08 aprile 2009

I resti di Epanterias (Cope, 1878) ed il suo posto nell’ecosistema della Formazione Morrison


Spesso, gli appassionati di dinosauri non sono consapevoli del grado di preservazione e della nostra relativa conoscenza di un particolare taxon. Il fatto che esista una parola, ed essa sia considerata il nome di un genere fossile, porta, spesso automaticamente, a pensare che essa corrisponda ad un animale completo, uno scheletro articolato, pienamente riconoscibile e visualizzabile nei dettagli. Se poi, aggiungiamo come informazione la sua presunta collocazione tassonomica, ecco che il nome cannibalizza i concetti del taxon, aumentando il suo grado di realtà nella nostra mente. Epanterias (Cope, 1878) è un caso significativo per capire questo concetto. Epanterias amplexus è basato su AMNH 5767, cioè tre vertebre presacrali ed un coracoide, dalla Formazione Morrison. Questo, e niente altro, è la realtà del nome "Epanterias". Per molti, la sola conoscenza del nome “Epanterias” implicherebbe invece l’esistenza concreta, nelle associazioni fossili del Tardo Giurassico nordamericano, di un genere zoologico reale, concreto, avente una sua individualità e consistenza, connesso da miriadi di relazioni ecologiche con il resto del suo mondo. Epanterias, in quanto genere di grande theropode, richiede il suo posto nella catena alimentare, le sue prede, i suoi habitat, relazioni e connessioni con un ambiente estinto, ma realmente esistito.
Come sostenuto da Chure (2000), Epanterias è interpretabile come un sinonimo junior di Allosaurus fragilis, dal quale si distingue solamente per alcuni dettagli qualitativi, che potrebbero essere dovuti alla taglia di AMNH 5767, relativamente maggiore di quella di buona parte degli altri esemplari noti di Allosaurus. Diciamo che appartiene a Allosaurus, però, e va sottolineato bene, solo perché tra tutti i theropodi noti dalla stessa formazione assomiglia maggiormente a Allosaurus. Le differenze riscontrate possono rientrare nel campo della variabilità intraspecifica, pertanto, in base ai dati noti, si può provvisoriamente sostenere che Epanterias non rappresenta un distinto genere di theropode, ma solo un esemplare pienamente maturo di un grande theropode, forse Allosaurus, avente circa la stessa taglia degli esemplari noti di Acrocanthosaurus (stima basata sulle dimensioni dei coracoidi), ovvero 10-11 metri di lunghezza.
Quindi, Epanterias non esiste, né esistono le sue relazioni ecologiche, i suoi habitat, le sue prede preferite, i suoi competitori...
Non so quanti comprenderanno il senso profondo di quell'ultima frase.
Bibliografia:
Chure D., 2000. A new species of Allosaurus from the Morrison Formation of Dinosaur National Monument (Utah-Colorado) and a revision of the theropod family Allosauridae. Ph.D. dissertation, Columbia University, 1-964.
Cope E.D., 1878. A New Opisthocoelous Dinosaur. The American Naturalist, 12:406.

10 commenti:

  1. > "Quindi, Epanterias non esiste, né esistono le sue relazioni ecologiche, i suoi habitat, le sue prede preferite, i suoi competitori...

    Non so quanti comprenderanno il senso profondo di quell'ultima frase."

    > a coronamento di un post su "UltRazionale" (valga anche come suo commento) riporto una serie di punti, che da allora ho ampliata e articolata in vista di un futuro a venire, già apparsa in cotal veste su http://geomythology.blogspot.com/2008/07/modern-dragons-archetype-2-dinosaurs-as.html - in data 27 luglio 2008. In particolare, rispetto al "Decalogo del Dinomaniaco" UltRazionale è interessante la lettera "G" della lista seguente, in cui il sentimento di possessione dell'Altro si trasmuta alchimisticamente in una onnicomprensiva restituzione di un Tutto, anche quando questo "Tutto" non c'è [cfr. Epanterias]; sempre tipico della mentalità infantile è il potere magico-sacrale del nome - in effetti nominare equivale a porre in esistenza una cosa, un oggetto, e l'esempio abusato dal 'Genesi' è solamente uno solo tra mille (e ancora di più)cosmogonie in cui esseri divini (e poi l'uomo, loro successore in questo regno subceleste; cfr. il caso fantastico del "Golem") nominano le "cose" e queste "diventano reali". Per il momento ti ringrazio come sempre /Andrea Cau/ per gli innumerevoli spunti e per l'openmindedness umanistico-paleontologica:

