10 maggio 2011

Recensione di Castiello, Lampugnani e Broccoli (2011) "In Dino Veritas - Guida ad una visione consapevole dei dinosauri"

Questo post discende da una serie di circostanze. Un lettore di Theropoda, recentemente, mi ha chiesto un giudizio su questa recente produzione editoriale. La richiesta si associa ad altre, ricevute di persona, affinché esprimessi un mio giudizio sull'opera. Solo ora, che ho potuto visionare nel dettaglio l'opera, posso parlarne in modo motivato.
Dato che l'opera è stata pubblicata, è disponibile ed è in vendita, la mia attuale recensione è un dovere pubblico in quanto divulgatore paleontologico, per dare ai potenziali acquirenti, privi di competenza critica sulla materia, qualche indizio sul merito effettivo del prodotto che intendono acquistare. Metto subito in chiaro, per evitare di essere accusato di avere un atteggiamento ostile o qualche pregiudizio nei confronti dell'opera, che la mia recensione si basa esclusivamente sui fatti documentati, le parole presenti nell'opera stessa, che citerò dettagliatamente (e che quindi non sono invenzioni), e che il mio pensiero non è indotto dalla mia opinione personale verso coloro che hanno partecipato all'opera. Dico questo perché ero a conoscenza dell'esistenza dell'opera in fieri, da quando, un paio di anni fa, fui contattato dal primo autore della stessa per una non ben chiaramente specificata "collaborazione" nell'opera. In base a mie motivazioni, rifiutai di partecipare al progetto.
Ho improntato la mia recensione sulla domanda: se un mio caro amico mi chiedesse se vale la pena di comprare quell'opera, cosa gli risponderei?

La domanda non è immotivata, dato che Castiello et al. (2011) è in vendita al prezzo di 45 (quarantacinque) euro, quindi, un prezzo non insignificante per la maggioranza delle persone. Le pagine numerate sono 564, quindi ogni pagina vale poco meno di 8 centesimi di euro. Apparentemente, l'opera quindi risulta economica e meritevole di essere acquistata, ma, come ha giustamente commentato lo stesso primo autore, M. Castiello, su questo blog "il valore di un opera è nel suo contenuto e nella sua capacità di far arrivare questo contenuto al lettore". Sarà quindi sul contenuto che valuterò l'opera. 
Il contenuto si può riassumere sinteticamente come una versione editoriale di una raccolta-menzione di altre opere paleontologiche (si veda la parte introduttiva ed i paragrafi sulla teoria filogenetica, chiaramente elaborati dalla letteratura divulgativa esistente). La seconda parte dell'opera, la più corposa (circa 400 pagine), è composta da schede dedicate ai generi di dinosauri noti, ed è, onestamente, una copia sintetica delle omonime pagine di Wikipedia, nella forma e nella sostanza. Nonostante ciò, non è questa struttura generale banale a costituire la bruttezza dell'opera. Infatti, nessuno può impedire agli autori di improntare la loro opera nello stesso schema di altre opere precedenti (introduzione + schede). La bruttezza dell'opera sta nella palese inadeguatezza degli autori a produrre un libro bello ed accattivante. Dato che per me un libro sui dinosauri è qualcosa di "sacro", un brutto libro è anche un libro blasfemo, moralmente deprecabile, perché offende la materia che dovrebbe divulgare.

La forma del libro
Il libro è impaginato male, sopratutto nella parte delle schede. Forse gli autori non hanno capito che un libro non è solo il testo, ma anche il modo con cui quel testo è presentato? L'impaginazione amatoriale rende l'opera poco più che un ciclostilato studentesco. Gli esempi della amatorialità abbondano: a volte, dei paragrafi sono introdotti dal titolo in corsivo (vedi pag. 60 per "Avetheropoda basali e Carnosauria"), mentre i titoli degli altri paragrafi gerachicamente equivalenti nello stesso capitolo sono scritti senza corsivo. Spesso, nelle schede, l'impaginazione non è minimamente coerente né elegante, rendendo la lettura faticosa. Si può spendere 45 euro per un'impaginazione del genere?
Il libro, inoltre, è scritto molto grossolanamente. Gli autori tendono a forme retoriche pesanti e spesso inadatte al contesto, come "Ecco, benvenuti nel tempo geologico (pag. 14)", oppure "Bene. Ora che sappiamo abbastanza bene... (pag. 32)". Inoltre, essi mostrano un eccesso di superlativi e forme enfatiche, ed abusano spesso di domande retoriche per introdurre i paragrafi. Nella forma, ciò è il segno che gli autori non sono in grado di costruire un discorso articolato e fluente che possa collegare le varie parti senza la necessità di domande retoriche. Questo rende la lettura faticosa e non appassionante. Si può spendere 45 euro per una lettura così pesante e faticosa, ancora embrionale?

La sostanza del libro
L'opera appare scritta in fretta e poco (o per niente) revisionata. Altrimenti come si spiegano pacchianate come (a pag. 52): "In particolare, In particolare, Eodromaeus..."? Oppure (a pag. 55): "...dove troviamo forme come Eodromaeus, Herrerasaurus, Staurikosaurus e Sanjuansaurus. Tutti e tre questi taxa..."
Il libro abbonda di errori (di battitura?), spesso ripetuti per le stesse parole. 
Ad esempio, l'opera si apre con la citazione di un brano da "Hunting for Dinosaurs" della paleontologa polacca Zofia Kielan-Jaworowska. Peccato che il libro sia citato come "Hunting for Dinosaur (al singolare)" e l'autrice sia chiamata Sofia Kielan-Jaeorawska! Libera traduzione dal polacco? La paleontologa ha cambiato marito?
Altro esempio, più volte nel testo è citato Willi Hennig, entolologo tedesco, ma sempre col cognome sbagliato: Henning! Poi abbiamo Surophaganax (invece di Saurophaganax), Erectopus savegi (invece di sauvagei), e via dicendo.
Inoltre, gli autori sembrano aver tradotto parole dall'inglese senza saperne il vero significato. Altrimenti, come possiamo spiegare l'esistenza di un bizzarro concetto chiamato "sinonimo giovanile" quando parlano di Deltadromeus rispetto a Bahariasaurus, o Bambiraptor rispetto a Saurornitholestes? Hanno liberamente trasformato il junior synonym (sinonimo junior, ovvero, un nome di taxon riferito ad un taxon già precedentemente dotato di nome) nel "sinonimo giovanile"... Hanno forse pensato che siccome gli olotipi di Nanotyrannus e Bambirator sono esemplari giovanili, allora il sinonimo è "giovanile"? Oppure, semplicemente, non sanno tradurre e non conoscono il concetto originale? Inoltre, cos'è la "articolazione metatarsale" citata dagli autori? Non esiste da nessuna parte in letteratura. Se vogliono citare termini tecnici, dovrebbero almeno conoscerli e non inventarseli! A voi la valutazione se valga la pena spendere 45 euro per questa opera.
Il fatto che gli autori non conoscano la scienza di cui vogliono parlare è dimostrato dal fatto che spesso essi chiamano delle ipotesi col nome di "teorie". Non è mio interesse fare agli autori una lezione di epistemologia. Anche le regole basi della tassonomia sono assenti: perché in tutte le schede sui generi, tutte le categorie tassonomiche soprageneriche sono scritte in corsivo, quando in realtà il corsivo è solo per genere e specie? Non ditemi che sono troppo pignolo nella tassonomia, dato che gli autori stessi, a pagina 25, si erano premuniti di dire, a proposito della nomenclatura tassonomica: "Potrebbero sembrarvi pignolerie, ma sono l'unico modo per far capire in ogni luogo di cosa state parlando"... come a dire: predicare bene e razzolare male.

