19 aprile 2010

La voce dei dinosauri

Ricostruzione computerizzata delle cavità nasali di Hadrosauridae (fonte: Witmer Lab).

Gli archosauri sono gli unici sauropsidi ad emettere complessi vocalizzi. A differenza di tartarughe e lepidosauri, sia gli uccelli che i coccodrilli mostrano un complesso repertorio di emissioni sonore, non tutte udibili dall'orecchio umano.
Questa semplice constatazione ci permette, sulla base dell'inferenza filogenetica, di ipotizzare che anche i dinosauri avessero un complesso repertorio di vocalizzi.
Eppure, nonostante questa premessa, fondata scientificamente, sembra che l'apertura mentale dei creatori di ricostruzioni animate di dinosauri sia ancora plagiata da due ottuse convenzioni mentali, accettate come dogmi e poco discusse: la prima, quella del "mostro", che impone di creare suoni iper-polifonici ed alieni per i predatori, la seconda, quella del "brontolososauro" che impone di usare sempre lo stesso tipo di basso barrito-trombone monotono per i dinosauri erbivori. Unico a salvarsi, sebbene anch'esso in parte vincolato al "brontolososauro" è Parasaurolophus, per il quale è stato ipotizzato un repertorio di vocalizzi amplificati dalle elaborate camere nasali (Weishampel, 1981).
Ma, volendo essere scientifici, come possiamo ricostruire il suono dei dinosauri estinti? Praticamente, non possiamo. Anche se qualcuno vi facesse credere che basti ricostruire parte del sistema ventilatorio per avere il suono di un animale (ad esempio, come è stato fatto con Parasaurolophus), ciò non è sufficiente. Infatti, senza la ricostruzione delle parti molli, spesso fondamentali per ogni forma di vocalizzo, e senza la conoscenza del legame tra ventilazione e emissione del suono, è praticamente impossibile sapere quale suono emettesse un animale fossile. Potreste immaginare il nitrito di un cavallo solo guardando le sue ossa? Ovviamente, no.
Forse, ma è solo una consolazione, possiamo avere un'idea delle caratteristiche generali del verso dei dinosauri ascoltando alcuni archosauri attuali (coccodrilli e grandi neorniti basali), e cercando di dedurre se questi suoni hanno una base comune (la quale, quindi, potrebbe essere condivisa con i dinosauri fossili). Sarebbe interessante se qualcuno facesse una ampia revisione sistematica dei vocalizzi in coccodrilli e uccelli, per ricostruire, se possibile, le caratteristiche comuni di questi suoni. 
Intanto, eccovi alcuni esempi di archosauri attuali:
Oppure, ascoltate questo maschio di casuario, chiaramente aggressivo (forse a causa della cattività in un ambiente innaturale). Notate come utilizzi il robusto secondo dito del piede, analogo a quello deinonychosauro, per sferrare rapidi calci contro quell'albero, come parziale sfogo della sua aggressività.

 
Bibliografia:
Weishampel, David B. (1981). "Acoustic analyses of potential vocalization in lambeosaurine dinosaurs (Reptilia:Ornithischia)". Paleobiology 7 (2): 252–261.  

7 commenti:

  1. Marco Casti19/4/10 19:53

    Che animale afffascinante il casuario!

    Domandina: ma non sono mai state fatte ricostruzioni delle possibili cavità nasali dei sauropodi? eppure alcuni mostrano cavità nasali abbastanza "simili" ( diciamo così) con quelle degli adrosauri, ad esempio i diplodocidi...

    RispondiElimina
  2. Scusa la schiettezza, ma "abbastanza "simili"" non significa niente dal punto di vista scientifico. Forse per te la domanda è chiara, ma non lo è per me.
    Anche il mio naso è abbastanza simile a quello di un adrosauro: stessa posizione, stesse ossa, stessa funzione, stessa origine embriologica.

    Spiegati meglio...

    RispondiElimina
  3. Scusami, hai ragione...

    pensavo alle cavità dasali dei diplodoci ( che, secondo gli ultimi studi erano rivestite da tessuto connettivo - oltre che , ovviamente - tessuto epiteliale- molto vascolarizzato)... mostrano una certa affinità con le strutture viste negli adrosauroidi o anche in alcuni iguanodonti basali come _Muttaburrasaurus_. La narice esterna e la narica interna sono solitamente piuttosto distanziate e poste non linearmente ma una più in basso ( esterna) e una più in alto ( interna)...

    Ho letto oggi che il cerebbello di molti sauropodi, specie quelli un pò più primivi ( come _Diplodocus_ e _Camarasaurus_, era piuttosto piccolo, così come i lobi olfattivi..quindi, supposto che molto probabilmente queste grandi narici servivano soprattutto a respirare, perchè non ipotizzare anche una funzione sonora, vista la loro grandezza e la loro peculiarità?

    RispondiElimina
  4. Uff, mi dimentico sempre di rileggere... " dasali" sta per nasali, primivi sta per primiviti, dopo _ Camarasaurus_ si chiede la parentesi e cerebello va con una sola b

    scusatemi

    P.S. Andrea hai la facoltà di correggere i commenti?

    RispondiElimina
  5. I miei sì... li rileggo prima di cliccare "invia". ;-P

    RispondiElimina
  6. Nulla da dire sul mio commento? è perchè ho detto cavolate?

    RispondiElimina
  7. Bello il verso di Alligator mississippiensis, davvero

    COmunque, sembra che gli ornitotoraci sian gli unici sauropsidi muniti di siringe...
    Per chiunque volesse, legga QUESTO
    http://www.mun.ca/biology/tmiller/pdffiles/SENTER_3653.pdf
    Peccato che non l'hai citato, sarebbe stato bello veder che ne pensavi

    RispondiElimina

ATTENZIONE:
- COMMENTI OFFENSIVI, VOLGARI O SPAM SARANNO ELIMINATI. -
- I COMMENTI ANONIMI O PRIVI DI FIRMA SARANNO ELIMINATI. -