27 ottobre 2008

Combattenti per l'Eternità


Cento milioni di euro fanno davvero gola, e non solo in questi tempi di crisi finanziarie. Tuttavia, e lo dico sinceramente, credo che una tale esagerata mole di denaro sia eccessivamente alta per un singolo individuo (almeno, secondo il mio stile di vita frugale) e non so se porterebbe un reale beneficio al fortunato vincitore di tale somma (ma ammetto che mi accontenterei molto volentieri di mille volte meno). Una tale somma supermilionaria è, probabilmente, commisurata alla probabilità di indovinare un “sei” al Superenalotto. A tal proposito, se il valore di un oggetto è (in parte) inversamente proporzionale alla sua frequenza, penso che esiste almeno un fossile che vale quei cento milioni di euro. Un fossile unico, forse irripetibile, che non ho dubbi nel proclamare l’oggetto naturalistico più straordinario esistente sulla Terra (non so cosa darei per trovarne uno simile...).
Questo post parla dei famosi “Dinosauri Combattenti”, un’associazione fossile di un Protoceratops ed un Velociraptor rinvenuta da una spedizione Polacco-Mongola nel deserto dei Gobi nel 1971. Se non ne avete mai sentito parlare, spero che questo post vi farà conoscere ed apprezzare questo fossile come merita. Nel caso lo conosciate già, mi auguro che la lettura di oggi possa migliorare l’idea che avete di questo reperto unico. (Nota iconografica: il fossile in questione è la base per la tavola che in questo periodo fa da titolo al blog).
I due dinosauri furono rinvenuti in un sedimento di età medio-Campaniana (circa 75-80 milioni di anni) nella Formazione Djadokhta, nel sud della Mongolia. Sebbene sia stata interpretata inizialmente come un sedimento fluviale-lacustre, lo studio sedimentologico del reperto non lascia dubbi sul fatto che la matrice che ingloba i fossili sia una sabbia eolica, una duna fossile.
L’esemplare quasi completo di Velociraptor (GI 100/25), lungo circa 170 cm, giace sdraiato sul fianco destro, quasi parallelamente all’esemplare, meno completo, di Protoceratops (GI 100/512), lungo circa 140 cm, il quale è accucciato al suolo, con il corpo ruotato verso destra e la coda girata sulla sinistra. Buona parte della regione superiore del cranio, la parte distale della coda, gli arti anteriori (ma non le scapole ed i coracoidi) e la gamba sinistra di Protoceratops sono mancanti: mentre per la regione superiore del cranio e l’apice della coda è possibile che l’assenza sia dovuta all’erosione, per gli arti è probabile che essi siano stati rimossi in un momento poco successivo alla morte dell’animale, prima del consolidamento definitivo del sedimento inglobante i corpi.
La testa di Protoceratops fu la prima parte del fossile ad essere scoperta, probabilmente perché esposta in superficie dall’erosione. Il bacino è parzialmente dislocato, mentre la gamba destra è ancora in posizione naturale, piegata al ginocchio e con i piedi appoggiati al suolo: questa postura indica che l’esemplare di Protoceratops era accucciato a terra nel momento della morte. La gabbia toracica ed il cinto pettorale sono collassati a seguito della decomposizione.
L’esemplare di Velociraptor è lievemente inclinato verso il basso, in direzione posteriore. Tale inclinazione probabilmente riflette l’inclinazione originaria al suolo sabbioso nel momento della morte. Il collo dell’animale è piegato fortemente “ad S”, con la superficie ventrale della mandibola che quasi tocca la base del collo. Tale piega del collo è rinvenuta in esemplari mummificati di grandi uccelli olocenici (struzzi, moa), e può darci indizi sulla durata dell’esposizione subaerea del corpo prima del seppellimento definitivo. La lunga coda è piegata nella regione prossimale verso l’alto, mentre il resto della coda è leggermente incurvato: tale differenza di curvatura riflette la presenza vincolante delle lunghissime estensioni dei chevrons e delle prezygapofisi nella regione intermedia della coda tipiche dei dromeosauridi. La gabbia toracica è collassata a seguito della decomposizione, mentre il cranio ha subito solo una minima disarticolazione.
Fin qui, il fossile potrebbe essere niente più che l’ennesimo caso di fossilizzazione di due carcasse di dinosauro, a seguito di eventi geologici che hanno accumulato casualmente i corpi in uno stesso luogo. In effetti, tale fenomeno è diffuso e deve sempre essere preso in considerazione per evitare speculazioni errate su eventuali interazioni in vita tra gli animali fossilizzati. In questo caso, però, le evidenze sono fortemente a favore di una stretta interazione in vita tra i due animali.