Menzioni di Theropoda? 
Un commento particolare lo faccio per questioni personali. Anche se gli autori non mi citano mai, è evidente che hanno attinto a piene mani dal mio blog senza però mai citarlo con link (violando in parte il disclaimer del blog). La prova: essi scrivono sempre "theropodi", con la lettera "h", peccato che in italiano si deve scrivere "teropodi", senza "h", e che "theropodi" esista solo nel mio blog, come licenza di traduzione scritta in quel modo volutamente errato per mantenere un legame tra i post sui teropodi ed il titolo latino del blog, appunto Theropoda. Inoltre, non è bizzarro che il sottotitolo del libro "Guida ad una visione consapevole dei dinosauri" sia così tanto simile al sottotitolo dei miei post della serie "Billy e il Clonesauro - Guida paleontologica ad una visione consapevole"? Forse, sono solo paranoico ;-)
Ma la vera prova di plagio non menzionato di questo blog è nelle schede sui theropodi, dove spesso, senza citare la fonte, si fà riferimento ad analisi filogenetiche o studi "recenti" che, però non esistono nella letteratura scientifica pubblicata, ma solo come post di Theropoda in cui ho menzionato risultati preliminari di Megamatrice o mie idee personali. Ad esempio, nella scheda su Austroraptor, gli autori scrivono che le caratteristiche del cranio di questo unenlagiino possono indicare un legame con troodontidi come Byronosaurus. Castiello et al. dovrebbero però citare realmente quale articolo scientifico abbia proposto questa ipotesi (a meno che essi non vogliano intendere che sia una loro ipotesi personale), e non solo alluderlo. Sarei curioso di leggere quell'articolo, se esistesse. In realtà, tale ipotesi fu menzionata solamente in questo blog e mai in letteratura pubblicata, dato che fu solo un risultato provvisorio di Megamatrice prima che aggiungessi nuovi caratteri a sostegno delle affinità unenlagiine di Austroraptor.
A proposito di citazioni omesse, gli autori presentano una scarna bibliografia, dove mancano centinaia di citazioni, sebbene queste ultime siano menzionate nelle schede dei generi. Evidentemente, gli autori non hanno compreso che, ad esempio, se citano il genere Vulcanodon nella sua scheda omonima e scrivono: "Descritto da Raath 1972" quella vale come citazione bibliografica e che quindi, poi devono scrivere in bibliografia la citazione completa dell'articolo di Raath 1972 (che invece manca, come centinaia di altre menzionate nel testo). Purtoppo, così non è stato fatto, nonostante ci sia un settore del libro chiamato "bibliografia".

Conclusioni
Nella prefazione all'opera, gli autori commettono quello che, secondo me, è il loro "peccato originale". Essi scrivono: "...riteniamo che la passione, la determinazione e la voglia di mettersi in gioco possano in qualche modo sopperire alla mancanza di esperienza, purché affiancate ad uno studio serio e volenteroso e dalla volontà di fare bene."
NO, NO e sempre NO! 
Ecco l'errore e la causa base della palese incompletezza, grossolanità e generale bruttezza dell'opera. Gli autori, che, va sottolineato, sono appena ventenni, hanno commesso il classico errore che tutti, a 20 anni, commettiamo. Hanno creduto che la passione e l'entusiasmo (sentimenti nobilissimi) siano sufficienti a compensare l'immaturità e l'inesperienza. (Tralascio la questione se ci sia stato un vero "studio serio"). Anch'io ho avuto 20 anni, e comprendo l'entusiasmo e l'illusione tipica di quell'età. A vent'anni si è pervasi da un'energia e passione che, purtroppo spingono il giovane a compiere atti per i quali egli non è ancora pienamente maturo. Tra questi atti, c'è la creazione di un libro paleontologico vero, vissuto, frutto della propria esperienza e conoscenza, un libro che valga tutto il suo prezzo.
Un libro è una cosa seria. La paleontologia è una scienza seria. La scienza si basa sulla conoscenza e l'esperienza, cose che, onestamente, a 20 anni non sono ancora sufficientemente ricche e mature per permettere di scrivere un vero libro. Non basta copiare dalla rete e dai libri (sperando di farlo bene) per scrivere un libro, né tanto meno per venderlo! Non basta chiedere a decine di esperti di "correggere le bozze" per rendere la propria opera meritevole.
L'immaturità degli autori ha impedito loro di comprendere che la loro passione non era sufficiente. Le loro stesse parole dimostrano che l'opera NON doveva ancora nascere. Il risultato oggettivo e concreto conferma le mie parole. Per questo, senza alcuna ostilità verso gli autori, sconsiglio caldamente di acquistare un'opera così ancora troppo grezza e senza anima, troppo improvvisata e poco originale, e, sopratutto così carica di errori.
Non si può sorvolare solo perché sono "giovani". L'opera è incompleta e grossolana nella forma e nella sostanza, e sarebbe disonesto non avvertire i potenziali acquirenti del libro che esso non vale i 45 euro con cui si presenta.

Temo che gli autori non comprenderanno il senso delle mie parole e che ridurranno tutto ad un attacco "dall'alto", che elaboreranno il post come un'ingiusta e feroce critica di cui si sentono vittime innocenti. Se potessi decidere per loro, ritirerei il libro, e suggerirei di riscrivetelo tra molti anni, quando (si spera) capiranno il vero senso di questo post, quando avranno accumulato sufficiente esperienza sulla paleontologia, l'editoria, la grammatica e la divulgazione. E, sopratutto, prima di stamparlo, abbiano il coraggio di far revisionare tutto il libro da un vero esperto in dinosauri!

In una parola, scrivano un libro quando saranno maturi per farlo, perché in questi casi la passione da sola non basta.

46 commenti:

  1. Visto che ho letto personalmente il libro in questione, non posso che concordare con quanto scritto in questo post. Il volume è piuttosto banale, le schede descrittive sono un classico per libri dell'infanzia e la parte iniziale è una pessima copia di testi anglosassoni. Il costo, a mio parere, è eccessivo per un libro che, come hai fatto notare, è rilegato male e presenta un layout inorganico per non parlare dei pessimi contenuti. Un po' sono amareggiato, ho sempre voluto poter leggere un libro serio sui dinosauri in italiano ma,evidentemente, i tempi non sono ancora maturi.

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  2. Gli autori sono 20enni?? ma scherziamo?? ...basta solo questo fatto ad impedirmi di comprare il libro.. che esperienza pratica possono avere a 20 ANNI??? l'ESPERIENZA è per definizione la conoscenza che si accumula col passare degli anni e degli errori commessi. Senza questa cosa non si può insegnare nulla al pubblico, ovvero si può soltanto ripetere in maniera pappagallesca concetti divulgativi base noti e copiati da altre fonti.. Un libro cosi va bene per la fascia d'età 12-16

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  3. Ho appena comprato il libro di Cristiano Dal Sasso et al. - Dinosauri Italiani del 2001.
    Se possibile, vorrei chiederti un giudizio su tale libro.
    Grazie in anticipo

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  4. Diego, non ho letto il libro di Cristiano, a parte qualche stralcio, quindi non posso per ora fare una recensione.
    Darren Naish, invece, l'ha fatta. Quindi puoi leggere la sua: http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2009/07/dinosaurs_of_italy.php

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  5. Marco Casti11/5/11 18:21

    6) "perché in tutte le schede sui generi, tutte le categorie tassonomiche soprageneriche sono scritte in corsivo, quando in realtà il corsivo è solo per genere e specie? Non ditemi che sono troppo pignolo nella tassonomia, dato che gli autori stessi, a pagina 25, si erano premuniti di dire, a proposito della nomenclatura tassonomica: "Potrebbero sembrarvi pignolerie, ma sono l'unico modo per far capire in ogni luogo di cosa state parlando"... come a dire: predicare bene e razzolare male."

    Anche qui, si è (spero involontariamente) data una visione scorretta di quello che c'è veramente scritto nel libro. Le catogorie sovrageneriche sono in corsivo solo nella parte iniziale, standard, di tutte le schede..per una questione proprio di impaginazione. Mentre, se uno prende poi la parte descrittiva, si accorge che solo genere e specie sono scritte in corsivo, mentre le altre categorie no. (e questo però non lo si è scritto..come mai?). Onestamente, credo che chiunque avesse capito come mai la parte inziale presenta tutti i nomi dei gruppi in corsivo, ossia per impaginazione. Se no per quale motivo non avremmo messo il nome sovragenerico in corsivo anche nel testo? Forse si voleva sottolineare che non sappiamo quello che facciamo...

    7) "essi scrivono sempre "theropodi", con la lettera "h", peccato che in italiano si deve scrivere "teropodi", senza "h", e che "theropodi" esista solo nel mio blog, come licenza di traduzione scritta in quel modo volutamente errato per mantenere un legame tra i post sui teropodi ed il titolo latino del blog, appunto Theropoda." :-) Perchè non si è detto che vi è scritto anche "pachycephalosauri" "sauropodomorphi" ornithopodi" "thyreophori" etc... eppure c'è scritto così... è stata una scelta il non italianizzare troppo i nomi. Ci sarebbe stato un chiaro legame al blog se solo "theropodi" fosse stato scritto in quel modo..ma non è così..eppure non è stato detto..

    8)"Inoltre, non è bizzarro che il sottotitolo del libro "Guida ad una visione consapevole della paleontologia dei dinosauri" sia così tanto simile al sottotitolo dei miei post della serie "Billy e il Clonesauro - Guida paleontologica ad una visione consapevole"? Forse, sono solo paranoico ;-)" Sinceramente, ho riso anche io. Il libro è nato due anni fa, ora, non so quando sia stato fatto quel post, di cui non mi ricordavo neanche il nome, ma il titolo "guida ad una visione consapevole..etc.." è nato in maniera indipende. E questo lo posso raccontare tutti quelli che hanno preso parte in maniera diretta alla scrittura del libro. Si, è una paranoia, e anche voluta credo.

    9) A proposito di citazioni omesse, gli autori presentano una scarna bibliografia, dove mancano centinaia di citazioni, sebbene queste ultime siano menzionate nelle schede dei generi. Evidentemente, gli autori non hanno compreso che, ad esempio, se citano il genere Vulcanodon nella sua scheda omonima e scrivono: "Descritto da Raath 1972" quella vale come citazione bibliografica e che quindi, poi devono scrivere in bibliografia la citazione completa dell'articolo di Raath 1972 (che invece manca, come centinaia di altre menzionate nel testo). Purtoppo, così non è stato fatto, nonostante ci sia un settore del libro chiamato "bibliografia". Non sono d'accordo. Nella bibliografia ci sono citati vari libri, grossi libri, come "The Dinosauria" in cui sono racchiuse informazioni provenienti da un numero davvero notevole di pubblicazioni. Se io sul "The Dinosauria" leggo che vulcanodon è stato descritto nel 1972, l'ho letto in quel libro (basato su pubblicazioni) e non sulla pubblicazione ufficiale. Credo sia disonesto inserire quella pubblicazione, che non è stata letta. Più onesto mettere le vere fonti, compreso il libro 8che infatti c'è).

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  6. Ho letto attentamente questo post, in quanto mi riguarda da vicino.
    Credo che il problema di fondo sia una diversa visione di vedere le cose, una visione parziale, e una non conoscenza dei processi tramite cui è nata l'opera. Ma soprattutto, non ne è stato capito l'intento e lo scopo.

    Per nostra fortuna (o sfortuna, decidete voi) abbiamo ottenuto anche vari commenti positivi, non da ragazzini ma anche da gente che ha studiato e che ha apprezzato l'opera anche per le cose che qui vengono criticate (stile di scrittura, impaginazione, scelta dei contenuti). Questo non lo dico per dare punti a nostro favore, semplicemente per dire che, ed è giusto così, è una questione di opinioni.

    Poi, chiaro, ci sono alcuni errori di contenuto, non è un problema ammetterlo visto che questi sono dati oggettivi. E li si che si può criticare (in modo costruttivo). L'importante è capire perchè ci sono (sembra una banalità - un errore è un errore- ma non lo è)

    Onestamente sono contento che tu abbia letto l'opera, se non altro, ora si può parlare della cosa, dato che hai parziali conoscenze sul libro.

    Tuttavia, così come io (e non ho problemi ad ammetterlo e nessuno ha mai sentito dirmi il contrario) ho mancanza di conoscenze sui dinosauri (non si può sapere tutto, chiaramente), sembra che anche tu non abbia molte conoscenze su come su pubblica un libro (come non ce l'ho nemmeno io, poi spiegherò).

    Ma, siccome questoè un dibattito e giustamente tu hai riportato frasi per frasi, vedrò di cercare di far chiarezza su alcuni punti messi in discussione.

    1) "Ho improntato la mia recensione sulla domanda: se un mio caro amico mi chiedesse se vale la pena di comprare quell'opera, cosa gli risponderei?" La risposta a questa domanda non è esclusiva, ma dipende dalla persona che te la fa.Questo libro non è stato fatto per tutti, uno studente di paleontologia che ha una minima conoscenza dell'inglese, che legge questo blog, e che può studiarsi da solo le fantastiche opere di divulgazione in inglese, non ha bisongo di questo libro. Se siete della categoria, non compratelo.
    Il libro è stato per un livello inferiore, per chi magari ha la passione per i dinosauri e vuole avvicinarsi a questo modo pur non avendo nessuna idea di cosa sia un osso, un fossile, di cosa significhi etologia (etc..) e soprattutto non sappia leggere in inglese (e quindi opere in inglele, wikipedia inglese..etc..). è un libro per profani. quindi, bisogna inquadrarlo nel suo target.

    2) "Il libro è impaginato male, sopratutto nella parte delle schede. Forse gli autori non hanno capito che un libro non è solo il testo, ma anche il modo con cui quel testo è presentato? L'impaginazione amatoriale rende l'opera poco più che un ciclostilato studentesco. "
    L'impaginazione NON è amatoriale. Gli autori non fanno l'impaginazione, gli autori scrivono e basta. L'impaginazione è un processo editoriale, fatto da persone competenti che lavora con programmi appositi. Il fatto che sia impaginato male poi è un opinione. c'è per caso una regola per discernere una bella impaginazione da una brutta? de gustibus.

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  7. 10) Gli autori, che, va sottolineato, sono appena ventenni, hanno commesso il classico errore che tutti, a 20 anni, commettiamo. Hanno creduto che la passione e l'entusiasmo (sentimenti nobilissimi) siano sufficienti a compensare l'immaturità e l'inesperienza. (Tralascio la questione se ci sia stato un vero "studio serio"). Io credo che prima della scienziato venga l'uomo. E quindi, il rispetto è una cosa importante. Dire che gli autori sono appena ventenni (come fossero dai ragazzini senza arte ne parte, senza studi, senza fatica) serve a denigrare una persona senza motivo. Perchè i ragazzini, come ho già detto, si sono fatti "due c.. così", perdendo anche vari esami e due anni del loro tempo, per leggersi una marea di roba, chidere aiuto ( a volte ottenuto) da questo o quell'esperto, scritto, riletto, etc.. Un conto è commentare il contenuto di un libro, un conto è ragione di persone che non si conoscono. Apice di questo è la frase "Tralascio la questione se ci sia stato un vero "studio serio" ". Scrivere Tralascio e poi scrivere lo tesso la frase, ha un preciso significato e un preciso scopo.

    11) "Temo che gli autori non comprenderanno il senso delle mie parole e che ridurranno tutto ad un attacco "dall'alto", che elaboreranno il post come un'ingiusta e feroce critica di cui si sentono vittime innocenti." Alto? che alto. Nessuno si sente perseguitato. credo sia mio dirette rispondere, in maniera non offensiva 8 e mis cuso se ho dato l'imprensione di volerlo fare, non sono ne arrabbiato ne in atteggiamento ostile) alle critiche fatte. Ripeto, per fortuna questo è il primo commento negativo che è arrivato (magari, gli altri a cui non è piaciuto non hanno voglia o coraggio di dirlo, non nego che non possa piacere, ed è giusto che ci sia. senza critiche non si va da nessuna parte, però, ritengo che, come ho fatto vedere prima, si sia fatto pendere l'ago della bilancia un pò troppo da una parte, sottolineando cose con una visione parziale di quello che in realtà è.
    Nessun rancora, ognuno è libero di esprimere la propria opinione, anzi, è bello comunque che qualcuno si sia preso cura di fare certe annotazioni (e ringrazio qui anche gli altri, che so leggeranno questo post, che mi hanno dato commenti e opinioni a riguardo)

    12 "E, sopratutto, prima di stamparlo, abbiano il coraggio di far revisionare tutto il libro da un vero esperto in dinosauri!" Anche qui, sembra che volutamente abbiamo evitato di far correggere il libro a persone competenti (che poi, non è vero che persone competenti non abbiano revisionato alcune parti). e sai che non è vero.

    Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, se anche solo una persona dovesse dirmi che ha apprezzato il libro per come è scritto/illustrato/impaginato, allora sarò contento. se la mia mamma, leggendolo, capirà la differenza tra un angiosperma e una gimnosperma o tra uno pterosauro e un dinosauro, allora sarò felice. Non posso mica pretendere di fare contenti tutti.

    Con permesso

    Marco Castiello

    P.S. hai scritto sbagliato il titolo. è "Guida ad una visione consapevole dei dinosauri", senza paleontologia

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  8. Ma perchè mi ha fatto sto casino con le varie aprti? si può correggere?

    Grazie :-)

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  9. 3) "la mia recensione si basa esclusivamente sui fatti documentati, le parole presenti nell'opera stessa, che citerò dettagliatamente" Eppure, ci sono un sacco di opinione. è giusto averle, ma sono opinioni. Cito qualcosa: "Gli autori tendono a forme retoriche pesanti e spesso inadatte al contesto" (è un opionine, abbiamo avuto anche commenti positivi, la forma colloquiale è una scelta di stile, a qualcuno piace, ad altri no). "Si può spendere 45 euro per una lettura così pesante e faticosa, ancora embrionale?" (che sia "pesante e faticosa" è un opione personale)

    Per altro, vorrei sottolineare che il prezzo del libro è un qualcosa dettato dal mercato economico, non dalla scelta della casa editrice (se non parziale) e neanche da quella degli autori (visto che, nel nostro caso, attualmente non percepiscono alcun ricavo delle vendite).

    4) "L'opera appare scritta in fretta e poco (o per niente) revisionata." L'opera è stata scritta in 2 lunghi anni. Ti posso assicurare che l'abbiamo letta e riletta almeno 6 volte, sia noi che quelli della casa editrice. La cosa che mi solleva, è che chi ci conosce, chi ha avuto qualche legame con noi, queste cose le sa. Ed è stata anche revisionata da gente esterna a casa editrice e autori, come scritto nella prefazione. Gli errori di questo tipo (ripetizioni, differenza tra nomi e numeri, sbagli nei nomi di persone o animali) sono frutti del caso e spesso della non comprensione tra gli autori e la casa editrice. Questo commento (senza offesa) è una mancaza di consocneza di come avviene la revisione di un libro nel caso in cui la casa editrice e gli autori siano molto distanti tra loro. Per sempio, un errore sottolinea dagli autori può venir interpretato diversamente dall'editore e quindi si creano queste discreopanze..oppure si troglie un nome non modificando il resto della frase (per problemi comunicativi) e rimangono quindi strane cose). Ripeto: questo commento nasce dalla mancata conoscneza di come è stato fatto il libro (ma non è colpa tua, come facevi a saperlo?). "abbiamo Surophaganax (invece di Saurophaganax)..si, però sia nel titolo che nel resto del testo è scritto giusto. Così sembra che noi non sappiamo quale sia il nome corretto...

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  10. 5) "gli autori sembrano aver tradotto parole dall'inglese senza saperne il vero significato". Devi dire che qui hai in parte ragione. Vi sono alcuni errori (anche da te non citati) dettati da una scorretta traduzione dall'inglese (ma non di concetti, di parole vere e proprie, affiancate però da concetti corretti). Ma un conto è tradurre una parola in maniera scorretta (più che scorretta, io dire che non c'è una vera traduzione in italiano). La cosa grave però è tradurre una cosa in maniera scorretta e spiegare poi anche il concetto in maniera corretta. Però, credo, che l'importante sia il concetto.."metatarsal ankle joint" = artciolazione metatarsale è un errore particolarmente grave se poi non si sa spiegare che cos'è... ma non è esattamente questo caso. Siccome, ripeto, questo è un tentativo di aprire le porte a chi non sa l'inglese, non avrebbe senso continuare a parlare di "metatarsal ankle joint", o di "junior".

    Così sembra che noi siamo tre scemi nerd che amano i dinosauri e che vogliono fare un libro per fare gli altezzosi e per vantarsi. Invece, non si dice che comunque abbiamo 23 anni 8 e non 20) che abbiamo alle spalle un'intero corso di laurea in scienze naturali, e che "junior synonym" è una cosa che si studia al primo anno, in zoologia. A me sembra scorretto.

    Poi, che sia stato tradotto in maniera poco chiara, ok, posso essere d'accordo. Ma "Hanno forse pensato che siccome gli olotipi di Nanotyrannus e Bambirator sono esemplari giovanili, allora il sinonimo è "giovanile"? Oppure, semplicemente, non sanno tradurre e non conoscono il concetto originale? " Questo è un pensiero soggettivo, non un dato...

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  11. MarcoCasti ha detto: "Vi sono alcuni errori (anche da te non citati) dettati da una scorretta traduzione dall'inglese (ma non di concetti, di parole vere e proprie, affiancate però da concetti corretti). Ma un conto è tradurre una parola in maniera scorretta (più che scorretta, io dire che non c'è una vera traduzione in italiano). La cosa grave però è tradurre una cosa in maniera scorretta e spiegare poi anche il concetto in maniera corretta. Però, credo, che l'importante sia il concetto.."metatarsal ankle joint" = artciolazione metatarsale è un errore particolarmente grave se poi non si sa spiegare che cos'è... ma non è esattamente questo caso."

    Bene, caro Marco, mi sai spiegare cos'è il "metatarsal ankle joint" ?

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  12. Nell'attesa della risposta alla mia domanda, ti faccio notare due cose:
    "L'opera è stata scritta in 2 lunghi anni. Ti posso assicurare che l'abbiamo letta e riletta almeno 6 volte, sia noi che quelli della casa editrice."
    L'avete letto 6 volte e non avete visto errori che ho trovato subito alla prima lettura? Non prendermi in giro.
    "Ripeto: questo commento nasce dalla mancata conoscneza di come è stato fatto il libro (ma non è colpa tua, come facevi a saperlo?)."
    So benissimo come avviene una pubblicazione. E so che la vostra è stata fatta malissimo. Dimentichi che l'opera è piena di errori e che VOI dovevate correggerli. Non è stato fatto dagli autori né dall'editore. Risultato veramente pessimo.
    Trovo patetico che tu non ammetta la grossolanità degli errori ed invece, molto infantolmente li giustifichi, o, peggio, scarichi la colpa del layout all'editore.
    SONO ANCORA IN ATTESA DELLA METATARSAL JOINT. Sei in grado di spiegarmi cos'è?

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  13. Caro Andrea, se chi si interessa di Paleontologia, e di Dinosauri in particolare, in questo paese vorrà leggere qualcosa di veramente all'altezza della letteratura in inglese attualmente a disposizione dovrà rassegnarsi all'uscita di un tuo testo, nello specifico magari dedicato ai soli Teropodi, cosa che mi auguro avvenga quanto prima.
    Questo più che un atto di speranza è un augurio che faccio all'intero ambiente culturale italiano.
    Un caro saluto.