    - "[...] per ora limitiamoci preliminarmente a riportare questi appunti e a segnalare un paio di punti importanti per la comprensione della recezione e dell’impatto dell’informazione scientifica da parte di una mentalità infantile [Aletti, 1992]:

    A)i dinosauri sono esseri che non esistono;
    B)i dinosauri sono tutt’altro dalla quotidianità (das ganz andere);
    C)i dinosauri sono enormi, potenti e terribili;
    D)i dinosauri sono un ricettacolo di forze magico-sacrali;
    E)i dinosauri sono una proiezione della volontà di potenza su una materia inerte, in un’epoca in cui il bambino vorrebbe perseverare nel sentimento di onnipotenza neonatale; rappresentano quindi l’ipostatizzazione delle aspirazioni di dominazione totalizzante sulle limitazioni esterne che, man mano che si cresce, insorgono come problematiche rispetto all’unità fusionale tra bambino e madre;
    F)i dinosauri sono superiori alla potenza paterna; alle mostre di fossili da piccoli spesso si è accompagnati dai genitori (padre?); in riferimento al punto E) un paragone s’impone tra la forza magica di cui è investito lo scheletro che si vede (o la ricostruzione dell’animale), e la forza magica di cui erano investiti i genitori (il padre). Il dinosauro si pone come pietra miliare nello sviluppo della situazione edipica relativa alla castrazione paterna da parte del bambino.
    G)“voglio studiare i dinosauri”; impadronirsi dell’oggetto tramite la forza della parola (“lo studio”) è segno della compartecipazione mistica soggetto-oggetto e della mentalità arcaica (cfr. Levy-Bruhl), che ben si esemplifica nello sviluppo ontogenesi-filogenesi nel bambino.
    H)la visita al museo è un evento che interrompe la sequenza delle attività familiari (profane) e organizzandosi come vera e propria rottura di livello, agisce in favore di una sostanziale sacralità del luogo espositivo-museale. In effetti, il museo come sacralizzazione della memoria collettiva, come ente morale e statale nato dalla Rivoluzione Francese, non è se non una rielaborazione esperienziale in chiave sociale del patrimonio religioso-simbolico cristiano e, in misura parzialmente minore, massonico-esoterico. La stessa riutilizzazione di conventi e chiese come enti museali che avvenne allora, agisce già come riproposizione di valori simbolici. In tale senso il museo è al contempo uno spazio sacro ed un simbolo potente. Torneremo presto su questo discorso.
    I)Anche se il primo impatto non è la visita al museo, un libro illustrato, un articolo, un’immagine con didascalia da un quotidiano, un giocattolo colorato, un film o una lettura rappresentano sempre e comunque una rottura di livello dal mondo circostante, causata dall’emergere di immagini e simboli dal profondo. L’importanza capitale sta nel disegno, nella forma visiva comunicante: la “rottura del livello” seguirà immediatamente."

    - Aletti, M., Psicologia, psicoanalisi e religione. Studi e ricerche, E.D.B., Bologna 1992

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  2. Avrei una domanda, in giro sul web (wikipedia ad esempio) delineano la sagoma di questo Epanterias/A. Fragilis grossa quanto quella di un tyrannosaurus. Questo esemplare quanto era alto e lungo?

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  3. Rispondere a questa domanda è molto difficile, data la scarsità di resti. Lascia perdere Wikipedia et similia. L'unica cosa che posso dire è che probabilmente era lungo almeno 10 metri.

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  4. Sempre per restare legati al tema "pochi resti, poche idee sulla dimensione" avrei da chiederti una cosa su Spinosaurus Aegyptiacus: sul web ho incrociato una ricostruzione in digitale a opera di talentuoso ragazzo, recentissima, pubblicata giusto un paio di giorni fa, che vede il suo spinosaurus basato sulle tavole di Hartman.

    http://i.imgur.com/EXPav.jpg

    Nei mesi scorsi tu segnalasti qui su Theropoda le opere di Bonadonna presso il sito di National Geographic, che mostrano uno Spinosaurus decisamente più grande.

    http://i.imgur.com/3i1Cf.jpg

    Ma anche la tua e la tavola di Panzarin mostrano uno Spinosaurus più vicino alla versione di Bonadonna che a quella ipotizzata da Shartman. Mi chiedevo, quale delle due è più vicina alla possibile mole della creatura? In base a cosa hanno dedotto dimensioni così notevoli Maganuco e Bonadonna? Da profano so che ci sono pochi reperti e da disegnatore sarei curioso di capire il calcolo di quelle stime.

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  5. Coso,
    le dimensioni adulte massime di Spinosaurus aegyptiacus ("aegyptiacus" con l'iniziale minuscola perché è la specie e solo il genera vuole l'iniziale maiuscola) sono ignote. Qualunque argomento pro o contro determinate dimensioni (a parte cifre assurde) è legittimo se basato su un ragionamento e non su mere opinioni. Tuttavia, in assenza di dati diretti tutto è speculativo. Il mio spinosauro non ha una scala metrica né una sagoma umana vicino quindi non ha alcuna dimensione. Simone e Davide hanno realizzato le dimensioni sulla base di ragionamenti dimensionali che Simone ha estrapolato dai resti noti, in particolare il muso del museo di Milano. Ma, ripeto, sono stime ipotetiche: possibili ma ipotetiche. Senza resti più completi non si può affermare nulla di definitivo.

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  6. Ops, perdona la svista è un vizio che non riesco a togliermi questo della iniziale maiuscola, ma ci sto lavorando! :D

    Quindi attualmente Spinosaurus aegytiacus (ce l'ho fatta!) potrebbe apparire sia come la versione di Konstantinov (il ragazzo) che come quella di Bonadonna.

    Il tuo Spinosaurus non ha una sagoma umana affianco ma comunque ha un rapporto testa/corpo simile a quello di Davide e Lukas. Era quello che stavo considerando. La versione di Vlad invece è più sbilanciata verso una testa più grande e un corpo meno imponente.

    Grazie per la risposta comunque, prontezza apprezzatissima.

    Francesco

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  7. Sull'ottimo sito francese "Spinosauridae" di C. Hendrickx ho trovato il link a un interessante articolo di Therrien, F. & Henderson, D.M. tratto da Journal of Vertebrate Paleontology 27 (1) : 108 - 115 del 2007, in cui si cerca di stimare dimensioni e peso di un teropode dalla lunghezza del cranio, costruendo la relazione per le specie di cui disponiamo di ricostruzioni scheletriche quasi complete ed estendendola poi a quelle con resti più frammentari.
    Secondo tale lavoro, l'esemplare di Milano di Spinosaurus aegyptiacus doveva raggiungere una lunghezza stimabile fra i 12,5 e i 14,5 metri (il limite superiore si avrebbe accettando il valore di 175cm per la lunghezza del cranio).
    Sempre da tale lavoro emergerebbero tuttavia valori insolitamente elevati per il peso corporeo dei teropodi di taglia maggiore, in quanto la relazione suggerita da Therrien e Henderson prevede che il peso aumenti con le dimensioni secondo un indice di potenza maggiore di 3 (i teropodi più grandi tenderebbero quindi ad essere più "corti" e "massicci" in relazione alle forme corporee tipiche di quelli più piccoli).
    Per lo spinosauro di Milano si raggiugerebbero allora valori compresi fra le 12 e le 21 tonnellate!

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  8. Per la serie "Allosaurus giganti" (e molto ben raccontata):
    http://blogs.smithsonianmag.com/dinosaur/

    Non Epanterias ma Saurophaganax, ex Saurophagus.

    Valerio

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  9. Valerio, questo blog ha parlato di Saurophaganax ben 2 anni fa...
    http://theropoda.blogspot.com/2009/04/saurophaganax-il-genericometro-di-holtz.html

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  10. Mi ero dimenticato quel post, che per altro è molto bello. Una buona occasione per rileggerlo...

    Valerio.

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