L’arto anteriore destro del Velociraptor è serrato tra le mandibole del Protoceratops. Sebbene la parte rostrale del cranio di Protoceratops sia mancante, è chiaro che nel momento della morte le sue mandibole serrassero strettamente l’avambraccio destro del Velociraptor, il quale scorre tra dentale e mascellare del ceratopso appoggiandosi con le dita al lato sinistro del muso. Inoltre, la mano sinistra del teropode è appoggiata al lato destro del cranio del ceratopso, appena rostralmente al corno jugale; mentre la sua gamba destra è proiettata sotto il corpo del Protoceratops. Infine, il piede sinistro di Velociraptor giace a livello della gola del ceratopso, con il terzo ed il quarto dito flessi, mentre il secondo dito è esteso in alto. Questo dito porta il noto secondo unguale ipertrofico e falciforme tipico dei deinonychosauri, che, nel momento della morte, era evidentemente conficcato nel collo del Protoceratops.
In conclusione, i due animali fossilizzati conservano le reciproche posizioni alla morte: Velociraptor tiene strettamente tra le mani la testa di Protoceratops, mentre con il secondo dito del piede sinistro conficca l’unguale falciforme nella gola del ceratopso; Protoceratops tiene serrato tra le mandibole l’avambraccio destro del teropode, mentre con il peso del proprio corpo accucciato sta premendo sulla gamba destra di Velociraptor.
I due corpi sono abbracciati mortalmente da 80 milioni di anni.
Come sono morti i due animali?
Sono state ipotizzate numerose “scene finali” per spiegare questo fossile. Gli studi sedimentologici e tafonomici escludono gli scenari da “sabbie mobili” o “alluvione” o “annegamento”: il contesto ambientale era una distesa sabbiosa, forse il fianco di una duna. Furono uccisi da una frana? Intervenne una tempesta di sabbia? Oppure questi eventi ambientali accaddero successivamente alla morte dei due animali, preservandone i corpi ma non incidendo sulla morte dei due?
Ho provato a ricostruire la morte dei due animali analizzando gli eventi che possiamo osservare nel fossile, ovvero:
A: Alcune parti di Protoceratops sono mancanti, staccate dal corpo.
B: Protoceratops si accuccia al suolo.
C: Protoceratops serra le mandibole sul braccio sinistro di Velociraptor.
D: Velociraptor proietta la gamba destra sotto il corpo di Protoceratops.
E: Velociraptor conficca il secondo unguale del piede sinistro nella gola di Protoceratops.
Questi eventi non possono essere tutti coincidenti nel tempo. Proviamo a discriminarne la sequenza.
Appare chiaro che l’evento A accade per ultimo (e molto tempo dopo gli altri) e che D non può verificarsi dopo B. Quindi, la sequenza D-B-A è il probabile “canovaccio” della vicenda. Dove collocare gli eventi C ed E all’interno del canovaccio? Il numero di possibili sequenze di eventi è 12, esse sono: ECDBA, CDEBA, CDBEA, CEDBA, DCEBA, DECBA, DCBEA, DEBCA, DBECA, DBCEA, EDCBA, EDBCA.
Una di queste descrive meglio delle altre quello che accadde realmente quel lontano giorno del Campaniano. Ma quale?
La mia preferita è CEDBA:
Velociraptor tenta un primo attacco, afferrando con le braccia la testa di Protoceratops. Protoceratops reagisce e serra le mandibole sul braccio sinistro di Velociraptor.
Velociraptor reagisce a sua volta e conficca il secondo unguale del piede sinistro nella gola di Protoceratops. Poi, proietta la gamba destra sotto il corpo di Protoceratops, forse per divincolarsi dalla morsa, oppure per sferrare un secondo colpo.
Protoceratops si accuccia al suolo, forse fiaccato delle ferite, o per proteggersi da un secondo colpo. Così facendo, blocca la gamba destra di Velociraptor.
Protoceratops muore, probabilmente per dissanguamento a livello della ferita al collo. Il rigor mortis mantiene le mandibole serrate sul braccio di Velociraptor, il quale non riesce a divincolarsi dal corpo del ceratopso.
Velociraptor muore (dopo ore? qualche giorno?), probabilmente perché stremato nel tentativo vano di liberarsi dalla morsa e perché dissanguato a seguito della ferita al braccio (un morso di ceratopso capace di tenere serrato un braccio doveva essere estremamente profondo e lacerante).
Il clima, arido e torrido, inizia a disseccare i corpi, in particolare collo e coda di Velociraptor.
Nei giorni successivi, alcuni saprofagi staccano le parti carnose di Protoceratops, in particolare gli arti (l’arto posteriore preservatosi probabilmente era rivolto contro il fianco della duna).
Sopraggiunge una tempesta di sabbia, oppure la duna sabbiosa antistante collassa sui due corpi.
Le gabbie toraciche entrano in decomposizione e collassano sotto il peso della sabbia.
Inizia la fossilizzazione...
Questa è solo una mia ipotesi. Non pretende di essere la spiegazione migliore possibile.
Probabilmente, non si riuscirà mai a ricostruire nel dettaglio la serie precisa di eventi che generò questo fossile: ad ogni modo, esso è già sufficientemente meraviglioso per ciò che può dirci sull’anatomia, l’ecologia e l’etologia di Protoceratops e Velociraptor, e non fa moltissima differenza se riusciremo o meno a discriminare i singoli eventi che l’hanno prodotto.
Conservare un piccolo alone di mistero nei confronti di una delle più vivide testimonianze che ci sono pervenute della feroce bellezza del Mesozoico, non andrà a danneggiare la scienza.
Bibliografia utile ricavabile da:
Carpenter K., 2000 - Evidence of Predatory Behavior by Carnivorous Dinosaurs. Gaia, 15:135-144.

