13 ottobre 2020

Spectrovenator, un abelisauride "transizionale" dal Brasile


 

Il registro fossilifero degli abelisauridi si concentra principalmente nella seconda metà del Cretacico (100-66 milioni di anni fa). Tuttavia, resti frammentari risalenti all'inizio del periodo (130 milioni di anni fa) ed il possibile status abelisauride di Eoabelisaurus (risalente a 160 milioni di anni fa) implicano che la grande maggioranza della storia di questo gruppo sia ancora in larga parte sconosciuta. In particolare, quasi nulla è noto delle tappe che hanno portato gli abelisauroidi non-abelisauridi e le forme con una anatomia simile a quella dei ceratosauri giurassici ad acquisire la serie numerosa di innovazioni nel cranio, nelle vertebre e negli arti che osserviamo negli abelisauridi della fine del Cretacico. Uno studio appena pubblicato colma in parte una lacuna significativa lungo la sequenza evolutiva che porta agli abelisauridi. Spectrovenator ragei (Zaher et al. 2020), è probabilmente il theropode più interessante pubblicato questo anno. Questo theropode di taglia media proviene dal passaggio Barremiano-Aptiano (125 milioni di anni fa) del Brasile, ed è basato su uno scheletro parziale ma articolato (con gli elementi preservati in ottimo stato) rinvenuto in associazione con l'olotipo del titanosauro Tapuiasaurus macedoi. Lo scheletro di Spectrovenator comprende il cranio completo, parte delle vertebre cervicali e dorsali, il bacino, parte della coda e degli arti posteriori. L'animale mostra una combinazione di caratteri tipici degli abelisauridi (ad esempio, ossa dermiche del cranio ornamentate, nasale dotato di due serie di forami dorsali mediali alle creste laterali, regione circum-orbitale rinforzata, processi ossei per i muscoli epiassiali del collo ben sviluppati, coste caudali espanse “ad accetta”, quarto metatarsale divergente) combinate con caratteri più arcaici degli abelisauroidi (lamine paradentali non ornamentate, regione antorbitale allungata, processi per la muscolatura della nuca non eccessivamente prominenti, secondo metatarsale gracile, ungueali del piede con solchi collaterali biforcati). Spectrovenator è quindi il più classico dei taxa “transizionali” che i paleontologi sperano sempre di trovare e porre lungo una serie filogenetica, come risulta dall'analisi svolta dagli autori (e confermato da un'analisi preliminare con Megamatrice) che colloca questo nuovo theropode alla base di Abelisauridae (escludendo, per ora, Eoabelisaurus dalla discussione).

Purtroppo, la descrizione dello scheletro postcraniale è alquanto sintetica e ridotta al minimo, e questo non permette di codificare molti elementi anatomici chiave per la filogenesi abelisauroide: l'augurio è che gli autori stiano preparando una monografia dettagliata e questo sia solo l'articolo di introduzione.

Inoltre, non è chiaro lo stato di crescita dell'esemplare, e quindi se e quanto alcuni dei caratteri plesiomorfici siano piuttosto solamente condizioni giovanili di un individuo immaturo.


Bibliografia:


Zaher H., Pol D., Navarro B. A., Delcourt R. & Carvalho A. B. 2020. — An Early Cretaceous theropod dinosaur from Brazil sheds light on the cranial evolution of the Abelisauridae. Comptes Rendus Palevol 19 (6): 101-115. https://doi. org/10.5852/cr-palevol2020v19a6

2 commenti:

  1. What an amazing specimen, and as you said, the preservation is astounding!

    I didn't realize that the status of Eoabelisaurus was up in the air, that's interesting.

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  2. Faccio una fatica enorme a comprendere la differenza fra l'immagine A e l'immagine C, immagino che in parte sia dovuta alla deformazione avvenuta durante la fossilizzazione, ma mi sembra che alcune ossa in C manchino o siano in posizioni diverse da quelle che hanno in A... che, tra l'altro mi risulta molto più familiare e leggibile come immagine.
    Emiliano

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