    Andrea Ferrari

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  14. Sto leggendo con attenzione il dibattito in corso perchè sono molto curioso di vedere l'opera finita, cosa che non mi è ancora stato possibile. Marco Castiello mi contattò l'anno scorso chiedendomi di partecipare al progetto, ma per una serie di motivazioni personali decisi di non accettare.
    Quello che mi colpisce molto nella contro-replica di Marco sono le sue giustificazioni e spiegazioni in merito alla parte editoriale.
    In primo luogo sono sconcertato da questa frase: "Il fatto che sia impaginato male poi è un opinione. c'è per caso una regola per discernere una bella impaginazione da una brutta? de gustibus." Ma stiamo scherzando? E allora perchè un grafico dovrebbe farsi degli anni di corso in scuole specializzate? Basta imparare ad usare InDesign e il gioco è fatto.
    Quanto ai refusi apparentemente questi compaiono in modo casuale, misteriosamente, senza che nessuno possa farci niente ("Gli errori di questo tipo (ripetizioni, differenza tra nomi e numeri, sbagli nei nomi di persone o animali) sono frutti del caso e spesso della non comprensione tra gli autori e la casa editrice."). Sono allibito...
    Queste convinzioni sono la morte di un libro. E' un modo di concepire l'editoria talmente superficiale e rozzo da far rizzare i capelli in testa. Da vent'anni collaboro con case editrici e posso assicurare che un minimo di competenza ce l'ho ed è per questo che mi permetto queste osservazioni senza aver nemmeno sfogliato il testo. D'altronde mi pare che Castiello non smentisca le critiche ma si limiti all'autodifesa giustificando a modo suo le incongruenze.
    Caso vuole poi che mia moglie faccia di mestiere l'editor, proprio quella figura che apparentemente è mancata nel procedimento di realizzazione dell'opera. E per chi non lo sapesse l'editor è colui/colei che si occupa della cura del testo, la figura che, se sa fare il suo mestiere, rimette a posto le incongruenze, la lingua, i concetti, i nomi, i corsivi, la punteggiatura, tutto insomma. Una figura fondamentale dal ruolo ai più oscura e sottovalutata e che rende un libro leggibile e vendibile.
    Affermare che i refusi siano il frutto del caso o che non esistano regole di valutazione sulla qualità dell'impaginazione significa che Marco Castiello non ha la minima idea di come si pubblica un libro.

    Davide Bonadonna

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  15. Io questo libro l'ho comprato via internet, quindi al buio. Devo dire però che mi è piaciuto. Ha dei bei disegni, è scritto in maniera abbastanza chiara (mi piace la forma colloquiale, lo rende simpatico e meno noioso rispetto ai classici libri stile università) e comprensibile, soprattutto per me, che sono abbastanza un profano. è vero, a volte ci sono errori di battitura, ma solitamente si capisce il senso della frase, quindi pazienza (magari è meglio se stanno un pò più attenti la prossima volta). La cosa che mi è piaciuta di più del libro è che comunque non parla delle solite cose ma speiga anche quei concetti base che servono per capire le schede. La parte introduttiva, per esempio sulle piante, su cos'è un fossile, sull'estinzione, è chiara e interessante. Per uno come me che non ha fatto nessun corso universitario credo sia utile.
    Poi certo, parlo da profano, ma non è stato detto detto che il libro è indirizzato a gente come me?
    Per quanto mi riguarda, non sono affatto pentito dei soldi spesi (e ne ho preso uno anche per mio nipote).
    Non capisco questo accanimenton (sembra più una questione personale tra te, andrea, e marco castiello)

    Ciao a tutti

    Davide

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  16. Andrea, ascolta, forse non hai capito che io non sono qui per litigare con te. Mentre tu, a quanto pare, ne stai facendo una cosa personale, io no. Sono stato chiamato in causa per controbattere le tue argomentazioni e mi atterrò a questo. Anzi, in verità ho già detto quello che dovevo dire, quindi stop. Che poi tu voglia sfidarmi nel chiedermi se so o non so determinate cose, la trovo la dimostrazione che quello che si sta attaccando in fondo è la mia persona, perchè il fatto che io sappia o non sappia una cosa non cambia il contenuto del libro. Se il contenuto del libro è sbagliato, lo è anche se io poi la risposta la so, giusto? Allora che senso ha la tua domanda? A meno che, sia più importante una gara personale che il commento di un dato scritto (ma qui, cadono le premesse del tuo post.)
    Siccome non cado in questi giochetti, non voglio fare a gara con nessuno (anche perchè, e lo sai, e lo so, e lo sappiamo, tu sai molto meglio di me questi concetti, quindi intuile gareggiare).

    Sul fatto che non credi che l'abbiamo retto e riletto, abbiamo dei testimoni (tanti testimoni), credici o no. Io ho la coscienza a posto. Poi si può ammettere (e lo faccio, perchè i dati solo quelli) che ci sono ancora degli errori. Ma accusare di negligenza no, non si può.

    Per Davide Bonadonna: "Caso vuole poi che mia moglie faccia di mestiere l'editor, proprio quella figura che apparentemente è mancata nel procedimento di realizzazione dell'opera.". Sulla questione editori non mi esprimo, leggeranno loro la discussione e trarranno le loro conseguenze. Hai ragione, dal punto di vista editoriale, non ho idea di come si pubblichi un libro, visto che ne sono l'autore, e certe cose non le so fare e non ho il cmpito di farle (non so usare nessun programma di grafica, per esempio.) Ripeto, qui si parla degli editori, che decidano loro come rispondere.

    Detto questo vi saluto, non ho ne voglia ne tempo (o anche altro da fare) che discutere di questa cosa. è un giudizio, quindi è giusto che ci sia, non è mio diritto cambiarlo. Si poteva fare in altri modi, ma ognuno ha la sua personlità. Pace

    Con permesso

    Marco Castiello

    P.S. Per gli amanti delle buone regole, come si decanta qui, è bene sapere che scrivere in maiuscolo sul web equivale ad urlare ed è considerato un gesto di maleducazione.

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  17. Marco, piantala di fare la vittima. Qui la vittima sono i tuoi lettori che, senza saperolo, leggono un libro pieno di errori.
    La tua risposta appena data è terrificante. Tu hai il dovere di sapere tutto quello che hai scritto nel tuo libro! Come puoi scrivere un concetto nel libro e poi non saperlo? Io ti ho fatto una domanda su una cosa scritta DA TE nel libro, e tu NON mi rispondi? La sola spiagazione possinile è che TU NON SAI quello che hai scritto, ovvero, che copi le frasi senza sapere cosa dicano e le metti nel tuo libro!
    Non è vero? Per me, questo è un insulto a tutti i veri paleontologi e divulgatori che lavorano seriamente per creare libri veri che rispettano i lettori.

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  18. "Marco, piantala di fare la vittima" :-)

    Quindi, se io so la risposta ma nel libro è scritto sbagliato allora va bene? il lettore legge il libro o la mia mente?
    Allora un libro scritto da un tuttologo ma che dichiara il falso è giusto a prescindere, visto che il tuttologo, per definizione, sa tutto.
    "La tua risposta appena data è terrificante", ti cito, così almeno la fonte è autorevole quindi è vero ;-)

    Ne terrò conto.
    Alla prossima

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  19. Personalmente sono stufo di ribattere, ci stiamo comportando come bambinetti e nessuno dei due lo è. Quindi, io la pianto qui, tanto queste discussioni non giovano a nessuno, sopratutto a chi viene sul blog per imparare qualcosa e vede solamente discordie di questo tipo.
    Io passo, in attesa di commentare, secondo le mie possibilit. qualche post di Theropoda ben più importante e utile di questo.

    Con permesso

    Marco

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  20. Bambinetto è solo colui che non ha la maturità di ammettere pubblicamente che non sa rispondere alla semplice domanda che ti ho posto su un concetto presente nel tuo libro (se non ti ricordi, quella sul "metatarsal joint").

    Ma siccome so che non sai la risposta e non sei capace di ammettere che non lo sai, mi bastano le tue precedenti risposte come dimostrazione che il mio post era corretto.

    Ogni lettore sa farsi la sua giusta opinione sulla questione.

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  21. Non hai capito il concetto. Uno che si fa paladino della logica, dell'epistemologia, della visione oggettiva, non può dire certe frasi. Non so la definizione che mi hai chiesto o almeno non come la vorresti tu, nonh o problemi ad ammetterlo (e se volevo fare il figo e dirtela, ci voleva poco a cercarla in internet o su Benton 1999 - dove compare per la èprima volta la definizione di Avemetatarsalia-) ma, ripeto, il punto è: cosa cambia? sei qui per valutare la persona o l'opera. Il mio concetto è che un libro serve a imparare, e se il concetto che c'è scritto è giusto, lo è indipendentemente dal fatto che chi lo ha scritto lo sappia o no. Viceversa, se è sbagliato, è sbagliato anche se chi lo ha scritto lo sa. Perchè io, lettore, leggo quello che c'è scritto, o sbaglio?

    A quanto pare, questo dimostra che hai spacciato per "oggettiva" un opinione "puramente personale". Probabilmente l'unica vera recensione attendibile è quella di un qualcuno che Marco Castiello non sa chi è. Solo così può veramente valutare il contenuto dell'opera, visto che, non sa se l'autore sa o no sa certe cose. Comprendi?
    Per dire, se io so che tu sei bravo e scrivi una cosa falsa, io apprendo la cosa falsa per vera. Così però, imparo il falso, non il vero, e non arricchisco il mio bagaglio culturale.

