(Rough) Translator

29 marzo 2026

Quo vaditis, Aves?

 


Un articolo uscito alcuni giorni fa ha riaperto un vecchio dibattito tassonomico su quali animali possano essere chiamati "uccelli", ovvero, in quale punto della filogenesi che porta agli uccelli si debba collocare il nome "Aves". Esistono quattro opzioni principali: A): Usare "Aves" per tutta la linea evolutiva (blu) che parte dal nodo Archosauria (rosso) e porta fino agli uccelli viventi.
B): Usare "Aves" per il nodo in cui compare il piumaggio.
C): Usare "Aves" per il nodo meno inclusivo che contenga Archaeopteryx e gli uccelli viventi.
D): Usare "Aves" unicamente per il nodo meno inclusivo che contenga solo gli uccelli viventi.

Ogni opzione ha dei pro e dei contro.

Se seguite "A", allora tutti i dinosauri e tutti gli pterosauri sono membri di Aves. Siete disposti a considerare Pteranodon, Stegosaurus e Brachiosaurus dei tipi di uccello?

Se seguite "B", allora tutti gli animali piumati sono uccelli, quindi almeno i dromaeosauridi, troodontidi, oviraptorosauri, tutti dotati di penne remiganti e timoniere del tutto omologhe al piumaggio moderno. Tuttavia, se per "piumaggio" intendete qualsiasi tipo di tegumento filamentoso omologo con le piume, allora la lista degli animali piumati si estende comprendendo animali come Yutyrannus, Tianyulong, e quindi animali come i tyrannosauroidi, gli ornitischi e probabilmente gli pterosauri. In pratica, è più o meno lo stesso gruppo definito dal nodo "A". Il problema è che non tutti sono concordi su "cosa" sia il piumaggio, né quando il piumaggio compaia lungo la filogenesi. Quando una proto-piuma è "già" piumaggio?

Se seguite "C", allora sono uccelli unicamente Archaeopteryx e tutti quei fossili tradizionalmente classificati come "uccelli mesozoici". Tuttavia, alcune filogenesi collocano Archaeopteryx più vicino a dromaeosauridi e troodontidi rispetto agli uccelli moderni: di conseguenza, in quel caso anche Deinonychus, Troodon, Microraptor e Utahraptor sarebbero uccelli, mentre Caudipteryx e altri "dinosauri piumati" non sarebbero uccelli.

Se seguite "D", allora solo il gruppo moderno è Aves, mentre animali come Archaeopteryx, Confuciusornis e tutti gli enantiorniti non sarebbero degli uccelli, bensì dei "dinosauri non-aviani" prossimi agli uccelli.

Il grosso del dibattito è tra le opzioni C e D. Come spesso accade in queste discussioni puramente terminologiche, ci sono pro e contro in tutti i casi, e si cerca di trovare una soluzione la più pratica e "stabile" possibile. Nel concreto, il dibattito è però più uno scontro tra consuetudini, tradizioni e gusti personali, che lo sviluppo di un algoritmo.

Trattandosi di definizioni tassonomiche, non esiste una risposta oggettiva deducibile in modo matematico. Il significato tassonomico di un nome tradizionale è sempre arbitrario e storicamente determinato. C'è solo da capire quale opzione riscuote maggiore successo tra gli autori e produca il minimo grado di confusione.

Personalmente, se dovessi decidere esclusivamente ragionando in termini di costi e benefici, ignorando i vari codici di nomenclatura o eventuali definizioni già fissate, opterei per la soluzione C (Aves = "Il nodo di Archaeopteryx"). I motivi sono i seguenti:

1) si tratta delle definizione più coerente dal punto di vista storico con l'interpretazione classica di Archaeopteryx come "primo uccello", pertanto membro basale di Aves, quindi quella che meglio farebbe collimare la letteratura pre-cladistica con la sistematica filogenetica. Fin dall'Ottocento, Archaeopteryx è quasi universalmente considerato "un uccello" ed un membro di Aves. Non ci sono motivi validi per rompere questa convenzione terminologica, sopratutto alla luce della natura monofiletica di quel gruppo.

2) nessuno (o quasi) usa l'espressione "dinosauro non-aviano" per riferirsi a taxa come Confuciusornis, Ichthyornis e gli altri "uccelli mesozoici". Ciò implica che tutti intendiamo l'aggettivo "non-aviano" come associato a qualcosa di più basale rispetto ad Archaeopteryx, ma non più derivato (più prossimo agli uccelli viventi). Pertanto, non avrebbe senso usare "Aves" solo per il crown group, perché ciò implicherebbe che gli uccelli esterni ad Aves siano dei "non-avian dinosaurs". Inoltre, il termine "non-avian avialan" non è quasi mai usato in letteratura, mentre l'accezione "non-aviano" è quasi sempre intesa unicamente per i dinosauri esterni al nodo "Archaeopteryx + uccelli viventi".

