14 luglio 2011

Non di solo Mesozoico vive l'uomo

Foto al miscroscopio elettronico degli olotipi di 2 nuove specie di foraminifero in varie norme. La scala è 100 micrometri. (Modificato da Soldan et al. 2011)
Lasciamo definitivamente i frontali dei Carcharodontosauridi, e, sopratutto, evitiamo di invischiarci nelle paronie dimensionali di certi forum bimbom... Se volete leggere i fatti come stanno, senza speculazioni, vi rimando all'articolo originale. Come vedrete, non si fa nessuna menzione sulla dimensione totale dell'animale da cui proviene MPM 2594. E qui chiudo, nella speranza di non essere più menzionato invano.
Oggi vi parlo di qualcosa di diametralmente opposto ad un dinosauro gigante.
Nel 2009, fui contattato da Dario Soldan, allora dottorando a Milano, per collaborare con lui in uno studio sui foraminiferi. I foraminiferi? (Ahhhggg! La Micropaleontologia!) Per chi non è pratico, i Foraminifera sono organismi unicellulari marini di scala micro- e millimetrica. Essi sono tra i più importanti taxa della micropaleontologia e biostratigrafia, e grazie alla loro distribuzione cosmopolita e rapida evoluzione costituiscono tra i fossili più utili per le datazioni relative.
Io non mi ero mai occupato di foraminiferi prima di allora, e, ad essere onesto, non me ne sono occupato nemmeno durante la collaborazione con Dario. L'esperto in foraminiferi è lui, io sono stato ingaggiato in qualità di analista filogenetico, ed ho manipolato dati puri, slagati dal significato biologico originale. Dario, in quel periodo, stava preparando la sua tesi di dottorato, relativa ad un gruppo di foraminiferi del Paleocene-Eocene (Ahhhggg! Il Cenozoico!), gli Igorinidi. L'obiettivo di Dario, un po' eretico per gli studiosi dei foraminiferi, era quello di fare la filogenesi di questi organismi. Per questo, mi ingaggiò per aiutarlo nelle oscure questioni della cladistica (parola che non amo, preferisco "sistematica filogenetica").
Oltre a conseguire brillantemente il suo dottorato nel team di Isabella Premoli Silva (micropaleontologa di fama mondiale che conosciamo anche noi dinosaurologi per le sue ricerche negli anni '60-70 sui foraminiferi del limite K-Pg presso Gubbio), queste ricerche sono diventate un'articolo (Soldan et al., 2011), di cui sono coautore, e che è uscito ieri.
Non mi dilungo nei dettagli, dato che sono completamente estraneo alla materia. Il mio contributo, come accennato prima, è stato di spiegare a Dario la logica ed il metodo delle analisi filogenetiche e di analizzare informaticamente la matrice che egli ha elaborato sui suoi microfossili.
Piccola nota: l'articolo istituisce anche due nuove specie di foraminifero: Igorina praecarinata e Igorina paraspiralis.
Uao... così ho anche la paternità di due specie di foraminifero cenozoico! Ora sì che sono un paleontologo completo! A parte le battute, è stata un'ottima occasione per estendere (nel tempo geologico e nella tassonomia) il range delle mie ricerche.

Bibliografia:
Soldan D.M., Petrizzo M.R., Premoli Silva I., and Cau A. 2011. Phylogenetic relationships and evolutionary history of the Paleogene genus Igorina through parsimony analysis. Journal of Foraminiferal Research 41(3): 260-284.

6 commenti:

  1. Congratulations Andrea, branching outside of one's speciality is always an interesting and (hopefully) delightful journey.

    Nick

    RispondiElimina
  2. Congratulazioni!
    Viva il paleontologo compelto! Viva Igorina praecarinata e Igorina paraspiralis, di cui vorrei sapere un po' di più.

    Valerio

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Perché la filogenetica è un'eresia per i foraminiferi?

    RispondiElimina
  5. Sto leggendo il saggio di Gould sugli Equilibri Punteggiati.

    Lui afferma che, secondo questa teoria, a livello di specie i caratteri morfologici che le contraddistinguono si
    formano in un tempo geologico minimo e poi rimangono quasi fermi per tutta la vita della specie. In questo senso,
    considera la specie analoga all'organismo con gestazione, nascita e morte.

    Con la speciazione tramite il meccanismo descritto dagli Equilibri Punteggiati, quindi, le specie "paleontologiche"
    possono essere distinte dalla morfologia e la morfologia distinta è segno di una segregazione produttiva. Quindi
    le specie paleontologiche hanno la stessa validità delle specie neontologiche.
    Invece, con l'anagenesi la specie diventa un confine arbitrario. Era un mio dubbio che ti avevo espresso tempo fa
    e che ora mi sono chiarito.

    A questo punto, penso che questa teoria abbia tolto un problema, un imbarazzo?, alla cladistica.
    So che alla cladistica non interessa il meccanismo di speciazione, l'importante è il principio che una o più specie
    si originano da un'altra. Ma penso che sarebbe stato quantomeno fastidioso avere un concetto di specie, e di
    conseguenza tutti i livelli di raggruppamento più ampi, arbitario.
    E' così? la cladistica è forse nata dopo gli Equilibri punteggiati?

    Poi ho letto, dei foraminiferi. In questa sezione spiega che la speciazione nei foraminiferi sembra procedere per
    anagenesi e continua con la sua argomentazione che sto leggendo con più passione che comprensione.
    Mi sono ricordato di questo post dove dicevi che la cladistica per i foraminiferi è un'eresia? E' forse per questo
    motivo (speciazione per anagenesi)?

    Chiedo scusa in anticipo se ho usato termini tecnici in un senso non pienamente corretto e ti ringrazio se vorrai
    rispondermi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tema è estremamente complesso ed affascinante e richiederebbe un corso a sé.
      La cladistica nasce prima degli equilibri punteggiati, e di fatto è slegata dal meccanismo di speciazione. Questo è spesso frainteso, al punto che molti pensano che un cladogramma sia una forma di albero come negli equilibri punteggiati. Il fraintendimento nasce dal fatto che la cladogenesi degli equilibri punteggiati ricorda nel nome la parola cladogramma. Tuttavia, un cladogramma può anche rappresentare una serie anagenetica, dato che la cladistica agisce senza considerare il tempo, e quindi non si interessa di discutere se l'evento di speciazione sia tra due sister-taxa veri e propri o "apparenti" in cui uno di fatto è l'antenato e l'altro è il discendente.
      Siccome il fattore tempo è escluso dall'analisi cladistica, essa non discrimina tra anagenesi e cladogenesi, le quali sono deducibili solo conoscendo la distribuzione stratigrafica/temporale delle specie coinvolte.
      La cladistica per i foraminiferi è un'eresia perché di fatto, avendo serie fossilifere molto ben documentate, è registrata l'evoluzione in un dettaglio ben più fine di quello classico in cui la cladistica è stata applicata in paleontologia. In teoria, si può tranquillamente fare un cladogramma per i foraminiferi, e ciò è slegato dal fatto che la speciazione in quelle specie sia stata cladogenetica o anagenetica.

      Elimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -