06 luglio 2015

L'inevitabile paradosso del chiamare in modo fissista forme che evolvono

Un problema ricorrente nelle analisi filogenetiche degli stem-aviani, e particolarmente sensibile nell'intorno del crown group, é di natura terminologica. Il problema é stato discusso da Harris (2004) e Wilson (2006), ed é figlio della natura intrinsecamente fissista e pre-evoluzionista della zoologia linneana.
La zoologia nasce come disciplina fissista, pertanto, pur riconoscendo una unità di base, mantiene implicitamente i cladi principali come distinti e separati. Ad esempio, l'ornitologia e l'erpetologia possono essere seguite indipendentemente una dall'altra, ignorandosi a vicenda. Perlomeno, fintanto che si studiano solo i viventi, e bendandosi gli occhi di fronte alle unità biologiche dei tetrapodi. Ad esempio, si potrebbe persino creare una nomenclatura anatomica valida solo per gli uccelli ed una valida solo per i "rettili e anfibi". E difatti le cose sono andate in quella direzione.  Gli uccelli sono descritti tramite una terminologia propria, differente da quelle usate per altri tetrapodi, nonostante che (a parte caratteristiche esclusive di Aves) l'anatomia aviana sia solo una variazione sul medesimo bauplane tetrapode, amniota e rettiliano. Ad esempio, abbiamo elementi anatomici del medesimo osso, omologo tra uccelli e (altri) rettili, che sono chiamati in modi differenti a seconda del clade che stiamo descrivendo. Per esempio, il margine anteriore del metacarpale alulare di un uccello é la stessa cosa del margine mediale del primo metacarpale rettiliano. Chi non é al corrente di queste divergenze nomenclaturali potrebbe pensare che i due termini descrivano elementi differenti dello scheletro. E se la questione pare puramente linguistica, simile al chiamare lo stesso oggetto in diverse lingue, aiutati da un traduttore, la faccenda diventa pericolosa ed insidiosa in paleontologia.
Infatti, dato che non esiste soluzione di continuità tra "rettili" e uccelli, se percorriamo la serie filogenetica in direzione di Aves, passiamo da animali descritti con la nomenclature rettiliana ad animali descritti con quella aviana. Lungo quella serie, ad un certo punto smetteremmo di usare la prima nomenclatura per passare alla seconda. Ma tale punto, ammettendo per ora che abbia senso porlo, dove sta? Se tutti concordiamo che Deinonychus abbia il margine mediale del primo metacarpale, e Gallus abbia il margine anteriore del metacarpale alulare, non tutti sono concordi su come chiamiare la medesima parte anatomica in taxa come Aurornis, Anchiornis, Archaopteryx, Jeholornis e Confuciusornis.
La confusione regna, e qualunque soluzione proposta é comunque un compromesso, spesso fonte di ulteriore ambiguità.
Il divisionismo figlio del fissismo, uscito dalla porta della teoria, rientra dalla finestra della terminologia.

Bibliografia:
Harris, J. D. 2004. Confusing dinosaurs with mammals: tetrapod phylogenetics and anatomical terminology in the world of homology. The Anatomical Record 281A:1240–1246.

4 commenti:

  1. Si dovrebbe istituire una commissione che stabilisca delle regole di nomenclatura per le strutture anatomiche come già viene fatto per le specie. Una volta che due strutture anatomiche si rivelano omologhe, vince il nome della più antica.
    Visto che presumo che quanto ho detto sia di una ovvietà sconcertante, che tu sappia, è stato fatto? Se no, mi sapresti dire perché?

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    1. La faccenda é molto complessa, come spiegato da Wilson (2006), scaricabile dal link presente nel post.

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  2. Avevo commentato senza leggere l'articolo. Attività poco seria.
    Comunque i miei commenti non sono mai critiche a nessuno. Mi servono solo per capire.
    Adesso che ho letto l'articolo, mi rendo conto che le variabili in gioco sono parecchie e la questione è complessa. Per esempio,

    Ci sono strutture omologhe in senso evolutivo.
    Altre che sono nello stesso posto ma non sono omologhe evolutive. Si sono evolute
    più volte autonomamente (analoghe). Tuttavia, servono alla stessa cosa e quindi sono omologhi funzionali
    Altre che sono nello stesso posto ma non servono alla stessa cosa e non sono omologhi evolutivi

    e tante altre complicazioni pratiche

    La lettura mi è servita per chiarirmi una domanda che ti avevo fatto tempo fa: ossia come un'osso viene identificato con un determinato nome. In pratica, cosa è il lacrimale?
    l'osso che sta nella posizione del lacrimale? l'osso contiene il dotto lacrimale? l'osso omologo a un lacrimale "tipo"?

    O perlomeno per capire che il problema esiste anche per gli addetti ai lavori. Ovviamente in misura molto minore che per me.

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    1. L'identificazione di un osso si fa in base alle sue relazioni con gli altri ed eventualmente anche in base alla forma. Un osso che borda il margine anteriore dell'orbita e contatta mascellare e jugale é quasi sicuramente un lacrimale. Ovviamente, in natura ci sono sempre le eccezioni...

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