22 aprile 2008

Pedopenna daohugouensis Xu & Zhang, 2005

Il paleoartista Luis Rey ha definito il Biota Jehol del Cretacico Inferiore del Nordest della Cina l’equivalente per gli uccelli di ciò che la Burgess Shale del Cambriano Medio è per gli animali celomati. In effetti, entrambe sono Lagerstätten, ovvero giacimenti a conservazione straordinaria, che hanno preservato parti molli assenti nella stragrande maggioranza delle formazioni fossilifere. Un secondo motivo che giustifica questa analogia è dato dalle età di queste formazioni. La Burgess risale a circa una trentina di milioni di anni dopo la Grande Esplosione della disparità anatomica dei pluricellulari e documenta il pieno della prima radiazione morfologica animale; il Biota Jehol documenta il pieno della radiazione adattativa dei paraviani, sia aviali che deinonychosauri, circa trenta milioni di anni dopo la loro reciproca divergenza. Sottostante (e quindi antecedente) al Biota Jehol abbiamo il complesso dei letti del Daohugou, una serie di strati la cui datazione è dibattuta tra la metà del Giurassico e l’inizio del Cretacico. I teropodi di questi letti sono ancora poco noti, ma preannunciano una spettacolare diversità di forme. Essendo precedenti al Biota Jehol, possono illuminarci sulle prime fasi dell’evoluzione paraviano. Difatti, i due teropodi estratti da questi letti sono delle bizzarre creature dall’aspetto di uccelli aberranti, pugni in un occhio per un ornitologo, qualcosa di analogo all’effetto che darebbero gli artropodomorfi basali Opabinia ed Anomalocaris allo stomaco di un amante delle aragoste.
Dei due, Epidendrosaurus è sicuramente il più famoso, bizzarro e completo, e sarà l’oggetto di un futuro post. L’altro, Pedopenna, è rappresentato solamente da una tibia distale e da un piede completo di piumaggio.
Pedopenna è diagnosticabile dalla estrema gracilità della prima falange del primo dito del piede (che è spesso meno di 1/7 della sua lunghezza)*. Inoltre, si distingue da troodontidi, dromaeosauridi e uccelli per l’assenza di autapomorfie tipiche di quei tre gruppi (complesso di specializzazioni del secondo dito del piede, retroversione dell’alluce e allungamento relativo delle dita rispetto ai metatarsali). Il metatarso è subarctometatarsale, come in molti deinonychosauri basali (Sinovenator, Mei, Microraptoria, Buitreraptor); i tre metatarsali principali (II-III-IV) sono subequali in lunghezza, come in Microraptor, Epidendrosaurus e certi enantiorniti; il primo dito del piede è gracile e raggiunge distalmente l’articolazione distale del secondo metatarsale, come in molti aviali e microraptori; le penultime falangi distali delle dita sono allungate, come in molti aviali, Epidendrosaurus e microraptori; il secondo unguale del piede è lievemente più robusto degli altri.
Tracce di tegumento indicano che i metatarsali erano punto di ancoraggio di lunghe penne metatarsali, come in Microraptor. A differenza di quest’ultimo, il vessillo delle penne metatarsali appare simmetrico.
Xu e Zhang immettono Pedopenna in una versione modificata della matrice del Theropod Working Group di New York, in base alla quale risulta in tricotomia con Deinonychosauria e Avialae.
Immesso in Megamatrice, Pedopenna è un deinonychosauro basale, sister-group del nodo “Troodontidae + Dromaeosauridae”. Caratteri a sostegno di questa ipotesi sono il subarctometatarso, il relativo accorciamento della prima falange del secondo dito rispetto al secondo metatarsale, e la presenza di penne metatarsali.
La morfologia del piede (allungamento delle falangi, posizione del primo dito) indicherebbe una qualche capacità arboricola. La presenza di penne metatarsali, anche se con vessillo simmetrico (quindi con ridotta aerodinamicità), simili a quanto osservato in Microraptor, suggeriscono che Pedopenna potesse sfruttare una superficie alare supplementare a quella presente (presumibilmente) nell’arto anteriore e nella coda. In effetti, è plausibile che Pedopenna, e altri paraviani basali, tra cui Epidendrosaurus, avessero uno stile di vita parzialmente arboricolo che comprendesse lo spostamento tra le fronde. In analogia con quanto osservato in altre linee di vertebrati arboricoli, è probabile che questa nicchia adattativa costituisca il prerequisito per l’evoluzione di forme elaborate di volo (almeno planato) come quelle che riteniamo presenti in Microraptoria e Pygostylia.
*Nota per un amico e collega: ricordiamoci di citare questa diagnosi come esempio pre-esistente per giustificare i nostri affari loschi con gli abelisauroidi malgasci...
Bibliografia:
Xu & Zhang, 2005. A new maniraptoran dinosaur from China with long feathers on the metatarsus. Naturwissenschaften, (versione on-line) del 01-02-2005: 1-10.

4 commenti:

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  3. Quote:simili a quanto osservato in Microraptor, suggeriscono che Pedopenna potesse sfruttare una superficie alare supplementare a quella presente (presumibilmente) nell’arto anteriore e nella coda. In effetti, è plausibile che Pedopenna, e altri paraviali basali, tra cui Epidendrosaurus, avessero uno stile di vita parzialmente arboricolo che comprendesse lo spostamento tra le fronde."

    Dunque per Pedopenna sarebbe ipotizzabile un uso del WAIR(Dial2001)?

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  4. Il Wing Assisted Inclined Running è più plausibile per forme terricole che usano gli alberi per rifugio... forse Pedopenna è in una fase + nettamente arboricola. In ogni caso, le penne metatarsali sarebbero d'intralcio per il Running...

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