11 commenti:

  1. Se possibile farei un paragone tra il Velociraptor e un paraviale odierno che tutti conoscono: un gallo (Gallus gallus domesticus).

    Se siete stati attaccati da un gallo almeno una volta nella vita avrete notato che attacca saltando e sferrano DUE calci-speronate in rapidissima sequenza, mai uno solo. Quindi concordo sulla sequenza temporale di Andrea E-D, ma puntando sull'ipotesi del secondo attacco e sollevando dubbi sulla direzione dell'attacco. Non potrebbe essere che il secondo attacco sia stato diretto al fianco (o alla spalla) del Protoceratops già accucciato in atteggiamento difensivo e che la posizione della gamba destra di Velociraptor sotto Protoceratops derivi invece dai processi di fossilizzazione? Preciso che non posso sciegliere tra l'interessante e plausibile (soprattutto nel caso di un attacco a sorpresa)e il dubbio proposto da me.

    Invece sono contrario alla mancata estrazione del braccio di Velociraptor dalle fauci di Protoceratops causa rigor mortis, dato che occorre come solo dopo 1-3 ore dalla morte dell'animale (che inoltre, essendo probabilmente morto per dissanguamento non può essere morto subito).

    Comunque è particolare discutere di un evento così rapido testimoniato da un indizio (il fossile) che necessita di tempi geologici per formarsi.

    Enea.

