03 giugno 2008

Stabilità ed instabilità nella filogenesi di Theropoda

Con un campionario di oltre mille caratteri a disposizione (vedere due post indietro...) penserete che l’albero che emerge dalle analisi sia di una robustezza inossidabile. Così, infatti, mi diceva un amico forestale due giorni fa. Purtroppo, l’albero sarebbe robusto se io non fossi cocciuto e non volessi includervi qualsiasi teropode lontanamente codificabile. E anche se tolgo i taxa molto frammentari (come una vertebra singola) e lascio solo quelli sufficientemente descritti, ciò non toglie che alcune zone restino instabili.

In effetti, la pratica di omettere le forme frammentarie ha un difetto mortale: chi decide quando una forma è da mantenere e quando no? Ci sono taxa più frammentari di altri che nondimeno tendono a stare sempre buoni nella loro zona della filogenesi (ad esempio Velocisaurus, oppure Unquillosaurus), mentre altri taxa, più completi ma apparentemente meno diagnostici, tendono a creare scompiglio e politomie irrisolte (ad esempio Poekilopleuron o Tsaagan). Inoltre, che dire delle topologie inattese che emergono quando includiamo forme frammentarie ma filogeneticamente interessanti? Ad esempio: se escludo Megalosaurus dall’analisi, i torvosauri formano una bella struttura coerente all’esterno di Neotetanurae. Se immetto Megalosaurus, l’intero Torvosauridae collassa, tuttavia, i pezzi di quel clade vanno a porsi in una politomia dentro Neotetanurae (alla base di Carnosauria). Quale interpretazione scegliere? L’eleganza di Torvosauridae intero e risolto fuori da Neotetanurae (ma al prezzo di omettere un taxon significativo, e, quindi, con il rischio di aver imposto un vincolo artificiale alle possibili topologie) o la coerenza della politomia irrisolta alla base dei carnosauri, ottenuta senza imporre alcun veto al dentale di Megalosaurus?

Tre sono le aree che più continuano a dannarmi (altre due, l’interno di Enantiornithes e la posizione dei “dilophosauridi”, ogni tanto impazziscono, ma ormai tendono ad essere domate): il “grado megalosauroide”, ovvero la zona di Tetanurae più derivata di Xuanhanosaurus e meno di Allosauroidea e Coelurosauria; il “grado compsognathidae”, ovvero la zona di Coelurosauria più derivata di Tugulusaurus ma meno di Maniraptoriformes e Tyrannosauridae; ed il grado “neodromeosauride”, ovvero la zona di Dromaeosauridae più derivata di Microraptoria.

Come risolvere queste zone senza sacrificare alcuno dei taxa immessi finora? Aumentando la risoluzione dei caratteri, ma, sopratutto, sperando nella scoperta di nuovi taxa, possibilmente completi quanto basta per fare da tampone all’emorragia di ipotesi ugualmente plausibili.

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