27 settembre 2013

Sulla totale natura di fiction di "Walking with Dinosaurs" (e del film omonimo)

Aladar in salsa ceratopsiana
Qualche post riprende un tema che avevo solamente accennato in un post recente.
Molto spesso viene dimenticato, o forse è del tutto ignoto ai più, ma tutti i documentari, compresi quelli più "documentaristici" (quale può essere una ripresa di scene nella savana africana, senza colonna sonora e senza commento audio) sono comunque delle opere di finzione, nel senso che anche nei casi più strettamente di documentazione degli eventi realmente avvenuti, per ogni fotogramma che lo spettatore vede ci sono decine di minuti di filmato che viene realizzato ma poi non viene incluso nel documentario, che viene consciamente omesso e scartato dai realizzatori dell'opera, che, in base alla propria soggettività, operano una cernita delle scene e "creano" una sequenza fittizia. Ogni documentario, difatti, è il risultato di una opera (più o meno sapiente) di montaggio e post-produzione. Scrivo questo per stemperare subito il mito del "documentario puro": nessun documentario è una rappresentazione fedele e letterale della realtà.
Pertanto, se anche un video su animali reali e viventi in un ambiente "naturale" è già in parte una fiction, poiché il documentario è anche una sceneggiatura decisa a tavolino, a maggior ragione qualsiasi "documentario paleontologico" - anche quelli di migliore qualità e professionalità - è comunque un prodotto di finzione costruito secondo canoni più artistici che scientifici.
Ciò non toglie valore alle opere più pregevoli, ma serve da cardine di consapevolezza per non cadere nell'ingenua convinzione che un "documentario" sia una rappresentazione diretta, immediata e letterale della realtà. Un documentario, di qualsiasi natura e professionalità, è sempre una costruzione fortemente vincolata alla soggettività dei suoi creatori.
Detto questo, sarà più facile per molti comprendere il mio atteggiamento molto critico verso una produzione di "paleo-fiction" ormai vecchia di oltre un decennio, e molto famosa: la serie dei "documentari" di Walking with Dinosaurs (e "derivazioni" come "Walking with Beasts").
Walking with Dinosaurs (abbreviato WWD) nacque sulla scia della rivoluzione cinematografica di Jurassic Park e del suo seguito (1993-1997). WWD si proponeva di mostrare scene di "vita mesozoica", integrando filmati di ambienti reali attualmente esistenti con animazioni in CGI di "animali preistorici".
WWD è una fiction, nel senso più profondo del termine: pura finzione. Finzione è la presenza di animali non reali in ambienti reali, finzione è la loro morfologia e comportamento, finzione la drammatizzazione delle vicende. WWD si avvale di consulenze paleontologiche, ma ciò non trasforma una fiction, nata come fiction e impostata come fiction, in un documento scientifico.
Purtroppo, molti (ri)vedono ed intendono WWD come un "documentario puro", dimenticando che la componente "scientifica" di queste produzioni è secondaria. La grandissima maggioranza dei comportamenti che si vedono in WWD è infatti basata su speculazioni, per quanto avallate da alcuni paleontologi ingaggiati dalla produzione, ma comunque pur sempre speculazioni che riflettono un particolare punto di vista ed interpretazione: difatti, eventi "reali" non necessiterebbero di un avallo da parte di un esperto per essere "reali", dato che essi avvengono "oggettivamente" a prescindere dalle preferenze dell'osservatore (sebbene, e lo rimarco ancora, è pur sempre la scelta soggettiva di chi realizza la post-produzione a sancire quali eventi "reali" saranno incorporati nel documentario e quali invece saranno scartati e omessi: per questo, anche nel "documentario più documentaristico" al mondo, la componente di finzione e soggettività persiste).
All'inizio del prossimo inverno, uscirà nelle sale cinematografiche un film di animazione in CGI che, forse in modo puramente di facciata e per fini di marketing, si rifà nel nome alla serie di WWD: "Walking with Dinosaurs: the 3D Movie" (abbreviato WWDm). Ho il sospetto che il nome sia l'unico effettivo collegamento alla serie originaria di WWD di quasi 15 anni fa, e che per il resto il film sia solamente un film di animazione che segue la stessa filosofia del terrificante Dinosaur disneyano. Vedendo il trailer, che circola in rete, confermo questo sospetto: i dinosauri hanno atteggiamenti antropomorfi, e sia la voce narrante che le immagini si concentrano sulle vicende di un protagonista (ovviamente, è maschile...) che deve farsi strada per diventare l'eroe della storia; inoltre, si vedono gli immancabili antagonisti antipatici e cattivoni che fungono da inevitabile contraltare narrativo all'eroe (ovviamente, sono dei poveri theropodi, bistrattati e sfruttati ignobilmente per le bieche logiche della lobby ornitischia...). 
Pertanto, WWDm è una fiction nel senso più puro del termine: questo film non è per niente un documentario e non deve essere inteso in quel senso. E ciò è molto positivo. Sicuramente, qualche lettore sarà sorpreso da queste mie parole, dato che probabilmente penserà che io sia più interessato ai paleo-documentari che alle paleo-fiction, e che sarei più felice di vedere un WWDm in stile documentario (a la WWD originario) invece che un film di animazione (a la Dinosaur disneyano)*. Tuttavia, se rileggete la prima parte di questo post, ho scritto che qualsiasi documentario ha sempre in sé una componente di fiction, e che ciò è ancora più pregnante nel caso di "documentari paleontologici". Ho anche scritto che la serie WWD di 15 anni fa è sovente ricordata - in modo improprio - come un "paleo-documentario", quando di fatto è una paleo-fiction. Infatti, il fraintendimento nasce dalla struttura narrativa di WWD, molto simile a quelle dei "classici" documentari: abbiamo, difatti, scene "naturalistiche" prive di personaggi umani, ed una voce narrante che, in modo apparentemente neutro ed asettico, ci "commenta" la scena. Molti apprezzarono WWD proprio per questo aspetto "documentaristico". Tuttavia, quella rappresentazione di eventi è una pura finzione, dato che le scene sono delle finzioni narrative costruite a tavolino da un team di sceneggiatori ed animatori (con una blanda supervisione scientifica) e assemblate in post-produzione. Al tempo stesso, questo aspetto di finzione è talmente mascherato dal gioco sapiente di post-produzione, CGI, sceneggiatura e narrazione "asettica" che lo spettatore generalmente assume in modo istintivo che sia una "scena" reale, che stia assistendo ad un "documento reale", pur essendo probabilmente consapevole a livello conscio che tutto ciò sia invece di una finzione.
Al contrario, film come Dinosaur della Disney, per quanto pessimi sul piano cinematografico (anche perché troppo infantili, didascalici e buonisti per i miei gusti), sono più "onesti" rispetto a WWD, dato che la componente antropomorfica nei personaggi è talmente palese (essi parlano!) che nessuno cade nella trappola né fraintende la fiction scambiandola per un "documentario". 
Di conseguenza, un film sui dinosauri improntato come WWD è una fiction subdola che si spaccia per documentario, mentre un film sui dinosauri improntato come Dinosaur della Disney è una fiction onesta che si spaccia per fiction. Il fatto che WWDm sarà più simile a Dinosaur della Disney piuttosto che a WWD è quindi un motivo per essere felici: sarà un onesto film di animazione per bambini, una storia di fantasia, che, per quanto abbia come protagonisti delle creature che somigliano molto a dei dinosauri immersi in un contesto ambientale plausibilmente simile a quello del Campaniano nordamericano, è pur sempre una fiction, una finzione, una favola e non ha alcun valore paleontologico e scientifico.

