29 giugno 2013

Homo sapiens sensu Dinosauroide

Ricostruzione ipotetica di Homo sapiens, un mammifero gigante con un cervello sviluppato.
I mammiferi costituiscono, assieme agli squamati, la principale componente di microvertebrati nelle associazioni faunistiche continentali. Animali prettamente fossori o arboricoli, questi sinapsidi sono un classico esempio di vincolo evolutivo spinto. 
Caratteristiche di questa eccessiva specializzazione sono:
  • Eterodontia vincolante: i mammiferi hanno denti molto specializzati e regionalizzati, che generalmente funzionano solamente in precisa occlusione con i denti dell'arcata opposta. Questo adattamento della loro dentatura ha imposto la presenza di solo due serie di denti (una prima generazione, tipica dello stadio giovanile, ed una singola serie nella fase adulta), fattore che a sua volta limita pesantemente la durata della vita di questi animali. Infatti, perduti i denti della seconda generazione (per usura, danneggiamento, cosa molto frequente in animali che masticano molto), l'individuo muore di inedia.
  • Strategia riproduttiva di tipo K. I mammiferi sono relativamente prolifici, ma investono eccessivamente nelle cure parentali. In particolare, i mammiferi theri hanno evoluto una bizzarra forma di viviparità, che rende gli embrioni ed i feti dei parassiti della madre. Questo fatto crea una serrata competizione per le risorse tra individui di generazioni differenti, ovviamente svantaggiosa per la specie.
  • Endotermia con ventilazione inefficiente. I mammiferi hanno una forma di endotermia analoga a quella aviana. Nondimeno, il loro sistema respiratorio non mostra l'efficienza presente nei saurischi, e ciò pare limitare le potenzialità del loro metabolismo elevato.  Difatti, pur consumando elevate quantità di cibo rispetto alla loro mole, i mammiferi sono poco efficienti dal punto di vista locomotorio.
Nonostante questi fattori rendano svantaggioso, per i mammiferi, evolvere grandi dimensioni, non si può escludere che, qualora le condizioni lo permettano, alcuni di questi animali possano ri-evolvere le dimensioni di alcuni loro parenti permo-triassici, ad esempio alcuni dicinodonti. Ovviamente, sarà necessario che si sviluppino adattamenti in grado di compensare i limiti elencati sopra.
Alla luce di alcune similitudini tra mammiferi e theropodi, è stato ipotizzato che, qualora le condizioni ambientali fossero favorevoli, i mammiferi potrebbero evolvere una specie di grandi dimensioni e cervello sviluppato. Questo ipotetico "mammifero-intelligente" è stato battezzato Homo sapiens.
Lungo circa 120 centimetri, Homo sapiens presenta un corpo relativamente robusto, adatto ad una vita fossoria. La grande testa, contenente un cervello sviluppato, è ancorata ad un collo corto e tozzo. Olfatto ed udito sono molto sviluppati, e la regione del telencefalo è enormemente sviluppata. Lo sviluppo della muscolatura del collo, per sostenere la grande testa, e le dimensioni del cranio hanno indotto la riduzione degli arti anteriori. In analogia con i theropodi, Homo sapiens utilizza prettamente il muso ed il piede per manipolare e per costruire utensili. Homo sapiens vive in colonie matriarcali, che possono estendersi per molti chilometri quadrati nel sottosuolo. L'espansione del cervello ha imposto una massiccia riduzione della muscolatura temporale, che quindi non permette una masticazione efficiente. Di conseguenza, Homo sapiens è privo di denti, e si nutre prettamente di tuberi, che riduce in poltiglia tramite utensili, e di molluschi ed anellidi. La perdita dei denti ha rappresentato un vantaggio adattativo, che ha liberato Homo dal vincolo dovuto alla dentatura specializzata. In assenza delle due sole dentizioni mammaliane, l'animale ha infatti potuto allungare la durata della sua vita, quindi della fase di crescita, e quindi le dimensioni corporee (incluse quelle del cervello).
La coda è corta e tozza, e funge da bilancere quando Homo sapiens assume una postura bipede semieretta, vagamente analoga a quella dinosauriana. Tuttavia, l'assenza di muscoli caudofemorali, come in tutti i mammiferi, rende la sua andatura lenta e poco efficiente. Ovviamente, tale deficit non è uno svantaggio per animali prettamente fossori.
Quanto è credibile questo scenario?
Non tutti i mammalogi considerano Homo sapiens un'ipotesi plausibile. Secondo alcuni, il baupan mammaliano non permette l'evoluzione di specie con tali caratteristiche. Altri sostengono che, sì, un animale del genere è possibile, ma che probabilmente sarebbe una linea evolutiva relativamente breve e poco di successo, perlomeno a lungo termine. Infatti, questi critici fanno notare, qualora Homo sapiens diventasse dominante a scala continentale, il mix dato dalla sua specializzazione alimentare e dalla sua costosa strategia riproduttiva porterebbero velocemente la specie ad aumentare più rapidamente delle risorse alimentari, conducendo la specie all'estinzione per esaurimento delle risorse.

4 commenti:

  1. interessante, suppongo sia l'opera di un paleontologo Quintaglio

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    1. Semmai, come dice il titolo, di uno zoologo dinosauroide.

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    2. eheh, i quintaglio (ovviamente immaginari)* sono, in sostanza, dei T-rex intelligenti


      * http://en.wikipedia.org/wiki/Quintaglio_Ascension_Trilogy

      JD

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  2. spassoso ed istruttivo. ottima fantascienza breve tra l'altro :)
    Emiliano

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