    è più importante dunque la verità del contenuto o la bravura di chi lo scrive?

    "Ogni lettore sa farsi la sua giusta opinione sulla questione." Cit. A. Cau

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  22. Credo che su questo punto Marco Castiello abbia ragione. Tu stesso ce ne hai dato un esempio parlando dell'ultimo libro di G.Paul. Benchè scritto da Paul (non uno a caso) contiene errori, soprattutto nella sistematica. Se io vado nella mia libreria preferita di Milano, il libro lo trovo, lo compro e imparo la sistematica di Paul, perchè quel libro "cavolo, lo ha scritto G. Paul!". Eppure imparo una cosa sbagliata.

    Non so se si è capito il mio concetto.

    Alessandro da Milano

    P.S. Mi astengo dalla discussione su "In Dino Veritas" visto che non l'ho comprato e non saprei cosa dire

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  23. Ripeto la domanda, sperando che Marco Castiello mi risponda:
    Che cos'è il "metatarsal joint"?

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  24. Alessandro, non puoi mettere sullo stesso piano Castiello e Paul.
    Paul scrive delle idee bizzarre perché ha elaborato negli anni una sua personale concezione della tassonomia. Ma fa ricerca da decenni!
    Castiello scrive cose errate semplicemente perché è ignorante in paleontologia. E non lo dico con cattiveria... ma a 20-23 anni non si può avere conoscenza sufficiente per un libro, e quindi è inevitabile scrivere delle falsità.

    Non confondete i casi.
    Abbiate un minimo di buon senso...

    PS: Marco, aspetto ancora la risposta: piantala di prendermi in giro: o la sai, o no la sai.

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  25. Sinceramente mi sembra una pazia dire che due cose errate hanno un diverso peso a seconda di chi le scrive. se una cosa è errata è errata.

    sicuro che il problema non sia la persona?

    A me, in quanto lettore, mi interessa la veridicità di quello che leggo, non chi l'ha scritto. Su questo sono in disappunto

    Alessandro

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  26. Alessandro, hai frainteso la mia risposta. Paul non ha scritto delle falsità, ha solo esposto la sua personale concezione della tassonomia. Essa non è "falsa", perché la tassonomia non è una scienza empirica, ma una convenzione arbitraria. Nel post consigliavo di non seguire Paul solo perché è bene non aggiungere confusione, quindi è bene seguire la tassonomia più diffusa (che non è quella di Paul). Ad esempio, Paul chiama le specie dei 3 Styracosaurus, Pachyrhynosaurus e Centrosaurus tutte come specie differenti del solo genere Centrosaurus. Ciò non è né vero nè falso (non esiste un criterio scientifico per stabilire chi appartiene ad un genere), ma dato che tale tassonomia la usa solo lui, è meglio non seguirla, e basarsi su quella + diffusa che usa anche Styracosaurus e Pachyrhynosaurus.
    Castiello et al., invece, scrivono delle falsità vere e proprie, come ad esempio che Scipionyx è del piano Kimmeridgiano, Giurassico Superiore (in realtà è Aptiano-Albiano, Cretacico Inferiore).

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  27. Ho visto ora l'errore in Scipionyx (c'è scritto Kimmeridgiano..la datazione in milioni di anni però è quella giusta relativa al sito di Pietraroja). è un errore, è vero e mi scuso, questo è dovuto ad una mancata rilettura approfondita delle ere geologiche delle schede. è giusto che siano segnalati alcuni errori del testo (ce ne sono altri Andrea, che non so se hai già visto). Sul fatto poi che io non sappia che Scipionyx provenga dall'aptiano-albiano non è vero, ho dato più di un esame su questo argomento. è un errore, lo ammetto (così come ammetto che ce ne siano altri), ma va valutato sul piano del libro, senza insinuare cosa io sappia o non sappia (del resto, ci sono errori che ho trovato da solo, cosciente che siano errori che non sono stati corretti).
    Dal primo post che ho scritto credo di non essere stato capito, un conto è segnalare errori come questo, errori oggettivi (stiamo preparando un errata corrige da distribuire - quale libro non ne ha una?), un conto è attaccare così persone ed editori, che, anche se si è sottolineato il contrario, si sono comunque impegnati. Non è contenuto che non mi è piaciuto, è il modo.
    Per sempio, perchè hai detto quella cosa del nome theropoda senza però dire che anche gli altri nomi erano scritti così? hai dato una visione parziale per dare un significato negativo ben preciso. O la storia dei corsivi, è ben diverso se poi nel testo sono scritti nel modo corretto (perchè sappiamo che il sovragenerico non va in corsivo, e questo lo dimostra). perchè hai voluto dare una visione appositamente parziale di alcune cose? è scorretto.
    Sarebbe stato più giusto far notare semplicemente gli errori, i dati, come qualcuno ha fatto, no?

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  28. Marco, te lo dico con le più buone intenzioni: ti rendi conto che non puoi cercare giustificazioni per gli errori nel libro? Cosa significa che è ingiusto criticare gli autori dato che "si sono comunque impegnati"? Ma scherzi? Ma quanti anni hai? 12? I bambini si giustificano così. Tu sei maggiorennne, e devi assumerti gli effetti di aver pubblicato un libro così! Perché non avete aspettato? Perché non avete riletto altre 10 volte il libro? Possibile che a 23 anni ti giustifichi così? Possibile che pubblichi un libro paleontologico e scopri gli errori dal mio blog? Io non sono bastardo per sadismo, ma la paleontologia è una cosa sacra per me! Come puoi pensare che accetti le tue giustificazioni da bambino???

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  29. Marco, cosa penseresti se io ti vendessi un libro a 45 auro e tu scoprissi che ha errori di battitura, parole inventate, parole errate, concetti errati, ecc... come sta emergendo dal tuo libro dopo ogni rilettura? Io non ho niente contro di voi, ma per chi come me ama la paleontologia e la sua divulgazione al pubblico, non è tollerabile un'opera del genere. Se non lo capisci allora hai ancora molto da imparare sulla paleontologia e la divulgazione.
    E questo mi dispiace molto.

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  30. "Tu sei maggiorennne, e devi assumerti gli effetti di aver pubblicato un libro così! Perché non avete aspettato? Perché non avete riletto altre 10 volte il libro?"

    Purtroppo non ci conosciamo, e non sai le mie reazioni e i miei pensieri", il libro l'ho riletto e strariletto e se potessi ora rileggere e correggere gli errori che ho trovato dopo la stampa lo rifarei, visto che il libro l'ho riletto molte volte anche dopo 8 lo giuro, e non ho trovato fino ad ora l'errore di scipionix, così come di sicuro non ne ho trovati altri). e non ci ho dormito la notte per alcuni errori che ho trovato. cosa devo fare?
    l'avrei fatto leggere a tutti i paleontologi italiani che avrebbero avuto la pazienza di farlo, cosa che ho chiesto per altro (senza, o quasi, ricevere aiuto). non hai idea di quanto lavoro c'è dietro a questo libro, quante cosa abbiamo letto e quante notti abbiamo buttato. Non ho detto che è ingiusto criticare gli autori perchè si impegnano, anche perchè, come ho detto prima, se il risultato è negativo è negativo indipendentemente dagli impegni. Però non ammetto che si dica che non abbiamo riletto, perchè non è vero. E questa non è una giustificazione, quando ci sono errori non ci si può goiustificare, perchè l'errore c'è e basta. Però, credo non sia stato fatto un discorso totalitario sull'opera, in cui ci sono degli errori (valuterò, dopo l'errata corrige, quanti errori ci sono su 600 pagine - e non su 10). Gli errori sono errori, sono sbagli, e me ne prendo la responsabilità. Però, ritengo siano state dette anche cattiverie, come la storia di theropoda con la h o del corsivo, cattiveria dette apposta per amplificare errori che, indubbiamente, ci sono. Sarebbe stato corretto segnalare gli errori e basta.

    La paleontologia è una cosa sacra anche per me (la tua risposta sarà "allora non avresti neanche provato a fare una cosa simile"), ma forse, sono due modi diversi di intendere la parola "sacro".