Il problema, come al solito, sarà che moltissimi andranno al cinema pensando - più o meno consciamente - di "vedere" il Mesozoico, di assistere a scene con i "dinosauri" (quelli "veri"!), di vedere ricostruzioni e situazioni fondati su "fatti scientifici", e assumeranno acriticamente che quello sia un "documentario", per quanto romanzato...

*NB: comunque, è altamente improbabile che io vada al cinema per vedere questo film.

16 commenti:

  1. Una volta ho visto un documentario (se così si può chiamare) sugli "animali del futuro", se prendendo in esame animali vissuti centinaia di milioni di anni fa i loro presunti comportamenti sono pura speculazione, con animali che non esistono neppure e che probabilmente non esisteranno mai siamo proprio a livelli di fiabe. E come giustamente fai notare presentare il tutto come "documentario scientifico" è quanto di più scorretto si possa fare, illudendo lo spettatore di acquisire cultura anziché la spazzatura che in realtà è. La cosa peggiore è che per prendere appunto le masse annoiate molti documentari main stream hanno esattamente questo approcio di spettacolarizzazione.

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  2. La funzione della fiction è quella di creare emozioni, nulla più. Questo accade fin dai tempi rurali, quando persone della famiglia, o addirittura "specialisti" esterni, si radunavano per raccontare e ascoltare racconti di finzione.
    La cosa essenziale è saper discernere la finzione dalla realtà, dopodiché lasciarsi trasportare dalla storia (se essa ci riesce, ovviamente).

