06 luglio 2014

Una vertebra di theropode dal Marocco risolve l'enigma proporzionale di Spinosaurus?

Perché le vertebre dorsali di Spinosaurus hanno lunghezza comparabili a quelle dei grandi tyrannosauridi e carcharodontosauridi, mentre le faccette articolari e gli archi neurali sono marcatamente più piccoli? Come spiegare questa anomalia?
Nell'istituire Sigilmassasaurus, Russell (1996) incluse tra il materiale riferibile a questo taxon varie vertebre dorsali isolate, appartenenti ad individui di varie dimensioni. Russell (1996) nota che queste vertebre dorsali posteriori ricordano molto quelle dell'olotipo di Spinosaurus. McFeeters et al. (2013) escludono l'attribuzione di questo materiale a Sigilmassasaurus, e lo riferiscono a Tetanurae indet.
Concordo con Russell (1996) che questi resti ricordino molto Spinosaurus (e qualora Sigilmassasaurus risulti sinonimo di Spinosaurus, l'intuizione di Russell sarebbe ulteriormente confermata). Difatti, come Spinosaurus, queste vertebre dorsali posteriori hanno una combinazione di caratteri unica, assente negli altri theropodi di grandi dimensioni: sono più lunghe che alte, con faccette ellittiche e marcatamente opistocoeliche, le superfici laterali sono prive di pleurocoeli, quella ventrale presenta una sottile carena, e la faccetta posteriore appare molto svasata. Età, collocazione geografica nordafricana, dimensioni, proporzioni e caratteristiche generali corrispondono a quelle delle dorsali posteriori dell'olotipo distrutto di Spinosaurus aegyptiacus. Non vedo motivi per non riferirle a quel taxon. Quindi, io sono propenso a considerare queste vertebre come appartenenti a Spinosaurus.
La vertebra più grande tra questi esemplari è un centro dorsale posteriore, CMN 50402, della quale Russell (1996) fornisce varie misure: lunghezza massima di 195 mm, lunghezza del centro escludendo la marcata convessità anteriore (equivalente al “rim-to-rim” di Charig e Milner 1997) di 168 mm, altezza della faccetta posteriore di 119 mm, ampiezza a livello del margine posteriore delle diapofisi di 120 mm.



Un dettaglio interessante è la marcata opistocoelia, che fa sì che la lunghezza massima del centro, (inclusa la convessità anteriore che alloggiava nella cavità posteriore della vertebra che la precedeva) sia 116% della lunghezza “rim-to-rim”. Ovvero, la lunghezza “rim-to-rim” nelle dorsali di Spinosaurus è pari al 86% della lunghezza massima.
Come ho scritto in passato, le dimensioni dell'olotipo di Spinosaurus aegyptiacus sono state sovrastimate usando erroneamente la lunghezza massima del centro come “misura” delle dimensioni della vertebra da scalare rispetto all'olotipo di Baryonyx, quando sarebbe più corretto usare la lunghezza “rim-to-rim”. Ri-scalando le dorsali di Stromer (1915) del 86%, la dorsale più lunga ha un valore “rim-to-rim” di 180 mm, che rientra nel range delle dimensioni massime delle dorsali posteriori dell'olitipo di Baryonyx! Se ricordate, in un post passato mostrai che l'ampiezza e altezza delle faccette articolari nelle dorsali olotipiche di Baryonyx fosse nello stesso range dimensionale di quelle dell'olotipo di Spinosaurus, e che questo ultimo risultasse molto allungato, ma solamente in lunghezza. Riscalando i valori di Spinosaurus in base al “rim-to-rim” questa anomalia longitudinale si riduce, e Spinosaurus risulta proporzionato a Baryonyx, e con vertebre lunghe 120% dell'olotipo di Baryonyx.

Pertanto, tornando alla domanda che apre il post, correggendo le dimensioni longitudinali di Spinosaurus (badandoci solamente sui valori “rim-to-rim”) capiamo come mai questo theropode risultasse “anomalo”, con faccette vertebrali molto più piccole di altri theropodi giganti come Tyrannosaurus e i Carcharodontosauridae: in realtà, era la lunghezza delle vertebre ad essere stata “sovrastimata”, mentre le faccette articolari ci davano il valore realistico delle sue dimensioni effettive.

Lo so, la mia è la voce di uno che grida nel deserto...

Bibliografia:
Charig, A.J., and Milner, A.C. 1997. Baryonyx walkeri, a fish-eating dinosaur from the Wealden of Surrey. Bulletin of the Natural History Museum of London (Geology), 53: 11–70.
McFeeters, B., Ryan, M., Hinic-Frlog, S., Schröder-Adams, C. 2013. A reevaluation of Sigilmassasaurus brevicollis (Dinosauria) from the Cretaceous of Morocco. Canadian Journal of Earth Sciences 50: 1-14.
Russell, D.A. 1996. Isolated dinosaur bones from the Middle Cretaceous of the Tafilalt, Morocco. Bulletin du Muséum national d'Histoire naturelle, Paris, 4esér. 18: 349–402.

8 commenti:

  1. Salve, volevo segnalare che il titolo del post riporta un errore di battitura ("Una vertebre").
    Buona continuazione del blog!

    Aesìr

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    1. Grazie per la segnalazione, ho corretto.

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  2. Al di là delle dimensioni (tranquillo, nel deserto ci sono io ad ascoltarti) ma ho sempre pensato che spesso si tenda a istituire generi nuovi troppo frettolosamente, basandosi magari su pochi fossili (nello specifico mi riferisco alla possilibile sinonimia tra spino e sigil ). Tu che ne pensi?

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    1. Io ho eretto un genere da un singolo frontale.

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  3. A questo punto sorge la domanda: qual è o quale può essere la ragione/funzione di questa marcata opistocoelia? Altri theropodi hanno questa caratteristica?

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    1. Gli unici altri theropodi con marcata opistocoelia nelle dorsali posteriori sono i Parvicursorinae.
      Interessante che Spinosaurus mostri iposfeni relativamente ridotti rispetto agli altri grandi theropodi, e che i parvicursorini perdano del tutto gli iposfeni.
      La marcata opistocoelia + la riduzione degli iposfeni è generalmente associata ad una relativa mobilità intervertebrale rispetto alle forme con centri anficelici e marcato iposfene. Pertanto, la colonna dorsale di Spinosaurus risulta relativamente meno rigida rispetto a quella di altri grandi theropodi. Ciò è conforme con il relativo allungamento dei centri. Penso sia prematuro, tuttavia, fare speculazioni funzionali sul perché di queste caratteristiche: occorre avere più esemplari e sopratutto occorre mappare la distribuzione di questi caratteri lungo Spinosauridae (disponendo di più taxa possibili) per capire se questi caratteri coevolvano e, ad esempio, siano legati all'evoluzione delle alte spine neurali.

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  4. Che tu sappia ci sono, in programma per quest'anno, spedizioni in Marocco e/o Tunisia (o scavi in corso) per cercare altri reperti di Spinosaurus? Magari con Federico Fanti...
    Alessandro (Bologna)

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