    Invece per

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  2. Errata corrige: non posso sciegliere tra l'interessante e plausibile (soprattutto in caso di attacco a soropresa) di Andrea e il dubbio proposto da me

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  3. Grazie man!

    Se il rigor mortis non è così immeduato... allora una possibile spiegazione è che siano stati sepolti improvvisamente dal collasso della duna... è possibile che Protoceratops, istintivamente, si sia accucciato ed abbia mentenuto serrate le mandibole, morendo soffocato. Velociraptor, poveraccio, rimase bloccato nella morsa e morì poco dopo anche lui per soffocamento.

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  4. Questo fossile è semplicemente fantastico !

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  5. Già che siamo in tema di artigli dei raptor...Voi li vedete come rampini per ancorarsi al corpo della vittima, per poi ucciderla con le fauci, o come le zanne dei machairodontini, usati per soffocare la preda?

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  6. Domanda molto articolata, che può avere più risposte.
    L'unica prova diretta dell'uso che abbiamo è proprio l'esemplare di Velociraptor che cito in questo post: l'artiglio è conficcato nel collo di Protoceratops, quindi è plausibile che almeno in Velociraptor (almeno quando attaccava animali come Protoceratops) la tecnica fosse simile a quella usata dai grandi rapaci per ghermire le prede. Tuttavia, non è detto che l'uso che ne faceva Velociraptor sia lo stesso in altri Deinonychosauria.
    Nei Troodontidi le proporzioni delle due ossa del secondo dito del piede differiscono da quelle dei dromeosauri, quindi è plausibile un diverso uso (ma per ora non mi azzardo a speculare su quale). Sulla base dell'anatomia generale dei grandi Dromaeosaurinae (da Deinonychus a Utahraptor) non penso che attaccassero in modo simile al ben più gracile Velociraptor. E' interessante, a questo proposito, osservare che i loro crani siano più robusti, e che la dentatura abbia una seghettatura più simile a quella di teropodi "classici": ciò può indicare (ma è un'ipotesi) che i grandi dromeosauri avessero "ri-evoluto" uno stile di caccia che usasse anche la testa e la dentatura oltre che gli arti.
    Questa è solo un'idea preliminare. Vedrò se in futuro dedicherò un post a queste differenze tra denti e artigli nei dromeosauri...

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  7. Per chiarezza, dato che prima ho scritto di fretta e potrebbe essere malintesa, la mia frase:
    "la tecnica fosse simile a quella usata dai grandi rapaci per ghermire le prede." Intendeva dire che l'animale usa principalmente gli artigli dei piedi come arma di offesa.
    La tecnica di Velociraptor che traspare dal fossile è: uso degli arti anteriori per afferrare la preda e uso degli artigli del piede per colpire e lacerare.
    Non so se questa tecnica possa espandersi anche ad altri dromesauri di taglie diverse, né se Velociraptor usasse anche altri metodi. Ripeto: i grandi dromeosaurini hanno crani più robusti rispetto a Velociraptor, i Microraptoria, Unenlaginae (mi baso su Buitraraptor) e Troodontidae, quindi è plausibile che utilizzassero anche le mandibole. Come? Questo è più speculativo, e non mi approfondisco oltre.

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  8. Gabriele Panizza19/10/11 09:18