    Andrea Pirondini

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    1. Il problema non è la fiction in sé, ma la fiction spacciata per "document[ari]o".

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    2. Per me fa parte del gioco. E' lo spettatore che deve capire la differenza. Spacciare una fiction per "documentario", aprire un racconto con "quello che sto per raccontarvi è realmente accaduto" o spacciare un film per "storia vera", è solo un modo per creare un certo pathos. Una sorta di empatia tra l'opera e il fruitore della stessa. E' una tecnica. In un certo senso, anche quando vediamo un prestigiatore sappiamo che utilizza dei trucchi, ma se li svelasse si perderebbe il "sense of wonder".

      Andrea Pirondini

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    3. Beh, ovvio... dopo tutto, il peso di dover poi spiegare in giro che tutte quelle cose, spacciate per "documenti", erano pura fiction spetta a noi poveri paleontologi. ;-)

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    4. Andrea, è un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo ;)
      Simone

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    5. Per voi è facile, vi limitate a leggere il prodotto finito...

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    6. Beh, ora come ora non mi spiacerebbe farmi carico di quella responsabilità (e forse un giorno sarà così).
      Ps: la mia era una battuta, non volevo sottovalutare il tuo lavoro, spero sia chiaro....

      Simone

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    7. Tranquillo, non è per queste cose che mi scompongo.

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  3. Credo che WWD e simili si debba definire "telefilm a sfondo documentaristico", perchè comunque si basa su speculazioni paleontologiche che vengono rivolte allo spettatore tramite immagini di "finzioni".
    Mauro

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  4. di nuovo i dinosauri discriminati rispetto agli altri animali (o viceversa semmai). di nuovo dinosaurocentrismo. di nuovo mesozoicocentrismo. che palle.
    molto meglio il vecchio king kong del 31 che mescolava un po di tutto, molto meglio i mostri di harryhausen, molto meglio l'era glaciale 3 dove si fonde il mesozoicocentrismo con in glacialcentrismo (che è il fratello minore, in attesa di futuri cugini permiani e cambriani) dove la varietà fantastica non era monotematica (ovviamente sono ironico, però è un po come la storia dei paperi di paperopoli e dei topi di topolinia che raramente si fondono...i dinosauri del mesozoico , i mammiferi del quaternario, e l'ispettore manetta che acciuffa macchianera a topolinia).
    il monotematicismo è la rovina della nostra epoca, e corrisponde all'ecceso di specializzazione di ogni settore. con il monotematicismo si diventa incapaci di valutare, si è solo degli esperti di un qualcosa che non si sa dove stia rispetto alle altre cose e pertanto non si si sa più di che cazzo si è esperti.
    e anche nel divertimento purtroppo oggi cè specializzazione (le fiction sono intrattenimento esattamente come una partita di rugby o come un concerto, poi si può discutere sul livello culturale ma intrattenimento rimane).
    ormai il problema è che lo spettatore ha bisogno di sentirsi vicino al produttore , diventare un finto-esperto della cosa di cui andrà a fruire. atteggiamento orrendamente sbagliato che rovina la genuinità delle emozioni. ma ormai le produzioni ammiccano a questo modo di essere e ne tengono conto. purtroppo.

    troco

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  5. Pachirinosauri che spaccano crani di Gorgosauri, gorgosauri cornuti e ambienti neanche presi dall'era glaciale 3
    SENTO ODOR DI GENIO!!!!
    (ironicamente)

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    1. Scusami tanto, ma...Gorgosaurus non aveva veramente delle piccole protuberanze sul cranio?

      http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cc/Gorgosaurus_death_pose.jpg/589px-Gorgosaurus_death_pose.jpg

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    2. oh, chiedo scusa!
      Almeno una cosa l'hanno azzeccata

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  6. Beh, Andrea... io ho appena scoperto questo, e mi vien già da vomitare. credo che inizierò a pregare che a NESSUNO passi mai per la testa di tentare di trarre film dalle opere della signorina Sims... se vuoi farti del male: http://dustypagesinwonderland.blogspot.it/2013/10/di-cose-strane-e-libri-erotici-i.html

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    1. Me ne hanno parlato.
      Mi limito a dire che non si tratta di paleontologia né di letteratura ispirata dalla scienza paleontologica, ma di pura "fantasy", quindi esula dal mio campo.
      Dubito che l'autrice abbia la minima idea di cosa sia un dinosauro mesozoico.

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