale ben sviluppata ed estesa anteriormente, una ampia fossa sopratemporale, la ridotta partecipazione del frontale al margine dell'orbita, la posizione anteromediale della faccetta prefrontale del frontale, ed il dentale con il primo alveolo molto ridotto ed un solco meckeliano molto stretto dorsoventralmente. La combinazione unica di caratteri e le apparenti dimensioni ridotte nonostante la presenza di caratteri tipici di un tyrannosauride maturo supportano l'istituzione del nuovo taxon, che, se confermato da nuovi resti, pare essere relativamente piccolo per un membro di Tyrannosauridae. L'ipotesi di un “nanismo polare” è suggestiva ma – a mio avviso – richiede ulteriori dati per essere considerata robusta.
Immesso in Megamatrice, Nanuqsaurus occupa una posizione differente in Tyrannosauroidea rispetto a quella ottenuta da Fiorillo e Tykoski (2014): tuttavia, ritengo il risultato di Megamatrice prematuro, dato che l'analisi ha un campionamento tassonomico limitato nei tyrannosauridi derivati (ad esempio, non ho ancora incluso i taxa di “grado daspletosauro”). Pertanto, non commento ulteriormente il risultato preliminare della mia analisi, in attesa di avere aggiornato e ampliato il campionamento tassonomico tra i tyrannosauridi.

Bibliografia:
Fiorillo AR, Tykoski RS (2014) A Diminutive New Tyrannosaur from the Top of the World. PLoS ONE 9(3): e91287. doi:10.1371/journal.pone.0091287

15 marzo 2014

Il più grande rettile fossile italiano!

L'esemplare MGGC 21876, la ricostruzione del cranio completo con indicata la posizione dei resti preservati, e la ricostruzione della testa in vivo.

Dopo una lunga gestazione, posso finalmente parlare di uno studio, del quale sono coautore assieme a Federico Fanti e ad Alessandra Negri, micropaleontologa dell'Università di Ancona. Il contributo di Alessandra nel campo dei microfossili è stato fondamentale per dare un'età a qualcosa... che non è affatto microscopico. L'oggetto principale della nostra pubblicazione (Fanti et al. 2014) è difatti il più grande rettile fossile scoperto in Italia!

07 marzo 2014

Torvosaurus gurneyi e la nomenclatura del mascellare theropode

Mateus et al. (2006) descrissero brevemente un mascellare isolato di grandi dimensioni e lo riferirono a Torvosaurus tanneri. L'esemplare fu stimato appartenere ad un cranio lungo oltre 150 cm, una stima che io recentemente ho considerato eccessivamente grande, ritenendo più plausibile una stima attorno a 120 cm.
Questo stesso esemplare è descritto nel dettaglio da Hendrickx e Mateus (2014) e riferito ad una nuova specie di Torvosaurus, T. gurneyi. Con piacere, gli autori stimano le dimensioni del cranio di questo esemplare, riducendole a valori molto simili a quelli da me proposti (sto parlando con voi, spinozilla fanboys!).

Lo studio di Handrickx e Mateus (2014) inoltre propone una revisione della terminologia anatomica del mascellare dei theropodi. Questa revisione terminologica è molto apprezzata da chi, come me, si occupa di filogenetica basata su caratteri morfologici dello scheletro. Il mascellare è una delle ossa più informative del cranio (ad esempio, in Megamatrice, ben 83 caratteri sono relativi al mascellare). Tuttavia, in letteratura sono presenti terminologie alternative delle strutture mascellari, con una relativa confusione su come definire e nominare parti omologhe. Pertanto, la revisione terminologica di Hendrickx e Mateus (2014) è benvenuta e salutata positivamente. A breve aggiornerò i termini usati nella lista dei caratteri mascellari di Megamatrice in accordo con la nomenclatura proposta in questo nuovo studio.

Bibliografia:
Hendrickx C., Mateus O. (2014). Torvosaurus gurneyi n. sp., the Largest Terrestrial Predator from Europe, and a Proposed Terminology of the Maxilla Anatomy in Nonavian Theropods. PLoS ONE 9(3): e88905. doi:10.1371/journal.pone.0088905.