    Buongiorno. Trattandosi di un contesto ambientale di sabbie più o meno coerenti, mi è venuto in mente il seguente scenario, partendo dal presupposto che Protoceratops pesasse sensibilmente più di Velociraptor (che aveva ossa cave): come ho visto accadere in natura in presenza di neve alta, alcuni leggeri predatori come la volpe possono aggredire e sopprimere anche cinghiali di medio peso immobilizzati, che in condizioni normali non sarebbero mai capaci di predare. Immaginiamo che il Protoceratops si fosse avventurato in un'area di sabbie abbastanza instabili (ma non sabbie mobili), e fosse parzialmente affondato assumendo una posizione accucciata, dopo probabili tentativi di liberarsi. Al pari dei lupi odierni in cerca di prede sui terreni nevosi instabili e sulle valanghe, il Velociraptor perlustrava la zona in cerca di prede, imbattendosi nel Protoceratops parzialmente affondato e quasi immobilizzato. Sfruttando questa posizione di vantaggio, attacca la preda (che in condizioni normali sarebbe stata probabilmente troppo pesante e corazzata per un attacco solitario). La sequenza potrebbe essere quella proposta da Andrea, con l'eccezione che probabilmente il braccio del teropode è stato morso quando anche il predatore era a sua volta parzialmente affondato. Questa la mia ipotesi: Velociraptor afferra la testa di Protoceratops conficcando simultaneamente il secondo unguale sinistro nella gola della preda. A questo punto, come reazione, il Protoceratops tenta uno sforzo sostenuto per liberarsi spingendo con i posteriori per sollevarsi. La sabbia instabile non favorisce il predatore, e Protoceratps riesce a serrarne nella madibola il braccio, impedendogli di divincolarsi mentre scivolano entrambi leggermente a valle. Nel mentre, Velociraptor artiglia il Protoceratops anche con l'arto destro che, mentre la preda affonda ulteriormente, finisce sotto il corpo accovacciato e la sabbia. Il peso non è indifferente, e Velociraptor rimane bloccato e parzialmente coperto dalla sabbia. Muoiono entrambi lentamente dissanguati, con Protoceratops che continua a serrare il braccio del predatore (a quel punto poteva avere la testa parzialmente coperta dalla sabbia). Ho visto lupi morti mentre cercavano prede su versanti coperti da valanghe, sprofondando con la preda o venendo colti da smottamenti.
    Grazie e complimenti, bellissimo sito

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  9. Grazie per questo commento, che aggiuge dati a soluzione dell'enigma.

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  10. Mi sembra di avertelo già chiesto, ma ad agosto si è tutti un po' in vacanza.

    Ci sono novità sui "Montana Dueling Dinosaurs".

    Ovvero i fossili di un tirannosauride (Aublysodon?) e di un ornitischio, rinvenuti in Montana nel 2006 (vicino Jordan, nella formazione Judith, datata circa 80-75 milioni d'anni fa, o 78-75), l'uno a pochi cm di distanza l'uno dall'altro, sotto quella che potrebbe essere un'altra duna collassata?

    Sono stati scoperti da un gruppo di raccoglitori privati, e vorrei sapere se hanno intenzione di descriverli ufficialmente prima o poi, oppure no, oppure se si è scoperto che era una bufala (non è certo impossibile) e la loro ipotesi tafonomica si è sgonfiata.

    Ho ben in mente il pasticciaccio del _Amphicoelias brontodiplodocus_, il sensazionalismo che può accompagnare scoperte di questo tipo e il fatto che queste persone possono o non possono descrivere i fossili rispettando le norme dell'ICZN.

    Anche se forse i CK di Fort Peck sono dei gentiluomini interessati alla scienza tanto quanto al profitto. Ed io sarò il solito vecchio europeo che rabbrividisce solo all'idea che si possano raccogliere scheletri completi di dinosauri solo per venderli al mercato.

    Comunque mi sembra che tutto il loro processo di studio avvenga senza embargo alcuno (vedi anche http://dinosaursabbatical.blogspot.com/2011/08/just-like-dinosaur-fossilonly-better.html, ammesso che si tratti dei medesimi fossili).
    Però in tutte queste informazioni manca completamente la notizia di una descrizione, una "carta" con tutti i crismi, in arrivo.

    Mi chiedevo se in questi 3 anni, da quando cioè l'esistenza di questi fossili è stata resa pubblica, si è parlato di loro sulla dinosaur mailing list, o altrove.

    Oppure nessun paleontologo accademico si sta occupando della cosa che, ammetterai, è sfiziosa anche solo perché gli scheletri sembrerebbero ragionevolmente completi e di specie nuove.

    Valerio

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