11 febbraio 2016

Viavenator

Filippi et al. (2016) descrivono i resti parziali di un nuovo abelisauridae dalla Formazione Bajo della Carpana (Santoniano) dell'Argentina, ed istituiscono Viavenator exxoni.
L'olotipo ed unico esemplare include un neurocranio ben conservato, una serie vertebrale comprendente cervicali, dorsali e caudali, alcune coste ed uno scapulocoracoide.
Tra i caratteri diagnostici di questo nuovo abelisauridae è interessante la serie di adattamenti volti a limitare la mobilità della colonna vertebrale: le dorsali hanno tutte un'articolazione accessoria, e le spine neurali dorsali sono connesse tra loro da espansioni delle lamine prespinali. Questo mix di caratteri potrebbe essere funzionale a qualche adattamento locomotorio.
L'analisi di Filippi et al. (2016) colloca Viavenator in un clade derivato di Abelisauridae comprendente Carnotaurus, Abelisaurinae, Quilmesaurus e Pycnonemosaurus, che viene battezzato Furileusauria. Immesso in Megamatrice, Viavenator risulta sister-taxon di Ilokelesia in una topologia molto differente da quella risultata a Filippi et al. (2016), che discuterò in futuro. 

Bibliografia:
Leonardo S. Filippi, Ariel H. Méndez, Rubén D. Juárez Valieri & Alberto C. Garrido (2016) A new brachyrostran with hypertrophied axial structures reveals an unexpected radiation of latest Cretaceous abelisaurids. Cretaceous Research 61: 209–219.

4 commenti:

  1. ciao Andrea, posso chiederti se e come si sia evoluta negli anni la tua ipotesi del Majungasaurus anfibio?
    Emiliano

    RispondiElimina
  2. In attesa della tua discussione topologica mi è sorta una curiosità.
    Quando le tue analisi con Megamatrice differiscono così tanto con quelle pubblicate, ne discuti direttamente con gli autori?

    Valerio

    RispondiElimina
  3. Buongiorno.

    Ho letto il post del link da te citato sopra, ovvero "muscoli e scatti da Carnotaurus", e in un commento dici "se aveva un metabolismo più rettiliano era in grado di effettuale scatti molto rapidi ma non corse di lunga durata. Se aveva un metabolismo da uccello allora era in grado anche di lunghe corse". Ora, detto questo, riguardo la lunga diatriba squame vs piume ho pensato: il metabolismo (quindi aviano o da rettile) potrebbe aver influenzato anche l'aspetto dell'animale, o questo deriva (o avrebbe potuto derivare) invece da adattamenti evolutivi, ambientali, climatici, alimentari, sessuali, ecc ecc?

    Cristian.

    RispondiElimina
  4. I termini "metabolismo rettiliano" e "metabolismo aviano" sono iper-semplificazioni, una dicotomia "bianco vs nero" molto grossolana. Gli stessi rettili (non-aviani) e uccelli di oggi non sono certo collocabili in due categorie metaboliche nette e rigide. Probabilmente i dinosauri si collocano lungo una serie graduale di "sfumature di grigio" per quel che riguarda il metabolismo. Pertanto, non si può associare dettagli dell'aspetto a priori ad uno stato metabolico.

    RispondiElimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -