16 maggio 2011

Un piccolo maniraptoro dal Cretacico Inferiore inglese

Un anno fa, Darren Naish mi contattò per chiedermi un'opinione su una piccola vertebra di theropode dal Cretacico Inferiore del Gruppo Hastings (Inghilterra). Dato che adoro i fossili frammentari, ed ho una passione particolare per le vertebre dei theropodi, fui felice di poter essere utile per stabilire cosa fosse.
La mia interpretazione dell'esemplare collimò molto bene con quella originaria di Darren, e ciò indicava che la nostra interpretazione era molto probabilmente corretta (l'ipotesi alternativa, che entrambi abbiamo sbagliato allo stesso modo indipendentemente, è poco probabile). Recentemente, Darren ed il suo collega Stewen C. Sweetman hanno pubblicato uno studio che descrive l'esemplare e ne discute le implicazioni (Naish and Sweetman, in press).


La vertebra è una cervicale posteriore di piccole dimensioni. La morfologia generale indica che si tratta di un Maniraptora di posizione incerta tra Paraves e Oviraptorosauria. Essa infatti mostra una robusta ipapofisi, zigapofisi disposte a "X" dorsalmente, postzygapofisi proiettate oltre il limite del centro, ed un ampio canale neurale. La completa obliterazione della sutura neurocentrale implica uno stadio maturo per l'animale al momento della morte. Le ridotte dimensioni implicano (a seconda del taxon maniraptoriano a cui attribuire la vertrebra) una lunghezza dell'animale tra i 16 ed i 40 cm: ovvero, uno dei più piccoli dinosauri mesozoici (interpretazione che supporta maggiormente uno status aviale per l'esemplare). La scoperta è significativa, dato che il Gruppo Hastings non ha la ricca fauna a theropodi (in particolare di piccola taglia) rispetto altre formazioni inglesi. In assenza di ulteriori resti, non è possibile attribuire l'esemplare a un sottoclade maniraptoriano.
Generica silhouette di un maniraptoro derivato con indicata la posizione della vertebra. Le altre vertebre sono duplicati dell'esemplare noto, al fine di stimare la lunghezza del collo.

Bibliografia: 
Naish, D., Sweetman, S.C. A tiny maniraptoran dinosaur in the Lower Cretaceous Hastings Group: Evidence from a new vertebrate-bearing locality in southeast England, Cretaceous Research (2011), doi: 10.1016/j.cretres.2011.03.001.

7 commenti:

  1. Ma le vertebre cervicali dei teropodi hanno le medesime dimensioni o c'è variazione tra le più prossimali al cranio e quelle vicine al tratto toracico?

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  2. Nella maggioranza dei saurischi, le cervicali cambiano di forma e lunghezza lungo il collo.
    La figura nel post non è una rappresentazione fedele, ma è solo una stima approssimata della lunghezza del collo usando l'unica cervicale conosciuta.

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  3. Just out of curiosity, the other year Darren mentioned a "little maniraptoran he was working on which would change everything." While certainly little, and a maniraptoran, it's hard to see how this is revolutionary. Is there another small maniraptoran in the hopper?

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  4. Karl I think he meant that as a joke

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  5. Per chi se lo fosse perso:

    http://www.wired.com/wiredscience/laelaps/

    Neptunidraco su Laelaps...

    Erodoto

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  6. off-topic:
    su "Historia religionum" una rielaborazione di un post dedicato a Jurassic Park e.. agli sciamani!
    http://historiareligionum.blogspot.com/2011/05/jurassic-park-adrienne-mayor-e-la.html

    Leo

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  7. II off topic:
    visto che tempo fa si era discusso en passant della bizzarra teoria di David Peters per cui Pterosauria avrebbe un'ascendenza prolacertiforme [cfr. http://www.reptileevolution.com/], vale la pena segnalare che nel passato egli fu validissimo e brillante paleoillustratore. La novità, prontamente segnalata da Matt Martyniuk su "DinoGoss", sta nel fatto che Peters ha messo on-line a disposizione i suoi primi due libri illustrati, "Giants of Land, Sea & Air Past & Present" e "A Gallery of Dinosaurs & Other Early Reptiles", presso questa pagina http://davidpetersstudio.com/books.htm
    Il Velociraptor del secondo volume grida vendetta: correva il 1989 e una tale livrea da uccello era qualcosa che nemmeno G.S.Paul avrebbe osato. I suoi lavori migliori sono quelli degli anni successivi, e si spera che possa mettere on-line anche gli altri (copyright e diritti permettendo), ma il secondo volume è una piccola perla (e mi sembra che Jeff Martz debba molto del suo stile a quello di Peters). Perché mai un ottimo paleoillustratore avrebbe dovuto cimentarsi e naufragare nel gorgo d'una teoria bislacca? Avrebbe potuto diventare una stella di prima grandezza...
    Per altre info e immagini da altri volumi di Peters cfr.:
    1) http://paleoking.blogspot.com/2011/05/strange-journey-of-david-peters.html

    2) http://babbletrish.blogspot.com/2011/04/so-close-yet-so-far-away-lets-read.html

    Leo

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