3) Sia Aves che Archaeopteryx sono ampiamente utilizzati fuori dalla letteratura paleontologica e dinosaurologica: stravolgere il concetto che i due termini siano associati potrebbe forse fare felice qualche paleontologo fissato con il PhyloCode, ma dubito che sarebbe compreso e accettato dal resto della comunità scientifica, in particolare dai biologi, comunità ben più numerosa e significativa di noialtri quattro paleontologi.

4) Esiste già un nome perfettamente valido per il nodo "D": Neornithes. 




27 marzo 2026

Lumping vs Splitting



 Nuovo episodio del mio podcast in cui parlo dei concetti di lumping e splitting.


22 marzo 2026

Project Hail Mary Anning

 


Immagina la forma di vita perfetta, e che vive sul pianeta perfetto.

Non parlo di sciocchezze eugenetiche antropomorfiche, con pianeti simili ad eterni giardini all'inglese, il cielo azzurro tutto l'anno, ed una razza di amazzoni governate da Lynda Carter pettinata come nel 1978.

La razza umana prima del botox e dei filtri di Instagram

Parlo della specie perfetta sul pianeta perfetto, dal punto di vista paleontologico. Una forma di vita che ha il 100% di probabilità di lasciare tracce fossili, su un pianeta con un contesto deposizionale perfetto per lasciare tracce fossili. Una forma di vita completamente mineralizzata, un organismo fatto di roccia, che vive in un ambiente a bassa energia, tasso costante di sedimentazione finissima, nessun agente erosivo, totale assenza di organismi saprofagi. Un mix di condizioni che rendono la documentazione fossile della biologia, traiettoria ontogenetica e sequenza evolutiva di ogni organismo completa, uniforme, esaustiva e accurata. 

Il sogno per qualunque paleontologo. 

Qualcuno mi farà notare che questo pianeta esiste, ed è la Terra. Mi direte: devi soltanto smettere di studiare quei patetici vertebrati terrestri su cui ti sei fissato e passare a fossili più seri e dignitosi, come i foraminiferi... 

Hmmm... progetto potenzialmente fattibile, ma forse è più facile raggiungere lo spazio interstellare, oppure sposare Lynda Carter nel 1978.

19 marzo 2026

10 marzo 2026

Intervista su "La Stampa"



Vi segnalo la mia intervista su "La Stampa" in cui parlo di dinosauri e del mio ultimo libro.

22 febbraio 2026

Recensioni su "La Repubblica" e il ritorno del mio podcast.

 


Su "La Repubblica" di oggi, è presente una bella recensione del mio ultimo libro, scritta da Licia Troisi.

E già che siamo qui, informo i miei venticinque follower che ho riaperto il mio podcast su YouTube, per parlare del nuovo spinosauride pubblicato alcuni giorni fa su Science.

18 febbraio 2026

Scientific publication: You are doing it wrong

 


Questo report da una delle più celebri e blasonate riviste scientifiche mondiali è il riassunto di tutto ciò che sta andando male nella Scienza oggi.

Il culto degli indici bibliometrici (citazioni, numero di pubblicazioni, misurazioni quantitative della "produttività scientifica"), che da mezzo per (approssimativamente) quantificare la produzione di letteratura scientifica sono diventati il fine, per molti l'unico vero scopo, della produzione scientifica. La trasformazione di un mezzo in un fine, la reificazione di uno strumento del tutto parziale ed approssimativo di misurazione in una "moneta" per mercificare il lavoro dello scienziato, è il principale fattore che sta accelerando la mutazione della comunità scientifica in una brutta copia miserabile del sistema neoliberista.

Il culto delle "AI", strumenti informatici per la creazione rapida di testi ed immagini, ormai elevati allo status di "soluzione facile" per qualsiasi sforzo intellettivo. L'uso delle AI delega alla macchina parte del lavoro dello scienziato. Ma questa delega che vantaggio porta allo scienziato? Maggiore tempo da dedicare al lavoro intellettivo, alla riflessione ed all'analisi rigorosa e approfondita delle questioni scientifiche? No, come rivela il brano citato: l'uso delle AI serve ad aumentare la produttività, a produrre più articoli, è utile al fine di essere più citati e salire più in fretta nella gara bibliometrica. Ancora una volta, siamo ricaduti dentro la trappola dei nostri tempi: il feticcio della quantità sulla qualità. 

Lo strumento dovrebbe liberare l'uomo dalla fatica e dal bisogno, mentre qui si glorifica la sua capacità di incatenarlo ulteriormente, e più efficacemente, ad un sistema perverso che ha poco a che fare con il vero significato della Scienza, un sistema che sta dimenticando quale sia la vera missione dello scienziato.

Siamo passati da "il tuo articolo è molto citato perché è buona scienza" ad "il tuo articolo è buona scienza perché è molto citato".