24 aprile 2012

L'Amante della caccia di Phil Currie è solo un giovane cacciatore del Linhe?


Nel 1988, una spedizione Sino-Canadese in formazioni del Cretacico Superiore della Mongolia Interna rinvenne i resti parziali di un piccolo theropode. L'esemplare, IVPP V10597, comprende un femore, una tibia parziale ed un piede quasi completo di un singolo individuo la cui massa in vita si aggirava attorno al kg.
I resti, descritti da Currie e Peng (1994) furono identificati come appartenenti ad un esemplare giovanile di troodontidae ed attribuiti a Saurornithoides mongoliensis, per via della allora accettata correlazione stratigrafica con formazioni analoghe della Mongolia.
Recentemente, questi resti sono stati rivalutati alla luce della scoperta, nella stessa area, del troodontide Linhevenator (Xu et al. 2011). Lo studio appena pubblicato (Xu et al. 2012) ha rivisto sia lo stato ontogenetico che tassonomico dell'esemplare.
L'esemplare è considerato un subadulto e non un giovanile in base a due linee di evidenza: l'esteso grado di fusione dell'astragalocalcagno nel tibiotarso e dei tarsali distali col metatarso, che suggerisce una relativa maturità, e l'analisi istologica delle sezioni delle ossa presenti, che indicherebbero una avvenuta crescita, almeno fino a condizioni subadulte. Pertanto, Xu et al. (2012) considerano IVPP V10597 un subadulto di una forma di troodontide relativamente piccola, più simile alle dimensioni dei troodonti basali piuttosto che ai coevi (e ben più grandi) troodontidi tipici del Cretacico Superiore. La morfologia dell'esemplare risulta quindi unica anche in base ad una combinazione di caratteri, e distinta sia da Saurornithoides che a Linhevenator, e diagnostica di un nuovo taxon, Philovenator curriei. Il nome, avrete notato, è un omaggio a Phil Currie.
Xu et al. (2012) considerano Philovenator strettamente affine al simpatrico Linhevenator sulla base di caratteri unici condivisi dai due. Megamatrice avvalora questa interpretazione (qui sopra dettaglio della zona troodontide). Siccome il mio genericometro è lasso come il concetto stesso di “genere”, considero superflua qualcunque discussione sulla tassonomia dell'esemplare: sono sicuro che qualcuno argomenterà che Philovenator curriei possa essere chiamato “Linhevenator curriei”. Onestamente, queste cose non mi interessano.
Mi interesserebbe maggiormente sentire le valutazioni di chi è più profondamente immerso nelle questioni di tassonomica e ontogenesi, dato che i due taxa sono simpatrici, e quindi viene invalidato uno dei criteri col quale i lumper valutano la validità o meno dei taxa, la non coesistenza.
In breve, le argomentazioni in base alle quali Xu et al. (2012) separano Philovenator da Linhevenator sono robuste, oppure si può lecitamente argomentare che esso sia ancora uno stadio giovanile (o subadulto) dell'animale il cui adulto è chiamato Linhevenator.
Philovenator è diagnosticato da
  1. Un processo sul margine mediale del femore posto appena prossimalmente all'epifisi distale. Sebbene meno prominente, lo stesso processo è presente in Linhevenator.
  2. La cresta cnemiale sottile e proiettata anteriormente. La tibia è sconosciuta in Linhevenator.
  3. Emincondili dell'astragalocalcagno proiettati anteriormente e separati da un ampio solco intercondilare. L'astragalocalcagno è sconosciuto in Linhevenator.
  4. Un tarsometatarso estremamente gracile. Questo carattere è allometrico e influenzato dalle dimensioni ridotte. Non si può escludere che un giovane Linhevenator avesse proporzioni identiche a quelle di Philovenator.
  5. Tarsometatarso molto compresso mediolateralmente. Condizione analoga è presente in Linhevenator, e non si può escludere che le differenze particolari tra i due siano allometriche.
  6. Presenza di una mensola posterolaterale estesa lungo il quarto metatarsale. Questo carattere, sebbene meno esteso, è presente anche in Linhevenator.
Passando a Linhevenator, questo è diagnosticato da 4 caratteri (Xu et al. 2011), di cui 2 nell'arto posteriore e quindi determinabili in Philovenator: uno è proprio il carattere 1) di Philovenator, sebbene meno marcato, che quindi cade in obsolescenza da autapomorfia di Linhevenator a sinapomorfia del nodo “Linhevenator + Philovenator” (se i due taxa non sono sinonimi). Il secondo carattere è la presenza di un solco estensorio marcato sulla superficie distale del terzo metatarsale: in Philovenator il carattere è presente ma meno marcato, ma non si può escludere che tale differenza possa essere una variabilità individuale e/o ontogenetica.

Concludendo, nei caratteri in cui gli olotipi di Philovenator e Linhevenator sono comparabili, non riscontro delle differenze stringenti riconducibili a variabilità intraspecifica. Pertanto, anche evitando la sinonimia delle specie, ritengo i due troodontidi strettamente imparentati, al punto che probabilmente essi formano un nodo che esclude tutti gli altri troodontidi in qualsiasi permutazione filogenetica o analisi dettagliata usiate (vedi sopra). Tuttavia, dato che essi sono simpatrici, non si può escludere che i singoli esemplari che formano i due rami del nodo siano effettivamente conspecifici, e quindi i due taxa sinonimi, dato che le differenze tra i due possono essere dovute ad una combinazione di variabilità individuale e effetti ontogenetico-allometrici all'interno di una singola specie.
In attesa di evidenze più stringenti sulla loro non-conspecificità (che lascio ad altri), mi limito a notare che sia che chiamiate il loro nodo come “Linhevenator + Philovenator” oppure “Linhevenator” ciò è una mera soggettività del vostro genericometro personale, non un'evidenza oggettiva.

Bibliografia:

Currie P, Peng J-H (1994) A juvenile specimen of Saurornithoides mongoliensis from the Upper Cretaceous of northern China. Canadian Journal of Earth Sciences 30: 2224–2230.
Xu X, Tan Q, Sullivan C, Han F, Xiao D (2011) A Short-Armed Troodontid Dinosaur from the Upper Cretaceous of Inner Mongolia and Its Implications for Troodontid Evolution. PLoS ONE 6(9): e22916. doi:10.1371/journal.pone.0022916
Xu X, Zhao Q, Sullivan C, Tan Q-W, Sander M and Ma Q-Y (2012) The Taxonomy of the Troodontid IVPP V 10597 Reconsidered. Vertebrata PalAsiatica 50(2): 140-150.

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