02 dicembre 2013

"Mettere la faccia" in ciò che si scrive... (come metafora e non solo)

Ultimo post della serie a puntate sulle dimensioni mitizzate di Spinosaurus, un tema a cui sono molto interessato, per molti motivi, sia scientifici che "antropologici".
Ho mostrato molte prove del fatto che questo theropode fosse più snello e gracile di come invece si riporta, in modo spesso grossolano. Ho mostrato le vertebre in più norme (laterale e anteroposteriore), ho mostrato le misurazioni e le dimensioni trasversali rispetto agli altri theropodi, ed ho anche discusso di come una "visione parziale" lungo un solo asse corporeo possa essere fonte di errore e indurre a considerare un animale più massiccio di quanto effettivamente sia. Per chiudere la serie, ecco un'immagine che mostra in modo diretto come le mie parole siano ben motivate, dato che ho avuto modo di toccare con mano e analizzare molto da vicino l'esemplare più grande di spinosauride pubblicato attualmente.
The most powerful deadly machine of all time... with a spinosaur rostrum ;-)
Ripropongo questa foto perché è sempre molto simpatica da rivedere. Fu realizzata lo stesso giorno di questa qui (che è diventata un "must" nelle discussioni su Spinosaurus: ironia della sorte, l'autore di quella foto sono io). Nella foto qui allegata, realizzata da Simone Maganuco nei laboratori del Museo di Storia Naturale di Milano, abbiamo un certo Andrea Cau (allora ventiseienne... mamma mia, quanto tempo...) che infila la sua testa sotto il rostro dell'esemplare MSNM V4047 per meglio osservare i dettagli del palato (in particolare, la sutura premascellare). Nell'ingrandimento, la foto è stata ruotata per mostrare meglio il rostro (dello spinosauro, non il mio). Notare che lo spessore del rostro del theropode e quello della testa dell'essere umano sono comparabili, e che a mala pena la mia testa si inseriva a ridosso del palato. E vi assicuro che la mia testa è di dimensioni medie per un Homo sapiens.
In generale, tutti i theropodi hanno crani relativamente stretti, quindi non dobbiamo stupirci di ciò. Nondimeno, se consideriamo che questo viene spesso citato come il possibile cranio più grande noto in Theropoda, è curioso come questo cranio sia molto più stretto di quello di altri grandi theropodi. Ovvero, esattamente come constatato con le vertebre, Spinosaurus non è gigantesco se viene osservato in tutte le dimensioni. Questo theropode ha quindi un rostro lungo un metro, ma che è ampio solamente una ventina di centimetri. La testa, era molto affusolata, ma non era particolarmente ampia (a meno che future scoperte non mostrino una marcata espansione mediolaterale della regione postorbitale, presente in alcuni coelurosauri). Quindi, lo stesso MSNM V4047, così mitizzato online da diventare quasi una sorta di Leviatano dei theropodi, di fatto è più una sorta di "gigantesca cicogna con i denti" (copyright by S. Maganuco), con un rostro lungo e stretto, ma che confrontato con altri grandi theropodi ha un cranio molto snello e relativamente sottile. Il rostro sottile implica un cranio sottile e non particolarmente massiccio, cosa che è confermata dalle vertebre cervicali e dorsali relativamente allungate e strette dell'olotipo (che appartengono ad un animale lungo circa il 93% di questo) e che ho mostrato nei precedenti post. 
Ciò non sminuisce l'interesse e il valore del fossile, ma serve a mostrare che ho ottimi motivi per affermare quello che scrivo: insomma, ci ho messo pure la faccia dentro, so quello che dico!

3 commenti:

  1. Piccola curiosità: quanto era completo lo Spinosaurus distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale? E, inoltre, se sono stati fatti studi in merito, intorno a che dimensioni si aggirava? Ah, per concludere, sono due animali differenti S. aegyptiacus e S. maroccanus?

    Franco Risi

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    Risposte
    1. L'esemplare distrutto nel 1944 comprendeva una parte della mandibola e una decina di vertebre. Con così pochi resti è difficile stimare in modo preciso le dimensioni. Le dimensioni pubblicate comunque concordano che l'animale potesse essere lungo tra 12 e 14 metri. Ma, ripeto, con così pochi resti è prematuro stabilire una misura più precisa.
      S. maroccanus è basato su alcune vertebre trovate in Marocco. Non ci sono motivi validi per considerarlo una specie valida: i resti sono pochi e frammentari, e non ci sono caratteri diagnostici per definire una specie. Quello che possiamo dire è che sono ossa di uno Spinosauridae.

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  2. Oh, non pensavo che i resti fossero così esigui già dalla sua scoperta (1911, mi pare, no?), credevo - pensavo - che almeno prima, i resti fossero maggiori e che non avessero fatto in tempo a descriverlo correttamente, per un motivo o per l'altro, e che quindi, durante i bombardamenti...

    Grazie mille per la risposta.

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