    Io mi sto impegnando, sto studiando e dire che sono un ignorante di paleontologia è ingiusto, visto che i miei studi universitari li ho fatti. Di sicuro questo è un punto di partenza, l'importante è imparare dai propri sbagli. In questo senso, grazie.

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  31. "Marco, cosa penseresti se io ti vendessi un libro a 45 auro e tu scoprissi che ha errori di battitura, parole inventate, parole errate, concetti errati, ecc... come sta emergendo dal tuo libro dopo ogni rilettura?"

    Indipendentemente dal prezzo (su cui, ripeto, per ora non ho guadagni), perchè un buon libro è buono da 0 a infinti euro e un libro brutto è brutto anche se costa 1 euro, dipende da quanto effettivamente c'è di male nel libro. Ci sono testi universitari in cui ci sono scritte tante cacchiate, eppure sono testi universitari.
    Ma, lasciando perdere questo, quello che alla fine a me colpisce di un testo è il modo di spiegarti le cose, la chiarezza, il fatto che non sia noioso. Sul fattore concettuale hai pienamente ragione e io stesso dico che ho cercato (spesso invano) di far partecipare gente veramente competente volevo solo il meglio per quest'opera. Gli errori ci sono, è innegabile. E io sono il primo a storcere il naso quando lo leggo dicendo "porc miseria, potevo stare più attento". Ma nel complesso credo che il libro vada inquadrato nel suo contesto. Non è tutto da buttar via, ho avuto giudizi positivi (seppur con le dovute sottilineature di imprecisioni ed errori) anche da chi ha una laurea in paleontologia dei vertebrati, o da semplici lettori che mi dicono che hanno avuto piacere a leggere il libro.
    Per quanto riguarda la divulgazione: io non credo che il mio libro sia il migliore che si potesse fare, però (ed è parere mio) è un libro utile, non ho visto in giro altri libri sui dinosauri con una parte generale così, ho sono per bambini o non ci sono, o sono pubblicazioni ufficiali (che chi vuole veramente fare il paleontologo dovrebbe leggere). Credo che tu fraintenderai quello che ho detto. La paleontologia è una cosa seria anche per me, fatta di studi, ricerca sul campo e in laboratorio, di equazioni matematiche, leggi fisiche e tanta esperienza. Ma non è per questo che è stato creato il libro. Chi vuole fare il paleontologo serio, meglio si legga pubblicazioni vere.

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  32. Dopo aver letto accuratamente tutta la recensione del libro con commenti annessi, non riesco a mantenermi indifferente alla questione, in quanto ai miei occhi traspare del gratuito accanimento: più diretto ai ragazzi autori di questo libro, che alla vera e propria sostanza del libro.
    Per esempio, le critiche mi sono sembrate incentrate soprattutto sulla approssimativa impaginazione/correzione del volume e sulla inesperta giovane età dei ragazzi.

    Anche io, uomo medio comune, sono riuscito a comprendere che l’impaginazione è stata frutto dell’editore del libro ( che esiste e che ha permesso la realizzazione del libro: lo si può leggere citato nelle locandine in rete) e non degli autori, i quali invece hanno scritto i contenuti. Perché quindi accanirsi sugli autori, quando l’impaginazione è stata di competenza dell’editore? Mi permetto di suggerire ai saccenti in questione che dovrebbero avere il coraggio di esternare queste critiche all’editore vero e proprio, andando a dire direttamente a lui ( editore di professione, quindi con studi alle spalle) che le arti dell’impaginazione e della cura del testo non si possono improvvisare ma sono necessari anni di studio!! Che scoperta, come se l’editore in questione non avesse studiato! Questo per farvi capire che l’accanimento verso questi ragazzi è andato ben oltre le loro reali colpe.

    Inoltre anche i commenti negativi(troppo soggettivi) sulla loro giovane età dimostrano la vostra piccolezza in quanto critici, che come punto di forza avete usato esclusivamente l’età anagrafica senza curarvi della effettiva preparazione/esperienza/passione/determinazione di essi. Chi può dire, non conoscendo questi ragazzi, se essi davvero sono impreparati e totalmente inesperti? Avranno anche vent’anni ma possono averli spesi nel migliore dei modi, avendo già fatto dell’esperienza e dello studio. Io personalmente non me la sentirei di giudicare: non li conosco, come del resto non li conoscete nemmeno voi! Ed anche in questo caso io vedo dell’accanimento ingiustificato.

    Matteo V. continua...

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  33. Per fare un altro esempio, non condivido il fatto che Cau continui a far pressione a Castiello perché egli spieghi il significato di alcuni concetti non dettagliatamente espressi nel libro( es. Articolazione metatarsale). Mi sembra che Cau così facendo sia uscito dal seminato della semplice recensione, sconfinando in un duello “testa a testa” a colpi di nozioni.
    Personalmente credo di aver capito che l’articolazione metatarsale ( così tradotta) sia solo stata citata nel libro, e allora perché accanirsi sul voler sapere il significato di essa, insinuando quasi che non esista il termine in letteratura? Io digitando su Google l’ho trovato: “articolazione tarso-metatarsale, detta anche articolazione del Lisfranc…

    Potrei continuare elencando tanti altri evidenti accanimenti ricamati ad arte(dalla accusa soggettiva di Cau della “h” in Theropoda, ribattuta oggettivamente da Castiello, a tutto il resto ) ma credo di essermi già spiegato abbastanza per mostrare anche quest’altra faccia della medaglia ai lettori di questo blog. ( Cari lettori non fermatevi ad un’opinione prefabbricata e a mio parere faziosa, fatevene una vostra! )

    Inoltre, essendo insegnante, sarei soddisfatto nel vedere potenziali alunni così appassionati alla materia ( e alle generali dottrine annesse) da volerla trasmettere, comodamente raggruppata in un unico volume, agli amatori come me, che spesso si trovano a metà strada tra libri troppo infantili o troppo specifici, tra guide obsolete e siti web non attendibili.
    Provvederò a leggere il volume, anche con spirito critico, ma non nego che ripongo in esso buone aspettative. Conservo buone aspettative anche perché la recensione fatta da Lei, Cau, non mi è sembrata criticare la generale sostanza del libro ma ha vertito esclusivamente attorno ad una decina di circoscritti errori: quantità che sulla prima edizione di un volume da 600 pagine trovo insufficiente per “crocifiggere” l’intero libro e i suoi autori.
    Magari prossimamente, dopo averlo letto, posterò la mia amatoriale opinione anche sui contenuti veri e propri, dei quali Lei Cau( scusi se mi permetto) ha parlato ben poco, e per lo più generalizzando.

    Buon week-end a tutti! Matteo V.

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  34. Vedo che eviti sempre di rispondere direttamente alle mie domande... Peccato per te, io non amo le risposte lunghe e retoriche. Io bado ai fatti.
    A proposito...
    Marco, cos'è il "metatarsal joint"?

    Se saprai rispondermi bene, in modo chiaro e preciso, allora potrò cambiare parte del mio giudizio negativo.

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  35. Matteo V.,
    la mia recensione non è un accanimento personale contro gli autori, ma è basata sulla mia personale esperienza e conoscenza della materie e della divulgazione paleontologica.
    Ti assicuro che l'età conta molto, a meno che tu non pensi che la paleontologia è una materia che si assume pienamente a 20 anni senza successive esperienze e conoscenze, senza la pratica e la pubblicazione di studi.

    La questione del metatarsal joint è un punto chiave, a cui volevo dedicare un post. Il fatto che abbia fatto pressione (unvano) su Marco per avere una risposta deriva dal fatto che, come temo, egli non abbia idea di cosa sia, e quindi nasce il dubbio che molto dl libro sia solo un copia-incolla dalla rete e dai libri.

    Se la mia accusa appaere eccessiva, è perché penso, in modo motivato, che l'opera non valga 45 euro e che i 3 autori avrebbero dovuto lavorarci ancora molto tempo prima di pubblicarla.
    Vendere a 45 euro un brutto libro con molti errori e nozioni espressi male (lo dico da paleontologo non a caso) è per me inaccettabile, perché implica che la paleontologia sia una scienza di serie B, che può essere divulgata in modo grossolano da persone non qualificate (come sono, con tutto rispetto, dei 22enni non laureati e senza ricerche o pubblicazioni alle spalle).

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  36. Allora, a me piace fare l'onesto, quindi vedrò di analizzare ben la situazione.

    Il libro dice: " In essi inoltre - stiamo parlando di Ornithodira - si sviluppò una caviglia con un'articolazione metatarsale, in cui astragalo e calcagno si attaccano alla tibia e gli altri tarsali si fissano al piede, tale da consentire un moto solamente flessorio-estensorio e rendere impossibile alcuna rotazione laterale del piede. quest'ultimo divenne simmetrico e pienamente digitigrado..etc..".

    Mi autocommento: la definizione non è chiarissima, in quanto non vengono menzionati i metatarsi (e l'articolazione viene definita metatarsale). Per quel che ne so io, negli ornithodira assistiamo ad una diversa disposizione delle ossa dell'arto posteriore, con un astragalo che è fissato alla tibia, un calcagno relativamente ridotto e attaccato all'astragalo in modo che questi due tarsi formino un complesso unico in fase di movimento, e che quindi la flessione del piede avvenga a livello di questo sistema astragalo+calcagno e del resto del piede. Questa morfologia ha consentito lo sviluppo di una postura digitigrada, visto che negli altri archosauri è presente una diversa modalità di "piega" del piede.

    Questo è quello che ti posso dire.

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  37. "Se la mia accusa appaere eccessiva, è perché penso, in modo motivato, che l'opera non valga 45 euro" Andrea, lascia stare il capitolo economico, un opera brutta è brutta anche se vale 0. Il costo di un libro non dipende dal valore commerciale, no?

    "22enni non laureati" e questo da cosa lo deduci?

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  38. 1- Quella non è l'articolazione metatarsale. Caro Marco, perché non leggi le fonti vere invece di Wikipedia?
    2- Il prezzo conta imvece, quando sei tu a spednere i 45 euro per comprare il libro.
    3- Hai una laurea specialistica? La triennale non fa testo. (Scusa, ma sono all'antica e "laurea" per me è uguale alla specialistica).

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  39. Non ho letto wikipedia(anche perchè su wikipedia non c'è scritto). Ho letto Bneton 1999 (la pubblicazione di Scleromochlus) Vertebrate Paleonology (sempre di Benton) e The Dinosauria (pag 10). Il problema forse è che nel libro sarebbe stato più corretto tradurre con "articolazione mesotarsale".

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  40. Andrea cau, al di là delle tue competenze dimostrabili, sei una persona che discrimina davvero tantissimo! Meno male che non sono tutti come te..
    e quanto al prezzo dai libri...45 euro non mi sembra eccessivo, anzi! Mi è capitato di comprare testi paragonabili a prezzi maggiori come 70-80 euro...
    Matteo V.

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  41. OHHHHH! Finalmente!!
    Diamine, Castiello, ci sono voluti 40 commenti per farti capire la cosa!
    Vedi, è questo il senso della mia critica. Tu hai tutto il diritto del mondo di scrivere un libro... ma secondo me, se invece di pubblicarlo di fretta (e male) nel 2011, l'aveste pubblicato nel 2012, in questi 12 mesi di lettura, rilettura, confronto coi testi ecc... avresti scovato da solo il Kimmeridgiano di Scipionyx, il mesotarsale al post dell'inesistente metatarsale e tutto il resto.
    Se volevo sputtanarti e basta, avrei solo detto che la parola giusta era mesotarsale.

    Capisci ora cosa intendo dire?

    Matteo V.,
    non è discriminazione, ma buon senso.
    Mai sentito parlare di Cursus Honorum? Per me la scienza è la stessa cosa. Ad una certa età non si può fare certe cose, ma occorre maturare e fare esperienza.
    La pensi diversamente? Io ho i miei buoni motivi.

    RispondiElimina
  42. "Vedi, è questo il senso della mia critica. Tu hai tutto il diritto del mondo di scrivere un libro... ma secondo me, se invece di pubblicarlo di fretta (e male) nel 2011, l'aveste pubblicato nel 2012, in questi 12 mesi di lettura, rilettura, confronto coi testi ecc..."

    Di questo ne sono convinto anche io, anche se, credimi, da quando è nata l'idea abbiamo riletto, confrontato, approfondito..se lo pubblicavo un anno fa era una vera schifezza..e sono convinto anche io che qualche mese in più avrebbe fatto bene. Questo libro servirà più a me che a chi lo leggerà. Mi ha fatto crescere durante la stesura e mi farà crescere ancora (così come mi faranno crescere queste critiche). Ma queste cose già le sapevo., questi concetti sono scritti anche nel libro....

    P.S. vorrà dire che "In Dino Veritas 2.0" verrà sicuramente meglio ;-)

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  43. Però, come io ho ammesso i miei errori, tu commentami questo:

    7) "essi scrivono sempre "theropodi", con la lettera "h", peccato che in italiano si deve scrivere "teropodi", senza "h", e che "theropodi" esista solo nel mio blog, come licenza di traduzione scritta in quel modo volutamente errato per mantenere un legame tra i post sui teropodi ed il titolo latino del blog, appunto Theropoda."

    :-) Perchè non si è detto che vi è scritto anche "pachycephalosauri" "sauropodomorphi" ornithopodi" "thyreophori" etc... eppure c'è scritto così... è stata una scelta il non italianizzare troppo i nomi. Ci sarebbe stato un chiaro legame al blog se solo "theropodi" fosse stato scritto in quel modo..ma non è così..eppure non è stato detto..

    Che tu lo abbia fatto con cattive o buone intenzioni, hai volutamente omesso delle cose per poter dare un giudizio negativo. Io ho ammesso la mia inadeguatezza in alcuni punti, tu ammetti la tua (spero non voluta) disonestà...

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  44. E anche questo:

    6) "perché in tutte le schede sui generi, tutte le categorie tassonomiche soprageneriche sono scritte in corsivo, quando in realtà il corsivo è solo per genere e specie? Non ditemi che sono troppo pignolo nella tassonomia, dato che gli autori stessi, a pagina 25, si erano premuniti di dire, a proposito della nomenclatura tassonomica: "Potrebbero sembrarvi pignolerie, ma sono l'unico modo per far capire in ogni luogo di cosa state parlando"... come a dire: predicare bene e razzolare male."

    Anche qui, si è (spero involontariamente) data una visione scorretta di quello che c'è veramente scritto nel libro. Le catogorie sovrageneriche sono in corsivo solo nella parte iniziale, standard, di tutte le schede..per una questione proprio di impaginazione. Mentre, se uno prende poi la parte descrittiva, si accorge che solo genere e specie sono scritte in corsivo, mentre le altre categorie no. (e questo però non lo si è scritto..come mai?). Onestamente, credo che chiunque avesse capito come mai la parte inziale presenta tutti i nomi dei gruppi in corsivo, ossia per impaginazione. Se no per quale motivo non avremmo messo il nome sovragenerico in corsivo anche nel testo? Forse si voleva sottolineare che non sappiamo quello che facciamo...

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  45. Oppure questo: "dei paragrafi sono introdotti dal titolo in corsivo (vedi pag. 60 per "Avetheropoda basali e Carnosauria"), mentre i titoli degli altri paragrafi gerachicamente equivalenti nello stesso capitolo sono scritti senza corsivo."

    Ora, il fatto che questo sia l'unico (l'unico) paragrafo in corsivo non ti ha fatto venire il dubbio che questo sia un errore? perchè se effettivamente "dei paragrafi" erano in corsivo, allora si, si poteva dire che non sapevamo che cosa stavamo facendo..ma questo è un paragrafo solo su 600 pagine di libro. e il non dirlo cosa significa?

    Marco Casti

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  46. Quello è davvero un errore pacchiano. Ringrazia il cielo che non ho citato TUTTI gli errori che ho trovato.

    Castiello, suggerisco di chiudere qui la discussione. Ok? Io ho detto la mia, e tu hai avuto modo di replicare abbondantemente.
    I lettori hanno impararato che sono un bastardo e che tu hai scritto un libro. Due sacrosante verità.
    Però, ora direi di chiudere qui.

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